Nell’era digitale, la diffusione errata su temi spirituali come quello degli angeli custodi, rappresenta una sfida per i fedeli cattolici.
La crescente popolarità di siti web che promettono di svelare il nome del proprio angelo custode basandosi sulla data di nascita è un esempio emblematico di come la ricerca di conoscenza possa facilmente incorrere in false interpretazioni e deviazioni dalla dottrina ufficiale.
Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, la presenza degli angeli custodi è un dato di fede che accompagna l’uomo dalla nascita fino alla morte. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “accanto a ogni credente c’è un angelo come protettore e guida verso la vita” (CEC 336). Tuttavia, è importante sottolineare che la Chiesa ha sempre evitato di incoraggiare la pratica di assegnare nomi specifici agli angeli al di fuori di quelli esplicitamente menzionati nelle Sacre Scritture: Michele, Gabriele e Raffaele.
Il Direttorio sulla pietà popolare precisa che “la pratica di assegnare nomi ai santi angeli dovrebbe essere scoraggiata, tranne nei casi di Gabriel, Raphael e Michael, i cui nomi sono contenuti nella Sacra Scrittura”. Questo perché qualsiasi altro nome non riconosciuto dalla rivelazione divina potrebbe essere frutto di invenzioni umane o, peggio, potrebbe riferirsi a entità malevole camuffate da angeli.
Papa Francesco ha recentemente ricordato che gli angeli sono “un compagno che Dio ha messo al nostro fianco nel cammino della nostra vita”, un aiuto prezioso da ascoltare e accettare per non cadere nell’orgoglio e nell’illusione di poter camminare da soli.
La confusione sulla data di nascita e il nome dell’angelo custode
Sul web, numerosi portali propongono algoritmi o tabelle per scoprire il nome del proprio angelo custode in base al giorno e al mese di nascita, attribuendo a ciascun individuo uno dei 72 angeli catalogati, ognuno con caratteristiche e missioni specifiche. Esempi di questi angeli sono Nemamiah (dal 28 dicembre al 1 gennaio), che si dice possa rivelare le cause più profonde dei problemi personali, o Jeliel (dal 25 al 29 marzo), associato alla diffusione dell’amore in tutte le sue forme.
Queste informazioni, seppur suggestive, non trovano alcun riscontro nella dottrina cattolica ufficiale, che mette in guardia contro la ricerca di conoscenze “nascoste” o esoteriche che potrebbero portare a falsi poteri o allontanare dalla fede autentica.

Il pericolo delle false informazioni e la necessità di discernimento(www.medjugorje-news.it)
In un contesto in cui la rete amplifica ogni contenuto senza filtro, è facile per i credenti incappare in messaggi ingannevoli. Le pagine che affermano di conoscere i nomi degli angeli custodi attraverso la data di nascita attirano soprattutto chi desidera sentirsi più vicino a queste figure spirituali. Tuttavia, la Chiesa invita a non cadere nella tentazione di voler “controllare” o “dominare” gli angeli, ma piuttosto a fidarsi della loro protezione e a rivolgersi a loro con preghiere semplici e sincere.
Questa posizione è coerente con il magistero tradizionale e con la visione che gli angeli sono esseri spirituali senza corpo, “messaggeri di Dio” incaricati di proteggere e guidare l’uomo, non figure da manipolare o da cui pretendere conoscenze speciali.
La Chiesa cattolica: un riferimento di autorità e trasparenza
La questione della verità e dell’autenticità nell’ambito spirituale è stata recentemente al centro di dibattiti e iniziative istituzionali. Nel giugno 2024, a Roma si è tenuto l’International Workshop sulla Trasparenza e Responsabilità nella Chiesa Cattolica, evento dedicato a promuovere una maggiore chiarezza e fiducia all’interno della comunità ecclesiale. L’iniziativa ha coinvolto esperti di etica, finanza e comunicazione per supportare i leader della Chiesa nel diffondere messaggi autentici e contrastare la disinformazione.
Il ruolo della Chiesa cattolica, che conta oltre 1,4 miliardi di fedeli nel mondo, si conferma centrale non solo nella guida spirituale, ma anche nel promuovere una cultura di verità e responsabilità, indispensabile oggi più che mai per fronteggiare le sfide poste dalla diffusione incontrollata delle informazioni.
Un fenomeno con omonimie nel mondo della sicurezza: i Guardian Angels
È interessante notare come il termine Guardian Angels non si riferisca solo a figure spirituali, ma anche a un’organizzazione di sicurezza pubblica internazionale nata a New York nel 1979. Fondata da Curtis Sliwa, questa associazione volontaria si è distinta per la lotta contro la violenza urbana e il crimine, operando attraverso ronde di vigilanza e iniziative di prevenzione in numerose città nel mondo.
Nonostante le critiche e alcune controversie legate a episodi di presunto comportamento aggressivo, i Guardian Angels hanno contribuito a stimolare il coinvolgimento civico nella sicurezza urbana, diventando un modello seguito in vari paesi. A livello locale, in Italia, aziende come Guardian Angels s.r.l. di Gattico si occupano di sistemi di allarme e sicurezza tecnologica, dimostrando come il nome sia adottato anche in ambiti professionali non legati alla spiritualità.
L’attenzione verso la corretta interpretazione del concetto di angelo custode è dunque cruciale per mantenere fede e saggezza, evitando di lasciarsi ingannare da credenze fuorvianti o da false rivelazioni che circolano soprattutto online. La guida rimane quella proposta dalla Chiesa cattolica, che invita a una relazione di fiducia e preghiera con questi esseri spirituali, senza cercare di forzare o personalizzare la loro natura divina tramite nomi o poteri non riconosciuti.
L’insegnamento della Chiesa cattolica sugli angeli custodi (www.medjugorje-news.it)




