Roma, 31 gennaio 2026 – Padre Massimo Cauteruccio, direttore della Rete Mondiale di Preghiera, ha illustrato oggi a Roma, in un incontro ristretto con la stampa nella sede di via della Conciliazione, le intenzioni di preghiera affidate da Leone XIV all’opera pontificia per il 2027. Questo appuntamento, atteso ogni anno all’inizio del nuovo ciclo, segna la direzione spirituale per milioni di fedeli che – come ha sottolineato lo stesso padre Cauteruccio – “trovano in queste parole una bussola per orientare la propria vita”.
Le intenzioni del Papa per il 2027
Stamattina è stato reso noto che Leone XIV ha scelto dodici intenzioni mensili: ognuna affronta un tema sociale, spirituale o culturale ritenuto centrale dalla Chiesa per il futuro prossimo. Tra le priorità – ha spiegato Cauteruccio davanti a una quindicina di giornalisti e operatori – ci sono la tutela dell’ambiente, l’impegno per la pace, il dialogo interreligioso e l’attenzione ai più fragili. “Non sono slogan, ma richieste concrete – ha ribadito – perché i cristiani siano veri costruttori di riconciliazione nel quotidiano”.
Il documento, diffuso anche in versione digitale sul sito ufficiale della Rete Mondiale, cita situazioni precise come “crisi umanitarie in Africa e Medio Oriente” e mette in luce “l’importanza dell’educazione per i giovani europei”. Un elenco più dettagliato sarà pubblicato nelle prossime settimane, ha aggiunto il direttore.
Un impegno che attraversa i continenti
La Rete Mondiale di Preghiera coinvolge ogni anno milioni di persone in oltre 90 Paesi. L’iniziativa nasce nel 1844 in Francia e oggi fa parte delle attività ufficiali della Santa Sede. Parrocchie, associazioni e singoli fedeli partecipano con entusiasmo. Nel 2026 gli iscritti – secondo dati dal sito vatican.va – hanno superato i dieci milioni.
“La forza della rete sta proprio nella sua capillarità”, ha rimarcato padre Cauteruccio, mostrando alcune lettere ricevute negli ultimi mesi da comunità in Brasile e nelle Filippine. In un momento più informale con i cronisti presenti ha confidato che “anche nei luoghi più isolati c’è qualcuno che segue questo cammino, spesso con un’intensità silenziosa ma costante”.
Leone XIV: “La preghiera deve muovere al cambiamento”
Durante la presentazione è stato letto un breve messaggio scritto di proprio pugno da Leone XIV, consegnato dal segretario di Stato vaticano. Il Papa invita i cristiani “a non arrendersi davanti alle ingiustizie e alle guerre”, spronandoli a diventare “portatori di speranza concreta”. Le parole hanno suscitato qualche domanda tra i presenti: una giornalista francese ha chiesto se queste intenzioni siano una risposta ai recenti conflitti tra Ucraina e Russia. Padre Cauteruccio non ha escluso collegamenti: “Gli spunti del Santo Padre sono sempre attuali, spesso nascono da quello che succede nel mondo giorno dopo giorno”.
Nel testo papale si sottolinea inoltre la necessità di “promuovere giustizia sociale e rispetto per il creato”, ricordando – come recita la nota stampa – che “la preghiera non è fuga dalla realtà ma sprone all’azione”.
Un richiamo alla dimensione personale
Accanto all’impegno collettivo c’è quello personale: tanti aderenti alla Rete Mondiale vivono le intenzioni mensili come uno stimolo a riflettere dentro se stessi. Lo racconta suor Angela Bevilacqua, responsabile a Napoli: “Per molti è un modo per affrontare anche le difficoltà quotidiane. Spesso ricevo messaggi con richieste semplici, quasi casalinghe: dalla salute ai problemi economici”.
Dalle parole raccolte oggi a Roma emerge anche un forte senso di responsabilità diffusa. “Non basta pregare, bisogna mettersi in gioco”, osserva don Federico Rossi, parroco di una comunità romana attiva nella rete. Secondo lui è proprio questa combinazione tra silenzio interiore e impegno concreto che rappresenta il cuore dell’iniziativa voluta dal Pontefice.
Le prossime tappe
Nei prossimi mesi si terranno incontri regionali in Italia e all’estero per approfondire le dodici intenzioni. Intanto dal primo marzo 2026 partirà una campagna digitale su social network e app dedicate. La Rete Mondiale invita chiunque voglia aderire a iscriversi attraverso il sito ufficiale.
A chiudere l’incontro padre Cauteruccio riassume così il senso dell’appello di Leone XIV: “Non sono parole al vento. C’è una Chiesa che ascolta e agisce. Tocca a noi scegliere se stare fermi o diventare protagonisti del cambiamento”.








