Germania: fase finale del Cammino sinodale, bilanci e sfide per la riforma della Chiesa

Stoccarda, 30 gennaio 2026 – Sono iniziati oggi a Stoccarda i lavori della sesta e ultima sessione dell’Assemblea sinodale tedesca, un momento cruciale per il cammino avviato nel 2019 dalla Chiesa cattolica in Germania sulle riforme interne. Il meeting si svolge nel Congress Center della città sveva e si concluderà domani, in due giornate fitte di discussioni su temi decisivi per il futuro della comunità cattolica tedesca e non solo.

Riforme in bilico, l’ultima tappa decisiva

Il percorso sinodale, partito sei anni fa, è nato in risposta a una crisi profonda che ha messo a dura prova la fiducia nelle istituzioni ecclesiastiche tedesche. Il nodo più critico resta la gestione degli abusi sessuali commessi da membri del clero, un tema centrale anche questa mattina nelle parole di monsignor Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca: “Non possiamo girarci dall’altra parte”, ha detto con fermezza davanti ai delegati.

In questa sessione conclusiva, spiegano gli organizzatori, si guarda soprattutto all’applicazione delle decisioni prese finora. Un passaggio delicato, ma fondamentale. “Abbiamo già preso molte scelte – ha ricordato la teologa Dorothea Sattler – adesso serve agire, assumersi le responsabilità”. L’assemblea, composta da vescovi, laici e religiosi, deve decidere come mettere in pratica i principi emersi nei dibattiti precedenti.

Tra Roma e la Chiesa tedesca, un dialogo difficile

Non mancano le questioni spinose. Al centro del confronto c’è il rapporto tra la Chiesa tedesca e la Curia romana, che segue con attenzione e qualche preoccupazione il cammino sinodale. Nei mesi scorsi, dalla Santa Sede sono arrivate lettere che chiedono prudenza su temi delicati come il ruolo delle donne o la benedizione delle coppie omosessuali. Oggi, i delegati hanno ribadito l’importanza di un dialogo “onesto ma rispettoso” con Roma, come ha sottolineato il vescovo Franz-Josef Overbeck: “Non possiamo andare avanti da soli”.

Un altro tema caldo è la proposta di creare un Comitato sinodale, pensato per dare continuità al processo di riforma anche dopo la fine dell’Assemblea. Su questo punto c’è ancora divisione: alcuni temono la nascita di un organismo parallelo rispetto alle autorità tradizionali, mentre soprattutto i rappresentanti dei fedeli insistono sulla necessità di evitare che le decisioni restino sulla carta. Questa mattina un lungo applauso ha accolto l’intervento di Irme Stetter-Karp, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, che ha esortato a “non sprecare quanto è stato costruito”.

La piaga degli abusi, tra dolore e richiesta di chiarezza

Il tema degli abusi sessuali e della richiesta di maggiore trasparenza nelle procedure ecclesiastiche rimane al centro dei lavori di Stoccarda. Gli ultimi report indipendenti dalla Baviera e dalla Renania Nord-Vestfalia confermano che il problema continua a ferire profondamente le comunità. Nel pomeriggio, in un workshop, sono state ascoltate alcune testimonianze di vittime raccolte dalla commissione nazionale: “Vogliamo cambiamenti veri, non parole vuote”, ha detto Anna W., ex catechista di Düsseldorf.

Su questo fronte, alcune associazioni di base giudicano la Chiesa troppo lenta, mentre altri riconoscono i progressi fatti. Nessuno però mette in dubbio che il tema degli abusi nella Chiesa resta la vera prova del percorso sinodale.

Domani la chiusura, tra tensioni e voglia di andare avanti

Tra i circa 230 delegati presenti, provenienti da tutte le diocesi tedesche, si respira un clima teso ma costruttivo. C’è il rischio di divisioni, ma anche la consapevolezza che dal confronto sono nate decisioni importanti negli ultimi anni.

Domani mattina sono attese le dichiarazioni finali. Dopo di che si aprirà la fase più difficile: mettere in pratica le riforme sul territorio. “La credibilità della Chiesa passa dai fatti”, ha ribadito Bätzing prima della pausa serale. Il bilancio arriverà nelle prossime settimane, ma per la comunità cattolica tedesca questa due giorni di Stoccarda segna comunque un momento importante, forse l’avvio di una stagione nuova.

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Roberto