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Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

La Chiesa cattolica, e la Chiesa ortodossa, così come molte Chiese protestanti, celebrano la festività liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant’Elena, avvenuto appunto il 14 settembre dell’anno 320.

Secondo la tradizione, Sant’Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.

Una festa molto sentita, da tutta la cristianità e in tutto il mondo, ma a Medjugorje questa è una festa del tutto perticolare.

A Medjugorje,per speciale concessione rilasciata nel 1935, dal Vescovo di quel tempo, la ricorrenza viene celebrata la prima domenica dopo la festa della Natività di Maria; quindi ogni anno la festa ha una data mobile.

 

 

In occasione della festa sul Krizevac, il monte della Grande Croce di Medjugorje, si celebra una Santa Messa. Questa celebrazione Eucaristica é sempre molto seguita  e un fiume di feleli si accalca intorno alla Grande Croce. Spalla a spalla, accalcati, i fedeli stanno in piedi e in posizioni, scomode a causa dei sassi e del poco spazio a disposizione, è impossibile, infatti trovare un posto per sedersi. Sono tanti coloro che non riescono nemmeno a raggiungere la sommità del monte e restano sul sentiero, nascosti, lontani dall’altare.

C’è chi, per rispetto del luogo, o per chiedere una grazia, oppure come voto, percorre  a piedi nudi non solo le strade, ma anche il sentiero roccioso del Krizevac. È una tradizione, ed è anche una pratica devozionale ben consolidata.

In un suo messaggio la Madonna disse ai veggenti: “Anche la Croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregate sotto la Croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie”.(30 agosto 1984)

La Parrocchia di Medjugorje è sempre stata molto chiara sull’atteggiamento rispettoso che si deve avere in quel luogo santo.  Alcune volte, però quelle raccomandazioni sono disattese,  e nello spiazzo circostante la Croce è  tutto un parlottare, un ridere, un chiamarsi ad alta voce. Addirittura c’è chi fa uno spuntino, scambiando quel luogo per uno spiazzo da picnic . C’è anche chi scrive col pennarello il proprio nome, sul bianco basamento della Croce, dimenticando che solo da poco è stato verniciato nuovamente e con notevoli sforzi da parte di volontari.

 

Non è facile portare per quella strada accidentata, le attrezzature per imbiancare. La grande Croce del Krizevac non è una mèta turistica, ma un luogo sacro, degno di grande rispetto, la sommità del monte è  solo un luogo di preghiera e di meditazione. Il Krizevac è un luogo di grazia! Non si può dimenticare il messaggio della Gospa: Davanti alla croce rimanete a lungo in preghiera per ricevere l’amore di Dio nei vostri cuori”.

(27 dicembre 1986)

Quella croce bianca sul Krizevak è molto particolare. In essa è conservato un frammento della Croce di Cristo ritrovata a Gerusalemme. LaCroce va contemplat, Esige un reverente rispetto, come l’oggetto  più caro al cuore di un cristiano.

Dice la Madonna: “Gesù ha portato la croce, ha sofferto sulla croce, e con essa ha salvato il mondo”

(3 Novembre 1981)

La croce ci ricorda Gesù, che ci ha salvati. Ci ricorda anche Maria, perché, nei primi tempi delle apparizioni, quella croce più volte scomparve, o roteò, presa come in un vortice, per poi assumere la figura di Maria. E, in altra occasione, da quella croce partì una scritta lucente e di colorazione dorata, che si diresse verso la chiesa, e la scritta riportava 3 volte la parola “MIR”, cioè “PACE”. Su quel monte, ai piedi di quella croce c’è Lei, Maria.

Fu Lei stessa a dirlo: “Io sono spesso sul monte, sotto la croce, per pregare”

(3 Novembre 1981)

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

Padre Slavko Barbaric, storico parroco di Medjugorje nei primi dempi delle apparizioni, nel suo libro:” Dammi il tuo cuore ferito” racconta di un episodio inedito, accaduto durante un’apparizione alla veggente Marija.

Marija Pavlovic, veggente, racconta:
“Durante la preghiera mi è apparsa per tre volte l’immagine di un fiore. La prima volta era meraviglioso, fresco, coloratissimo. Ed io ne ero felice!
Poi ho visto lo stesso fiore chiuso, appassito, aveva perduto completamente la sua bellezza. Ero triste!

 

Ma, ecco una goccia d’acqua cadde sul fiore appassito ed esso subito riacquistò tutta la sua freschezza ed il suo fulgore!
Ho cercato di capire che cosa potesse significare per me questa visione, ma non ci sono riuscita…
Perciò decisi di chiederlo alla Madonna durante una delle Sue apparizioni.
Le dissi: “Madonna mia, che cosa vuol dire quello che ho visto durante la preghiera? Che significato aveva quel fiore?”

La Madonna sorrise e rispose: “Il vostro cuore è come quel fiore. Ogni cuore è meraviglioso nella bellezza creata da Dio. Ma quando sopraggiunge il peccato, il fiore appassisce ed il fulgore svanisce. Quella goccia caduta sul fiore per ravvivarlo, è il simbolo della Confessione. Voi, quando siete nel peccato, non potete aiutarvi da soli: vi serve aiuto”.

 

Loretta Young, la diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

Loretta Young, la  diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

La miracolosa esperienza dell’attrice Loretta Young a Medjugorje.

Un elenco formidabile di diplomatici, cardinali, vescovi, uomini d’affari, regalità, cantanti, scrittori, politici, attori, atleti  e una varietà di altre celebrità che hanno visitato Medjugorje, a questa possiamo aggiungere la leggendaria attrice  di Hollywood, Loretta Young, cattolica devota che è morta nel 2000.

Loretta Young  era famosa nell’età d’oro del cinema di Hollywood, insieme a personaggi come Clark Gable, Spencer Tracy, Cary Grant, David Niven, Douglas Fairbanks Jr., William Holden e James Cagney.

Ha vinto l’Oscar come miglior attrice nel 1947 per la sua interpretazione in “A Woman’s Destiny” Ha vinto, anche  tre Emmy per il suo famoso programma televisivo “The Loretta Young Show”, che è stato trasmesso per ben 8 stagioni.

Prima della sua morte, Loretta ha raccontato la storia del suo pellegrinaggio a Medjugorje in un libro di Joan Wester Anderson, storie non conosciute dell’ attrice, ma rese note nel  libro  “Forever Young”. Loretta raccontava di alcune eventi soprannaturali che le erano accaduti a  Medjugorje. Queste esperienze furono così potenti che più tardi Loretta cominciò a pregare 15 decadi del Rosario ogni giorno, così come a digiunare il mercoledì e il venerdì.

“Medjugorje ha dato un senso a tutto quello per il quale ho sempre sperato e pregato”, ha raccontato la star Hollywoodiana. “Ho visitato diversi santuari, ma non c’è un posto che mi abbia colpito di più come questo.”

L’attrice a Mejugorije  nel 1988, mentre stava comprando una statua della Madonna,  sentì improvvisamente una donna che urlava mentre guardava il sole.  Anche Loretta guardò il  sole, quando il disco di fuoco iniziò a crescere. Ciò che l’attrice vedeva era una sfera d’oro pulsante che cresceva  e che cambiava da rosso, verde e bianco. “Poi un’immagine è apparsa nel centro”, racconta l’attrice.

Il giorno seguente Loretta  inciampò in un gradino all’interno della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje e si lussò pesantemente la caviglia. Era con diversi compagni, compreso suo figlio. Tutti capirono che era una brutta distorsione. Quando il dolore  diventò insopportabile per l’attrice, una suora indiana, venuta fuori dal nulla, disse loro che era un medico e cercò di curarla. Quindi la suora-medico li lasciò per un momento, racconta Loretta “ è tornata, portando quello che sembrava un pò di fango e alcune bende. Mi Hanno cosparso il piede di con il fango, e lo hanno avvolto in alcune bende, dicendomi di non togliermele”. Poi la suora scomparve, non l’hanno mai più rivista. Ma, miracolosamente le spari il dolore, Loretta  riuscì a completare il suo pellegrinaggio.

Quando tornò a casa si fece visitare  dal suo medico, il quale le rivelò che non era solo una  una distorsione, Loretta aveva sei ossa rotte nel piede. Quando le bende furono rimosse, improvvisamente si gonfiarono e il suo piede si gonfio improvvisamente. In qualche modo quelle bende fangose avevano tenuto il piede libero dal dolore per tutto il suo pellegrinaggio!

Fonte: Nel Cuore di Gesù

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz …. poi Medjugorje

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz …. poi Medjugorje

Testimonianza di Benjamin Berger, Medjugorje Giugno 2005

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz e io non credevo più…
“Provengo da una famiglia ebrea religiosa, non ultra ortodossa, ma ortodossa. I miei genitori erano dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Mio padre tedesco e mia madre austriaca erano riusciti ad emigrare in America, mentre la maggior parte della mia famiglia era stata sterminata a Auschwitz. Mio fratello ed io eravamo stati educati da ebrei osservanti. Eravamo solo in due. Nella prima parte della mia vita ero stato molto religioso, ma col passare degli anni, nel mio cuore si erano affacciati molti dubbi, in particolare sulla storia del popolo ebreo e su quello che ci era capitato. Mi chiedevo: ‘Come può Dio aver permesso una cosa così terribile?’ Poi quando studiavo all’università decisi di lasciare tutto e di diventare…non posso dire proprio ateo, ma quasi ateo. Pensavo: ‘Non posso credere che esista veramente un Dio che abbia permesso una cosa simile, ed inoltre non avevo mai veramente fatto esperienza di Dio’. Da quel momento ho abbandonato tutto e sono diventato completamente ateo.


Un po’ di tempo dopo sono venuto a lavorare in Europa, nello studio di un architetto in Danimarca. Ma sentivo un grande vuoto nel cuore. Qualcosa mi mancava e nulla sembrava potesse riempire questo vuoto. L’arte e l’architettura mi interessavano molto, mi appassionavano, ma questo non bastava. Sono arrivato al punto di rassegnarmi e mi sono detto: ‘Non so se troverò mai quello che cerco!’ Non sapevo cosa cercare, ma sapevo che questo aveva rapporto con la verità. Sono rimasto in questa situazione per molto tempo.

Nella primavera del 1967, un giorno, rientrato dal lavoro, mentre stavo leggendo come al solito il giornale, ho cominciato ad rimuginare i soliti pensieri sulla fede e mi sono detto: ‘Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui non credo più a nulla! Non è normale, devo credere in qualche cosa!’. Questo pensiero mi ha molto angosciato ed ho pensato: ‘Se devo credere in qualcosa, voglio credere in qualcosa che sia vero! Perché si corre il rischio di credere in qualsiasi cosa!’ Ma non sapevo cosa questo volesse dire.
Mentre pensavo a queste cose, d’improvviso sentii una presenza accanto a me nella stanza. Non vedevo nulla.

Questo mi fece un po’ paura perché era la prima volta che facevo una simile esperienza. Ero una persona molto razionale (caratteristica abbastanza comune negli ebrei). Credevo in tutto quello che potevo toccare e vedere, nel resto non credevo. Ma nella stanza c’era una presenza che diveniva sempre più intensa. Questa presenza era di una purezza incredibile; questa presenza emanava qualcosa di purissimo! Assolutamente senza macchia! (Non era una cosa, era una persona.

Ma all’inizio dicevo una ‘cosa’ perché non potevo assolutamente identificare cosa fosse). ‘Ciò’ riempiva la stanza, era come una sensazione della Santità di Dio nella stanza. Per qualcuno che non era assolutamente abituato a pensare in questi termini, era impossibile sapere cosa fosse. Poi, era come se qualcuno fosse venuto vicinissimo a me con una chiave in mano, l’avesse introdotta nel mio cuore, l’avesse girata ed avesse aperto la porta. La porta era estremamente spessa, come quella delle banche dove si tengono i valori, come la porta della cassaforte. Ecco a cosa assomigliava la porta del mio cuore.

Quando la porta si è aperta è stato come se l’amore fosse entrato riempiendo completamente il mio cuore. Non capivo cosa mi stesse succedendo ma cominciai a piangere e sono rimasto così, seduto, per un bel po’. Allora Dio mi ha parlato, ed era come se la Sua voce riempisse tutto l’universo. Mi ha detto: ‘Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe e sono il tuo Dio. La tua vita è come un libro aperto davanti a Me, conosco tutto di te’.
Era molto confortante sapere che Dio esisteva e che Dio mi parlava personalmente, ma al tempo stesso era anche spaventoso. Era meraviglioso sapere che Dio è un Dio personale e che veniva a me in questa maniera.

Perché capitava proprio a me? Non ne avevo idea! Ero alla ricerca della verità, ma vivevo la vita a modo mio.
Proprio in quel momento è avvenuto qualcosa di ancora più incredibile. Dall’alto del cielo è piombato un nome ebreo, Yeshua, il nome di Gesù in ebraico. Non avevo mai letto il Nuovo Testamento, non avevo amici cristiani e non avevo mai sentito veramente parlare dei Vangeli. Le sole cose che sapevo di Gesù erano quelle ascoltate alla televisione o a Natale, oppure attraverso dei film come ‘La Tunica’ (di H.Koster con Richard Burton, 1953, NDT), ma non le avevo mai veramente capite.

Ero sempre rimasto sconcertato davanti ai cristiani che parlavano di Sion, di cose che mi erano familiari come ebreo, ma non avevo mai capito quali fossero i legami tra loro e noi. Ma nel momento preciso in cui ho ricevuto il Suo nome, in quel preciso istante, ho saputo che Lui era il Messia. Lui era il Dio d’Israele. Era una rivelazione; non veniva certamente dal mio spirito. Ho saputo che era la risposta alla mia domanda, a tutte le mie domande.

Poi ebbi un’esperienza che è difficile da descrivere, ma ho pensato: ‘Se qualcuno come lui venisse nel mondo, cosa gli succederebbe?’ Sapevo che il mondo lo avrebbe respinto e lo avrebbe crocifisso, perché Lui è troppo all’opposto di tutto quello che è nel mondo. Ecco come tutto è cominciato…”
Benjamin racconta poi la sua vita con Gesù negli ultimi venti anni, ed in particolare il suo incontro con una comunità italiana molto legata a Medjugorje.

L’intervista continua così:
“Abbiamo incontrato questa comunità nel 1996 e Dio ha unito i nostri cuori in una maniera molto profonda, siamo ancor adesso molto uniti. Sono stati per noi un modello di vita e questo ci ha molto aiutati. Siamo rimasti in contatto molto stretto e se Dio vuole verranno in Israele in Ottobre. Vedremo quello che ne nascerà. E’ certo la prima volta che una comunità messianica ed una comunità cattolica vivono una tale comunione, una reale comunione. Non credo che questo sia già avvenuto. Penso che sia un segno, un segno profetico di ciò che Dio desidera (…).

Poi, ecco come è avvenuta la mia andata a Medjugorje…mi sono sempre interessato a Medjugorje perché ne avevo sentito parlare molto. So che molte persone si sono convertite a Gesù proprio lì e questo fatto mi ha toccato moltissimo. Satana non può ottenere che tante persone si convertano al Signore! Durante una conferenza in una città nel sud Italia, padre Luigi, (che mi accompagnava in macchina), mi propose di andare a Medjugorje. Così siamo partiti immediatamente!”

“Ho posto questo interrogativo al Signore per molti anni. Ero ben consapevole che per fare l’unità della chiesa, bisognava trovare unità su alcuni punti. Questo è probabilmente il punto di maggior disaccordo nel mondo protestante. Noi non siamo protestanti, ma abbiamo un poco in comune con le diverse parti della chiesa . Riconosco che questo argomento è uno dei punti più importanti della divisione, ma io sono rimasto sempre aperto a questo riguardo, non ho mai detto che questo non veniva da Dio. Ho solo detto: “Non lo capisco completamente”. In questi ultimi giorni qui, credo di aver capito tante cose, ascoltando le testimonianze dei veggenti e vedendo quanto loro siano autentici. Non ci sono dubbi su questo. Non c’è nulla di strano nelle loro testimonianze, sono tutti molto autentici. I messaggi che hanno ricevuto sono messaggi

assolutamente fondamentali che devono essere diffusi in tutto il mondo: conversione, preghiera, una vita di santità, di purezza e di consacrazione al Signore. Sono stato molto toccato da tutto quello che ho ascoltato. Anche stamattina ho incontrato Vicka e lei era splendente dell’amore di Dio nella sua estrema semplicità. Credo che tutto questo venga da Dio, devo ancora capire cosa significa tutto questo. Ma sono sulla buona strada.”

Fonte: http://medjugorje.altervista.org

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

I segni prodigiosi che avverranno a Medjugorje, ecco cosa ha detto di loro la Madonna

I segni prodigiosi che avverranno a Medjugorje, ecco cosa ha detto di loro la Madonna

Generalmente la Chiesa dice molto poco riguardo ai segni di Medjugorje. Noi non vogliamo dare loro troppa importanza, ma, allo stesso tempo, non possiamo ignorare il fatto che continuino a verificarsi.

Infatti, mentre la veggente Marija era in America nel 1988-89, prima di un’apparizione, apparve un segno che è durò un’ora e mezza. Questo segno furono tre arcobaleni che apparvero nel cielo il 20 gennaio del 1989, un giorno d’inverno senza pioggia in cui gli arcobaleni non compaiono.
Un arcobaleno si estendeva da orizzonte a orizzonte.
Sotto di esso c’era un altro arcobaleno capovolto, rovesciato, con le sue due estremità collegate all’arcobaleno che si estendeva agli orizzonti.
Il terzo arcobaleno era un arcobaleno normale con il secondo che toccava la parte superiore del terzo con la sua parte superiore capovolta. Tutti i presenti videro questo fenomeno e molti riuscirono a fotografarlo.

La foto raffigura due dei tre arcobaleni visti quel giorno.


Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni attendibili che nel maggio del 1989 molte persone videro un segno a Medjugorje, siamo stati in grado di trovare le seguenti informazioni:

Venerdì 12 maggio 1989, dopo la Santa Messa serale, le persone affermarono di aver visto vari segni sul Monte della Croce e anche dall’altra parte sulla collina delle apparizioni. Questi segni furono visti anche da altre città intorno a Medjugorje, in particolare da Ljubuski.
Un pellegrino americano riporta:
In primo luogo ho visto una grande stella, e da questa grande stella sono uscite dodici stelle più piccole che formano un cerchio. Le dodici stelle allora formavano una croce, quindi la lettera ‘M’, poi altre piccole stelle apparvero per formare la parola ‘MIR.’ E’ durato circa cinque minuti.

La chiesa può convalidare solo che il segno di cui sopra è stato visto da diverse fonti affidabili. Per comprendere più a fondo, vi riportiamo le parole della Madonna di seguito.

* 22 Ottobre 1981

In risposta alla domanda “È la bianchezza della croce un fenomeno soprannaturale?” la Madonna rispose:

– Sì, lo confermo

Dopo che molte persone videro la croce sul monte Krizevac trasformarsi in una luce e poi in una forma della Vergine:

– Tutti questi segni sono progettati per rafforzare la vostra fede fino a quando non lascio il segno visibile e permanente.

* 28 Ottobre 1981

In risposta alla domanda “Eri lì a ieri al Krizevac per mezz’ora?” la Madonna disse:

– Sì, non mi avete visto?

Presso il sito della prima apparizione, centinaia di abitanti del villaggio videro un fuoco che ardeva senza consumare nulla. Quella sera, la Madonna disse ai veggenti:

L’incendio visto dai fedeli era di carattere soprannaturale. E’ uno dei segni, un precursore del grande segno

* 22 Novembre 1981

La Madonna spiega la croce, il cuore e il sole che furono visti durante un’apparizione ai veggenti.

– Questi sono i segni della salvezza: la croce è un segno di misericordia, proprio come il cuore. Il sole è la sorgente di luce, che ci illumina

Anche in questo caso, una figura luminosa della Madonna prende il posto della croce sul Krizevac. I veggenti chiesero alla Santa Vergine se era lei.

– Perché me lo chiedete, angeli miei? Non mi avete visto? Il mondo deve trovare la salvezza, mentre c’è tempo. Lasciate che preghi con fervore. Possa avere lo spirito della fede

* 22 Aprile 1982

Per quanto riguarda i segni luminosi visti alla Croce sul Krizevac:

– Sono segni di Dio e non di fenomeni naturali. ‘S’ e ‘T’ sono segni di salvezza

* 6 Agosto 1982

Quella notte, dopo l’apparizione, due segni luminosi sotto forma di raggi di luce furono visti sulla Croce al Krizevac e sulla Chiesa. Ivan e un gruppo di giovani avevano pregato sulla Collina delle Apparizioni. Prima che apparisse il segno, la Madonna disse:

– Ora, sto per darvi un segno al fine di rafforzare la vostra fede

Molti membri del gruppo di preghiera videro quel segno.

* 15 Febbraio 1984

Gli abitanti del villaggio notarono un vento gelido quella sera.

– Il vento è il mio segno. Verrò nel vento. Quando soffia il vento, sappiate che io sono con voi. Avete imparato che la croce rappresenta Cristo, è un Suo segno. E’ lo stesso per il Crocifisso che avete in casa vostra. Per me, non è lo stesso. Quando fa freddo, venite in chiesa, vogliate offrire tutto a Dio. Sarò, così, con voi. Io sono con voi nel vento. Non abbiate paura

* 16 Luglio 1984

Dopo aver parlato della parrocchia, la Madonna aggiunge:

– … Inoltre, non temete; in futuro ci saranno segni riguardanti peccatori, non credenti, alcolisti, e giovani. Mi accetteranno di nuovo

I segni servono da impulso per la conversione. La Madonna disse…

* 2 Maggio 1982

– Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta…

La gravità di queste apparizioni, e di tanti segni soprannaturali viene così spiegato. Dio sta cercando di comunicare, di arrivare a salvare l’uomo dalla sua attuale tendenza ad auto-distruggere se stesso.

Fonte:madonnadimedjugorje.org

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Medjugorje. Testimonianza di Padre Leonid, esorcista ucraino

Medjugorje. Testimonianza di Padre Leonid, esorcista ucraino: ‘Io pregavo e Satana rideva’

Il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje è stato legato ai miei compiti e ad un interesse nella mia vocazione sacerdotale. 

Il Sacerdote Leonid, della Provincia ucraina dell’Ordine dei Redentoristi, ha partecipato al 15° Seminario Internazionale per i Sacerdoti a Medjugorje ed ha dato, prima ai partecipanti al seminario e poi anche ai giornalisti di Radio “Mir” Medjugorje, una testimonianza non comune. 

Nel 2005 cioè la Chiesa locale mi ha affidato una grande responsabilità ed il compito di portare una croce pesante: cioè il ministero di esorcista. I primi mesi ed i primi anni sono stati riempiti dall’amore e dalla grazia di Dio, ma naturalmente anche di grandi difficoltà.

Tuttavia, la vera grande difficoltà capito durante un, per dirla così, “grande esorcismo” su un posseduto. Con voce molto rozza, piena di orrore, quella voce si rivolse a me con queste parole: `Io sono orribile, io sono forte ed io ti distruggerò. Distruggerò il tuo sacerdozio, il tuo stato religioso e tutta la tua vita`. Fu molto terribile, tuttavia non presi tutto troppo seriamente, poiché credo totalmente in Dio e non ho motivi per cui non credere a Dio. E so che la paura di fronte a satana è già una perdita. Ma Dio permise quella situazione, che vi racconterò, perché sperimentassi quanto è grande e forte Sua Madre. E perché sperimentassi quanto Medjugorje sia una terra santa.

Quando ero in grandi dolori, prove e tentazioni tentavo di pregare, ma non potevo pregare. Andavo a confessarmi ogni giorno, ma satana mi tentava. Le prove furono così forti che persi completamente la pace nell’anima. E non solo questo. Sentivo nell’anima di aver perso il sacerdozio e lo stato religioso. Sentivo una completa rovina e fallimento. In quella difficile realtà, mentre non capivo cosa mi stava succedendo, qualcuno mi offrì un viaggio a Medjugorje. Sono venuto. Ero con un gruppo di Sacerdoti. Essi pregavano, ma io non potevo. Semplicemente non potevo pregare.

In quel pellegrinaggio incontrai anche un anziano Sacerdote, P. Ambrogio dalla Slovacchia. Lui ha sacrificato totalmente la sua vita e la sua vocazione nel lavoro con gli Ucraini nella Regione dei Carpazi. Era venuto allora dopo aver superato un infarto ed aveva anche il diabete. Lui era stato già cinque volte a Medjugorje. Mi entusiasmò per il suo sacrificio e la sua umiltà. Lui è un religioso francescano. Diventammo amici nel viaggio. Io lo aiutavo, lo guidavo per mano, in quanto era un uomo anziano. Sembrava che io lo aiutassi, ma in verità è lui che ha aiutato me. Siamo saliti insieme sul Podbrdo. Ci era stato detto che sulla collina ci sarebbe stata l’apparizione ad uno dei veggenti. C’era molta gente, Sacerdoti.

E’ questa è stata semplicemente la prima sorpresa a Medjugorje. Ero seduto accanto a P. Ambrogio e con le spalle ero girato verso il luogo delle apparizioni. Sentivo di non essere degno di essere lì. Ma durante la preghiera del Rosario mi nacque il desiderio di guardare ciò che accadeva nel luogo delle apparizioni. Contemporaneamente a questo desiderio, sentii un’altra voce che mi diceva: “Non devi guardare là. Tu sei perduto e finirai all’inferno”. Terribile.

Tuttavia, quei primi sentimenti positivi mi indirizzarono verso il luogo delle apparizioni. Cominciai a guardare e cercare. Forse avrei visto qualcosa. Pian piano nasceva in me la speranza, ma crescevano anche nuovi argomenti per i quali la mia umiliazione non sarebbe cambiata. In quel momento decisivo credetti. Per un momento. Come risposta a tutte le domande sentii, sperimentai la Gospa che scendeva dal Cielo. Allora è stato terribile. Una forte percezione, il profumo di qualche altro mondo che ho avevo vissuto fino ad allora. Poi mi ha tranquillizzato una tenerezza, una facilità, come un vento tenero della presenza della Gospa. Lei si avvicinò a me. E quanto più lei era vicino, la forza del male se ne andava. Sperimentai nel cuore una nuova scoperta.

Sperimentai quanto è forte la Gospa e la Sua umiltà. Allora compresi che Lei non scaccia gli spiriti maligni, poiché essi stessi fuggono! Fuggono perché non possono sopportare la purezza e la bellezza della Sua presenza. Lei non li umilia, non li scaccia. Lei semplicemente ama, ma essi non possono sopportarlo. E allora avvenne il cambiamento degli spiriti in me! Lo spirito di satana, che distrugge, sparì con la sua depressione, con tutte le paure. Egli è semplicemente sparito e al suo posto è sceso lo Spirito della Gospa. Sentii una voce nel cuore: `Non temere, io sono tua madre! Io sono la garanzia per te che non ti perderai!”. Tutto cambiò!

Questa esperienza della presenza della Purissima Vergine Maria è divenuta per la mia chiamata, per la mia vocazione sacerdotale e religiosa, per il mio servizio al miracolo d’amore che mi salva! Sento la presenza della Gospa in ogni esorcismo che compio. Solo un piccolo esempio, perché ne ho tanti. I nostri Sacerdoti avevano una ragazza indemoniata che venne a confessarsi. La confessò un Sacerdote che era appena tornato dagli studi a Roma. E, mentre pronunciava la formula dell’assoluzione, questa persona colpì così fortemente il Sacerdote, cioè satana attraverso di lei, che egli stramazzò in un momento. Cadde. Poi quella persona con una qualche voce chiamò un altro sacerdote.

Egli si spaventò e mi chiamò: “P. Leonid, vieni in fretta, abbiamo una situazione insolita…”. Dopo quel dialogo, la ragazza venne dove ero io. Quando iniziai il rito dell’esorcismo, accertai subito la diagnosi. Compresi che era posseduta, che satana operava molto fortemente attraverso di lei. Chiesi addirittura a cinque devoti parrocchiani di pregare durante il mio rito di esorcismo su quella persona. E mentre io leggevo le consuete, tradizionali preghiere di esorcismo, satana rideva. Parlava in inglese. Mi umiliava, mi prendeva in giro. Allora iniziai una preghiera alla Gospa. Ero esausto. Divenni nervoso. Sentivo che dovevo finire la preghiera, ma egli non usciva. Era uno spirito di suicidio. Iniziai a invocare la Gospa con tutto il cuore. Come quando un figlio chiama la madre.

Ed allora iniziarono le vere urla: `Io non posso più, perché è arrivata la Gospa! Io non lo sopporterò, poiché è arrivata la Gospa, io devo andare fuori`. E se ne andò. Questo è stato solo un caso, ma ne ho molti simili. In questi cinque anni in cui mi è stato affidato il ministero di compiere esorcismi, ho grandi tentazioni. Le avevo anche prima, so che le avrò ancora. Ma la Madre di Dio mi protegge nel Suo Cuore. Io non posso più vivere senza Medjugorje e Gerusalemme. Ogni anno devo andare a Medjugorje ed a Gerusalemme. Perché questo è per me la fede. Qui ho la fede, la benedizione e la grazia”.

Poi agli ascoltatori di Radio “Mir” Medjugorje ha detto che è grato a Dio di poter testimoniare anche in questo modo la grazia della Gospa ed ha aggiunto: “Auguro a tutti gli ascoltatori la gioia. Vorrei che ciascuno di noi desiderasse amare di più la Santissima Madre di Dio, perché Lei è nostra Madre. Lei ama i suoi figli. E’ pronta a fare tutto per noi, se glielo chiediamo. Sento che, se non ci fosse la Madre di Dio, ci perderemmo. Perciò viviamo con Lei ogni secondo della nostra vita. Personalmente sento la chiamata ad aiutare anch’io perché le persone vengano a Medjugorje. Di portare qui le persone che soffrono spiritualmente in maniera terribile!”. Al termine, P. Leonid ha benedetto tutti gli ascoltatori.

Fonte: signoresorprendimi.blogspot

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Con i petali di rose portati da Medjugorje, avviene un miracolo.

Con i petali di rose portati da Medjugorje, avviene un miracolo.

 

La Gospa in Galilea! Nel piccolo villaggio di Abeline dove è nata Santa Maryam di Betlemme, la famiglia Hahouad si lamentava. La loro figlia di 3 anni, Eleonora, nata handicappata, era condannata a non camminare mai. Un mese fa, un amico israeliano e cattolico è andato a visitare questa famiglia molto provata. Vedendo la piccola, ebbe l’idea di darle dei petali di rose che aveva portato con sé da Medjugorje e che erano stati benedetti dalla Vergine durante un’apparizione.

La Gospa benedice gli oggetti religiosi che Le sono presentati, rosari, icone, crocifissi, medaglie, ma anche i petali di rosa. I pellegrini se li portano a casa e li danno a coloro che non possono andare a Medjugorje, soprattutto ai malati, come segno che la Vergine li raggiunge con la sua benedizione di Madre. Attraverso questi semplici segni ricevuti in fede e nella preghiera, Maria Santissima compie quello che vuole alla persona che soffre e dona le grazie che giudica necessarie.

Mosso da compassione davanti alla piccola Eleonora, il nostro amico comincia a sperare l’impossibile. Spiega alla famiglia la provenienza di questi petali e glieli lascia dopo aver pregato con loro. Alla sera, la nonna dice alla madre: “Hai messo i petali sulle gambe di tua figlia?”, “No, risponde la madre!”, “Ma cosa aspetti?” La madre depone i petali sulle gambe inerti della figlia e, dopo avere pregato molte Ave Maria, va a dormire ma piange tutta la notte, per il pesante dolore che prova. Al mattino seguente, il padre, semplice operaio edile, domanda a sua moglie: “Perché non vai a vedere se la Madonna ha fatto qualcosa per Eleonora?”. La madre va dalla figlia e cerca di metterla in piedi, ma – sorpresa – la piccola si alza da sola, ed eccola a suo agio sui suoi due piedi e si mette a camminare davanti a tutti! Esce in cortile e ne fa il giro più volte, sbalordita di essere finalmente in grado di camminare! Da allora Eleonora cammina sempre meglio e tutta la famiglia benedice Dio per il miracolo. I documenti medici attestano una guarigione inspiegabile per la scienza. La Gospa di Medjugorje ha visitato quella famiglia angosciata. Come non esultare di gioia!

I primi passi di Eleonora sono stati filmati per un minuto:
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Fonte: © Enfants de Medjugorje 2018
www.enfantsdemedjugorje.fr
E-mail : gospa.italia@gmail.com

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Messaggio di Medjugorje del 2 novembre 2018 a Mirjana

Messaggio di Medjugorje del 2 novembre 2018 a Mirjana

Cari figli, il mio cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità e che la nascondono, mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e con le opere. Sono molto triste mentre parlo a mio Figlio di tanti miei figli che non hanno più la fede e che non conoscono Lui, mio Figlio. Ecco perché invito voi, apostoli del mio amore: cercate di guardare fino nel profondo del cuore umano e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto. Guardare in questo modo è la misericordia del Padre Celeste. Cercare il bene anche dove domina il male, cercare di comprendere gli uni e gli altri e non giudicare. Questo è ciò che mio Figlio vi chiede ed io, come madre, vi invito di ascoltarLo. Figli miei, lo spirito è più potente del corpo e portato con amore e con le opere, supera tutti gli ostacoli. Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il Suo amore è con voi e in voi quando siete una cosa con Lui. Lui è la luce del mondo e nessuno e nulla riuscirà a fermarLo nella gloria finale. Perciò apostoli del mio amore, non abbiate paura di testimoniare la verità. Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con l’amore, con il vostro sacrificio e sopratutto con umiltà. Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio, io sarò accanto a voi, io vi incoraggerò. Testimoniate l’amore che non passa mai, perché proviene dal Padre Celeste che è eterno e che offre l’eternità a tutti i miei figli. Lo spirito di mio Figlio sarà accanto a voi. Nuovamente vi invito, figli miei, a pregare per i vostri pastori. Pregate affinché possano essere guidati dall’amore per mio Figlio. Vi ringrazio.

Quando Padre Jozo, fu tortutato dalla polizia.

Quando Padre Jozo,  fu tortutato dalla polizia.

 

Padre Jozo, proprio in questi giorni di fine agosto di 37 anni fa, veniva torturato, affinché obbligasse i veggenti a ritrattare tutto quanto avevano riferito delle apparizioni della Madonna. Riportiamo il racconto di un testimone: Mladen Bulic, dal libro: “Cari figli, grazie…”, di Don Pietro Zorza:

«A metà agosto 1981 ero ricoverato all’ospedale per dei problemi alla gola. Il 25 agosto, per passare un po’ il tempo, guardavo dalla finestra dell’ospedale. Ad un certo punto vedo parcheggiare, davanti all’ingresso, una macchina della Milicia, dalla quale scesero due poliziotti e fra loro un uomo malridotto che barcollava e perdeva sangue da ogni parte. Feci fatica a riconoscere quel poveretto, ma dopo un po’ capii che era il mio parroco di Medjugorje: Fra Jozo. Fui tradito nel riconoscerlo per il fatto che era con abiti civile, mentre ero abituato a vederlo con il suo saio francescano. Così mi affrettai per andargli incontro e lo incrociai lungo le scale. Padre Jozo perdeva sangue dalle orecchie, dalla bocca e dal naso e zoppicava non reggendosi in piedi da solo. Lui mi riconobbe e mi fece un sorriso forzato e vidi che era rimasto senza denti.

Mi avvicinai per abbracciarlo, ma un poliziotto mi fermò. “Se non ti scansi, pestiamo anche te!”, mi disse. Non so cosa sia scattato dentro di me, ma mi venne un coraggio da leone misto a rabbia. “Tu non puoi farmi niente perché non sono un tuo prigioniero, ma un ammalato ricoverato” gli dissi. Lo portarono dal medico e quando uscì, P Jozo mi chiese come andavano le cose a Medjugorje. Gli risposi che non doveva preoccuparsi perché a Medjugorje andava tutto bene. Intervenne il poliziotto: “Non preoccuparti, perché questa notte gli taglieremo la gola”. P. Jozo mi fece cenno con gli occhi di stare tranquillo e così se ne andò. In seguito venni a sapere che dieci giorni dopo quell’incontro, quel povero poliziotto morì d’infarto».

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La Croce blu si trova ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera, è così chiamato in quanto è presente una croce di legno verniciata con colore azzurro.

Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina. Anche qui, come negli altri luoghi di preghiera, si prega il rosario in silenzio. È un luogo adatto alla riflessione e alla preghiera personale. La veggente Marija racconta: “Per quanto riguarda la croce blu, tutto è cominciato nell’estate del 1981, quando la milizia ha proibito alla gente di salire sulla collina. Inseguiti dalla milizia, noi veggenti stavamo correndo di là quando, all’improvviso e inaspettatamente, è apparsa la Madonna. Allora abbiamo cominciato a pregare e a cantare. In quel momento sono sopraggiunti i miliziani, sono passati vicino a noi ma erano come accecati, non riuscivano a vederci mentre noi a un metro da loro cantavamo, e così continuarono ad avanzare. Eravamo diventati invisibili ai loro occhi. Da quel giorno in poi la Madonna ci è apparsa molto spesso lassù e la milizia non ci ha mai trovati: era un po’ come il nostro rifugio”.

La storia delle apparizioni di Medjugorje

 

In quel punto è nato anche il gruppo di preghiera di Ivan nel 1982. In quel periodo, infatti, ogni sera un gruppo di giovani si univa ad uno o più veggenti per pregare insieme. Il 4 luglio 1982 avevano deciso di salire sulla collina, ma quando avevano appena iniziato la salita la Madonna apparve all’improvviso ad Ivan e disse di non proseguire poiché in cima c’era la polizia ad attenderli. Quell’apparizione avvenne, appunto, dove oggi è la Croce blu. La Vergine pregò con loro, li benedì e fissò il giorno e l’ora dei loro futuri incontri, sempre in quel luogo. All’inizio il martedì e il venerdì, poi le apparizioni ci furono nei giorni di lunedì e venerdì.

Quando Ivan è a Medjugorje, il lunedì e il venerdì, continua ad andare alla Croce Blu dove ha le apparizioni, generalmente alle ore 21 (alle 22 o alle 23 d’estate) dove si reca col suo gruppo di preghiera.

Queste apparizioni serali del lunedì e del venerdì non sono da definirsi straordinarie, in quanto sono regolari fin dal 4 luglio 1982. La straordinarietà, o meglio, la particolarità di queste apparizioni è che spesso la Gospa desidera anche la presenza dei pellegrini. Solitamente la Madonna in queste apparizioni dà, attraverso Ivan, messaggi che riguardano la famiglia.

La storia della Croce Blu è particolare, infatti, Ivan, insieme a Nedjo Brecic, membro del suo gruppo di preghiera, decisero di contrassegnare il luogo con una croce. Il padre di Ivan, Stanko, proprio quel giorno stava pitturando qualcosa con della vernice blu. Ivan e Nedjo ne approfittarono e dipinsero la croce di quello stesso colore.

I membri del gruppo di preghiera decisero poi di erigere in quel luogo una seconda Croce blu in ricordo di Nedjo, deceduto il 4 luglio 1999 subito dopo l’apparizione, proprio nell’anniversario del giorno della nascita del gruppo stesso. In questo luogo, da qualche tempo a questa parte, avvengono anche gli incontri della veggente Mirjana con la Vergine il 2 del mese, alla presenza di migliaia di pellegrini.

Presso la croce blu si sono verificate molte guarigioni fisiche miracolose, mentre non si contano quelle spirituali di cui potrebbero testimoniare migliaia di pellegrini.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Slavko Barbaric è andato alla casa del Padre  il 24 novembre 2000. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, aveva iniziato ad avvertire dolori. Si era seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore.

Nel luogo dove è morto, è stata posta una lapide dopo la 15° stazione della Via Crucis.   Slavko Barbaric era nato l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik.

Era entrato nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca inizib a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, P. Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni.

I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena.

Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati).Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù!

La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa. Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore.

Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “…Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità…” (Gv 17, 16-19). E’ sepolto sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje,

Di Roberto Lauri  già apparso su Papaboys.org

 

Messaggio del 2 ottobre 2018 a Mirjana

Messaggio del 2 ottobre 2018 a Mirjana.

 

Cari figli
vi invito ad essere coraggiosi. Non rinunciate, perché il bene più piccolo ed il più piccolo segno d’amore, vincono sul male sempre più visibile. Figli miei, ascoltatemi, affinché il bene possa vincere, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio, che è la fortuna più grande. Le mani di mio Figlio vi abbracciano, Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per voi e sempre e nuovamente si dona nell’Eucarestia, Lui che ha le parole della vita eterna. Conoscere il Suo amore, seguire le Sue orme, significa avere la ricchezza spirituale. Questa è la ricchezza che da buoni sentimenti e vede l’amore e la bellezza ovunque. Apostoli del mio amore, figli miei, siate come raggi del sole che portano il calore dell’amore di mio Figlio e riscaldano tutto intorno a sé. Figli miei, il mondo ha bisogno degli apostoli dell’amore, il mondo ha bisogno di molte preghiere ma di quelle fatte con il cuore e con l’anima e non solo di quelle pronunciate con le labbra. Figli miei, aspirate alla santità, ma in umiltà, quella che permette a mio Figlio di fare, attraverso voi, ciò che Lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole, i pensieri e le opere, aprono o chiudono la porta del Regno Celeste. Mio Figlio, vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza. Io vi consolo e vi incoraggio perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore però ho avuto la fede e la speranza. Adesso ho il premio della vita nel regno di mio Figlio, perciò ascoltatemi abbiate coraggio, non rinunciate. Vi ringrazio

Apparizione straordinaria di Ivan nella Cattedrale di Vienna.

Apparizione straordinaria del veggente di Medjugorje Ivan nella Cattedrale di Vienna!

 

Il veggente Ivan ha avuto l’apparizione di fronte al Cardinale Schönborn e all’arcivescovo Hoser.

Numerose volte il veggente di Medjugorje Ivan Dragicevic, ha pregato per la pace,  nella cattedrale di Vienna.

Ivan di Medjugorje cattedrale di Vienna
Il veggente Ivan di Medjugorje nella cattedrale cattedrale di Vienna

Era già accaduto, in anni recenti,  nel 2008 e nel 2012, come in quelle altre occasioni, anche questa volta, ha avuto la quotidiana apparizione della Vergine, alla consueta ora. Come nelle altre volte, alla presenza del cardinale Schönborn e di migliaia di persone.

Un evento che però è sicuramente particolare.

E’ accaduto il 20 settembre 2018, nella Cattedrale di Santo Stefano a Vienna,  alla presenza di migliaia di persone, in occasione della preghiera per la pace universale. Durante la preghiera del Rosario, il veggente Ivan Dragicevic  ha avuto l’apparizione della Madonna.

Il veggente Ivan di Medjugorie durante l'apparizione a Vienna

“E’ stato un momento meraviglioso –  ha detto un fedele presente – siamo rimasti in completo silenzio, durante il tempo, che Ivan pregava e parlava con la Madonna”. Dopo l’apparizione il veggente ha riferito che la Madonna era molto felice e che ha pregato in maniera particolare  per tutti  i sacerdoti presenti;  richiamando inoltre, le famiglie  a vivere in santità.


Dopo la fine del Rosario, la celebrazione e proseguita con la Santa Messa, concelebrata dal  cardinale Schönborn e dal rappresentante speciale della santa Sede per Medjugorje, l’arcivescovo Hoser. L’arcivescovo Hoser, ha speso delle parole in favore di Medjugorje, riportando la sua esperienza in terra Bosniaca.

Il cardinale Schönborn e l'arcivescovo Hoser
Il cardinale Schönborn e l’arcivescovo Hoser durante la Celebrazione

Ricordando come a Medjugorje si dia molta importanza alla confessione, alla preghiera, al digiuno. La Santa Messa è stata allietata con i tipici canti e le musiche, che vengono eseguiti nella chiesa di San Giacomo a Medjugorje.

Alla fine della celebrazione,  il cardinale Schönborn ha portato in processione il Santissimo, benedicendo i presenti.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Il 3 Settembre è stato il compleanno di Vicka, la Madonna l’ha baciata!

Nel suo  bollettino del 15 settembre 2018, Suor Emmanuel riferisce che:

Vicka ha festeggiato i suoi 54 anni il 3 settembre scorso, nella stretta intimità della sua famiglia. E’ bello vedere la sua gioia dopo che la Madonna l’ha abbracciata, baciandola sulle 2 guance con tenerezza, come fanno le madri di questo mondo.

Vicka ha detto che quel bacio è per lei un momento celestiale! Lei ci si prepara un mese prima contando i giorni che mancano! Durante l’apparizione, Maria rende grazie a Dio per la vita di Vicka, e Vicka ringrazia la Madonna per tutte le grazie ricevute da Lei, elencandole con una gioia straripante. Come mi ha spesso detto Vicka, anche se lei è stata scelta come veggente, non era “affatto speciale ma uguale agli altri”. Sono allora convinta che il giorno del nostro compleanno, la nostra Madre Celeste viene ad abbracciare in maniera analoga tutti coloro che si aprono alla sua venuta al momento dell’apparizione. Vicka me lo ha confermato; pro-memoria agli amatori dei baci celesti!

 

Fonte:Children of Medjugorje, INC,  Box 8, Medjugorje, 88266 Bosnia and Herzegovina

Viaggio nell’aldilà: Jakov portato dalla Madonna in Paradiso

Il racconto del più giovane dei veggenti di Medjugorje che dal 1981, vede e parla con la Madonna che appare in quello sperduto villaggio della Bosnia Erzegovina. Un racconto incredibile raccolto durante un’intervista con Padre Livio di Radio Maria. Ecco la trascrizione:

PADRE LIVIO: Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora? 

JAKOV: Avevo undici anni.

PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.

PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.

PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.

PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.

JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.

PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…

PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no.

PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.

PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…

PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno

PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”
Questo “no’, di Jakov alla Madonna rende tutta la narrazione altamente credibile. Jakov era un bambino di undici anni, ma nonostante ciò si rende conto che l’esperienza che sta per affrontare è troppo grande per lui. Già aveva dovuto aprirsi a realtà incredibili e straordinarie, che avevano radicalmente cambiato la sua vita. Ora è normale che la natura umana tremi di fronte a un orizzonte sconosciuto e in un certo senso temibile come l’aldilà. È la grazia della presenza di Maria che aiuta i due ragazzi ad affrontare questo mondo ignoto, oltre i limiti della nostra esperienza.

 

 PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…

PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.

PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…

PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.

PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.

PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.

PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.

PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.

Vicka, più grande e più osservatrice di Jakov, racconta di aver guardato in basso e di aver visto la terra molto piccola. Ambedue concordano nel dire che sono arrivati in Paradiso in un attimo. Per comprendere correttamente questa straordinaria testimonianza, occorre tener conto della pedagogia divina, che mostra l’aldilà così come la nostra natura umana di pellegrini sulla terra lo può comprendere e recepire. D’altra parte non bisogna dimenticare che in Paradiso, in Purgatorio e all’inferno ci sono le anime senza i corpi, i quali risusciteranno alla fine del mondo. Di questa testimonianza a mio parere occorre cogliere l’esattezza teologica, in quanto la descrizione della sostanza dell’aldilà corrisponde in tutto alla fede della Chiesa. Bisogna anche sottolineare l’estremo realismo, quasi a voler sottolineare la concretezza di queste verità riguardanti il nostro destino ultimo.

PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…

PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…

PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.

PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa… 
 Jakov fin dall’inizio aveva mostrato la sua riluttanza a fare questa esperienza e ha bisogno di tempo per ritrovare la calma. Ciò avverrà fra poco, quando gusterà la gioia del Paradiso che lui ha descritto in un modo insuperabile, con pochi profondissimi accenni.

PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.

PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.

PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…

PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio…  

Mi sono permesso di insistere su questo particolare della porta che si apre davanti alla Madonna, perché forse qui è simboleggiata la bellissima invocazione con la quale chiamiamo Maria “Porta del cielo”.

PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.

PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.

PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.

 La Madonna aveva preso per mano Jakov e Vicka, in precedenza, quando dalla casa li aveva portati in Paradiso.

PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…

PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!

PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…

PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.

PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.

PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.

PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.

PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso

PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.

PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.

PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.

PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.

PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.

PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.

PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.

PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.

PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.

PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.

PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.

PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.

PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.
Jakov è perfettamente consapevole che la Madonna ha fatto vedere il Paradiso, e successivamente il Purgatorio e l’inferno, nel modo in cui a noi, che siamo ancora nella fragilità della carne, è possibile capire e vedere. Le immagini non sono necessariamente da prendere alla lettera, ma piuttosto da interpretare nel loro valore simbolico. Lo spazio immenso sta a indicare che siamo oltre i limiti della finitezza e siamo entrati nel mondo dell’infinito. La luce richiama la divina presenza che ci avvolge. lì grande numero dei salvati ricorda la moltitudine immensa di cui parla l’Apocalisse. lì canto esprime la preghiera e la lode di Dio, che si contrappone alle bestemmie dell’inferno. La pace e la gioia sui volti rendono molto bene il concetto di beatitudine eterna che è data come ricompensa ai giusti. Jakov non sotto valuta affatto ciò che la Madonna ha fatto vedere, però la vera misura di ciò che è il Paradiso l’ha avuta non dai suoi occhi, ma dal suo cuore. È col cuore che ha pregustato qualcosa di quella gioia divina del Paradiso, di cui però anche qui sulla terra ci viene data la caparra, se ci apriamo alla grazia di Dio.

PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.

JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.

PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.

PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.

 Qui Jakov cerca di descrivere lo stato esistenziale in cui una persona è liberata da ogni paura, preoccupazione e angoscia. L’Apocalisse descrive la medesima realtà con le celebri espressioni: “Non vi sarà più la morte, nè lutto, nè lacrima, nè lamento, perché le cose di prima sono passate” (22,4). Nei suoi messaggi la Madonna ha accennato più volte al Paradiso, senza descriverlo, ma dicendo che “Nel cielo c’è la gioia”; che noi possiamo già sperimentare in anticipo, nel pellegrinaggio della vita, quando camminiamo sulla via della salvezza.

PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.

PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso.

 A Jakov non sfugge il motivo per cui la Madonna lo ha portato col corpo in Paradiso insieme a Vicka. Si tratta di ricordare a noi uomini che cosa Dio ha preparato per coloro che si aprono a lui. Si dischiude così ai nostri occhi lo sbocco dell’eterna gioia, verso cui la nostra vita è diretta, quando persevera sulla via di Dio. Oggi gli uomini hanno perso queste prospettive e la Madonna è ricorsa a una esperienza così forte e unica nel suo genere per richiamarci all’essenziale. L’obiettivo di salvare tutte le anime e portarle in Paradiso è anche la ragione addotta dalla Madonna per spiegare la sua lunga permanenza in mezzo a noi.

PADRE LIVIO: Senti Jakov: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.

PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…

PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.

PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.

PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.

PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.

PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.

PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.

PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.  

 Dobbiamo essere grati a Jakov che, per grazia della Madonna, con questa descrizione, semplice ma unica nel suo genere, ha fatto pregustare a tutti coloro che lo ascoltavano un po’ di quella gioia che Dio ci ha preparato in Paradiso. Nessuno può raccontare queste cose se non le ha sperimentate. Nulla come questo tipo di testimonianze rende credibili le apparizioni. Infatti, queste cose si possono riferire solo se la bocca parla col cuore pieno e traboccante. A mia conoscenza è la prima volta che Jakov ha dato pubblicamente una testimonianza di questo genere sull’aldilà.

PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.

PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…

PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.

PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.