Trovate tracce del DNA di Leonardo - www.medjugorje-news.it
Una svolta scientifica potrebbe avvicinarci a svelare un mistero che da secoli affascina storici e appassionati d’arte: l’ipotesi che tracce di dna di Leonardo da Vinci siano state individuate su un disegno attribuito al genio rinascimentale.
Il ritrovamento riguarda il celebre Santo Bambino, un disegno a matita sanguigna, e rappresenta un passo innovativo nella ricerca genetica applicata al patrimonio culturale.
Gli studiosi del Leonardo da Vinci DNA Project (Ldvp) hanno pubblicato su riviste scientifiche di rilievo i risultati delle loro indagini.
Attraverso tecniche di prelievo estremamente delicate e non invasive, sono riusciti a estrarre piccole quantità di materiale genetico da manufatti storici provenienti dalla Toscana, terra natale di Leonardo, nato nel 1452. Tra questi reperti figurano il disegno Santo Bambino e alcune lettere scritte da un suo parente.
Questo approccio pionieristico ha permesso di recuperare sequenze di dna del cromosoma Y, appartenenti a un gruppo genetico diffuso nel Sud Europa e in particolare in Toscana, corrispondente al lignaggio E1b1b, noto per essere trasmesso da padre in figlio. Tale lignaggio è presente anche in alcune popolazioni del Nord Africa e del Vicino Oriente, ma la collocazione geografica e storica del materiale suggerisce un legame con la famiglia di Leonardo.
Il grande valore di questo studio risiede anche nel metodo sviluppato per evitare contaminazioni o danni ai preziosi manufatti. Gli esperti hanno applicato un sistema di tamponamento estremamente delicato, in grado di raccogliere materiale biologico senza compromettere l’integrità delle opere. I risultati hanno mostrato la presenza di miscele complesse di dna non umano e, in alcune analisi, tracce specifiche di dna maschile umano.
Questi segnali, pur essendo frammentari, hanno aperto la strada a ipotesi di attribuzione genetica, un campo ancora agli albori ma con immense potenzialità per la scienza del patrimonio culturale. La ricerca, pubblicata su bioRxiv, sottolinea come questa combinazione di metagenomica e analisi genotipiche possa diventare uno strumento fondamentale per future indagini sull’autenticità e provenienza di opere d’arte.
Ecco dove sono state rinvenute – www.medjugorje-news.it
Nonostante l’entusiasmo, gli scienziati invitano alla cautela. La presenza di dna riconducibile al lignaggio E1b1b non costituisce una prova definitiva che quel materiale genetico appartenga effettivamente a Leonardo da Vinci. La difficoltà maggiore risiede nel fatto che non esistono campioni certi di dna del maestro rinascimentale con cui effettuare un confronto diretto. Inoltre, Leonardo non ha lasciato discendenti diretti e il suo luogo di sepoltura fu violato all’inizio del XIX secolo, complicando ulteriormente ogni tentativo di verifica.
David Caramelli, antropologo dell’Università di Firenze e membro del Ldvp, ha sottolineato come “stabilire un’identità inequivocabile rimanga un obiettivo estremamente complesso”, ma l’individuazione di queste tracce rappresenta un punto di partenza prezioso. Il progetto mira ora a ottenere il permesso di prelevare ulteriori campioni da altri documenti e quaderni di Leonardo, custoditi in musei e archivi, che potrebbero fornire dati più concreti e approfonditi.
Questa ricerca segna dunque un momento di grande interesse per la comunità scientifica e culturale, aprendo nuove strade nel tentativo di collegare direttamente il patrimonio artistico al suo creatore attraverso la scienza del dna.