Milano, 30 gennaio 2026 – Arriva dal Vaticano un messaggio di augurio e speranza per i prossimi Giochi olimpici di Milano-Cortina. A firmarlo è Leone XIV, che tramite il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ha inviato un telegramma al vescovo di Como, Oscar Cantoni. Nel testo si sottolinea il desiderio che l’evento diventi anche “un’occasione di testimonianza cristiana” per le comunità locali. Il messaggio è stato letto durante la Messa di domenica nella parrocchia di Bormio, gremita da giovani volontari e rappresentanti delle società sportive impegnate nell’organizzazione.
Il telegramma, firmato dal cardinale Parolin ma scritto a nome di Leone XIV, ha raggiunto le valli valtellinesi con forza. Alle 10.30, il vescovo Cantoni lo ha letto davanti ai fedeli presenti, invitando tutti a vivere i Giochi non solo come una grande manifestazione sportiva, ma come un momento umano e spirituale. “Il Santo Padre – si legge nel testo – auspica che questa manifestazione diventi per il territorio una vera occasione di testimonianza cristiana e solidarietà.” Le parole sono state raccolte in silenzio, toccando soprattutto i ragazzi delle associazioni parrocchiali e i volontari che lavorano da mesi dietro le quinte in vista delle Olimpiadi.
Non è la prima volta che la Chiesa guarda con attenzione alle Olimpiadi. In passato diversi Pontefici hanno già sottolineato il valore etico e aggregativo dello sport. Questa volta, però, il tono è più diretto: chi ha ascoltato la lettera racconta che la richiesta è netta. “Siamo chiamati – spiega don Federico, parroco di Bormio – a far sì che la nostra accoglienza diventi una testimonianza concreta, giorno dopo giorno.”
A meno di due anni dalla cerimonia d’apertura prevista per febbraio 2026, la macchina organizzativa dei Giochi olimpici coinvolge decine di realtà locali. In Valtellina sono già attivi circa 250 volontari under 30; molti si sono ritrovati domenica mattina in parrocchia, ancora con addosso le giacche rosse e blu dell’organizzazione. La presenza dei rappresentanti delle società sportive – dallo Sci Club Bormio all’US Bormiese – ha dato un tocco speciale alla celebrazione.
“La preparazione è dura,” ammette Chiara, 22 anni, studentessa e volontaria. “Ma sapere che anche la Chiesa ci sta vicino ci fa sentire meno soli.” Non si tratta solo di sport. Il territorio si prepara ad affrontare nuove sfide: infrastrutture da rinnovare, flussi turistici in aumento, aspettative economiche alte. Eppure per la diocesi di Como la vera sfida resta quella umana: “La solidarietà tra generazioni e culture sarà l’eredità più preziosa dei Giochi,” sottolinea il vescovo Cantoni nell’omelia.
Leggere il telegramma papale durante una Messa ordinaria invece che in un evento ufficiale non è stato un caso. Il parroco di Bormio lo ha spiegato chiaramente: “Volevamo che questo messaggio arrivasse alla nostra gente senza filtri istituzionali.” Dalla Santa Sede non arriva solo un augurio formale; menzionare esplicitamente la “testimonianza cristiana” significa chiamare a un ruolo attivo le parrocchie della zona.
Molti giovani si sono fermati fuori dalla chiesa dopo la funzione, a commentare le parole del Papa. Marco, 17 anni, racconta: “Ci chiedono ospitalità vera, anche quando sarà difficile.” Una sfida quotidiana in vista dell’arrivo previsto – almeno 400mila persone tra atleti, staff e pubblico secondo gli organizzatori.
Il vescovo Cantoni ha richiamato tutti sul ruolo sociale delle parrocchie e dei volontari: “Non bastano solo strutture materiali; serve uno spirito accogliente.” Le associazioni locali hanno già iniziato a organizzare iniziative parallele alle gare: incontri interculturali, supporto logistico per chi arriva da lontano, aiuti alle famiglie in difficoltà.
Così il messaggio della Santa Sede diventa uno sprone a non perdere mai di vista l’aspetto umano dell’evento. Alla fine della celebrazione il parroco ha ribadito l’invito a “fare dei Giochi una festa della comunità”, lasciando ai presenti il compito – non semplice – di tradurre in gesti concreti quelle parole ascoltate tra i banchi della chiesa di Bormio.