Roma, 30 gennaio 2026 – In una lettera al direttore del Foglio, Claudio Cerasa, in occasione dei trenta anni del quotidiano fondato da Giuliano Ferrara il 30 gennaio 1996, Papa Leone XIV ha voluto dire la sua sul ruolo che hanno oggi i media nella democrazia. Alcuni estratti erano già circolati ieri sera; l’intervento completo uscirà domani sul Foglio.
Papa Leone XIV: il dialogo come antidoto alla polarizzazione
Il cuore del messaggio del Pontefice è tutto qui: l’importanza del dialogo come base per una società aperta e la sua preoccupazione per le spinte polarizzanti che attraversano il dibattito pubblico. “Bisogna spingere al dialogo e non arrendersi a una polarizzazione estrema e ingannevole – scrive Papa Leone XIV – che trasforma la realtà in una caricatura, le radici culturali e religiose in semplici etichette da esibire, il pensiero in un calcolo”. Un monito chiaro sia per chi fa informazione sia per chi la legge.
Il Papa ha scelto un momento simbolico per queste parole, collegando il trentennale di una testata come Il Foglio a una riflessione più ampia sul ruolo dei media nella società di oggi. In redazione, la lettera è stata accolta con attenzione. Tra cronisti e collaboratori si sono subito scambiate impressioni. “Ricevere un messaggio così profondo fa pensare a quale peso abbia chi racconta le notizie”, ha detto uno storico redattore.
Stampa e democrazia: il monito del Pontefice
Nella sua lettera, il Papa non si limita a un richiamo generico. Va dritto al punto su temi chiave: l’informazione non può diventare un’arena dove la realtà viene appiattita o manipolata. Le radici culturali e religiose rischiano così di ridursi a mere “etichette da esibire”, in un clima sempre più segnato da divisioni nette e narrazioni contrapposte.
Fonti vaticane contattate ieri pomeriggio spiegano che l’intervento nasce dalla volontà di “sottolineare quanto sia delicato il ruolo dei media nella difesa della democrazia”. Un tema caro anche a chi lavora in via del Pellegrino, sede del quotidiano, dove il pluralismo delle idee è stato sempre un valore fondamentale sin dagli inizi. “Coltivarlo non è facile ma resta imprescindibile”, ricorda un ex direttore.
L’attesa per l’intervento integrale sul Foglio
Domani sarà pubblicata la versione completa della lettera di Papa Leone XIV. Nel frattempo, i passaggi diffusi hanno già acceso discussioni tra addetti ai lavori e osservatori. “Il Papa invita i media a stare lontani dall’illusione di poter descrivere la realtà con schemi rigidi”, ha spiegato poco fa Claudio Cerasa nell’editoriale di apertura.
Il trentennale del Foglio arriva in un momento delicato per l’informazione italiana: negli ultimi mesi si è parlato molto di fake news e della crescente polarizzazione nei talk show e sui social. Solo la settimana scorsa l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiamato i principali giornali a rispettare la pluralità delle opinioni. Ma, come sottolineano alcuni esperti, resta una sfida aperta.
Il valore delle parole nell’era digitale
Nel suo messaggio, Papa Leone XIV punta dritto su una necessità: “promuovere il dialogo” – un invito che richiama tanto la tradizione cattolica quanto la migliore eredità del giornalismo indipendente. “Le parole contano, soprattutto oggi che tutto passa con uno scroll veloce”, ha commentato un collaboratore del Foglio durante la riunione serale.
L’appello contro quella che definisce “parodia della realtà” rientra nelle riflessioni più recenti sui rischi della comunicazione digitale: dalla disinformazione all’uso strumentale delle identità culturali o religiose. Un tema su cui, sottolineano alcuni esperti dell’Università Cattolica, “il Magistero non aveva mai preso posizione in modo così diretto”.
Per leggere tutto l’intervento ci sarà da aspettare domani mattina. Intanto però le parole di Papa Leone XIV riportano al centro una domanda essenziale: oggi chi racconta la realtà che responsabilità ha? Nel cuore della redazione del Foglio sembra emergere con forza una risposta urgente.








