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La festa di san Giacomo a Medjugorje

Celebrazione della Solennità di san Giacomo, Patrono della parrocchia di Medjugorje

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Mercoledì 25 luglio 2018 ricorrerà la Solennità di san Giacomo il maggiore, Patrono della parrocchia di Medjugorje. Quel giorno, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00. La Celebrazione Eucaristica principale si terrà, invece, alle ore 11:00 nel boschetto attiguo alla chiesa. La Processione con il simulacro del santo partirà dalla chiesa alle ore 10:45. Quest’anno la sua statua sarà portata dai parrocchiani della frazione di Miletina. Poiché quel giorno sarà anche il 25 del mese, a partire dalle ore 22:00 si svolgerà la consueta Adorazione Eucaristica notturna. Come sempre, dopo una prima ora di Adorazione comunitaria, dalle 23:00 in poi il Santissimo sarà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino del 26 luglio. I parrocchiani di Medjugorje si stanno preparando a questa ricorrenza con una novena. Il programma di preghiera inizia ogni sera, come di consueto, alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario presso l’Altare esterno, per poi proseguire con la Santa Messa delle ore 19:00. In questi giorni della novena, il Rosario serale viene guidato dai parrocchiani di Medjugorje.

La parrocchia di Medjugorje fu fondata nel 1892 e venne posta da subito sotto la protezione di san Giacomo Apostolo. In quello stesso anno venne costruita anche la casa parrocchiale. Solo cinque anni più tardi, ossia nel 1897, grazie all’impegno profuso dal parroco e dagli abitanti, fu poi costruita la prima chiesa parrocchiale. Seppur spaziosa e bella per quei tempi, con l’andar degli anni la sua struttura portante venne indebolita dal terreno sdrucciolevole su cui era costruita, e divenne perciò inevitabile progettare l’edificazione di una nuova chiesa. I lavori di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale cominciarono nel 1934 e si conclusero nel 1969. Fino all’estate del 1981, questa parrocchia ha vissuto una vita normale, ma, a partire da quella data, questo luogo e la sua chiesa sono divenuti il punto di incontro di milioni di pellegrini e devoti della Regina della pace del mondo intero.

Il Patrono della parrocchia di Medjugorje, san Giacomo Apostolo, e suo fratello Giovanni erano figli di Zebedeo, un pescatore che svolgeva questo suo lavoro sul lago di Genezaret. San Giacomo si unì dapprima ai discepoli di Giovanni Battista, per poi divenire in seguito discepolo di Gesù. Insieme a Pietro e Giovanni, egli fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo e della Trasfigurazione di Gesù. San Giacomo fu, in seguito, tra coloro che rimasero accanto a Gesù durante la sua agonia nell’orto del Getsemani. Egli è stato il primo degli Apostoli che, per ordine del re Erode Agrippa I, diede la sua vita per il Vangelo nel 43 o 44 d. C. È il Patrono dei pellegrini, e le sue reliquie si trovano presso il Santuario di Santiago de Compostela, in Spagna. La sua statua presente nella chiesa di Medjugorje, similmente a quelle che si trovano in altri luoghi, raffigura il Patrono dei pellegrini con in mano un bastone, una “zucca” per l’acqua e una conchiglia.

Omelia di Mons. Luigi Pezzuto, Festival dei Giovani 2018

Mespertina presieduta da Mons. Luigi Pezzuto, Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina, nel primo giorno del 29° Festival dei Giovani.

“Carissimi giovani, e voi tutti fratelli e sorelle qui presenti,
Abbiamo ascoltato con fede e devozione i due testi biblici che ci propone la liturgia odierna. Essa fa memoria di un Santo Vescovo, che in Cristo è stato luce e sale di sapienza per la Chiesa, la società e la cultura del suo tempo. Il suo nome è Alfonso Maria de Liguori. In lui, troviamo un esempio luminoso del fascino che il Regno di Dio può esercitare su una persona impegnata nella scoperta di questa realtà e, una volta trovatala, si fa apostolo della medesima, affinché essa possa diffondersi anche nei fratelli. Ambedue i testi biblici, uno tratto dall’Antico Testamento e l’altro dal Nuovo, sono veramente provvidenziali per questa celebrazione eucaristica, in modo particolare dedicata a voi giovani, come introduzione tesa ad aprire il vostro, tradizionale ormai, Festival annuale, al quale ho la gioia di partecipare per la prima volta.

Gesù vuol farci capire, oggi, che il Regno di Dio è una realtà che esiste per se stessa, indipendentemente dalla nostra volontà: non siamo noi ad istituire il Regno di Dio.

Tuttavia, il Regno di Dio è qualcosa di cui noi, Esseri umani, non possiamo fare a meno. Cioè, questo qualcosa possiede ed esercita su di noi una forza attrattiva tale, che il nostro essere umano sarebbe non solo incompleto, ma addirittura deficitario, qualora rimanesse privo di questo qualcosa. L’essere umano è per se stesso aperto al Regno di Dio, e il Regno di Dio è fatto per l’essere umano. La nostra natura umana, cioè, è strutturata e organizzata in modo tale da essere orientata, pur nella sua libertà di scelta, verso il valore Regno di Dio, perché è in quel valore e con quel valore che raggiunge la sua pienezza.

Se voi, cari giovani, scendete con la vostra riflessione nella profondità di voi stessi – ma questo è un processo che dovremmo fare anche noi adulti – e, allora, se noi scendessimo con la nostra mente nella profondità di noi stessi, scopriremmo che, nel fondo, c’è una fame e una sete, che non si possono dissetare e saziare dalle cose, dalle attività che svolgiamo, dagli hobby che coltiviamo, dalle relazioni umane, dal denaro, dalla cultura, dal divertimento, ecc.. Sono queste tutte realtà che ci piacciono, da cui siamo attratti, e che ci procurano una certa soddisfazione. Ma, onestamente, dobbiamo riconoscere che, alla fine, rimane sempre in noi un fondo di vuoto, che non sappiamo come riempire.

Questa, cari amici, è l’esperienza che facciamo continuamente durante la nostra esistenza qui sulla terra: l’esperienza del senso di vuoto interiore, che specialmente nel periodo della giovinezza può causare seri drammi e può condurre a conseguenze nefaste: ogni giorno le cronache ce ne danno notizia.

E, allora, c’è da domandarsi: qual è il valore che può riempire quel fondo di vuoto, che sperimento in me stesso? È la domanda che si poneva il profeta Geremia: “Perché il mio dolore è senza fine e la mia piaga incurabile non vuol guarire?” (Ger. 15,18).

La risposta che, in quel frangente, gli dà il Signore è che deve convertirsi: “Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza” (Ger. 15,19). Lo stesso Signore, poi, nella pienezza dei tempi, completa e chiarisce la risposta precedentemente data a Geremia con le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa, esposte da Gesù.

Le due parabole sono molto chiare: il Regno di Dio tu lo trovi inaspettatamente, perché è un dono. Il contadino della parabola, infatti, non era andato nel campo per trovare il tesoro. Egli era andato solo per lavorare la terra. Ma, lavorando la terra, egli ha trovato il tesoro. L’uomo che lavora la terra può essere il simbolo di tutti coloro i quali lavorano il terreno del proprio spirito e, in generale, il terreno della propria persona, per capire come possono riempire il fondo di vuoto interiore, di cui parlavamo prima. Ecco, questo lavorare il terreno della propria persona è il cammino per giungere alla conversione, cioè, a quella trasformazione graduale, ma radicale, di se stessi.

Voi, cari giovani, vi trovate nella posizione più vantaggiosa per effettuare, in voi stessi, questo processo di rinnovamento, perché c’è in voi, in quanto persone proiettate verso il futuro, una sana inquietudine dello spirito, che mette in moto tutte le vostre energie, a tutti i livelli, tese alla ricerca di risposte al vostro interrogativo di fondo sul vuoto interiore, che, però, è l’interrogativo di tutti noi.

Se voi lavorate il terreno della vostra persona, il Signore non mancherà di venirvi incontro, facendovi imbattere inaspettatamente sul valore definitivo e assoluto del Regno di Dio, che è il solo capace di riempire il vuoto interiore. Allora, nello stupore che Dio sa suscitare sempre con i suoi doni, pieni di gioia scoprirete che tutto quello che eravate ed avevate prima, tutto quello che facevate prima senza il Suo Regno e al di fuori del Suo Regno, non aveva alcun senso e che vale la pena, invece, lasciare tutto, disfarsi di tutto pur di possedere il Regno di Dio.

Una volta capito tutto questo, è necessario passare all’azione; bisogna, cioè, procedere ad un’opzione fondamentale e definitiva in favore del Regno trovato e sperimentato come dono, nella tua vita, nella certezza che, se cerchi prima e fondamentalmente il Regno di Dio, tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. È Gesù stesso che ti dà questa certezza. Ma optare, scegliere, decidersi per il Regno di Dio non significa optare per una cosa o una struttura. Optare per il Regno di Dio significa optare per una Persona: Gesù, che solo può donare la vera letizia, perché è Lui stesso la sorgente della gioia.

Concludiamo questa riflessione con una breve preghiera: Signore Gesù, tu stesso sei il Regno e la nostra gioia, concedi a noi e a tutti coloro che ti hanno incontrato, di seguirti con nuovo slancio e con cuore libero, poiché tu sei il tesoro nascosto dell’umana esistenza, tu sei la perla preziosa, tu sei il tutto per cui vale la pena di lasciare ogni cosa. Amen.”

29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2018

Vivere della Parola di Dio

“Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture”

(Lc 24, 45)

PROGRAMMA :

 

Mercoledì, 1. 8. 2018

18.00 Rosario

19.00 APERTURA DEL FESTIVAL

S. Messa

21.00 – 22.00 Adorazione al Santissimo

 

Giovedì, 2. 8. 2018

06.00 – 06.40 Rosario sul Podbrdo

intorno alla statua della Gospa

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Meditazione con le candele

poi preghiera davanti alla Croce

 

Venerdì, 3. 8. 2018

 

09.00 Preghiera

 

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Processione

con la statua della Madonna

poi Adorazione al Santissimo

 

Sabato, 4. 8. 2018

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

21.15 Spettacolo della Comunità Cenacolo

 

Domenica, 5. 8. 2018

Nel corso della mattinata – Sante Messe secondo i gruppi linguistici

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Adorazione al Santissimo

21.30 – 22.00 MANDATO

Congedo con canti

 

Lunedi, 6. 8. 2018

Salita sul Križevac (privata)

05.00 S. Messa sul Križevac

AVVISI

– Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.

– I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.

– Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.

– Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese.

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser dal 22 lugli a Medjugorje

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser, Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, ha dato inizio al suo ministero con una solenne Celebrazione Eucaristica

Quella di Domenica 22 luglio 2018 è stata per la parrocchia di Medjugorje, come pure per tutti i pellegrini sparsi nel mondo che hanno a cuore questo luogo, una giornata speciale e benedetta.

Fin dal 31 maggio scorso, giorno nel quale era stata annunciata la Nomina da parte del Santo Padre Francesco dell’Arcivescovo Henryk Hoser — ex Inviato Speciale della Santa Sede — a Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, si attendeva con trepidazione il giorno di inizio del suo ministero in questo luogo. Quando, giovedì scorso, è stato reso noto che egli avrebbe inaugurato il suo ministero con una Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di san Giacomo, la gioia di parrocchiani e pellegrini è stata infinita. Domenica 22 luglio l’ampio spazio che circonda l’Altare sterno della chiesa di san Giacomo era già pieno prima ancora che iniziasse il programma di preghiera serale, e la preghiera del Rosario ci ha aiutato a prepararci alla Santa Messa. Accompagnati dalle note del canto d’ingresso — eseguito dal Coro parrocchiale “Regina della pace” — il Visitatore Apostolico Mons. Hoser, il Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina Mons. Luigi Pezzuto, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko, il parroco di Medjugorje fra Marinko Šakota ed i numerosi sacerdoti concelebranti si sono recati all’Altare in processione. La Celebrazione Eucaristica ha avuto inizio con la lettura, da parte del Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, della Bolla Pontificia di Nomina di Mons. Hoser, che è stata poi letta anche in lingua croata dal parroco di Medjugorje, fra Marinko Šakota.

In seguito, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko ha pronunciato alcune parole di saluto e di benvenuto. Egli ha evidenziato come quella Celebrazione Eucaristica a Medjugorje avesse un «carattere storico particolare, poiché per la prima volta è qui con noi il Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, che rappresenta direttamente il Santo Padre e la Sede Apostolica in Bosnia Erzegovina».

«Grazie, Eccellenza, per questa sua venuta, in occasione della quale le porgo il più cordiale benvenuto! Voglia trasmettere al Sommo Pontefice la nostra gratitudine per la Sua sollecitudine pastorale per la Chiesa, che si è manifestata anche con questa Nomina», ha detto fra Miljenko Šteko, che ha poi rivolto espressioni di saluto anche a Mons. Hoser, dicendo:

«Caro Arcivescovo Hoser, in questo momento di grazia, la saluto a nome di tutti coloro che sono qui riuniti nel modo più cordiale! A nome della Provincia francescana di Erzegovina le auguro una permanenza benedetta in mezzo a noi, nell’espletamento della missione affidatale dal Santo Padre, Papa Francesco. Accogliamo la sua venuta con profondo rispetto e amore, poiché essa avviene per desiderio dello stesso Romano Pontefice, che presiede la Chiesa universale. La potenza dello Spirito Santo ci rinnovi, perché da stasera, sotto la sua guida, possiamo progredire lungo il cammino del nostro pellegrinaggio».

La Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Henryk Hoser, si è svolta in lingua latina. Nella sua Omelia, il Visitatore Apostolico ha affermato che il Santo Padre, Pastore universale della Chiesa, prende come sue le parole del profeta e invia dei pastori là dove esiste e vive la gente, dove i fedeli si radunano cercando la luce di salvezza.

«A Medjugorje vengono i pellegrini da lontano, da circa ottanta paesi del mondo. La distanza — “lontano” — significa un allontanamento spaziale, misurato dai chilometri percorsi. Per percorrerli bisogna avere una motivazione ferma e decisa, ed anche disporre dei mezzi importanti per compiere i tanti viaggi.

Ma la parola “lontani” significa ancora un’altra cosa: significa una situazione esistenziale di tanti che si sono allontanati da Dio, da Cristo, dalla loro Chiesa e dalla luce che dà senso alla vita, per orientarla e darle uno scopo vitale degno, che vale la pena di essere vissuto

Adesso possiamo capire meglio perché il Santo Padre ha inviato a Medjugorje il Visitatore Apostolico: la cura pastorale esige di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio», ha detto Mons. Hoser. Egli ha poi posto quella che lui stesso ha definito la “questione fondamentale: perché tanta gente si reca ogni anno a Medjugorje?”.

«La risposta che si impone è questa: vengono per incontrare qualcuno: per incontrare Dio, incontrare Cristo, incontrare la Sua Madre. E poi scoprire la strada che conduce alla felicità di vivere nella casa del Padre e della Madre; finalmente per scoprire la strada mariana come quella più certa e sicura. È la strada del culto mariano che si svolge da anni qui, cioè “quel culto sacro, nel quale vengono a confluire il culmine della sapienza e il vertice della religione, e che pertanto è compito primario del Popolo di Dio”», ha detto Mons. Hoser, che ha poi anche aggiunto che si tratta davvero di un culto cristocentrico.

«Tale è la devozione popolare a Medjugorje: al centro la Santa Messa, l’Adorazione del Santissimo Sacramento, una massiva frequenza del sacramento della Penitenza, accompagnate dalle altre forme di pietà: il Rosario e la Via Crucis, che fanno sì che le pietre, prima ruvide, dei sentieri diventino lisce».

Al termine della Celebrazione, che ha segnato l’inizio di un tempo nuovo per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini, il parroco fra Marinko Šakota ha rivolto a sua volta ai presenti alcune parole di benvenuto. Ha ringraziato Papa Francesco ed il Nunzio Apostolico per la Nomina del Visitatore Apostolico, nonché Mons. Hoser per aver accettato questo incarico ed essere venuto a Medjugorje.  Il parroco gli ha poi consegnato in dono, a nome della parrocchia di Medjugorje, una Bibbia e dei fiori. La Messa di inaugurazione del ministero di Mons. Hoser ha visto la presenza di migliaia di pellegrini ed è stata concelebrata da centodiciotto sacerdoti, tra cui il Vescovo della Diocesi italiana di Alessandria, Mons. Guido Gallese. (foto)

Come accogliere i messaggi della Madonna.

Come accogliere i messaggi della Madonna, come faceva Padre Slavko.

1. RICEVETELO il giorno nel quale è stato donato

2. LEGGETELO una prima volta in spirito di preghiera

3. ACCOGLIETELO nel fondo del vostro cuore

4. CONSIDERATELO come un messaggio che la Vergine vi dà personalmente e siateLe riconoscenti !!

5. COPIATE il messaggio e mettetelo nel vostro messale, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, sul parabrezza e dovunque, in modo da ricordarvelo sempre e che diventi il vostro compagno per tutto il mese. Con il permesso del vostro Parroco affiggetelo in parrocchia

6. CONDIVIDETE il messaggio con tutti quelli che incontrate: è un tesoro del Cielo! Fate in modo cheTutto il mondo ne parli, fatelo pubblicare

7. PREGATE il messaggio ogni giorno del mese; fate in modo che il messaggio dia il tono alla vostra vita spirituale. Vi farà crescere, vi aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza.

8. CERCATE nel Vangelo i passaggi nei quali Gesù dice cose analoghe a quelle suggerite dalla Madonna.

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

37 anni fa……

🌹Il primo giorno: 24 giugno 1981

È il tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, quando sei ragazzini tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica (oggi chiamato la Collina delle Apparizioni) e in una zona sassosa detta Podbrdo vedono apparire in aria la figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa con un bambino tra le braccia. I sei giovani sono Ivanka Ivanković (15 anni), Mirjana Dragićević (16 anni), Vicka Ivanković (16 anni), Ivan Dragićević (16 anni), 4 dei 6 attuali veggenti, più Ivan Ivanković (20 anni) e Milka Pavlović (12 anni). Capiscono subito che si tratta della Madonna, anche se l’apparizione non parla e fa loro solamente il cenno di avvicinarsi, ma sono molto impauriti e scappano via. A casa raccontano l’accaduto ma gli adulti, spaventati dalle possibili conseguenze (non dimentichiamo che la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficalmente atea) intimano loro di stare zitti.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il secondo giorno

La notizia si diffonde velocemente nel villaggio e il giorno seguente, il 25 giugno ’81, un gruppo di curiosi si raccoglie nello stesso posto e alla stessa ora nella speranza di una nuova apparizione, che non tarda ad arrivare. Tra di loro ci sono i ragazzi della sera prima tranne Ivan Ivanković e Milka, che non vedranno più la Madonna nonostante partecipino alle successive Apparizioni. Sono invece Marija Pavlović(16 anni), sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Čolo di 10 anni a vedere con gli altri 4 la “Gospa”, la Madonna, che stavolta appare su una nuvola e senza bambino, sempre bellissima e luminosa. Il gruppo dei sei veggenti prescelti dalla Beata Vergine è così stabilmente formato, ed è per questo che l’anniversario delle Apparizioni viene celebrato il 25 giugno di ogni anno, come espressamente deciso dalla Vergine stessa.

Questa volta, al cenno della Gospa tutti i 6 giovani veggenti corrono veloci tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato non si fanno neanche un graffio e diranno poi al resto dei partecipanti che si erano sentiti “trasportare” da una forza misteriosa. La Madonna appare sorridente, vestita con abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le ricopre i capelli neri; ha amorevoli occhi azzurri ed è incoronata da 12 stelle. La sua voce è dolce “come musica”. Scambia alcune parole coi ragazzi, prega con loro e promette di tornare.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il terzo giorno

Venerdì 26 giugno 1981 si radunano più di 1000 persone, attirate da un bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani, getta sull’apparizione una bottiglietta di acqua benedetta per verificare se la figura sia un’entità celeste o demoniaca. “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vai via!” esclama con forza. La Madonna sorride e alla domanda diretta di Mirjana, “Come ti chiami?”, per la prima volta dice “io sono la Beata Vergine Maria”. Ripete più volte la parola “Pace” e, finita l’apparizione, mentre i veggenti lasciano al collina appare di nuovo solamente a Marija, stavolta piangendo e con la Croce alle sue spalle. Le sue parole sono tristemente premonitrici: “Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma tutto il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…”. Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, una guerra feroce e disumana proprio nel cuore dell’Europa che ridisegna completamente la Jugoslavia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quarto giorno

Sabato 27 giugno 81 i giovani vengono convocati nell’ufficio della polizia e subiscono un primo lungo interrogatorio che comprende anche degli esami medico-psichiatrici, al termine di quali vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, corrono alla collina per non mancare la quarta Apparizione. La Madonna risponde a varie domande sul ruolo dei sacerdoti (“Devono essere fermi nella Fede e aiutarvi, devono proteggere la Fede del popolo”) e sulla necessità di credere anche senza aver visto le apparizioni.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quinto giorno

Domenica 28 giugno 1981 una gran folla di persone provenienti da tutte le zone limitrofe inizia a radunarsi fin dalle prime ore, tanto che a mezzogiorno ci sono più di 15.000 persone in attesa dell’Apparizione: un imponente raduno spontaneo che non ha precedenti in una paese a guida comunista. La Beata Vergina appare felice, prega con i veggenti e risponde alle loro domande.

Domenica è anche il giorno in cui il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, rientrato da un viaggio e sbalordito da ciò che gli viene raccontato, interroga i veggenti per valutare la loro buona fede. Inizialmente è scettico e teme che sia una montatura del regime comunista per screditare la Chiesa, ma le parole dei giovani, così spontanee e senza contraddizioni, lentamente vincono le sue riserve anche se sul momento decide di usare prudenza e non appoggiare ciecamente i sei ragazzi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il sesto giorno

Lunedì 29 giugno 1981 è la festa dei Santi Pietro e Paolo, molto sentita dalla popolazione croata. I sei giovani veggenti vengono prelevati nuovamente dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove ben 12 medici li aspettano per sottoporli ad un altro esame psichiatrico. Le autorità sperano che venga stabilita la loro infermità mentale ma la dottoressa che guida questa equipe medica, tra l’altro di fede musulmana, dichiara che non sono i ragazzi ad essere pazzi ma piuttosto chi li ha condotti lì. Nella sua relazione alla polizia segreta scrive di essere rimasta particolarmente colpita dal piccolo Jacov e dal suo coraggio: più veniva accusato di raccontare falsità e più lui si dimostrava fermo e incrollabile nelle sue affermazioni, senza tradire alcuna paura ma anzi manifestando una fiducia incrollabile nella Madonna, per la quale è disposto a dare la vita. “Se c’è una manipolazione in quei ragazzi, io non ho potuto smascherarla”.

Quella sera, durante l’Apparizione, tra la folla si trova anche un bambino di 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia, ormai incapace di parlare e camminare. I genitori, disperati, chiedono l’intercessione della Madonna per guarire il piccolo e Lei acconsente ma chiede che l’intera comunità e in particolare i due genitori preghino, digiunino e vivano una Fede autentica. Le condizioni di Danijel migliorano progressivamente e per la fine dell’estate il bambino è in grado di camminare e parlare. Questa è la prima di una lunga serie di guarigioni miracolose che ad oggi sono diverse centinaia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il settimo giorno

Martedì 30 giugno i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina. Nel pomeriggio due ragazze mandate dal governo di Sarajevo (preoccupato dall’affluenza di gente che i fatti di Medjugorje stanno richiamando e convinti che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati) propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, con l’intento segreto di trattenerli lontano del luogo delle Apparizioni. Provati da tutte le vicissitudini e ignari del complotto, i giovani veggenti accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa. Alla “solita ora” sono ancora in giro, ben lontani dal Podbrdo, ma sentono come un’urgenza interiore, fanno fermare l’auto e scendono. Una luce si vede all’orizzonte e la Madonna appare lì, su una nuvola, va loro incontro e prega con loro. Rientrati in paese si recano in canonica dove padre Jozo li interroga nuovamente. Sono presenti anche le due ragazze “cospiratrici”, sconvolte dall’aver visto quei fenomeni luminosi in cielo. Non lavoreranno più con le forze dell’ordine.

Da quel giorno la polizia vieta l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ma questo divieto terreno non ferma i fenomeni divini e la Vergine continua a comparire in luoghi diversi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: l’ottavo giorno

Il 1° luglio 1981 è un giorno convulso: i genitori dei veggenti sono convocati negli uffici della polizia e subiscono minacce per i loro figli definiti “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”. Nel pomeriggio due incaricati del comuni si presentano con un furgone a casa di Vicka e fanno salire lei, Ivanka e Marija col pretesto di accompagnarle in canonica, ma mentono e arrivati alla chiesa proseguono il tragitto. Le ragazze protestano e battono i pugni contro i finestrini ma all’improvviso si estraneano e hanno una fugace apparizione in cui la Madonna le incoraggia a non avere paura. I due funzionari comunali si rendono conto che è successo qualcosa di strano e riportano le tre ragazze in canonica.
Quel giorno Jacov, Mirjana e Ivan hanno l’apparizione in casa.

Ancora oggi le apparizioni continuano.

Fonte: Radio Maria

Il Papa ha nominato mons. Henryk Hoser Visitatore Apostolico a Medjugorje

Il Papa ha nominato mons. Henryk Hoser Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje

Papa Francesco ha nominato mons. Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Lo fa sapere un comunciato della Sala Stampa vaticana. “Si tratta di un incarico esclusivamente pastorale – si informa – in continuità con la missione di Inviato Speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a Mons. Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi”

Padre Slavko: Digiunare significa aprirsi al Signore

Padre Slavko: Digiunare significa aprirsi al Signore


… Il digiuno è obbligatorio per tutti noi, secondo il Vangelo, come la preghiera. Gesù ha detto che i suoi digiunavano.

Quando i farisei sono andati da Gesù hanno detto: guarda, i discepoli di Giovanni digiunano, ma i tuoi non digiunano. Gesù ha detto: finché lo Sposo è con loro non devono digiunare, quando sarà tolto loro lo Sposo, allora digiuneranno. Gesù è stato tolto, ma è Risorto e noi viviamo « già e non ancora », in questa tensione del Regno di Dio. Siamo in attesa, aspettiamo. La Chiesa prega che il Signore venga e il digiuno tra le altre cose ha una dimensione escatologica. Io aspetto: per un giorno voglio non mangiare; aspetto il mio Signore. Questa è una dimensione escatologica e il Signore ha parlato per i suoi discepoli.

C’è un modo speciale del maligno che si può scacciare solo con la preghiera e con il digiuno. I discepoli non potevano fare niente perché non hanno digiunato.

Ho detto questo come principio generale. Io non so chi può nella Chiesa proibire la preghiera e il digiuno ai cristiani. Se la prassi della Chiesa è ridotta al minimo, questo è secondo la situazione: come, per esempio, mangiare un’ora prima della Comunione. Tanti volevano comunicarsi prima di andare al lavoro, ma dovevano mangiare. Se non mangiavano, non potevano mangiare niente tutto il giorno. Allora la Chiesa ha detto: facciamo così. Gesù ha mangiato e ha fatto la Comunione con gli Apostoli subito dopo la Cena; la Chiesa ha fatto una prassi, ne ha introdotto un’altra, può introdurne anche un’altra… Il digiuno è la stessa cosa. C’era un boom in questi ultimi anni. Tanta gente non poteva digiunare e la prassi è diventata un po’ superficiale.

La Madonna adesso dice: «digiunate». Concretizza di nuovo questo principio generale del Vangelo, di tutti i profeti, di tutti i Santi che hanno digiunato. La Madonna stessa ha digiunato sicuramente, credo due volte la settimana, perché nella Chiesa primitiva si digiunava due volte. E se la Madonna dice: «digiunate», non dice niente di nuovo. Invita al rinnovamento di una prassi.

Il digiuno è connesso con la fede. Digiunare non significa aver fame: digiunare significa aprirsi al Signore. Uno che digiuna si apre, uno che digiuna è aperto, diventa un povero nello spirito come la Madonna. E un povero non può mai dire ad un altro « non ho bisogno di te », perché ha bisogno di lui. Io non ho niente. Lui ha qualche cosa, materialmente parlando. Io non posso dire: « Non ho bisogno di te. Perché devo chiedere ogni giorno? ». Un povero nello spirito non può diventare ateo, perché vede che ha bisogno del Signore e, allora, se la Madonna comincia adesso una nuova scuola della fede, in questo mondo pieno di ateismo, deve invitare al digiuno perché il digiuno ci aiuta ad aprirci, a diventare trasparenti, proprio a lasciare posto, anche nel corpo, per la Parola. I Santi Padri della Chiesa digiunavano e dicevano che il digiuno è la preghiera del corpo. Allora il corpo si prepara, anche col digiuno, ad accettare il Signore. E questo è al servizio della fede.

Allora, generalmente parlando, se vedo concretamente una persona che digiuna e vedo che ci sono conseguenze non buone, si deve cercare un altro modo. Ma dire che la tradizione è passata o che non si digiuna, non è vero. Dire che mangiare un giorno a pane e acqua sia dannoso, non lo credo.

Domandatelo ai medici: un medico vi dirà che stare un giorno senza mangiare è un bene per l’organismo. Fare siesta, dare siesta allo stomaco…

Solo nella prassi religiosa abbiamo paura di restare senza vitamine? Ci sono tanti che hanno abbondanza di vitamine e non sanno che cosa farne.

Se noi cristiani abbiamo paura di avere un po’ di fame un giorno, che cosa pensiamo di quelli che muoiono di fame, ogni giorno nel mondo?

Avere un po’ di fame un giorno: si sentirà un po’ meglio la loro voce. La Madonna non vuole che noi restiamo senza vitamine, ma vuole un’armonia nella nostra vita. Digiunando si riceve un nuovo senso anche per il tempo, per discernere le cose importanti dalle cose non importanti. Tanti, dopo aver cominciato a digiunare, hanno visto che non c’è bisogno ogni sera di stare davanti alla televisione.

Per una sera non aver mangiato, non aver fumato, non aver bevuto in una casa tante volte significa salute per la casa. Da una statistica: in Francia si guarda la televisione 18 ore la settimana, cioè tre ore al giorno: ma se cominciate a digiunare non farete così.

Fonte: P. Slavko Barbaric – 21 febbraio 1985

Conferenza stampa di S.E. Mons. Henryk Hoser,

Incontro dell’Arcivescovo S.E. Mons. Henryk Hoser, Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, con i giornalisti. Medjugorje, 5 aprile 2017

data: 06.04.2017.

(Prima parte)

«Signore e Signori, buongiorno.

All’inizio devo dare qualche spiegazione e qualche giustificazione. Il quadro della mia missione è stato definito dalla Santa Sede: si tratta, come abbiamo appena sentito, di esaminare lo stato della pastorale dei pellegrini a Medjugorje. Questa è la mia prima visita a Medjugorje: sono arrivato senza conoscere la situazione sul posto, ma sapendo al contempo che si trattava di un luogo di pellegrinaggio a livello internazionale. Mi servo della lingua francese, perché essa è stata per molto tempo, e rimane ancora, una lingua diplomatica.

Senza dubbio voi attendete di sapere da me le mie impressioni, le mie conclusioni. La prima cosa che vorrei sottolineare è il fatto essenziale che, in passato, Medjugorje non era conosciuta nel mondo. Era una piccola località sperduta da qualche parte tra le montagne, come il nome stesso — Medjugorje — indica. Ora Medjugorje è conosciuta nel mondo intero, e bisogna anche sapere che vi si recano pellegrini provenienti da ottanta paesi del mondo. Dal punto di vista dell’importanza di questo luogo di pellegrinaggio, esso può essere paragonato ad altri posti. Ad esempio, se a Medjugorje vengono due milioni e mezzo di pellegrini all’anno, a Lourdes ne vanno sei milioni, ma Lourdes esiste da più di centocinquanta anni. Medjugorje ha solo trentasei anni d’anzianità. E’ tempo di fare un primo bilancio, una prima valutazione, che è molto importante per lo sviluppo futuro di questo luogo.

Allora, perché tanta gente viene qui? Da un lato, chi viene ha senza dubbio sentito parlare di quelle che vengono chiamate “le apparizioni di Medjugorje”, che hanno avuto luogo per la prima volta nel 1981. D’altra parte, coloro che vengono qui scoprono qualcosa di eccezionale. La prima cosa è l’ambiente, l’atmosfera, che è di pace e pacificazione, come pure di pace interiore, di pacificazione del cuore. Essi scoprono pure un grande spazio di spiritualità profonda. Riscoprono, o scoprono per la prima volta nella loro vita, cosa sia il senso del sacro. A Medjugorje essi incontrano sia tempi sacri che spazi sacri. “Sacro” significa riservato in modo particolare alla divinità.

Comunemente si dice che Medjugorje è un luogo di culto mariano, ed è vero. Ma, se andiamo in profondità, vediamo che a Medjugorje il culto è essenzialmente cristocentrico, perché ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio e l’adorazione del Santissimo Sacramento, durante la quale si scopre che esso è la presenza reale di Gesù Cristo, nella sua divinità ed umanità. Alcuni scoprono la recita del Rosario, che in fondo è una preghiera di meditazione sui misteri della nostra fede. Infine, facendo la Via Crucis, essi entrano nel mistero pasquale, ossia nel mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Termino questo panorama con un accento più marcato riguardo al Sacramento del Perdono, la Confessione personale e personalizzata.

Dal punto di vista religioso, Medjugorje è un terreno molto fertile. In questi anni sono state enumerate seicentodieci vocazioni religiose e sacerdotali d’ispirazione medjugorjana: le più numerose sono in Italia, negli Stati Uniti ed in Germania. Tenendo presente l’attuale crisi di vocazioni, soprattutto in paesi di antica cristianità come l’Europa occidentale, questo fatto ci pare qualcosa di nuovo e, a volte, sconvolgente.

Considerando il numero di Comunioni distribuite — perché è quella l’unica possibilità di contare i pellegrini, anche se naturalmente con un certo margine d’errore — possiamo dire che, negli anni passati, dal 1986 al 2016, sono stati distribuiti trentasette milioni di Comunioni. Il numero di pellegrini è però più grande, perché non tutti accedono alla Comunione.

Nella valutazione della situazione di Medjugorje, vanno distinti tre ambiti.

Il primo ambito è la parrocchia, che esiste da molto tempo. Essa serve i parrocchiani che sono qui, che abitano qui sul posto ed il cui numero, nei dieci anni passati, è aumentato di un migliaio di unità o forse anche di più. Questa parrocchia — che ha la sua storia e che, negli anni trenta del secolo scorso, ha costruito la croce che sovrasta Medjugorje — è stata il terreno in cui è stato accolto l’odierno fenomeno di Medjugorje. In questa storia parrocchiale s’iscrive anche quella particolare e personale di quelli che vengono chiamati “veggenti”.

Un secondo circolo, un secondo ambito, sono i pellegrini, che, come ho appena detto, arrivano anche alla cifra di 2.500.000 all’anno. Questo numero tende ad aumentare, e questa è evidentemente una sfida enorme per i pastori che servono questo luogo. Tale fenomeno ha inoltre causato il potenziamento delle attuali strutture, che devono chiaramente rispondere alle necessità dei pellegrini: esse comprendono questa sala, la Cappella dell’Adorazione e lo spazio per la celebrazione di Messe all’aperto. Si tratta, dunque, di alcuni elementi che sono giustamente stati aggiunti in considerazione dell’arrivo dei pellegrini. D’altra parte, abbiamo anche visto lo sviluppo della cittadina: ci sono sempre più alberghi, ristoranti, esercizi commerciali, cosa che mi fa già pensare ad una piccola Lourdes. Non è risaputo il fatto che Lourdes è la seconda città per numero di alberghi in Francia dopo Parigi. Potrebbe essere questo anche il futuro di Medjugorje in rapporto a Sarajevo. Dunque, la popolazione aumenta, e quindi aumenta pure la capacità di accoglienza dei pellegrini.

Abbiamo però anche un terzo ambito: a Medjugorje si sono insediate delle comunità, delle associazioni, delle opere sociali e caritative che vengono sommariamente stimate in una trentina. Ve ne sono alcune che si sono stabilite qui perché ispirate a Medjugorje o perché hanno qui le proprie radici, ma ve ne sono anche altre che sono venute da altri paesi: che sono cioè state create altrove, ma poi si sono stabilite qui per vivere questa atmosfera e questo fenomeno di Medjugorje.

Qui evidentemente vi sono anche delle creazioni originali, e vorrei menzionare soprattutto l’opera caritativa creata dai padri francescani: il “Villaggio della Madre”. Vale la pena di visitarlo, se vi interessa, perché è costruito con l’idea di accompagnare le vite delle persone, e in special modo quelle difficoltose, in tutti i loro stadi: gli orfani, i giovani, in difficoltà, le persone dipendenti dalla droga, dall’alcool o da altri condizionamenti dello stesso tipo, i disabili. Anche questa è un’espressione di quella carità attiva intimamente legata alla fede cristiana. Ma vi è anche un’altra opera molto importante, anch’essa creata dai padri francescani, chiamata “Domus Pacis”, ossia una casa per ritiri in silenzio. Si stima che già vi siano passati 1.200 gruppi, per un totale di più di 42.000 partecipanti. Questo genere di ritiri e di seminari trasforma le persone dall’interno.

Anche i seminari sono un’altra invenzione pastorale della parrocchia di Medjugorje. Sono annuali, ossia vengono tenuti una volta l’anno. Da ventitré anni esiste già un seminario aperto a tutti; da ventuno anni vi è un seminario destinato unicamente ai sacerdoti ed alla loro formazione; da diciassette anni ci sono seminari riservati alle coppie, e da quattro è iniziato un nuovo tipo di seminario, rivolto a medici e paramedici. L’anno scorso è stato inoltre organizzato, per la prima volta, un seminario a favore della vita umana. Ce n’è, infine, anche uno per disabili. Questo panorama mostra l’intensità della vita cristiana qui a Medjugorje, che rappresenta in certo modo un modello che potrebbe essere seguito anche altrove.

L’offerta dei Santuari nel mondo di oggi è di tale portata che Papa Francesco ha trasferito la problematica dei Santuari dalla Congregazione per il Clero alla Congregazione per la Nuova Evangelizzazione. La gente qui riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri paesi di antica cristianità la Confessione individuale non esiste più. In molti paesi non c’è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. In molti paesi non si conosce più la Via Crucis ed il Rosario non viene recitato. Nella Bretagna francese, una volta mi è stato detto che l’ultima Via Crucis era stata pregata trenta anni prima. Un tale inaridimento dell’ambito spirituale e del sacro porta, evidentemente, a una crisi di fede generalizzata.

Qui la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro: la sua sete di Dio, di preghiera, che viene riscoperta come contatto diretto con Dio. Direi che la gente qui sente la presenza del divino anche per mezzo della Santa Vergine Maria.

A Medjugorje viene accentuato il titolo mariano di “Regina della pace”. Direi che questa non è una novità, perché nel mondo intero vi sono chiese dedicate alla Regina della pace. Se però noi guardiamo il contesto mondiale della nostra vita di oggi, vediamo ciò che Papa Francesco definisce “la terza guerra mondiale a pezzi”, ossia in frammenti e sotto le forme più crudeli e che causano più ferite, ovvero le guerre civili. Voi, che abitate nei Balcani, avete vissuto una guerra civile non molto tempo fa. Io ho vissuto il genocidio in Ruanda. Tutto quello che ora vedete accadere in Siria, nel Vicino Oriente, è la distruzione dei paesi di più antica cristianità, anche facendo ricorso alle armi chimiche: questo è il paesaggio che vediamo oggi dinanzi a noi. Quanti conflitti politici in ciascun paese! Dunque, il ricorso a nostra Signora della Pace è, a mio avviso, essenziale. Qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante.

Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità. Io vi suggerisco, inoltre, di iscrivervi ai seminari che si svolgono qui, non so a quale, per scoprire quello che ancora non conoscete. Grazie!»

 

Domande e risposte

Danuta Liese, Polonia: «Sarebbe possibile che un sacerdote della Polonia venisse posto stabilmente a servizio dei pellegrini in questa parrocchia? Intendo non solo temporaneamente, come ospite, ma in modo permanente?».

«Penso spetti al Provinciale concordare con le Province polacche l’invio di un sacerdote fisso, come già ve ne sono altri qui».

Sanja Pehar, Radio MIR Medjugorje: «Eccellenza, per l’esperienza che ha avuto in questi giorni, dove vede Medjugorje all’interno della nuova evangelizzazione, che sappiamo la Chiesa sottolinea oggi così fortemente?».

«Io credo che Medjugorje già si trovi nella linea della nuova evangelizzazione, lo provano le cifre che ho appena citato. La dinamica crescente della presenza dei pellegrini qui sta a significare che anche le loro necessità sono in aumento».

Ivica Đuzel, HRT: «Ho trovato in rete un dato secondo cui lei avrebbe già parlato con i veggenti. Che impressione le hanno lasciato?».

«E’ vero che un contatto con i “veggenti” era iscritto nella mia missione, ma non un incontro molto approfondito, poiché questa è materia di competenza della Commissione dottrinale presieduta dal Card. Ruini. I “veggenti” sono andati in Vaticano appunto per presentare la loro storia, queste esperienze, eccetera. Con i “veggenti” che ho visto, ho avuto l’impressione di un contatto normale, molto diretto. Non dobbiamo dimenticare che non sono più ragazzi e ragazze: alcune di loro sono già nonne! Per approcciarsi al loro ruolo, bisogna anche tener presente che sono immersi in una normale vita familiare e professionale. Devono provvedere alla vita dei loro figli, e sono quindi vicini alle preoccupazioni di tutti noi. Alcuni sono malati, altri cercano di provvedere alla loro vita, eccetera. Hanno quindi, direi, una vita normale e, stando a ciò che dicono, hanno avuto il privilegio di queste “apparizioni”, che hanno interiorizzato. Non è mio compito pronunciarmi sulla veridicità o non veridicità delle “apparizioni”. La Chiesa non si è ancora pronunciata.

Ivan Ugrin, Slobodna Dalmacija: «Arcivescovo Hoser, penso che il fatto che lei oggi sia qui con noi sia per noi tutti un grande onore. Una volta, in un messaggio, la Madonna ha detto di essere venuta qui per continuare l’opera iniziata a Fatima…».

«Lei può leggere la storia delle apparizioni riconosciute in successione. Potrei citare, ad esempio, quelle di La Salette, avvenute a metà del XVII secolo, o quelle a Rue du Bac; quelle di Lourdes, di Fatima, di Banneux in Belgio, nell’anno della ascesa al potere di Hitler. O anche quelle di Guadalupe nell’America del Sud, in occasione della colonizzazione degli Indiani d’America. Tutte queste apparizioni hanno un denominatore comune, ossia il fatto che la Santa Vergine invita alla conversione, ad abbandonare la vita di peccato. In esse ella mostra anche le sfide di ogni epoca. Vorrei terminare questa risposta citando le apparizioni di Kibeho. Ho vissuto io stesso ventuno anni in Ruanda ed ho partecipato alla Commissione medica sulle apparizioni, cominciate un anno dopo rispetto a quelle di Medjugorje. Là la Santa Vergine aveva già mostrato lo spettro del genocidio, che si sarebbe poi verificato dodici anni dopo. Anche quello era un avvertimento. Il messaggio è simile a quello che viene riferito qui a Medjugorje: un invito alla conversione, alla pace. Le apparizioni di Kibeho sono state riconosciute dalla Chiesa. Io direi perciò che si tratta di due località “sorelle”, sia per contesto storico che per vicinanza temporale, visto che tra le due vi è soltanto un anno di differenza. All’inizio, anche là ci sono stati evidentemente molti dubbi sulla veridicità dei veggenti e sul fatto che potessero anche inventare delle storie: alcuni di loro sono stati poi esclusi dal numero dei veggenti riconosciuti. Perciò vi invito alla pazienza, perché chiaramente più il problema è complesso, più necessita di tempo per giungere a conclusioni davvero valide».

Paolo Brosio, Mediaset Mondadori: «Mons. Hoser, io la ringrazio per quello che lei ha detto per questo luogo, che mi ha ridato la vita. Quando ho visto la sua foto sul Podbrdo, sotto la statua della Madonna, sono scoppiato a piangere dalla gioia. Ho cercato di divulgare questo in tutta Italia e, dalle prime sue interviste, ho capito cosa pensava di questo luogo benedetto. Le chiedo: da indiscrezioni trapelate in Italia, si sa che il Card. Ruini, dopo tre anni e mezzo, avrebbe terminato la Commissione Internazionale d’Inchiesta stabilendo la veridicità dei primi anni di queste apparizioni a Medjugorje. Io le chiedo: cosa pensa lei di queste conclusioni e, se lei ha letto il Dossier della Commissione Internazionale d’Inchiesta, cosa ne pensa?».

«Purtroppo io non ho letto il materiale di detta Commissione, perché non è stato pubblicato. Può essere che, dopo il mio ritorno in Vaticano, io possa avervi accesso o almeno parlare col Card. Ruini ma, per adesso, non posso dire nulla. La mia missione non consiste soltanto nell’interrogare le persone che lavorano qui, che sono responsabili o meno della situazione, ma anche nel visitare i luoghi di pellegrinaggio. Ed è precisamente questo il motivo per cui ho affrontato il non semplice cammino che porta alla statua della Santa Vergine. Si tratta di un luogo che merita la presenza di tutti, per il fatto stesso che là vi sia una statua della Santa Vergine. Lassù ho incontrato un gruppo di pellegrini polacchi ed ho rivolto loro qualche parola sul culto mariano. La stampa però poi ha cominciato subito a dire che io avevo condotto lassù un gruppo di pellegrini: non è vero».

Darko Pavičić, Večernji list: «Reverendissimo Arcivescovo, ogni volta che lei ha parlato degli eventi di Medjugorje ha fatto riferimento ad “apparizioni” e non a “presunte apparizioni”. Lei crede che qui si tratti davvero di apparizioni? Di cosa ha parlato con Ratko Perić, il Vescovo di Mostar, che non ci crede e le contesta? Grazie molte».

«Evidentemente io sospendo il mio giudizio, perché non conosco tutti i dettagli e non conosco il gigantesco lavoro fatto dalla Commissione Ruini. Se parlo di “apparizioni”, lo faccio per il semplice motivo che qui si utilizza questa espressione. Io lo dico “tra virgolette” solo che, mentre parlo, le virgolette non si possono vedere. Attendo come voi il verdetto finale di detta Commissione, e soprattutto quello del Papa, che si pronuncerà».

Ivan Pavković, Al Jazeera: «Cosa pensa davvero il Papa su Medjugorje: sulle apparizioni e su questi frutti di cui lei parla?».

«Come si dice, è una bella domanda! Io però evidentemente non so cosa ne pensi il Papa, lui non me l’ha mai detto. Dunque anche qui bisogna attendere, perché evidentemente il Papa prende in considerazione tutto il materiale riguardante le ricerche ed il lavoro svolto. Io credo, però, che anche il fatto che Medjugorje sia un luogo così importante nella prospettiva della nuova evangelizzazione avrà in qualche modo il suo peso nel giudizio finale. Non ho detto nel giudizio “ultimo”, ma “finale”».

Ines Grbić, Laudato TV: «In una dichiarazione da lei fatta nell’imminenza del suo arrivo a Medjugorje, ha detto che qui dovrà svolgere la sua missione in condizioni del tutto diverse ed in modo differente. Mi interesserebbe sapere quali siano queste “condizioni” e quale sia questo “modo”, che sono differenti dal lavoro da lei svolto finora. Lei ha anche detto che queste “apparizioni mariane” sono significativamente differenti dalle precedenti. Cos’è che in esse è specificatamente diverso?».

«Lei avrà certamente notato, Signora, la specificità di queste “apparizioni”, che direi hanno un nuovo formato rispetto a quelle del passato. Anzitutto la durata di quelle che vengono chiamale le “apparizioni di Medjugorje”, che già stanno per superare i trentasei anni. I “veggenti” di Medjugorje, per usare un’espressione che cantiamo nel Prefazio della Messa, sono “Sine fine dicentes…”, anche se è vero che, nell’agiografia di certi santi, è presente questo fenomeno, per cui essi hanno avuto apparizioni per tutta la vita. Una seconda specificità è il numero delle apparizioni: c’è chi ha contato circa quarantasettemila apparizioni individuali. Tenendo presente il fatto che ci sono sei veggenti che hanno frequenti apparizioni personali da trentasei anni, forse un tale numero potrebbe essere anche attendibile, non so. Inoltre, si tratta di “apparizioni” non legate al luogo. A Lourdes la Madonna appariva sempre nella grotta, a Fatima sopra un albero. Ma qui, stando ai veggenti, “l’apparizione” segue la persona, per cui ne hanno in casa, in viaggio, o in chiesa, eccetera. Queste sono specificità che fanno difficoltà in rapporto alla pronuncia di un giudizio».

La parola pronunciata maggiormente dalla Madonna a Medjugorje

La parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje:  “PREGATE”

È questa la parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l’azione più im­portante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell’aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad in­citarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italia­ni: “Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l’unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria con­tinua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo al servi: “Fate quello che Egli vi dirà!”. La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci met­tiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: ‘Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l’apparizione”. Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo credia­mo? Se non ascoltiamo l’invito della Madonna a pregare davve­ro, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: “La pre­ghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace in­teriore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro… Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desìdera Dio, di chi anela a Dio “. Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stes­sa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la pre­ghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: “Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun’altra cosa è importante, adesso per me nessun’altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amo­re, così Dio potrà darvi le grazie “. Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l’adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario… Maria racco­manda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: “Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!”. E dice ancora: “Un fiore non può crescere bene senza ac­qua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter cre­scere e per poter fare i vostri lavori”: la benedizione di Dio do­na lo Spirito Santo.
Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insi­stentemente lo Spirito Santo.

La preghiera del cuore – Per cercare di capire cosa la Madonna intende con il termine di “preghiera del cuore” leggiamo alcuni suoi messaggi e co­minciamo a vedere cosa vuole insegnarci. “lo vi invito, cari fi­gli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non potete comprendere ciò che Dio vuole realizzare attraverso ciascuno di voi. Perciò pregate!” (aprile 1987). Il cuore è la parte più intima e vitale di noi stessi, è il simbolo di tutti i nostri sentimenti, desideri, aspirazioni, speranze, propositi. Il cuore è quella parte impalpabile ma essenziale di noi stessi che orienta tutta la nostra vita. Può orientarla verso il male, come dice Gesù: “Dal cuore provengono i propositi mal­vagi, gli omicidi” ecc. (Mt. 15, 19), ma può e deve orientarla verso il bene, verso Dio. Pregare col cuore significa dunque pregare con tutto il no­stro essere orientato verso Dio, aperto a Dio, desideroso dell’in­contro vivo e vivificante con Dio. Significa desiderare Dio, amare Dio, mettersi in sintonia con Lui e volere ciò che Egli vuole. Significa dire non solo con le parole, ma con la più inti­ma convinzione e con il più vivo desiderio: “Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà”. Significa sforzarsi di adeguare tutta la propria vita a queste esigenze che ci ha suggerito Gesù stesso. È chiaro che pregare così vuol dire identificare la nostra vo­lontà con quella di Dio in tutto. Ed è chiaro che una preghiera così non può non essere esaudita. Solo se preghiamo così pos­siamo comprendere tutto ciò che Dio vuole realizzare attraverso di noi. Dio, innanzitutto, programma per noi la nostra santità e quindi la nostra salvezza e felicità eterna, attraverso vie diverse che sono le più conformi alle attitudini, alle doti, alle inclina­zioni, alla vocazione che ciascuno ha. Nella preghiera possiamo conoscere la via migliore che Dio ha tracciato per noi. Ma Dio ha un piano di bene e di salvezza anche per gli altri e questo si deve realizzare pure mediante noi, con il nostro ap­porto, con la nostra disponibilità agli altri, con la nostra pron­tezza alla rinuncia, al sacrificio, alla comprensione, al perdono, al servizio con il nostro amore soprannaturale. Ecco alcuni altri inviti materni: “Oggi vi invito alla pre­ghiera del cuore. Durante questo tempo di grazia desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza della grazia che Dio vi offre” (febbraio 1989). “Cari figli, vi invito alla preghie­ra con il cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consacri più tempo a Dio” (settembre 1990).
Decidiamo di dedicare alla preghiera un tempo specifico della nostra giornata e apriamo sempre di più il cuore agli in­segnamenti della Mamma Celeste.

Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it

Il Cardinal Pietro Parolin, riguardo a Medjugorje

Lunedì 30 ottobre 2017, dopo il Rito di benedizione del grande salone della Università Cattolica di Zagabria, il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha tenuto una Conferenza Stampa nel corso della quale ha risposto anche ad una domanda legata a Medjugorje. Secondo quanto riportato dall’Agenzia di Stampa IKA, il Cardinale ha detto al riguardo:

“Ieri, mentre venivo in Croazia con un volo Roma – Spalato, ho incontrato un folto gruppo di pellegrini diretti a Medjugorje dall’Argentina. Poco tempo fa ho parlato con persone che testimoniavano il fatto che c’è un grande interesse per Medjugorje. A quanto so, quest’estate là si è svolto anche un grande raduno di giovani. Voi sapete che era stata istituita una Commissione il cui scopo era quello di studiare il fenomeno. La Commissione ha poi consegnato le sue conclusioni nelle mani del Santo Padre. Naturalmente, accanto alla questione relativa alla valutazione circa il carattere soprannaturale degli eventi di Medjugorje, c’è anche tutta quella che concerne la cura pastorale sul posto, ed è questo ciò che al momento ci interessa di più, perché sono molte le persone che si recano in pellegrinaggio in quel luogo. Il desiderio della Santa Sede è dunque quello di aiutare a regolare quel fenomeno, in modo che i fedeli che là si recano possano meditare meglio la Parola di Dio, celebrare i Sacramenti e vivere un’autentica esperienza di fede. Proprio a tal fine non molto tempo fa è stato a Medjugorje Mons. Hoser, che ha avuto il compito di raccogliere informazioni e riferire alla Santa Sede sullo stato delle cose, ma, lo ribadisco, al fine di rispondere alle sfide concernenti la cura pastorale. Tutto ciò per poter poi valutare quale passo successivo compiere in tal senso”.

4° Seminario nazionale AIASM

“IL TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO E’ IN CRISTO: Profezia di FATIMA”

 

4° Seminario nazionale accompagnatori di pellegrinaggi mariani e organizzatori di gruppi di preghiera e di carità

24– 26 novembre 2017

FRATERNA DOMUS – Roma

PROGRAMMA:

VENERDI’ 24 novembre

ore 11:00 – Presidente Aiasm: presentazione del seminario;

ore  11,15 Saluto di Padre Dragan Ruzic.

ore 12:00 ANGELUS e CANTI

ore 12:30 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 Coroncina della Divina Misericordia

ore 15:00 relatore: Mons. Giuseppe Magrin Tema:” Il perché della scelta e dei luoghi delle apparizioni mariane”.

ore 16:00 – 16:30 pausa caffè

ore 16:00 risposte e domande

ore 17:00-18:00 Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 18:00 Rosario e canti.

ore 18:30 Santa Messa. Presiede Cardinale Re Giovan Battista

ore 20:00 Cena

ore 21.30 – (Presentazione Don Alberto Paccini, Rettore Basilica Santa                             Anastasia Roma )

Segue Adorazione notturna

 

SABATO 25 novembre

 

ore 7:00 – 7:30 Adorazione Eucaristica

ore 7:30 – 8:00 Lodi e

ore 8:00 – 8:45 Colazione

ore 9:00Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI

(Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “ La devozione a Maria: Perché ? “

ore 10:30 – 11:30 pausa caffè

ore 11:30 – 12:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 12:00 ANGELUS, Per l’ Omelia della Santa Messa.

Presiede Cardinale Angelo Comastri: Conversioni “Mariane “

concelebra Mons Giuseppe Magrin

ore 13,20 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 foto di gruppo

ore 15:00- Coroncina della Divina Misericordia

ore 15.30 Padre Sergio Gaspari con contributo del Prof. Giuseppe Lipari, Teologo. (Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “Le apparizioni Mariane, sono nel progetto di Dio per le emergenze della società e della chiesa.”

ore 16:30 – 17:00 pausa caffè

ore 17:00 – 18:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 18:00 –  Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 19:00 Riflessioni sul seminario. Conclusioni di p. Dragan Ruzic.

ore 19:30 Rosario e Canti.

ore 20:00 Cena

ore 21:00 – 21:30  Ringraziamento Eucaristico in ascolto dell’Ospite.

Segue Adorazione notturna

ore 21.30 LA NOSTRA IDENTITA’

Sessione riservata agli iscritti all’associazione AIASM. (L’ingresso in sala è consentito solo ai soci in regola con l’iscrizione e in possesso del tesserino 2017).

Ordine del giorno:

  1. Stato associazione;
  2. Proposte di modifiche dello statuto dell’associazione;
  3. Giornate di preghiera;
  4. Cooptazioni del direttivo;
  5. Varie ed eventuali.

Sarà presente Madre Rosaria Della Carità.

Saranno presenti per i canti e le musiche i musicisti del Divino Amore di Medjugorje.

DOMENICA 26 novembre 2017

ore 07:00 – colazione

ore 8:00 partenza per S. Pietro

ore 9:20 ritrovo davanti al cancello palazzo S. Uffizio (a fianco Basilica San Pietro)

ore 9:45 Lodi in latino con i capitolari nella Basilica di S. Pietro (facoltativo)

ore 10,30 – Santa Messa in Basilica San Pietro

ore 12,00 – Angelus, Benedizione e saluto di Papa Francesco.

Fine seminario

 

Per informazioni e iscrizioni mandare un’email a:

presidente@aiasm.it

segreteria@aiasm.it

www.aiasm.it

 

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta, dopo aver pedalato per millesettanta chilometri

Don Renato Corona, un sacerdote italiano di sessant’anni, ed il cinquantenne Achille Ruffoni in soli dieci giorni (e precisamente dal 30 luglio al 9 agosto scorsi) hanno pedalato per millesettanta chilometri alla volta di Medjugorje. Don Renato è parroco della parrocchia di Valmalenco, in provincia di Sondrio. Durante una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, egli ha testimoniato che ad attenderli al loro arrivo, presso la statua della Madonna ubicata dinanzi alla chiesa di Medjugorje, c’era il parroco fra Marinko Šakota, che ha donato loro un Rosario. Questo, per don Renato, è il primo pellegrinaggio a Medjugorje: “Sono venuto con un amico col quale ero già andato a piedi a Santiago de Compostela. Un paio d’anni fa siamo anche stati a Caporetto, in Slovenia. Quest’anno abbiamo deciso di venire a Medjugorje. Molte persone mi avevano detto di venirci. Non avendo trovato nessuno che ci potesse seguire con un automobile lungo il tragitto, abbiamo portato il nostro bagaglio sulle biciclette. Faremo in bicicletta anche il ritorno, ma dopo essere arrivati a Zagabria e poi a Trieste in pullman. Da lì riprenderemo le nostre biciclette, per fare altri seicento chilometri”.