Furto duomo Carrara: quali sono state le conseguenze - www.medjugorje-news.it (photo: tripadvisor)
Il recente furto sacrilego al Duomo di Carrara ha scosso profondamente la comunità locale, mettendo sotto i riflettori il delicato tema della sicurezza nei luoghi di culto e il valore spirituale e culturale che essi rappresentano.
A seguito del grave episodio, che ha visto sottrarre oggetti sacri e reliquie, il vescovo Mario Vaccari ha espresso il suo cordoglio e ha rilanciato un appello alla coesione e alla protezione delle chiese come patrimonio collettivo.
Nel cuore di Carrara, la piazza antistante il Duomo appare desolata, con un cartello che annuncia la chiusura temporanea della chiesa e un mazzo di rose bianche accompagnato da un biglietto con la preghiera “Perdonali Signore perché non sanno quello che fanno”.
Don Piero Albanesi, parroco della comunità, si trova ad affrontare la dolorosa realtà della profanazione del luogo sacro. Al suo fianco, in un gesto di solidarietà inaspettata, arriva una delegazione di anarchici provenienti dal circolo Germinal, che sottolineano il loro rispetto per la chiesa e il senso civico: “Ognuno stia al suo posto, ogni cosa al suo posto. Che vengano da noi anziché rubare cose sacre”, afferma Silvano, responsabile del circolo.
Mentre la tensione e il dispiacere si percepiscono nell’aria, emerge una riflessione profonda sulla funzione sociale e culturale del Duomo, non solo come luogo di culto ma anche come spazio di aggregazione per bambini, anziani e giovani.
Il vescovo Mario Vaccari ha espresso vicinanza a don Piero Albanesi e a tutta la comunità di Carrara per il furto sacrilego. “Quando una chiesa subisce furti, soprattutto se vengono sottratte le ostie consacrate, si vive una sensazione di smarrimento e impotenza”, ha dichiarato. Per questo motivo, è stata organizzata una giornata di adorazione eucaristica e una messa di riparazione, per ribadire il valore del Sacramento dell’Eucaristia, simbolo di fede e coesione comunitaria.
Il prelato ha poi evidenziato che le chiese sono “punti di riferimento per le nostre città, non solo per il loro valore spirituale, storico e artistico, ma anche come luoghi di incontro e sostegno sociale”. La decisione di don Piero di chiudere il Duomo nelle ore meno frequentate è stata definita “dolorosa”, un segno che tocca tutta la cittadinanza: “È una sconfitta per tutti, credenti e non, perché le chiese meritano più attenzione e cura”.
le forti parole del vescovo della città – www.medjugorje-news.it (photo: opera padre marella)
Il furto ha riguardato il tabernacolo, scassinato per sottrarre due reliquie, un gesto che ha profondamente offeso la sensibilità dei fedeli e della comunità. Don Piero Albanesi ha raccontato come, nonostante i tentativi di mantenere unito il gruppo nella preghiera e nella speranza, l’episodio abbia lasciato un senso di amarezza e sconforto.
Le reazioni della cittadinanza sono forti: “È un atto vandalico che colpisce il cuore e lascia esterrefatti”, dice Brunella Mazzanti, mentre altri cittadini denunciano l’aumento di episodi di degrado e insicurezza nel centro storico, con frequenti interventi di polizia per situazioni di ubriachezza e spaccio. La chiusura del Duomo, simbolo di fede e cultura, rischia di accentuare il senso di abbandono di questa parte della città, già provata da altri furti precedenti, inclusi quelli ai danni delle offerte raccolte.
Il clima di preoccupazione è palpabile, e mentre la comunità cerca di reagire con fede e solidarietà, si riafferma la necessità di una maggiore protezione dei luoghi sacri e di un impegno condiviso per la tutela del patrimonio spirituale e artistico di Carrara.