Medjugorje, il messaggio della Madonna: “Non abbiate paura nonostante l’angoscia del mondo”

Da oltre quarant’anni, il piccolo centro bosniaco richiama milioni di fedeli e curiosi: tra testimonianze, aperture vaticane e frutti spirituali riconosciuti

Čitluk (Bosnia ed Erzegovina), 17 novembre 2025 – Da un piccolo villaggio della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Međugorje è diventata una delle mete di pellegrinaggio mariano più conosciute e visitate al mondo. Le prime apparizioni della Vergine Maria, avvenute nel 1981, continuano a suscitare interesse e dibattiti, anche alla luce degli ultimi sviluppi ecclesiastici e delle testimonianze raccolte nei decenni.

Le origini e i protagonisti delle apparizioni

Međugorje, località situata nel cantone dell’Erzegovina-Narenta, conta oggi poco più di duemila abitanti, prevalentemente di etnia croata cattolica. Il nome stesso, che significa “in mezzo ai monti”, si riferisce alla posizione del paese tra le colline di Križevac e Podbrdo, quest’ultima divenuta il luogo delle apparizioni.

Il 24 giugno 1981, sei giovani – Ivanka Ivanković, Mirjana Dragičević, Vicka Ivanković, Ivan Dragičević, Marija Pavlović e Jakov Čolo – affermarono di aver visto una figura luminosa, identificata come la Vergine Maria, che si presentò con il titolo di Regina della Pace. Da quel momento, secondo le loro testimonianze, la Vergine sarebbe apparsa regolarmente, trasmettendo messaggi di preghiera, conversione e pace. Milka Pavlović e Ivan Ivanković, presenti al primo incontro, non videro più la Vergine, ma rimasero comunque parte della comunità.

La posizione della Chiesa e i riconoscimenti più recenti

Per molti anni la posizione ufficiale della Chiesa cattolica è stata prudente e cauta, mantenendo un atteggiamento di sospensione riguardo alla natura soprannaturale delle apparizioni. Nel 2010 fu istituita una commissione internazionale presieduta dal cardinale Camillo Ruini per approfondire la questione. Nel 2014, le conclusioni di questa commissione riconobbero la probabilità della veridicità delle prime sette apparizioni, mentre espressero dubbi sulle successive.

Nel 2017 papa Francesco autorizzò ufficialmente i pellegrinaggi a Međugorje, aprendo una nuova fase dell’accoglienza ecclesiale verso questa realtà spirituale. Nel 2024, il Dicastero per la Dottrina della Fede emise una nota che, senza pronunciarsi sulla natura soprannaturale degli eventi, riconosceva gli «abbondanti frutti spirituali» della parrocchia di San Giacomo Apostolo, affidata ai frati minori, e dava parere positivo circa l’esperienza spirituale che coinvolge i fedeli.

Questa apertura viene sottolineata anche nel libro di Riccardo Caniato, «Medjugorje. Un’indagine. La mia via per il Paradiso, sola andata», che raccoglie testimonianze e analisi approfondite, accompagnando il lettore tra fede, dubbi e conversioni vissute in questo contesto. Il volume si inserisce nel solco delle nuove direttive ecclesiastiche che valorizzano i frutti spirituali come criterio di discernimento.

Il fenomeno dei veggenti e l’impatto globale

I sei giovani veggenti di Međugorje sono diventati protagonisti di un fenomeno che ha coinvolto milioni di pellegrini in tutto il mondo. Le loro testimonianze quotidiane, che raccontano incontri con la Vergine, preghiere e messaggi di pace, hanno portato a uno sviluppo economico e religioso significativo nella regione, con la costruzione di strutture ricettive e la crescita della comunità locale.

Accanto alle apparizioni, il monte Križevac, con la sua imponente croce alta dodici metri e le stazioni della Via Crucis bronzee, è divenuto un simbolo di fede e meditazione per chi si reca a Međugorje.

Le apparizioni, pur nel dibattito teologico e mediatico, continuano a essere percepite da molti come un punto di riferimento spirituale. La recente autorizzazione ai pellegrinaggi e il riconoscimento del valore pastorale e spirituale della parrocchia sanciscono una nuova fase di dialogo tra la Santa Sede e questo fenomeno mariano.

Il contesto storico e culturale di Međugorje

La storia di Međugorje, pur essendo radicata in un territorio segnato da conflitti e tensioni, testimonia una dimensione di pace e spiritualità. Durante le guerre jugoslave, il villaggio fu risparmiato dal conflitto, quasi avvolto da una protezione misteriosa che contribuì a mantenere integra la comunità.

Oggi, Međugorje è un punto di incontro tra culture, etnie e generazioni, dove si mettono in dialogo fede e speranza. Le apparizioni e i messaggi della Vergine, pur contenendo anche ammonimenti e richieste di conversione, sono diventati un richiamo universale alla pace e alla preghiera, valori fondamentali per la convivenza civile e spirituale.

Il fenomeno di Međugorje continua quindi a rappresentare un mistero affascinante, che unisce dimensione storica, spiritualità e vita quotidiana in un contesto di fede condivisa da milioni di persone nel mondo.

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Redazione