Il castello di Nancy e Patrick

Patrick era un ricco commerciante canadese di automobili, aveva successo, denaro, case, perfino uno yacht ed era socialmente molto stimato. Ma, come lui stesso afferma: “Nella mia vita non conoscevo Dio. Non sono più entrato in Chiesa da quando ero bambino. A mio figlio che mi chiedeva chi fosse Dio, mostrai una banconota da 20 $ e risposi questo è Dio. Ho tenuto distante me e la mia famiglia dalla Chiesa. Ma i risultati di tale scelta furono disastrosi”.

Sono straordinari i testimoni dei messaggi di Medjugorje. Con loro sembra di essere in famiglia, sono disponibili sempre e a chiunque a dare testimonianza della loro conversione. Vivono a Medjugorje da molti anni in un particolare e suggestivo castello in pietra in via di costruzione, lo hanno dedicato e donato alla Regina della Pace. Qui vengono ospitati religiosi e sacerdoti o gruppi per ritiri o incontri di preghiera. Nancy, conoscendo diverse lingue, aiuta la Parrocchia per le traduzioni.

Questa è la loro storia:

Intervista a Patick e Nancy Latta

Medjugorje è la grandezza dell’amore di Dio, che Egli ormai da più di 25 anni riversa sul Suo popolo per mezzo di Maria, Madre celeste. Sbaglia chi vorrebbe circoscrivere l’opera di Dio a un tempo, a uno spazio o a un popolo, perché Dio è amore incommensurabile, grazia incommensurabile, una fonte che non si esaurisce mai. Perciò ogni grazia e ogni benedizione che viene dal Cielo è veramente un dono immeritato agli uomini di oggi. Colui che comprende e accoglie questo dono può giustamente testimoniare che nulla di tutto ciò che ha ricevuto dall’alto appartiene a lui, ma soltanto a Dio, che è la fonte di tutte le grazie. Di un tale immeritato dono della grazia di Dio ci dà testimonianza la famiglia di Patrick e Nancy latta, del Canada.

In Canada hanno venduto tutto e sono venuti a Medjugorje per vivere qui e, come dicono, vivere vicino alla Madonna. Nella seguente intervista potrete conoscere di più sulla loro testimonianza:

“Patrick e Nancy, ci potete dire qualcosa sulla vostra vita prima di Medjugorje?”.

PATRICK: “La mia vita prima di Medjugorje era completamente diversa. Ero un commerciante di automobili. Avevo molti dipendenti e per tutta la vita ho venduto auto. Nel lavoro ho avuto molto successo e sono diventato molto ricco. Nella mia vita non conoscevo Dio. Infatti negli affari Dio non c’è, o per meglio dire, le due cose non si conciliano. Prima di conoscere Medjugorje non sono entrato in una chiesa per anni. La mia vita era una rovina, con matrimoni e divorzi. Ho quattro figli, che prima non erano mai stati in chiesa. Il cambiamento della mia vita iniziò il giorno in cui lessi i messaggi di Medjugorje, inviatici dal fratello di mia moglie Nancy. Il primo messaggio della Madonna che lessi a quel tempo diceva: ‘Cari figlioli, vi invito per l’ultima volta alla conversione’.

NANCY E PATRICK

Queste parole mi colpirono profondamente ed ebbero su di me l’effetto di uno shock. Il secondo messaggio che lessi era il seguente: ‘Cari figlioli, sono venuta per dirvi che Dio esiste’. Mi inquietai con mia moglie Nancy perché non mi aveva detto prima che questi messaggi erano veri e che lì, in qualche luogo lontano dall’America, appariva la Madonna. Continuai a leggere i messaggi nel libro. Dopo aver letto tutti i messaggi, vidi la mia vita come in un film. Vidi tutti i miei peccati. Cominciai a riflettere a lungo sul primo e sul secondo messaggio che avevo letto. Quella sera sentii che quei due messaggi erano rivolti proprio a me. Piansi tutta la notte come un bambino. Capii che i messaggi erano veri e vi credetti. Questo fu l’inizio della mia conversione a Dio. Da quel momento accolsi i messaggi e cominciai a viverli, non solo a leggerli, e li vivevo esattamente e letteralmente come desidera la Madonna. Non era facile, ma non cedetti poiché da quel giorno in poi nella mia famiglia tutto cominciò a cambiare. Uno dei miei figli era drogato, il secondo giocava a rugby ed era alcolizzato. Mia figlia si era sposata e aveva divorziato già due volte prima di compiere 24 anni. Del quarto figlio, un maschio, non sapevo neanche dove abitasse. Questa era la mia vita prima di conoscere i messaggi di Medjugorje. Quando mia moglie ed io cominciammo ad andare regolarmente a Messa, a confessarci, a farci la comunione e a recitare ogni giorno insieme il Rosario, tutto cominciò a cambiare. Ma il cambiamento più grande lo provai io stesso. Non avevo mai recitato prima nella mia vita il Rosario, né sapevo come si svolgesse. E improvvisamente cominciai a vivere tutto questo. In un messaggio la Madonna dice che la preghiera opererà miracoli nelle nostre famiglie. Così per mezzo della preghiera del Rosario e di una vita conforme ai messaggi, tutto cambiò nella nostra vita. Il nostro figlio più giovane, che era drogato, si liberò dalla droga. Il secondo figlio, che era alcolizzato, abbandonò completamente l’alcool. Smise di giocare a rugby e diventò vigile del fuoco. Anche lui iniziò una vita completamente nuova. Nostra figlia, dopo due divorzi, sposò un uomo meraviglioso che scrive canzoni per Gesù. Mi dispiace che non si sia sposata in chiesa, ma non è colpa sua, bensì mia.

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Quando adesso mi guardo indietro, vedo che tutto è iniziato il giorno in cui ho cominciato a pregare come un padre. Il cambiamento più grande è avvenuto in me e in mia moglie. Innanzitutto ci siamo sposati in chiesa e il nostro matrimonio è diventato meraviglioso. Le parole divorzio, vattene, non ho più bisogno di te, non esistevano più. Perché quando la coppia prega insieme, non si possono più pronunciare queste parole. Nel sacramento del matrimonio la Madonna ci ha mostrato un amore che non sapevo neanche esistesse. La Madonna dice a tutti noi che dobbiamo tornare da Suo Figlio. Io so di essere stato uno di quelli che maggiormente si era allontanato da Suo Figlio. In tutti i miei matrimoni avevo vissuto senza preghiera e senza Dio. Ad ogni matrimonio ero arrivato con il mio elicottero personale, come si addice ad una persona ricca. Mi ero sposato civilmente e tutto finiva lì”.

“Come è proseguito il vostro cammino di conversione?”.

“Vivendo secondo i messaggi, ne vedevo i frutti nella mia vita e nella vita della mia famiglia. Non potevo negarlo. Questo fatto era presente in me ogni giorno e mi stimolava sempre più a venire qui a Medjugorje per incontrare la Madonna, che mi chiamava continuamente. Perciò decisi di abbandonare tutto e venire. Vendetti tutto quello che avevo in Canada e venni a Medjugorje nel 1993, proprio nel periodo della guerra. Non ero mai stato prima a Medjugorje, né conoscevo questo luogo. Non sapevo neanche che lavoro avrei fatto, ma mi affidai semplicemente alla Madonna e a Dio affinché mi guidassero. Nancy mi diceva spesso: ‘Perché vuoi andare a Medjugorje, che non sai neanche dove si trovi?’.

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Ma rimanevo ostinato e rispondevo: ‘La Madonna vive a Medjugorje ed io voglio vivere vicino a Lei’. Mi innamorai della Madonna e non c’era nulla che non avrei fatto per Lei. Tutto quello che vedete qui è stato costruito solo per la Madonna, non per me. Considerate che noi viviamo qui dove siamo seduti ora. Ci bastano questi 20 metri quadrati. Tutto il resto che vedete non ci occorre. Resterà qui, se Dio lo concede, anche dopo la nostra morte, poiché è un dono alla Madonna, che ci ha portati qui. Tutto questo è una commemorazione per la Madonna, un ringraziamento da parte di quel peccatore che altrimenti sarebbe finito all’inferno. La Madonna ha salvato la mia vita e quella della mia famiglia. Ci ha salvati dalla droga, dall’alcool e dai divorzi. Tutto questo non esiste più nella mia famiglia proprio perché la Madonna ha detto che per mezzo del Rosario avvengono i miracoli. Abbiamo iniziato a pregare e abbiamo visto con i nostri occhi i frutti della preghiera. I figli non sono diventati perfetti, ma sono mille volte meglio di prima. Sono convinto che la Madonna ha fatto questo per noi, per me, per mia moglie, per la nostra famiglia. E tutto quello che la Madonna mi ha donato vorrei restituirlo e Lei e a Dio. La nostra speranza è che tutto quello che è qui apparterrà alla chiesa madre, qualunque comunità ci sarà, servirà al rinnovamento dei sacerdoti, delle suore e dei giovani che desiderano donare tutto a Dio. Per tutto l’anno centinaia di giovani ci visitano e si fermano da noi. Perciò siamo grati alla Madonna e a Dio, perché li possiamo servire per mezzo di tutte le persone che ci inviano. Quello che vedete qui l’abbiamo donato alla Madonna per mezzo del santissimo cuore di Gesù”.

“Non è un caso che come posizione siate proprio a metà tra la collina delle apparizioni e la collina della croce. L’avevate programmato?”.

“Anche noi siamo sorpresi che tutto abbia avuto inizio qui. Lo attribuiamo alla Madonna, perché sappiamo che Lei ci guida. Tutti i pezzi si sono combinati così come ha voluto la Madonna, non noi. Non abbiamo mai cercato ingegneri o costruttori per mezzo di inserzioni. No, la gente è venuta spontaneamente a dirci: ‘Sono architetto e vi vorrei aiutare’. Ogni persona che qui ha lavorato e ha dato il suo contributo è stata veramente spinta e donata dalla Madonna. Anche tutti gli operai che hanno lavorato qui. Hanno costruito la loro stessa vita, perché quello che hanno fatto l’hanno fatto per amore della Madonna. Per mezzo del lavoro sono cambiati completamente. Tutto ciò che è stato costruito qui proviene dal denaro che avevo guadagnato negli affari e da ciò che ho venduto in Canada. Volevo veramente che fosse il mio dono alla Madonna qui sulla terra. Alla Madonna che mi ha guidato sulla retta via”.

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“Quando siete venuti a Medjugorje, siete rimasti sorpresi dal paesaggio in cui appare la Madonna? Pietre, arsura, un luogo solitario”.

“Non sapevo che cosa mi aspettasse. Siamo venuti nel periodo della guerra del 1993. Ho collaborato a molti progetti umanitari. Mi sono occupato del sostentamento e sono stato in molti uffici parrocchiali in Bosnia e in Erzegovina. Allora non cercavo affatto un terreno edificabile per acquistarlo, tuttavia un uomo venne da me e mi disse che c’era un terreno edificabile e mi chiese se volevo vederlo e comprarlo. Non ho mai chiesto o cercato niente da nessuno, tutti sono venuti da me e mi hanno chiesto se avevo bisogno di qualcosa. All’inizio pensavo di cominciare solo con un piccolo edificio, ma alla fine è diventato qualcosa di molto più grande. Un giorno ci venne a trovare Padre Jozo Zovko e gli dicemmo che questo era troppo grande per noi. Padre Jozo sorrise e disse: ‘Patrick, non aver paura. Un giorno non sarà abbastanza grande’. Tutto ciò che è sorto non è così importante per me personalmente. Per me è molto più importante vedere nella mia famiglia i miracoli che sono avvenuti per mezzo della Madonna e di Dio. Ringrazio Dio soprattutto per nostro figlio minore, che lavora a Innsbruck, in Austria, presso le suore di Don Bosco. Ha scritto un libro dal titolo ‘Il mio papà’. Per me questo è il miracolo più grande, perché per lui non ero neanche un padre. Invece lui è un buon padre per i suoi figli e nel libro scrive come dovrebbe essere un padre. Questo libro su come dovrebbe essere un padre non l’ha scritto solo per i suoi figli, ma anche per i suoi genitori”.

“Lei è stato grande amico di Padre Slavko. Era il vostro confessore personale. Ci può raccontare qualcosa su di lui?”.

“Per me è sempre difficile parlare di Padre Slavko perché era il nostro migliore amico. Prima di cominciare questo progetto, chiesi consiglio a Padre Slavko su questa iniziativa e gli mostrai i primi progetti. Allora Padre Slavko mi disse: ‘Comincia e non ti fare distogliere, qualunque cosa accada!’. Ogni volta che aveva un po’ di tempo, Padre Slavko veniva a vedere come procedeva il progetto. Ha ammirato soprattutto il fatto che abbiamo costruito tutto in pietra, perché la pietra gli piaceva moltissimo. Il 24 novembre 2000, venerdì, eravamo come sempre con lui a fare la Via Crucis. Era un giorno normale, con un po’ di pioggia e fango. Finimmo la Via Crucis e arrivammo in cima al Krizevac. Restammo tutti lì in preghiera per un po’. Vidi Padre Slavko passarmi davanti e iniziare lentamente la discesa. Dopo poco sentii Rita, la segretaria, che gridava: ‘Patrick, Patrick, Patrick, corri!’. Mentre scendevo di corsa, vidi Rita accanto a Padre Slavko che era seduto per terra. Pensai fra me: ‘Perché è seduto sulla pietra?’. Quando mi avvicinai vidi che aveva difficoltà a respirare. Presi subito un mantello e lo misi a terra, affinché non stesse seduto sulle pietre. Vidi che aveva smesso di respirare e cominciai a fargli la respirazione artificiale. Mi accorsi che il cuore aveva smesso di battere.

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Praticamente è morto tra le mie braccia. Mi ricordo che c’era anche un medico sulla collina. Arrivò, gli mise una mano sulla schiena e disse: ‘Morto’. Successo tutto così velocemente, sono passati solo pochi secondi. Nel complesso è stato tutto in qualche modo straordinario e alla fine gli ho chiuso gli occhi. Lo abbiamo molto amato e non vi potete immaginare quanto sia stato difficile portarlo giù dalla collina morto. Il nostro migliore amico e confessore, con cui avevo parlato solo pochi minuti prima. Nancy è corsa giù all’ufficio parrocchiale e ha comunicato ai sacerdoti che Padre Slavko era morto. Quando portammo giù Padre Slavko, arrivò un’ambulanza e così lo portammo al pianterreno della canonica e all’inizio mettemmo il suo corpo sul tavolo della sala da pranzo. Rimasi accanto a Padre Slavko fino a mezzanotte ed è stato il giorno più triste della mia vita. Quel 24 novembre tutti restarono shockati quando sentirono la triste notizia della morte di Padre Slavko. La veggente Marija, durante l’apparizione, chiese alla Madonna che cosa dovessimo fare. La Madonna disse soltanto: ‘Andate avanti!’. Il giorno seguente, il 25 novembre del 2000, arrivò il messaggio: ‘Cari figlioli, gioisco con voi e desidero dirvi che vostro fratello Slavko è nato al Cielo e che intercede per voi’. È stata per tutti noi una consolazione perché sapevamo che ora Padre Slavko era presso Dio. Difficile perdere un grande amico. Da lui abbiamo potuto imparare che cosa sia la santità. Aveva un buon carattere e pensava sempre in modo positivo. Amava la vita e la gioia. Sono contento che sia in Cielo, ma qui ci manca molto”.

“Ora siete qui a Medjugorje e da molti anni abitate in questa parrocchia. Per concludere vi vorrei fare un’ultima domanda: ‘che scopo avete nella vita’?”.

“Il mio scopo nella vita è testimoniare i messaggi della Madonna e tutto ciò che Ella ha fatto nella nostra vita, affinché possiamo vedere e capire che tutto questo è opera della Madonna e di Dio. So bene che la Madonna non viene per quelli che seguono la Sua strada, ma proprio per quelli che sono come ero io un tempo. La Madonna viene per quelli che sono senza speranza, senza fede e senza amore”.