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Il Papa ha nominato mons. Henryk Hoser Visitatore Apostolico a Medjugorje

Il Papa ha nominato mons. Henryk Hoser Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje

Papa Francesco ha nominato mons. Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Lo fa sapere un comunciato della Sala Stampa vaticana. “Si tratta di un incarico esclusivamente pastorale – si informa – in continuità con la missione di Inviato Speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a Mons. Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi”

Padre Slavko: Digiunare significa aprirsi al Signore

Padre Slavko: Digiunare significa aprirsi al Signore


… Il digiuno è obbligatorio per tutti noi, secondo il Vangelo, come la preghiera. Gesù ha detto che i suoi digiunavano.

Quando i farisei sono andati da Gesù hanno detto: guarda, i discepoli di Giovanni digiunano, ma i tuoi non digiunano. Gesù ha detto: finché lo Sposo è con loro non devono digiunare, quando sarà tolto loro lo Sposo, allora digiuneranno. Gesù è stato tolto, ma è Risorto e noi viviamo « già e non ancora », in questa tensione del Regno di Dio. Siamo in attesa, aspettiamo. La Chiesa prega che il Signore venga e il digiuno tra le altre cose ha una dimensione escatologica. Io aspetto: per un giorno voglio non mangiare; aspetto il mio Signore. Questa è una dimensione escatologica e il Signore ha parlato per i suoi discepoli.

C’è un modo speciale del maligno che si può scacciare solo con la preghiera e con il digiuno. I discepoli non potevano fare niente perché non hanno digiunato.

Ho detto questo come principio generale. Io non so chi può nella Chiesa proibire la preghiera e il digiuno ai cristiani. Se la prassi della Chiesa è ridotta al minimo, questo è secondo la situazione: come, per esempio, mangiare un’ora prima della Comunione. Tanti volevano comunicarsi prima di andare al lavoro, ma dovevano mangiare. Se non mangiavano, non potevano mangiare niente tutto il giorno. Allora la Chiesa ha detto: facciamo così. Gesù ha mangiato e ha fatto la Comunione con gli Apostoli subito dopo la Cena; la Chiesa ha fatto una prassi, ne ha introdotto un’altra, può introdurne anche un’altra… Il digiuno è la stessa cosa. C’era un boom in questi ultimi anni. Tanta gente non poteva digiunare e la prassi è diventata un po’ superficiale.

La Madonna adesso dice: «digiunate». Concretizza di nuovo questo principio generale del Vangelo, di tutti i profeti, di tutti i Santi che hanno digiunato. La Madonna stessa ha digiunato sicuramente, credo due volte la settimana, perché nella Chiesa primitiva si digiunava due volte. E se la Madonna dice: «digiunate», non dice niente di nuovo. Invita al rinnovamento di una prassi.

Il digiuno è connesso con la fede. Digiunare non significa aver fame: digiunare significa aprirsi al Signore. Uno che digiuna si apre, uno che digiuna è aperto, diventa un povero nello spirito come la Madonna. E un povero non può mai dire ad un altro « non ho bisogno di te », perché ha bisogno di lui. Io non ho niente. Lui ha qualche cosa, materialmente parlando. Io non posso dire: « Non ho bisogno di te. Perché devo chiedere ogni giorno? ». Un povero nello spirito non può diventare ateo, perché vede che ha bisogno del Signore e, allora, se la Madonna comincia adesso una nuova scuola della fede, in questo mondo pieno di ateismo, deve invitare al digiuno perché il digiuno ci aiuta ad aprirci, a diventare trasparenti, proprio a lasciare posto, anche nel corpo, per la Parola. I Santi Padri della Chiesa digiunavano e dicevano che il digiuno è la preghiera del corpo. Allora il corpo si prepara, anche col digiuno, ad accettare il Signore. E questo è al servizio della fede.

Allora, generalmente parlando, se vedo concretamente una persona che digiuna e vedo che ci sono conseguenze non buone, si deve cercare un altro modo. Ma dire che la tradizione è passata o che non si digiuna, non è vero. Dire che mangiare un giorno a pane e acqua sia dannoso, non lo credo.

Domandatelo ai medici: un medico vi dirà che stare un giorno senza mangiare è un bene per l’organismo. Fare siesta, dare siesta allo stomaco…

Solo nella prassi religiosa abbiamo paura di restare senza vitamine? Ci sono tanti che hanno abbondanza di vitamine e non sanno che cosa farne.

Se noi cristiani abbiamo paura di avere un po’ di fame un giorno, che cosa pensiamo di quelli che muoiono di fame, ogni giorno nel mondo?

Avere un po’ di fame un giorno: si sentirà un po’ meglio la loro voce. La Madonna non vuole che noi restiamo senza vitamine, ma vuole un’armonia nella nostra vita. Digiunando si riceve un nuovo senso anche per il tempo, per discernere le cose importanti dalle cose non importanti. Tanti, dopo aver cominciato a digiunare, hanno visto che non c’è bisogno ogni sera di stare davanti alla televisione.

Per una sera non aver mangiato, non aver fumato, non aver bevuto in una casa tante volte significa salute per la casa. Da una statistica: in Francia si guarda la televisione 18 ore la settimana, cioè tre ore al giorno: ma se cominciate a digiunare non farete così.

Fonte: P. Slavko Barbaric – 21 febbraio 1985

Conferenza stampa di S.E. Mons. Henryk Hoser,

Incontro dell’Arcivescovo S.E. Mons. Henryk Hoser, Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, con i giornalisti. Medjugorje, 5 aprile 2017

data: 06.04.2017.

(Prima parte)

«Signore e Signori, buongiorno.

All’inizio devo dare qualche spiegazione e qualche giustificazione. Il quadro della mia missione è stato definito dalla Santa Sede: si tratta, come abbiamo appena sentito, di esaminare lo stato della pastorale dei pellegrini a Medjugorje. Questa è la mia prima visita a Medjugorje: sono arrivato senza conoscere la situazione sul posto, ma sapendo al contempo che si trattava di un luogo di pellegrinaggio a livello internazionale. Mi servo della lingua francese, perché essa è stata per molto tempo, e rimane ancora, una lingua diplomatica.

Senza dubbio voi attendete di sapere da me le mie impressioni, le mie conclusioni. La prima cosa che vorrei sottolineare è il fatto essenziale che, in passato, Medjugorje non era conosciuta nel mondo. Era una piccola località sperduta da qualche parte tra le montagne, come il nome stesso — Medjugorje — indica. Ora Medjugorje è conosciuta nel mondo intero, e bisogna anche sapere che vi si recano pellegrini provenienti da ottanta paesi del mondo. Dal punto di vista dell’importanza di questo luogo di pellegrinaggio, esso può essere paragonato ad altri posti. Ad esempio, se a Medjugorje vengono due milioni e mezzo di pellegrini all’anno, a Lourdes ne vanno sei milioni, ma Lourdes esiste da più di centocinquanta anni. Medjugorje ha solo trentasei anni d’anzianità. E’ tempo di fare un primo bilancio, una prima valutazione, che è molto importante per lo sviluppo futuro di questo luogo.

Allora, perché tanta gente viene qui? Da un lato, chi viene ha senza dubbio sentito parlare di quelle che vengono chiamate “le apparizioni di Medjugorje”, che hanno avuto luogo per la prima volta nel 1981. D’altra parte, coloro che vengono qui scoprono qualcosa di eccezionale. La prima cosa è l’ambiente, l’atmosfera, che è di pace e pacificazione, come pure di pace interiore, di pacificazione del cuore. Essi scoprono pure un grande spazio di spiritualità profonda. Riscoprono, o scoprono per la prima volta nella loro vita, cosa sia il senso del sacro. A Medjugorje essi incontrano sia tempi sacri che spazi sacri. “Sacro” significa riservato in modo particolare alla divinità.

Comunemente si dice che Medjugorje è un luogo di culto mariano, ed è vero. Ma, se andiamo in profondità, vediamo che a Medjugorje il culto è essenzialmente cristocentrico, perché ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio e l’adorazione del Santissimo Sacramento, durante la quale si scopre che esso è la presenza reale di Gesù Cristo, nella sua divinità ed umanità. Alcuni scoprono la recita del Rosario, che in fondo è una preghiera di meditazione sui misteri della nostra fede. Infine, facendo la Via Crucis, essi entrano nel mistero pasquale, ossia nel mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Termino questo panorama con un accento più marcato riguardo al Sacramento del Perdono, la Confessione personale e personalizzata.

Dal punto di vista religioso, Medjugorje è un terreno molto fertile. In questi anni sono state enumerate seicentodieci vocazioni religiose e sacerdotali d’ispirazione medjugorjana: le più numerose sono in Italia, negli Stati Uniti ed in Germania. Tenendo presente l’attuale crisi di vocazioni, soprattutto in paesi di antica cristianità come l’Europa occidentale, questo fatto ci pare qualcosa di nuovo e, a volte, sconvolgente.

Considerando il numero di Comunioni distribuite — perché è quella l’unica possibilità di contare i pellegrini, anche se naturalmente con un certo margine d’errore — possiamo dire che, negli anni passati, dal 1986 al 2016, sono stati distribuiti trentasette milioni di Comunioni. Il numero di pellegrini è però più grande, perché non tutti accedono alla Comunione.

Nella valutazione della situazione di Medjugorje, vanno distinti tre ambiti.

Il primo ambito è la parrocchia, che esiste da molto tempo. Essa serve i parrocchiani che sono qui, che abitano qui sul posto ed il cui numero, nei dieci anni passati, è aumentato di un migliaio di unità o forse anche di più. Questa parrocchia — che ha la sua storia e che, negli anni trenta del secolo scorso, ha costruito la croce che sovrasta Medjugorje — è stata il terreno in cui è stato accolto l’odierno fenomeno di Medjugorje. In questa storia parrocchiale s’iscrive anche quella particolare e personale di quelli che vengono chiamati “veggenti”.

Un secondo circolo, un secondo ambito, sono i pellegrini, che, come ho appena detto, arrivano anche alla cifra di 2.500.000 all’anno. Questo numero tende ad aumentare, e questa è evidentemente una sfida enorme per i pastori che servono questo luogo. Tale fenomeno ha inoltre causato il potenziamento delle attuali strutture, che devono chiaramente rispondere alle necessità dei pellegrini: esse comprendono questa sala, la Cappella dell’Adorazione e lo spazio per la celebrazione di Messe all’aperto. Si tratta, dunque, di alcuni elementi che sono giustamente stati aggiunti in considerazione dell’arrivo dei pellegrini. D’altra parte, abbiamo anche visto lo sviluppo della cittadina: ci sono sempre più alberghi, ristoranti, esercizi commerciali, cosa che mi fa già pensare ad una piccola Lourdes. Non è risaputo il fatto che Lourdes è la seconda città per numero di alberghi in Francia dopo Parigi. Potrebbe essere questo anche il futuro di Medjugorje in rapporto a Sarajevo. Dunque, la popolazione aumenta, e quindi aumenta pure la capacità di accoglienza dei pellegrini.

Abbiamo però anche un terzo ambito: a Medjugorje si sono insediate delle comunità, delle associazioni, delle opere sociali e caritative che vengono sommariamente stimate in una trentina. Ve ne sono alcune che si sono stabilite qui perché ispirate a Medjugorje o perché hanno qui le proprie radici, ma ve ne sono anche altre che sono venute da altri paesi: che sono cioè state create altrove, ma poi si sono stabilite qui per vivere questa atmosfera e questo fenomeno di Medjugorje.

Qui evidentemente vi sono anche delle creazioni originali, e vorrei menzionare soprattutto l’opera caritativa creata dai padri francescani: il “Villaggio della Madre”. Vale la pena di visitarlo, se vi interessa, perché è costruito con l’idea di accompagnare le vite delle persone, e in special modo quelle difficoltose, in tutti i loro stadi: gli orfani, i giovani, in difficoltà, le persone dipendenti dalla droga, dall’alcool o da altri condizionamenti dello stesso tipo, i disabili. Anche questa è un’espressione di quella carità attiva intimamente legata alla fede cristiana. Ma vi è anche un’altra opera molto importante, anch’essa creata dai padri francescani, chiamata “Domus Pacis”, ossia una casa per ritiri in silenzio. Si stima che già vi siano passati 1.200 gruppi, per un totale di più di 42.000 partecipanti. Questo genere di ritiri e di seminari trasforma le persone dall’interno.

Anche i seminari sono un’altra invenzione pastorale della parrocchia di Medjugorje. Sono annuali, ossia vengono tenuti una volta l’anno. Da ventitré anni esiste già un seminario aperto a tutti; da ventuno anni vi è un seminario destinato unicamente ai sacerdoti ed alla loro formazione; da diciassette anni ci sono seminari riservati alle coppie, e da quattro è iniziato un nuovo tipo di seminario, rivolto a medici e paramedici. L’anno scorso è stato inoltre organizzato, per la prima volta, un seminario a favore della vita umana. Ce n’è, infine, anche uno per disabili. Questo panorama mostra l’intensità della vita cristiana qui a Medjugorje, che rappresenta in certo modo un modello che potrebbe essere seguito anche altrove.

L’offerta dei Santuari nel mondo di oggi è di tale portata che Papa Francesco ha trasferito la problematica dei Santuari dalla Congregazione per il Clero alla Congregazione per la Nuova Evangelizzazione. La gente qui riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri paesi di antica cristianità la Confessione individuale non esiste più. In molti paesi non c’è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. In molti paesi non si conosce più la Via Crucis ed il Rosario non viene recitato. Nella Bretagna francese, una volta mi è stato detto che l’ultima Via Crucis era stata pregata trenta anni prima. Un tale inaridimento dell’ambito spirituale e del sacro porta, evidentemente, a una crisi di fede generalizzata.

Qui la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro: la sua sete di Dio, di preghiera, che viene riscoperta come contatto diretto con Dio. Direi che la gente qui sente la presenza del divino anche per mezzo della Santa Vergine Maria.

A Medjugorje viene accentuato il titolo mariano di “Regina della pace”. Direi che questa non è una novità, perché nel mondo intero vi sono chiese dedicate alla Regina della pace. Se però noi guardiamo il contesto mondiale della nostra vita di oggi, vediamo ciò che Papa Francesco definisce “la terza guerra mondiale a pezzi”, ossia in frammenti e sotto le forme più crudeli e che causano più ferite, ovvero le guerre civili. Voi, che abitate nei Balcani, avete vissuto una guerra civile non molto tempo fa. Io ho vissuto il genocidio in Ruanda. Tutto quello che ora vedete accadere in Siria, nel Vicino Oriente, è la distruzione dei paesi di più antica cristianità, anche facendo ricorso alle armi chimiche: questo è il paesaggio che vediamo oggi dinanzi a noi. Quanti conflitti politici in ciascun paese! Dunque, il ricorso a nostra Signora della Pace è, a mio avviso, essenziale. Qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante.

Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità. Io vi suggerisco, inoltre, di iscrivervi ai seminari che si svolgono qui, non so a quale, per scoprire quello che ancora non conoscete. Grazie!»

 

Domande e risposte

Danuta Liese, Polonia: «Sarebbe possibile che un sacerdote della Polonia venisse posto stabilmente a servizio dei pellegrini in questa parrocchia? Intendo non solo temporaneamente, come ospite, ma in modo permanente?».

«Penso spetti al Provinciale concordare con le Province polacche l’invio di un sacerdote fisso, come già ve ne sono altri qui».

Sanja Pehar, Radio MIR Medjugorje: «Eccellenza, per l’esperienza che ha avuto in questi giorni, dove vede Medjugorje all’interno della nuova evangelizzazione, che sappiamo la Chiesa sottolinea oggi così fortemente?».

«Io credo che Medjugorje già si trovi nella linea della nuova evangelizzazione, lo provano le cifre che ho appena citato. La dinamica crescente della presenza dei pellegrini qui sta a significare che anche le loro necessità sono in aumento».

Ivica Đuzel, HRT: «Ho trovato in rete un dato secondo cui lei avrebbe già parlato con i veggenti. Che impressione le hanno lasciato?».

«E’ vero che un contatto con i “veggenti” era iscritto nella mia missione, ma non un incontro molto approfondito, poiché questa è materia di competenza della Commissione dottrinale presieduta dal Card. Ruini. I “veggenti” sono andati in Vaticano appunto per presentare la loro storia, queste esperienze, eccetera. Con i “veggenti” che ho visto, ho avuto l’impressione di un contatto normale, molto diretto. Non dobbiamo dimenticare che non sono più ragazzi e ragazze: alcune di loro sono già nonne! Per approcciarsi al loro ruolo, bisogna anche tener presente che sono immersi in una normale vita familiare e professionale. Devono provvedere alla vita dei loro figli, e sono quindi vicini alle preoccupazioni di tutti noi. Alcuni sono malati, altri cercano di provvedere alla loro vita, eccetera. Hanno quindi, direi, una vita normale e, stando a ciò che dicono, hanno avuto il privilegio di queste “apparizioni”, che hanno interiorizzato. Non è mio compito pronunciarmi sulla veridicità o non veridicità delle “apparizioni”. La Chiesa non si è ancora pronunciata.

Ivan Ugrin, Slobodna Dalmacija: «Arcivescovo Hoser, penso che il fatto che lei oggi sia qui con noi sia per noi tutti un grande onore. Una volta, in un messaggio, la Madonna ha detto di essere venuta qui per continuare l’opera iniziata a Fatima…».

«Lei può leggere la storia delle apparizioni riconosciute in successione. Potrei citare, ad esempio, quelle di La Salette, avvenute a metà del XVII secolo, o quelle a Rue du Bac; quelle di Lourdes, di Fatima, di Banneux in Belgio, nell’anno della ascesa al potere di Hitler. O anche quelle di Guadalupe nell’America del Sud, in occasione della colonizzazione degli Indiani d’America. Tutte queste apparizioni hanno un denominatore comune, ossia il fatto che la Santa Vergine invita alla conversione, ad abbandonare la vita di peccato. In esse ella mostra anche le sfide di ogni epoca. Vorrei terminare questa risposta citando le apparizioni di Kibeho. Ho vissuto io stesso ventuno anni in Ruanda ed ho partecipato alla Commissione medica sulle apparizioni, cominciate un anno dopo rispetto a quelle di Medjugorje. Là la Santa Vergine aveva già mostrato lo spettro del genocidio, che si sarebbe poi verificato dodici anni dopo. Anche quello era un avvertimento. Il messaggio è simile a quello che viene riferito qui a Medjugorje: un invito alla conversione, alla pace. Le apparizioni di Kibeho sono state riconosciute dalla Chiesa. Io direi perciò che si tratta di due località “sorelle”, sia per contesto storico che per vicinanza temporale, visto che tra le due vi è soltanto un anno di differenza. All’inizio, anche là ci sono stati evidentemente molti dubbi sulla veridicità dei veggenti e sul fatto che potessero anche inventare delle storie: alcuni di loro sono stati poi esclusi dal numero dei veggenti riconosciuti. Perciò vi invito alla pazienza, perché chiaramente più il problema è complesso, più necessita di tempo per giungere a conclusioni davvero valide».

Paolo Brosio, Mediaset Mondadori: «Mons. Hoser, io la ringrazio per quello che lei ha detto per questo luogo, che mi ha ridato la vita. Quando ho visto la sua foto sul Podbrdo, sotto la statua della Madonna, sono scoppiato a piangere dalla gioia. Ho cercato di divulgare questo in tutta Italia e, dalle prime sue interviste, ho capito cosa pensava di questo luogo benedetto. Le chiedo: da indiscrezioni trapelate in Italia, si sa che il Card. Ruini, dopo tre anni e mezzo, avrebbe terminato la Commissione Internazionale d’Inchiesta stabilendo la veridicità dei primi anni di queste apparizioni a Medjugorje. Io le chiedo: cosa pensa lei di queste conclusioni e, se lei ha letto il Dossier della Commissione Internazionale d’Inchiesta, cosa ne pensa?».

«Purtroppo io non ho letto il materiale di detta Commissione, perché non è stato pubblicato. Può essere che, dopo il mio ritorno in Vaticano, io possa avervi accesso o almeno parlare col Card. Ruini ma, per adesso, non posso dire nulla. La mia missione non consiste soltanto nell’interrogare le persone che lavorano qui, che sono responsabili o meno della situazione, ma anche nel visitare i luoghi di pellegrinaggio. Ed è precisamente questo il motivo per cui ho affrontato il non semplice cammino che porta alla statua della Santa Vergine. Si tratta di un luogo che merita la presenza di tutti, per il fatto stesso che là vi sia una statua della Santa Vergine. Lassù ho incontrato un gruppo di pellegrini polacchi ed ho rivolto loro qualche parola sul culto mariano. La stampa però poi ha cominciato subito a dire che io avevo condotto lassù un gruppo di pellegrini: non è vero».

Darko Pavičić, Večernji list: «Reverendissimo Arcivescovo, ogni volta che lei ha parlato degli eventi di Medjugorje ha fatto riferimento ad “apparizioni” e non a “presunte apparizioni”. Lei crede che qui si tratti davvero di apparizioni? Di cosa ha parlato con Ratko Perić, il Vescovo di Mostar, che non ci crede e le contesta? Grazie molte».

«Evidentemente io sospendo il mio giudizio, perché non conosco tutti i dettagli e non conosco il gigantesco lavoro fatto dalla Commissione Ruini. Se parlo di “apparizioni”, lo faccio per il semplice motivo che qui si utilizza questa espressione. Io lo dico “tra virgolette” solo che, mentre parlo, le virgolette non si possono vedere. Attendo come voi il verdetto finale di detta Commissione, e soprattutto quello del Papa, che si pronuncerà».

Ivan Pavković, Al Jazeera: «Cosa pensa davvero il Papa su Medjugorje: sulle apparizioni e su questi frutti di cui lei parla?».

«Come si dice, è una bella domanda! Io però evidentemente non so cosa ne pensi il Papa, lui non me l’ha mai detto. Dunque anche qui bisogna attendere, perché evidentemente il Papa prende in considerazione tutto il materiale riguardante le ricerche ed il lavoro svolto. Io credo, però, che anche il fatto che Medjugorje sia un luogo così importante nella prospettiva della nuova evangelizzazione avrà in qualche modo il suo peso nel giudizio finale. Non ho detto nel giudizio “ultimo”, ma “finale”».

Ines Grbić, Laudato TV: «In una dichiarazione da lei fatta nell’imminenza del suo arrivo a Medjugorje, ha detto che qui dovrà svolgere la sua missione in condizioni del tutto diverse ed in modo differente. Mi interesserebbe sapere quali siano queste “condizioni” e quale sia questo “modo”, che sono differenti dal lavoro da lei svolto finora. Lei ha anche detto che queste “apparizioni mariane” sono significativamente differenti dalle precedenti. Cos’è che in esse è specificatamente diverso?».

«Lei avrà certamente notato, Signora, la specificità di queste “apparizioni”, che direi hanno un nuovo formato rispetto a quelle del passato. Anzitutto la durata di quelle che vengono chiamale le “apparizioni di Medjugorje”, che già stanno per superare i trentasei anni. I “veggenti” di Medjugorje, per usare un’espressione che cantiamo nel Prefazio della Messa, sono “Sine fine dicentes…”, anche se è vero che, nell’agiografia di certi santi, è presente questo fenomeno, per cui essi hanno avuto apparizioni per tutta la vita. Una seconda specificità è il numero delle apparizioni: c’è chi ha contato circa quarantasettemila apparizioni individuali. Tenendo presente il fatto che ci sono sei veggenti che hanno frequenti apparizioni personali da trentasei anni, forse un tale numero potrebbe essere anche attendibile, non so. Inoltre, si tratta di “apparizioni” non legate al luogo. A Lourdes la Madonna appariva sempre nella grotta, a Fatima sopra un albero. Ma qui, stando ai veggenti, “l’apparizione” segue la persona, per cui ne hanno in casa, in viaggio, o in chiesa, eccetera. Queste sono specificità che fanno difficoltà in rapporto alla pronuncia di un giudizio».

La parola pronunciata maggiormente dalla Madonna a Medjugorje

La parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje:  “PREGATE”

È questa la parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l’azione più im­portante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell’aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad in­citarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italia­ni: “Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l’unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria con­tinua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo al servi: “Fate quello che Egli vi dirà!”. La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci met­tiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: ‘Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l’apparizione”. Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo credia­mo? Se non ascoltiamo l’invito della Madonna a pregare davve­ro, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: “La pre­ghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace in­teriore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro… Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desìdera Dio, di chi anela a Dio “. Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stes­sa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la pre­ghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: “Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun’altra cosa è importante, adesso per me nessun’altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amo­re, così Dio potrà darvi le grazie “. Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l’adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario… Maria racco­manda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: “Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!”. E dice ancora: “Un fiore non può crescere bene senza ac­qua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter cre­scere e per poter fare i vostri lavori”: la benedizione di Dio do­na lo Spirito Santo.
Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insi­stentemente lo Spirito Santo.

La preghiera del cuore – Per cercare di capire cosa la Madonna intende con il termine di “preghiera del cuore” leggiamo alcuni suoi messaggi e co­minciamo a vedere cosa vuole insegnarci. “lo vi invito, cari fi­gli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non potete comprendere ciò che Dio vuole realizzare attraverso ciascuno di voi. Perciò pregate!” (aprile 1987). Il cuore è la parte più intima e vitale di noi stessi, è il simbolo di tutti i nostri sentimenti, desideri, aspirazioni, speranze, propositi. Il cuore è quella parte impalpabile ma essenziale di noi stessi che orienta tutta la nostra vita. Può orientarla verso il male, come dice Gesù: “Dal cuore provengono i propositi mal­vagi, gli omicidi” ecc. (Mt. 15, 19), ma può e deve orientarla verso il bene, verso Dio. Pregare col cuore significa dunque pregare con tutto il no­stro essere orientato verso Dio, aperto a Dio, desideroso dell’in­contro vivo e vivificante con Dio. Significa desiderare Dio, amare Dio, mettersi in sintonia con Lui e volere ciò che Egli vuole. Significa dire non solo con le parole, ma con la più inti­ma convinzione e con il più vivo desiderio: “Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà”. Significa sforzarsi di adeguare tutta la propria vita a queste esigenze che ci ha suggerito Gesù stesso. È chiaro che pregare così vuol dire identificare la nostra vo­lontà con quella di Dio in tutto. Ed è chiaro che una preghiera così non può non essere esaudita. Solo se preghiamo così pos­siamo comprendere tutto ciò che Dio vuole realizzare attraverso di noi. Dio, innanzitutto, programma per noi la nostra santità e quindi la nostra salvezza e felicità eterna, attraverso vie diverse che sono le più conformi alle attitudini, alle doti, alle inclina­zioni, alla vocazione che ciascuno ha. Nella preghiera possiamo conoscere la via migliore che Dio ha tracciato per noi. Ma Dio ha un piano di bene e di salvezza anche per gli altri e questo si deve realizzare pure mediante noi, con il nostro ap­porto, con la nostra disponibilità agli altri, con la nostra pron­tezza alla rinuncia, al sacrificio, alla comprensione, al perdono, al servizio con il nostro amore soprannaturale. Ecco alcuni altri inviti materni: “Oggi vi invito alla pre­ghiera del cuore. Durante questo tempo di grazia desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza della grazia che Dio vi offre” (febbraio 1989). “Cari figli, vi invito alla preghie­ra con il cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consacri più tempo a Dio” (settembre 1990).
Decidiamo di dedicare alla preghiera un tempo specifico della nostra giornata e apriamo sempre di più il cuore agli in­segnamenti della Mamma Celeste.

Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it

Il Cardinal Pietro Parolin, riguardo a Medjugorje

Lunedì 30 ottobre 2017, dopo il Rito di benedizione del grande salone della Università Cattolica di Zagabria, il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha tenuto una Conferenza Stampa nel corso della quale ha risposto anche ad una domanda legata a Medjugorje. Secondo quanto riportato dall’Agenzia di Stampa IKA, il Cardinale ha detto al riguardo:

“Ieri, mentre venivo in Croazia con un volo Roma – Spalato, ho incontrato un folto gruppo di pellegrini diretti a Medjugorje dall’Argentina. Poco tempo fa ho parlato con persone che testimoniavano il fatto che c’è un grande interesse per Medjugorje. A quanto so, quest’estate là si è svolto anche un grande raduno di giovani. Voi sapete che era stata istituita una Commissione il cui scopo era quello di studiare il fenomeno. La Commissione ha poi consegnato le sue conclusioni nelle mani del Santo Padre. Naturalmente, accanto alla questione relativa alla valutazione circa il carattere soprannaturale degli eventi di Medjugorje, c’è anche tutta quella che concerne la cura pastorale sul posto, ed è questo ciò che al momento ci interessa di più, perché sono molte le persone che si recano in pellegrinaggio in quel luogo. Il desiderio della Santa Sede è dunque quello di aiutare a regolare quel fenomeno, in modo che i fedeli che là si recano possano meditare meglio la Parola di Dio, celebrare i Sacramenti e vivere un’autentica esperienza di fede. Proprio a tal fine non molto tempo fa è stato a Medjugorje Mons. Hoser, che ha avuto il compito di raccogliere informazioni e riferire alla Santa Sede sullo stato delle cose, ma, lo ribadisco, al fine di rispondere alle sfide concernenti la cura pastorale. Tutto ciò per poter poi valutare quale passo successivo compiere in tal senso”.

4° Seminario nazionale AIASM

“IL TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO E’ IN CRISTO: Profezia di FATIMA”

 

4° Seminario nazionale accompagnatori di pellegrinaggi mariani e organizzatori di gruppi di preghiera e di carità

24– 26 novembre 2017

FRATERNA DOMUS – Roma

PROGRAMMA:

VENERDI’ 24 novembre

ore 11:00 – Presidente Aiasm: presentazione del seminario;

ore  11,15 Saluto di Padre Dragan Ruzic.

ore 12:00 ANGELUS e CANTI

ore 12:30 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 Coroncina della Divina Misericordia

ore 15:00 relatore: Mons. Giuseppe Magrin Tema:” Il perché della scelta e dei luoghi delle apparizioni mariane”.

ore 16:00 – 16:30 pausa caffè

ore 16:00 risposte e domande

ore 17:00-18:00 Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 18:00 Rosario e canti.

ore 18:30 Santa Messa. Presiede Cardinale Re Giovan Battista

ore 20:00 Cena

ore 21.30 – (Presentazione Don Alberto Paccini, Rettore Basilica Santa                             Anastasia Roma )

Segue Adorazione notturna

 

SABATO 25 novembre

 

ore 7:00 – 7:30 Adorazione Eucaristica

ore 7:30 – 8:00 Lodi e

ore 8:00 – 8:45 Colazione

ore 9:00Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI

(Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “ La devozione a Maria: Perché ? “

ore 10:30 – 11:30 pausa caffè

ore 11:30 – 12:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 12:00 ANGELUS, Per l’ Omelia della Santa Messa.

Presiede Cardinale Angelo Comastri: Conversioni “Mariane “

concelebra Mons Giuseppe Magrin

ore 13,20 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 foto di gruppo

ore 15:00- Coroncina della Divina Misericordia

ore 15.30 Padre Sergio Gaspari con contributo del Prof. Giuseppe Lipari, Teologo. (Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “Le apparizioni Mariane, sono nel progetto di Dio per le emergenze della società e della chiesa.”

ore 16:30 – 17:00 pausa caffè

ore 17:00 – 18:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 18:00 –  Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 19:00 Riflessioni sul seminario. Conclusioni di p. Dragan Ruzic.

ore 19:30 Rosario e Canti.

ore 20:00 Cena

ore 21:00 – 21:30  Ringraziamento Eucaristico in ascolto dell’Ospite.

Segue Adorazione notturna

ore 21.30 LA NOSTRA IDENTITA’

Sessione riservata agli iscritti all’associazione AIASM. (L’ingresso in sala è consentito solo ai soci in regola con l’iscrizione e in possesso del tesserino 2017).

Ordine del giorno:

  1. Stato associazione;
  2. Proposte di modifiche dello statuto dell’associazione;
  3. Giornate di preghiera;
  4. Cooptazioni del direttivo;
  5. Varie ed eventuali.

Sarà presente Madre Rosaria Della Carità.

Saranno presenti per i canti e le musiche i musicisti del Divino Amore di Medjugorje.

DOMENICA 26 novembre 2017

ore 07:00 – colazione

ore 8:00 partenza per S. Pietro

ore 9:20 ritrovo davanti al cancello palazzo S. Uffizio (a fianco Basilica San Pietro)

ore 9:45 Lodi in latino con i capitolari nella Basilica di S. Pietro (facoltativo)

ore 10,30 – Santa Messa in Basilica San Pietro

ore 12,00 – Angelus, Benedizione e saluto di Papa Francesco.

Fine seminario

 

Per informazioni e iscrizioni mandare un’email a:

presidente@aiasm.it

segreteria@aiasm.it

www.aiasm.it

 

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta, dopo aver pedalato per millesettanta chilometri

Don Renato Corona, un sacerdote italiano di sessant’anni, ed il cinquantenne Achille Ruffoni in soli dieci giorni (e precisamente dal 30 luglio al 9 agosto scorsi) hanno pedalato per millesettanta chilometri alla volta di Medjugorje. Don Renato è parroco della parrocchia di Valmalenco, in provincia di Sondrio. Durante una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, egli ha testimoniato che ad attenderli al loro arrivo, presso la statua della Madonna ubicata dinanzi alla chiesa di Medjugorje, c’era il parroco fra Marinko Šakota, che ha donato loro un Rosario. Questo, per don Renato, è il primo pellegrinaggio a Medjugorje: “Sono venuto con un amico col quale ero già andato a piedi a Santiago de Compostela. Un paio d’anni fa siamo anche stati a Caporetto, in Slovenia. Quest’anno abbiamo deciso di venire a Medjugorje. Molte persone mi avevano detto di venirci. Non avendo trovato nessuno che ci potesse seguire con un automobile lungo il tragitto, abbiamo portato il nostro bagaglio sulle biciclette. Faremo in bicicletta anche il ritorno, ma dopo essere arrivati a Zagabria e poi a Trieste in pullman. Da lì riprenderemo le nostre biciclette, per fare altri seicento chilometri”.

18° SEMINARIO INT. PER LE COPPIE SPOSATE A MEDJUGORJE

18° SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LE COPPIE SPOSATE

Il 18° Seminario internazionale per le coppie sposate si svolgerà a Međugorje dal 8 al 11 novembre 2017.

 ” La vostra carità si arricchisca sempre più”  (Fil 1, 9)

Alla scuola della Madonna

Programma:

 Mercoledi, 8 novembre 2017

  1. 00 Registrazione dei partecipanti
  2. 00 Introduzione al seminario
  3. 00 Programma di preghiera serale in chiesa

 Giovedì, 9 novembre 2017  

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

14.00          Preghiera sul Križevac

17.00          Programma di preghiera serale in chiesa

Venerdì, 10 novembre 2017

  1. 00 Preghiera sulla Collina delle apparizioni
  2. 30 Lezione, discussione

12.00          Adorazione nel silenzio del Santissimo Sacramento dell’Altare

15.00          Lezione, discussione

Preparazione alla confessione

17.00 Programma di preghiera serale in chiesa

Sabato, 11 novembre 2017

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

11.00 Esperienze dei partecipanti

12.00          S. Messa conclusiva

I relatori del seminario sono fra Marinko Škota e p. Mijo Nikić

            Padre Marinko Šakota – nato a Čitluk nel 1968, frequenta le scuole dell’obbligo e la prima classe delle superiori a Čitluk. Scelta la vocazione francescana, si reca al Seminario francescano di Visoko dove porta a termine il secondo anno. Gli ultimi due anni del liceo li finisce presso il Liceo dei gesuiti di Dubrovnik (Ragusa), dove consegue la maturità classica. Veste l’abito francescano il 15 luglio 1987 a Humac, dove trascorre l’anno di Noviziato. Intraprende gli studi di filosofia e teologia a Sarajevo presso l’Istituto Teologico Francescano di Sarajevo (1989 – 1990). Poi è a Fulda, in Germania (1995), dove consegue la laurea.

Prende i voti perpetui a Široki Brijeg nel 1993. È ordinato diacono a Zagabria nel 1996 e sacerdote a Frohnleiten sempre nel 1996. Presta il suo primo servizio nel convento francescano di Innsbruck, dove trascorre un anno come coadiutore. Poi è a Frohnleiten come assistente spirituale e ad Augsburg (Augusta) come cappellano. Trascorre tre anni a Mostar come cappellano e sette anni a Gradnići come parroco. Dal settembre del 2010 presta servizio a Međugorje come cappellano. È parroco della parrocchia di Međugorje dal 2013.

  1. Mijo Nikić – sacerdote della Compagnia di Gesù, è nato nel 1953 a Gornji Zovik (BiH). Proviene da una numerosa famiglia con ben dodici figli. Conclusi gli studi di filosofia e teologia a Zagabria presso i gesuiti, ha conseguito la laurea magistrale in psicologia del profondo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di teologia di Zagabria, discutendo la seguente dissertazione: “L’immagine di Dio nei nuovi movimenti religiosi”. Dal 1992 insegna psicologia, psicologia della religione e storia delle religioni alla Facoltà di filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria. Presso l’Istituto teologico della Compagnia di Gesù (studi di teologia) insegna i sacramenti della penitenza (confessione) e dell’estrema unzione, mariologia e escatologia.

Ha pubblicato diversi articoli in varie riviste. Partecipa a simposi nazionali e internazionali. È redattore di diverse miscellanee e raccolte: Nuovi movimenti religiosi (1997); Reincarnazione e/o resurrezione (1998); Fede e salute (2007); Malattia e salute nelle religioni (2011). Ha dato alle stampe i seguenti libri: L’immagine di Dio nelle sette religiose e nei nuovi movimenti religiosi (2003); Psicologia della famiglia (2004); Con gli occhi dello psicologo – teologo (2015); Psicoterapia biblica (2015); Come superare la paura con la fede (2005); Immagini di Dio vere e false (2011). Tiene esercizi spirituali per sacerdoti, suore e famiglie; seminari a sfondo psicologico – spirituale per giuristi, manager e altri professionisti sul ruolo della spiritualità nella gestione dello stress. È presidente della Fondazione del vescovo Josip Lang che si occupa d’assistenza ai vecchi e ai bisognosi.

In quanto esperto in psicologia, ha fatto parte della Commissione internazionale pontificia di inchiesta e studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje.    

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa. Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr >, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic). Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Međugorju.

 Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma.

 

Messaggio del Card. C. Schönboral festival dei giovani 2017

Messaggio del Cardinal Christoph Schönborn ai giovani presenti a Medjugorje

Anche quest’anno il Cardinale di Vienna, S.E.R. Mons. Christoph Schönborn, nostro caro amico, ha rivolto un pensiero a tutti i partecipanti all’Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani:

«Cari giovani amici,

vi siete nuovamente recati a Medjugorje in così gran numero. Nessuno vi ha ordinato di andare là con questa calura estiva. L’avete fatto perché era un desiderio del vostro cuore, altrimenti non vi sareste impegnati a realizzarlo. Cosa vi spinge ad andare a Medjugorje? Non una moda, non un trend, non un entusiasmo momentaneo.

A spingervi a farlo è la particolare vicinanza della Madonna, che vi attrae. Anch’io l’ho sperimentata a Lourdes e in altri luoghi in cui Maria mostra la sua vicinanza e concede di sperimentare la sua presenza. Dalla vicinanza di Maria, infatti, scaturisce una forza particolarmente vigorosa e una tale consolazione! Quante persone hanno ritrovato la fede e si sono convertite vicino alla Madonna! Quante persone sono tornate a confessarsi e a ricevere il perdono di Dio anche dopo molti anni! Mi ha molto toccato il fatto che il nostro Santo Padre abbia nominato il suo Inviato Speciale per l’accompagnamento pastorale di Medjugorje – l’Arcivescovo di Varsavia – Praga Henrik Hoser – l’11 febbraio di quest’anno, nella Festa della nostra cara Madonna di Lourdes. Questo è un bel segno, come pure lo è il fatto che, tra i frutti di Medjugorje, egli abbia messo particolarmente in rilievo le molte conversioni

Perciò vi prego di fare quello che Papa Francesco ci chiede sempre in modo accorato: preghiamo per lui! Lui è il Successore di San Pietro, colui al quale Gesù ha affidato l’intera Chiesa. E vi chiedo ancora un’altra cosa, che Papa Francesco ci ricorda sempre: di avere amore verso i poveri e i piccoli. Chi ha cuore per i poveri di qualunque genere, non può fallire nella vita. Da Medjugorje scaturisce un grande amore nei confronti delle persone in difficoltà. In questi giorni sono con voi col cuore e vi auguro di ricevere molte grazie, di fare una buona Confessione e di provare la gioia di autentiche Celebrazioni comunitarie. Non permettete a niente e a nessuno di sottrarvi questa gioia. Essa è, infatti, per il mondo contemporaneo una convincente testimonianza.

Vostro Christoph Cardinal Schoenborn»

 

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta

Denis Antoniol e Massimo Morandin, due pellegrini italiani, sono venuti in bicicletta a Medjugorje partendo da Fontanelle, in provincia di Treviso. Denis ci ha testimoniato quanto questa esperienza sia stata bella e come, nonostante la stanchezza e i molti chilometri percorsi, valesse la pena arrivare alla meta: “Ogni venuta a Medjugorje ti rafforza. Durante il nostro pellegrinaggio, abbiamo incontrato persone molto gentili. Quando ci fermavamo per le tappe intermedie, parlavamo con la gente e, quando dicevamo quale fosse la nostra destinazione , le persone restavano stupite del nostro progetto”.

Massimo, invece, ha evidenziato che l’idea di questo pellegrinaggio in bicicletta era nata già nel 2014, in occasione dell’anniversario delle apparizioni, quando lui era venuto qui per la prima volta. Ha poi aggiunto: “Già quindici chilometri prima di Medjugorje, nonostante la stanchezza, abbiamo provato una grande gioia e ci sentivamo come se fossimo appena partiti. Arrivando, abbiamo provato sentimenti incredibili. Alcuni nostri amici italiani stavano aspettando il nostro arrivo! Quando torneremo a casa, la gioia provata in questi giorni sarà certamente di esempio anche per tutti coloro che incontreremo” (Radiopostaja „Mir” Međugorje/medjugorje.hr).

Solennità di san Giacomo

Martedì 25 luglio 2017 ricorrerà la Solennità di san Giacomo il maggiore, Patrono della parrocchia di Medjugorje. Quel giorno, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00. La Celebrazione Eucaristica principale — presieduta da fra Ivan Landeka —  si terrà, invece, alle ore 11:00 nel boschetto attiguo alla chiesa. La Processione con il simulacro del santo partirà dalla chiesa alle ore 10:45. Quest’anno la sua statua sarà portata dai membri della Comunità “Padre Misericordioso”. Poiché quel giorno sarà anche il 25 del mese, a partire dalle ore 22:00 si svolgerà la consueta Adorazione Eucaristica notturna. Come sempre, dopo una prima ora di Adorazione comunitaria, dalle 23:00 in poi il Santissimo sarà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino del 26 luglio. I parrocchiani di Medjugorje si stanno preparando a questa ricorrenza con una novena. Il programma di preghiera inizia ogni sera, come di consueto, alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario presso l’Altare esterno, per poi proseguire con la Santa Messa delle ore 19:00. In questi giorni della novena, il Rosario serale viene guidato dai parrocchiani di Medjugorje.

 

La parrocchia di Medjugorje fu fondata nel 1892 e venne posta da subito sotto la protezione di san Giacomo Apostolo. In quello stesso anno venne costruita anche la casa parrocchiale. Solo cinque anni più tardi, ossia nel 1897, grazie all’impegno profuso dal parroco e dagli abitanti, fu poi costruita la prima chiesa parrocchiale. Seppur spaziosa e bella per quei tempi, con l’andar degli anni la sua struttura portante venne indebolita dal terreno sdrucciolevole su cui era costruita, e divenne perciò inevitabile progettare l’edificazione di una nuova chiesa. I lavori di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale cominciarono nel 1934 e si conclusero nel 1969. Fino all’estate del 1981, questa parrocchia ha vissuto una vita normale, ma, a partire da quella data, questo luogo e la sua chiesa sono divenuti il punto di incontro di milioni di pellegrini e devoti della Regina della pace del mondo intero.

 

Il Patrono della parrocchia di Medjugorje, San Giacomo Apostolo, e suo fratello Giovanni erano figli di Zebedeo, un pescatore che svolgeva questo suo lavoro sul lago di Genezaret. San Giacomo si unì dapprima ai discepoli di Giovanni Battista, per poi divenire in seguito discepolo di Gesù. Insieme a Pietro e Giovanni, egli fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo e della Trasfigurazione di Gesù. San Giacomo fu, in seguito, tra coloro che rimasero accanto a Gesù durante la sua agonia nell’orto del Getsemani. Egli è stato il primo degli Apostoli che, per ordine del re Erode Agrippa I, diede la sua vita per il Vangelo nel 43 o 44 d. C. E’ il Patrono dei pellegrini, e le sue reliquie si trovano presso il Santuario di Santiago de Compostela, in Spagna. La sua statua presente nella chiesa di Medjugorje, similmente a quelle che si trovano in altri luoghi, raffigura il Patrono dei pellegrini con in mano un bastone, una “zucca” per l’acqua e una conchiglia.

 

28° MLADIFEST Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2017

MLADIFEST

Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2017

 

CHE LA VOSTRA CARITÀ SI ARRICCHISCA SEMPRE PIÙ

E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio. (Fil 1,9)

Martedì, 1. 8. 2017

18.00     Rosario

19.00     APERTURA DEL FESTIVAL

S. Messa

21.00 – 22.00     Adorazione al Santissimo

Mercoledì, 2. 8. 2017

06.00 – 06.40     Rosario sul Podbrdo

intorno alla statua della Gospa

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Meditazione con le candele

poi preghiera davanti alla Croce

Giovedì, 3. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Processione

con la statua della Madonna

poi Adorazione al Santissimo

Venerdì, 4. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze (Cenacolo)

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

21.15     Spettacolo della Comunità Cenacolo: CREDO

Sabato, 5. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Adorazione al Santissimo

21.30 – 22.00     MANDATO

Congedo con canti

Domenica, 6. 8. 2017

Salita sul Križevac (privata)

05.00     S. Messa sul Križevac

AVVISI

  • Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.
  • I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.
  • Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.
  • Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese

Come interpretare le parole di Papa Francesco ? Di Suor Emmanuel

Riceviamo da © Enfants de Medjugorje e pubblichiamo.

Come interpretare le parole di Papa Francesco pronunciate il 13 maggio nel aereo Lisbona – Roma? Di Suor Emmanuel

Prima di rileggere le parole del Papa, ecco già due citazioni di Gesù che dobbiamo sempre tenere a mente:

“Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.” (Luca 6,43-49). Ed anche :” Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?” (Mat.7,16)

Un’altra citazione, questa usata da Gesù parlando con Santa Faustina Kowalska: “Ascolta, figlia mia, sebbene tutte le opere che sorgono per Mia volontà siano esposte a grandi sofferenze, tuttavia considera se ce n’è stata mai qualcuna di esse esposta a maggiori ostacoli dell’opera direttamente Mia, l’opera della redenzione. Non devi preoccuparti troppo delle contrarietà.” (Diario §1642)

Rileggendo l’intervista del Santo Padre la sera del 13 maggio, molti di coloro che amano Medjugorje e vi hanno trovato un rinnovamento della loro vita spirituale, hanno provato inizialmente delusione e tristezza. Effettivamente, vedere il Papa scuotere la testa negativamente paragonando la Madonna ad un impiegato di un ufficio postale, può provocare in alcuni, me compresa, una delusione (anche se non esistono mestieri stupidi!). Ma, grazie a Dio, ci siamo presi del tempo per riflettere su ogni punto dell’intervista del Papa, e, alla fine, abbiamo trovato delle buone ragioni per rallegrarcene!

1 – Commissione Ruini. Il punto essenziale da sottolineare, è che il Papa ha giudicato “molto buono” il documento della Commissione Ruini incaricata dal Papa Benedetto XVI nel 2014 allo scopo di scopo di conoscere ed esprimersi sul fenomeno Medjugorje. Ha utilizzato 6 volte la parola “buono”, rinforzata 2 volte da “molto, molto buono”. Cosa che equivale a un elogio molto forte. Ha chiaramente lodato infatti il lavoro molto buono di buoni teologi, vescovi e cardinali. Si è opposto pubblicamente all’invio del documento alla cosiddetta “feria quarta” del congresso. “Non mi è sembrato giusto; sarebbe come mettere all’asta il documento Ruini.” Secondo gli esperti che hanno partecipato a quella Commissione, 13 di essi sono a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime sette apparizioni a Medjugorje, uno solo ha votato contro e l’ultimo si è riservato di esprimere il suo parere più tardi. In altre parole, si tratta di una schiacciante maggioranza a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime apparizioni.

2 – Si tratta di un passo enorme nella storia di Medjugorje! Se si considera infatti l’ultima dichiarazione ufficiale di Zara nel 1991:”Non constat de supernaturalitate”: cioè non si può affermare che il fenomeno sia soprannaturale, ( e non “si afferma che il fenomeno non è soprannaturale”), la questione rimaneva aperta.  Ecco quindi che Medjugorje potrebbe diventare oggi un vero luogo di apparizioni mariane! Certamente,  si preferirebbe che questo riconoscimento si applicasse ad un periodo un po’ più lungo di 7 giorni. Ma non si è trattato di negare il seguito delle apparizioni; si è voluto mantenere un dubbio, quindi lasciare un punto interrogativo. Non dimentichiamo che le apparizioni sono ancora in corso e che è difficile canonizzare un santo mentre è ancora vivo. (La Vergine ha detto ai veggenti che apparirà loro una volta all’anno per tutta la loro vita). Non dimentichiamo neanche che le apparizioni del 1830 a Rue du Bac a Parigi, e la Medaglia Miracolosa,  non sono mai state riconosciute ufficialmente, ma che è un Santuario autorizzato visitato in continuazione da migliaia di persone di tutti i Paesi!

3 – Libertà di adesione. Un altro punto: Il Papa ha detto chiaramente che esprimeva la sua opinione personale, e questo, nel linguaggio della Chiesa, significa che siamo liberi di aderire o meno, secondo coscienza. Guardate: addirittura Giovanni Paolo II ha espresso la sua opinione personale dichiarando Medjugorje, “il centro della spiritualità” e ripetendo il suo desiderio di andarvi. Ha scritto delle lettere dove manifesta la sua riconoscenza a Medjugorje. (Nel mio libro “Il bambino nascosto” ho pubblicato in allegato le fotografie di queste lettere). Ha scritto per esempio ai suoi amici Marek e Zofia di Cracovia: “Signora Zofia, la ringrazio per tutto quello che riguarda Medjugorje. Anche io mi reco spiritualmente ogni giorno in pellegrinaggio laggiù per pregare: mi unisco spiritualmente a tutti coloro che pregano lì o che laggiù , sentono un richiamo alla preghiera…”. Ma non ha voluto esprimere la sua opinione personale, se non in privato ad alcuni testimoni affidabili – fra gli altri, al presidente della Croazia, Franjo Tudjman, ed a Mons. Paolo Hnilica, ecc… Non si è espresso durante una Conferenza stampa, senza dubbio per non umiliare l’Ordinario del luogo, perché avrebbe potuto usare l’influenza della sua posizione di Sommo Pontefice. Ha scelto la pazienza e la misericordia.

4- Una commedia di menzogne? Sappiamo che a Mostar, l’Ordinario del posto aveva una opinione personale diversa da quella di Giovanni Paolo II. Ma dopo che il Papa Francesco si è espresso pubblicamente su Medjugorje, ne risulta che non si è tenuto conto dell’opinione negativa del vescovo locale. Effettivamente, questi ha sempre negato l’autenticità delle apparizioni, considerandola come una commedia menzognera giocata sin dall’inizio dai Francescani e dai veggenti. Adesso, abbiamo un Papa che è aperto alle prime apparizioni e che ne riconosce i buoni frutti per tutto il tempo – cioè circa 36 anni.

Il Papa ha anche evocato la posizione della Congregazione per la  Dottrina della Fede, presieduta dal Cardinal Muller, molto critico verso Medjugorje da svariati anni, come il vescovo di Mostar. Il Papa Francesco ha scartato apertamente le sue affermazioni estremamente negative. Secondo gli “usi e costumi” della Chiesa, questo ha certamente un grande peso.

5 – La Madonna postina? Quando il Papa paragona la Madonna ad una “capo di un ufficio telegrafico” che detta al telegrafo ogni giorno i suoi messaggi”, sembra disturbato da due fatti:

Quando il Papa paragona la Madonna ad “un capo di ufficio telegrafico” che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte  “, sembra disturbato da due fatti:

1 – Che la Vergine parli tutti i giorni

2 – Che dia degli appuntamenti precisi ai veggenti.

 

In realtà, a Medjugorje, la Madonna non parla tutti i giorni (l’ha fatto solo nei primi giorni delle apparizioni in giunio 1981). Certamente, viene tutti i giorni, come ha già fatto a Nostra Signora di Laus (Francia) per 54 anni con la Venerabile Benedetta Rancurel, ma viene per pregare con i veggenti. Detto ciò, sappiamo che il Papa è bombardato da cosiddetti messaggi della Vergine, che a giusto titolo lo esasperano! Ma non c’entrano affatto con la Regina della Pace a Medjugorje.

Quanto a dare degli appuntamenti precisi, lo ha già fatto in apparizioni riconosciute come Lourdes, Fatima, Kibeho, ecc. E’ un metodo materno per preparare i suoi figli ad accoglierla nelle apparizioni successive. In questo modo, infatti, Lei permette ai suoi figli di riunirsi quando appare per pregare insieme a Lei. E’ la sua gioia di madre. Il miracolo del sole a Fatima è stato visto da 70.000 persone il 13 ottobre 1917, e la Madonna aveva annunciato questo appuntamento ai 3 pastorelli, permettendo così, un raduno storico

Si potrebbe quindi concludere così: poiché le resistenze maggiori del papa circa l’incontro con questa “capo di un ufficio telegrafico” sono proprio su questi due punti, possiamo stare tranquilli! Non è infatti impossibile che il Papa modifichi la sua opinione personale su questi punti.

6 – Un punto positivo: Il Papa non ha rigettato i messaggi. Si può quindi continuare ad ascoltarli attentamente, a diffonderli e viverli in tutta sicurezza secondo il vivo desiderio della Madonna.

7 – Un paradosso ? Infine, ricordiamoci della Parola di Cristo citata prima: “Non si raccolgono fichi dai rovi… Un albero si riconosce dai suoi frutti.” Il Papa e tutta la Commissione Ruini riconoscono i buoni frutti, l’evidenza è incontestabile! Allora, come farebbero questi buoni frutti a continuare a essere prodotti da un  albero cattivo?

Come sapete, l’inviato speciale del Papa, Mons. Henrik Hoser è venuto a Medjugorje. Il Santo Padre lo ha lodato durante l’intervista come un “buon vescovo che ho scelto”. Mons. Hoser ha svolto un’inchiesta molto seria sul posto (“venite e vedete” dice Gesù). Ha incontrato le persone chiave, i Francescani, i veggenti, le tante opere di carità nate dai messaggi, alcune Comunità religiose sul posto, ecc. Consegnerà il suo rapporto a Papa Francesco a fine giugno. Visto l’incoraggiamento ed il conforto che ha tenuto a comunicare a tutta la parrocchia “come inviato speciale del Papa”, è probabile che la prossima parola del Santo Padre a proposito di Medjugorje sarà più favorevole. Mons. Hoser è uno specialista in materia di apparizioni. Era membro attivo della commissione che ha studiato le apparizioni di Kibeho in Ruanda, che sono state riconosciute. Attendiamo in preghiera!

8 – Scacciamo la tristezza! In tutti i casi, anche se questa opinione personale è quella di un Papa, resta una opinione non ufficiale e non riveste l’autorità della Chiesa (Ciascuno resta dunque libero di credere in coscienza che è veramente la Madre di Dio che appare ancora oggi, oppure no, libero anche di andare a Medjugorje, di pregarvi, di leggere i messaggi e di viverli. Malgrado la tristezza che questa intervista ha potuto provocare in qualcuno, quando si guardano le cose da vicino, si scorgono molti punti positivi importanti.

Il Papa ha concluso la sua intervista dicendo:”Alla fine, si dirà qualche cosa!”. Attendiamo in preghiera fervente e con fiducia, come e con Maria!

9 – Attenzione alle trappole! Viste le onde anticristiane che il mondo intero subisce attualmente e le persecuzioni (la Francia è duramente presa di mira), credo che dobbiamo prepararci ad affrontare dei grandi combattimenti spirituali. La confusione che regna nel mondo ci deve spingere ad essere molto vigilanti.

Le trappole che satana potrebbe tenderci in occasione di questa intervista sono evidenti, e sarebbe disastroso cascarci. In più , danneggerebbero molto i piani di Maria. In particolare vedo profilarsi due trappole importanti:

– Da una parte, dirsi che poiché il Papa non è molto favorevole a Medjugorje, non si va più in pellegrinaggio. Cosa che si ritorcerebbe contro milioni di poveri e di piccoli (che paradossalmente attirano l’attenzione particolare del Papa)! Tutti quei fedeli che hanno ritrovato pace e speranza a Medjugorje, che hanno ripreso vita con il cammino dei sacramenti, e che finalmente han potuto trovare nuovo coraggio  in situazioni molto dure, potrebbero sentirsi feriti e scoraggiarsi, abbandonare il loro cammino di conversione che avrebbe potuto farne dei santi. Senza parlare di tutti quelli che non sono mai venuti a Medjugorje ma che la Madonna invita…. Che non si privino di questa sorgente provvidenziale di grazie!

– Dall’altra parte, qualcuno potrebbe essere tentato di rifiutare il Papa e forse la Chiesa, vedendo queste contraddizioni nel suo seno. Che Dio ce ne scampi! Non è questione di opporre il Papa alla Gospa, come se dovessimo scegliere fra i due! Continuiamo a pregare per il Santo Padre con tutto il nostro cuore e per la Chiesa di Cristo.

“I vostri pastori non hanno bisogno dei vostri giudizi, né delle vostre critiche, hanno bisogno della vostra preghiera, del vostro amore e del vostro aiuto”. (Messaggio trasmesso da Mirjana) “Mio Figlio è con voi. Egli è dappertutto. E’ invisibile, ma potete vederLo se Lo vivete. E’ la luce che illumina la vostra anima e vi dà la pace. E’ la Chiesa che dovete amare, per la quale dovete pregare e combattere sempre. (Messaggio del 2 agosto 2015). Noi amiamo i nostri pastori e preghiamo per loro. Noi li amiamo semplicemente perché sono i nostri pastori! Gesù li ha scelti per noi. La Gospa non ci ha forse detto: “Solamente con i vostri pastori il mio Cuore Immacolato trionferà! Non permettete al Male di separarvi dai vostri pastori!” (2 settembre 2013).

Fidiamoci della Gospa, perché tutto questo è previsto in un cammino provvidenziale che Lei gestisce con un cuore di Regina. E come Regina e Sovrana, farà in modo che tutto concorra al nostro bene. Come dice spesso Vicka “La Gospa realizzerà il suo piano.” Ed anche: “La Gospa si difenderà da sola.” Non avrebbe potuto essere più chiara a Fatima quando ha dichiarato: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”

Sr Emmanuel +

(Tradotto dal francese)

Orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje

Orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje

L’orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje entrerà in vigore giovedì 1° giugno e continuerà fino al 31 agosto. A cominciare dal 1° di giugno, la preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà quindi alle ore 18:00, la Santa Messa sarà alle ore 19:00 e verrà seguita dal consueto programma di preghiera, a seconda del giorno della settimana.

L’Adorazione Eucaristica del martedì e del sabato sarà dalle ore 22:00 alle ore 23:00, mentre quella del giovedì si terrà subito dopo la Santa Messa serale, ossia a partire dalle ore 20:00. Il pio esercizio della Via Crucis sul Križevac si svolgerà il venerdì alle ore 16:00, mentre la preghiera del Rosario sul Podbrdo si terrà la Domenica, sempre alle ore 16:00.

Sesto pellegrinaggio int. per persone con invalidità

SESTO PELLEGRINAGGIO INTERNAZIONALE PER PERSONE CON INVALIDITÀ

Tema dell’Incontro: “La vostra carità si arricchisca sempre più” (Fil 1, 9)

Il Sesto Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con invalidità si svolgerà dal 15 al 18 giugno 2017. Il raduno e la sistemazione dei partecipanti presso le case dei parrocchiani si terranno nelle ore pomeridiane di giovedì 15 giugno. La particolarità di questo Pellegrinaggio per persone con invalidità consiste nel fatto che i parrocchiani della parrocchia di Medjugorje assicureranno ai partecipanti all’evento vitto e alloggio gratuiti. Lo scorso anno il comitato organizzatore dell’evento, insieme ai rappresentanti delle comunità locali di Medjugorje e Bijakovići, ha stabilito alcune regole, che varranno anche per il Pellegrinaggio di quest’anno.

  • La partecipazione al Pellegrinaggio resta gratuita per le persone con invalidità e per un accompagnatore (che potrà essere un genitore, l’accompagnatore, o la persona che se ne prenderà cura), come pure per gli autisti di pullman o furgoncini.
  • Per gli altri membri della famiglia, gli altri accompagnatori, gli amici o i volontari, la quota per la sistemazione sarà di 60 euro a persona (ossia il costo di tre mezze pensioni).
  • La sistemazione di base dei partecipanti al Pellegrinaggio sarà la mezza pensione.
  • Previo accordo con il padrone di casa, sarà possibile avere la cena fredda in pensione.
  • Se si partecipa al Pellegrinaggio dal pranzo del 16 giugno, il costo del Pellegrinaggio sarà di 50 euro a persona.

Il termine ultimo per inviare le adesioni all’indirizzo e-mail: gospina.skola@gmail.com è il 30 maggio 2017.

Nell’adesione è necessario indicare: data e ora di arrivo, un recapito telefonico, il numero complessivo di pellegrini che intendono partecipare all’evento, i dati della persona con invalidità ed il genere di invalidità. Vanno inoltre forniti i dati dell’accompagnatore che usufruirà della gratuità, nonché il ruolo delle altre persone che accompagneranno il malato e pagheranno la loro sistemazione. Facciamo appello alle guide di pellegrinaggio affinché, all’atto dell’iscrizione dei pellegrini, tengano conto degli effettivi bisogni delle singole persone, in modo da evitare situazioni spiacevoli. Grazie per la comprensione! 

PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO

GIOVEDÌ, 15. 06. 2017.

15,00 – 17,00: Arrivo dei partecipanti

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e Adorazione Eucaristica)

VENERDÌ, 16. 06. 2017.

PRESSO IL SALONE “SAN GIOVANNI PAOLO II”

9,00 – 11,00: Presentazione a gruppi dei partecipanti

11,15 – 12,00: Prima relazione o, per gli altri partecipanti, laboratorio musicale presso l’Altare esterno

12,30: Pranzo in pensione

15,30 -17,00: Per le persone con invalidità: Preghiera della VIA CRUCIS

16,00: Per i loro genitori ed amici: preghiera della VIA CRUCIS sul Križevac, unendosi alla consueta Via Crucis parrocchiale del venerdì.

17,30 – 18,00: Presentazione del Movimento “Fede e Luce”

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e Venerazione della Croce)

SABATO, 17. 06. 2017.

IN MATTINATA: ATTIVITÀ PRESSO IL “VILLAGGIO DELLA MADRE”

9,00 – 12,00: Preghiera del Rosario (per coloro che possono salire sul Podbrdo)

PODBRDO: ore 9,30: Rosario comunitario intorno alla statua della Madonna

12,30: Pranzo e pausa in pensione

(Per le persone che partecipano a una sola giornata dell’evento: PRANZO AUTOGESTITO)

NEL POMERIGGIO, PRESSO IL SALONE “SAN GIOVANNI PAOLO II”:

15,30 – 16,15: Seconda relazione

16,15 – 17,00: Testimonianza

17,00 – 17,45: Terza relazione

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e preghiera di guarigione)

22,00: ADORAZIONE EUCARISTICA

DOMENICA, 18.06.2017.

Presso l’Altare esterno della chiesa parrocchiale:

10,30 – 11,00: Testimonianza

11,00: Santa Messa

Coordinatore del Pellegrinaggio: fra Marinko Šakota OFM, parroco.

Relatore: fra Ante Vučković, ofm.

Fra Ante Vučković, ofm. Nato nel 1958 a Sinj da una famiglia numerosa, appartiene alla provincia francescana del Santissimo Redentore con sede a Spalato. Ha frequentato il seminario e il liceo classico a Sinj ed ha studiato teologia a Makarska e a Zagabria. Ordinato sacerdote nel 1983, dopo aver ricoperto la funzione di cappellano a Metković e a Monaco di Baviera, ha proseguito gli studi di filosofia in quest’ultima città e a Roma, dove ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi intitolata “La dimensione dell’ascolto in Martin Heidegger”. Ha insegnato filosofia a Roma, presso l’Università Pontificia Antonianum, e presso l’Istituto Francescano di Teologia di Makarska. È docente presso la Facoltà di teologia cattolica dell’Università degli Studi di Spalato. Insegna anche presso il Dipartimento di filosofia del medesimo ateneo. Tiene esercizi spirituali, seminari e rinnovamenti spirituali. È assistente e consulente spirituale. Ha pubblicato alcuni libri. Collabora a diverse riviste specializzate e a periodici di gran tiratura.