Archivi categoria: Testimonianze

Medjugorje è da prendere sul serio come Gesù

Stefania Ferrara: “Medjugorje è da prendere sul serio come Gesù”

Stefania Ferrara ci ha tenuto a condividere la propria testimonianza di fede al sito ‘Medjugorje tutti i giorni‘. La donna spiega che il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje è capitato per caso, anche se dopo anni ha compreso che quella era la volontà della Madonna. Stefania si prometteva da tempo che prima o poi sarebbe andata nel paesino bosniaco per vedere con i propri occhi quanto le avevano raccontato e per pregare la Madre Celeste nel luogo in cui aveva deciso di apparire nel corso degli ultimi 30 anni.

I giorni passavano e quella promessa si sbiadiva con il passare del tempo, poi un giorno le è stato proposto di assistere alla testimonianza di Mirijana e non si è lasciata scappare l’occasione: “Senza esitare sono andata ho ascoltato la testimonianza ho pregato c’è stata l’apparizione. Molto semplice, non avevo minimamente pensato di andare per l’apparizione o di vedere la Madonna o per curiosità, sono andata semplicemente. Un mese dopo sono partita per Medugorje si sono incanalate le cose in modo perfetto senza che io l’avessi ragionato o programmato,ho semplicemente sentito dentro me una forza che mi diceva: io devo andare a tutti i costi e nessuno può fermarmi non so perché”.

Giunta a Medjugorje, Stefania è rimasta colpita per la semplicità con la quale i pellegrini e le persone del luogo manifestavano la propria fede. Durante il pellegrinaggio ha seguito il percorso previsto, pregando, partecipando all’adorazione eucaristica e assistendo alle apparizioni sulla collina. Di quella esperienza, oltre alla fede semplice e pura, le è rimasta impressa il racconto di Mirijana su Giovanni Paolo II: “Disse che Giovanni Paolo II, allora Papa, aveva ricevuti i 6 veggenti e che era a conoscenza dei fatti , che ci credeva ma non poteva andare perchè era il Papa , forse qualcuno glielo impediva”, e l’entusiasmo di padre Jozo: “Mi colpì molto anche lui, il suo modo di trasmettere la spiritualità e di riportare concretamente i fatti che stavano accadendo nel mondo, non avevo mai sentito nessuno parlare così in modo pulito e semplice e anche pregare con tanto amore e fervore, con entusiasmo ma allo stesso tempo seriamente .Ritengo sia un sacerdote straordinario mi e rimasto impresso e non l’ho più dimenticato”.

Sono passati 15 anni da quel primo viaggio a Medjugorje e Stefania Ferrara oggi è ancora pervasa dallo spirito del paesino bosniaco, prega tutti i giorni il rosario, va a messa, partecipa all’adorazione e quando può torna in pellegrinaggio. Nulla, insomma, la convincerà che a Medjugorje non ci sia la reale presenza della Madonna: “Medugorje rimane e rimarrà sempre il mio luogo preferito per immergermi nella preghiera. Non sono mai andata per cercare segni ma per pregare ,soltanto quello che mi ha dato questo luogo è impagabile e così i doni che ho ricevuto, e questo grazie alle preghiere e ai sacrifici dei veggenti che pregano per il mondo intero e tutte le persone che lo fanno con semplicità gratuita e fede viva”.

Da La Luce di Maria

Medjugorje Marco: Ho sostituito droga e alcool con Gesù e Maria

Medjugorje Marco: Ho sostituito droga e alcool con Gesù e Maria

Marco era un ragazzo comune, niente doti particolari, nessuna ambizione lavorativa o di vita che lo spingessero verso un obbiettivo, ma tanta confusione su se stesso e sulla vita che lo portavano ad indossare la maschera da clown per la comitiva. Poco importava se le persone lo reputavano superficiale, l’unica cosa che aveva davvero importanza era fare ridere ed essere sempre al centro dell’attenzione. Per anni ha passato giornate sempre uguali, il pomeriggio a casa di amici o in piazza per farsi qualche canna e distogliere il pensiero da qualsiasi senso di responsabilità, quindi arrivava la sera, l’alcol, le discoteche e le ragazze.

Insomma, Marco era un adolescente che preferiva gli eccessi alla vita regolata e che preferiva il divertimento alla costruzione del futuro. Il non senso di quella vita lo ha portato a non costruire nemmeno un legame stabile, a cambiare frequentazioni di continuo fino a fargli perdere interesse per i legami stessi. Poi un giorno, di ritorno da una discoteca, è andato a sbattere con la macchina causando la morte dei suoi passeggeri. Uscito illeso fisicamente, ma distrutto psicologicamente è stato mandato in una comunità di recupero dalla madre, terminata il percorso di recupero ha deciso di andare alla ricerca di un senso a questa vita ed è diventato buddista.

Il buddismo ha permesso a questo ragazzo di regolare le sue giornate e distogliere il pensiero dagli eccessi e dagli stupefacenti, ma il vero cambiamento lo ha vissuto quando è andato in viaggio a Medjugorje: “Ho incontrato persone semplici con la gioia nel cuore. Di giorno in giorno notavo che stava cambiando qualcosa dentro di me. Le giornate cominciavano con la colazione, lodi mattutine, rosario, pranzo, coroncina, catechesi, rosario, apparizione, messa, cena e condivisione con l’adorazione perpetua del Santissimo. Dopo essere stato più di 10 anni lontano dalla chiesa ho passato le giornate con leggerezza senza farmi pesare niente: le condivisioni, i salmi e le catechesi parlavano dei miei pensieri! Al terzo giorno durante l’apparizione di Maria, sono scoppiato in pianto di liberazione: ho sentito una voce chiara dentro di me che diceva: ‘Sono tua madre e ricordati che ti amo tantissimo’”.

Adesso Marco va in giro per il mondo a portare il messaggio di Dio a chiunque incontri ed ha trovato finalmente un senso, una finalità a quella vita prima confusionaria e sregolata: “Questo è lo scopo della mia vita e quella di tutti: ritornare al Padre dopo un istantaneo pellegrinaggio sulla Terra per vivere con lui la vita e la beatitudine eterna”.

Da La Luce di Maria

Mary’s Meals: l’associazione di Medjugorje che aiuta oltre un milione di bambini.

Mary’s Meals: l’associazione di Medjugorje che aiuta oltre un milione di bambini

 

Si parla sovente di Medjugorje come di un paese in cui i pellegrini trovano per la prima volta la loro fede, si dice che Medjugorje sia un luogo magico in cui tutti riescono a trovare una pace interiore prima nemmeno vagheggiata. Con meno frequenza si parla delle opere di bene, del volontariato e dell’assistenza che viene fatta dai volontari che giorno dopo giorno lavorano in Bosnia per permettere a bambini e famiglie disagiate di tutto il mondo di vivere un esistenza meno difficile e intravedere un barlume di speranza nei confronti di un futuro che in alcuni paesi somiglia più ad una roulette russa che ad una strada da intraprendere.

L’impatto sociale di Mary’s Meals

Uno dei frutti più belli e proficui nati a Medjugorje nel corso degli anni si chiama ‘Mary’s Meals‘, un’associazione benefica che si occupa di fornire cibo e beni di prima necessità ai bambini del terzo mondo. Anno dopo anno, il contributo dei volontari (grazie anche alle numerose e generose donazioni ricevute dai fedeli) è diventato sempre più importante arrivando a coprire le esigenze di 1.230.000 bambini in 14 paesi differenti: oltre ad inviare cibo e vestiti, viene offerto a questi bambini un sistema d’istruzione di primo livello che gli permette di puntare ad un riscatto lavorativo in futuro.

Di questa realtà si parla poco, ma l’impegno dei volontari di ‘Mary’s Meal’ non passa sotto silenzio, sempre più persone conoscono il suo operato ed anche celebrità di Hollywood come Gerald Butler spendono parole importanti per questa associazione che provvede al benessere di oltre un milione di bambini in tutto il mondo. In un video promozionale pubblicato su Youtube che mostra il lavoro svolto dall’associazione in Malawi, l’attore americano spiega come Mary’s Meal non sia un semplice servizio di approvvigionamento, ma qualcosa di molto più importante: “Questo è molto più di un programma di nutrimento ed educazione. Il loro contributo ha un impatto sulle persone impressionante. Prima molti ragazzi non mangiavano e non andavano a scuola. Adesso sono motivati ad andare a lezione, hanno uno scopo, sono motivati ad essere parte di una comunità, sono motivati a parlare tra loro e possono concentrarsi sul futuro. Se parli con questi bambini adesso sognano di divenire dottori, avvocati, l’educazione diventa per loro una possibilità in più”.

Da La Luce di Maia

Da atea irriverente a fervente cattolica

La testimonianza di Kathy: da atea irriverente a fervente cattolica

La newyorkese Kathy Jones ha scritto sul portale ‘Medjugorje for Children‘ la sua testimonianza di conversione. Come spesso si legge in questi racconti, anche Kathy aveva abbandonato la sua fede nella fase adolescenziale a causa della pressione dei genitori: da piccola era costretta a seguire tutte le funzioni luterane e crescendo si era convinta che Dio non esistesse e che le religioni non fossero altro che un complesso sistema di controllo della società.

La sua opinione su Dio e le religioni non cambiò nemmeno quando ha incontrato l’uomo della sua vita, Eddy (lui sì estremamente devoto), con il quale ha avuto due bambine; a questo, racconta la narratrice, diceva spesso: “Non pensare MAI che un giorno io possa diventare cattolica! O si è nati e cresciuti cattolici, o bisogna esser pazzi a scegliere di esserlo volontariamente”. Nel 1987 un evento cambia la vita di Kathy: durante un controllo di routine le viene diagnosticato un cancro alle ovaie. Inizia un periodo duro in cui si alternano fasi di cura a fasi di depressione, il futuro è incerto, ma la donna non cambia comunque la sua opinione sulla religione e su Dio.

La conversione improvvisa di Kathy e la guarigione

Passano tre anni e Kathy si ritrova in un raduno religioso con la suocera, si sente a disagio ma per cortesia rimane a seguire le preghiere in silenzio. Proprio mentre pensava di volersi trovare in un altro luogo, ecco che prova una sensazione mai provata prima, la pace interiore: “All’improvviso, un profondo sentimento di pace mi pervase, la paura mi abbandonò e mi ritrovai piena di speranza; quel giorno la mia vita cambiò completamente per intercessione della Madonna della Speranza…la Regina della Pace!”.

Kathy non sa spiegare in che modo ha cambiato improvvisamente opinione, sa solo che da quel giorno ha cominciato ad andare a Messa e nell’ottobre dello stesso anno si è recata con il marito a Medjugorje. Di ritorno dal viaggio in Bosnia, la donna ha scoperto che il tumore era in recessione e che sarebbe guarita. Sebbene il tumore non sia mai riapparso, la donna non grida al miracolo ma di una cosa è certa: “Non so se si tratti di un miracolo o se sia semplicemente il risultato dei trattamenti fatti. Ma la grazia più importante che ricevetti allora, fu la guarigione spirituale. La donna che un tempo era stata scettica e addirittura irriverente, fu beata di farsi cattolica nel giorno di Pasqua dell’anno seguente!”.

Da La Luce di Maria

Patrik morto alla fede risorto grazie a Medjugorje

Patrik morto alla fede risorto grazie a Medjugorje

Per destare il sonno della coscienza serve, in alcuni casi, un evento brusco, qualcosa per sempre stravolge il normale corso degli eventi. A quel punto, quando la coscienza è sveglia, il nostro animo, prima ovattato da un falso senso di sicurezza, viene scosso dall’incertezza e si comincia a domandarsi il perché della vita, il perché dei nostri gesti quotidiani ed il perché della caducità dell’esistenza. Dare risposta a questi quesiti è uno dei desideri ancestrali dell’uomo che sin dai primi passi ha cercato di giustificare quanto gli succede intorno.

Patrick, ragazzo polacco di 22 anni, non si è mai soffermato troppo su questi quesiti finché una tragica fatalità gli ha portato via uno dei suoi più cari amici: “La morte del mio amico mi ha fatto riflettere molto. Mi sono reso conto che un giorno anch’io sarei…! In quei giorni ho capito che la mia fede era morta. Così non ho potuto dare neanche il conforto della speranza a quei genitori disperati. Mi chiamavano cristiano, ma non lo ero”. Il giovane si era accorto che non aveva una risposta valida per quanto capitato al suo amico e che, sebbene la sua educazione fosse cristiana, non credeva lui stesso a quelle parole di conforto sull’aldilà che in questi casi servono a lenire le ferite di due persone che hanno perso loro figlio.

L’opuscolo su Medjugorje e la scoperta di una fede ardente

Per quasi un anno Patrick ha cercato risposte invano, fin quando non si è trovato di fronte ad un opuscolo che parlava di Medjugorje. Dopo averlo letto a casa di suo zio il giovane polacco è stato certo che le apparizioni fossero veritiere ed ha sviluppato un inspiegabile desiderio di andare nel paesino bosniaco. In attesa di giungere alla sua meta, Patrick ha cominciato a seguire i dettami della Regina della Pace, ed ha cominciato a recitare il rosario ogni giorno: “Le prime volte che prendevo in mano la corona mi stancavo molto. Guardavo continuamente l’orologio. Perché ripetere 50 volte Ave Maria? Ora è diverso. E’ come se l’anima mia respirasse nella preghiera. Non mi dico mai: ‘Che fatica si fa a respirare’ perché è naturale. E la stessa cosa deve essere la preghiera. La preghiera incomincia a sgorgare sempre più dal cuore. Il S. Rosario ora lo prego molto volentieri e spesso con i miei amici più cari”.

A cambiare la percezione della preghiera di Patrick è stato proprio il primo viaggio a Medjugorje, durante il quale ha sperimentato per la prima volta la vicinanza della Madonna ed ha compreso che quelle preghiere non erano solo un vuoto esercizio, ma che Dio lo ascoltava veramente: “Dopo la prima volta che sono stato a Medjugorje sentivo come un fuoco sulla pelle. E lo sentivo proprio fisicamente. Avevo un entusiasmo fortissimo e volevo gridare al mondo che Dio esisteva. Gli amici e conoscenti di prima mi presero un po per fuso. Mi comportavo quasi come un bambino che aveva ricevuto un regalo bellissimo e che desiderava mostrano a tutti e che saltava dalla gioia”.

Da La Luce di Maria

Testimonianza di Mirjana

Ha detto Mirjana, con tanta semplicità nella sua testimonianza ai giovani del Festival: Il mio giorno preferito è il 2 del mese dal 1987. Il 2 di ogni mese prego con la Madonna per i non-credenti ma Lei non dice mai “i non credenti”; dice sempre “quelli che non conoscono l’amore di Dio”. E Lei chiede il nostro aiuto, e questo non lo dice solo a noi sei veggenti, ma a tutti quelli che sentono la Madonna come la loro madre.
La Madonna dice che noi non possiamo salvare i non credenti se non con la nostra preghiera e il nostro esempio. E Lei ci chiede di mettere la preghiera per loro al primo posto, perché Lei dice che le cose più cattive, le guerre, i divorzi, gli aborti arrivano dalle persone che non credono: “Quando voi pregate per loro, pregate per voi stessi, per le vostre famiglie e per il bene del mondo intero”.
Lei non vuole che noi predichiamo a destra e a sinistra, ma che parliamo attraverso la nostra vita. Vuole che i non credenti possano vedere, attraverso di noi, Dio e l’amore di Dio. Ci chiede di prendere questo sul serio. “Se una sola volta voi vedeste le lacrime sul viso della Madonna a causa dei non credenti, sono sicura che mettereste tutto il vostro impegno e amore verso di loro”. Ella dice che questo è un tempo di decisione, che noi, che ci consideriamo figli di Dio, abbiamo una grande responsabilità.
Ognuno di noi sei veggenti ha una missione particolare. La mia è quella di pregare per i non credenti, per quelli che non conoscono ancora l’amore di Dio; Vicka e Jakov pregano per i malati; Ivan per i giovani e i sacerdoti; Marija per le anime del purgatorio; Ivanka prega per le famiglie. Il messaggio più importante della Madonna è la Santa Messa: “la Messa non soltanto la domenica -ci ha detto-. Se c’è da scegliere tra varie forme di preghiera, dovete sempre scegliere la Santa Messa, perché è la più completa e nella Messa mio Figlio stesso è con voi”.
La Madonna ci chiede di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua. Ci dice di dire il Rosario in famiglia e che niente in questo mondo può unire la famiglia più della preghiera fatta insieme. Ci chiede di confessarci almeno una volta al mese. Ci dice che non c’è nessuna persona al mondo che non abbia bisogno di una confessione mensile. Ci chiede di leggere la Bibbia in famiglia: non parla della quantità da leggere, ma soltanto che si deve ascoltare la Parola di Dio in famiglia.
Vorrei chiedervi di pregare per i non credenti perché la preghiera per i non credenti asciuga le lacrime sul viso della Madonna. Lei è nostra madre e come ogni madre di questo mondo, ama i suoi figli. Lei è triste per uno solo dei suoi figli che si smarrisce. Lei dice che dobbiamo anzitutto amare i non credenti, prima ancora di pregare per loro, e considerarli come nostri fratelli e sorelle, che non hanno avuto la stessa nostra fortuna di conoscere Dio e il suo amore. Quando avremo sentito questo amore per loro, allora potremo cominciare a pregare per loro, ma non dovremo giudicarli mai: è solo Dio che giudica: così dice la Gospa. (3 agosto 1997)

Fonte:  medjugorje.altervista.org

Padre Livio intervista Ivan 14/08/2012

PADRE LIVIO: Abbiamo oggi la grazia di avere il veggente Ivan con noi perché ci racconti la grande esperienza che ha vissuto da 31 anni ed abbiamo il suo amico Krizan che farà da traduttore. Faremo una conversazione che possa aiutarci a capire meglio i messaggi della Madonna. Ti ringraziamo, Ivan, e vorrei che ci descrivessi come è un’apparizione della Madonna, come l’hai avuta tu in questi giorni.

 

IVAN: Sia lodato Gesù Cristo! Vicka, Marja ed io abbiamo l’incontro con la Madonna ogni giorno. Noi ci prepariamo con la preghiera del Santo Rosario alle ore 18, ogni giorno, pregando con tutta la gente che partecipa, nella Cappella del Santo Rosario. Come si avvicina il tempo, le 7 meno 20, io avverto di più la presenza della Madonna nel mio cuore. Nel momento in cui io m’inginocchio davanti all’altare è il momento in cui arriva la nostra Madre Celeste. Il primo segno dell’arrivo della Madonna è una luce; dopo questa luce, viene la Madonna. Non è come la luce che noi vediamo qui sulla terra: questa è una luce del Paradiso, un pezzo di Paradiso viene a noi. Appena arriva la Madonna io non vedo più niente davanti a me nè intorno a me: vedo solo Lei! In quel momento non sento nè spazio nè tempo. Anche ieri sera la Madonna è venuta particolarmente gioiosa e felice ed ha salutato tutti col suo consueto saluto materno “Sia lodato Gesù cari figli miei!”. In modo particolare ha pregato con le mani distese sopra i malati presenti nella Cappella. In ogni apparizione la Madonna prega con le mani distese sopra i Sacerdoti presenti; benedice sempre tutti noi con la sua benedizione materna e benedice anche tutti gli oggetti sacri che abbiamo portato per la benedizione. Io, ad ogni apparizione, raccomando sempre tutta la gente, le necessità di tutti e le intenzioni. Negli ultimi tempi, anche ieri sera, la Madonna prega per la santità nelle famiglie. Prega sempre nella sua lingua aramaica. Poi, segue sempre una conversazione privata fra noi due. Poi la Madonna continua a pregare sopra tutti i presenti nella Cappella; poi, in preghiera se ne va nel segno della Luce e della Croce e col saluto “Andate in pace, cari figli miei!”. E’ veramente difficile descrivere con le parole come è un incontro con la Madonna. L’incontro con la Madonna è veramente un dialogo fra noi due. Posso confessare che ad ogni incontro quotidiano la Madonna mi rivolge una parola, un pensiero così bello che io posso vivere di questa parola nelle prossime 24 ore. Questo è ciò che posso dire.

PADRE LIVIO: Ivan, come ti senti dopo l’apparizione?

IVAN: Veramente è difficile comunicare agli altri questo sentimento con le parole… E’ difficile trasmettere agli altri questa gioia. Io dico a quelli che partecipano all’apparizione: “E’ difficile riprendersi e ritornare in questo mondo dopo un incontro con la Madonna!”. C’è sempre un desiderio, una speranza, durante l’apparizione, e io dico nel cuore: “Madre, rimani ancora un po’ più a lungo, perché è così bello stare con te!”. Il suo sorriso… guardare i suoi occhi che sono pieni d’Amore… Posso osservare le lacrime di gioia che scorrono sul viso della Madonna mentre guarda tutti noi in preghiera… Lei vuole avvicinarsi a tutti noi ed abbracciarci!. E’ grande e tutto particolare l’Amore della Madre! Trasmettere questo Amore con le parole è veramente difficile! Questa pace, questa gioia che io sento durante l’apparizione della Madonna mi accompagna durante tutta la giornata. E quando la notte non posso dormire, penso: che cosa mi dirà la Madonna il prossimo giorno? Esamino la mia coscienza e penso a quello che ho fatto durante la giornata, se le mie mosse erano nella volontà del Signore, e la Madonna stasera quando la vedrò sarà contenta? E altre cose mi accadono nella preparazione all’apparizione. La pace, la gioia e l’amore in cui io sono immerso durante ogni apparizione è la cosa più bella! L’incoraggiamento che mi dà la Madre mi dà una carica… Come faccio con i pellegrini, come trasmetto a loro il messaggio, posso dire che con le mie sole forze umane non potrei sopportare se la Madonna ogni giorno non mi desse una forza speciale.

PADRE LIVIO: La Madonna dice “Sono vostra Madre e vi amo”. Tu la senti come Madre?

IVAN: Si, la sento veramente come Madre. Non ci son parole per descrivere questo sentimento. Io ho anche una madre terrena: questa mamma mi ha educato fino ai 16 anni. La Madonna mi ha preso a 16 anni e mi guida. Posso dire che ho due mamme, una mamma terrena e una Mamma Celeste. Tutte due sono mamme così belle e desiderano il bene del proprio figlio, amano il proprio figlio… Io vorrei dare questo amore agli altri.

PADRE LIVIO: Ivan, questa Mamma da più di 30 anni ci rivolge dei messaggi. Quali sono i principali?

IVAN: Durante questi 31 anni la Madonna ci ha dato molti messaggi ed ora non c’è tempo sufficiente per parlare di ogni messaggio, ma vorrei soffermarmi specialmente su alcuni che sono veramente centrali e fondamentali. La PACE, la CONVERSIONE, RITORNO A DIO, PREGHIERA CON IL CUORE, PENITENZA COL DIGIUNO, il MESSAGGIO DELL’AMORE, MESSAGGIO DEL PERDONO, l’EUCARISTIA, LETTURA DELLA SACRA SCRITTURA, MESSAGGIO DELLA SPERANZA. Vedete, questi messaggi appena evidenziati sono quelli più importanti. In questi 31 anni la Madonna si vuole un pochino adattare a noi e allora li semplifica, li avvicina per poterli praticare meglio e meglio viverli. Io sento che la Madonna quando ci spiega un messaggio, quanto impegno ci mette perché noi possiamo capirlo e viverlo meglio! Voglio sottolineare che i messaggi della Madonna sono rivolti al mondo intero, perché Lei è la Madre di tutti noi. La Madonna non ha mai detto “carissimi italiani.. cari americani…”. Sempre e ogni volta, quando si rivolge a noi con un messaggio, dice “Cari figli miei!”, perché Lei è la Madre, ci ama tutti, perché siamo importanti per Lei. Direi che questo è un messaggio universale ed è per tutti i suoi figli. Alla fine di ogni messaggio la Madonna dice: “Grazie cari figli, perché avete risposto alla mia chiamata”. Vedete, la Madonna ringrazia…

PADRE LIVIO: La Madonna dice che dobbiamo accogliere i suoi messaggi “col cuore”…

IVAN: Il messaggio che è stato ripetuto più spesso in questi 31 anni è la preghiera col cuore, insieme col messaggio per la pace. Con i soli messaggi della preghiera col cuore e quello per la pace, la Madonna vuole costruire tutti gli altri messaggi. Infatti, senza preghiera non c’è la pace. Senza preghiera non possiamo nemmeno riconoscere il peccato, non possiamo nemmeno perdonare, non possiamo neanche amare… La preghiera è veramente il cuore e l’anima della nostra fede. Pregare col cuore, non pregare in maniera meccanica, pregare non per seguire una tradizione obbligatoria; no, non pregare guardando l’orologio per terminare prima possibile la preghiera… La Madonna desidera che noi dedichiamo il tempo per la preghiera, che dedichiamo il tempo per Dio. Pregare col cuore: che cosa ci insegna la Madre? In questa “scuola” in cui ci troviamo, significa soprattutto pregare con amore all’Amore. Pregare con tutto il nostro essere e far sì che il nostro pregare sia un incontro vivo con Gesù, un dialogo con Gesù, un riposo con Gesù; così possiamo uscire da questa preghiera riempiti di gioia e di pace, leggeri, senza pesi nel cuore. Perché la preghiera libera, la preghiera ci fa felici. La Madonna dice: “Che la preghiera sia gioia per voi!”. Pregate con la gioia. La Madonna sa, la Madre sa che non siamo perfetti, ma desidera che ci incamminiamo nella scuola della preghiera ed ogni giorno impariamo a questa scuola; come singoli, come famiglia, come comunità, come Gruppo di Preghiera. Questa è la scuola a cui dobbiamo andare ed essere molto pazienti, essere decisi, perseveranti: questo è veramente un grande dono! Ma dobbiamo pregare per avere questo dono. La Madonna desidera che noi preghiamo ogni giorno 3 ore: la gente quando sente questa richiesta, un poco si spaventa e mi dicono: “Ma come può la Madonna chiedere a noi ogni giorno 3 ore di preghiera?”. Questo è il desiderio suo; però quando parla di 3 ore di preghiera non intende solo la preghiera del Rosario, ma si tratta della lettura della Sacra Scrittura, la S. Messa, anche l’Adorazione del SS.mo Sacramento e anche la condivisione familiare della Parola di Dio. Aggiungo le opere di carità, l’aiuto al prossimo: questo la Madonna desidera da noi. Ricordo che anni fa è venuta una pellegrina italiana e mi disse: “Non posso credere che la Madonna ci chieda 3 ore di preghiera quotidiana!”. Abbiamo conversato un poco e le ho spiegato le cose, ma le sembrava tutto molto difficile. L’anno seguente ritorna e mi dice: “La Madonna chiede sempre 3 ore di preghiera?”. Le ho risposto: “Sei in ritardo, non solo 3 ore, adesso desidera da noi che preghiamo 24 ore!”. E rispose: “Va bene, per adesso mi fermerei su quelle 3 ore…”. Siamo un po’ egoisti quando si tratta della preghiera. La Madonna non ci chiede quello che non possiamo accettare. E’ la bellezza di questi 31 anni: la Madonna ci chiede quello che possiamo dare e praticare. Aprire il cuore è un programma per la nostra vita, come la nostra conversione. Dobbiamo aprirci ogni giorno. Io non mi sono convertito in un colpo: la mia conversione è un processo per la mia vita. Io voglio crescere ogni giorno alla scuola della Madonna e poichè vivo nel mondo devo allontanare da me quello che mi disturba sulla via della santità. A volte è difficile, ci sono ostacoli, ma so che devo essere perseverante. So che la Madonna mi aiuta con i suoi consigli perché io possa andare avanti. La Madonna, attraverso noi veggenti, guida il mondo intero. Si rivolge a me e alla mia famiglia e ci aiuta; diverse volte lo ha fatto perché desidera che la mia famiglia sia un modello per gli altri. Siamo tutti testimoni degli avvenimenti che accadono nel mondo: la guerra è innanzitutto nel cuore dell’uomo. In tanti stati europei Dio è respinto e la Madonna ci dice: “Cambiate vita, ritornate a Dio. Dio deve essere al primo posto nella vostra vita”. Nel futuro del mondo possiamo incamminarci soltanto con Dio. La pace che ci dà il mondo ci deluderà presto. Solo Dio è la vera PACE!

PADRE LIVIO: Ivan, la Madonna ti ha detto che noi vogliamo costruire un mondo senza Dio, ma in un mondo senza Dio non c’è futuro…

IVAN: Assolutamente! Hai ragione, Padre Livio, senza Dio il mondo non ha nessun futuro. Per questo la Madonna ci invita a ritornare a Dio e, insieme con Dio, incamminarci verso il futuro. Così saremo sicuri: avremo la Pace, ci sarà più armonia. Dio ha dato un potere a tanti Presidenti di Stati, affinché con questo potere possano promuovere e lavorare per la Pace, per il bene comune, dell’umanità e dei singoli Stati. Però, ogni potere senza Dio è una anarchia, con liti, imbrogli… per questo è molto importante che Dio sia Presente e che sia al primo posto anche nei Governi.

PADRE LIVIO: Abbiamo avuto il crollo dell’Impero Sovietico che, per una grazia della Madonna è avvenuto senza una grande guerra; però qui in questa terra c’è stata una guerra molto sanguinosa… E’ ancora in grande pericolo la Pace nel mondo?

IVAN: La Pace è sicuramente ancora in grande pericolo, perché la guerra più grande è quella nel cuore dell’uomo. Il cuore dell’uomo non è in armonia e in pace con Dio, non è in pace con gli altri… Dobbiamo dedicarci alla cultura del cuore. Dobbiamo pregare e pregare sempre di più per questa intenzione. Guardate: nel 1981 la Madonna viene; dopo 10 anni noi abbiamo qui la guerra dei Balcani. La Madonna da 10 anni ci voleva preparare, ci invitava alla preghiera, invitava i Sacerdoti, la Chiesa. Parecchi fra noi erano sordi e muti: non abbiamo accolto questo invito della Madre e non abbiamo compreso quello che ci aspettava… Se la Chiesa e i Sacerdoti avessero invitato i fedeli a pregare proprio come desiderava la Madonna, diverse cose si potevano evitare, poiché la Madonna aveva detto: “Cari figli, con la preghiera e con il digiuno potete fermare anche le guerre!…”.

PADRE LIVIO: La Madonna parla di un suo “piano” che si deve realizzare: sono già passati 31 anni, qual è questo piano della Madonna?

IVAN: La Madonna ha un progetto preciso per il mondo; la Madonna ha un piano per la Chiesa stessa; la Madonna ha un piano con questa stessa Parrocchia, però invita noi tutti a partecipare, perché ciascuno di noi è una parte di questo piano. La Madonna dice: “Io sono con voi e insieme con voi voglio realizzare questo piano. Per questo, decidetevi per il bene, lottate contro il peccato, contro il male”. Quando noi parliamo di questo “piano” della Madonna, posso dire che non so fino in fondo che cosa è questo piano. Ciò non significa che io non debba pregare per la sua realizzazione. Noi non dobbiamo sempre sapere tutto! Dobbiamo pregare e fidarci delle richieste della Madonna. Se la Madonna desidera questo, dobbiamo accogliere questa sua richiesta.

PADRE LIVIO: La Madonna dice di essere venuta per creare il nuovo mondo della Pace. Riuscirà?

IVAN: Si, ma insieme con tutti noi, suoi figli. Verrà questa Pace, ma non la pace che viene dal mondo… Verrà la Pace di Gesù Cristo sulla terra! Però la Madonna ha detto anche a Fatima e ancora ci invita a mettere il piede sul capo di satana; la Madonna continua da 31 anni qui a Medjugorje a esortarci a mettere il nostro piede sul capo di satana e regni così il tempo della Pace.

PADRE LIVIO: Dopo l’attentato alle due torri di New York, la Madonna ha detto che satana vuole l’odio, vuole la guerra e che c’è un piano di satana per distruggere il pianeta sul quale viviamo…

IVAN: Devo dire che satana oggi è presente, come mai prima nel mondo! Quello che noi oggi dobbiamo evidenziare particolarmente è che satana vuole distruggere le famiglie, vuole distruggere i giovani: giovani e famiglie sono il fondamento del nuovo mondo… Vorrei dire anche un’altra cosa: satana vuole distruggere la stessa Chiesa. C’è una sua presenza anche nei Sacerdoti che non fanno bene; e vuole distruggere anche le Vocazioni Sacerdotali che stanno nascendo. Però la Madonna ci avverte sempre prima che satana agisca: Lei ci avverte della sua presenza. Per questo dobbiamo pregare. Dobbiamo particolarmente evidenziare queste componenti molto importanti: 1° le famiglie e i giovani, 2° la Chiesa e le Vocazioni.

PADRE LIVIO: La Madonna ha scelto una Parrocchia, quella di Medjugorje, e in questo modo ha voluto incominciare un rinnovamento di tutta la Chiesa.

IVAN: Indubbiamente tutto questo è un segno più evidente del rinnovamento spirituale del mondo e delle famiglie… Infatti molti pellegrini vengono qui a Medjugorje, cambiano la propria vita, cambiano la loro vita matrimoniale; alcuni, dopo molti anni riprendono a confessarsi, diventano migliori e, ritornando nelle proprie case, diventano un segno nell’ambiente in cui vivono. Comunicando il proprio cambiamento, aiutano la propria Chiesa, formano Gruppi di Preghiera e invitano altri a cambiare vita. Questo è un movimento che non si fermerà mai più… Questi fiumi di gente che viene a Medjugorje, possiamo dire che sono “affamati”. Un pellegrino vero è sempre un uomo affamato che cerca qualcosa; un turista va a riposarsi e va verso altre destinazioni. Però il pellegrino vero cerca qualcos’altro. Da 31 anni della mia esperienza delle apparizioni, incontro gente di tutte le parti del mondo e sento che la gente oggi è affamata di pace, sono affamati di amore, sono affamati di Dio. Ecco, loro trovano qui veramente Dio e un sollievo; poi s’incamminano nella vita con questo cambiamento. Come io sono uno strumento della Madonna, così anche loro diventeranno suoi strumenti per evangelizzare il mondo. Bisogna che partecipiamo tutti a questa evangelizzazione! E’ una evangelizzazione del mondo, della famiglia e dei giovani. Il tempo in cui viviamo è il tempo della grande responsabilità.

PADRE LIVIO: In nessuno dei Santuari che io conosco vengono tanti Sacerdoti come a Medjugorje…

IVAN: E’ segno che qui c’è la sorgente; quei Sacerdoti che vengono una volta, verranno anche altre volte. Nessun Sacerdote che viene a Medjugorje viene perché obbligato, ma perché ha sentito nel cuore una chiamata da Dio. Viene perché Dio lo chiama, la Madonna lo chiama; perché Dio e la Madonna gli vogliono comunicare qualcosa: un messaggio importantissimo. Viene qui, riceve il messaggio, porta questo messaggio e con questo messaggio diventa una luce. Lo porta in Parrocchia e poi lo divulga a tutti.

PADRE LIVIO: In questo ultimo anno, specialmente nei messaggi a Mirjana, la Madonna raccomanda di non mormorare contro i Pastori e di pregare per loro. La Madonna appare molto preoccupata per i Pastori della Chiesa…

IVAN: Sì, anche nei messaggi che dà a me sento questa sua preoccupazione, ma nello stesso tempo, con la preghiera per i Sacerdoti, vuole portare speranza nella Chiesa. La Madonna non ha mai criticato i Sacerdoti, non ha mai criticato la Chiesa. Lei ama i Sacerdoti in modo particolare, ama i suoi “figli amatissimi” che sono i Preti. Ogni giovedì incontro nell’apparizione i Sacerdoti e noto quanto amore è presente negli occhi della Madonna quando vede radunati questi “suoi” Preti. Io colgo l’occasione di questa intervista e dire a tutti i fedeli: non criticate i vostri Pastori e non cercate in loro le colpe; preghiamo per i Sacerdoti!

PADRE LIVIO: La Madonna ha fatto vedere ai veggenti l’aldilà, cioè lo sbocco della nostra vita, per ricordarci che qui siamo sulla terra dei pellegrini. Tu Ivan, sei stato portato in Paradiso: puoi raccontarci questa esperienza?

IVAN: Prima di tutto bisogna dire che è difficile descrivere con le parole com’è il Paradiso. Nel 1984 e anche nel 1988 sono le due volte in cui la Madonna mi ha fatto vedere il Paradiso. Me lo ha detto il giorno prima. Quel giorno, ricordo, la Madonna viene, mi prende per la mano e io in un attimo sono giunto in Paradiso: uno spazio senza frontiere nella valle di Medjugorje, senza confini, dove si sentono canti, ci sono Angeli e la gente cammina e canta; tutti vestono abiti lunghi. Dal punto in cui io vedevo, ho notato che la gente appariva della stessa età… E’ difficile trovare le parole. Anche questo ci conferma il Vangelo: “Occhio non ha visto, orecchio non ha udito…”. Veramente è  difficile descrivere il Paradiso! La Madonna ci guida tutti verso il Paradiso e quando viene ogni giorno ci porta un pezzetto di Paradiso. Dietro le sue spalle si vede questo Paradiso…

PADRE LIVIO: San Paolo dice di essere stato portato in Paradiso, ma non sa se col corpo o senza corpo… Non ho capito se tu hai visto il Paradiso o vi sei stato portato col tuo corpo…

IVAN: Posso solo dire che la Madonna mi ha preso per mano e da quella posizione vedevo il Paradiso, si è aperto il Paradiso, ma non posso dire se col corpo o no. Tutto è avvenuto durante l’apparizione. Era una gioia immensa! Più o meno questa esperienza è durata 5 minuti. In una di queste due volte dell’esperienza, la Madonna mi ha chiesto: “Desideri rimanere qui?”. Ricordo, era il 1984 ed io ero ancora un ragazzino e ho risposto: “No, voglio ritornare, perché non ho detto nulla a mia mamma!”.

PADRE LIVIO: E’ giusto dire, come ha detto anche Vicka, che dopo 31 anni “siamo ancora agli inizi delle apparizioni”?

IVAN: Questa domanda sulla lunghezza delle apparizioni è presente anche ai Vescovi, ai Sacerdoti e ai fedeli. Tante volte i Sacerdoti mi chiedono: “Perché durano così a lungo? Perché la Madonna viene per così lungo tempo? Alcuni dicono: “La Madonna viene e ci dice tante volte le stesse cose, nulla di nuovo…”. Alcuni Preti dicono: “Noi abbiamo la Bibbia, la Chiesa, i Sacramenti… Che senso ha questa lunga venuta della Madonna?”. Si, abbiamo la Chiesa, i Sacramenti, la Sacra Scrittura… Ma la Madonna ci pone una domanda: “Ma tutte queste cose che avete elencato prima, voi le vivete? Le praticate?”. Questa è la domanda a cui ciascuno di noi deve dare risposta. Veramente noi viviamo quello che abbiamo? La Madonna è con noi per questo. Sappiamo che dobbiamo pregare in famiglia e non lo facciamo, sappiamo che dobbiamo perdonare e non perdoniamo, conosciamo anche il Comandamento dell’amore e non amiamo, sappiamo che dobbiamo fare opere di carità e non le facciamo, sappiamo che c’è il Comandamento di andare alla Messa la domenica e non vi andiamo, sappiamo che ci è richiesta la Confessione, ma non vi andiamo, sappiamo che noi sposati dobbiamo vivere il Sacramento del nostro matrimonio, non lo viviamo, sappiamo anche che dobbiamo rispettare e apprezzare la vita dal momento del concepimento fino alla morte, ma non rispettiamo questa vita… La ragione per cui la Madonna è così a lungo fra noi è perché noi siamo testardi! Non viviamo quello che conosciamo! Veramente in questi 31 anni la Madonna non ci ha dato un messaggio speciale: tutto quello che Lei ci dice lo sappiamo dall’insegnamento e dalla Tradizione della Chiesa, però noi non lo viviamo: questo è il punto.

PADRE LIVIO: Però la Madonna ha detto che i messaggi sono un grande dono e che le sue parole sono preziose. Forse non siamo consapevoli di questo…

Ivan: Sono pienamente d’accordo con te: noi non siamo pienamente coscienti del dono della presenza della nostra Madre Celeste già da 31 anni! Specialmente in questo tempo in cui viviamo. Posso chiaramente dire che anche questa Parrocchia non è pienamente cosciente del dono ricevuto. Ma vorrei evidenziare ancora una cosa importante: la Madonna dice che queste sue lunghe venute sulla terra sono le ultime! Perciò dobbiamo capire la grandezza e l’urgenza di questi messaggi, ed anche la lunghezza di queste apparizioni qui a Medjugorje…

PADRE LIVIO: La Madonna ti ha incaricato di guidare un Gruppo sin dal 1982 al quale ha dato tanti messaggi. Perché lo ha scelto, come lo ha guidato e cosa voleva fare con voi?

IVAN: Quest’anno abbiamo festeggiato il 30° anniversario del nostro Gruppo: è un grande Giubileo per noi. Abbiamo iniziato in maniera spontanea nel 1982: ci radunavamo, la polizia ci mandava via… poi abbiamo sentito la necessità di incontrarci in modo regolare il lunedì, mercoledì e venerdì. Ci radunavamo vicino alla Croce Blu che è rimasta legata alla nascita del nostro Gruppo. Vi voglio raccontare, in esclusiva, come è nata la Croce Blu. Era inizialmente un posto dove ci nascondevamo per sfuggire alla Polizia. Un mio amico era defunto e in altro amico ha messo una croce di legno e mi dicevano: “Questa croce con le candele si brucia, dobbiamo mettere qualcosa di più resistente”. E così noi due abbiamo fatto. Mio padre stava dando il colore a una ringhiera e gli era avanzata tanta vernice blu; non avevamo altro che quella e così abbiamo dipinto questa Croce, più resistente, di colore blu. Così è nata la Croce Blu. Ma voglio tornare a quello che è essenziale: noi all’inizio ci radunavamo e pregavamo due o tre ore ogni volta. Poi la Madonna ha detto che voleva venire a pregare con noi. Avvenivano i nostri incontri sotto ogni condizione atmosferica: bora, neve, pioggia. Qualche volta la Madonna ci chiedeva di andare là a pregare alle due o alle tre del mattino e noi eravamo disposti: tutto quello che la Madonna ci chiedeva di fare, eravamo disposti a farlo con tutto il cuore! E così il Gruppo stava crescendo. Alcuni membri del Gruppo non potevano più eseguire i compiti abbastanza esigenti della Madonna; e per questo hanno lasciato il Gruppo. Però ne sono venuti dei nuovi e in questo momento siamo un Gruppo di 25 persone. Ci raduniamo ancora; la Madonna ha dato tanti messaggi e attraverso questi messaggi la Madonna ci guida. Sono incontri aperti e vi possono partecipare tutti quelli che lo desiderano: alla Croce Blu e sul Podbrdo. Vorrei sottolineare che lo scopo di questo Gruppo è, con la partecipazione e le preghiere, di realizzare i progetti che la Madonna ha attraverso la Parrocchia, per i Sacerdoti e per altre intenzioni della Madonna. Si chiama Gruppo “Regina della Pace”, dopo il quale sono nati molti Gruppi proprio ispirati da questo Gruppo. Sono molto importanti: per la Chiesa, per la famiglia e danno molto incentivo per l’evangelizzazione del mondo intero.

PADRE LIVIO: E’ un gruppo di Preghiera della Madonna. E aiuta la Madonna.

IVAN: Assolutamente sì!

PADRE LIVIO: E’ giusto dire che il “tempo dei segreti” sarà un tempo di grande prova per la Chiesa e per il mondo?

IVAN: Si, sono d’accordo. Riguardo ai segreti noi non possiamo dire nulla, però posso solo dire che viene un tempo molto importante; in modo particolare viene un tempo importante per la Chiesa. Dobbiamo tutti pregare per questa intenzione.

PADRE LIVIO: Sarà un tempo di prova per la fede?

IVAN: E’ già un pochino presente adesso…

PADRE LIVIO: E’ forse per questo che Benedetto XVI, ispirato dalla Madonna, ha indetto l’ “Anno della fede”?

IVAN: Il Papa è guidato direttamente dalla mano della Madonna; e Lui, in questo accordo con Lei, guida la sua Chiesa e il mondo intero. Oggi nell’apparizione raccomanderò tutti voi e in modo speciale tutti i malati; in modo particolare raccomanderò Radio Maria che divulga questa bella e buona Notizia! Raccomanderò anche gli americani e l’America dove quest’anno si eleggerà il nuovo Presidente, un Presidente che guiderà l’America sui passi della Pace e del Bene, non soltanto con le parole, ma con la vita. Regina della Pace, prega per noi!

La mia vocazione è nata a Medjugorje

Grande sorpresa ha destato nel mondo economico austriaco la rinuncia a un’eredità miliardaria da parte di un giovane figlio di nobile famiglia. Georg Mayr Melnhof, di Salisburgo, 27 anni, nono di dieci figli, laureato a Vienna, dopo aver assunto la guida dell’azienda paterna all’inizio del 1995, ha deciso in settembre di entrare in seminario. “Le cose sono andate così -riferiamo succintamente un’intervista del giovane-.

Mi ero recato a Medjugorje più volte dal 1982, ma solo nel 1987 ho avuto la mia vera conversione. Guarito dopo mesi di malattia, in cui ho avuto modo di riflettere sul messaggio, nonostante la mia paura a stare con la gente, sono stato chiamato a guidare a Medjugorje un gruppo di giovani nella Pasqua di quell’anno. Un tuffo nel vuoto, ma lì è iniziata la mia nuova vita. In un mattino del 6 settembre dello stesso anno, di nuovo pellegrino a Medjugorje, sono stato colpito da un passo della Bibbia: Nessuno potrà mai essere mio discepolo se non rinuncerà a tutti i suoi beni (Lc 14,33). E nella Messa ascoltata subito dopo in lingua tedesca, una voce intensissima mi diceva di seguire quella chiamata. Tornato a casa, comunicai a mia madre il desiderio di diventare sacerdote ed ella mi disse:”Preghiamo un anno per questa questa tua decisione”; e così la mia vocazione venne trascurata e vissi per sei anni ancora la mia vecchia vita: studiai economia e non mi pento di averlo fatto. Ma quest’anno a luglio ho capito con chiarezza che a Medjugorje nell’89 ero stato veramente chiamato. La mia vocazione era nata da Maria.

Come ha reagito la famiglia?

Mia madre non si meravigliò, perché da tempo era convinta della mia chiamata. E quando lo scorso anno decisi di prendere in mano l’azienda di famiglia, rimase stupita. Questo me lo ha detto soltanto in un secondo momento. Accettò questa decisione nel silenzio e accompagnandola con le sue preghiere. Poi ebbe la conferma di quello che aveva sempre capito. Mio padre invece ebbe difficoltà ad accettare la mia decisione, soprattutto perché ero l’unico dei figli maschi a cui poter affidare l’azienda. Ma sento ora che egli percepisce sempre di più la benedizione di questa mia scelta ed egli non desidera altro che i figli seguano la loro strada per essere soddisfatti e felici.

Come si trova ora in seminario?

Sono molto entusiasta dell’atmosfera che si respira nel seminario di Salisburgo. Qui parte dei giovani conosce molto bene Medjugorje Per noi il Rosario è qualcosa di naturale ed anche l’adorazione eucaristica. Cerchiamo di vivere i messaggi di Maria. Non devo difendere Medjugorje nel seminario! Quest’anno ad esempio andiamo per fine anno a Medjugorje e per me non è stato difficile metter fuori un avviso e invitare anche gli altri seminaristi a partecipare al pellegrinaggio. Non ho incontrato nessuno che abbia detto: per amor del cielo! Ora abbiamo anche qualcuno che è entusiasta di Medjugorje Constato che le persone riconoscono i frutti positivi che ne derivano e che entrano anche in seminario. E’ una grande benedizione. Purtroppo non è così in tutti i seminari austriaci.

Quali sono i suoi piani in futuro?

Terminare gli studi al più presto possibile, ma anche soddisfare la volontà di Dio e fare molto di più. Tante persone legate a Medjugorje mi chiedono di dare degli impulsi sotto forma di relazioni e serate di preghiera…Vi sono pochi sacerdoti che sostengono pienamente i messaggi di Medjugorje C’è ancora paura e molti aspettano che Medjugorje venga approvata dalla Chiesa. Per me una cosa è chiara: Medjugorje cambia profondamente le persone…

Lei ritiene che i sacerdoti mariani siano importanti oggi?

Maria afferma: i sacerdoti sono i miei amati figli. Capisco ora perché Maria esorta tutti a pregare per i sacerdoti, perché essi vengono oggigiorno attaccati violentemente. Molti sacerdoti hanno difficoltà notevoli con Maria, ma poi penso: cos’è un sacerdote senza Maria? senza quel profondo legame con Lei? Anche la scelta di una vita in cui vige il celibato, sarà per me più facile grazie al mio profondo legame con Maria. E riguardo al futuro della Chiesa? Nutro grandi speranze. I tempi più difficili nella storia della Chiesa sono stati sempre i momenti di maggior gloria e benedizione. Questo lo vediamo quando apriamo gli occhi al bene. Riconosciamo che il Signore nei momenti difficili interviene come mai in altri tempi, sia attraverso Medjugorje, sia attraverso movimenti di rinnovamento.

Pensiamo solo a ciò che accade in Francia con le giovani comunità: si tratta veramente di una grande gioia ed è per questo che nutro grandi speranze per il futuro della Chiesa, perché essa poggia sulla roccia e la parola di Dio dura in eterno. Il Signore dice: non preoccupatevi, anche riguardo alla Chiesa. Vi sono tante cose da fare, tante cose belle; ed è veramente un peccato pensare solo alle cose brutte.

Don Mario Lukes: a Medjugorje ho riconosciuto la mia vocazione

Don Mario Lukes: “È a Medjugorje che ho riconosciuto la mia vocazione, ed è grazie alla Madonna e a questo luogo che ho potuto accoglierla”

Don Mario Lukes è attualmente cappellano nella Diocesi di Fulda in Germania, e precisamente nella città di Hanau. È nato a Žepča ma vive in Germania dal 1995. Don Mario viene a Medjugorje ogni anno fin dal 2000 e, nel corso di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, ha detto quanto segue:

“È la prima volta che vengo al Festival dei Giovani da sacerdote. Ho portato qui un gruppo di tredici ragazzi impegnati a seguire i giovani e i ministranti della mia Diocesi. Sono rimasti entusiasti delle catechesi di P. Jacques Philippe della Comunità delle Beatitudini e delle testimonianze della Comunità Cenacolo. Sono stati particolarmente toccati da quella di suor Jennifer. Tutto questo sta portando a un cambiamento delle loro vite, a una conversione provocata dalla grazia di Dio, che qui è all’opera”. Don Marco ci ha poi testimoniato che la sua vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje:

“Sono legato a Medjugorje. Tempo fa ci venivo anche con la Comunità “Totus Tuus”, che è molto conosciuta qui. La mia prima volta, però, risale al 1994, quando sono venuto qui accompagnato dai miei genitori. Anche la mia vocazione è legata a questo luogo. Conseguita la Maturità, sono venuto qui per alcuni anni con la Comunità “Totus tuus”. Ed è in quel periodo che ho scoperto la mia vocazione, che mi son chiesto cosa Dio volesse da me. Grazie alla riflessione, alla preghiera ed ai vari pellegrinaggi, ho poi scoperto le tracce di Dio nella mia vita e ho riconosciuto che egli mi stava chiamando a diventare sacerdote. La decisione definitiva l’ho presa in uno di quegli anni, pregando il Rosario sul Podbrdo durante un pellegrinaggio. Due anni fa sono stato ordinato sacerdote nella Diocesi di Fulda, ed ho celebrato una Prima Messa anche a Žepče, il mio paese natale.

Diffondiamo la pace e l’amore a cui ci invita la Madonna. Il modo migliore per farlo è attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Per questo Medjugorje è il confessionale del mondo, perché è da qui che questo messaggio di pace e di amore viene diffuso. Ed i segni di tale diffusione sono riconoscibili in tutto il mondo. In Germania incontro spesso persone che sono venute a Medjugorje, si sono convertite qui e stanno portando avanti questo messaggio nel mondo. Medjugorje opera. È un grande dono di Dio per questo mondo ed un segno che l’amore trionferà”

Testimonianza di Silvia

Mi chiamo Silvia, ho 21 anni e sono di Padova. Il 4 ottobre 2004 all’età di 16 anni mi sono ritrovata, nel giro di pochi giorni, a non poter camminare più e ad esserecostretta a rimanere in carrozzina. Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare. Sono figlia unica, avevo una vita normale, nessuno si aspettava di dover passare momenti così duri e dolorosi. I miei genitori hanno sempre pregato e chiesto l’aiuto della Madonna affinché non ci lasciasse soli in questa dolorosa prova.Nei mesi successivi però sono peggiorata, ho perso peso e sono iniziate delle crisi simil-epilettiche. Verso gennaio mia madre ha contattato un sacerdote che seguiva un gruppo di preghiera molto devoto alla Madonna, e ogni venerdì andavamo tutti e tre al Rosario, Messa e Adorazione. Una sera poco prima di Pasqua, finita la funzione, si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje, ne aveva solo una, ma in quel momento riteneva che io ne avessi più bisogno di lei. L’ho presa e appena sono tornata a casa l’ho messa al collo. Passate le vacanze ho telefonato al preside della mia scuola e mi sono fatta dare i programmi della classe che frequentavo, la terza liceo scientifico e nei mesi di aprile e maggio ho studiato. Nel mese di maggio, intanto, i miei genitori, hanno iniziato a portarmi ogni giorno al Rosario e alla S.Messa. All’inizio lo sentivo come un obbligo, ma poi ho iniziato a desiderare anch’io di andarci perché quando ero li e pregavo trovavo un po’ di conforto alla tensione provocata dal fatto di non poter fare le cose come gli altri miei coetanei.

Nella prima metà di giugno ho sostenuto degli esami a scuola, li ho passati e lunedì 20 giugno quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e dopo tre giorni ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre! Sono arrivata la mattina di venerdì 24 giugno 2005; durante la giornata abbiamo seguito tutte le funzioni e abbiamo avuto l’incontro con il veggente Ivan, lo stesso che più tardi avrebbe avuto l’apparizione sul monte Podbrodo. Alla sera quando mi è stato chiesto se volevo andare anch’io sul monte, ho rifiutato spiegando che la carrozzina su un monte non può salire e non volevo disturbare gli altri pellegrini. Mi hanno detto che non c’erano problemi e che avrebbero fatto a turno, cosìabbiamo lasciato la carrozzina ai piedi del monte e mi hanno preso in braccio per portarmi fino in cima. Era pieno di gente, ma siamo riusciti a passare.

Arrivati vicino alla statua della Madonna, mi hanno fatto sedere e ho iniziato a pregare. Ricordo che non pregavo per me, non ho mai chiesto la grazia di poter camminare perché mi sembrava una cosa impossibile. Pregavo per gli altri, per le persone che in quel momento si trovavano nel dolore. Ricordo che quelle due ore di preghiera sono volate via; preghiera che ho fatto veramente con il cuore. Poco prima dell’apparizione, il mio capogruppo seduto di fianco a me mi ha detto di chiedere tutto ciò che volevo alla Madonna, Lei sarebbe scesa dal Cielo sulla terra, sarebbe stata li, davanti a noi e avrebbe ascoltato tutti in modo uguale. Ho chiesto allora di avere la forza per poter accettare la carrozzina, avevo 17 anni e un futuro in carrozzina mi ha sempre spaventato tantissimo. Prima delle 22.00 ci sono stati dieci minuti di silenzio, e io mentre pregavo ero attratta da una chiazza di luce che vedevo alla mia sinistra. Era una luce bella, riposante, tenue; a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione. Intorno a me c’erano tante altre persone, ma in quei momenti era tutto buio, c’era solo quella luce, che quasi mi intimoriva e più di una volta ho tolto lo sguardo, ma poi con la coda dell’occhio mi era inevitabile vedere. Finita l’apparizione al veggente Ivan, la luce svanì. Dopo la traduzione in italiano del messaggio della Madonna, due persone del mio gruppo mi hanno preso per portarmi giù e sono caduta all’indietro, come svenuta. Sono caduta sbattendo la testa, il collo e la schiena su quelle pietre e non mi sono fatta il minimo graffio. Ricordo che era come se fossi stata su un materasso morbido, accogliente, non su quelle pietre dure e spigolose.Sentivo una voce dolcissima che mi tranquillizzava, mi calmava come coccolandomi. Subito hanno iniziato a gettarmi dell’acqua e mi hanno riferito che si sono fermati delle persone e alcuni medici che hanno provato a sentirmi il polso e il respiro, ma niente, non c’erano cenni di vita. Dopo cinque – dieci minuti ho aperto gli occhi, ho visto mio padre piangere, però per la prima volta dopo 9 mesi ho sentito le mie gambe e così scoppiando in un pianto ho detto tremando: “Sono guarita , cammino!” Mi sono alzata come se fosse la cosa più naturale; subito mi hanno aiutato per scendere dal monte perché ero agitatissima e temevano che mi facessi male, ma arrivata ai piedi del Podbrodo quando mi hanno avvicinato la carrozzina, l’ho rifiutata e da quel momento ho iniziato a camminare. Alle 5.00 del mattino seguente stavo scalando il Krizevac da sola con le mie gambe.

I primi giorni che camminavo avevo i muscoli delle gambe indeboliti e atrofizzati dalla paralisi, ma non avevo paura di cadere perché mi sentivo sorretta da fili invisibili alle spalle. Non ero andata a Medugorje in carrozzina pensando di poter tornare con le mie gambe. Era la prima volta che ci andavo, è stato bellissimo non solo per la Grazia che ho ricevuto, ma per l’atmosfera di pace, calma, serenità e grandissima gioia che lì si respira. All’inizio non facevo mai testimonianze perché ero molto più timida di adesso e poi avevo numerose crisi simil-epilettiche durante la giornata, tanto che a settembre 2005 non avevo potuto riprendere a frequentare la quarta liceo. A fine febbraio 2006 era venuto padre Ljubo a tenere un incontro di preghiera a Piossasco (TO) e mi avevano chiesto di andare a fare testimonianza. Ho un po’ tentennato, ma alla fine sono andata; ho reso testimonianza e ho pregato il S.Rosario. Prima che andassi via padre Ljubo mi ha benedetto e ha pregato qualche istante sopra di me; da lì a pochi giorni sono completamente scomparse tutte le crisi. La mia vita ora è cambiata e non soltanto perché sono fisicamente guarita. Per me la Grazia più grande è stata quella di scoprire la Fede e sapere quanto amore Gesù e la Madonna hanno per ciascuno di noi. Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro che va costantemente alimentato con la preghiera e l’Eucarestia. Qualche vento poi potrà soffiarci ma se è ben alimentato, questo fuoco non si spegne e ringrazio infinitamente Dio per questo immenso dono! Ora nella mia famiglia ogni problema lo affrontiamo con la forza del Rosario che preghiamo ogni giorno tutti e tre insieme. In casa siamo più sereni, felici perché sappiamo che ogni cosa è secondo la volontà di Dio, del quale abbiamo piena fiducia e siamo estremamente contenti che Lui e la Madonna ci guidino. Con questa testimonianza io voglio rendere grazie e lode alla Madonna e Gesù anche per la conversione spirituale avvenuta nella mia famiglia e per il senso di pace e gioia che Loro ci donano. Vi auguro di cuore che ognuno di voi senta l’amore della Madonna e di Gesù perché per me è la cosa più bella e importante della vita.

Testimonianza di Mariano Fernando Polimeno

Ho vissuto un’esperienza indimenticabile toccando con lo spirito l’amore immenso di Maria e di nostro Signore. Da credente, poco praticante, da peccatore comune, ho fortemente voluto toccare il suolo sacro di Medjugore. Volevo farlo da tempo, esattamente dalla fine del 2012, un anno da dimenticare che ha cambiato la mia vita perchè sono stato operato alle corde vocali presso il san Raffaele….un intervento delicato ma grazie a Dio riuscito nonostante la mia voce sia cambiata….e così la mia vita nel suo essere.

Continuo ancora ad insegnare grazie alla mia forza di volontà e alla passione per l’insegnamento. Ma in quei momenti l’immagine di Gesù misericordioso e della Madonna mi sono state di conforto e sostegno.
Dopo l’intervento è scattato quel gran desiderio di Medjugorie…..sentivo di doverlo fare. Tre anni ho atteso….poi l’occasione buona e ci sono stato con degli  amici che ci vanno ormai da anni. Non ho chiesto nulla a Maria, solo il mio grazie.

Sentivo che era giunta l’ora di compiere questo viaggio. Non mi pentirò mai di averlo portato a termine. Benedetto sia il Signore e la sua grande Madre per quello che mi hanno fatto vivere e sentire in questi giorni di permanenza. Un benessere sin da subito, un senso di protezione mai provato prima, una pace interiore devastante. Non è semplice neanche per uno che con il lessico ci marcia tutti i giorni trovare le parole giuste per meglio far capire a voi, amici, quanto provato in termini di pace e amore. Nessuno mi parlava o era lì a condizionarmi su chissà quali storie….tutto accadeva da sé, spontaneamente nel silenzio della contemplazione. Sensazioni bellissime provate già al primo contatto con la statua della Madonna posta nella chiesa di san Giacomo, una Madonna incantevole, trascinante. Ti ponevi accanto a Lei e ne sentivi l’abbraccio….Lei ci chiama e Lei ci accoglie abbracciandoci e spogliandoci di ogni timore e paura. Poi le grandi camminate, per niente semplici da portare a termine ma fattibili con la forza della fede e con il sostegno della grande Madre….La camminata a piedi nudi che mi ha portato in cima alla collina delle apparizioni dove imperava la Vergine bianca che con grande amore accoglieva i suoi figli. E che dire dell’emozione provata aggrappandomi ai piedi del Cristo in croce, proprio lì a due passi dalla Madre. Lì non ho compreso più nulla, un abbraccio in totale silenzio, ad occhi chiusi………..

Ero aggrappato ai piedi del mio Gesù, Quello che spesso si dimentica di onorare nel rincorrere mete vane e inutili. Lì no, lì qualcosa mi chiamava a Lui, lì tolta ogni remora e paura me lo sono abbracciato stretto stretto sentendone tutta la protezione possibile. Sarei rimasto li aggrappato se non fosse che occorreva dare spazio anche agli altri figli. Credetemi amici miei una sensazione da provare. Poi la salita al monte della Croce, interminabile….e tanta meditazione, davvero tanta, inevitabile e spontanea. 

La farfalla poggiata sul mio piede, ha creato un bel pò di emozione. Eravamo giunti sulla collina ed eravamo impegnati nella recita del Rosario….quando questa farfalla ha cominciato a volteggiarmi attorno sino a posarsi sul piede, sostando per quasi tutto il Rosario….Ho visto dell’emozione attorno a me…..senonchè dopo ho chiesto la motivazione….e mi è stato detto che la farfalla in quel luogo sacro è la persona più cara scomparsa che trovandoti in uno stato di grazia viene a trovarti. Premetto che la sera prima sul sagrato della Chiesa di san Giacomo avevo superato un peso che da tempo mi portavo addosso, ossia la confessione. Questo sacramento che da oltre 40 avevo abbandonato…

 E voglio chiudere questa mia riflessione con la grande gioia di vivere tutto con migliaia di giovani provenienti da ogni dove, giovani che pregavano, cantavano e ballavano. I giovani che sanno divertirsi anche senza ricorrere a false chimere, che non necessitano di alcool o droghe, i giovani che sanno tendere la mano e sanno sorridere. E’ stato stupendo vivere tutto questo ed è inutile negare che si ritorna cambiati, di certo gioiosi e positivi ma anche con la consapevolezza che il difficile comincia ora perché ci si sente pronti alla battaglia per aiutare tutti coloro che da Dio si sono allontanati.

Un cuore triste non può vedere Dio, né sentire l’ala protettiva della Madonna….Bisogna reagire, combattere, pregare affinchè il male non prenda il sopravvento e bisogna farlo con la Preghiera, quotidianamente, occorre riportare il sorriso nei cuori di tutti perché solo in questo modo il mondo può tornare a sorridere. A distanza di giorni, tornato nella mia Gallipoli, in Puglia, continuo ad avvertire quella sensazione meravigliosa di abbraccio materno disceso dall’alto e il mio cuore ancora gioioso, una gioia incomparabile che mi fa quasi camminare sollevato da terra. Ci si sente sereni, vogliosi di dare amore, trasmettere positività e chiunque mi incontri vede nei miei occhi una luce nuova e rimane attratto dal mio dire. Sono andato a Medjugorie non per chiedere miracoli o chissà che ma solo per ringraziare e ricevere forza, rinvigorire la mia fede e ne sono uscito piacevolmente sconvolto con tanta voglia di ritornare. Cosa aggiungere se non la preghiera che Iddio e la Mamma di tutti ci aiuti in questo cammino terreno.

Ho visto due volte la Madonna e poi sono guarita

Che il progetto “Sardegna Terra di Pace” fosse una cosa straordinaria, era divenuto chiaro a tutti i soggetti coinvolti: il Parroco, il Sindaco ed il gruppo “Amici di Medjugorje in Sardegna”. Il 28 di Agosto 2012, il Consiglio Comunale di San Nicolò d’Arcidano approva all’unanimità l’intitolazione a “Piazza Regina della Pace” dell’area dei giardini di via Lazio. Subito viene fatto l’appalto per la sistemazione della piazza e rapidamente si concludono i lavori.

Frutto della generosità dei fedeli, la statua della Madonna, identica a quella che si trova a Medjugorje, è già pronta. In meno di due mesi tutto è completato per procedere all’inaugurazione. I tempi rapidi, considerando il coinvolgimento dell’Amministrazione Pubblica, hanno del prodigioso. Era chiaro il segno: la Regina della Pace aveva fretta di prendere il suo posto nella piazza.

Il giorno dell’inaugurazione c’era un vento non forte, abbastanza gradevole data la buona temperatura. Abbiamo ricordato un messaggio della Regina della Pace: Il vento è il mio segno. Io verrò nel vento. Quando il vento soffia sappiate che io sono con voi… Sono con voi nel vento. Non abbiate paura. [15 Febbraio 1984]

Prima della benedizione, mentre i fedeli recitavano il rosario, il vento è riuscito a sollevare il velo e a scoprire una parte del viso della statua tra l’emozione e la commozione generale; sembrava che la Madonna avesse urgenza di manifestarsi nel suo splendore, di essere realmente quello che la statua rappresenta: una presenza, la presenza della Regina della Pace accanto a noi, con noi, a dispensare le sue grazie sulla Sardegna e a quanti a Lei si rivolgono. Che questo sia vero, lo dimostra la straordinaria storia raccontata da Anna.

“Sono stata a Medjugorje a Settembre per la festa dell’Esaltazione della Croce. Il primo giorno attraversando il corridoio dell’albergo, giunta in prossimità di alcuni gradini, pur essendo sola, ho sentito una mano che mi ha spinto con forza. Sono caduta rovinosamente facendomi molto male a una gamba per cui non ho potuto fare le salite alla Collina e al Krizevac come desideravo e come ho sempre fatto. È stato un pellegrinaggio molto sofferto per l’impossibiltà di camminare e per il dolore. La gamba era gonfia, piena di lividi e le prime cure non avevano sortito alcun effetto. Rientrata in Sardegna ad Oristano le cose sono andate gradualmente peggiorando nonostante le cure nella clinica. I medici praticavano nella gamba le aspirazioni degli stravasi ematici con grosse siringhe senza che si verificasse alcun miglioramento. Mi guardavo la gamba sempre gonfia piena di liquidi con lividi diffusi e i segni delle incisioni per le aspirazioni, con un dolore che diventava insopportabile e mi domandavo se mai sarei guarita, se mai avrei ripreso l’attività di prima. Ero molto demoralizzata e i medici stabilirono che lunedì 22 ottobre, dopo la terapia avrebbero deciso sull’intervento. Domenica 21 ottobre era prevista a San Nicolò d’Arcidano l’inaugurazione della “Piazza Regina della Pace” e la benedizione della statua della Madonna. Non potevo e non volevo mancare. Sconsigliata da tutti, sono andata alla cerimonia accompagnata da alcune amiche.”

La testimonianza prosegue col racconto di quanto accaduto nella Piazza Regina della Pace.

“Mi hanno accompagnato sorreggendomi fino al centro della Piazza. I posti erano tutti occupati, ma c’è stato chi mi ha lasciato la sedia, in piedi non avrei proprio retto. Così mi sono trovata alla sinistra della Madonna dal lato in cui tende la mano. Potevo vedere bene la statua e il palco con l’altare.”

Inizia la cerimonia con la proclamazione del nome della Piazza, segue la processione con le confraternite, le ragazze nei costumi tradizionali, i chierichetti, il vescovo con i sacerdoti, il prefetto con i sindaci. C’è lo svelamento della statua della Regina della Pace che appare ai numerosi fedeli in tutto il suo splendore. Segue il rito di benedizione: il vescovo asperge la statua con l’acqua benedetta, segue il momento emozionante dell’incensazione della Madonna.

“Sentivo un forte dolore alla gamba, non sapevo se ce l’avrei fatta a resistere per tutta la cerimonia. Forse aveva ragione chi mi aveva sconsigliato dal venire. Mentre per il dolore mi angustiavo in questi pensieri, ho visto la Madonna vicinissima a me. Non riuscivo a capacitarmi, emozionata e confusa stringevo gli occhi. All’amica che mi stava vicina ho detto che oltre al male della gamba mi stava venendo una malattia agli occhi oppure la Madonna mi stava guarendo dalla miopia. Lei, la Regina della Pace era lì, vicinissima, non era una statua perché era viva, bellissima e mi guardava sorridendo. Nel corso della cerimonia poi, la Madonna si è avvicinata una seconda volta con lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Ero in gran confusione con il cuore in tumulto, piena di gioia e di spavento insieme. Cosa voleva dire tutto questo? Mi è accaduta poi un’altra cosa singolare. Ero molto preoccupata al momento della comunione dei fedeli: il dolore alla gamba si faceva sempre più forte, insopportabile. Non ero in condizioni di stare in piedi e tantomeno di avvicinarmi al sacerdote che era distante tra la folla dei fedeli. Nell’alzare lo sguardo, con sorpresa vedo dei sottili pali che partivano da dove ero seduta e a breve distanza l’uno dall’altro si succedevano in mezzo alla folla fino al punto in cui il sacerdote distribuiva la comunione. Ho sentito un’energia che mi ha fatto alzare e sostenendomi ai pali che io vedevo, afferrandoli alternativamente con una mano e poi con l’altra, sono arrivata dal sacerdote che mi dato l’eucarestia, era il sacerdote con cui ero stata l’ultima volta in pellegrinaggio. Allo stesso modo, afferrandomi ai pali sono tornata al mio posto. Mi sono poi resa conto che quei pali li vedevo solo io, mentre gli altri vedevano una signora che con le mani faceva dei gesti di afferrare l’aria procedendo in una maniera stramba. Chi sa che cosa avranno pensato nel vedermi muovere in quel modo.”

In effetti, alcuni hanno fatto presente il comportamento soprendentemente insolito di Anna, conosciuta come persona di grande compostezza, riservata, equilibrata, avulsa dall’attirare l’attenzione con gesti o particolari atteggiamenti. (A proposito dei sottili pali, un sacerdote, ascoltata la testimonianza, dirà di non meravigliarsi e di essere a conoscenza di altri casi, uno nel Lazio, in cui sono comparsi questi sostegni per chi aveva difficoltà a camminare. Sono i “bastoni della Madonna”).

La solenne cerimonia è giunta poi alla conclusione tra l’emozione e la gioia generale, mentre si accendeva la bellissima illuminazione notturna e i fedeli si affollano intorno alla statua della Madonna per contemplarla da vicino, sostando in preghiera. I cantori facevano risuonare le melodie medjugorjane e molti si avviavano verso la palestra, dove veniva offerta una consumazione per tutti. Anche per Anna era arrivato il momento di alzarsi.
“Le amiche hanno cercato di aiutarmi, ma io mi sono alzata da sola e abbiamo iniziato a camminare. Mi hanno fatto notare che camminavo senza zoppicare e ho risposto loro che in effetti sentivo la gamba più leggera. Volevano che ci fermassimo a prendere qualcosa, data l’ora, ma io desideravo solo rientrare a casa. Durante il viaggio di rientro sentivo nella gamba un calore fortissimo, bruciante. Giunta a casa, la prima cosa che ho fatto è stata quella di togliermi la scarpa e la calza per guardarmi bene la gamba. Non credevo ai miei occhi: la gamba era asciutta, sottile, scomparso ogni gonfiore, senza i lividi e senza i segni delle incisioni per le aspirazioni, la vedevo sana come se mai avessi avuto alcun problema, completamente guarita. L’emozione è stata grandissima , non ho dormito , ho pregato, pianto e ringraziato la Madonna tutta la notte. L’indomani lunedì 22 ottobre era il giorno fissato per la terapia in clinica e per la decisione dell’intervento. Mi sono presentata tutta gioiosa e sorridente. La dottoressa che era già pronta con una grossa siringa per le aspirazioni e al vedermi ha esclamato: “C’è poco da stare allegri, non lo sai che ti devo fare molto male?” e nel visitarmi, notando la scomparsa delle incisioni fatte, con grande meraviglia: “Che cosa è successo? La gamba non ha più niente, non c’è più bisogno di cure, è completamente guarita!”. Ho raccontato alla dottoressa che il giorno prima, pur stando molto male, ero stata a San Nicolò d’Arcidano per l’inaugurazione della Piazza e la benedizione della Statua della Regina della Pace e che lì avevo vissuto una straordinaria esperienza della speciale presenza della Madonna in quel luogo, tornando a casa con la gamba guarita”. Mentre parlavo è entrato il medico con cui si doveva decidere dell’intervento alla gamba e all’udire queste cose, con ironia mi ha detto: “Si vede che l’ha baciata la Madonna!”. Senza esitare, guardandolo con fermezza gli ho risposto: “Dottore, io sono certa che è stata la Madonna a guarirmi! Mi son fatta male cadendo a Medjugorje e la stessa Madonna di Medjugorje mi ha guarito nella sua Piazza a San Nicolò d’Arcidano.”

I medici non hanno potuto fare altro che constatare l’improvvisa guarigione. Anna, in seguito ha evitato di prendere l’ascensore ed è salita a piedi fino al quinto piano a casa di un’amica. È proprio guarita.

Giovedì 8 novembre, Anna si reca di nuovo a S.N. d’Arcidano nella Piazza Regina della Pace per ringraziare la Madonna e donare come segno di riconoscenza una bellissima rosa d’argento che è custodita nella Parrocchia. Il 12 novembre ha fatto la testimonianza della sua guarigione nell’incontro di preghiera degli “Amici di Medjugorje in Sardegna” nella cappella del seminario arcivescovile di Cagliari e sabato 1 dicembre nell’incontro di preghiera nella chiesa parrocchiale di San Nicolò d’Arcidano. Ha testimoniato poi davanti all’arcivescovo di Oristano e a diversi sacerdoti. E’ tornata poi diverse volte a pregare la Madonna nella Piazza Regina della Pace. La documentazione medica è stata completata e verrà consegnata al vescovo di Oristano e al Parroco di San Nicolò d’Arcidano.

Lode alla Regina della Pace che con le sue meraviglie fa sentire la sua materna presenza in mezzo a noi.

Fonte: sardegnaterradipace.com

Testimonianza di una mamma

Riceviamo una testimonianza e pubblichiamo:

Ciò che voglio testimoniarvi oggi,è un abbraccio vivo che come famiglia abbiamo ricevuto,è un raggio di luce che ti trapassa il cuore,è un amore divino che va ben oltre ogni nostra più piccola aspettativa;è un incontro speciale,in un luogo altrettanto speciale: Medjugorje. In questo celeste angolo di cielo,già da parecchi anni,andiamo a ricaricare le nostre vite, là andiamo a nutrirci della presenza viva della Vergine, là andiamo ad accoccolarci al Suo Cuore, perché in quei momenti, la gioia ti squarcia il cuore e neppure la morte fa più paura. Ogni pellegrinaggio,ti lascia qualcosa di nuovo, di unico, ti regala un flash di vita che fa parte di un opera che Dio sta pensando per te. Ecco,questo proprio questo è ciò che abbiamo ricevuto in special modo nel nostro ultimo pellegrinaggio in questa terra speciale. Erano i primi giorni di novembre. Avevamo abbracciato Medjugorje solo due mesi prima, però ahimè, quando il Cielo chiama, non si può dir di no, perché nella grazia di Dio,c’è la vita,e la vita la cosa più bella e meravigliosa che esista. Si a volte i disegni di Dio ti prendono in contropiede, sconvolgono i nostri progetti umani ma, sono la nostra realtà ,basta che ci fidiamo di Dio. Vi assicuro che, guardare a Dio a cuore sobrio non è stato subito semplice, però poi…. Ero già sposa e madre di tre creature, doni grandi dell’Altissimo… ci sentivamo già appagati, ma il buon Dio non la pensava come noi… In tanti modi, come singoli e come sposi, lui ci dava segni che da noi, lui desiderava ancora un “sì” per la vita… Lui,re dell’ universo, che con infinito amore cercava proprio noi,rispettando le nostra libertà e il nostro cuore. Un giorno,in preghiera gli dissi… Signore come assecondarti ,tu sai come è difficile completare ogni mese,tu conosci tutto ,un altra creatura da crescere,non è pensabile, come facciamo. Dammi un segno, fammi capire.”Ed è qui che Medjugorje si fa per noi grazia..una sera,ci contatta un’amica,e ci inviata a ripartire per Medjugorje..è bastato uno sguardo tra me e mio marito,e lui mi ha detto..”Se la Madonna ci vuole andiamo,la provvidenza ci aiuterà”…e cosi è stato…provate a pensare ad una famiglia di 5 persone che parte..non è così economico,ma,vi garantisco,la provvidenza di Dio ha pensato anche a questo, perché’ i disegni di Dio,non sono composti a metà…..e cosi partiamo. Medjugorje ci attendeva con un cielo meravigliosamente azzurro,il sole splendente,e tanta tanta pace. Sentivamo nel cuore,che non eravamo partiti per caso. Finché arriva la notte prima dell’apparizione di Mirijana. Quella notte la stanchezza era tanta,ma non riuscivo a dormire perché sentivo dentro a cuore qualcosa che non avevo mai provato in vita mia; mi sentivo ardere dentro,era un qualcosa di grandioso, quella gioia era qualcosa che va oltre la nostra gioia….Sul far del mattino,mi raccolgo in preghiera e quella gioia continua ad accompagnarmi. Dopo qualche ora,ci avviamo verso la collina delle apparizioni,e,diversamente da tutte le altre volte,ho desiderio di salire un po’ per essere più vicina alla Croce blu. Troviamo un posticino in un cortile privato, lì si stava bene,ma ahimè qualcosa dentro mi diceva che dovevo vedere il sole,e il quel cortile,ero all’ombra di un garage. Uniti in preghiera,viviamo l apparizione e al termine,prima che la folla si muova, scendiamo la collina per trovare un raggio di sole da vedere nel cielo. Mentre scendiamo,troviamo una signora,un po’ anziana,che ci fa un sacco di complimenti,per la nostra famiglia,e li fa più volte. Il che mi ha lasciato stupita, perché, fra tanta gente con bambini, quella marea di complimenti cadeva gioiosamente su di noi. Comunque sia,scendiamo di qualche metro e,qualcosa ha voluto che fotografassi il sole. Feci quella foto con una mano, perché con l altra reggevo la piccola che dormiva….al primo scatto,mi accorsi che si vedeva un calice,con l’Ostia sopra. bellissima,luminosa,e colma di luce. Immensa fu per me la commozione,qualcosa che le parole nn possono descrivere a pieno. In quel preciso istante,sentii qualcosa in me che mi disse:” Fai la mia volontà al resto ci penso io”.Guardai mio marito,e gli riferii questa cosa…mi fece un sorriso e mi disse…ok,sia fatta la tua volontà,e,nello stesso momento,anche io donai il mio “si” al Signore…Ecco la chiamata a Medjugorje, ecco l amore di Dio che si faceva parola e vita…..

Esattamente 23 giorni dopo,ancor prima dell’ arrivo del nuovo ciclo,il test ci annunciò che la volontà di Dio aveva preso dimora del mio grembo,stava arrivando GIOSUÈ MARIA. Consacrai sin da subito il mio grembo a Maria e a Gesù e a loro,ogni giorni affidavo quel dono. Sono certa,che prima di conoscere me,il mio piccolino ha conosciuto il volto di Gesù e quello della sua Mamma , Maria. Fu una gravidanza tortuosa,ogni giorno si aggiungeva una prova,ma la preghiera di tante tante persone,e il mio fragile ma continuo affidamento,ci hanno portato alla vita,al trionfo della vita,perché siamo salvi entrambi per amore di Dio.

Primo pellegrinaggio a Medjugorje di una guardia svizzera

Dal 2006 al 2011, ossia durante il Pontificato di Benedetto XVI, Valerio Caprino ha fatto parte delle Guardie Svizzere. In questi giorni è venuto per la prima volta in pellegrinaggio a Medjugorje, insieme a sua moglie. “Vengo dalla Svizzera e ho trentun anni. Mia moglie ed io ci siamo varie volte trovati a parlare con diversi amici che erano stati a Medjugorje. Loro ci dicevano che dovevamo venire qui in visita e che questo luogo è meraviglioso. Così abbiamo viaggiato in macchina per tredici o quattordici ore, siamo arrivati qui ed abbiamo lasciato che questo luogo ci sorprendesse per i suoi aspetti particolari, di cui tutti parlano. A Medjugorje ho provato pace. Qui si incontrano pellegrini di tutto il mondo, che si capiscono nonostante parlino lingue diverse. Qui si vede veramente che la Chiesa è una ed unica. Questo è un luogo di pellegrinaggio in cui ho sperimentato cose stupende e ho sentito le testimonianze della Comunità “Cenacolo”. Qui realmente si vede che la preghiera fa miracoli. Come hanno detto in molti, la preghiera del Rosario è l’arma più forte che dobbiamo utilizzare, perché fa davvero miracoli, noi però dobbiamo credere. Voglio tornare nuovamente a Medjugorje”.

 

Su come fosse entrato a far parte delle Guardie Svizzere, Valerio ci ha raccontato quanto segue: “Con mio padre, da ragazzo, seguivo spesso in televisione le Messe del Papa, quando era ancora Pontefice san Giovanni Paolo II. Allora ho pensato a come sarebbe stato bello se anch’io fossi entrato tra le Guardie Svizzere, potendo così stare accanto al Santo Padre. Così ho preso contatto con loro, ho inviato loro tutti i documenti, il tutto è divenuto una realtà e sono diventato membro delle Guardie Svizzere. Si tratta di un grande privilegio degli svizzeri, che sono i soli a poter far parte di quel Corpo. E’ così fin da Papa Giulio II, ossia dal 1500. Dal momento che lui per primo era svizzero, volle che anche le sue Guardie venissero esclusivamente dal suo paese. E’ inoltre richiesto che l’aspirante membro sia cattolico e celibe. La leva militare è una buona preparazione a questo servizio, e così pure lo è il mese in cui acquisiamo conoscenze sui vari luoghi del Vaticano e riguardo ai dettagli del nostro servizio, oltre a imparare l’italiano. Dopo quel mese, che è veramente molto intenso, il giovane in questione decide se vuole rimanere oppure no. Capita anche che qualcuno si renda conto di non essere in grado di fare quella vita, poiché in realtà si tratta di una vocazione e non solo di un servizio. La devozione verso la Chiesa e la fede è davvero molto importante. Le Guardie Svizzere sono come una famiglia”.

Un pastore anglicano: a Medjugorje ha trovato Maria

Sebbene Medjugorje sia riconosciuta nel mondo come centro spirituale dei cattolici che venerano la Regina della Pace, negli ultimi anni si incammina verso Medj. un numero sempre maggiore di cristiani non cattolici per pregare con fiducia la Madonna e per chiedere la Sua materna intercessione presso Dio. Fra gli altri il pastore di una chiesa anglicana di Londra,il signor Robert Llewelyn, che qui ha sostato e pregato recentemente: piuttosto anziano, e tuttavia ancora tutto freschezza e spirito, di profonda spiritualità. Da ogni sua parola irradiano pace e gioia che si trasfondono in chi conversa con lui. Ecco la sua testimonianza:

D. Vorrebbe incominciare col dirci qualche cosa di lei?
La mia nascita è lontana nel tempo», nell 1909, ma la mia salute, grazie a Dio, è buona. Da giovane mi entusiasmav la matematica ed ho studiato a Cambridge, dove sono nato. Per un po’ ho lavorato nelle scuole d’Inghilterra, poi per venticinque anni in India. Mi interessavano molto le scienze naturali, ed insieme ero ben attaccato alla mia fede cristiana. Mi sono dedicato privatamente allo studio della teologia anglìcana e nel 1938 sono stato ordinato pastore. Da 13 anni sono cappellano del santuario di Santa Giuliana.
Quando sento delle devastazioni delle chiese, degli altri luoghi di preghiera e della ‘pulizia etnica’, mi tornano alla mente i lunghi decenni e secoli di scontri tra anglicani e cattolici. Anche allora un gran numero di chiese e conventi cattolici vennero abbattuti, tanta gente fu uccisa in quelle nostre ‘pulizie etniche’. Non si può capire quanto odio ci fosse contro la Chiesa cattolica: i sacerdoti cattolici furono paurosamente perseguitati, ma particolarmente violento fu l’odio e l’attacco contro la Madonna, la Madre di Gesù. Avvenne anche che una statua della Vergine fu legata alla coda di un cavallo, trascinata per le strade finchè non andò a pezzi. Perciò ancora ogi negli incontri e nel dialogo interconfessionale c’è grande difficolta quando il discorso verte sulla Madonna.

D. Quanti sono gli anglicani che frequentano i servizi religiosi?
R. Noi anglicani siamo 40 milioni. La frequenza alla chiesa è debolissima. E’ certo che dobbiamo intraprendere qualcosa perchè la gente ritorni a Dio: di Lui tutti hanno bisogno.

D. Come si potrebbe raggiungere tanto?
R. E’ ormai la terza volta che vengo a Medjugorje, per quanto ormai io abbia 83 anni. Semplicemente Medjugorje è per me un luogo di preghiera; qui, per esempio, posso pregare molto meglio che a Londra.
La mia esperienza mi dice che noi anglicani dobbiamo riportare Maria nel nostro ambiente spirituale, dandoLe il posto che Le si addice nella nostra Chiesa e nella nostra pietà. Ella è nostra Madre, e ci si impoverisce davvero a non permetterLe di essere con noi. E mi sembra che proprio da questo debba prendere inizio il nostro rinnovamento spirituale. In questo senso ho dato inizio a una comunità di preghiera che dice il rosario con me. Questo gruppo è uno dei pochi, forse il primo nella nostra Chiesa, vicinissimo all eredità e alla preghiera cattolica. Ai miei fedeli parlo di Maria, e raccomando a loro di pregarla.
Quel che la Madonna dice qui a Medjugorje è quanto dice Gesu, e quanto Gesù dice è la volontà del Padre, Qui, in questa vostra terra, Maria è l’ispirazione stessa: in chiesa c’è una autentica atmosfera cristiana; molte vostre famiglie irradiano vera devozione a Maria; i veggenti diffondono gioia, pace e semplicità.
Nel rinnovamento della mia comunità quindi io introduco nuove componenti mariane di pietà cristiana, e la gente le fa sue. All’inizio di questo cambiamento sta il mio nuovo rapporto filiale verso la Madre Maria, ed esso è incominciato proprio a Medjugorje. Vivo nella limpida speranza che se questo è avvenuto con me, può avvenire anche con gli altri: il rinnovamento è necessario a tutti.

D. Vuoi dirci ancora qualcosa del significato del rosario per voi?
R. La corona è una,preghiera di meditazione; essa ci avvicina a Gesù. E poichè Maria sta all inizio e al termine della corona, che cos’altro mi potrebbe accadere se non di amare Maria, e di convincermi che anche noi anglicani dobbiamo riportarLa nella nostra vita di preghiera? Ella è nostra madre. Senza di Lei siamo dei poveri orfani.
Grazie al mio amore per il rosario ho avuto l’onore in incontri con cattolici di esortarli a questa preghiera, perchè so che anche molti vostri fedeli l’hanno dimenticata o la recitano superficialmente.

D. Vorrebbe richiamare la nostra attenzione su qualche suo particolare pensiero spirituale?
R. Permettete a Maria di istruirvi. Il mondo guarda a voi, non stancatevi! Mediante Maria rinnoverete il mondo e aiuterete anche noi anglicani ad accoglierLa. Saremo fratelli. Da quando vi ho incontrati prego per tutti voi, per i frati, per i veggenti, per l’intera parrocchia. Restate spiritualmente uno, come vuole Maria. Soltanto così potrete presentare luminosamente al mondo il Suo volto, e per questa via mostrare la strada verso Dio. Pregate anche voi per noi, perchè sappiamo alla fine superare anche li ostacoli e perchè ci si sappia riconoscere fratelli e sorelle nella carità quanto prima. Dio, per l’ intercessione di Maria, vi protegga e vi guardi in questi tempi difficili. Egli, per intercessione della Regina della Pace, vi doni la pace.

Fonte: Eco di Medjugorje (riduz. da “Nasa Ognjista”— dic. ‘92, traduz. D.Remigio Carletti)