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Tesoro ritrovato: dopo anni di mistero, la Pala di Verla rientra in Trentino

ritrovamento pala altare francesco verlaIl ritrovamento di un'importante pala d'altare - www.medjugorje-news.it (photo: vita trentina)

Rientra in Trentino una preziosa testimonianza artistica del Rinascimento veneto: la pala d’altare di Francesco Verla, realizzata nel 1517, è stata recentemente restituita al patrimonio culturale provinciale dopo decenni di assenza.

L’opera, che per oltre sessant’anni si credeva perduta, era stata ceduta all’asta a New York, ma grazie a un intervento della Soprintendenza per i beni culturali del Trentino è tornata in Italia, pronta per essere valorizzata e aperta al pubblico.

La pala d’altare di Francesco Verla (1470/1474–1521), pittore vicentino attivo anche nel principato vescovile di Trento, fu commissionata nel 1517 da don Ettore da Salerno, cappellano dei conti Lodron di Castel Noarna.

Il ritorno della pala di Francesco Verla

Fino alla fine del XVIII secolo, questa pala adornava il primo altare a destra della chiesa parrocchiale di Villa Lagarina, prima di essere alienata e dispersa nel mercato antiquario. L’opera era nota soltanto attraverso due fotografie storiche, finché non è stata ritrovata e acquisita dal patrimonio provinciale grazie all’esercizio del diritto di prelazione previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Dopo un lungo peregrinare fra collezioni private lombarde, la pala fu venduta nel 1963 da Christie’s a Londra a un collezionista di New York, dove è rimasta fino a oggi. Questo ritorno segna un evento di grande rilievo per il Trentino, non solo per il valore artistico ma anche per il recupero di un pezzo fondamentale della storia culturale locale.

L’opera raffigura una Sacra conversazione con la Vergine e il Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro, accompagnati da quattro angeli. L’iconografia è particolarmente ricca e complessa, elemento che la rende unica nel percorso artistico di Verla e testimonia la qualità della sua pittura su tela.

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Il ritorno in Trentino – www.medjugorje-news.it

Oltre alla pala di Verla, la Soprintendenza ha acquisito anche un altro importante dipinto: “La buona ventura” di François Colombe du Lys, detto Francesco Colombo di Lorena (1595–1661). Questo artista, ispirato alla scuola caravaggesca e vicino a Georges de La Tour, è noto per opere come il “San Girolamo nello studio” conservato nella chiesa di Santa Maria Assunta a Riva del Garda.

Entrambi i dipinti rappresentano non solo un valore storico e artistico elevatissimo, ma anche un’occasione per ampliare l’offerta culturale della provincia, garantendo una fruizione pubblica più ampia e qualificata. L’assessore provinciale all’istruzione e cultura, Francesca Gerosa, ha sottolineato come il recupero della pala di Verla sia particolarmente significativo, restituendo al territorio un’opera ritenuta definitivamente perduta per decenni.

Attualmente le due opere sono affidate ai laboratori della Soprintendenza per un restauro accurato, che permetterà di definirne la collocazione più idonea, con attenzione alla conservazione e alla valorizzazione.

Il ritorno di queste opere testimonia l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel recupero e nella tutela del patrimonio artistico locale, valorizzando artisti di rilievo e offrendo nuove opportunità per la cultura e il turismo culturale nella regione alpina.

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