Roma, 31 gennaio 2026 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto di celebrare il trentesimo anniversario de Il Foglio con una lettera indirizzata alla redazione del quotidiano. Nel suo messaggio, il Capo dello Stato sottolinea l’importanza della pluralità nell’informazione e il peso della responsabilità che grava sui media, soprattutto in un momento storico segnato da profondi mutamenti sociali e culturali.
Mattarella si rivolge direttamente al direttore e ai lettori scrivendo: «Con piacere rivolgo a lei e ai lettori de Il Foglio i miei auguri per il 30° anniversario dalla nascita del giornale. In anni di grandi cambiamenti, la presenza di una offerta plurale nel campo dell’informazione, alla quale con il vostro lavoro avete dato un contributo significativo, è stata ed è garanzia di libertà». Parole chiare, che non lasciano spazio a dubbi: per il presidente la pluralità resta uno dei cardini fondamentali della democrazia. Nel suo discorso emerge forte il valore del confronto tra idee diverse come base irrinunciabile della società libera.
Per Mattarella, poter diffondere punti di vista differenti e interpretazioni varie dei fatti è «il fondamento concreto di quel libero confronto di idee senza il quale non c’è libertà di pensiero». Da qui scaturisce anche un richiamo netto al ruolo etico del giornalismo. Senza dibattito, ammonisce il presidente, si rischia la «negazione della dignità di ogni essere umano e del suo diritto a pensare».
Nel cuore della lettera Mattarella mette in guardia contro i rischi di una polarizzazione esasperata. Lo fa con parole che suonano come un avvertimento attuale: «Occorre promuovere il dialogo e non arrendersi a una polarizzazione estremista e ingannevole che riduce la realtà a una sua parodia, le radici culturali e religiose quasi ad etichette da esibire, il pensiero a un semplice calcolo». Un’immagine forte che fotografa le tensioni vive del nostro tempo.
Il presidente denuncia anche il rischio che le identità – culturali o religiose – si trasformino in slogan vuoti anziché restare parte integrante di un confronto civile autentico. In questo scenario, la riflessione perde profondità e diventa strumento per dividere o raccogliere consensi. Mattarella invita dunque a resistere a questa deriva e a mantenere vivo lo spirito del dialogo e della ricerca comune della verità.
Per Mattarella la stampa – così come tutti i media – ha «il compito straordinario di formare informando». Qui emerge un passaggio centrale: chi racconta la realtà pubblica deve farlo con senso di responsabilità. Il presidente lo spiega così: «Serve distinguere nettamente tra la narrazione più obiettiva possibile dei fatti e l’esposizione delle opinioni su di essi». Una linea chiara che va sempre mantenuta aperta al confronto.
Queste parole riprendono temi già sollevati in passato dal Quirinale ma oggi assumono ancora più peso, soprattutto alla luce delle tensioni politiche nazionali e internazionali degli ultimi mesi. Ancora una volta viene ribadito il ruolo decisivo degli operatori dell’informazione nel nostro tempo.
La lettera si chiude con un messaggio carico di speranza rivolto al direttore e alla redazione de Il Foglio: «Auguro a lei e al suo giornale di continuare ad avere questo desiderio di costruire un futuro fatto di incontri e non scontri, difendendo così la bellezza delle nostre vite». Un augurio semplice ma potente, che guarda lontano. Perché informare deve restare sinonimo di costruire ponti tra le persone.
In queste parole l’anniversario de Il Foglio – nato nel 1996 per iniziativa di Giuliano Ferrara – diventa spunto per riflettere sul futuro del giornalismo italiano. Un monito netto quello del presidente Mattarella rivolto a chi fa informazione: mantenere viva la linea tra fatti e opinioni, promuovere il confronto civile e sostenere così la tenuta democratica del paese.