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Jakov il veggente di Medjugorje: “Quando vidi la Madonna piangere”

Jakov il veggente di Medjugorje: “Quando vidi la Madonna piangere”

Durante un’intervista per  Radio Maria, Padre Livio chiese a Jakov Colo, uno dei veggenti di Medjugorje, se avesse mai visto la Madonna piangere, così rispose Jokov:

 

PADRE LIVIO: Tu hai vista piangere la Madonna?

JAKOV: Sì, l’ho vista. Al riguardo vorrei rivelare un fatto che forse pochi sanno. Come sappiamo, ora la Madonna viene ogni secondo giorno del mese da Mirjana a pregare insieme per i non credenti. Una volta molti anni prima di questo, non mi ricordo esattamente quando, ho visto la Madonna che piangeva, mentre diceva: “Piango”. Io le ho chiesto: “Madonna, perché piangi?”. Lei mi ha risposto: “Piango perché c’è ancora tanta gente che non ha conosciuto l’amore di Dio”. Dopo non so quanti anni, la Madonna ha dato il medesimo messaggio a Mirjana e viene a pregare con lei per i non credenti.

PADRE LIVIO: Che impressione ti ha fatto la Madonna che piange?

JAKOV: Anch’io ero triste, molto triste, perché, conoscendo la Madonna e conoscendo la sua gioia abituale, anche tu rimani triste e ti chiedi che cosa sia successo, che cosa abbiamo fatto. Ma nello stesso momento sai che cosa abbiamo fatto e sai perché la Madonna piange: piange per me, per i miei peccati, per questo mondo.

PADRE LIVIO: Anche per i tuoi?

JAKOV: Assolutamente, anch’io li ho.

PADRE LIVIO: Ma dal volto della Madonna scendono lacrime vere?

JAKOV: Sì, sono lacrime vere.

PADRE LIVIO: Quando uno vede la Madonna piangere, che cosa vorrebbe fare?

JAKOV: Vorrebbe aiutarla e vorrebbe che quelle lacrime sparissero per sempre dal viso della Madonna e tornasse quel suo sorriso bellissimo.

 

PADRE LIVIO: E che cosa possiamo fare?

JAKOV: Possiamo accettare tutti i messaggi che lei ci rivolge. L’unico aiuto è questo: aprirsi veramente verso di lei, aprirsi verso Gesù, accettare quanto la Madonna ci dice e poi aiutare gli altri, ma non come facciamo noi tante volte, spesso solo parlando, parlando, parlando, ma piuttosto testimoniando con la nostra vita.

PADRE LIVIO: Cioè noi dobbiamo asciugare le sue lacrime essendo dei figli fedeli e aiutandola…

JAKOV: Aiutandola a realizzare ciò per cui la Madonna è venuta.

“Quando ritorni a casa” uno scritto di padre Slavko Barbaric

“Quando ritorni a casa” uno scritto di padre Slavko Barbaric

Quando ritorni a casa” uno scritto di  padre Slavko Barbaric, già parroco di San Giacomo a Medjugorje, rivolto a tutti i fedeli, alla fine del loro pellegrinaggio dalla Gospa.

 

 

Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni.

Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. È questo il motivo dei tuo viaggio a Medjugorje.

E in verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che Lo cercano. Si fa sentire, si fa amare. Egli ci dà la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.

Sono convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile, tutti pregano, tutti cercano Dio Ma che sarà una volta tornato a casa? Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi, la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è decisamente importante.

Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i discepoli

Bisogna convincersi che è possibile vivere l’amore e sperimentare la gloria di Dio; ma bisogna tornare a casa, ognuno nella sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a tante persone che non hanno le stesse convinzioni.

Si, bisogna tornare a casa!

Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Hai trovato il tempo per salire anche sul Podbrdo, e sei stato felice.

Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac e la tua croce. A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata. Essa ti aspetta.

Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo d’incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria.

Perciò anche se a casa ti attende il tuo Krizevac, fatto il più delle volte di sofferenze e di afflizioni, di cui non sei personalmente colpevole e responsabile, erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle Apparizioni, il tuo Tabor! Allora anche il Krizevac acquisterà una nuova colorazione, sarà avvolto da nuova pace e da nuova speranza.

Costruisci la Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa.

 

Sopra ci metterai una Croce più piccola, un lume, la Bibbia e il rosario! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.

Ricordatelo bene! La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo.

Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel Messaggio di Natale deI 1986:

“Cari figli!

Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con voi, cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso voi Il mio cuore segue attentamente i vostri passi.

Grazie per avere risposto alla mia chiamata !”.

Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te.

Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi è benedetto in eterno!

E costruisci l’altare su cui comincerai a offrire Ogni giorno le tue croci e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e la gioia, l’amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo Krizevac e il tuo Podbrdo. Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS. seguirà attentamente i tuoi passi.

Va in pace. Porta a tutti la pace e la benedizione.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

La Chiesa cattolica, e la Chiesa ortodossa, così come molte Chiese protestanti, celebrano la festività liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant’Elena, avvenuto appunto il 14 settembre dell’anno 320.

Secondo la tradizione, Sant’Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.

Una festa molto sentita, da tutta la cristianità e in tutto il mondo, ma a Medjugorje questa è una festa del tutto perticolare.

A Medjugorje,per speciale concessione rilasciata nel 1935, dal Vescovo di quel tempo, la ricorrenza viene celebrata la prima domenica dopo la festa della Natività di Maria; quindi ogni anno la festa ha una data mobile.

 

 

In occasione della festa sul Krizevac, il monte della Grande Croce di Medjugorje, si celebra una Santa Messa. Questa celebrazione Eucaristica é sempre molto seguita  e un fiume di feleli si accalca intorno alla Grande Croce. Spalla a spalla, accalcati, i fedeli stanno in piedi e in posizioni, scomode a causa dei sassi e del poco spazio a disposizione, è impossibile, infatti trovare un posto per sedersi. Sono tanti coloro che non riescono nemmeno a raggiungere la sommità del monte e restano sul sentiero, nascosti, lontani dall’altare.

C’è chi, per rispetto del luogo, o per chiedere una grazia, oppure come voto, percorre  a piedi nudi non solo le strade, ma anche il sentiero roccioso del Krizevac. È una tradizione, ed è anche una pratica devozionale ben consolidata.

In un suo messaggio la Madonna disse ai veggenti: “Anche la Croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregate sotto la Croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie”.(30 agosto 1984)

La Parrocchia di Medjugorje è sempre stata molto chiara sull’atteggiamento rispettoso che si deve avere in quel luogo santo.  Alcune volte, però quelle raccomandazioni sono disattese,  e nello spiazzo circostante la Croce è  tutto un parlottare, un ridere, un chiamarsi ad alta voce. Addirittura c’è chi fa uno spuntino, scambiando quel luogo per uno spiazzo da picnic . C’è anche chi scrive col pennarello il proprio nome, sul bianco basamento della Croce, dimenticando che solo da poco è stato verniciato nuovamente e con notevoli sforzi da parte di volontari.

 

Non è facile portare per quella strada accidentata, le attrezzature per imbiancare. La grande Croce del Krizevac non è una mèta turistica, ma un luogo sacro, degno di grande rispetto, la sommità del monte è  solo un luogo di preghiera e di meditazione. Il Krizevac è un luogo di grazia! Non si può dimenticare il messaggio della Gospa: Davanti alla croce rimanete a lungo in preghiera per ricevere l’amore di Dio nei vostri cuori”.

(27 dicembre 1986)

Quella croce bianca sul Krizevak è molto particolare. In essa è conservato un frammento della Croce di Cristo ritrovata a Gerusalemme. LaCroce va contemplat, Esige un reverente rispetto, come l’oggetto  più caro al cuore di un cristiano.

Dice la Madonna: “Gesù ha portato la croce, ha sofferto sulla croce, e con essa ha salvato il mondo”

(3 Novembre 1981)

La croce ci ricorda Gesù, che ci ha salvati. Ci ricorda anche Maria, perché, nei primi tempi delle apparizioni, quella croce più volte scomparve, o roteò, presa come in un vortice, per poi assumere la figura di Maria. E, in altra occasione, da quella croce partì una scritta lucente e di colorazione dorata, che si diresse verso la chiesa, e la scritta riportava 3 volte la parola “MIR”, cioè “PACE”. Su quel monte, ai piedi di quella croce c’è Lei, Maria.

Fu Lei stessa a dirlo: “Io sono spesso sul monte, sotto la croce, per pregare”

(3 Novembre 1981)

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

Padre Slavko Barbaric, storico parroco di Medjugorje nei primi dempi delle apparizioni, nel suo libro:” Dammi il tuo cuore ferito” racconta di un episodio inedito, accaduto durante un’apparizione alla veggente Marija.

Marija Pavlovic, veggente, racconta:
“Durante la preghiera mi è apparsa per tre volte l’immagine di un fiore. La prima volta era meraviglioso, fresco, coloratissimo. Ed io ne ero felice!
Poi ho visto lo stesso fiore chiuso, appassito, aveva perduto completamente la sua bellezza. Ero triste!

 

Ma, ecco una goccia d’acqua cadde sul fiore appassito ed esso subito riacquistò tutta la sua freschezza ed il suo fulgore!
Ho cercato di capire che cosa potesse significare per me questa visione, ma non ci sono riuscita…
Perciò decisi di chiederlo alla Madonna durante una delle Sue apparizioni.
Le dissi: “Madonna mia, che cosa vuol dire quello che ho visto durante la preghiera? Che significato aveva quel fiore?”

La Madonna sorrise e rispose: “Il vostro cuore è come quel fiore. Ogni cuore è meraviglioso nella bellezza creata da Dio. Ma quando sopraggiunge il peccato, il fiore appassisce ed il fulgore svanisce. Quella goccia caduta sul fiore per ravvivarlo, è il simbolo della Confessione. Voi, quando siete nel peccato, non potete aiutarvi da soli: vi serve aiuto”.

 

Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo?

Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo? Risponde la veggente Vicka.

 

 

PADRE LIVIO – Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo?

VICKA – La Madonna conosce il motivo meglio di noi, perché sa i tempi nei quali viviamo e vuole fare tutto il possibile per salvarci. Una volta abbiamo chiesto alla Madonna quanto tempo sarebbe rimasta con noi e ci ha risposto dicendo: vi siete già stancati di me? Allora ho deciso di non chiederglielo più. Questi sono tempi di grande grazia e il fatto che la Madonna sia qui presente in mezzo a noi è la grazia più grande.

PADRE LIVIO – Secondo quanto riportato nei messaggi dei primi anni la Madonna avrebbe detto di essere venuta per l’ultima volta a richiamare l’umanità alla conversione. Cosa significa?

VICKA – Lei ha detto chiaramente che questa è l’ultima sua venuta sulla Terra.

PADRE LIVIO – Per te questo fatto che significato ha?

VICKA – Sai, su queste cose non ho mai riflettuto. La Madonna ha dato quel messaggio e io penso a vivere e a trasmettere quello che lei vuole e il suo vivo messaggio, voglio vivere la sua verità e dare questa verità agli altri affinché tutti possano essere poi contenti come io lo sono. Io sono consapevole di essere stata chiamata come un suo strumento, e questo io faccio. Io le dico: io voglio seguire te e fare tutto quello che tu vuoi. Voglio essere a sua completa disposizione e lei sa cosa io posso fare.

PADRE LIVIO – Quindi a te interessa testimoniare i messaggi, trasmetterli e viverli però non ti interroghi sulla loro interpretazione. Però la Madonna ha detto che viviamo in un tempo di grazie particolari, e siamo chiamati alla conversione.

VICKA – Certo, ogni giorno deve essere un giorno di conversione. Nessuno di noi può dire “io sono convertito” ma può dire “io voglio”. Anche io non posso dire di essere convertita, so di fare un cammino e so che ogni giorno bisogna cercare di fare un passo in avanti e pregare che Dio ci dia la grazia per la nostra conversione. Tutta la vita deve essere un cammino di conversione.

PADRE LIVIO – I messaggi che la Madonna dà alla parrocchia terminano sempre con la frase: “grazie di aver risposto alla mia chiamata”. In effetti, anche se qualche volta la Madonna ci ha richiamati perché non eravamo fedeli ai messaggi, se guardiamo indietro a questi 25 anni possiamo notare che la preghiera della conversione è andata in tutto il mondo e che Medjugorje da piccolo paese sperduto e diventata una luce per l’intera umanità. Mi sembra che ci sia stata una bella risposta. Sbaglio?

VICKA – Guarda, anche io penso che la Madonna, come una madre, voglia invitarci a seguire i messaggi ogni volta sempre di più. La Madonna vede che sono in tanti, tra quelli che arrivano a Medjugorje, che portano il suo messaggio nei luoghi in cui vivono. Lei non si aspetta una cosa grande, ma tante piccole cose fatte con amore e con umiltà.

PADRE LIVIO – Dunque anche le nostre preghiere e piccoli sacrifici li benedice.

VICKA – Noi cominciamo con le piccole cose. Anche nella preghiera. È inutile pregare per ore se poi si prega con la bocca e basta: in questio modo una persona si sente dentro più vuota di prima. L’importante è iniziare a pregare poco, ma quello che si prega lo si deve pregare col cuore e con amore. Quello è il nostro rapporto tra noi e Dio. Agli altri cosa può interessare riguardo a quanto
tempo noi oggi abbiamo pregato? Se ci vantiamo del tempo che usiamo della preghiera significa che lo facciamo per nostra vanagloria, e questo non serve a nulla. Le cose si devono fare con cuore, con amore e con gioia.

PADRE LIVIO – Però il digiuno a pane ed acqua che la Madonna ha chiesto di fare il mercoledì e il venerdì è un grande impegno e sacrificio.

VICKA – Il digiuno deve essere a pane ed acqua, ma per le persone malate basta che si facciano piccoli sacrifici come non prendere dolci, caffè o qualche altra cosa in modo che tutti rinunciamo a qualcosa che ci piace. Una persona che invece sta bene e non vuol digiunare e trova mille scuse per non farlo significa che non ha una forte volontà. Con la nostra forte volontà si può fare tutto perché tutto dipende dalla nostra scelta. Il digiuno serve ad allanare la nostra volontà. Quando poi la Madonna raccomanda per il digiuno di mangiare solo pane e acqua non significa né non mangiare niente né mangiare altre cose. La Madonna ha parlato chiaro, se tu vuoi fare mangiare altre cose come pasta ecc. questo dipende da te.

PADRE LIVIO – Però con voi veggenti la Madonna vi ha condotto gradualmente alla pratica del digiuno: prima solo il venerdì e solo più tardi ha aggiunto anche il giorno di mercoledì. Questo significa che si può fare anche un cammino. Ma qual è il valore di questo digiuno?

VICKA – Ci sono tanti che iniziano a digiunare ma poi dicono di non riuscire, di far fatica, di diventano più nervosi ecc. Questo però non è un vero digiuno perché il digiuno non significa soltanto non mangiare ma serve per aiutare la purificazione interiore. Noi non possiamo prima digiunare e poi fare le altre cose male: noi dobbiamo fare il digiuno con cuore e con amore. Lo stessa cosa va fatta nella preghiera: quando si chiede qualche grazia col cuore e con amore, Gesù e Maria sono sempre pronti ad aiutare, ma se si chiede senza amore allora la grazia non arriva mai.

PADRE LIVIO – Quindi il digiuno comporta un cammino personale di purificazione. La Madonna ha anche detto che con il digiuno si possono fermare anche le guerre per quanto violente esse siano. Però molte volte noi vogliamo chiedere delle grazie di guarigione o di conversione per i nostri cari. Penso che per ottenerle non dobbiamo solo chiedere ma anche anche dare qualcosa.

VICKA – Noi ogni giorno siamo pronti a chiedere, ma poco a dare. Invece dovremmo essere più felici quando si è pronti a dare qualcosa. Quando siamo pronti a dare qualcosa di sé stessi, allora anche le grazie arrivano prima. Non bisogna rivolgersi nella preghiera dicendo: io oggi voglio questo, io ti chiedo quest’altro, ecc. Sembra quasi una compravendita: io ti chiedo questo per avere un’altra cosa in cambio. Questo modo di fare ci porta poi ad allontanarci da Gesù e Maria appena abbiamo ottenuto quello che avevamo bisogno per poi ritornare quando abbiamo bisogno di qualcos’altro. La Madonna da mamma capisce che questo è un modo sbagliato di comportarsi. Uno deve essere pronto a dare qualche piccolo sacrificio e quando si dà qualcosa allora si può chiedere e le grazie arrivano. Non dobbiamo poi chiedere dicendo: io oggi ho bisogno di questo. Non bisogna anteporre ciò che io voglio ma quello il Signore vuole. Bisogna mettersi nell’ottica di essere a disposizione di Dio e dire: o Signore, tu conosci i desideri del mio cuore, io ti offro le mie sofferenze e fai come tu vuoi. L’importante è fare la volontà del Signore.

PADRE LIVIO – Quindi non bisogna fare sacrifici, preghiere e digiuni solo per chiedere, ma anche per dare, per le intenzioni della Madonna.

VICKA – Una grazia non si può comprare, ma solo vivere giorno per giorno.

 

Fonte: Intervista di Padre Livio a Vicka di Medjugorje
Diretta da Medjugorje, 30 Dicembre 2006

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Medjugorje: la veggente Mirjana, parla del 7° segreto. Il più drammatico.

Medjugorje: la veggente Mirjana, parla del 7° segreto. Il più drammatico.

 

  • Mirjana tu conosci tutti i segreti. Pur senza rivelare niente dei segreti, cosa ti senti di dire al mondo di oggi e a noi?

La prima cosa che devo dire è di non aver paura di questi segreti perché per noi credenti potrebbe essere solo meglio dopo. Suggerirei quello che Maria stessa ha suggerito: di pregare di più, di digiunare di più, fare più penitenza, di aiutare gli ammalati, gli infermi, gli anziani, far celebrare le messe per le anime nel purgatorio e più preghiera per gli atei. Perché Maria soffre molto per gli atei, perché loro sono pure suoi alle pari di noi e dice di pregare per loro perché -dice- non sanno quello che li aspetta; quindi tocca a noi pregare anche per loro

 

  • Sappiamo che durante l’apparizione straordinario del 25.10.1985 la Madonna ti ha fatto vedere un castigo per una regione del mondo. Tu eri molto triste. Allora ha ragione la gente che quanto sente parlare di segreti e di castighi si spaventa e ha paura?

Mirjana: Non è così, io penso che chi è credente deve sapere che Dio è suo Padre e la Madonna è sua Madre e la Chiesa è sua casa. Allora penso che non bisogna avere paura perché questo Padre, questa madre non ti faranno nulla di male se ti abbandoni completamente a loro. Io ero triste -posso dire- solo per i bambini. Nient’altro.

 

  • Abbiamo saputo qualche anno fa che il 7° segreto -un castigo- è stato ridotto grazie alla preghiera e al digiuno di molti. Anche gli altri segreti, castighi o ammonimenti possono essere alleggeriti dalla nostra preghiera, digiuno, ecc.?

Ecco questo sarebbe un po più lungo perché qui si tratta del 7° segreto ed io ho vissuto distante dagli altri veggenti. Quando ho ricevuto il 7° segreto mi sono sentita troppo male perché questo segreto mi è sembrato peggiore degli altri, allora ho pregato la Madonna di pregare Dio -perché nemmeno Lei può nulla senza di Lui— di dirmi se sarebbe Stato possibile diminuire questo. Allora la Madonna mi ha detto che serve molta preghiera, che anche Lei ci avrebbe aiutato e che neanche Lei può fare niente; anche Lei doveva pregare. La Madonna mi ha promesso di pregare. Io ho pregato insieme a delle suore e ad altre Persone. Alla fine la Madonna mi aveva detto che una parte di questo castigo siamo riusciti a diminuirlo -chiamiamolo così- con la preghiera, con il digiuno; però di non chiedere più in avanti, perché i segreti sono segreti: essi dovranno essere eseguiti, perché questo spetta al mondo. E il mondo se lo merita. Per esempio: nella città di Sarajevo dove vivo, se passasse una suora, quante persone le direbbero: ‘Quanto è brava, quanto è intelligente, prega per noi”?; e quante persone invece la deriderebbero. E naturalmente la maggioranza sarebbe proprio quell’altra che deriderebbe la suora che prega per loro. La preghiera per me è il parlare con Dio e con Maria come parlare col padre e con la madre. Non si tratta di dire semplicemente Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Molte volte praticamente io racconto; la mia preghiera consiste solo nel dialogo a ruota libera, così mi sento più vicina a Dio parlandoGli direttamente. Per me la preghiera vuoi dire abbandonarsi a Dio, nient’altro.

  • Sappiamo che a te è stata affidata la missione di pregare molto per la conversione degli atei. Per questo abbiamo saputo che a Sarajevo, dove abiti, avete formato un gruppo di preghiera tra amici. Ci puoi parlare di questo gruppo e dirci che cosa e come pregate?

Prevalentemente siamo giovani che studiamo a Sarajevo. Quando noi arriviamo, uno ha già preparato una parte della Bibbia, legge questa parte. Dopo parliamo insieme, discutiamo insieme di questo pezzo della Bibbia, dopodiché preghiamo il Rosario, i 7 Padre Nostro e cantiamo i canti sacri e dopo parliamo.

Medjugorje: la veggente Mirjana, parla del 7° segreto.

 

  • In molti messaggi la Madonna insiste sul digiuno (anche il 28 gennaio a te). Secondo te perché così importante il digiuno?

Questo è per me la cosa più forte, poiché questa è l’unica cosa che noi doniamo a Dio come sacrificio. Perché Lei ci ha chiesto anche che cosa altrimenti doniamo a Dio in confronto a quello che Lui offre a noi? Il digiuno è molto importante, è molto forte perché è proprio questo sacrificio che noi direttamente offriamo a Dio quando diciamo “Io oggi non mangio, digiuno e offro questo sacrificio a Dio”. Ha detto anche: “Quando digiuni non dirlo a tutti quanti che hai digiunato: basta lo sappiate tu e Dio”. Null’altro.

 

  • Il 7.6.1987 festa di Pentecoste è iniziato l’Anno Mariano. P. Slavko dice: il Papa ci dà 13 anni di tempo per prepararci al bimillenario della nascita di Gesù; la Madonna, che ci conosce meglio, ci ha dato quasi 20 anni (dall’inizio delle apparizioni): ma tutto, Medjugorje e Anno Mariano, è preparazione al Giubileo dal 2000. Tu ritieni importante questo Anno Mariano? Perché?

Certamente è importante già per il solo fatto che si tratta dell’Anno Mariano. A… Non posso dire niente. Non posso. Non devo.

 

 

  • Prima di lasciarci, vuoi dirci ancora qualche cosa?

Ho già detto tutto. Invito ancora una volta di pregare, di digiunare per i non credenti, per gli atei, perché loro avranno più bisogno di noi. Loro sono i nostri fratelli e le nostre sorelle. Nient’altro e grazie per questo incontro.

 

FONTE: CONVERSAZIONE CON MIRJANA Tratto dall’Eco di Medjugorje 1987 (A cura di Alberto Bonifacio. Traduzione di Mirjana Vasilj Zuccarini e collaborazione di Giovanna Brini.)

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

I segni prodigiosi che avverranno a Medjugorje, ecco cosa ha detto di loro la Madonna

I segni prodigiosi che avverranno a Medjugorje, ecco cosa ha detto di loro la Madonna

Generalmente la Chiesa dice molto poco riguardo ai segni di Medjugorje. Noi non vogliamo dare loro troppa importanza, ma, allo stesso tempo, non possiamo ignorare il fatto che continuino a verificarsi.

Infatti, mentre la veggente Marija era in America nel 1988-89, prima di un’apparizione, apparve un segno che è durò un’ora e mezza. Questo segno furono tre arcobaleni che apparvero nel cielo il 20 gennaio del 1989, un giorno d’inverno senza pioggia in cui gli arcobaleni non compaiono.
Un arcobaleno si estendeva da orizzonte a orizzonte.
Sotto di esso c’era un altro arcobaleno capovolto, rovesciato, con le sue due estremità collegate all’arcobaleno che si estendeva agli orizzonti.
Il terzo arcobaleno era un arcobaleno normale con il secondo che toccava la parte superiore del terzo con la sua parte superiore capovolta. Tutti i presenti videro questo fenomeno e molti riuscirono a fotografarlo.

La foto raffigura due dei tre arcobaleni visti quel giorno.


Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni attendibili che nel maggio del 1989 molte persone videro un segno a Medjugorje, siamo stati in grado di trovare le seguenti informazioni:

Venerdì 12 maggio 1989, dopo la Santa Messa serale, le persone affermarono di aver visto vari segni sul Monte della Croce e anche dall’altra parte sulla collina delle apparizioni. Questi segni furono visti anche da altre città intorno a Medjugorje, in particolare da Ljubuski.
Un pellegrino americano riporta:
In primo luogo ho visto una grande stella, e da questa grande stella sono uscite dodici stelle più piccole che formano un cerchio. Le dodici stelle allora formavano una croce, quindi la lettera ‘M’, poi altre piccole stelle apparvero per formare la parola ‘MIR.’ E’ durato circa cinque minuti.

La chiesa può convalidare solo che il segno di cui sopra è stato visto da diverse fonti affidabili. Per comprendere più a fondo, vi riportiamo le parole della Madonna di seguito.

* 22 Ottobre 1981

In risposta alla domanda “È la bianchezza della croce un fenomeno soprannaturale?” la Madonna rispose:

– Sì, lo confermo

Dopo che molte persone videro la croce sul monte Krizevac trasformarsi in una luce e poi in una forma della Vergine:

– Tutti questi segni sono progettati per rafforzare la vostra fede fino a quando non lascio il segno visibile e permanente.

* 28 Ottobre 1981

In risposta alla domanda “Eri lì a ieri al Krizevac per mezz’ora?” la Madonna disse:

– Sì, non mi avete visto?

Presso il sito della prima apparizione, centinaia di abitanti del villaggio videro un fuoco che ardeva senza consumare nulla. Quella sera, la Madonna disse ai veggenti:

L’incendio visto dai fedeli era di carattere soprannaturale. E’ uno dei segni, un precursore del grande segno

* 22 Novembre 1981

La Madonna spiega la croce, il cuore e il sole che furono visti durante un’apparizione ai veggenti.

– Questi sono i segni della salvezza: la croce è un segno di misericordia, proprio come il cuore. Il sole è la sorgente di luce, che ci illumina

Anche in questo caso, una figura luminosa della Madonna prende il posto della croce sul Krizevac. I veggenti chiesero alla Santa Vergine se era lei.

– Perché me lo chiedete, angeli miei? Non mi avete visto? Il mondo deve trovare la salvezza, mentre c’è tempo. Lasciate che preghi con fervore. Possa avere lo spirito della fede

* 22 Aprile 1982

Per quanto riguarda i segni luminosi visti alla Croce sul Krizevac:

– Sono segni di Dio e non di fenomeni naturali. ‘S’ e ‘T’ sono segni di salvezza

* 6 Agosto 1982

Quella notte, dopo l’apparizione, due segni luminosi sotto forma di raggi di luce furono visti sulla Croce al Krizevac e sulla Chiesa. Ivan e un gruppo di giovani avevano pregato sulla Collina delle Apparizioni. Prima che apparisse il segno, la Madonna disse:

– Ora, sto per darvi un segno al fine di rafforzare la vostra fede

Molti membri del gruppo di preghiera videro quel segno.

* 15 Febbraio 1984

Gli abitanti del villaggio notarono un vento gelido quella sera.

– Il vento è il mio segno. Verrò nel vento. Quando soffia il vento, sappiate che io sono con voi. Avete imparato che la croce rappresenta Cristo, è un Suo segno. E’ lo stesso per il Crocifisso che avete in casa vostra. Per me, non è lo stesso. Quando fa freddo, venite in chiesa, vogliate offrire tutto a Dio. Sarò, così, con voi. Io sono con voi nel vento. Non abbiate paura

* 16 Luglio 1984

Dopo aver parlato della parrocchia, la Madonna aggiunge:

– … Inoltre, non temete; in futuro ci saranno segni riguardanti peccatori, non credenti, alcolisti, e giovani. Mi accetteranno di nuovo

I segni servono da impulso per la conversione. La Madonna disse…

* 2 Maggio 1982

– Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta…

La gravità di queste apparizioni, e di tanti segni soprannaturali viene così spiegato. Dio sta cercando di comunicare, di arrivare a salvare l’uomo dalla sua attuale tendenza ad auto-distruggere se stesso.

Fonte:madonnadimedjugorje.org

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Medjugorje. Testimonianza di Padre Leonid, esorcista ucraino

Medjugorje. Testimonianza di Padre Leonid, esorcista ucraino: ‘Io pregavo e Satana rideva’

Il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje è stato legato ai miei compiti e ad un interesse nella mia vocazione sacerdotale. 

Il Sacerdote Leonid, della Provincia ucraina dell’Ordine dei Redentoristi, ha partecipato al 15° Seminario Internazionale per i Sacerdoti a Medjugorje ed ha dato, prima ai partecipanti al seminario e poi anche ai giornalisti di Radio “Mir” Medjugorje, una testimonianza non comune. 

Nel 2005 cioè la Chiesa locale mi ha affidato una grande responsabilità ed il compito di portare una croce pesante: cioè il ministero di esorcista. I primi mesi ed i primi anni sono stati riempiti dall’amore e dalla grazia di Dio, ma naturalmente anche di grandi difficoltà.

Tuttavia, la vera grande difficoltà capito durante un, per dirla così, “grande esorcismo” su un posseduto. Con voce molto rozza, piena di orrore, quella voce si rivolse a me con queste parole: `Io sono orribile, io sono forte ed io ti distruggerò. Distruggerò il tuo sacerdozio, il tuo stato religioso e tutta la tua vita`. Fu molto terribile, tuttavia non presi tutto troppo seriamente, poiché credo totalmente in Dio e non ho motivi per cui non credere a Dio. E so che la paura di fronte a satana è già una perdita. Ma Dio permise quella situazione, che vi racconterò, perché sperimentassi quanto è grande e forte Sua Madre. E perché sperimentassi quanto Medjugorje sia una terra santa.

Quando ero in grandi dolori, prove e tentazioni tentavo di pregare, ma non potevo pregare. Andavo a confessarmi ogni giorno, ma satana mi tentava. Le prove furono così forti che persi completamente la pace nell’anima. E non solo questo. Sentivo nell’anima di aver perso il sacerdozio e lo stato religioso. Sentivo una completa rovina e fallimento. In quella difficile realtà, mentre non capivo cosa mi stava succedendo, qualcuno mi offrì un viaggio a Medjugorje. Sono venuto. Ero con un gruppo di Sacerdoti. Essi pregavano, ma io non potevo. Semplicemente non potevo pregare.

In quel pellegrinaggio incontrai anche un anziano Sacerdote, P. Ambrogio dalla Slovacchia. Lui ha sacrificato totalmente la sua vita e la sua vocazione nel lavoro con gli Ucraini nella Regione dei Carpazi. Era venuto allora dopo aver superato un infarto ed aveva anche il diabete. Lui era stato già cinque volte a Medjugorje. Mi entusiasmò per il suo sacrificio e la sua umiltà. Lui è un religioso francescano. Diventammo amici nel viaggio. Io lo aiutavo, lo guidavo per mano, in quanto era un uomo anziano. Sembrava che io lo aiutassi, ma in verità è lui che ha aiutato me. Siamo saliti insieme sul Podbrdo. Ci era stato detto che sulla collina ci sarebbe stata l’apparizione ad uno dei veggenti. C’era molta gente, Sacerdoti.

E’ questa è stata semplicemente la prima sorpresa a Medjugorje. Ero seduto accanto a P. Ambrogio e con le spalle ero girato verso il luogo delle apparizioni. Sentivo di non essere degno di essere lì. Ma durante la preghiera del Rosario mi nacque il desiderio di guardare ciò che accadeva nel luogo delle apparizioni. Contemporaneamente a questo desiderio, sentii un’altra voce che mi diceva: “Non devi guardare là. Tu sei perduto e finirai all’inferno”. Terribile.

Tuttavia, quei primi sentimenti positivi mi indirizzarono verso il luogo delle apparizioni. Cominciai a guardare e cercare. Forse avrei visto qualcosa. Pian piano nasceva in me la speranza, ma crescevano anche nuovi argomenti per i quali la mia umiliazione non sarebbe cambiata. In quel momento decisivo credetti. Per un momento. Come risposta a tutte le domande sentii, sperimentai la Gospa che scendeva dal Cielo. Allora è stato terribile. Una forte percezione, il profumo di qualche altro mondo che ho avevo vissuto fino ad allora. Poi mi ha tranquillizzato una tenerezza, una facilità, come un vento tenero della presenza della Gospa. Lei si avvicinò a me. E quanto più lei era vicino, la forza del male se ne andava. Sperimentai nel cuore una nuova scoperta.

Sperimentai quanto è forte la Gospa e la Sua umiltà. Allora compresi che Lei non scaccia gli spiriti maligni, poiché essi stessi fuggono! Fuggono perché non possono sopportare la purezza e la bellezza della Sua presenza. Lei non li umilia, non li scaccia. Lei semplicemente ama, ma essi non possono sopportarlo. E allora avvenne il cambiamento degli spiriti in me! Lo spirito di satana, che distrugge, sparì con la sua depressione, con tutte le paure. Egli è semplicemente sparito e al suo posto è sceso lo Spirito della Gospa. Sentii una voce nel cuore: `Non temere, io sono tua madre! Io sono la garanzia per te che non ti perderai!”. Tutto cambiò!

Questa esperienza della presenza della Purissima Vergine Maria è divenuta per la mia chiamata, per la mia vocazione sacerdotale e religiosa, per il mio servizio al miracolo d’amore che mi salva! Sento la presenza della Gospa in ogni esorcismo che compio. Solo un piccolo esempio, perché ne ho tanti. I nostri Sacerdoti avevano una ragazza indemoniata che venne a confessarsi. La confessò un Sacerdote che era appena tornato dagli studi a Roma. E, mentre pronunciava la formula dell’assoluzione, questa persona colpì così fortemente il Sacerdote, cioè satana attraverso di lei, che egli stramazzò in un momento. Cadde. Poi quella persona con una qualche voce chiamò un altro sacerdote.

Egli si spaventò e mi chiamò: “P. Leonid, vieni in fretta, abbiamo una situazione insolita…”. Dopo quel dialogo, la ragazza venne dove ero io. Quando iniziai il rito dell’esorcismo, accertai subito la diagnosi. Compresi che era posseduta, che satana operava molto fortemente attraverso di lei. Chiesi addirittura a cinque devoti parrocchiani di pregare durante il mio rito di esorcismo su quella persona. E mentre io leggevo le consuete, tradizionali preghiere di esorcismo, satana rideva. Parlava in inglese. Mi umiliava, mi prendeva in giro. Allora iniziai una preghiera alla Gospa. Ero esausto. Divenni nervoso. Sentivo che dovevo finire la preghiera, ma egli non usciva. Era uno spirito di suicidio. Iniziai a invocare la Gospa con tutto il cuore. Come quando un figlio chiama la madre.

Ed allora iniziarono le vere urla: `Io non posso più, perché è arrivata la Gospa! Io non lo sopporterò, poiché è arrivata la Gospa, io devo andare fuori`. E se ne andò. Questo è stato solo un caso, ma ne ho molti simili. In questi cinque anni in cui mi è stato affidato il ministero di compiere esorcismi, ho grandi tentazioni. Le avevo anche prima, so che le avrò ancora. Ma la Madre di Dio mi protegge nel Suo Cuore. Io non posso più vivere senza Medjugorje e Gerusalemme. Ogni anno devo andare a Medjugorje ed a Gerusalemme. Perché questo è per me la fede. Qui ho la fede, la benedizione e la grazia”.

Poi agli ascoltatori di Radio “Mir” Medjugorje ha detto che è grato a Dio di poter testimoniare anche in questo modo la grazia della Gospa ed ha aggiunto: “Auguro a tutti gli ascoltatori la gioia. Vorrei che ciascuno di noi desiderasse amare di più la Santissima Madre di Dio, perché Lei è nostra Madre. Lei ama i suoi figli. E’ pronta a fare tutto per noi, se glielo chiediamo. Sento che, se non ci fosse la Madre di Dio, ci perderemmo. Perciò viviamo con Lei ogni secondo della nostra vita. Personalmente sento la chiamata ad aiutare anch’io perché le persone vengano a Medjugorje. Di portare qui le persone che soffrono spiritualmente in maniera terribile!”. Al termine, P. Leonid ha benedetto tutti gli ascoltatori.

Fonte: signoresorprendimi.blogspot

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Milona vive a Medjugorie dal 1984, e da allora è al servizio della Madonna.

Milona vive a Medjugorie dal 1984, e da allora è al servizio della Madonna.

 

Medjugorie  é diventata la mia patria. Milona Habsurg  vive a Medjugorie, sin dalla sua prima visita avvenuta nel 1984 si è messa al servizio della Madonna. Padre Slavko Barbaric  l’ha guidata con la sua energia” sovrannaturale” e il suo profondo amore per la Madonna.  Grazie alla sua conoscenza delle lingue, per molti è un punto di riferimento nella diffusione dei messaggi di Medjugorie.  Milona appartiene al grande circolo dei testimoni degli eventi di Medjugorie sin dagli inizi.

Milona, sei da anni un’ amica di tutti qui a Medjugorie.  Cosa ne pensi delle ondate di pellegrini che giungono qui da tutte le parti del mondo ?

Provo solo gioia e profonda gratitudine. Anche un po’ di nostalgia. Sono giunta qui per la prima volta nel 1984, nel giorno dell’ anniversario 32 anni fa. In quell’occasione  ebbi un incontro sulla montagna delle apparizioni che mi  cambiò la vita. Questo cambiamento che segnò l’inizio di una nuova vita, non è mai cessato e continua ancora oggi. So per certo che i messaggi della Madonna in tutti questi anni sono sempre stati la luce che mi ha fatto orientare :nelle tenebre più profonde, nello smarrimento più grande. Nelle difficoltà di questo mondo questa luce è la via che mi porta in cima alla montagna . Ciò che ho imparato dai Veggenti è la strada verso l’unificazione con Dio. Gesù vive nella presenza della Madonna . Maria ci permette di diventare tutt’ uno con Gesù.  Questo insegnamento continua per me tutti i giorni . Anche la Santa Messa è per me ogni giorno più importante.  Non so Come andrà a finire tutto ciò in ogni caso in paradiso.

Milona, hai lavorato molto conPadre Slavko. Quali sono i tuoi ricordi di Padre Slavko?

Lo conobbi  nel 1984, ma solo di vista, non personalmente.  Allora lo trovai alquanto severo ed inquietante.  Faceva commenti molto diretti e calzanti che mi rendevano insicura . Tra il 1984 e il 1985 venivo qui da Monaco ogni mese con la mia amica e parente Sophie Toerring.  Ogni pellegrinaggio era molto spontaneo e mi ha cambiato la vita ogni volta.  Un cammino sorprendente pieno di eventi inattesi.  Padre Slavko era sempre presente a dare il benvenuto ai pellegrini.  Piano piano ci siamo avvicinati a lui.  Ci ha aiutato lungo la strada della Conversione.  Credo che ciò che più mi ha colpito di Padre Slavko nella mia vita è stata la sua solerzia e il suo profondo amore per gli eventi di Medjugorje.  Sapeva esattamente cosa fare per accompagnarci in questo cammino . Noi tutti abbiamo imparato a comprendre bene gli eventi e le esperienze e ad applicarli nella nostra vita.Confessarsi con lui era  un’esperienza semplice e sana. Sono in tanti a dire la stessa cosa. Pregava molto e viveva tutto con cuore dedicandosi pienamente a DIO e mettendosi al servizio dell’ uomo . Sono queste le cose che mi hanno segnato. Ricordo tantissime storie ma quanto ho appena detto è la cosa più importante.

Milona vive a Medjugorie dal 1984

Tu vivi con tuo marito a Medjugorie.  Come mai ha preso questa decisione?

Mio marito mi ha detto circa 10 anni fa che sarebbe stato bello avere un luogo in cui vivere da considerare come la propria patria ed ha proposto Medjugorje.  Io non ne ero molto sicura sia a causa del mio lavoro che per la mia figlia  che andava a scuola,tuttavia aveva visto proprio giusto. Le cose sono andate proprio bene dopo aver fatto questa scelta.  Ne sono convinta oggi. Noi siamo spesso in viaggio per i pasti di Maia e per motivi familiari.  Tuttavia il nostro cuore è sempre fortemente ancorato a Medjugorje.  Qui abbiamo ricevuto tanto in dono che è giusto continuare a rendere servizio in questo luogo il più possibile.

 

 

Da anni traduci il messaggio del 25 in varie lingue . Come consideri questo lavoro nel tuo rapporto con la madonna?

Allora, negli anni 80, spesso ero solo io a tradurre con Padre Slavko . Grazie a Dio abbiamo sempre trovato chi ci aiutava con le lingue più difficili.  Spesso lavoravo fino a tarda notte e traducevo  il messaggio parola per parola nelle varie lingue. Ricevevo telefonate da tutto il mondo Perché la gente voleva vivere i messaggi.  Mi sentivo onorata oltre che responsabile mentre passavo tutta la notte senza mai perdere la pazienza ad ascoltare le telefonate che ricevevo da Singapore,dall’ Africa e spesso le linee erano disturbate o si interrompevano.  A volte ci volevano ore per completare una conversazione.  Ma il tempo non aveva valore quando si pensa alle parole che scambiavamo tra “estranei”. Erano in tanti a desiderare la parola della Madre. Sentivo un profondo timore di Dio  perché c’erano come una grande forza ed un senso di autenticità in quei momenti. Sebbene non ci conoscessimo, ci sentivamo già molto vicini mentre parlavamo al telefono.  C’era qualcosa di grande e Sacro che ci univa come fratelli.  Tutto ciò era semplicemente meraviglioso.  E oggi continua tutto allo stesso modo.  Noi siamo tutti fratelli quando viviamo Medjugorje.  È una scuola di pace e di riconciliazione con tutti.  Sappiamo tutti quanto sia difficile questo percorso nel mondo di oggi. Oggi aiuto i vari traduttori ufficiali ma non svolgo più un ruolo centrale. Si è sviluppato un grande gruppo che svolge il servizio perfettamente.  Tuttavia la gioia per questo lavoro non mi ha abbandonato.  Sono sempre entusiasta per tutto ciò che la Regina della Pace ci vuole comunicare.

Come descriverebbe la veggente Marija a chi non la conosce.

È molto gentile ed affabile . È grata a tutti coloro che accolgono i messaggi della Regina della Pace e cercano di viverli.  Ringrazia sempre in modo concreto, è sensibile con tutti in maniera così profonda da riscaldare i cuori di ognuno.  Ha fatto della sua vita un servizio per gli altri. Porta una Croce pesante e lo fa con Amore.  Ciò vale per tutti i veggenti.  Essi colpiscono per la loro sensibilità e profondità d’ animo . Li ho visti percorrere questo cammino per 32 anni con coraggio e fede. Non posso fare altro che essere loro grata.  Essi custodiscono un tesoro prezioso .

Che ne pensi del messaggio di pace nel mondo di oggi in cui la pace anche in Europa è in pericolo ?

Quanto più la situazione diventa complessa e  confusa, tanto più vedo la grandezza della Misericordia che ci viene donata. È incredibile che la Regina della Pace ci sono tanta speranza. Ella ci accompagna in modo concreto e costante.  Ringrazio sempre Dio e cerco di vivere gli insegnamenti della Madonna.

Intervista effettuata il 24 Giugno 2016.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Marija: ‘Quella volta che la Madonna venne con uno stuolo di Angeli’


Medjugorje. La veggente Marija: ‘Quella volta che la Madonna venne con uno stuolo di Angeli’

D. Nei messaggi Maria, invita tutti a testimoniare la gioia

Marija: La Madonna ci chiede sempre di vivere i messaggi che ci dà.

Lei non vuole renderci dipendenti dai messaggi, ma ci chiama ad essere gioiosi portatori della sua parola e ci invita sempre ad essere buoni cristiani.

La Vergine ci dà l’opportunità di venire a Medjugorje e cominciare una vita nuova; per questo ci ha scelto e io desidero, con la mia testimonianza, aiutarvi ad immergervi nella grazia di Medjugorje.

Quando la Madonna è apparsa le abbiamo chiesto: “Perché hai scelto noi ?”. Lei ha risposto: “Dio mi ha dato la possibilità di scegliere e io ho scelto voi.”

Come testimone della Madonna, desidero aiutarvi ad entrare in questa grazia particolarmente mentre viviamo quest’anno giubilare che ci dona la Chiesa, che ci dona Dio.

D. La Madonna è presente qui ancora oggi, nonostante tanti si chiedano: cosa fa?, perché appare così a lungo?

Marija: “Io dico sempre: la Madonna ci ama e perciò è con noi e desidera guidarci in un cammino concreto, il cammino d’ogni cristiano; non di un cristiano che è morto, ma di un cristiano che è risorto, che vive con Gesù giorno per giorno.

Una volta un Papa ha affermato che se un cristiano non è mariano, non è un buon cristiano; per questo il mio desiderio è di farvi innamorare della Madonna pensando a quei momenti in cui noi ci siamo innamorati di Lei.

Mi ricordo che una volta la Madonna ci ha chiesto di offrirle per nove giorni alcune ore di preghiera durante la notte e così andavamo sulla collina delle apparizioni e alle 2,30 Lei appariva.

Durante quei nove giorni, noi veggenti insieme ad altre persone abbiamo offerto la novena secondo le intenzioni della Madonna.

La Madonna appariva alle 2,30 ma noi e la gente raccolta lì rimanevamo ancora a ringraziarla. Siccome non conoscevamo tante preghiere avevamo deciso di dire, ciascuno, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre; in questo modo passavamo la notte fino alle 5 o 6 del mattino.

Alla fine della novena la Madonna è apparsa molto contenta ma la cosa più bella è stata che insieme con Lei c’erano tantissimi Angeli, piccoli e grandi.

Abbiamo sempre notato che quando la Madonna arriva con gli Angeli, se Lei è triste anche gli Angeli lo sono, ma se è contenta la loro espressione di gioia è ancora più intensa di quella della Madonna.

Quella volta gli Angeli erano molto contenti.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Quando Padre Jozo, fu tortutato dalla polizia.

Quando Padre Jozo,  fu tortutato dalla polizia.

 

Padre Jozo, proprio in questi giorni di fine agosto di 37 anni fa, veniva torturato, affinché obbligasse i veggenti a ritrattare tutto quanto avevano riferito delle apparizioni della Madonna. Riportiamo il racconto di un testimone: Mladen Bulic, dal libro: “Cari figli, grazie…”, di Don Pietro Zorza:

«A metà agosto 1981 ero ricoverato all’ospedale per dei problemi alla gola. Il 25 agosto, per passare un po’ il tempo, guardavo dalla finestra dell’ospedale. Ad un certo punto vedo parcheggiare, davanti all’ingresso, una macchina della Milicia, dalla quale scesero due poliziotti e fra loro un uomo malridotto che barcollava e perdeva sangue da ogni parte. Feci fatica a riconoscere quel poveretto, ma dopo un po’ capii che era il mio parroco di Medjugorje: Fra Jozo. Fui tradito nel riconoscerlo per il fatto che era con abiti civile, mentre ero abituato a vederlo con il suo saio francescano. Così mi affrettai per andargli incontro e lo incrociai lungo le scale. Padre Jozo perdeva sangue dalle orecchie, dalla bocca e dal naso e zoppicava non reggendosi in piedi da solo. Lui mi riconobbe e mi fece un sorriso forzato e vidi che era rimasto senza denti.

Mi avvicinai per abbracciarlo, ma un poliziotto mi fermò. “Se non ti scansi, pestiamo anche te!”, mi disse. Non so cosa sia scattato dentro di me, ma mi venne un coraggio da leone misto a rabbia. “Tu non puoi farmi niente perché non sono un tuo prigioniero, ma un ammalato ricoverato” gli dissi. Lo portarono dal medico e quando uscì, P Jozo mi chiese come andavano le cose a Medjugorje. Gli risposi che non doveva preoccuparsi perché a Medjugorje andava tutto bene. Intervenne il poliziotto: “Non preoccuparti, perché questa notte gli taglieremo la gola”. P. Jozo mi fece cenno con gli occhi di stare tranquillo e così se ne andò. In seguito venni a sapere che dieci giorni dopo quell’incontro, quel povero poliziotto morì d’infarto».

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La Croce blu si trova ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera, è così chiamato in quanto è presente una croce di legno verniciata con colore azzurro.

Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina. Anche qui, come negli altri luoghi di preghiera, si prega il rosario in silenzio. È un luogo adatto alla riflessione e alla preghiera personale. La veggente Marija racconta: “Per quanto riguarda la croce blu, tutto è cominciato nell’estate del 1981, quando la milizia ha proibito alla gente di salire sulla collina. Inseguiti dalla milizia, noi veggenti stavamo correndo di là quando, all’improvviso e inaspettatamente, è apparsa la Madonna. Allora abbiamo cominciato a pregare e a cantare. In quel momento sono sopraggiunti i miliziani, sono passati vicino a noi ma erano come accecati, non riuscivano a vederci mentre noi a un metro da loro cantavamo, e così continuarono ad avanzare. Eravamo diventati invisibili ai loro occhi. Da quel giorno in poi la Madonna ci è apparsa molto spesso lassù e la milizia non ci ha mai trovati: era un po’ come il nostro rifugio”.

La storia delle apparizioni di Medjugorje

 

In quel punto è nato anche il gruppo di preghiera di Ivan nel 1982. In quel periodo, infatti, ogni sera un gruppo di giovani si univa ad uno o più veggenti per pregare insieme. Il 4 luglio 1982 avevano deciso di salire sulla collina, ma quando avevano appena iniziato la salita la Madonna apparve all’improvviso ad Ivan e disse di non proseguire poiché in cima c’era la polizia ad attenderli. Quell’apparizione avvenne, appunto, dove oggi è la Croce blu. La Vergine pregò con loro, li benedì e fissò il giorno e l’ora dei loro futuri incontri, sempre in quel luogo. All’inizio il martedì e il venerdì, poi le apparizioni ci furono nei giorni di lunedì e venerdì.

Quando Ivan è a Medjugorje, il lunedì e il venerdì, continua ad andare alla Croce Blu dove ha le apparizioni, generalmente alle ore 21 (alle 22 o alle 23 d’estate) dove si reca col suo gruppo di preghiera.

Queste apparizioni serali del lunedì e del venerdì non sono da definirsi straordinarie, in quanto sono regolari fin dal 4 luglio 1982. La straordinarietà, o meglio, la particolarità di queste apparizioni è che spesso la Gospa desidera anche la presenza dei pellegrini. Solitamente la Madonna in queste apparizioni dà, attraverso Ivan, messaggi che riguardano la famiglia.

La storia della Croce Blu è particolare, infatti, Ivan, insieme a Nedjo Brecic, membro del suo gruppo di preghiera, decisero di contrassegnare il luogo con una croce. Il padre di Ivan, Stanko, proprio quel giorno stava pitturando qualcosa con della vernice blu. Ivan e Nedjo ne approfittarono e dipinsero la croce di quello stesso colore.

I membri del gruppo di preghiera decisero poi di erigere in quel luogo una seconda Croce blu in ricordo di Nedjo, deceduto il 4 luglio 1999 subito dopo l’apparizione, proprio nell’anniversario del giorno della nascita del gruppo stesso. In questo luogo, da qualche tempo a questa parte, avvengono anche gli incontri della veggente Mirjana con la Vergine il 2 del mese, alla presenza di migliaia di pellegrini.

Presso la croce blu si sono verificate molte guarigioni fisiche miracolose, mentre non si contano quelle spirituali di cui potrebbero testimoniare migliaia di pellegrini.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Slavko Barbaric è andato alla casa del Padre  il 24 novembre 2000. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, aveva iniziato ad avvertire dolori. Si era seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore.

Nel luogo dove è morto, è stata posta una lapide dopo la 15° stazione della Via Crucis.   Slavko Barbaric era nato l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik.

Era entrato nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca inizib a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, P. Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni.

I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena.

Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati).Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù!

La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa. Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore.

Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “…Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità…” (Gv 17, 16-19). E’ sepolto sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje,

Di Roberto Lauri  già apparso su Papaboys.org

 

La storia poco conosciuta della grande croce sul il monte Krizevac

 La storia poco conosciuta della grande croce che sovrasta il monte Krizevac

Il Križevac, insieme al Podbrdo ed alla chiesa parrocchiale dedicata a san Giacomo, è uno dei tre punti fondamentali di devozione per ogni cattolico che si rechi in pellegrinaggio a Međugorje. Sulla cima del colle è stata costruita una Croce monumentale, alta 8.5 metri e larga 3.5, in onore dell’Anno Santo della Redenzione 1933-’34, ad opera dei parrocchiani di Međugorje.

 

La costruzione della croce è iniziata nel 1933 ed è stata completata nel 1934, e da quell’anno il monte Šipovac è stato chiamato appunto monte Križevac, monte della Croce. Pare che uno dei motivi che spinse la popolazione ad erigere la croce furono delle piogge abbondanti che minacciavano i raccolti, per le quali il parroco di allora, Bernardin Smoljan, spinse i parrocchiani, nonostante la loro povertà, a costruire la croce a memoria dei 1900 anni dalla morte di Cristo.Non c’erano sentieri ben predisposti che conducevano fino alla cima di quel monte ricoperto di arbusti e di alberelli di melograno selvatico.

 

Pochi erano gli uomini che vi lavorarono, perché la maggior parte erano emigrati all’estero per lavoro. Eppure, la popolazione, di ogni età, si dette da fare per innalzarla. Lo fecero per fede e speranza. Speravano nel Signore, che proteggesse le loro povere terre dalla miseria, dalla siccità e dalla grandine. Erano tutti cristiani, avevano fede nel Signore, e volevano che fin da lontano le persone potessero rivolgere lo sguardo alla croce, segno di salvezza.

Alcune reliquie della vera Croce di Gesù, ricevute da Roma per l’occasione, sono state inserite nell’asta della croce stessa.
Il 16 marzo 1934 fu celebrata la prima santa Messa ai piedi della croce. Nel settembre del 1935, il vescovo Alojzije Mišić ordinò che a Međugorje la Festa della Esaltazione della Santa Croce venisse celebrata ogni anno la prima domenica dopo la Festa della Natività di Maria, e che la messa fosse celebrata sul Križevac. Infatti, il 14 Settembre, la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Croce, cioè il ritrovamento avvenuto, secondo la tradizione, nell’anno 320. In quel preciso giorno il vescovo di Gerusalemme esaltò, alzò, la croce sopra il popolo che si era riunito in preghiera, affinché tutti venerassero quel legno dove Gesù era stato inchiodato, dove aveva versato il suo sangue e vi era morto.

A Medjugorje, quindi, nella domenica seguente la Natività di Maria, si celebra la festa dell’Esaltazione. E se un tempo quella era la festa della gente del luogo, da quando sono cominciate le apparizioni è diventata una festa anche per i pellegrini. Si sale lassù, e ci si raduna per stare con Cristo e tra di noi, popolo cristiano.

 

Križevac è anche il nome della stessa Festa dell’Esaltazione della Santa Croce nella Parrocchia di Međugorje. Se fino al 1981 questa festa era per solo per i parrocchiani e gli amici dei villaggi vicini, con l’inizio delle apparizioni della Regina della Pace è divenuta una celebrazione per i cattolici di tutto il mondo. Durante la settimana precedente al giorno della festa, la croce è illuminata di notte con migliaia di luci che annunciano l’imminenza della festa.