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Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta, dopo aver pedalato per millesettanta chilometri

Don Renato Corona, un sacerdote italiano di sessant’anni, ed il cinquantenne Achille Ruffoni in soli dieci giorni (e precisamente dal 30 luglio al 9 agosto scorsi) hanno pedalato per millesettanta chilometri alla volta di Medjugorje. Don Renato è parroco della parrocchia di Valmalenco, in provincia di Sondrio. Durante una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, egli ha testimoniato che ad attenderli al loro arrivo, presso la statua della Madonna ubicata dinanzi alla chiesa di Medjugorje, c’era il parroco fra Marinko Šakota, che ha donato loro un Rosario. Questo, per don Renato, è il primo pellegrinaggio a Medjugorje: “Sono venuto con un amico col quale ero già andato a piedi a Santiago de Compostela. Un paio d’anni fa siamo anche stati a Caporetto, in Slovenia. Quest’anno abbiamo deciso di venire a Medjugorje. Molte persone mi avevano detto di venirci. Non avendo trovato nessuno che ci potesse seguire con un automobile lungo il tragitto, abbiamo portato il nostro bagaglio sulle biciclette. Faremo in bicicletta anche il ritorno, ma dopo essere arrivati a Zagabria e poi a Trieste in pullman. Da lì riprenderemo le nostre biciclette, per fare altri seicento chilometri”.

18° SEMINARIO INT. PER LE COPPIE SPOSATE A MEDJUGORJE

18° SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LE COPPIE SPOSATE

Il 18° Seminario internazionale per le coppie sposate si svolgerà a Međugorje dal 8 al 11 novembre 2017.

 ” La vostra carità si arricchisca sempre più”  (Fil 1, 9)

Alla scuola della Madonna

Programma:

 Mercoledi, 8 novembre 2017

  1. 00 Registrazione dei partecipanti
  2. 00 Introduzione al seminario
  3. 00 Programma di preghiera serale in chiesa

 Giovedì, 9 novembre 2017  

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

14.00          Preghiera sul Križevac

17.00          Programma di preghiera serale in chiesa

Venerdì, 10 novembre 2017

  1. 00 Preghiera sulla Collina delle apparizioni
  2. 30 Lezione, discussione

12.00          Adorazione nel silenzio del Santissimo Sacramento dell’Altare

15.00          Lezione, discussione

Preparazione alla confessione

17.00 Programma di preghiera serale in chiesa

Sabato, 11 novembre 2017

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

11.00 Esperienze dei partecipanti

12.00          S. Messa conclusiva

I relatori del seminario sono fra Marinko Škota e p. Mijo Nikić

            Padre Marinko Šakota – nato a Čitluk nel 1968, frequenta le scuole dell’obbligo e la prima classe delle superiori a Čitluk. Scelta la vocazione francescana, si reca al Seminario francescano di Visoko dove porta a termine il secondo anno. Gli ultimi due anni del liceo li finisce presso il Liceo dei gesuiti di Dubrovnik (Ragusa), dove consegue la maturità classica. Veste l’abito francescano il 15 luglio 1987 a Humac, dove trascorre l’anno di Noviziato. Intraprende gli studi di filosofia e teologia a Sarajevo presso l’Istituto Teologico Francescano di Sarajevo (1989 – 1990). Poi è a Fulda, in Germania (1995), dove consegue la laurea.

Prende i voti perpetui a Široki Brijeg nel 1993. È ordinato diacono a Zagabria nel 1996 e sacerdote a Frohnleiten sempre nel 1996. Presta il suo primo servizio nel convento francescano di Innsbruck, dove trascorre un anno come coadiutore. Poi è a Frohnleiten come assistente spirituale e ad Augsburg (Augusta) come cappellano. Trascorre tre anni a Mostar come cappellano e sette anni a Gradnići come parroco. Dal settembre del 2010 presta servizio a Međugorje come cappellano. È parroco della parrocchia di Međugorje dal 2013.

  1. Mijo Nikić – sacerdote della Compagnia di Gesù, è nato nel 1953 a Gornji Zovik (BiH). Proviene da una numerosa famiglia con ben dodici figli. Conclusi gli studi di filosofia e teologia a Zagabria presso i gesuiti, ha conseguito la laurea magistrale in psicologia del profondo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di teologia di Zagabria, discutendo la seguente dissertazione: “L’immagine di Dio nei nuovi movimenti religiosi”. Dal 1992 insegna psicologia, psicologia della religione e storia delle religioni alla Facoltà di filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria. Presso l’Istituto teologico della Compagnia di Gesù (studi di teologia) insegna i sacramenti della penitenza (confessione) e dell’estrema unzione, mariologia e escatologia.

Ha pubblicato diversi articoli in varie riviste. Partecipa a simposi nazionali e internazionali. È redattore di diverse miscellanee e raccolte: Nuovi movimenti religiosi (1997); Reincarnazione e/o resurrezione (1998); Fede e salute (2007); Malattia e salute nelle religioni (2011). Ha dato alle stampe i seguenti libri: L’immagine di Dio nelle sette religiose e nei nuovi movimenti religiosi (2003); Psicologia della famiglia (2004); Con gli occhi dello psicologo – teologo (2015); Psicoterapia biblica (2015); Come superare la paura con la fede (2005); Immagini di Dio vere e false (2011). Tiene esercizi spirituali per sacerdoti, suore e famiglie; seminari a sfondo psicologico – spirituale per giuristi, manager e altri professionisti sul ruolo della spiritualità nella gestione dello stress. È presidente della Fondazione del vescovo Josip Lang che si occupa d’assistenza ai vecchi e ai bisognosi.

In quanto esperto in psicologia, ha fatto parte della Commissione internazionale pontificia di inchiesta e studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje.    

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa. Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr >, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic). Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Međugorju.

 Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma.

 

Messaggio del Card. C. Schönboral festival dei giovani 2017

Messaggio del Cardinal Christoph Schönborn ai giovani presenti a Medjugorje

Anche quest’anno il Cardinale di Vienna, S.E.R. Mons. Christoph Schönborn, nostro caro amico, ha rivolto un pensiero a tutti i partecipanti all’Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani:

«Cari giovani amici,

vi siete nuovamente recati a Medjugorje in così gran numero. Nessuno vi ha ordinato di andare là con questa calura estiva. L’avete fatto perché era un desiderio del vostro cuore, altrimenti non vi sareste impegnati a realizzarlo. Cosa vi spinge ad andare a Medjugorje? Non una moda, non un trend, non un entusiasmo momentaneo.

A spingervi a farlo è la particolare vicinanza della Madonna, che vi attrae. Anch’io l’ho sperimentata a Lourdes e in altri luoghi in cui Maria mostra la sua vicinanza e concede di sperimentare la sua presenza. Dalla vicinanza di Maria, infatti, scaturisce una forza particolarmente vigorosa e una tale consolazione! Quante persone hanno ritrovato la fede e si sono convertite vicino alla Madonna! Quante persone sono tornate a confessarsi e a ricevere il perdono di Dio anche dopo molti anni! Mi ha molto toccato il fatto che il nostro Santo Padre abbia nominato il suo Inviato Speciale per l’accompagnamento pastorale di Medjugorje – l’Arcivescovo di Varsavia – Praga Henrik Hoser – l’11 febbraio di quest’anno, nella Festa della nostra cara Madonna di Lourdes. Questo è un bel segno, come pure lo è il fatto che, tra i frutti di Medjugorje, egli abbia messo particolarmente in rilievo le molte conversioni

Perciò vi prego di fare quello che Papa Francesco ci chiede sempre in modo accorato: preghiamo per lui! Lui è il Successore di San Pietro, colui al quale Gesù ha affidato l’intera Chiesa. E vi chiedo ancora un’altra cosa, che Papa Francesco ci ricorda sempre: di avere amore verso i poveri e i piccoli. Chi ha cuore per i poveri di qualunque genere, non può fallire nella vita. Da Medjugorje scaturisce un grande amore nei confronti delle persone in difficoltà. In questi giorni sono con voi col cuore e vi auguro di ricevere molte grazie, di fare una buona Confessione e di provare la gioia di autentiche Celebrazioni comunitarie. Non permettete a niente e a nessuno di sottrarvi questa gioia. Essa è, infatti, per il mondo contemporaneo una convincente testimonianza.

Vostro Christoph Cardinal Schoenborn»

 

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta

Denis Antoniol e Massimo Morandin, due pellegrini italiani, sono venuti in bicicletta a Medjugorje partendo da Fontanelle, in provincia di Treviso. Denis ci ha testimoniato quanto questa esperienza sia stata bella e come, nonostante la stanchezza e i molti chilometri percorsi, valesse la pena arrivare alla meta: “Ogni venuta a Medjugorje ti rafforza. Durante il nostro pellegrinaggio, abbiamo incontrato persone molto gentili. Quando ci fermavamo per le tappe intermedie, parlavamo con la gente e, quando dicevamo quale fosse la nostra destinazione , le persone restavano stupite del nostro progetto”.

Massimo, invece, ha evidenziato che l’idea di questo pellegrinaggio in bicicletta era nata già nel 2014, in occasione dell’anniversario delle apparizioni, quando lui era venuto qui per la prima volta. Ha poi aggiunto: “Già quindici chilometri prima di Medjugorje, nonostante la stanchezza, abbiamo provato una grande gioia e ci sentivamo come se fossimo appena partiti. Arrivando, abbiamo provato sentimenti incredibili. Alcuni nostri amici italiani stavano aspettando il nostro arrivo! Quando torneremo a casa, la gioia provata in questi giorni sarà certamente di esempio anche per tutti coloro che incontreremo” (Radiopostaja „Mir” Međugorje/medjugorje.hr).

Solennità di san Giacomo

Martedì 25 luglio 2017 ricorrerà la Solennità di san Giacomo il maggiore, Patrono della parrocchia di Medjugorje. Quel giorno, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00. La Celebrazione Eucaristica principale — presieduta da fra Ivan Landeka —  si terrà, invece, alle ore 11:00 nel boschetto attiguo alla chiesa. La Processione con il simulacro del santo partirà dalla chiesa alle ore 10:45. Quest’anno la sua statua sarà portata dai membri della Comunità “Padre Misericordioso”. Poiché quel giorno sarà anche il 25 del mese, a partire dalle ore 22:00 si svolgerà la consueta Adorazione Eucaristica notturna. Come sempre, dopo una prima ora di Adorazione comunitaria, dalle 23:00 in poi il Santissimo sarà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino del 26 luglio. I parrocchiani di Medjugorje si stanno preparando a questa ricorrenza con una novena. Il programma di preghiera inizia ogni sera, come di consueto, alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario presso l’Altare esterno, per poi proseguire con la Santa Messa delle ore 19:00. In questi giorni della novena, il Rosario serale viene guidato dai parrocchiani di Medjugorje.

 

La parrocchia di Medjugorje fu fondata nel 1892 e venne posta da subito sotto la protezione di san Giacomo Apostolo. In quello stesso anno venne costruita anche la casa parrocchiale. Solo cinque anni più tardi, ossia nel 1897, grazie all’impegno profuso dal parroco e dagli abitanti, fu poi costruita la prima chiesa parrocchiale. Seppur spaziosa e bella per quei tempi, con l’andar degli anni la sua struttura portante venne indebolita dal terreno sdrucciolevole su cui era costruita, e divenne perciò inevitabile progettare l’edificazione di una nuova chiesa. I lavori di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale cominciarono nel 1934 e si conclusero nel 1969. Fino all’estate del 1981, questa parrocchia ha vissuto una vita normale, ma, a partire da quella data, questo luogo e la sua chiesa sono divenuti il punto di incontro di milioni di pellegrini e devoti della Regina della pace del mondo intero.

 

Il Patrono della parrocchia di Medjugorje, San Giacomo Apostolo, e suo fratello Giovanni erano figli di Zebedeo, un pescatore che svolgeva questo suo lavoro sul lago di Genezaret. San Giacomo si unì dapprima ai discepoli di Giovanni Battista, per poi divenire in seguito discepolo di Gesù. Insieme a Pietro e Giovanni, egli fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo e della Trasfigurazione di Gesù. San Giacomo fu, in seguito, tra coloro che rimasero accanto a Gesù durante la sua agonia nell’orto del Getsemani. Egli è stato il primo degli Apostoli che, per ordine del re Erode Agrippa I, diede la sua vita per il Vangelo nel 43 o 44 d. C. E’ il Patrono dei pellegrini, e le sue reliquie si trovano presso il Santuario di Santiago de Compostela, in Spagna. La sua statua presente nella chiesa di Medjugorje, similmente a quelle che si trovano in altri luoghi, raffigura il Patrono dei pellegrini con in mano un bastone, una “zucca” per l’acqua e una conchiglia.

 

28° MLADIFEST Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2017

MLADIFEST

Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2017

 

CHE LA VOSTRA CARITÀ SI ARRICCHISCA SEMPRE PIÙ

E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio. (Fil 1,9)

Martedì, 1. 8. 2017

18.00     Rosario

19.00     APERTURA DEL FESTIVAL

S. Messa

21.00 – 22.00     Adorazione al Santissimo

Mercoledì, 2. 8. 2017

06.00 – 06.40     Rosario sul Podbrdo

intorno alla statua della Gospa

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Meditazione con le candele

poi preghiera davanti alla Croce

Giovedì, 3. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Processione

con la statua della Madonna

poi Adorazione al Santissimo

Venerdì, 4. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze (Cenacolo)

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

21.15     Spettacolo della Comunità Cenacolo: CREDO

Sabato, 5. 8. 2017

09.00     Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00     Angelus

Pausa

16.00     Testimonianze

18.00     Rosario

19.00     S. Messa

20.30 – 21.30     Adorazione al Santissimo

21.30 – 22.00     MANDATO

Congedo con canti

Domenica, 6. 8. 2017

Salita sul Križevac (privata)

05.00     S. Messa sul Križevac

AVVISI

  • Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.
  • I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.
  • Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.
  • Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese

Come interpretare le parole di Papa Francesco ? Di Suor Emmanuel

Riceviamo da © Enfants de Medjugorje e pubblichiamo.

Come interpretare le parole di Papa Francesco pronunciate il 13 maggio nel aereo Lisbona – Roma? Di Suor Emmanuel

Prima di rileggere le parole del Papa, ecco già due citazioni di Gesù che dobbiamo sempre tenere a mente:

“Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.” (Luca 6,43-49). Ed anche :” Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?” (Mat.7,16)

Un’altra citazione, questa usata da Gesù parlando con Santa Faustina Kowalska: “Ascolta, figlia mia, sebbene tutte le opere che sorgono per Mia volontà siano esposte a grandi sofferenze, tuttavia considera se ce n’è stata mai qualcuna di esse esposta a maggiori ostacoli dell’opera direttamente Mia, l’opera della redenzione. Non devi preoccuparti troppo delle contrarietà.” (Diario §1642)

Rileggendo l’intervista del Santo Padre la sera del 13 maggio, molti di coloro che amano Medjugorje e vi hanno trovato un rinnovamento della loro vita spirituale, hanno provato inizialmente delusione e tristezza. Effettivamente, vedere il Papa scuotere la testa negativamente paragonando la Madonna ad un impiegato di un ufficio postale, può provocare in alcuni, me compresa, una delusione (anche se non esistono mestieri stupidi!). Ma, grazie a Dio, ci siamo presi del tempo per riflettere su ogni punto dell’intervista del Papa, e, alla fine, abbiamo trovato delle buone ragioni per rallegrarcene!

1 – Commissione Ruini. Il punto essenziale da sottolineare, è che il Papa ha giudicato “molto buono” il documento della Commissione Ruini incaricata dal Papa Benedetto XVI nel 2014 allo scopo di scopo di conoscere ed esprimersi sul fenomeno Medjugorje. Ha utilizzato 6 volte la parola “buono”, rinforzata 2 volte da “molto, molto buono”. Cosa che equivale a un elogio molto forte. Ha chiaramente lodato infatti il lavoro molto buono di buoni teologi, vescovi e cardinali. Si è opposto pubblicamente all’invio del documento alla cosiddetta “feria quarta” del congresso. “Non mi è sembrato giusto; sarebbe come mettere all’asta il documento Ruini.” Secondo gli esperti che hanno partecipato a quella Commissione, 13 di essi sono a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime sette apparizioni a Medjugorje, uno solo ha votato contro e l’ultimo si è riservato di esprimere il suo parere più tardi. In altre parole, si tratta di una schiacciante maggioranza a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime apparizioni.

2 – Si tratta di un passo enorme nella storia di Medjugorje! Se si considera infatti l’ultima dichiarazione ufficiale di Zara nel 1991:”Non constat de supernaturalitate”: cioè non si può affermare che il fenomeno sia soprannaturale, ( e non “si afferma che il fenomeno non è soprannaturale”), la questione rimaneva aperta.  Ecco quindi che Medjugorje potrebbe diventare oggi un vero luogo di apparizioni mariane! Certamente,  si preferirebbe che questo riconoscimento si applicasse ad un periodo un po’ più lungo di 7 giorni. Ma non si è trattato di negare il seguito delle apparizioni; si è voluto mantenere un dubbio, quindi lasciare un punto interrogativo. Non dimentichiamo che le apparizioni sono ancora in corso e che è difficile canonizzare un santo mentre è ancora vivo. (La Vergine ha detto ai veggenti che apparirà loro una volta all’anno per tutta la loro vita). Non dimentichiamo neanche che le apparizioni del 1830 a Rue du Bac a Parigi, e la Medaglia Miracolosa,  non sono mai state riconosciute ufficialmente, ma che è un Santuario autorizzato visitato in continuazione da migliaia di persone di tutti i Paesi!

3 – Libertà di adesione. Un altro punto: Il Papa ha detto chiaramente che esprimeva la sua opinione personale, e questo, nel linguaggio della Chiesa, significa che siamo liberi di aderire o meno, secondo coscienza. Guardate: addirittura Giovanni Paolo II ha espresso la sua opinione personale dichiarando Medjugorje, “il centro della spiritualità” e ripetendo il suo desiderio di andarvi. Ha scritto delle lettere dove manifesta la sua riconoscenza a Medjugorje. (Nel mio libro “Il bambino nascosto” ho pubblicato in allegato le fotografie di queste lettere). Ha scritto per esempio ai suoi amici Marek e Zofia di Cracovia: “Signora Zofia, la ringrazio per tutto quello che riguarda Medjugorje. Anche io mi reco spiritualmente ogni giorno in pellegrinaggio laggiù per pregare: mi unisco spiritualmente a tutti coloro che pregano lì o che laggiù , sentono un richiamo alla preghiera…”. Ma non ha voluto esprimere la sua opinione personale, se non in privato ad alcuni testimoni affidabili – fra gli altri, al presidente della Croazia, Franjo Tudjman, ed a Mons. Paolo Hnilica, ecc… Non si è espresso durante una Conferenza stampa, senza dubbio per non umiliare l’Ordinario del luogo, perché avrebbe potuto usare l’influenza della sua posizione di Sommo Pontefice. Ha scelto la pazienza e la misericordia.

4- Una commedia di menzogne? Sappiamo che a Mostar, l’Ordinario del posto aveva una opinione personale diversa da quella di Giovanni Paolo II. Ma dopo che il Papa Francesco si è espresso pubblicamente su Medjugorje, ne risulta che non si è tenuto conto dell’opinione negativa del vescovo locale. Effettivamente, questi ha sempre negato l’autenticità delle apparizioni, considerandola come una commedia menzognera giocata sin dall’inizio dai Francescani e dai veggenti. Adesso, abbiamo un Papa che è aperto alle prime apparizioni e che ne riconosce i buoni frutti per tutto il tempo – cioè circa 36 anni.

Il Papa ha anche evocato la posizione della Congregazione per la  Dottrina della Fede, presieduta dal Cardinal Muller, molto critico verso Medjugorje da svariati anni, come il vescovo di Mostar. Il Papa Francesco ha scartato apertamente le sue affermazioni estremamente negative. Secondo gli “usi e costumi” della Chiesa, questo ha certamente un grande peso.

5 – La Madonna postina? Quando il Papa paragona la Madonna ad una “capo di un ufficio telegrafico” che detta al telegrafo ogni giorno i suoi messaggi”, sembra disturbato da due fatti:

Quando il Papa paragona la Madonna ad “un capo di ufficio telegrafico” che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte  “, sembra disturbato da due fatti:

1 – Che la Vergine parli tutti i giorni

2 – Che dia degli appuntamenti precisi ai veggenti.

 

In realtà, a Medjugorje, la Madonna non parla tutti i giorni (l’ha fatto solo nei primi giorni delle apparizioni in giunio 1981). Certamente, viene tutti i giorni, come ha già fatto a Nostra Signora di Laus (Francia) per 54 anni con la Venerabile Benedetta Rancurel, ma viene per pregare con i veggenti. Detto ciò, sappiamo che il Papa è bombardato da cosiddetti messaggi della Vergine, che a giusto titolo lo esasperano! Ma non c’entrano affatto con la Regina della Pace a Medjugorje.

Quanto a dare degli appuntamenti precisi, lo ha già fatto in apparizioni riconosciute come Lourdes, Fatima, Kibeho, ecc. E’ un metodo materno per preparare i suoi figli ad accoglierla nelle apparizioni successive. In questo modo, infatti, Lei permette ai suoi figli di riunirsi quando appare per pregare insieme a Lei. E’ la sua gioia di madre. Il miracolo del sole a Fatima è stato visto da 70.000 persone il 13 ottobre 1917, e la Madonna aveva annunciato questo appuntamento ai 3 pastorelli, permettendo così, un raduno storico

Si potrebbe quindi concludere così: poiché le resistenze maggiori del papa circa l’incontro con questa “capo di un ufficio telegrafico” sono proprio su questi due punti, possiamo stare tranquilli! Non è infatti impossibile che il Papa modifichi la sua opinione personale su questi punti.

6 – Un punto positivo: Il Papa non ha rigettato i messaggi. Si può quindi continuare ad ascoltarli attentamente, a diffonderli e viverli in tutta sicurezza secondo il vivo desiderio della Madonna.

7 – Un paradosso ? Infine, ricordiamoci della Parola di Cristo citata prima: “Non si raccolgono fichi dai rovi… Un albero si riconosce dai suoi frutti.” Il Papa e tutta la Commissione Ruini riconoscono i buoni frutti, l’evidenza è incontestabile! Allora, come farebbero questi buoni frutti a continuare a essere prodotti da un  albero cattivo?

Come sapete, l’inviato speciale del Papa, Mons. Henrik Hoser è venuto a Medjugorje. Il Santo Padre lo ha lodato durante l’intervista come un “buon vescovo che ho scelto”. Mons. Hoser ha svolto un’inchiesta molto seria sul posto (“venite e vedete” dice Gesù). Ha incontrato le persone chiave, i Francescani, i veggenti, le tante opere di carità nate dai messaggi, alcune Comunità religiose sul posto, ecc. Consegnerà il suo rapporto a Papa Francesco a fine giugno. Visto l’incoraggiamento ed il conforto che ha tenuto a comunicare a tutta la parrocchia “come inviato speciale del Papa”, è probabile che la prossima parola del Santo Padre a proposito di Medjugorje sarà più favorevole. Mons. Hoser è uno specialista in materia di apparizioni. Era membro attivo della commissione che ha studiato le apparizioni di Kibeho in Ruanda, che sono state riconosciute. Attendiamo in preghiera!

8 – Scacciamo la tristezza! In tutti i casi, anche se questa opinione personale è quella di un Papa, resta una opinione non ufficiale e non riveste l’autorità della Chiesa (Ciascuno resta dunque libero di credere in coscienza che è veramente la Madre di Dio che appare ancora oggi, oppure no, libero anche di andare a Medjugorje, di pregarvi, di leggere i messaggi e di viverli. Malgrado la tristezza che questa intervista ha potuto provocare in qualcuno, quando si guardano le cose da vicino, si scorgono molti punti positivi importanti.

Il Papa ha concluso la sua intervista dicendo:”Alla fine, si dirà qualche cosa!”. Attendiamo in preghiera fervente e con fiducia, come e con Maria!

9 – Attenzione alle trappole! Viste le onde anticristiane che il mondo intero subisce attualmente e le persecuzioni (la Francia è duramente presa di mira), credo che dobbiamo prepararci ad affrontare dei grandi combattimenti spirituali. La confusione che regna nel mondo ci deve spingere ad essere molto vigilanti.

Le trappole che satana potrebbe tenderci in occasione di questa intervista sono evidenti, e sarebbe disastroso cascarci. In più , danneggerebbero molto i piani di Maria. In particolare vedo profilarsi due trappole importanti:

– Da una parte, dirsi che poiché il Papa non è molto favorevole a Medjugorje, non si va più in pellegrinaggio. Cosa che si ritorcerebbe contro milioni di poveri e di piccoli (che paradossalmente attirano l’attenzione particolare del Papa)! Tutti quei fedeli che hanno ritrovato pace e speranza a Medjugorje, che hanno ripreso vita con il cammino dei sacramenti, e che finalmente han potuto trovare nuovo coraggio  in situazioni molto dure, potrebbero sentirsi feriti e scoraggiarsi, abbandonare il loro cammino di conversione che avrebbe potuto farne dei santi. Senza parlare di tutti quelli che non sono mai venuti a Medjugorje ma che la Madonna invita…. Che non si privino di questa sorgente provvidenziale di grazie!

– Dall’altra parte, qualcuno potrebbe essere tentato di rifiutare il Papa e forse la Chiesa, vedendo queste contraddizioni nel suo seno. Che Dio ce ne scampi! Non è questione di opporre il Papa alla Gospa, come se dovessimo scegliere fra i due! Continuiamo a pregare per il Santo Padre con tutto il nostro cuore e per la Chiesa di Cristo.

“I vostri pastori non hanno bisogno dei vostri giudizi, né delle vostre critiche, hanno bisogno della vostra preghiera, del vostro amore e del vostro aiuto”. (Messaggio trasmesso da Mirjana) “Mio Figlio è con voi. Egli è dappertutto. E’ invisibile, ma potete vederLo se Lo vivete. E’ la luce che illumina la vostra anima e vi dà la pace. E’ la Chiesa che dovete amare, per la quale dovete pregare e combattere sempre. (Messaggio del 2 agosto 2015). Noi amiamo i nostri pastori e preghiamo per loro. Noi li amiamo semplicemente perché sono i nostri pastori! Gesù li ha scelti per noi. La Gospa non ci ha forse detto: “Solamente con i vostri pastori il mio Cuore Immacolato trionferà! Non permettete al Male di separarvi dai vostri pastori!” (2 settembre 2013).

Fidiamoci della Gospa, perché tutto questo è previsto in un cammino provvidenziale che Lei gestisce con un cuore di Regina. E come Regina e Sovrana, farà in modo che tutto concorra al nostro bene. Come dice spesso Vicka “La Gospa realizzerà il suo piano.” Ed anche: “La Gospa si difenderà da sola.” Non avrebbe potuto essere più chiara a Fatima quando ha dichiarato: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”

Sr Emmanuel +

(Tradotto dal francese)

Orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje

Orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje

L’orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje entrerà in vigore giovedì 1° giugno e continuerà fino al 31 agosto. A cominciare dal 1° di giugno, la preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà quindi alle ore 18:00, la Santa Messa sarà alle ore 19:00 e verrà seguita dal consueto programma di preghiera, a seconda del giorno della settimana.

L’Adorazione Eucaristica del martedì e del sabato sarà dalle ore 22:00 alle ore 23:00, mentre quella del giovedì si terrà subito dopo la Santa Messa serale, ossia a partire dalle ore 20:00. Il pio esercizio della Via Crucis sul Križevac si svolgerà il venerdì alle ore 16:00, mentre la preghiera del Rosario sul Podbrdo si terrà la Domenica, sempre alle ore 16:00.

Sesto pellegrinaggio int. per persone con invalidità

SESTO PELLEGRINAGGIO INTERNAZIONALE PER PERSONE CON INVALIDITÀ

Tema dell’Incontro: “La vostra carità si arricchisca sempre più” (Fil 1, 9)

Il Sesto Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con invalidità si svolgerà dal 15 al 18 giugno 2017. Il raduno e la sistemazione dei partecipanti presso le case dei parrocchiani si terranno nelle ore pomeridiane di giovedì 15 giugno. La particolarità di questo Pellegrinaggio per persone con invalidità consiste nel fatto che i parrocchiani della parrocchia di Medjugorje assicureranno ai partecipanti all’evento vitto e alloggio gratuiti. Lo scorso anno il comitato organizzatore dell’evento, insieme ai rappresentanti delle comunità locali di Medjugorje e Bijakovići, ha stabilito alcune regole, che varranno anche per il Pellegrinaggio di quest’anno.

  • La partecipazione al Pellegrinaggio resta gratuita per le persone con invalidità e per un accompagnatore (che potrà essere un genitore, l’accompagnatore, o la persona che se ne prenderà cura), come pure per gli autisti di pullman o furgoncini.
  • Per gli altri membri della famiglia, gli altri accompagnatori, gli amici o i volontari, la quota per la sistemazione sarà di 60 euro a persona (ossia il costo di tre mezze pensioni).
  • La sistemazione di base dei partecipanti al Pellegrinaggio sarà la mezza pensione.
  • Previo accordo con il padrone di casa, sarà possibile avere la cena fredda in pensione.
  • Se si partecipa al Pellegrinaggio dal pranzo del 16 giugno, il costo del Pellegrinaggio sarà di 50 euro a persona.

Il termine ultimo per inviare le adesioni all’indirizzo e-mail: gospina.skola@gmail.com è il 30 maggio 2017.

Nell’adesione è necessario indicare: data e ora di arrivo, un recapito telefonico, il numero complessivo di pellegrini che intendono partecipare all’evento, i dati della persona con invalidità ed il genere di invalidità. Vanno inoltre forniti i dati dell’accompagnatore che usufruirà della gratuità, nonché il ruolo delle altre persone che accompagneranno il malato e pagheranno la loro sistemazione. Facciamo appello alle guide di pellegrinaggio affinché, all’atto dell’iscrizione dei pellegrini, tengano conto degli effettivi bisogni delle singole persone, in modo da evitare situazioni spiacevoli. Grazie per la comprensione! 

PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO

GIOVEDÌ, 15. 06. 2017.

15,00 – 17,00: Arrivo dei partecipanti

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e Adorazione Eucaristica)

VENERDÌ, 16. 06. 2017.

PRESSO IL SALONE “SAN GIOVANNI PAOLO II”

9,00 – 11,00: Presentazione a gruppi dei partecipanti

11,15 – 12,00: Prima relazione o, per gli altri partecipanti, laboratorio musicale presso l’Altare esterno

12,30: Pranzo in pensione

15,30 -17,00: Per le persone con invalidità: Preghiera della VIA CRUCIS

16,00: Per i loro genitori ed amici: preghiera della VIA CRUCIS sul Križevac, unendosi alla consueta Via Crucis parrocchiale del venerdì.

17,30 – 18,00: Presentazione del Movimento “Fede e Luce”

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e Venerazione della Croce)

SABATO, 17. 06. 2017.

IN MATTINATA: ATTIVITÀ PRESSO IL “VILLAGGIO DELLA MADRE”

9,00 – 12,00: Preghiera del Rosario (per coloro che possono salire sul Podbrdo)

PODBRDO: ore 9,30: Rosario comunitario intorno alla statua della Madonna

12,30: Pranzo e pausa in pensione

(Per le persone che partecipano a una sola giornata dell’evento: PRANZO AUTOGESTITO)

NEL POMERIGGIO, PRESSO IL SALONE “SAN GIOVANNI PAOLO II”:

15,30 – 16,15: Seconda relazione

16,15 – 17,00: Testimonianza

17,00 – 17,45: Terza relazione

18,00: Programma di preghiera serale (Rosario, Santa Messa e preghiera di guarigione)

22,00: ADORAZIONE EUCARISTICA

DOMENICA, 18.06.2017.

Presso l’Altare esterno della chiesa parrocchiale:

10,30 – 11,00: Testimonianza

11,00: Santa Messa

Coordinatore del Pellegrinaggio: fra Marinko Šakota OFM, parroco.

Relatore: fra Ante Vučković, ofm.

Fra Ante Vučković, ofm. Nato nel 1958 a Sinj da una famiglia numerosa, appartiene alla provincia francescana del Santissimo Redentore con sede a Spalato. Ha frequentato il seminario e il liceo classico a Sinj ed ha studiato teologia a Makarska e a Zagabria. Ordinato sacerdote nel 1983, dopo aver ricoperto la funzione di cappellano a Metković e a Monaco di Baviera, ha proseguito gli studi di filosofia in quest’ultima città e a Roma, dove ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi intitolata “La dimensione dell’ascolto in Martin Heidegger”. Ha insegnato filosofia a Roma, presso l’Università Pontificia Antonianum, e presso l’Istituto Francescano di Teologia di Makarska. È docente presso la Facoltà di teologia cattolica dell’Università degli Studi di Spalato. Insegna anche presso il Dipartimento di filosofia del medesimo ateneo. Tiene esercizi spirituali, seminari e rinnovamenti spirituali. È assistente e consulente spirituale. Ha pubblicato alcuni libri. Collabora a diverse riviste specializzate e a periodici di gran tiratura.

Settimo Pellegrinaggio Internazionale delle famiglie a Medjugorje

Settimo Pellegrinaggio Internazionale delle famiglie a Medjugorje

L’Associazione “Kup Karmel” di Zagabria, in collaborazione con l’Ufficio parrocchiale di Medjugorje, organizza dal 16 al 18 giugno 2017 la settima edizione del Pellegrinaggio Internazionale  delle famiglie. Un grande ruolo, in questo progetto, è svolto dai parrocchiani che, grazie ai prezzi accessibili praticati per il vitto e l’alloggio, consentono a intere famiglie, anche numerose, di parteciparvi. Il Pellegrinaggio delle famiglie è stato organizzato dal Signor Robert Rukavina, dell’Associazione “Kup Karmel”, per la prima volta nel 2010. Egli, riguardo agli inizi di questo evento, ha detto quanto segue: “Tenendo conto dei deboli mezzi, allora per gli organizzatori è stato un successo riuscire a portare qui un solo pullman di pellegrini, composto da genitori e figli. Grazie ad accordi presi con gli autisti ed i proprietari delle pensioni di Medjugorje, siamo riusciti ad ottenere prezzi molto più bassi per il vitto e l’alloggio. Già l’anno seguente hanno poi cominciato ad iscriversi nuove famiglie che, stimolate dalle testimonianze di chi aveva partecipato l’anno precedente, volevano prender parte al nuovo Pellegrinaggio dalla Regina della pace. L’anno scorso, ovvero a sei anni dall’inizio del progetto, sono venuti qui nove pullman con duecento genitori e duecento figli, di età compresa tra i tre mesi e i diciotto anni. Le famiglie provenivano da Slovenia, Austria, Filippine, India, Croazia e Bosnia Erzegovina. Quest’anno si sono iscritte ancora più famiglie anche da altri paesi. Si può partecipare al Pellegrinaggio se si prende parte all’evento come famiglia, ovvero marito, moglie e figli, oltre naturalmente a nonni e nonne, se lo desiderano. Da diverse testimonianze ricevute so che, con questo Pellegrinaggio, abbiamo salvato molti matrimoni, stimolato molti coniugi ad avere più figli e esortato molte famiglie a cambiare in meglio la loro vita, vivendola in comunione con Dio e con la Madonna”.
PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO DELLE FAMIGLIE
Venerdì 16 giugno 2017
Arrivo a Medjugorje nel pomeriggio
Programma di preghiera serale e venerazione della croce
Dopo cena: Via Crucis sul Križevac (per chi lo desidera)
Sabato 17 giugno 2017
Dalle ore 9:00 alle ore 14:00: Preghiera, testimonianze e Rito della rinnovazione delle promesse matrimoniali, presieduto da fra Marinko Šakota (presso il Salone “San Giovanni Paolo II”)
Pomeriggio libero
Programma di preghiera serale
Domenica 18 giugno 2017
Ore 8.00: Santa Messa in parrocchia
Ore 9.30: Rosario sul Podbrdo
Pranzo
Ritorno a casa

INCONTRO INTERNAZIONALE DI PREGHIERA DEI GIOVANI A MEDJUGORJE

ANNUNCIO RIGUARDANTE IL VENTOTTESIMO INCONTRO INTERNAZIONALE DI PREGHIERA DEI GIOVANI A MEDJUGORJE

 

 

Il Ventottesimo Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani a Medjugorje si svolgerà dal 1° al 6 agosto 2017. Anche il programma della prossima edizione del Festival dei Giovani sarà caratterizzato da catechesi, testimonianze, celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e di Adorazione.

Vi aspettiamo quindi a Medjugorje, cari giovani, per il Ventottesimo Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani. Gli Incontri Internazionali dei Giovani sono iniziati nel 1990, su iniziativa del defunto fra Slavko Barbarić. Il primo di essi, che si svolse interamente sotto un tendone di colore verde, radunò a Medjugorje un centinaio di giovani, due chitarristi ed alcune persone che cantavano. Da allora, il numero dei partecipanti è cresciuto fino a superare quello dei partecipanti ad ogni altro incontro che si svolge a Medjugorje.

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Quinto Seminario Internazionale a favore della vita.

Il prossimo Seminario Internazionale, che si terrà a Medjugorje dal 24 al 27 maggio 2017, sarà il Quinto Seminario Internazionale a favore della vita. Il tema dell’Incontro sarà: “La vostra carità si arricchisca sempre più” (Fil. 1,9). Solitamente al Seminario partecipano medici e personale sanitario, difensori della vita,  coppie che hanno perso un figlio, coppie ferite da un aborto volontario o spontaneo, coppie sposate che desiderano un figlio, attivisti pro-life, vittime di violenza domestica, famiglie monogenitoriali, donne in stato di gravidanza…

 

PROGRAMMA

 

Mercoledì, 24 maggio 2017

14.00    Registrazione dei partecipanti

16.00    Introduzione al seminario

17.00    Programma serale di preghiera: Rosario, S. Messa, …

 

Giovedì, 25 maggio 2017

9.00      Preghiera

Lezione,  testimonianze

14.00   Via crucis sul Krizevac

17.00    Programma serale  di preghiera: : Rosario, S. Messa, Adorazione Eucaristica

 

Venerdi, 26 maggio 2017

8.00      Rosario sulla Collina delle apparizioni

11.00    Lezione, testimonianze

12.00    Adorazione Eucaristica nel silenzio

15.00    Lezione, testimonianze

17.00    Programma serale di preghiera: : Rosario, S. Messa, Venerazione della croce del Signore

 

Sabato, 27 maggio 2017

9.00      Preghiera

9. 30     Lezione

10.30   Esperienze dei partecipanti

12.00    Santa messa conclusiva

 

ll docente del seminario è p. Ante Vučković

 

Padre Ante Vučković, ofm. Nato nel 1958 a Sinj da una famiglia numerosa, appartiene alla provincia francescana del Santissimo Redentore con sede a Spalato. Ha frequentato il seminario e il liceo classico a Sinj ed ha studiato teologia a Makarska e a Zagabria. Ordinato sacerdote nel 1983, dopo aver ricoperto la funzione di cappellano a Metković e a Monaco di Baviera, ha proseguito gli studi di filosofia in quest’ultima città e a Roma, dove ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi intitolata “La dimensione dell’ascolto in Martin Heidegger”. Ha insegnato filosofia a Roma, presso l’Università Pontificia Antonianum, e presso l’Istituto Francescano di Teologia di Makarska. È docente presso la Facoltà di teologia cattolica dell’Università degli Studi di Spalato. Insegna anche presso il Dipartimento di filosofia del medesimo ateneo. Tiene esercizi spirituali, seminari e rinnovamenti spirituali. È assistente e consulente spirituale. Ha pubblicato alcuni libri. Collabora a diverse riviste specializzate e a periodici di gran tiratura.

 

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa. Il contributo spese al seminario è di € 40 per persona. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: mailto:seminar.marija@medjugorje.hr, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic).  Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutti i partecipanti  a trovarsi un alloggio a Međugorje.

 

Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma.

Conferenza stampa di S.E. Mons. Henryk Hoser,

Incontro dell’Arcivescovo S.E. Mons. Henryk Hoser, Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, con i giornalisti. Medjugorje, 5 aprile 2017

data: 06.04.2017.

(Prima parte)

«Signore e Signori, buongiorno.

All’inizio devo dare qualche spiegazione e qualche giustificazione. Il quadro della mia missione è stato definito dalla Santa Sede: si tratta, come abbiamo appena sentito, di esaminare lo stato della pastorale dei pellegrini a Medjugorje. Questa è la mia prima visita a Medjugorje: sono arrivato senza conoscere la situazione sul posto, ma sapendo al contempo che si trattava di un luogo di pellegrinaggio a livello internazionale. Mi servo della lingua francese, perché essa è stata per molto tempo, e rimane ancora, una lingua diplomatica.

Senza dubbio voi attendete di sapere da me le mie impressioni, le mie conclusioni. La prima cosa che vorrei sottolineare è il fatto essenziale che, in passato, Medjugorje non era conosciuta nel mondo. Era una piccola località sperduta da qualche parte tra le montagne, come il nome stesso — Medjugorje — indica. Ora Medjugorje è conosciuta nel mondo intero, e bisogna anche sapere che vi si recano pellegrini provenienti da ottanta paesi del mondo. Dal punto di vista dell’importanza di questo luogo di pellegrinaggio, esso può essere paragonato ad altri posti. Ad esempio, se a Medjugorje vengono due milioni e mezzo di pellegrini all’anno, a Lourdes ne vanno sei milioni, ma Lourdes esiste da più di centocinquanta anni. Medjugorje ha solo trentasei anni d’anzianità. E’ tempo di fare un primo bilancio, una prima valutazione, che è molto importante per lo sviluppo futuro di questo luogo.

Allora, perché tanta gente viene qui? Da un lato, chi viene ha senza dubbio sentito parlare di quelle che vengono chiamate “le apparizioni di Medjugorje”, che hanno avuto luogo per la prima volta nel 1981. D’altra parte, coloro che vengono qui scoprono qualcosa di eccezionale. La prima cosa è l’ambiente, l’atmosfera, che è di pace e pacificazione, come pure di pace interiore, di pacificazione del cuore. Essi scoprono pure un grande spazio di spiritualità profonda. Riscoprono, o scoprono per la prima volta nella loro vita, cosa sia il senso del sacro. A Medjugorje essi incontrano sia tempi sacri che spazi sacri. “Sacro” significa riservato in modo particolare alla divinità.

Comunemente si dice che Medjugorje è un luogo di culto mariano, ed è vero. Ma, se andiamo in profondità, vediamo che a Medjugorje il culto è essenzialmente cristocentrico, perché ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio e l’adorazione del Santissimo Sacramento, durante la quale si scopre che esso è la presenza reale di Gesù Cristo, nella sua divinità ed umanità. Alcuni scoprono la recita del Rosario, che in fondo è una preghiera di meditazione sui misteri della nostra fede. Infine, facendo la Via Crucis, essi entrano nel mistero pasquale, ossia nel mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Termino questo panorama con un accento più marcato riguardo al Sacramento del Perdono, la Confessione personale e personalizzata.

Dal punto di vista religioso, Medjugorje è un terreno molto fertile. In questi anni sono state enumerate seicentodieci vocazioni religiose e sacerdotali d’ispirazione medjugorjana: le più numerose sono in Italia, negli Stati Uniti ed in Germania. Tenendo presente l’attuale crisi di vocazioni, soprattutto in paesi di antica cristianità come l’Europa occidentale, questo fatto ci pare qualcosa di nuovo e, a volte, sconvolgente.

Considerando il numero di Comunioni distribuite — perché è quella l’unica possibilità di contare i pellegrini, anche se naturalmente con un certo margine d’errore — possiamo dire che, negli anni passati, dal 1986 al 2016, sono stati distribuiti trentasette milioni di Comunioni. Il numero di pellegrini è però più grande, perché non tutti accedono alla Comunione.

Nella valutazione della situazione di Medjugorje, vanno distinti tre ambiti.

Il primo ambito è la parrocchia, che esiste da molto tempo. Essa serve i parrocchiani che sono qui, che abitano qui sul posto ed il cui numero, nei dieci anni passati, è aumentato di un migliaio di unità o forse anche di più. Questa parrocchia — che ha la sua storia e che, negli anni trenta del secolo scorso, ha costruito la croce che sovrasta Medjugorje — è stata il terreno in cui è stato accolto l’odierno fenomeno di Medjugorje. In questa storia parrocchiale s’iscrive anche quella particolare e personale di quelli che vengono chiamati “veggenti”.

Un secondo circolo, un secondo ambito, sono i pellegrini, che, come ho appena detto, arrivano anche alla cifra di 2.500.000 all’anno. Questo numero tende ad aumentare, e questa è evidentemente una sfida enorme per i pastori che servono questo luogo. Tale fenomeno ha inoltre causato il potenziamento delle attuali strutture, che devono chiaramente rispondere alle necessità dei pellegrini: esse comprendono questa sala, la Cappella dell’Adorazione e lo spazio per la celebrazione di Messe all’aperto. Si tratta, dunque, di alcuni elementi che sono giustamente stati aggiunti in considerazione dell’arrivo dei pellegrini. D’altra parte, abbiamo anche visto lo sviluppo della cittadina: ci sono sempre più alberghi, ristoranti, esercizi commerciali, cosa che mi fa già pensare ad una piccola Lourdes. Non è risaputo il fatto che Lourdes è la seconda città per numero di alberghi in Francia dopo Parigi. Potrebbe essere questo anche il futuro di Medjugorje in rapporto a Sarajevo. Dunque, la popolazione aumenta, e quindi aumenta pure la capacità di accoglienza dei pellegrini.

Abbiamo però anche un terzo ambito: a Medjugorje si sono insediate delle comunità, delle associazioni, delle opere sociali e caritative che vengono sommariamente stimate in una trentina. Ve ne sono alcune che si sono stabilite qui perché ispirate a Medjugorje o perché hanno qui le proprie radici, ma ve ne sono anche altre che sono venute da altri paesi: che sono cioè state create altrove, ma poi si sono stabilite qui per vivere questa atmosfera e questo fenomeno di Medjugorje.

Qui evidentemente vi sono anche delle creazioni originali, e vorrei menzionare soprattutto l’opera caritativa creata dai padri francescani: il “Villaggio della Madre”. Vale la pena di visitarlo, se vi interessa, perché è costruito con l’idea di accompagnare le vite delle persone, e in special modo quelle difficoltose, in tutti i loro stadi: gli orfani, i giovani, in difficoltà, le persone dipendenti dalla droga, dall’alcool o da altri condizionamenti dello stesso tipo, i disabili. Anche questa è un’espressione di quella carità attiva intimamente legata alla fede cristiana. Ma vi è anche un’altra opera molto importante, anch’essa creata dai padri francescani, chiamata “Domus Pacis”, ossia una casa per ritiri in silenzio. Si stima che già vi siano passati 1.200 gruppi, per un totale di più di 42.000 partecipanti. Questo genere di ritiri e di seminari trasforma le persone dall’interno.

Anche i seminari sono un’altra invenzione pastorale della parrocchia di Medjugorje. Sono annuali, ossia vengono tenuti una volta l’anno. Da ventitré anni esiste già un seminario aperto a tutti; da ventuno anni vi è un seminario destinato unicamente ai sacerdoti ed alla loro formazione; da diciassette anni ci sono seminari riservati alle coppie, e da quattro è iniziato un nuovo tipo di seminario, rivolto a medici e paramedici. L’anno scorso è stato inoltre organizzato, per la prima volta, un seminario a favore della vita umana. Ce n’è, infine, anche uno per disabili. Questo panorama mostra l’intensità della vita cristiana qui a Medjugorje, che rappresenta in certo modo un modello che potrebbe essere seguito anche altrove.

L’offerta dei Santuari nel mondo di oggi è di tale portata che Papa Francesco ha trasferito la problematica dei Santuari dalla Congregazione per il Clero alla Congregazione per la Nuova Evangelizzazione. La gente qui riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri paesi di antica cristianità la Confessione individuale non esiste più. In molti paesi non c’è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. In molti paesi non si conosce più la Via Crucis ed il Rosario non viene recitato. Nella Bretagna francese, una volta mi è stato detto che l’ultima Via Crucis era stata pregata trenta anni prima. Un tale inaridimento dell’ambito spirituale e del sacro porta, evidentemente, a una crisi di fede generalizzata.

Qui la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro: la sua sete di Dio, di preghiera, che viene riscoperta come contatto diretto con Dio. Direi che la gente qui sente la presenza del divino anche per mezzo della Santa Vergine Maria.

A Medjugorje viene accentuato il titolo mariano di “Regina della pace”. Direi che questa non è una novità, perché nel mondo intero vi sono chiese dedicate alla Regina della pace. Se però noi guardiamo il contesto mondiale della nostra vita di oggi, vediamo ciò che Papa Francesco definisce “la terza guerra mondiale a pezzi”, ossia in frammenti e sotto le forme più crudeli e che causano più ferite, ovvero le guerre civili. Voi, che abitate nei Balcani, avete vissuto una guerra civile non molto tempo fa. Io ho vissuto il genocidio in Ruanda. Tutto quello che ora vedete accadere in Siria, nel Vicino Oriente, è la distruzione dei paesi di più antica cristianità, anche facendo ricorso alle armi chimiche: questo è il paesaggio che vediamo oggi dinanzi a noi. Quanti conflitti politici in ciascun paese! Dunque, il ricorso a nostra Signora della Pace è, a mio avviso, essenziale. Qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante.

Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità. Io vi suggerisco, inoltre, di iscrivervi ai seminari che si svolgono qui, non so a quale, per scoprire quello che ancora non conoscete. Grazie!»

 

Domande e risposte

Danuta Liese, Polonia: «Sarebbe possibile che un sacerdote della Polonia venisse posto stabilmente a servizio dei pellegrini in questa parrocchia? Intendo non solo temporaneamente, come ospite, ma in modo permanente?».

«Penso spetti al Provinciale concordare con le Province polacche l’invio di un sacerdote fisso, come già ve ne sono altri qui».

Sanja Pehar, Radio MIR Medjugorje: «Eccellenza, per l’esperienza che ha avuto in questi giorni, dove vede Medjugorje all’interno della nuova evangelizzazione, che sappiamo la Chiesa sottolinea oggi così fortemente?».

«Io credo che Medjugorje già si trovi nella linea della nuova evangelizzazione, lo provano le cifre che ho appena citato. La dinamica crescente della presenza dei pellegrini qui sta a significare che anche le loro necessità sono in aumento».

Ivica Đuzel, HRT: «Ho trovato in rete un dato secondo cui lei avrebbe già parlato con i veggenti. Che impressione le hanno lasciato?».

«E’ vero che un contatto con i “veggenti” era iscritto nella mia missione, ma non un incontro molto approfondito, poiché questa è materia di competenza della Commissione dottrinale presieduta dal Card. Ruini. I “veggenti” sono andati in Vaticano appunto per presentare la loro storia, queste esperienze, eccetera. Con i “veggenti” che ho visto, ho avuto l’impressione di un contatto normale, molto diretto. Non dobbiamo dimenticare che non sono più ragazzi e ragazze: alcune di loro sono già nonne! Per approcciarsi al loro ruolo, bisogna anche tener presente che sono immersi in una normale vita familiare e professionale. Devono provvedere alla vita dei loro figli, e sono quindi vicini alle preoccupazioni di tutti noi. Alcuni sono malati, altri cercano di provvedere alla loro vita, eccetera. Hanno quindi, direi, una vita normale e, stando a ciò che dicono, hanno avuto il privilegio di queste “apparizioni”, che hanno interiorizzato. Non è mio compito pronunciarmi sulla veridicità o non veridicità delle “apparizioni”. La Chiesa non si è ancora pronunciata.

Ivan Ugrin, Slobodna Dalmacija: «Arcivescovo Hoser, penso che il fatto che lei oggi sia qui con noi sia per noi tutti un grande onore. Una volta, in un messaggio, la Madonna ha detto di essere venuta qui per continuare l’opera iniziata a Fatima…».

«Lei può leggere la storia delle apparizioni riconosciute in successione. Potrei citare, ad esempio, quelle di La Salette, avvenute a metà del XVII secolo, o quelle a Rue du Bac; quelle di Lourdes, di Fatima, di Banneux in Belgio, nell’anno della ascesa al potere di Hitler. O anche quelle di Guadalupe nell’America del Sud, in occasione della colonizzazione degli Indiani d’America. Tutte queste apparizioni hanno un denominatore comune, ossia il fatto che la Santa Vergine invita alla conversione, ad abbandonare la vita di peccato. In esse ella mostra anche le sfide di ogni epoca. Vorrei terminare questa risposta citando le apparizioni di Kibeho. Ho vissuto io stesso ventuno anni in Ruanda ed ho partecipato alla Commissione medica sulle apparizioni, cominciate un anno dopo rispetto a quelle di Medjugorje. Là la Santa Vergine aveva già mostrato lo spettro del genocidio, che si sarebbe poi verificato dodici anni dopo. Anche quello era un avvertimento. Il messaggio è simile a quello che viene riferito qui a Medjugorje: un invito alla conversione, alla pace. Le apparizioni di Kibeho sono state riconosciute dalla Chiesa. Io direi perciò che si tratta di due località “sorelle”, sia per contesto storico che per vicinanza temporale, visto che tra le due vi è soltanto un anno di differenza. All’inizio, anche là ci sono stati evidentemente molti dubbi sulla veridicità dei veggenti e sul fatto che potessero anche inventare delle storie: alcuni di loro sono stati poi esclusi dal numero dei veggenti riconosciuti. Perciò vi invito alla pazienza, perché chiaramente più il problema è complesso, più necessita di tempo per giungere a conclusioni davvero valide».

Paolo Brosio, Mediaset Mondadori: «Mons. Hoser, io la ringrazio per quello che lei ha detto per questo luogo, che mi ha ridato la vita. Quando ho visto la sua foto sul Podbrdo, sotto la statua della Madonna, sono scoppiato a piangere dalla gioia. Ho cercato di divulgare questo in tutta Italia e, dalle prime sue interviste, ho capito cosa pensava di questo luogo benedetto. Le chiedo: da indiscrezioni trapelate in Italia, si sa che il Card. Ruini, dopo tre anni e mezzo, avrebbe terminato la Commissione Internazionale d’Inchiesta stabilendo la veridicità dei primi anni di queste apparizioni a Medjugorje. Io le chiedo: cosa pensa lei di queste conclusioni e, se lei ha letto il Dossier della Commissione Internazionale d’Inchiesta, cosa ne pensa?».

«Purtroppo io non ho letto il materiale di detta Commissione, perché non è stato pubblicato. Può essere che, dopo il mio ritorno in Vaticano, io possa avervi accesso o almeno parlare col Card. Ruini ma, per adesso, non posso dire nulla. La mia missione non consiste soltanto nell’interrogare le persone che lavorano qui, che sono responsabili o meno della situazione, ma anche nel visitare i luoghi di pellegrinaggio. Ed è precisamente questo il motivo per cui ho affrontato il non semplice cammino che porta alla statua della Santa Vergine. Si tratta di un luogo che merita la presenza di tutti, per il fatto stesso che là vi sia una statua della Santa Vergine. Lassù ho incontrato un gruppo di pellegrini polacchi ed ho rivolto loro qualche parola sul culto mariano. La stampa però poi ha cominciato subito a dire che io avevo condotto lassù un gruppo di pellegrini: non è vero».

Darko Pavičić, Večernji list: «Reverendissimo Arcivescovo, ogni volta che lei ha parlato degli eventi di Medjugorje ha fatto riferimento ad “apparizioni” e non a “presunte apparizioni”. Lei crede che qui si tratti davvero di apparizioni? Di cosa ha parlato con Ratko Perić, il Vescovo di Mostar, che non ci crede e le contesta? Grazie molte».

«Evidentemente io sospendo il mio giudizio, perché non conosco tutti i dettagli e non conosco il gigantesco lavoro fatto dalla Commissione Ruini. Se parlo di “apparizioni”, lo faccio per il semplice motivo che qui si utilizza questa espressione. Io lo dico “tra virgolette” solo che, mentre parlo, le virgolette non si possono vedere. Attendo come voi il verdetto finale di detta Commissione, e soprattutto quello del Papa, che si pronuncerà».

Ivan Pavković, Al Jazeera: «Cosa pensa davvero il Papa su Medjugorje: sulle apparizioni e su questi frutti di cui lei parla?».

«Come si dice, è una bella domanda! Io però evidentemente non so cosa ne pensi il Papa, lui non me l’ha mai detto. Dunque anche qui bisogna attendere, perché evidentemente il Papa prende in considerazione tutto il materiale riguardante le ricerche ed il lavoro svolto. Io credo, però, che anche il fatto che Medjugorje sia un luogo così importante nella prospettiva della nuova evangelizzazione avrà in qualche modo il suo peso nel giudizio finale. Non ho detto nel giudizio “ultimo”, ma “finale”».

Ines Grbić, Laudato TV: «In una dichiarazione da lei fatta nell’imminenza del suo arrivo a Medjugorje, ha detto che qui dovrà svolgere la sua missione in condizioni del tutto diverse ed in modo differente. Mi interesserebbe sapere quali siano queste “condizioni” e quale sia questo “modo”, che sono differenti dal lavoro da lei svolto finora. Lei ha anche detto che queste “apparizioni mariane” sono significativamente differenti dalle precedenti. Cos’è che in esse è specificatamente diverso?».

«Lei avrà certamente notato, Signora, la specificità di queste “apparizioni”, che direi hanno un nuovo formato rispetto a quelle del passato. Anzitutto la durata di quelle che vengono chiamale le “apparizioni di Medjugorje”, che già stanno per superare i trentasei anni. I “veggenti” di Medjugorje, per usare un’espressione che cantiamo nel Prefazio della Messa, sono “Sine fine dicentes…”, anche se è vero che, nell’agiografia di certi santi, è presente questo fenomeno, per cui essi hanno avuto apparizioni per tutta la vita. Una seconda specificità è il numero delle apparizioni: c’è chi ha contato circa quarantasettemila apparizioni individuali. Tenendo presente il fatto che ci sono sei veggenti che hanno frequenti apparizioni personali da trentasei anni, forse un tale numero potrebbe essere anche attendibile, non so. Inoltre, si tratta di “apparizioni” non legate al luogo. A Lourdes la Madonna appariva sempre nella grotta, a Fatima sopra un albero. Ma qui, stando ai veggenti, “l’apparizione” segue la persona, per cui ne hanno in casa, in viaggio, o in chiesa, eccetera. Queste sono specificità che fanno difficoltà in rapporto alla pronuncia di un giudizio».

OMELIA DELL’ARCIVESCOVO HENRYK HOSER

OMELIA DELL’ARCIVESCOVO HENRYK HOSER, Inviato Speciale del Papa per Medjugorje, tenuta a Medjugorje il 1° aprile 2017

«Cari fratelli e sorelle,

Questa volta parlerò in francese. Scusatemi, non ho ancora imparato la bella lingua croata.

Siamo riuniti attorno all’altare nella Quinta Domenica di Quaresima. Di fronte a noi ci sono ancora due settimane, che ci separano dalla Pasqua: fra una settimana sarà già la Domenica delle Palme e fra due settimane, dopo la Settimana Santa, celebreremo la più grande Festa cristiana, la Festa della Risurrezione. Le letture della Parola di Dio di oggi ci parlano quindi della Risurrezione e mostrano tre prospettive, tre sguardi circa la Risurrezione. Il primo sguardo, la prima prospettiva è storica: noi sappiamo che Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, è vissuto su questa terra in Palestina, in Terra Santa. Sappiamo che lui era già stato predetto, profetizzato dai Profeti, tra cui Ezechiele che leggiamo oggi. Egli cita le parole di Dio: “Io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire”. E ripete: “Io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire”. Si tratta di una profezia, egli vede già l’avvento del Messia. Sappiamo che Gesù è morto e che è risuscitato. Questo è il fondamento della nostra fede: senza questo evento della Risurrezione, la nostra fede sarebbe vuota.

Il secondo sguardo è quello liturgico, è il cammino della Quaresima. Abbiamo pregato per quaranta giorni, e stiamo ancora pregando; abbiamo digiunato, e digiuniamo ancora; siamo diventati più generosi per mezzo dell’elemosina, e lo faremo ancora. Voi qui conoscete bene questa spiritualità della Quaresima.

Questo cammino liturgico che ci prepara, ci mostra al contempo il terzo sguardo, la terza prospettiva, che è quella della nostra vita, della vita di ciascuno di noi. Noi viviamo per la risurrezione e camminiamo verso di essa: noi attraversiamo la morte per venire risuscitati. Il fine ultimo della nostra vita terrena è la risurrezione. E’ necessario risorgere già durante questo cammino, avanzando verso quella prospettiva finale: questa “risurrezione parziale” è la nostra conversione. Gesù ha detto e ripetuto che ci sarà una morte corporale, ma egli ha anche parlato della morte dell’anima, dal momento che essa costituisce per noi una minaccia di qualcosa di molto più grave, ossia dell’eventualità di perire eternamente. Ogni volta che ci convertiamo, noi ci rivolgiamo a Dio che è la sorgente della vita, della vita eterna, ed anche all’amore, poiché Dio è amore. E’ l’amore che ci fa vivere, è l’amore misericordioso che ci dona la pace interiore ed anche la gioia di vivere.

Ci sono, però, due condizioni, e la prima è la fede. Prima di operare miracoli, Gesù esigeva la fede: “Tu credi che io possa farlo?”. “Sì, Signore: io lo credo, lo credo fortemente!”. Questa fede apre il nostro cuore alla conversione, e questa apertura, grazie al Sacramento della misericordia, che è la Confessione sacramentale, fa sì che il nostro cuore si apra, si purifichi e si riempia di Spirito Santo con tutta la Trinità. E’ Cristo che ce lo conferma, dicendo nell’Apocalisse che egli si pone alla porta del nostro cuore e bussa. Se la Santa Trinità abita in noi, noi diveniamo il tempio di Dio, un santuario di Dio.

Ritorno ora alla prospettiva storica. Nei prossimi giorni leggeremo nel Vangelo che la rete intessuta dai nemici di Cristo si stringerà sempre più. Gesù viene minacciato sempre di più e lui lo sa, lo sa meglio dei suoi apostoli e dei suoi discepoli. Ma c’è qualcuno che lo segue, che segue il suo cammino di Passione: è sua Madre, la Santa Vergine Maria. Lei gli sta vicino, lei soffre con lui, sperimenta la sua impotenza. San Giovanni Paolo II parlava della sua fede “particolarmente difficile”. Noi spesso la chiamiamo “Vergine dei Sette Dolori”, ed è evidente che la sua vita è stata punteggiata di sofferenza e dolore. Ed ora la sua passione, la sua sofferenza cresce con quella di Cristo, fino ai piedi della croce. Facendo la Via Crucis, nella Quarta Stazione, noi vediamo che Maria incontra suo Figlio. Poi il Vangelo ci dice che è stata testimone oculare della sua morte terribile sulla croce. Lei ha preso tra le braccia il corpo massacrato di suo Figlio. Poi, secondo quanto dice la tradizione cristiana, è stata la prima ad aver incontrato il Dio Risorto, Gesù Risorto, prima anche di Maria Maddalena.

Dunque, nella prospettiva della nostra vita, della vita di ciascuno di noi, nella prospettiva della risurrezione, lei c’è! Ci accompagna, ci segue, partecipa alle nostre sofferenze ed alla nostra passione, se noi l’affrontiamo nella prospettiva di Dio. Lei cerca il modo di salvarci, di condurci alla conversione. Dobbiamo sentire la sua presenza spirituale.

Noi, soprattutto qui, la chiamiamo “Regina della pace”. Nelle Litanie della Santa Vergine Maria, la invochiamo come “Regina” una dozzina di volte. L’invocazione in cui la invochiamo come “Regina della pace” è quasi alla fine. Maria è Regina: contemplando i misteri gloriosi del Rosario, noi vediamo anche la sua incoronazione a Regina del Cielo e della terra. Lei, dunque, condivide le caratteristiche del Regno di suo Figlio, come Creatore del Cielo e della terra: anche il di lei Regno è dunque universale. Lei è dovunque ed il suo culto è ovunque autorizzato. Noi la ringraziamo e le diciamo grazie per la sua costante presenza accanto a ciascuno di noi.

La Regina della pace è frutto della conversione: lei introduce la pace nel nostro cuore, e quindi noi diveniamo persone pacifiche in seno alle nostre famiglie, in seno alla società, in seno ai nostri paesi. La pace è minacciata nel mondo intero: il Santo Padre Francesco ha detto che la terza guerra mondiale “a pezzi” c’è già! Queste sono le guerre più terribili, le guerre civili, quelle tra gli abitanti di uno stesso paese.

Miei cari fratelli e sorelle, io ho vissuto in Ruanda, in Africa, per ventuno anni. Nel 1982 vi sono state là delle apparizioni della Santa Vergine Maria, nelle quali ella, circa dieci anni prima che avvenisse, ha predetto il genocidio in Ruanda. A quel tempo nessuno capiva nulla di quel messaggio. Quello è stato un genocidio che ha poi causato un milione di vittime in tre mesi. Le apparizioni della Santa Vergine là sono già state riconosciute. Lei là si è presentata come “Madre della Parola, Madre del Verbo eterno”, anche in prospettiva di una mancanza di pace.

Dunque questo culto, che qui è così intenso, è estremamente importante e necessario per il mondo intero. Preghiamo per la pace, perché oggi le forze distruttrici sono immense: il commercio delle armi non smette di crescere, i giovani sono in lotta, le famiglie sono in lotta, la società è in lotta. Ci occorre un intervento del Cielo, e la presenza della Santa Vergine è uno di questi interventi. E’ un’iniziativa di Dio.

Io vorrei dunque incoraggiarvi e confortarvi, in quanto Inviato Speciale del Papa: propagate nel mondo intero la pace, per mezzo della conversione del cuore.

Il più grande miracolo di Medjugorje sono i confessionali che sono qui. Il Sacramento del Perdono e della Misericordia è un Sacramento di risurrezione. Ringrazio tutti i preti che vengono qui a confessare, come oggi una cinquanta di preti a servizio del popolo. Ho lavorato per molti anni in paesi dell’Occidente: Belgio, Francia… E vi dico che la Confessione è scomparsa, che la Confessione individuale non esiste più, salvo qualche singola eccezione. Il mondo si sta inaridendo, i cuori si stanno chiudendo, il male sta aumentando ed i conflitti si stanno moltiplicando: dobbiamo essere, dunque, apostoli della buona novella della conversione e della pace nel mondo.

Qui ho sentito quelle parole secondo cui quelli che non credono sono coloro che non hanno ancora percepito l’amore di Dio. Infatti, chi tocca l’amore di Dio e la sua misericordia, non può resistervi. Noi siamo, dunque, testimoni di ciò che salva le vite, di ciò che salva il mondo.

I frati francescani mi hanno detto che qui vengono pellegrini da ottanta paesi del mondo. Il che significa che questo invito si è diffuso fino ai confini della terra, come aveva detto Cristo inviando i suoi apostoli. Voi siete quindi i testimoni dell’amore di Cristo, dell’amore di sua Madre e dell’amore della Chiesa.

Che Dio vi rafforzi e vi benedica. Amen»

Aleteia intervista mon. Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje.

Vorrei chiedere ai lettori di Aleteia di pregare per il successo della mia missione a Medjugorje, perché si possa giungere il più vicino possibile alla verità oggettiva e si possano ottenere risultati positivi e concreti.

“Se a Medjugorje si è sviluppato il culto mariano, se vi arrivano folle così imponenti, è un posto in cui la venerazione continuerà, visto che la Madonna può essere venerata ovunque, soprattutto in quei luoghi in cui questa venerazione è così feconda, come sentiamo da tante testimonianze”, ha detto ad Aleteia l’arcivescovo Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje. Konrad Sawicki lo ha intervistato.

 

Eccellenza, quando partirà per Medjugorje?

Di recente ho sentito dire che sarei già lì e sarei stato guarito miracolosamente dalla Beata Vergine Maria… Scherzi a parte, la mia prima visita a Medjugorje, una visita orientativa, inizierà alla fine di marzo.

Incontrerò in primo luogo il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina e l’arcivescovo di Sarajevo. Poi, ovviamente, incontrerò l’ordinario locale, il vescovo di Mostar, e i frati francescani che lavorano nel santuario. Come prima cosa, ad ogni modo, ascolterò con attenzione le varie opinioni ed esaminerò la situazione pastorale locale.

Sarà la sua prima visita al santuario ma non sarà la sua prima missione speciale, vero?

È vero che non ho mai visitato Medjugorje, ma molti fedeli della mia diocesi di Varsavia-Praga vi si recano e ho familiarità con i loro racconti.

È anche vero che non sarà la mia prima missione come inviato speciale del papa. Finora ne ho svolte tre dello stesso tipo. Due visite apostoliche sono state brevi – ho trascorso due settimane rispettivamente in Togo e in Benin. Ho analizzato la questione dei seminari in questi due Paesi. La terza missione è stata lunga. Ho trascorso un anno e mezzo in Ruanda subito dopo il genocidio. È da questa esperienza che ho tratto il coraggio per intraprendere la visita a Medjugorje.

Circa le apparizioni mariane a Medjugorje e la loro autenticità, può spiegare ai nostri lettori quale sia la situazione attuale?

Nel 2010 la Santa Sede ha nominato una commissione dottrinale speciale guidata da Sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini. Nel 2014 la commissione ha concluso i suoi lavori ed ha sottoposto le proprie conclusioni al Santo Padre, che ha poi girato la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Finora la Congregazione non ha adottato una posizione definitiva.

La sua missione non riguarda solo le apparizioni in sé, ma ha un carattere pastorale. Non tutti, ad ogni modo, capiscono perché un arcivescovo polacco abbia ricevuto una missione speciale da papa Francesco. Un sito web ha annunciato che Sua Eccellenza “esaminerà il conflitto relativo alle apparizioni mariane”.

La missione che mi è stata affidata è ausiliare rispetto a ciò che ha svolto la commissione dottrinale. Ogni anno il santuario viene visitato da due milioni-due milioni e mezzo di pellegrini provenienti da tutto il mondo. È diventato un luogo carismatico. Il fatto che Medjugorje venga visitata da tanti fedeli, che senza dubbio ne traggono un arricchimento personale, è una cosa da tenere bene a mente.

C’è una forte richiesta di assistenza pastorale in questo luogo. Ci sono ben 50 confessionali. Il problema è che spesso non ci sono abbastanza confessori che parlino lingue diverse.

La mia missione, secondo quanto stabilito nel comunicato diffuso dalla Santa Sede, è quella di esaminare da vicino la situazione pastorale locale, in particolare le necessità dei pellegrini. Dovrei anche indicare nuove possibili iniziative pastorali. L’obiettivo soggiacente è promuovere l’assistenza pastorale e coordinare meglio le azioni pastorali locali.

Dopo la nomina dell’inviato speciale e la pubblicazione di una lettera da parte del vescovo locale, che mette in discussione l’autenticità delle apparizioni, molti fedeli in tutto il mondo sono preoccupati. Il loro pellegrinaggio è stato inutile? Le loro preghiere non erano autentiche? Si chiedono. Sua Eccellenza, come inviato pastorale papale potrebbe spiegare la situazione attuale e fugare le loro paure?

Non dovremmo affatto preoccuparci! La Chiesa non si è ancora espressa sull’autenticità delle apparizioni. Dovremmo attendere con calma la posizione definitiva. Non è certo la prima volta in cui la Chiesa è lenta nel prendere una decisione, soprattutto per il fatto che la forma delle apparizioni mariane a Medjugorje è significativamente diversa da quella delle apparizioni precedenti ben note.

La questione, poi, non cambierà nulla dell’insegnamento della Chiesa sul culto mariano. Se a Medjugorje si è sviluppato il culto mariano, se vi arrivano folle così imponenti, è un posto in cui il culto mariano si rafforzerà: la Madre di Dio può essere venerata ovunque, soprattutto nei luoghi in cui questa venerazione è così feconda, come sentiamo da tante testimonianze.

Il Santo Padre ne è consapevole, e quindi non solo vorrebbe esaminare la situazione pastorale a Medjugorje, ma anche, se necessario, trovare dei metodi per migliorare l’assistenza pastorale offerta ai pellegrini in questo luogo tanto dedicato alla Madonna.

Mi permetta di cogliere questa opportunità per salutarla a nome degli editori e dei lettori del portale cattolico Aleteia ed augurarle una ripresa completa e rapida. C’è qualcosa che vorrebbe dire al nostro staff e ai nostri lettori?

Vorrei chiedere ai lettori di Aleteia di pregare per il successo della mia missione a Medjugorje. Intraprendo questa missione affidatami dal Santo Padre per conto della Chiesa augurandomi che possa giungere il più vicino possibile alla verità oggettiva e possa produrre risultati positivi e concreti.

Sono un emissario della Chiesa, ma la Chiesa dovrebbe pregare per me come ha pregato all’epoca per San Pietro e San Paolo. Dopo tutto, la preghiera è la forza motrice delle nostre azioni nella Chiesa, sia di quelle tangibili che di quelle invisibili.

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L’arcivescovo Henryk Hoser, vescovo della diocesi di Varsavia-Praga, è nato nel 1942 a Varsavia (Polonia). Laureato in Medicina, nel 1968 è entrato nella Società dell’Apostolato Cattolico (Pallottini). Dopo essersi laureato in Filosofia e in Teologia ed essere stato ordinato sacerdote, è partito per Parigi e poi per una missione in Ruanda (1975-1996). Nel 1978 ha istituito un Centro Medico e Sociale a Kigali e lo ha guidato per 17 anni. Ha anche creato il Centro per la Formazione della Famiglia (Action Familiale). Dopo la guerra civile in Ruanda, la Santa Sede lo ha nominato visitatore apostolico nel Paese africano. Nel 2005 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo, segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Nel 2008 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo della diocesi di Varsavia-Praga. L’11 febbraio 2017 papa Francesco lo ha nominato inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje. All’inizio del 2017 l’arcivescovo Hoser ha rivelato di soffrire di malaria.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

Fonte: Aleteia.org