Aumenta il numero dei cristiani perseguitati - www.medjugorje-news.it
Nel 2026, la persecuzione e la discriminazione religiosa colpiscono 1 cristiano su 7 nel mondo, con oltre 388 milioni di persone che vivono sotto questa pressione a causa della loro fede.
Questi dati emergono dal rapporto annuale World Watch List realizzato da Porte Aperte/Open Doors, organizzazione attiva dal 1955 nel monitoraggio e nel sostegno ai cristiani perseguitati a livello globale.
Il nuovo Rapporto 2026 evidenzia che si è raggiunto il massimo storico di persecuzione mai registrato dal lancio della World Watch List.
Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo aumento dei casi di discriminazione e violenza, tanto che nell’ultima edizione i primi 50 Paesi presenti nella classifica mostrano esclusivamente livelli di persecuzione “molto alto” o “estremo”, mentre il livello “alto” è scomparso dalla mappa.
L’analisi geografica rivela che in Africa 1 cristiano su 5 è vittima di persecuzione, mentre in Asia la quota sale a 2 su 5, e in America Latina si attesta a 1 su 12. Tra queste persone, spicca il dato che più di 201 milioni sono donne e bambine, con circa 110 milioni di minori sotto i 15 anni esposti a rischi legati alla loro fede.
La Corea del Nord si conferma il Paese più repressivo verso i cristiani, mantenendo il primo posto nella classifica. Il regime totalitario impone una tolleranza zero, costringendo i fedeli a praticare la religione in clandestinità e alimentando l’esistenza di una Chiesa sotterranea. Il rapporto segnala che i cristiani rinchiusi nei campi di lavoro forzati sono stimati tra i 50 e i 70 mila. Inoltre, l’intenso controllo del regime si manifesta negli interrogatori dei fuggitivi rimpatriati dalla Cina, con particolare attenzione al contatto dei fuggiaschi con comunità cristiane all’estero.
Altri Paesi con livelli di persecuzione estremi includono Somalia, Yemen e Sudan, dove l’instabilità politica, le società islamiche tribali e l’estremismo violento impongono ai cristiani di mantenere segreta la propria fede, pena la morte, soprattutto per gli ex musulmani convertiti. In Sudan, la guerra civile ha frammentato l’autorità statale, favorendo gruppi armati che attaccano chiese e costringono leader e famiglie cristiane a fughe continue.
Particolarmente critica è la situazione in Eritrea, definita la “Corea del Nord dell’Africa” per la sua equiparazione tra indipendenza religiosa e dissenso politico. Anche in Siria, la frammentazione del potere e il caos favoriscono l’azione di gruppi radicali che prendono di mira i cristiani, con 27 vittime registrate nell’ultimo anno.
I numeri crescono in modo preoccupante – www.medjugorje-news.it (photo: comunione e liberazione)
La Nigeria, nonostante l’azione militare statunitense di dicembre 2025 mirata a colpire i persecutori dei cristiani, rimane stabile al settimo posto della lista ma detiene il triste primato mondiale per numero di cristiani uccisi: 3.490 solo nell’ultimo anno e oltre 25.200 dal 2020.
Rispetto al 2025, nel 2026 si osserva un incremento nelle esecuzioni di cristiani, passate da 4.476 a 4.849 casi. Al contrario, gli attacchi a chiese o proprietà cristiane pubbliche sono diminuiti da 7.679 a 3.632, così come i rapimenti, scesi da 3.775 a 3.302. Il numero di cristiani detenuti o condannati per motivi religiosi rimane sostanzialmente stabile, con 4.712 casi nel 2026 rispetto ai 4.744 dell’anno precedente.
Cristian Nani, presidente di Porte Aperte/Open Doors, sottolinea che “la Chiesa nascosta è probabilmente quella in più rapida crescita a livello globale”. Per Nani, è fondamentale rilanciare il tema della libertà religiosa all’interno del dibattito pubblico e politico. In questa direzione, l’organizzazione chiede al governo italiano di promuovere la libertà religiosa come priorità nelle relazioni internazionali, integrandola nei negoziati commerciali e migliorando la formazione religiosa dei funzionari pubblici.
Inoltre, suggerisce una collaborazione più stretta con attori religiosi locali, specialmente nelle aree sensibili come il Sahel, per assicurare una distribuzione equa degli aiuti e prevenire discriminazioni.