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Loretta Young, la diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

Loretta Young, la  diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

La miracolosa esperienza dell’attrice Loretta Young a Medjugorje.

Un elenco formidabile di diplomatici, cardinali, vescovi, uomini d’affari, regalità, cantanti, scrittori, politici, attori, atleti  e una varietà di altre celebrità che hanno visitato Medjugorje, a questa possiamo aggiungere la leggendaria attrice  di Hollywood, Loretta Young, cattolica devota che è morta nel 2000.

Loretta Young  era famosa nell’età d’oro del cinema di Hollywood, insieme a personaggi come Clark Gable, Spencer Tracy, Cary Grant, David Niven, Douglas Fairbanks Jr., William Holden e James Cagney.

Ha vinto l’Oscar come miglior attrice nel 1947 per la sua interpretazione in “A Woman’s Destiny” Ha vinto, anche  tre Emmy per il suo famoso programma televisivo “The Loretta Young Show”, che è stato trasmesso per ben 8 stagioni.

Prima della sua morte, Loretta ha raccontato la storia del suo pellegrinaggio a Medjugorje in un libro di Joan Wester Anderson, storie non conosciute dell’ attrice, ma rese note nel  libro  “Forever Young”. Loretta raccontava di alcune eventi soprannaturali che le erano accaduti a  Medjugorje. Queste esperienze furono così potenti che più tardi Loretta cominciò a pregare 15 decadi del Rosario ogni giorno, così come a digiunare il mercoledì e il venerdì.

“Medjugorje ha dato un senso a tutto quello per il quale ho sempre sperato e pregato”, ha raccontato la star Hollywoodiana. “Ho visitato diversi santuari, ma non c’è un posto che mi abbia colpito di più come questo.”

L’attrice a Mejugorije  nel 1988, mentre stava comprando una statua della Madonna,  sentì improvvisamente una donna che urlava mentre guardava il sole.  Anche Loretta guardò il  sole, quando il disco di fuoco iniziò a crescere. Ciò che l’attrice vedeva era una sfera d’oro pulsante che cresceva  e che cambiava da rosso, verde e bianco. “Poi un’immagine è apparsa nel centro”, racconta l’attrice.

Il giorno seguente Loretta  inciampò in un gradino all’interno della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje e si lussò pesantemente la caviglia. Era con diversi compagni, compreso suo figlio. Tutti capirono che era una brutta distorsione. Quando il dolore  diventò insopportabile per l’attrice, una suora indiana, venuta fuori dal nulla, disse loro che era un medico e cercò di curarla. Quindi la suora-medico li lasciò per un momento, racconta Loretta “ è tornata, portando quello che sembrava un pò di fango e alcune bende. Mi Hanno cosparso il piede di con il fango, e lo hanno avvolto in alcune bende, dicendomi di non togliermele”. Poi la suora scomparve, non l’hanno mai più rivista. Ma, miracolosamente le spari il dolore, Loretta  riuscì a completare il suo pellegrinaggio.

Quando tornò a casa si fece visitare  dal suo medico, il quale le rivelò che non era solo una  una distorsione, Loretta aveva sei ossa rotte nel piede. Quando le bende furono rimosse, improvvisamente si gonfiarono e il suo piede si gonfio improvvisamente. In qualche modo quelle bende fangose avevano tenuto il piede libero dal dolore per tutto il suo pellegrinaggio!

Fonte: Nel Cuore di Gesù

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz …. poi Medjugorje

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz …. poi Medjugorje

Testimonianza di Benjamin Berger, Medjugorje Giugno 2005

La mia famiglia è stata sterminata ad Auschwitz e io non credevo più…
“Provengo da una famiglia ebrea religiosa, non ultra ortodossa, ma ortodossa. I miei genitori erano dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Mio padre tedesco e mia madre austriaca erano riusciti ad emigrare in America, mentre la maggior parte della mia famiglia era stata sterminata a Auschwitz. Mio fratello ed io eravamo stati educati da ebrei osservanti. Eravamo solo in due. Nella prima parte della mia vita ero stato molto religioso, ma col passare degli anni, nel mio cuore si erano affacciati molti dubbi, in particolare sulla storia del popolo ebreo e su quello che ci era capitato. Mi chiedevo: ‘Come può Dio aver permesso una cosa così terribile?’ Poi quando studiavo all’università decisi di lasciare tutto e di diventare…non posso dire proprio ateo, ma quasi ateo. Pensavo: ‘Non posso credere che esista veramente un Dio che abbia permesso una cosa simile, ed inoltre non avevo mai veramente fatto esperienza di Dio’. Da quel momento ho abbandonato tutto e sono diventato completamente ateo.


Un po’ di tempo dopo sono venuto a lavorare in Europa, nello studio di un architetto in Danimarca. Ma sentivo un grande vuoto nel cuore. Qualcosa mi mancava e nulla sembrava potesse riempire questo vuoto. L’arte e l’architettura mi interessavano molto, mi appassionavano, ma questo non bastava. Sono arrivato al punto di rassegnarmi e mi sono detto: ‘Non so se troverò mai quello che cerco!’ Non sapevo cosa cercare, ma sapevo che questo aveva rapporto con la verità. Sono rimasto in questa situazione per molto tempo.

Nella primavera del 1967, un giorno, rientrato dal lavoro, mentre stavo leggendo come al solito il giornale, ho cominciato ad rimuginare i soliti pensieri sulla fede e mi sono detto: ‘Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui non credo più a nulla! Non è normale, devo credere in qualche cosa!’. Questo pensiero mi ha molto angosciato ed ho pensato: ‘Se devo credere in qualcosa, voglio credere in qualcosa che sia vero! Perché si corre il rischio di credere in qualsiasi cosa!’ Ma non sapevo cosa questo volesse dire.
Mentre pensavo a queste cose, d’improvviso sentii una presenza accanto a me nella stanza. Non vedevo nulla.

Questo mi fece un po’ paura perché era la prima volta che facevo una simile esperienza. Ero una persona molto razionale (caratteristica abbastanza comune negli ebrei). Credevo in tutto quello che potevo toccare e vedere, nel resto non credevo. Ma nella stanza c’era una presenza che diveniva sempre più intensa. Questa presenza era di una purezza incredibile; questa presenza emanava qualcosa di purissimo! Assolutamente senza macchia! (Non era una cosa, era una persona.

Ma all’inizio dicevo una ‘cosa’ perché non potevo assolutamente identificare cosa fosse). ‘Ciò’ riempiva la stanza, era come una sensazione della Santità di Dio nella stanza. Per qualcuno che non era assolutamente abituato a pensare in questi termini, era impossibile sapere cosa fosse. Poi, era come se qualcuno fosse venuto vicinissimo a me con una chiave in mano, l’avesse introdotta nel mio cuore, l’avesse girata ed avesse aperto la porta. La porta era estremamente spessa, come quella delle banche dove si tengono i valori, come la porta della cassaforte. Ecco a cosa assomigliava la porta del mio cuore.

Quando la porta si è aperta è stato come se l’amore fosse entrato riempiendo completamente il mio cuore. Non capivo cosa mi stesse succedendo ma cominciai a piangere e sono rimasto così, seduto, per un bel po’. Allora Dio mi ha parlato, ed era come se la Sua voce riempisse tutto l’universo. Mi ha detto: ‘Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe e sono il tuo Dio. La tua vita è come un libro aperto davanti a Me, conosco tutto di te’.
Era molto confortante sapere che Dio esisteva e che Dio mi parlava personalmente, ma al tempo stesso era anche spaventoso. Era meraviglioso sapere che Dio è un Dio personale e che veniva a me in questa maniera.

Perché capitava proprio a me? Non ne avevo idea! Ero alla ricerca della verità, ma vivevo la vita a modo mio.
Proprio in quel momento è avvenuto qualcosa di ancora più incredibile. Dall’alto del cielo è piombato un nome ebreo, Yeshua, il nome di Gesù in ebraico. Non avevo mai letto il Nuovo Testamento, non avevo amici cristiani e non avevo mai sentito veramente parlare dei Vangeli. Le sole cose che sapevo di Gesù erano quelle ascoltate alla televisione o a Natale, oppure attraverso dei film come ‘La Tunica’ (di H.Koster con Richard Burton, 1953, NDT), ma non le avevo mai veramente capite.

Ero sempre rimasto sconcertato davanti ai cristiani che parlavano di Sion, di cose che mi erano familiari come ebreo, ma non avevo mai capito quali fossero i legami tra loro e noi. Ma nel momento preciso in cui ho ricevuto il Suo nome, in quel preciso istante, ho saputo che Lui era il Messia. Lui era il Dio d’Israele. Era una rivelazione; non veniva certamente dal mio spirito. Ho saputo che era la risposta alla mia domanda, a tutte le mie domande.

Poi ebbi un’esperienza che è difficile da descrivere, ma ho pensato: ‘Se qualcuno come lui venisse nel mondo, cosa gli succederebbe?’ Sapevo che il mondo lo avrebbe respinto e lo avrebbe crocifisso, perché Lui è troppo all’opposto di tutto quello che è nel mondo. Ecco come tutto è cominciato…”
Benjamin racconta poi la sua vita con Gesù negli ultimi venti anni, ed in particolare il suo incontro con una comunità italiana molto legata a Medjugorje.

L’intervista continua così:
“Abbiamo incontrato questa comunità nel 1996 e Dio ha unito i nostri cuori in una maniera molto profonda, siamo ancor adesso molto uniti. Sono stati per noi un modello di vita e questo ci ha molto aiutati. Siamo rimasti in contatto molto stretto e se Dio vuole verranno in Israele in Ottobre. Vedremo quello che ne nascerà. E’ certo la prima volta che una comunità messianica ed una comunità cattolica vivono una tale comunione, una reale comunione. Non credo che questo sia già avvenuto. Penso che sia un segno, un segno profetico di ciò che Dio desidera (…).

Poi, ecco come è avvenuta la mia andata a Medjugorje…mi sono sempre interessato a Medjugorje perché ne avevo sentito parlare molto. So che molte persone si sono convertite a Gesù proprio lì e questo fatto mi ha toccato moltissimo. Satana non può ottenere che tante persone si convertano al Signore! Durante una conferenza in una città nel sud Italia, padre Luigi, (che mi accompagnava in macchina), mi propose di andare a Medjugorje. Così siamo partiti immediatamente!”

“Ho posto questo interrogativo al Signore per molti anni. Ero ben consapevole che per fare l’unità della chiesa, bisognava trovare unità su alcuni punti. Questo è probabilmente il punto di maggior disaccordo nel mondo protestante. Noi non siamo protestanti, ma abbiamo un poco in comune con le diverse parti della chiesa . Riconosco che questo argomento è uno dei punti più importanti della divisione, ma io sono rimasto sempre aperto a questo riguardo, non ho mai detto che questo non veniva da Dio. Ho solo detto: “Non lo capisco completamente”. In questi ultimi giorni qui, credo di aver capito tante cose, ascoltando le testimonianze dei veggenti e vedendo quanto loro siano autentici. Non ci sono dubbi su questo. Non c’è nulla di strano nelle loro testimonianze, sono tutti molto autentici. I messaggi che hanno ricevuto sono messaggi

assolutamente fondamentali che devono essere diffusi in tutto il mondo: conversione, preghiera, una vita di santità, di purezza e di consacrazione al Signore. Sono stato molto toccato da tutto quello che ho ascoltato. Anche stamattina ho incontrato Vicka e lei era splendente dell’amore di Dio nella sua estrema semplicità. Credo che tutto questo venga da Dio, devo ancora capire cosa significa tutto questo. Ma sono sulla buona strada.”

Fonte: http://medjugorje.altervista.org

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Con i petali di rose portati da Medjugorje, avviene un miracolo.

Con i petali di rose portati da Medjugorje, avviene un miracolo.

 

La Gospa in Galilea! Nel piccolo villaggio di Abeline dove è nata Santa Maryam di Betlemme, la famiglia Hahouad si lamentava. La loro figlia di 3 anni, Eleonora, nata handicappata, era condannata a non camminare mai. Un mese fa, un amico israeliano e cattolico è andato a visitare questa famiglia molto provata. Vedendo la piccola, ebbe l’idea di darle dei petali di rose che aveva portato con sé da Medjugorje e che erano stati benedetti dalla Vergine durante un’apparizione.

La Gospa benedice gli oggetti religiosi che Le sono presentati, rosari, icone, crocifissi, medaglie, ma anche i petali di rosa. I pellegrini se li portano a casa e li danno a coloro che non possono andare a Medjugorje, soprattutto ai malati, come segno che la Vergine li raggiunge con la sua benedizione di Madre. Attraverso questi semplici segni ricevuti in fede e nella preghiera, Maria Santissima compie quello che vuole alla persona che soffre e dona le grazie che giudica necessarie.

Mosso da compassione davanti alla piccola Eleonora, il nostro amico comincia a sperare l’impossibile. Spiega alla famiglia la provenienza di questi petali e glieli lascia dopo aver pregato con loro. Alla sera, la nonna dice alla madre: “Hai messo i petali sulle gambe di tua figlia?”, “No, risponde la madre!”, “Ma cosa aspetti?” La madre depone i petali sulle gambe inerti della figlia e, dopo avere pregato molte Ave Maria, va a dormire ma piange tutta la notte, per il pesante dolore che prova. Al mattino seguente, il padre, semplice operaio edile, domanda a sua moglie: “Perché non vai a vedere se la Madonna ha fatto qualcosa per Eleonora?”. La madre va dalla figlia e cerca di metterla in piedi, ma – sorpresa – la piccola si alza da sola, ed eccola a suo agio sui suoi due piedi e si mette a camminare davanti a tutti! Esce in cortile e ne fa il giro più volte, sbalordita di essere finalmente in grado di camminare! Da allora Eleonora cammina sempre meglio e tutta la famiglia benedice Dio per il miracolo. I documenti medici attestano una guarigione inspiegabile per la scienza. La Gospa di Medjugorje ha visitato quella famiglia angosciata. Come non esultare di gioia!

I primi passi di Eleonora sono stati filmati per un minuto:
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Fonte: © Enfants de Medjugorje 2018
www.enfantsdemedjugorje.fr
E-mail : gospa.italia@gmail.com

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Viaggio nell’aldilà: Jakov portato dalla Madonna in Paradiso

Il racconto del più giovane dei veggenti di Medjugorje che dal 1981, vede e parla con la Madonna che appare in quello sperduto villaggio della Bosnia Erzegovina. Un racconto incredibile raccolto durante un’intervista con Padre Livio di Radio Maria. Ecco la trascrizione:

PADRE LIVIO: Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora? 

JAKOV: Avevo undici anni.

PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.

PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.

PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.

PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.

JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.

PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…

PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no.

PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.

PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…

PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno

PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”
Questo “no’, di Jakov alla Madonna rende tutta la narrazione altamente credibile. Jakov era un bambino di undici anni, ma nonostante ciò si rende conto che l’esperienza che sta per affrontare è troppo grande per lui. Già aveva dovuto aprirsi a realtà incredibili e straordinarie, che avevano radicalmente cambiato la sua vita. Ora è normale che la natura umana tremi di fronte a un orizzonte sconosciuto e in un certo senso temibile come l’aldilà. È la grazia della presenza di Maria che aiuta i due ragazzi ad affrontare questo mondo ignoto, oltre i limiti della nostra esperienza.

 

 PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…

PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.

PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…

PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.

PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.

PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.

PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.

PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.

Vicka, più grande e più osservatrice di Jakov, racconta di aver guardato in basso e di aver visto la terra molto piccola. Ambedue concordano nel dire che sono arrivati in Paradiso in un attimo. Per comprendere correttamente questa straordinaria testimonianza, occorre tener conto della pedagogia divina, che mostra l’aldilà così come la nostra natura umana di pellegrini sulla terra lo può comprendere e recepire. D’altra parte non bisogna dimenticare che in Paradiso, in Purgatorio e all’inferno ci sono le anime senza i corpi, i quali risusciteranno alla fine del mondo. Di questa testimonianza a mio parere occorre cogliere l’esattezza teologica, in quanto la descrizione della sostanza dell’aldilà corrisponde in tutto alla fede della Chiesa. Bisogna anche sottolineare l’estremo realismo, quasi a voler sottolineare la concretezza di queste verità riguardanti il nostro destino ultimo.

PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…

PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…

PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.

PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa… 
 Jakov fin dall’inizio aveva mostrato la sua riluttanza a fare questa esperienza e ha bisogno di tempo per ritrovare la calma. Ciò avverrà fra poco, quando gusterà la gioia del Paradiso che lui ha descritto in un modo insuperabile, con pochi profondissimi accenni.

PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.

PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.

PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…

PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio…  

Mi sono permesso di insistere su questo particolare della porta che si apre davanti alla Madonna, perché forse qui è simboleggiata la bellissima invocazione con la quale chiamiamo Maria “Porta del cielo”.

PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.

PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.

PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.

 La Madonna aveva preso per mano Jakov e Vicka, in precedenza, quando dalla casa li aveva portati in Paradiso.

PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…

PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!

PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…

PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.

PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.

PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.

PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.

PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso

PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.

PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.

PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.

PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.

PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.

PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.

PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.

PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.

PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.

PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.

PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.

PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.

PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.
Jakov è perfettamente consapevole che la Madonna ha fatto vedere il Paradiso, e successivamente il Purgatorio e l’inferno, nel modo in cui a noi, che siamo ancora nella fragilità della carne, è possibile capire e vedere. Le immagini non sono necessariamente da prendere alla lettera, ma piuttosto da interpretare nel loro valore simbolico. Lo spazio immenso sta a indicare che siamo oltre i limiti della finitezza e siamo entrati nel mondo dell’infinito. La luce richiama la divina presenza che ci avvolge. lì grande numero dei salvati ricorda la moltitudine immensa di cui parla l’Apocalisse. lì canto esprime la preghiera e la lode di Dio, che si contrappone alle bestemmie dell’inferno. La pace e la gioia sui volti rendono molto bene il concetto di beatitudine eterna che è data come ricompensa ai giusti. Jakov non sotto valuta affatto ciò che la Madonna ha fatto vedere, però la vera misura di ciò che è il Paradiso l’ha avuta non dai suoi occhi, ma dal suo cuore. È col cuore che ha pregustato qualcosa di quella gioia divina del Paradiso, di cui però anche qui sulla terra ci viene data la caparra, se ci apriamo alla grazia di Dio.

PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.

JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.

PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.

PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.

 Qui Jakov cerca di descrivere lo stato esistenziale in cui una persona è liberata da ogni paura, preoccupazione e angoscia. L’Apocalisse descrive la medesima realtà con le celebri espressioni: “Non vi sarà più la morte, nè lutto, nè lacrima, nè lamento, perché le cose di prima sono passate” (22,4). Nei suoi messaggi la Madonna ha accennato più volte al Paradiso, senza descriverlo, ma dicendo che “Nel cielo c’è la gioia”; che noi possiamo già sperimentare in anticipo, nel pellegrinaggio della vita, quando camminiamo sulla via della salvezza.

PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.

PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso.

 A Jakov non sfugge il motivo per cui la Madonna lo ha portato col corpo in Paradiso insieme a Vicka. Si tratta di ricordare a noi uomini che cosa Dio ha preparato per coloro che si aprono a lui. Si dischiude così ai nostri occhi lo sbocco dell’eterna gioia, verso cui la nostra vita è diretta, quando persevera sulla via di Dio. Oggi gli uomini hanno perso queste prospettive e la Madonna è ricorsa a una esperienza così forte e unica nel suo genere per richiamarci all’essenziale. L’obiettivo di salvare tutte le anime e portarle in Paradiso è anche la ragione addotta dalla Madonna per spiegare la sua lunga permanenza in mezzo a noi.

PADRE LIVIO: Senti Jakov: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.

PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…

PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.

PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.

PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.

PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.

PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.

PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.

PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.  

 Dobbiamo essere grati a Jakov che, per grazia della Madonna, con questa descrizione, semplice ma unica nel suo genere, ha fatto pregustare a tutti coloro che lo ascoltavano un po’ di quella gioia che Dio ci ha preparato in Paradiso. Nessuno può raccontare queste cose se non le ha sperimentate. Nulla come questo tipo di testimonianze rende credibili le apparizioni. Infatti, queste cose si possono riferire solo se la bocca parla col cuore pieno e traboccante. A mia conoscenza è la prima volta che Jakov ha dato pubblicamente una testimonianza di questo genere sull’aldilà.

PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.

PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…

PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.

PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.

Viaggio nell’aldilà: Jakov portato dalla Madonna al Purgatorio

La sofferenza del Purgatorio

 

Il racconto del più giovane dei veggenti di Medjugorje, che dal 1981  vede e parla con la Madonna che appare in quello sperduto villaggio della Bosnia Erzegovina. Un racconto incredibile raccolto durante un’intervista con Padre Livio di Radio Maria. Ecco la trascrizione, della seconda parte:

 JAKOV: Poi ci siamo trovati in uno spazio pieno di nebbia. Non posso dire altro per descriverlo se non dicendo che era una specie di nebbia. Lì dentro abbiamo visto solo dei movimenti, ma la gente, le persone, non le abbiamo viste. La Madonna ci ha detto che dobbiamo pregare tanto per le anime del Purgatorio, perché hanno veramente bisogno delle nostre preghiere.

PADRE LIVIO: Senti un po’: ma uscendo dal Paradiso è scomparsa anche quella gioia?
JAKOV: Sì, ma non è scomparsa del tutto. Quando però entri nel Purgatorio non senti più ciò che hai sentito prima. PADRE LIVIO: No? Che cosa si sente?
JAKOV: Si sente… Quando vedi questi movimenti dentro la nebbia, subito pensi che sono le anime della gente e anche tu senti fastidio. Senti fastidio, ma anche pena per loro.

PADRE LIVIO: Senti anche la pena per loro?
JAKOV: Ti dispiace per loro perché sono finiti lì e perché un attimo prima eri in quella gioia immensa e in quella pace e vedevi la gente che era proprio contenta. Poi vedi queste anime che soffrono e subito provi pena per loro.

PADRE LIVIO: Certo, e quindi dobbiamo pregare per loro.

JAKOV: La Madonna ha raccomandato tanto di pregare per le anime del Purgatorio, perché hanno bisogno delle nostre preghiere.

PADRE LIVIO: In questo modo il Purgatorio viene abbreviato?
JAKOV: Sì. Oggi tante volte affermiamo, e anch’io spesso l’ho sentito, che un nostro caro, che è morto, è andato sicuramente in Paradiso. Solo Dio sa dove sono i nostri morti.

 Osservazione piena di saggezza, ed impressiona il fatto che sia un ragazzo a farla. Anche noi sacerdoti, quando celebriamo i funerali, siamo molti facili ad assegnare il Paradiso a chiunque. Sarebbe molto più giusto e più utile invece invitare i fedeli alla preghiera incessante per le anime dei nostri cari morti e per tutte le anime più abbandonate del Purgatorio. 

PADRE LIVIO: Secondo te allora in che modo possiamo aiutarli?
JAKOV: Possiamo pregare per i nostri morti. Offrire sante Messe per loro.

PADRE LIVIO: Molto giusto…
JAKOV: È per questo che la Madonna si rivolge a noi.

 La descrizione che Jakov fa del Purgatorio rispecchia fedelmente gli insegnamenti della fede. Si tratta infatti di un luogo di sofferenza, ma non senza speranza. La stessa nebbia, che si contrappone alla luce del Paradiso, sta a indicare che non siamo in una oscurità senza sbocchi. È nel medesimo tempo un luogo di purificazione, la quale può essere abbreviata dalle nostre preghiere. L’invito della Madonna a pregare per le anime del Purgatorio pare essere uno dei motivi che l’hanno spinta a portarvi due ragazzi. Si tratta di una forma squisita di carità, che corrisponde alla grande tradizione della Chiesa, ma che deve essere riscoperta in tutto il suo valore dai fedeli. La Madonna anche nei messaggi rivolti tramite la veggente Marija ha invitato a pregare per le anime del Purgatorio, sottolineando che esse a loro volta ci aiutano a comprendere che le cose della terra non sono cosi importanti per noi e che il Cielo è la sola meta a cui dobbiamo tendere.

Viaggio nell’aldilà: Jakov portato dalla Madonna all’inferno

JAKOV: Viaggio nell’aldilà , il veggente di Medjugorje portato dalla Madonna in Paradiso, in Purgatorio e in inferno. Terza parte Inferno.

Il racconto del più giovane dei veggenti di Medjugorje che dal 1981, vede e parla con la Madonna che appare in quello sperduto villaggio della Bosnia Erzegovina. Un racconto incredibile raccolto durante un’intervista con Padre Livio di Radio Maria. Ecco la trascrizione, della terza parte:

  Il fuoco dell’inferno

PADRE LIVIO: Certo. E poi…
JAKOV: Poi dopo non farmi più domande. Dell’inferno non ne ho mai parlato. Non mi è mai piaciuto farlo e non ho nemmeno guardato tanto.

PADRE LIVIO: Sì? Perché?
JAKOV: Per me è stato…

PADRE LIVIO: Forse perché eri piccolino?
JAKOV: Ero piccolino ed è molto impressionante. Non appena mi sono avvicinato, subito non ho voluto più guardare.

PADRE LIVIO: E hai guardato da un’altra parte?
JAKOV: Sì. Al solo ripensare all’inferno, mi vengono i…

PADRE LIVIO: Ti vengono i brividi?
JAKOV: Mi vengono i brividi e mi viene da star proprio male.

PADRE LIVIO: Ti viene da star male? Ma che cosa hai visto, che cosa hai visto, così con un colpo d’occhio al primo momento?
JAKOV: Abbiamo visto un fuoco.

PADRE LIVIO: (rivolto al pubblico della catechesi giovanile): Ragazzi scusate, vale la pena sottolineare che in due millenni di storia del cristianesimo nessuno è mai andato nell’aldilà a vedere l’inferno e poi è tornato nell’aldiqua. E per di più lo sta dicendo a Radio Maria che si sente non solo in tutta Italia, ma anche in America. Stiamo vivendo indubbiamente un momento importante ed emozionante. Scusa Jakov… Eri piccolino e fortemente impressionato?

JAKOV: Sicuramente. Perché penso che ogni bambino piccolo, quando vede una cosa brutta, ne rimane seriamente impressionato, assai più delle persone grandi.

PADRE LIVIO: Sì, certo.
JAKOV: Noi abbiamo visto… Nell’istante in cui ho guardato ho visto un fuoco e dentro il fuoco…

PADRE LIVIO: Era grande il fuoco?
JAKOV: Sì. E ho visto gente, ma non era gente. Era un tipo di gente che si trasformava, e poi subito mi sono…

PADRE LIVIO: Che si trasformava in che cosa?
JAKOV: In un tipo di animali…

PADRE LIVIO: In figure orribili?
JAKOV: Sì. Allora mi sono girato e non ho più guardato queste cose.

PADRE LIVIO: Non hai più guardato?
JAKOV: No. Ecco quella scena è rimasta sempre impressa nella mia testa. Infatti ai pellegrini non racconto mai dell’inferno.
Dio non vuole nessuno all’inferno

PADRE LIVIO: Si, ho capito. Ma la Madonna in quell’occasione ha detto qualcosa?
JAKOV: No, a me no.

PADRE LIVIO: A Vicka ha detto che all’inferno ci vanno quelli che ci vogliono andare.
JAKOV: Ecco, sicuramente.

PADRE LIVIO: Sei d’accordo anche tu?
JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all’inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.

PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all’inferno?
JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell’aldilà, come per dire: “Attenzione perché…?”
JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in Paradiso.

PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l’inferno affinché poi, come d’altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.
JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene…

La testimonianza di Jakov sull’inferno, benché meno completa di quella di Vicka, ha tuttavia un grande valore. Innanzi tutto coincide nell’essenziale. L’inferno è stato presentato evangelicamente ai ragazzi come un grande fuoco. La trasformazione degli uomini in figure di animali orribili e spaventosi sta a indicare la perversione spirituale della creatura che rifiuta irrevocabilmente Dio. La grande paura che l’insolito e terrificante spettacolo ha suscitato nel bambino ci là capire più di ogni altra cosa quale tremenda realtà sia mai l’inferno. E bastato uno sguardo per far capire a Jakov la cosa più importante che la Madonna voleva comprendesse, e cioè che la perdizione eterna è una realtà, ma tuttavia noi con un po’ di buona volontà possiamo evitarla, perché Dio ci vuole salvi con sé in Paradiso.

 PADRE LIVIO: Comunque anche la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena…
JAKOV: Sì, una grande pena per la gente….
E’ difficile salvarsi?

PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?
JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?

PADRE LIVIO: È proprio così!
JAKOV: Ci voleva così poco. Solo…

PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?
JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell’aprire il nostro cuore a Dio.

PADRE LIVIO: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.
JAKOV: Sicuramente, chiederla.

PADRE LIVIO: Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?
JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei.

Questa impostazione del discorso è assolutamente valida dal punto di vista teologico. È, infatti, la grazia di Dio che salva. Noi non possiamo salvarci con le nostre sole forze. Tuttavia dobbiamo collaborare con la buona volontà alla grazia che ci viene data.

 PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.
JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.

PADRE LIVIO: È chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.
JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.

PADRE LIVIO: D’accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all’inferno non hanno voluto aprirsi?
JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l’amore di Dio.
PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.
JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.

PADRE LIVIO: Alla radice però c’è sempre una chiusura.
JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: “Alle apparizioni non crediamo”. Ma come mai non ci si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono.

 Questa osservazione è assolutamente valida. Infatti, è vero che non si è tenuti a credere alle rivelazioni private, ma tuttavia, specialmente quando la Chiesa le approva o permette che i fedeli le seguano, esse sono una grazia che ci viene donata e della quale dovremo rispondere a Dio, come di ogni altra grazia. Più in generale, va detto che ad ognuno Dio dà i mezzi necessari per salvarsi e nessuno si perde per difetto della Divina Misericordia. La perdizione eterna di un’anima avviene per scelta propria, libera e consapevole, e si consuma nella resistenza fino all’ultimo istante alla grazia della conversione.

PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.
JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio.


Jakov giustamente osserva che, quando il cuore è chiuso, i segni esterni non servono a molto. Il Vangelo ci ricorda che, quando Gesù risuscitò Lazzaro morto da quattro giorni compiendo il più grande dei miracoli i suoi nemici decisero di uccidere sia lui che lo stesso Lazzaro. Solo la grazia di Dio che tocca il cuore può smuovere una situazione esistenziale di chiusura a Dio. Ma essa va ottenuta anche con la nostra preghiera, col nostro esempio e con i nostri sacrifici.


PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l’esempio e penso anche con i nostri sacrifici.
JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: “Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest’altro”, ma poi non mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.

PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.
JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio opera tramite noi.

PADRE LIVIO: Così deve essere.
JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.

Il ‘Memoràre’, la preghiera di San Bernardo, amata da Madre Teresa di Calcutta

Il santo francese Bernardo da Chiaravalle, vissuto 900 anni fa, aveva una grande devozione verso la Madonna. Invitava le persone, e i frati che erano entrati nei monasteri da lui fondati, ad imitare l’umiltà di Maria. Sollecitava anche a lodare Maria, per tutte le sue qualità, per la sua bellezza spirituale, che si prolungava anche nella bellezza corporea. Le sue lodi per Maria erano preghiere entusiaste, che faceva conoscere alla gente, affinché si infervorasse nei Suoi confronti. Dopo la sua morte, col passare del tempo, si è diffusa una grande considerazione per San Bernardo. Molti gli attribuisco il “Memoràre

Questa preghiera a Maria si chiama così, perché era in latino e iniziava con: “memorare”, che significa“ricordare”.  Recitata in latino era come una bella e melodica poesia. Recitata in italiano ha perso qualcosa della sua musicalità, ma resta sempre una bellissima preghiera, che bisognerebbe imparare e recitare. È una di quelle preghiere che può essere recitata al termine della Compieta, la preghiera serale della Chiesa. Ma la si può fare anche in altri momenti.

Madre Teresa di Calcutta la recitava come breve formula da recitare per 9 giorni, una “Novena veloce” e potente per chiedere una grazia.  Eccola:

Ricordati, o piissima Vergine Maria,

che non si è mai udito

che alcuno sia ricorso alla tua protezione,

abbia implorato il tuo aiuto,

abbia chiesto il tuo soccorso,

e sia stato abbandonato.

Animato da tale fiducia,

a te ricorro, o Madre Vergine delle vergini;

a te vengo, dinanzi a te mi prostro, peccatore pentito.

Non volere, o Madre del Verbo,

disprezzare le mie preghiere,

ma ascoltami benevola ed esaudiscimi. Così sia.

Se ci riesce difficile impararla, possiamo capirne il significato e dirla a nostro modo, con parole  nostre, con parole di figli pentiti e fiduciosi  in Lei, che tutto può.

Tendiamo la nostra mano a Maria, affidandoci a Lei, e ricorrendo a Lei. Non tarderà a venirci incontro ed esaudire le nostre richieste. E sforziamoci di imitarLa nella sua virtù dell’umiltà. È la virtù che Dio gradisce perché ci manifestiamo bisognosi di Lui e riconosciamo che tutto il bene proviene da Lui.

Due sacerdoti raccontano la loro vocazione nata a Medjugorje

Don Gonzalo Moreno e don Carlos Ballbé, due futuri sacerdoti spagnoli, sono stati ospiti di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje. Secondo quanto loro stessi testimoniano, la loro vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje.
Don Gonzalo ha sentito parlare per la prima volta di questo luogo nel 2005, in occasione della morte di San Giovanni Paolo II: “In quel periodo lavoravo per un giornale di Madrid, e ci era giunta notizia che uno dei veggenti di Medjugorje aveva visto Giovanni Paolo II durante una apparizione, dopo la sua morte. Quella informazione interessò molto il direttore del giornale che, visto l’interesse crescente dei lettori, inviò a Medjugorje dei giornalisti, tra cui anche me. Io avevo un parere negativo su questi eventi: non ci credevo ed ero contrario, anche se a Madrid avevamo intervistato alcune persone che ci avevano riferito storie straordinarie su questo luogo.
Ma per me tutto è cambiato quando sono venuto di persona ed ho visto come la fede, la devozione alla Madonna ed i Sacramenti vengono vissuti qui. Grazie a Medjugorje ed alla sua spiritualità, posso continuare a crescere nel mio rapporto con Dio, nella mia relazione filiale verso la Chiesa e nei confronti della Madonna, la mia Madre del Cielo. Conoscere chi è Dio in realtà è un frutto di Medjugorje. Qui la gente ha una reale esperienza di Dio, e non ne parla solo in modo teorico. Sono venuto venti volte, a partire dal 2006. Quando sono tornato a casa dopo la prima volta, nessuno credeva al mio racconto su tutto quello che avevo sperimentato qui, e nessuno mi ha prestato fede neppure quando ho intrapreso il cammino del sacerdozio. Avevano ragione a dubitare, perché la mia vita in precedenza non era buona: sono stato anche nel mondo della droga. Per cui capisco perché la gente non mi credeva, ora però mi credono perché sono veramente un miracolo della Madonna. Incoraggio tutti a venire a Medjugorje”.
Don Carlos è venuto per la prima volta a Medjugorje nell’agosto del 2005: “Voglio dire anzitutto che la mia vita è completamente cambiata, perché qui ho ricevuto la mia chiamata e ho fatto esperienza della vicinanza di Dio. Medjugorje ha cambiato anche tutta la mia famiglia. Ho creduto alle apparizioni fin dal primo momento in cui ne ho sentito parlare.
La mia vocazione è un primo frutto di Medjugorje, perché non avevo mai neppure pensato di poter diventare sacerdote. Qui, con la Madonna, ho imparato a pregare col cuore. Ho studiato giornalismo, volevo diventare un inviato di guerra, e giocavo a hockey su prato fin dall’età di cinque anni. Due anni fa, quando sono venuto qui, nella mia vita è avvenuto un grande cambiamento. Tornare a Medjugorje, per me significa tornare all’inizio, prendere un po’ d’aria e respirare”.

Fonte www.medjugorje.hr
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L’eredità di padre Slavko.

Dopo 36 anni di apparizioni della madonna a Medjugorje, ciò che padre Slavko Barbaric ha detto è ancora vero: “Medjugorje può essere spiegata solo attraverso la presenza della Madonna “. padre slavko,morto improvvisamente il 24 novembre 2000, è stato il grande cavaliere della Madonna. Ha preparato la via della madonna a Medjugorje con zelo instancabile e ha condotto il popolo attraverso di lei,a cristo, suo figlio.
Padre Marinko Sakota, l’attuale parroco di Medjugorje, proviene dalla scuola di padre Slavko. ha rilasciato questa intervista .

PADRE MARINKO, COSA SA DIRE DI PADRE SLAVKO? LO CONOSCEVA MOLTO BENE, LA SUA FAMIGLIA ERA ANCHE LEGATA A LUI. COME ARRIVÒ A MEDJUGORJE?

PADRE SLAVKO ha sentito parlare di MEDJUGORIE per la prima volta nel 1981,Non sono sicuro che sia venuto a MEDJUGORIE nel 1981- forse si. In ogni caso ,so che era a MEDJUGORIE dall’ aprile 1982 quando ha cominciato a studiare gli eventi del luogo. Si è occupato delle apparizioni per 5 mesi.

STUDIAVA ALLORA TEOLOGIA E PSICOLOGIA A FRIBURGO ,IN GERMANIA ?

Sì,era ancora all’ Università. Voleva concludere la sua tesi in teologia pastorale. Da Aprile a Settembre è stato sempre accanto ai veggenti, esplorando e analizzando quanto accadeva. Tutto ciò gli ha permesso di concludere che le apparizioni sono reali. HA analizzato i veggenti secondo i suoi metodi psicologici e ha capito che dicevank la verità. Quando si è reso conto di questo, PADRE SLAVKO si è impegnato totalmente a favore di MEDJUGORIE,dei messaggi della MADONNA ,con una dedizione totale . Per lui non c’erano ” se e ma”.

QUESTO COMPORTAMENTO HA AVUTO CONSEGUENZE PER LUI?

SÌ. Prima ha dovuto terminare la sua tesi. Quando è tornato,è stato trasferito a MOSTAR. Gli era stato proibito di tenere seminari in quel luogo. Poi è venuto a MEDJUGORIE come cappellano,dove ha lavorato con pieno impegno. Amava molto la MADONNA e voleva realizzare tutti i suoi desideri .

È STATO IN GRADO DI FARLO FACILMENTE?
QUESTA VOLTA NON SI SONO FRAPPOSTI OSTACOLI?

In realtà è stato spostato diverse volte;in vari luoghi . Ma ogni giorno veniva a MEDJUGORIE.
Egli aveva capito che il messaggio della REGINA DELLA PACE era che ella aveva bisogno di un servo,che potesse supportare questi messaggi con fedeltà incondizionata. Credo che lui fosse proprio la persona adatta per questo ruolo . Egli è diventato – come si dice- l’ anima di quest’opera ,completamente assorbito da questo lavoro. Tutto quello che ha fatto è stato fatto con tutto il suo impegno .

SI PUÒ DIRE CHE PADRE SLAVKO È DIVENTATO UN SIMBOLO DI MEDJUGORIE,UN TESTIMONE SPECIALE DELLA MADONNA?

Ciò che è veramente MEDJUGORIE,il suo significato ed il suo impatto sul mondo, potrebbe essere visto nella persona di PADRE SLAVKO. Egli è stato testimone di MEDJUGORIE,servo e apostolo della MADONNA,e lo ha vissuto dal profondo del cuore .

CARO PADRE MARINKO,CHE COSA SI È REALIZZATO CON L’ INTENSO IMPEGNO DI PADRE SLAVKO VERSO LA MADONNA?

HA avviato l’adorazione del SANTISSIMO SACRAMENTO sull’Altare. La MADONNA ha detto in un messaggio: “PREGATE: ADORATE MIO FIGLIO CON IL VOSTRO CUORE “! Lui si è imposto di tenere l’ADORAZIONE regolarmente. HA iniziato la VIA CRUCIS; ha avviato seminari per digiuno,seminari per sacerdoti,seminari per coppie. Ha iniziato tutto questo da capo. Il festival della gioventù è stato un nuovo inizio,e il suo successo continua ancora oggi. HA fondato l’associazione “AMICI DEI TALENTI” per studenti poveri ma talentuosi. HA iniziato anche la celebrazione del Capodanno “CON DIO NEL NUOVO ANNO”,la marcia per la pace,il lavoro con i tossicodipendenti,il VILLAGGIO DELLA MADRE. Il suo amore per la natura ha portato alla Creazione del giardino di SAN FRANCESCO dopo che la MADONNA,in un messaggio ,ci ha chiamati ad amare e lodare DIO, il CREATORE ,nella natura.

EGLI HA ANCHE AVVIATO LA VENERAZIONE DELLA CROCE A SEGUITO DI UN MESSAGGIO DELLA MADRE CELESTE CHE DICEVA : ” ADORATE MIO FIGLIO SULLA CROCE!”.

Esatto! Ha fatto tutto secondo i desideri della MADONNA. Per non parlare dei suoi viaggi in tutto il mondo dove ha diffuso i messaggi della MADONNA ,dei libri che ha scritto su di lei nelle ore notturne,delle trasmissioni radiofoniche in cui ha dato testimonianze su di lei…

COME HA VISSUTO IL SUO MINISTERO SACERDOTALE A MEDJUGORIE?

È stata una vita piena di attività e di preghiera profonda ; so che si alzava alle 5 del mattino ed andava a dormire alle 1 di notte,HA lavorato,lavorato e pregato. Molto spesso saliva di notte sulla montagna a pregare.

QUAL’ È STATO IL BACKGROUND O LA FORZA TRAINANTE DELLA SUA GRANDE OPERA E DEL SUO LAVORO SACERDOTALE?

Anche noi ci siamo spesso chiesti: Come fa ad organizzare cose così grandi? Questo è ciò che mi interessa da sempre.
Cosa c’è,ad esempio, alla base del suo lavoro per il FESTIVAL DELLA GIOVENTÙ a cui partecipano migliaia di persone da tutto il mondo ? Come riusciva a fare tutto ciò?Come si fa ad entusiasmare tutti con il proprio modo di lavorare? Come si può creare un clima così buono ,un’ atmosfera così buona per una vita felice?

E PADRE MARINKO, LEI LO HA SEGUITO QUINDI?

Sì,è per questo che “sono andato dietro di lui” e ho obbedito e guardato : Cosa ha mosso PADRE SLAVKO? Che cosa lo ha motivato ?La risposta è: L’ AMORE!

COME FA AD UTILIZZARE SOLO UNA PAROLA PER RIASSUMERE LA SUA ATTIVITÀ?

Amava DIO e la MADONNA. PADRE SLAVKO amava la gente, la natura, tutto, ed è per questo che lo abbiamo seguito. HA fatto tutto col cuore : ha ascoltato la CONFESSIONE,HA CELEBRATO LA SANTA MESSA. Tutto quello che ha fatto ,lo ha fatto con il cuore . Vale a dire, ha fatto tutto con e per amore:
Parlava con AMORE ,Si è impegnato per gli altri con AMORE. HA fatto tutto con AMORE- con pieno impegno ,con tutto il suo essere lì,sempre presente.

NON VI SIETE MAI CHIESTI COME ABBIA FATTO PADRE SLAVKO a sviluppare questo AMORE? Forse dovremmo spiegare da dove viene questo AMORE .

Certo ,ce lo siamo chiesto! Com’è possibile che questo AMORE lo abbia motivato tanto, da dove viene ?Diciamo prima che l’ AMORE è un dono di DIO. È lì,presente in tutti noi. MA È anche il frutto della cooperazione .PADRE SLAVKO ha lavorato molto duramente e ha usato questo dono D’AMORE. Si è sempre dato da fare. HA fatto più di molti altri. Ad esempio, ha studiato più di ogni altro studente o aspirante Sacerdote . Pregava costantemente,sempre più di altri. HA sempre digiunato,ancora prima delle apparizioni di MEDJUGORIE.

POTREMMO DIRE CHE QUESTO AMORE HA SEMPLICEMENTE SCATENATO IL SUO ARDORE PER DIO?

Sì,HA lavorato al di là delle sue forze. Lo si vedeva dormire alla scrivania ,ad esempio a FRIBURGO, dove ha studiato. UN collega mi ha detto che, oltre alla tesi, si è formato anche come psicoterapeuta. Voleva occuparsi della vita. HA costantemente messo le orecchie “sul petto di GESÙ “- come GIOVANNI- e obbedito ; ha costantemente svuotato il cuore digiunando per far entrare un nuovo contenuto .SLAVKO ha sempre lavorato su sé stesso.

PENSO CHE ABBIA LAVORATO ALL’INSEGNA DI QUESTO MOTTO: MIGLIORARSI SEMPRE,E QUESTO PER AMORE DI DIO.

SÌ,Egli pensava: Non ho finito ,Non sono un essere finito ; ho bisogno di crescita,di maturità. Egli ha chiesto AMORE. L’ ho letto in un suo libro. HA scritto un libro sull’ AMORE durante la guerra ,e poi ha detto : “Quanto è difficile scrivere sull’ AMORE” quando l’odio e tutto ciò
che è negativo ti circondano “, e poi ha proseguito: “Ho pregato per l’Amore e poi sono stato in grado di scrivere il libro! Se in noi abbiamo l’ AMORE, abbiamo anche la pace e la gioia.

ORA SORGE LA DOMANDA : CHE COS’È IL VERO AMORE?

Proviamo a dare una risposta: L’ AMORE come dedizione verso qualcuno è un buon argomento . L’ AMORE materno lo dimostra in modo speciale. Ad esempio: “Come Madre amo mio figlio”. Ecco l’ enfasi sul “TU”: TU per me sei importante. Mi impegno per te . TU sei al centro. Mi sacrifico perché TU per me sei importante!

QUINDI È IL “TU” UN CRITERIO DI VERO AMORE?

Sì,questo è il criterio dell’AMORE,del vero AMORE. Naturalmente abbiamo bisogno Anche di soddisfare le nostre esigenze, ma l’enfasi deve essere posta sul “TU” . Se manca, non è un vero AMORE. Puoi verificare se provi il giusto AMORE se il “TU” è importante per te.

QUESTA RISPOSTA RENDE FACILE COMPRENDERE IL GRANDE IMPEGNO DI PADRE SLAVKO.

Per PADRE SLAVKO,questo “TU” è stato prima DIO e la MADONNA;poi MEDJUGORIE,i pellegrini,i tossicodipendenti,tutti coloro per i quali si è impegnato. HA imparato questo AMORE da DIO, perché per lui l’ accento era su “DIO” ,sul “TU” . L’ AMORE di DIO per noi si manifesta nel Sacrificio di GESÙ sulla Croce. GESÙ SI sacrifica .

VUOLE CREARE UN CONFRONTO CON PADRE SLAVKO?

SÌ,è così che si può comprendere l’impegno di PADRE SLAVKO,perché aveva questa disponibilità a dare. Ecco perché era così impegnato,ecco perché ha usato il tempo così intensamente ,ha vissuto ogni secondo. Ecco perché gli piaceva pregare e digiunare. Era così appassionato di tutto quello che faceva perché aveva una visione chiara di cosa bisognava fare e dove doveva andare. Era tutto chiaro per lui. L’ AMORE aiuta a vedere meglio: me stesso- gli altri-il mondo .

PADRE SLAVKO HA ANCHE SOTTOLINEATO UNA VOLTA CHE L’AMORE È LA CONDIZIONE PER LA CRESCITA SPIRITUALE.

Per Amore,devo creare lo spazio perché si possa vedere. Perché? Poiché la mia anima assorbe molte cose dal mondo,molte esperienze ed eventi,persone,buone e cattive,e quindi poco spazio rimane per l’ Amore. Ma è la condizione per la pace. Perché altrimenti reagisco male, non vedo il bene nell’altro,ma il negativo.

CI SONO ALTRI REQUISITI CHE SONO NECESSARI PER CREARE SPAZIO PER L’AMORE?

Ciò che è molto importante è la libertà interiore,concetto chiave per PADRE SLAVKO. Lo ha detto più volte e lui stesso era libero- una persona libera,amorevole! Questa libertà interiore è anche una dote- come ha sempre sottolineato- ma che ha bisogno anche di un lavoro costante e quotidiano. Siamo sopraffatti da molte cose e poi non siamo più liberi.Il nostro sguardo non è libero,il nostro cuore non è libero. La libertà interiore è dunque una delle condizioni per la pace, per la buona comunicazione,per la fede, per l’Amore. Per questo bisogna lavorarci ogni giorno .

CHE COSA SIGNIFICA,AD ESEMPIO,LAVORARE SU SE STESSO? COME POSSO RAGGIUNGERE LA LIBERTA INTERIORE ?

Digiunando e imparando a rinunciare. La libertà interiore è la capacità di dire “no” al male e ” si” al bene, a DIO. Se mi trovo in una situazione in cui qualcuno potrebbe ferirmi o umiliarmi,come reagisco? Se ho la libertà interiore,reagirò positivamente,allora non restituirò questa umiliazione. Si dice: prima di dare una risposta in situazioni del genere ,bisogna contare fino a TRE. In realtà,si dovrebbe contare fino a 100 per fare le cose per bene . PADRE SLAVKO lavorava ogni giorno su questa libertà interiore .

PADRE SLAVKO ERA ED È IL SUO MODELLO ,VERO,PADRE MARINKO?

SÌ,ero in crisi e PADRE SLAVKO mi ha aiutato. In questa difficile situazione,quando ho chiesto consiglio a PADRE SLAVKO in un seminario sul digiuno ,HA DETTO: “Ricomincia da capo ogni giorno. Inizia ogni giorno di nuovo. Ogni giorno devi lavorare su te stesso, ogni giorno devi chiedere l’ aiuto di DIO “.

COSA INTENDEVA PADRE SLAVKO PER PREGHIERA?

ESSERE con DIO, indipendentemente dai miei sentimenti,se ne ho voglia oppure no. L’ anima è affamata. È normale pregare ed andare in CHIESA. Ed è così che dovremmo comportarci : deve essere ovvio. È un buon ritmo, la connessione tra l’ anima ed il corpo. Io sono SPIRITO E CORPO,quindi ho bisogno di entrambi.

Grazie mille PADRE MARINKO ! In questa conversazione lei ha spiegato molto chiaramente l’ eredità di PADRE SLAVKO. Non è altro che l’ eredità di MARIA che ha ereditato da suo FIGLIO come MADRE della Chiesa . Pensiamo a quello che ha detto nel suo messaggio del 9 NOVEMBRE 1984 sulle ragioni della sua venuta :

” CARI FIGLI ! SIATE CONSAPEVOLI CHE IO SONO VOSTRA MADRE E CHE SONO VENUTA SULLA TERRA PER INSEGNARVI AD OBBEDIRE PER AMORE, A PREGARE PER AMORE. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA!.

L’ Intervista è stata condotta da ELFRIEDE LANG- PERTL.

 

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Una delle prime guarigioni fisiche avvenute a Medjugorje riguarda un certo Damir Coric che, già all’età di 17 anni, aveva cominciato ad avere problemi di deambulazione, a causa di un indebolimento dei muscoli delle gambe.

Così, a soli 20 anni, Damir, dopo molte visite mediche, si sentì dire di essere affetto da idrocefalia interna, causa di una pressione sul cervello, che provocava il mal funzionamento dei nervi di tutto il corpo.
Nonostante gli interventi chirurgici, i medici non gli diedero molte speranze di guarigione e lui si ridusse a non poter né camminare, né parlare.

Damir era, ormai, senza speranze per il futuro, ma Medjugorje lo attendeva.
Nel Luglio del 1981, infatti, i suoi familiari lo portarono in quel luogo Santo, dove -si diceva- sei veggenti vedevano, oggi giorno, la Vergine Maria, che dava loro dei messaggi, per tutta l’umanità. Damir e la famiglia arrivarono, dunque, sulla collina Podbrdo. Pregarono incessantemente, per chiedere un segno alla Madonna, in merito alla condizione precaria del ragazzo e, tornati a casa, non smisero né di pregare, né di sperare.

Tre settimane e tanti digiuni dopo, erano di nuovo a Medjugorje, dove anche la veggente Vicka pregò per e con Damir.
Lui, che all’epoca aveva solo 21 anni, cominciò improvvisamente a sentire una forza che gli invadeva il corpo e gli dava nuovo vigore.
Da quel momento, non fece altro che migliorare. A Natale dello stesso anno, parlava normalmente; a Pasqua dell’anno successivo, era di nuovo una persona sana, che poteva, finalmente, pensare al suo futuro.

Quella di Damir è solo una delle vicende, testimoniate e avvenute a Medjugorje. In 37 anni di apparizioni, le guarigioni fisiche, ma anche quelle spirituali e le conversioni, sono state tantissime.
Questi sono i frutti che quel luogo presenta al mondo; questi sono i doni elargiti, per intercessione della Vergine Maria, ai fedeli devoti.

Antonella Sanicanti

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Heater Parsons, la giornalista che vide il sole danzare a Medjugorje

 Heater Parsons divenne crescendo una giornalista. Nel corso della sua carriera non aveva abbandonato la religione, ma questa era accessoria e divenne parte del suo lavoro di indagine critica sui santuari cattolici che avevano ospitato le apparizioni mariane. Dopo aver visitata Fatima e Lourdes, nell’ 85 le venne dato l’incarico di fare un reportage su Medjugorje, la donna preparò il suo lavoro con precisione, com’era solita fare, ed aveva in agenda una serie d’incontri per interviste e registrazioni.

Appena giunta nel paesino serbo, la giornalista venne colpita dalla folla presente e dal caldo opprimente. In quel momento si stava svolgendo la messa, ma la combinazione di quei due elementi le diede fastidio ed allontanatasi dalla massa, si sedette all’ombra di un albero in disparte dal quale poteva ascoltare la messa e godersi un minimo di refrigerio. Poco dopo Heater venne scossa dalle urla di un uomo che indicava il cielo chiedendo ai presenti di guardare, incuriosita alzò lo sguardo e vide il sole che ruotava senza soluzione di continuità (un fenomeno che a detta della giornalista durò circa 40 minuti). Mentre il sole si muoveva cambiando colore ed intensità, la giornalista ha notato che le nuvole sopra di lei avevano assunto la forma della parola “Peace” in caratteri celtici e quando è tornata a guardare il sole le parve di scorgere l’immagine di Gesù.

Quell’esperienza turbò particolarmente Heater che non sapeva se credere o meno a quanto visto. Eppure i suoi occhi le avevano mostrato quegli strani fenomeni e per giorni si è chiesta se fosse vittima di una suggestione collettiva o se avesse visto davvero il sole danzare. Nei giorni successivi, la giornalista è andata a messa ed ha cominciato a pregare e i suoi dubbi sono scomparsi, al punto che l’articolo su Medjugorje non è stata una descrizione oggettiva di quello che aveva visto, ma la narrazione di una testimonianza. Tre anni dopo Heater Parson si è convertita al cattolicesimo.

Fonte: La luce di Maria

Padre Jozo: “La Madonna piange perché i nostri peccati lacerano il corpo di Gesù”

Non di rado capita che la Madonna pianga o durante le apparizioni o attraverso manifestazioni fisiche come quelle delle statue. Un fenomeno a cui alcuni credono ed altri, compresi i sacerdoti, invece ritengono poco probabili. Durante la festa della trasfigurazione del 6 agosto 2014, padre Jozo Zovko (sacerdote di Medjugorie) ha tenuto una bellissima messa in presenza di alcuni sacerdoti italiani in cui ha parlato delle lacrime della Madonna.

Queste lacrime erano dirette proprio ai Sacerdoti ed alla loro incapacità di vivere con lo spirito giusto la Messa: “La Madonna ha spiegato a Medjugorje il mistero della Messa. Noi preti non possiamo conoscere il mistero della Messa perché siamo poco inginocchiati davanti al tabernacolo; siamo sempre sulla strada a cercare voi. Non sappiamo celebrare e vivere la Messa perché non abbiamo il tempo per prepararci, per ringraziare. Siamo sempre con voi; non sappiamo pregare perché abbiamo tanti impegni e tanto lavoro: non abbiamo il tempo per pregare. Per questo non siamo capaci di vivere la Messa”.

Padre Jozo ha spiegato che la Madre Celeste è triste perché molti fedeli e molti sacerdoti hanno perso di vista il vero significato della Messa e non sono più capaci di vivere secondo il percorso tracciato dal figlio: “Chi non legge la Bibbia non può pregare, non sa pregare, come chi non sa vivere la Messa non è capace di vivere, non sa pregare. Chi non è capace di fare sacrifici, mortificazioni, fare digiuno non è capace di vivere la Messa; non può sentire il sacrificio della Messa ed altri sacrifici…”.

A questo punto ci sono stati alcuni sacerdoti che gli hanno chiesto come sia possibile che la Madonna pianga pur trovandosi nella beatitudine del Paradiso. Una domanda che ricorre spesso nelle argomentazioni di chi non da molto peso alle testimonianza delle lacrime della Madonna, e a cui padre Zovko risponde con un’argomentazione teologica: “Nella recente enciclica sullo Spirito Santo il Papa ricorda la dottrina tradizionale della chiesa, che cioè la chiesa “corpo mistico” è la continuazione dell’incarnazione di Cristo nel suo corpo terreno. Quindi noi, con i nostri peccati, siamo le piaghe di Cristo e Cristo soffre nella chiesa. Questo è molto importante, perchè spiega anche perchè la Madonna chiede di fare penitenza. Perché è triste? E’ triste per i nostri peccati, perchè i nostri peccati fanno soffrire realmente attraverso la chiesa il corpo mistico di Cristo. Quindi è vero che Cristo e la Madonna sono in cielo nell’eternità, ma la storia per loro non è ancora compiuta, in quanto vivono, attraverso il corpo mistico della chiesa, tutta la sofferenza dell’umanità fino alla fine. Non c’è contraddizione”.

Luca Scapatello

Fonte “La luce di Maria”

Medjugorje è da prendere sul serio come Gesù

Stefania Ferrara: “Medjugorje è da prendere sul serio come Gesù”

Stefania Ferrara ci ha tenuto a condividere la propria testimonianza di fede al sito ‘Medjugorje tutti i giorni‘. La donna spiega che il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje è capitato per caso, anche se dopo anni ha compreso che quella era la volontà della Madonna. Stefania si prometteva da tempo che prima o poi sarebbe andata nel paesino bosniaco per vedere con i propri occhi quanto le avevano raccontato e per pregare la Madre Celeste nel luogo in cui aveva deciso di apparire nel corso degli ultimi 30 anni.

I giorni passavano e quella promessa si sbiadiva con il passare del tempo, poi un giorno le è stato proposto di assistere alla testimonianza di Mirijana e non si è lasciata scappare l’occasione: “Senza esitare sono andata ho ascoltato la testimonianza ho pregato c’è stata l’apparizione. Molto semplice, non avevo minimamente pensato di andare per l’apparizione o di vedere la Madonna o per curiosità, sono andata semplicemente. Un mese dopo sono partita per Medugorje si sono incanalate le cose in modo perfetto senza che io l’avessi ragionato o programmato,ho semplicemente sentito dentro me una forza che mi diceva: io devo andare a tutti i costi e nessuno può fermarmi non so perché”.

Giunta a Medjugorje, Stefania è rimasta colpita per la semplicità con la quale i pellegrini e le persone del luogo manifestavano la propria fede. Durante il pellegrinaggio ha seguito il percorso previsto, pregando, partecipando all’adorazione eucaristica e assistendo alle apparizioni sulla collina. Di quella esperienza, oltre alla fede semplice e pura, le è rimasta impressa il racconto di Mirijana su Giovanni Paolo II: “Disse che Giovanni Paolo II, allora Papa, aveva ricevuti i 6 veggenti e che era a conoscenza dei fatti , che ci credeva ma non poteva andare perchè era il Papa , forse qualcuno glielo impediva”, e l’entusiasmo di padre Jozo: “Mi colpì molto anche lui, il suo modo di trasmettere la spiritualità e di riportare concretamente i fatti che stavano accadendo nel mondo, non avevo mai sentito nessuno parlare così in modo pulito e semplice e anche pregare con tanto amore e fervore, con entusiasmo ma allo stesso tempo seriamente .Ritengo sia un sacerdote straordinario mi e rimasto impresso e non l’ho più dimenticato”.

Sono passati 15 anni da quel primo viaggio a Medjugorje e Stefania Ferrara oggi è ancora pervasa dallo spirito del paesino bosniaco, prega tutti i giorni il rosario, va a messa, partecipa all’adorazione e quando può torna in pellegrinaggio. Nulla, insomma, la convincerà che a Medjugorje non ci sia la reale presenza della Madonna: “Medugorje rimane e rimarrà sempre il mio luogo preferito per immergermi nella preghiera. Non sono mai andata per cercare segni ma per pregare ,soltanto quello che mi ha dato questo luogo è impagabile e così i doni che ho ricevuto, e questo grazie alle preghiere e ai sacrifici dei veggenti che pregano per il mondo intero e tutte le persone che lo fanno con semplicità gratuita e fede viva”.

Da La Luce di Maria

Medjugorje Marco: Ho sostituito droga e alcool con Gesù e Maria

Medjugorje Marco: Ho sostituito droga e alcool con Gesù e Maria

Marco era un ragazzo comune, niente doti particolari, nessuna ambizione lavorativa o di vita che lo spingessero verso un obbiettivo, ma tanta confusione su se stesso e sulla vita che lo portavano ad indossare la maschera da clown per la comitiva. Poco importava se le persone lo reputavano superficiale, l’unica cosa che aveva davvero importanza era fare ridere ed essere sempre al centro dell’attenzione. Per anni ha passato giornate sempre uguali, il pomeriggio a casa di amici o in piazza per farsi qualche canna e distogliere il pensiero da qualsiasi senso di responsabilità, quindi arrivava la sera, l’alcol, le discoteche e le ragazze.

Insomma, Marco era un adolescente che preferiva gli eccessi alla vita regolata e che preferiva il divertimento alla costruzione del futuro. Il non senso di quella vita lo ha portato a non costruire nemmeno un legame stabile, a cambiare frequentazioni di continuo fino a fargli perdere interesse per i legami stessi. Poi un giorno, di ritorno da una discoteca, è andato a sbattere con la macchina causando la morte dei suoi passeggeri. Uscito illeso fisicamente, ma distrutto psicologicamente è stato mandato in una comunità di recupero dalla madre, terminata il percorso di recupero ha deciso di andare alla ricerca di un senso a questa vita ed è diventato buddista.

Il buddismo ha permesso a questo ragazzo di regolare le sue giornate e distogliere il pensiero dagli eccessi e dagli stupefacenti, ma il vero cambiamento lo ha vissuto quando è andato in viaggio a Medjugorje: “Ho incontrato persone semplici con la gioia nel cuore. Di giorno in giorno notavo che stava cambiando qualcosa dentro di me. Le giornate cominciavano con la colazione, lodi mattutine, rosario, pranzo, coroncina, catechesi, rosario, apparizione, messa, cena e condivisione con l’adorazione perpetua del Santissimo. Dopo essere stato più di 10 anni lontano dalla chiesa ho passato le giornate con leggerezza senza farmi pesare niente: le condivisioni, i salmi e le catechesi parlavano dei miei pensieri! Al terzo giorno durante l’apparizione di Maria, sono scoppiato in pianto di liberazione: ho sentito una voce chiara dentro di me che diceva: ‘Sono tua madre e ricordati che ti amo tantissimo’”.

Adesso Marco va in giro per il mondo a portare il messaggio di Dio a chiunque incontri ed ha trovato finalmente un senso, una finalità a quella vita prima confusionaria e sregolata: “Questo è lo scopo della mia vita e quella di tutti: ritornare al Padre dopo un istantaneo pellegrinaggio sulla Terra per vivere con lui la vita e la beatitudine eterna”.

Da La Luce di Maria

Mary’s Meals: l’associazione di Medjugorje che aiuta oltre un milione di bambini.

Mary’s Meals: l’associazione di Medjugorje che aiuta oltre un milione di bambini

 

Si parla sovente di Medjugorje come di un paese in cui i pellegrini trovano per la prima volta la loro fede, si dice che Medjugorje sia un luogo magico in cui tutti riescono a trovare una pace interiore prima nemmeno vagheggiata. Con meno frequenza si parla delle opere di bene, del volontariato e dell’assistenza che viene fatta dai volontari che giorno dopo giorno lavorano in Bosnia per permettere a bambini e famiglie disagiate di tutto il mondo di vivere un esistenza meno difficile e intravedere un barlume di speranza nei confronti di un futuro che in alcuni paesi somiglia più ad una roulette russa che ad una strada da intraprendere.

L’impatto sociale di Mary’s Meals

Uno dei frutti più belli e proficui nati a Medjugorje nel corso degli anni si chiama ‘Mary’s Meals‘, un’associazione benefica che si occupa di fornire cibo e beni di prima necessità ai bambini del terzo mondo. Anno dopo anno, il contributo dei volontari (grazie anche alle numerose e generose donazioni ricevute dai fedeli) è diventato sempre più importante arrivando a coprire le esigenze di 1.230.000 bambini in 14 paesi differenti: oltre ad inviare cibo e vestiti, viene offerto a questi bambini un sistema d’istruzione di primo livello che gli permette di puntare ad un riscatto lavorativo in futuro.

Di questa realtà si parla poco, ma l’impegno dei volontari di ‘Mary’s Meal’ non passa sotto silenzio, sempre più persone conoscono il suo operato ed anche celebrità di Hollywood come Gerald Butler spendono parole importanti per questa associazione che provvede al benessere di oltre un milione di bambini in tutto il mondo. In un video promozionale pubblicato su Youtube che mostra il lavoro svolto dall’associazione in Malawi, l’attore americano spiega come Mary’s Meal non sia un semplice servizio di approvvigionamento, ma qualcosa di molto più importante: “Questo è molto più di un programma di nutrimento ed educazione. Il loro contributo ha un impatto sulle persone impressionante. Prima molti ragazzi non mangiavano e non andavano a scuola. Adesso sono motivati ad andare a lezione, hanno uno scopo, sono motivati ad essere parte di una comunità, sono motivati a parlare tra loro e possono concentrarsi sul futuro. Se parli con questi bambini adesso sognano di divenire dottori, avvocati, l’educazione diventa per loro una possibilità in più”.

Da La Luce di Maia