Nel cuore della provincia di Salerno si conserva una testimonianza di fede che ancora oggi suscita stupore e devozione: il miracolo eucaristico del 1656, un evento straordinario che conferma la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia.
In un’epoca segnata da una delle peggiori epidemie di peste bubbonica, la gente trovò nella fede un punto di riferimento imprescindibile, capace di donare speranza e protezione.
Il Regno di Napoli, celebre per il suo fervore religioso e la solidità delle tradizioni cattoliche, stava attraversando un periodo di profonda crisi. Nel 1656, la peste bubbonica, portata da un contingente di soldati spagnoli, si diffuse rapidamente tra le popolazioni del Sud Italia.
Il contesto storico e l’emergenza della peste
La città di Cava de’ Tirreni fu tra le più colpite: si registrarono circa 6.300 decessi, inclusi numerosi membri del clero, come 100 sacerdoti, 40 frati e 80 chierici, secondo i registri della Curia locale.
In questo scenario drammatico, la paura e la disperazione erano palpabili. L’epidemia minacciava di spezzare il tessuto sociale e spirituale di un popolo profondamente legato alla sua fede, che cercava conforto e protezione in ogni forma possibile.
Fu in questo clima di emergenza che Don Franco, uno dei pochi sacerdoti sopravvissuti, decise di compiere un gesto di grande coraggio e devozione. Nell’autunno del 1656, accompagnato da un gruppo di donne, portò in processione il Santissimo Sacramento per le vie di Cava de’ Tirreni. Nonostante il rischio di contagio fosse altissimo, molti abitanti si unirono alla processione, affidandosi con fede alla protezione divina.

La peste che cessa alla presenza di Gesù – www.medjugorje-news.it
Il momento più solenne si ebbe quando Don Franco, giunto al Monte Castello, sollevò l’ostensorio verso il cielo, impartendo la benedizione a tutta la vallata sottostante. Questo atto simbolico rappresentava la manifestazione tangibile della presenza di Gesù vivo nell’Eucaristia, capace di operare miracoli e di trasformare la realtà anche nei momenti più oscuri.
Il miracolo si manifestò con la cessazione della peste: a partire da dicembre 1656, non si registrarono più vittime nella zona. Questo evento straordinario rafforzò la fede di tutta la comunità , che ogni anno celebra ancora oggi il ricordo del Miracolo Eucaristico contro la peste. Una testimonianza vivente del potere salvifico della fede e della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.
Questa storia, tramandata di generazione in generazione, continua a essere fonte di conforto e ispirazione per migliaia di fedeli, ricordando che la potenza della benedizione con il Santissimo Sacramento va oltre la comprensione umana e si manifesta ogni volta che si invoca con cuore sincero. L’Eucaristia, infatti, non è solo un simbolo, ma è la presenza viva di Gesù, che agisce concretamente nel mondo e nei cuori di chi crede.
La storia del Miracolo Eucaristico di Salerno - www.medjugorje-news.it






