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Tutto sarà svelato con tre giorni d’anticipo.

Tutto sarà svelato con tre giorni d’anticipo, cogliendo le ultime possibilità di salvarsi

Intervista a Padre Peter Ljubicic

 Il tempo dello svelamento dei dieci segreti è vicino, “sostanzialmente imminente”. Dieci segreti che, dicono coloro che ci credono, la Madonna avrebbe consegnato in tempi diversi ai sei veggenti (Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic, Ivanka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Jakov Colo, Mirjana Dragicevic) e che rivelerebbero il futuro prossimo dell’umanità. La fine del mondo? L’ultimo strike? “Non proprio” dicono. “Piuttosto un nuovo inizio”.
Dieci segreti, dunque, come dieci furono le piaghe d’Egitto: due ammonimenti, un segno che i veggenti sostengono sarà “bellissimo, indistruttibile e non fatto da mani d’uomo”, e, infine, sette castighi, dei quali gli ultimi due particolarmente duri. Tutto sarà svelato con tre giorni d’anticipo, “in modo che al verificarsi di ogni segreto anche coloro che sono più increduli capiscano che è ora di decidersi per Dio e di cambiare vita, cogliendo le ultime possibilità di salvarsi”. Le ultime possibilità di ravvedersi, insomma. Nel 1982, si dice che la Madonna nel corso di un’apparizione fu drastica in merito: “Non aspettate il tempo dei segreti perché per molti sarà troppo tardi”.
A Medjugorje tutti sanno che tra i veggenti uno solo, a tempo debito, avrà il compito di rivelare i segreti al mondo: Mirjana Dragicevic. O meglio: Mirjana, quando la Madonna darà il proprio beneplacito, dovrà comunicarli uno dopo l’altro a colui che tutti chiamano “il prescelto”, un frate  di nome Peter Ljubicic. Lui, che quando iniziarono le apparizioni, era un giovane frate della parrocchia di Medjugorje, è stato scelto da Mirjana per questo delicato compito. “Ho scelto padre Peter”, avrebbe detto Mirjana alla Madonna. E lei, la Madonna, avrebbe benedetto la sua “saggia” decisione.
Saio francescano d’ordinanza, padre Ljubicic racconta al Foglio tutto ciò che sa: “Mirjana mi svelerà il contenuto di ogni segreto quando la Madonna vorrà”. Quando esattamente? “Nessuno può dirlo. Un giorno i veggenti l’hanno chiesto alla Madonna che ha risposto loro: ‘Perché volete saperlo? Siete stanchi di vedermi?’. Quando arriverà il momento io e Mirjana pregheremo e digiuneremo per sette giorni. Trascorsi sette giorni annuncerò al mondo il segreto che si manifesterà puntualmente tre giorni dopo”.
Ci sarà pianto e stridore di denti? Padre Ljubicic sorride: “In merito al contenuto dei segreti non sappiamo niente. Solo i veggenti sanno, ma non parlano. A chi ha chiesto loro qualcosa di più hanno sempre risposto: ‘Se ve li sveliamo, che segreti sono?’. Si può soltanto dire che si tratta di qualche cosa che deve accadere in un particolare posto e in un determinato tempo. Quando e dove tutto ciò accadrà non lo sappiamo e non serve a nulla speculare oppure fare false previsioni. Dobbiamo soltanto vivere l’esistenza di questi misteri come un aiuto per noi per prendere maggiormente sul serio la vita che Dio ci ha regalato e utilizzare questo tempo per la conversione e per la salvezza delle nostre anime”. Davvero non si sa nulla del contenuto dei segreti? “Mirjana mi ha detto soltanto che i primi due riguardano la parrocchia di Medjugorje. E che contengono un’ammonizione e un importante avvertimento destinati ai fedeli della stessa. Se questi due segreti si avvereranno, ognuno saprà che i veggenti hanno detto la verità e dovremo qualificare le apparizioni come autentiche. Il terzo segreto, invece, sarà un segno visibile sulla collina dietro la parrocchia dove per la prima volta apparve la Madonna, il cosiddetto Podbrdo. Tutti coloro che hanno creduto nelle apparizioni e su di esse hanno orientato la loro vita, ne gioiranno molto. Ma per tutti gli uomini sarà un segno di conversione.
Più volte Mirjana ha parlato del nono e del decimo segreto. Ha detto che sono gravi. Sono un castigo per i peccati del mondo. Il castigo può essere diminuito dalle preghiere e dalla penitenza, ma non può essere evitato. Un male che minacciava il mondo, secondo il settimo segreto, è stato cancellato grazie alla preghiera e ai digiuni, ha detto Mirjana. Per questo, la Vergine continua a invitare alla preghiera e al digiuno”.
Una sera di trent’anni fa padre Ljubicic era in parrocchia, a Medjugorje. Fu Mirjana ad avvicinarlo e a dirgli: “Sei stato scelto. Sarai tu a comunicare al mondo il contenuto dei segreti”. Racconta Ljubicic: “Inizialmente ho creduto che fosse uno scherzo. Mi sono domandato se tutto ciò potesse essere vero. Il fatto che io fossi stato scelto era un onore ma insieme anche una responsabilità. Chiesi a Mirjana: ‘E’ davvero possibile tutto questo?’ Mi fece capire di sì. Rimasi in silenzio ma immediatamente fui pervaso da una profonda sicurezza. Non avevo né ansia né paura. Ho subito pensato che se me lo chiedeva la Madonna dovevo obbedire”.

Spiega padre Ljubicic che la diocesi di Mostar da sempre è stata critica nei confronti di Medjugorje e che “ancora oggi credo lo sia”. Perché? “Non ho una risposta a questa domanda. Probabilmente c’è paura di concedere un riconoscimento mentre le apparizioni sono ancora in corso. I vescovi di Mostar non riescono a vedere nulla di positivo in Medjugorje.
E’ strano: qui avvengono miracoli, la gente si converte, i frutti ci sono e sono frutti di Dio. Ma loro non li vedono. E’ una cosa difficile da capire e anche da spiegare”. E il Vaticano? In questi mesi i veggenti sono stati ascoltati dalla commissione presieduta da Ruini. Di ritorno erano molto sereni e soddisfatti. In questo io leggo un segno che tutto andrà nel migliore dei modi”.

Preghiera alla Regina della Pace

Preghiera alla Regina della Pace

 

Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace!
Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio.
Impetra per noi, da Lui la grazia
affinché, sul tuo esem pio, anche noi possiamo non solo dire:
“Avvenga di me secondo la Tua Parola”,
ma anche metterla in pratica.
Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani
perché attraverso le nostre miserie e difficoltà
ci possa accompagnare fino a Lui.
Per Cristo nostro Signore.

Amen
CREDO, 7 PADRE NOSTRO, 7 AVE MARIA, 7 GLORIA AL PADRE

Descrizione dettagliata di come appare la Regina della Pace a Medjugorje

Descrizione dettagliata di come appare la Regina della Pace a Medjugorje

 

In molti, ed in molti modi, hanno interrogato i veggenti sull’aspetto della Vergine e su quanto in generale accade nella parrocchia di Medjugorje. In tutto questo è riuscito particolarmente bene Fra Janko Bubalo appartenente ai francescani dell’Erzegovina e letterato. Ha seguito fin dall’inizio le apparizioni a Medjugorje. Per anni è venuto a Medjugorje a confessare ed ha quindi acquisito esperienza sulla spiritualità di Medjugorje, come testimonia la pubblicazione del suo libro “Mille incontri con la Vergine a Medjugorje” (1985). Ha riscosso successi e premi a livello mondiale. Nel libro la veggente Vicka parla delle sue esperienze. In aggiunta a questa conversazione, Fra Janko ha parlato degli stessi argomenti anche con gli altri veggenti. Alla fine ha pubblicato solo il colloquio con Vicka poichè gli è sembrato che lei avesse risposto in maniera più esauriente alle sue domande. Le opinioni di tutti gli altri veggenti non si discostavano dalle sue. Come già detto, ha parlato più volte con i veggenti dell’aspetto della Madonna e nulla è stato pubblicato che essi non avessero preventivamente approvato.

E’ trascorso del tempo e si sono moltiplicati i tentativi di rappresentare l’immagine della Vergine. Numerosi tentativi sono risultati in contrasto con quello che i veggenti avevano detto. Per far ordine in tutto questo Fra Janko, nonostante la sua età (è nato nel 1913), ha deciso di fare un altro tentativo. Ha consegnato a tutti i veggenti un elenco di domande che riguardano l’immagine della Vergine. La maggior parte dei veggenti ha accettato il tentativo di Fra Janko (Ivan Dragićević, Vicka Ivanković, Marija Pavlović, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragićević). Tutti hanno controfirmato le proprie risposte il 23 luglio 1992. Jakov Čolo non ha risposto al questionario per giustificati motivi, ma è d’accordo con quello che hanno detto gli altri veggenti e non ha nulla da aggiungere.

Riportiamo di seguito l’elenco di domande ed in breve le risposte dei veggenti.

1. Innanzitutto ditemi: Voi che La vedete di persona quanto ritenete che sia alta la Vergine?
Circa 165 cm – tanto quanto me. (Vicka)

2. Vi sembra slanciata o…?
Sembra slanciata.

3. Quanto potrebbe pesare?
Circa 60 kg.

4. Quanti anni Le dareste?
Da 18 a 20.

5. Quando è insieme al Bambin Gesù sembra più vecchia?
Sembra sempre la stessa, uguale.

6. Quando la Vergine è con voi è sempre presente o …
E’ sempre presente!

7. Dove si trova?
Su una piccola nube.

8. Di che colore è questa nube?
La nube è biancastra.

9. L’avete mai vista in ginocchio?
Mai! (Vicka, Ivan, Ivanka…)

10. Naturalmente la vostra Madonna ha un viso. Com’è? Tondo o allungato – ovale?
E’ piuttosto allungato – ovale – normale.

11. Di che colore è il Suo viso?
Normale – è bianco e roseo sulle gote.

12. Di che colore è la Sua fronte?
Normale – bianca come il Suo viso.

13. Come sono le labbra della Vergine – carnose o sottili?
Normali – belle – piuttosto sottili.

14. Di che colore?
Rosate – un colore naturale.

15. La Vergine ha delle fossette in viso, così come tutti gli altri uomini?
Solitamente non ne ha – forse un po’ quando sorride. (Mirjana)

16. Normalmente si nota un sorriso sul Suo viso?
Forse – si tratta piuttosto di una beatitudine indescrivibile – il sorriso sembra come un qualcosa sotto pelle. (Vicka)

17. Di che colore sono gli occhi della Madonna?
Sono meravigliosi! Spiccatamente azzurri. (tutti)

18. Normali o…?
Normali – forse un po’ più grandi. (Marija)

19. Come sono le Sue ciglia?
Delicate – normali.

20. Di che colore sono le sue ciglia?
Normali – non sono di un colore particolare.

21. Sottili o…
Regolari – normali.

22. Naturalmente la Madonna ha anche un naso. Com’è? Appuntito o …?
Bello, piccolo (Mirjana) – normale, proporzionato al viso. (Marija)

23. E le sopraciglia della Madonna?
Le sopraciglia sono delicate – normali – nere.

24. Com’è vestita la vostra Madonna?
Indossa un semplice abito da donna.

25. Di che colore è il Suo abito?
L’abito è grigio – forse un po’ grigio-azzurro. (Mirjana)

26. L’abito è stretto intorno al corpo o cade liberamente?
Cade liberamente.

27. Fin dove arriva il Suo abito?
Arriva fino alla nuvola su cui si trova – si perde nella nuvola.

28. E fino a che punto attorno al collo?
Normale- fino all’inizio del collo.

29. Si vede una parte del collo della Vergine?
Si vede il collo, ma non si vede nulla del suo busto.

30. Fin dove arrivano le maniche?
Fino alle mani.

31. L’abito della Vergine è orlato?
Non, non lo è.

32. La vita della Madonna è cinta da qualcosa?
No, nulla.

33. Per quello che voi potete vedere, sul corpo della Vergine si scorge la femminilità del Suo corpo?
Naturalmente sì! Ma nulla di particolare. (Vicka)

34. La Vergina ha qualcos’altro oltre all’abito appena descritto?
Ha un velo sul capo.

35. Di che colore è questo velo?
Il velo è bianco.

36. Tutto bianco o….?
Tutto bianco.

37. Cosa le copre il velo?
Il velo Le copre il capo, le spalle e tutto il corpo, la schiena ed i fianchi.

38. Fin dove Le arriva?
Fino alla nuovola, come l’abito.

39. E davanti fin dove La copre?
Le copre la schiena ed i fianchi.

40. Il velo sembra più consistente dell’abito della Vergine?
No – è simile all’abito.

41. Su di esso ci sono gioielli?
No, nessun gioiello.

42. E’ bordato?
Non, non lo è.

43. La Vergine indossa gioielli in generale?
Nessun gioiello.

44. Ad esempio sul capo o attorno al capo?
Sì, sul capo ha una corona di stelle.

45. Ha sempre le stelle attorno al capo?
Normalmente le ha – le ha sempre. (Vicka)

46. Anche quando appare con Gesù?
Anche allora.

47. Quante stelle la circondano?
Dodici.

48. Di che colore sono?
D’oro – dorate.

49. Sono unite tra loro?
Sono unite in qualche modo – come se fossero ferme. (Vicka)

50. Si vedono i capelli della Vergine?
Si vedono un po’ di capelli.

51. Dove si vedono?
Un po’ sopra la fronte – sotto il velo – sul lato sinistro.

52. Di che colore sono?
Neri.

53. Si vedono le Sue orecchie?
No- non si vedono mai.

54. Come mai?
Il velo Le copre le orecchie.

55. Cosa guarda di solito la Madonna durante le apparizioni?
Solitamente guarda noi – talvolta qualcos’altro, quello che indica.

56. Come tiene le mani?
Sono libere, liberamente aperte.

57. Quando tiene le mani giunte?
Quasi mai – forse qualche volta durante il “Gloria al Padre”.

58. Le muove o gesticola durante le apparizioni?
Non gesticola, a meno che non indichi qualcosa.

59. Quando le Sue mani sono aperte, com’è rivolto il palmo?
I palmi solitamente sono rivolti verso l’alto – anche le dita sono distese.

60. Si vedono anche le unghia?
Si vedono in parte.

61. Come sono – di che colore?
Un colore naturale – bianche candide.

62. Avete mai visto i piedi della Madonna?
No – mai – sono nascosti dall’abito.

63. Ed infine, la Vergine è davvero bella come dite?
In realtà non ti abbiamo detto niente a riguardo- la Sua bellezza è indescrivibile – non è una bellezza come la nostra – è qualcosa di paradisiaco – qualcosa di celeste – qualcosa che vedremo solo in Paradiso – e questa è una descrizione molto limitata.

I Sette Pater, Ave e Gloria.

La Vergine Maria, apparendo a Medjugorje, ha invitato diverse volte a riscoprire una vecchia devozione croata, quella di recitare i Sette Pater, Ave e Gloria.

Lo ha indicato in alcuni messaggi:
Messaggio del 3 luglio 1981
“Prima dei sette Pater Ave Gloria pregate sempre il Credo”

Messaggio del 16 novembre 1983

“Pregate almeno una volta al giorno il Credo e sette Pater Ave Gloria secondo le mie intenzioni affinchè, tramite me, si possa realizzare il piano di Dio.”

Messaggio del 20 luglio 1982

“In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perche’ nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all’Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso.”
Las Madonna ha raccomandato questa pratica come ringraziamento alla fine della Santa Messa; la parrocchia di Medjugorje ha raccolto subito quest’invito

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

ed ancor oggi la recita subito dopo la messa serale. Per chi volesse recitarla anche a casa è utile la coroncina che permette di tenere il conto delle serie di Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre.

La devozione si recita così:
Prima il Credo
Poi, sul primo grano: Padre nostro
Sul secondo: Ave Maria
Sul terzo: Gloria
Poi di nuovo sul quarto grano:

Padre Nostro.
Sul quinto: Ave Maria
Sul sesto: Gloria …

Quando a chiederti di fare un film è… Maria

Quando a chiederti di fare un film è… Maria – ZENIT – Italiano

10 SETTEMBRE 2016 • di ROBERTO LAURI

Beatrice Fazi e Pietro Sarubbi nel cast di “In fondo alla salita”, una  storia di conversione ambientata a Medjugorje.

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Simone ed Emanuele hanno avuto la loro vita trasformata a Medjugorje e sono talmente legati a quel luogo, che hanno deciso di girare un film, su ciò che accade in quel remoto paesino bosniaco. Simone Visentini ed Emanuele Marzani, regista e attore protagonista, del film in questione, sono alle loro prime armi, ci credono talmente tanto, che stanno spendendo tutte le loro energie alla realizzazione di questo loro progetto. Hanno già iniziato i provini e presto torneranno a Medjugorje per incontrare padre Danko e Padre Marinko per ottenere l’ok definitivo, per le riprese nella Chiesa e durante l’adorazione Eucaristica, i due momenti chiave del film. Attorno al loro progetto hanno radunato molti volontari e professionisti e non mancano nomi di “convertiti famosi” come gli attori Beatrice Fazi e Pietro Sarubbi, i cantautori Roberto Bignoli e Debora Vezzani. L’idea del film e venuta a Emanuele, che ha avuto l’ispirazione, durante un’apparizione della Madonna a Vicka.

Incontrati da ZENIT, il regista e il protagonista, hanno raccontato il loro progetto cinematografico.

Simone, sei il regista di In fondo alla salita. Puoi raccontarci di questo vostro progetto?

Ci tengo a precisare che io non sono (ancora) un regista cinematografico. Ma se la Madonna ha scelto me per questo progetto, è perché forse Le interessa “usare” una persona convertita, che la necessità di testimoniare e che desidera divulgare i suoi messaggi.

Come è avvenuta questa tua conversione?

 Ho 43 anni e sono di Mantova, ho avuto sempre due grandi passioni: il teatro e la musica. Una passione nata nell’oratorio del mio paese, fin dall’età di 11 anni. Nel 1990, ho dovuto fare una scelta cruciale: iscrivermi ad un’Accademia Teatrale oppure scegliere la più sicura facoltà di giurisprudenza. Alla fine ho scelto la seconda opzione. Negli anni di giurisprudenza a Milano, è iniziato il mio declino spirituale: il teatro diventa quello di estrema sinistra, la musica contesta la Chiesa, le letture sono un inno all’idolatria, tutto va nella direzione opposta rispetto al mio punto di partenza. Nell’aprile del ’97, ho scoperto che sarei diventato presto padre, così mi sono sposato. Dopo solo tre anni si consuma la rottura definitiva con mia moglie. Una separazione che era scaturita dalla mia decisione, da lei non condivisa, di fondare una cooperativa teatrale, invece che investire sulla mia carriera di avvocato.

Una vita di inquietudini e sofferenze, poi la svolta e la tua conversione, iniziata da un pellegrinaggio a Medjugorj.

 Tutto inizia un po’ prima, quando ho incontrato Manuela, che aveva alle spalle, anche lei, una storia simile alla mia. Lei che lavora nella danza, ha avuto una figlia nel 1997 e un matrimonio civile naufragato. Iniziammo a convivere da subito e fondammo L’Officina delle Arti di Mantova. Poi nascono altri due figli, la nostra vita è apparentemente felice. Un giorno la Madonna “chiama” Manuela a Medjugorje, io non potevo andare per motivi di lavoro. Quel suo pellegrinaggio segnerà, per sempre, il futuro della nostra famiglia. Manuela, al ritorno dal pellegrinaggio, mi parla di veggenti, di una Madonna che appare, di miracoli fisici e spirituali, ma soprattutto mi dice che è necessario che anche io vada a Medjugorje.

Mi hai raccontato, che un po’ per curiosità e un po’ per l’insistenza di Manuela, alla fine vai a Medjugorje, anche tu.

 Sì, partiamo con tutta la famiglia, poi quel mondo che, solo raccontato, mi aveva fatto incuriosire, trasforma la nostra vita. A Medjugorje però scopro, durante una confessione, che la Chiesa mi considera ancora legato alla mia ex moglie; avevo una fede tiepida ed ero anche ignorante sulle questioni dottrinali. Ha inizio il lungo e tortuoso cammino per richiedere l’annullamento del matrimonio. E fra rosari, Messe quotidiane e digiuni, non mancano gli appuntamenti con gli avvocati. Intanto una notizia meravigliosa riempie di luce la nostra famiglia, attendiamo il quinto figlio. Il 4 maggio un’ecografia rivela che la nostra bambina è affetta da trisomia 18 e che ha una gravissima forma di malformazione cardiaca, incompatibile con la vita. In quei momenti ci tornava in mente Medjugorje, il senso della croce, la consapevolezza che il Signore spesso ci prepara per le prove più difficili. Mi sovviene qui la frase di Don Bosco: “Se sei solo, ma hai Dio con te, siete la maggioranza”. Infatti quell’1% di possibilità di restare in vita, Maria Teresa se lo prende tutto fino all’ottavo mese, un vero miracolo. Maria Teresa nasce, tenta di respirare, ma se ne va. Un angelo in più che il Signore ha chiesto in cielo e un miracolo che ha deciso di realizzare in terra. Perché Maria Teresa è stata, ed è tuttora, una grazia per tante persone, è ancora viva nelle testimonianze che Manuela è chiamata a fare, con me a fianco. A tutto questo si aggiungono le difficoltà per l’annullamento del mio precedente matrimonio. Annullamento che si concretizzerà solo dopo tre anni. Sabato 18 aprile 2015, con Manuela ci uniamo finalmente in matrimonio. Pochi giorni dopo le nostre nozze, ho un appuntamento sugli Appennini reggiani. All’inizio di quel mese, infatti, mi aveva cercato un ragazzo di nome Emanuele [lo guarda e ride compiaciuto, ndr], aveva un progetto importante, forse folle: un film su Medjugorje, che gli aveva chiesto direttamente la Madonna. Gli serviva un regista … convertito. Io avevo tutte le caratteristiche che cercava. Quando Maria chiama … Così è iniziata questa nostra avventura.

Emanuele tu sei molto giovane, hai solo 18 anni, però tutto è iniziato da te: il desiderio di fare il film, la ricerca e la scelta di un giovane regista, convertito a Medjugorje. Anche tu hai una storia di vita particolare, puoi raccontarcela?

 Sono cresciuto in mezzo ad amici coinvolti in storie di droga, alcool e sesso facile. Queste cose, mi rendevano molto triste, erano ragazzi di animo buono, ma fragili, caduti in quel vortice di sofferenza. Da quando avevo quattro anni d’età, ogni anno andavo in pellegrinaggio a Medjugorje, con tutta la mia famiglia. In quei pellegrinaggi, ho avuto occasione di ascoltare tante testimonianze di conversione e di fede; mi colpivano quelle dei ragazzi ex tossicodipendenti, che vivevano nelle comunità. Il mio sogno, fin da bambino, era quello di diventare un attore per qualche importante produzione cinematografica. Il 21 giugno 2014, ero all’incontro con Vicka, una delle veggenti di Medjugorje. Durante l’apparizione, ho guardato la statua della Vergine, ho fatto una preghiera e ho chiesto a Maria: “Mamma, io non so se tu mi stai ascoltando, però voglio chiederti una cosa. Ti prego, sai che desidero fare l’attore, dammene la possibilità”. Subito dopo, ho avvertito nel mio cuore, come una voce materna, che mi diceva: “Figlio mio, voglio che tu realizzi un film su Medjugorje”. Ad un tratto, nella mia mente, vedevo le scene del film, era come se lo stessi guardando alla televisione. La trama, veniva impressa nell’intimo del mio cuore. In quel momento dissi con immensa gioia e gratitudine il mio sì a quel progetto, con la piena convinzione che Lei mi sarebbe stata sempre accanto e mi avrebbe aperto la strada per realizzarlo. Infatti dopo poco tempo mi ha fatto conoscere Simone, che ha accolto con gioia e forte entusiasmo questo mio progetto. Insieme vogliamo realizzare questo film, affinché possa essere uno strumento per diffondere il messaggio della nostra Madre Celeste”.

Simone fare un film, non è una cosa semplice, se poi il film ha un tema religioso, è ancora più difficile, vedo che siete molto determinati. Puoi raccontarci brevemente la trama?

 Il personaggio principale, che sarà interpretato da Emanuele, è un ragazzo di 17 anni che vive con la madre, interpretata da Beatrice Fazi. Il padre del ragazzo, ha abbandonato la famiglia cinque anni prima. Emanuele, intelligente e sensibile, è comunque coinvolto in storie di droga, alcool, sesso e musica satanica. Eccezionalmente e, quasi per sbaglio, viene a contatto con delle realtà cristiane. Incontra un ragazzo disabile, Luca Ongaro, che nel film, interpreta se stesso, che lo invita a lasciare quella cattiva strada. La madre Beatrice, già da tempo in un cammino di fede e di preghiera, scopre di avere un cancro in stato avanzato. Ne parla con il parroco Don Pietro, interpretato da Pietro Sarubbi, è molto preoccupata, non tanto per sé, quanto per il figlio. In accordo con Don Pietro, mamma Beatrice dà la notizia della malattia al figlio, invitandolo a recarsi a Medjugorje. Emanuele arrivato in Bosnia vive una settimana di rivoluzione interiore totale. Il pellegrinaggio al Podbrdo, la Confessione, la Santa Messa, la convivenza obbligata nella stessa stanza con il disabile Luca, le chiacchierate sulla castità, gli fanno scoprire un mondo per lui sconosciuto. Emanuele torna a casa. Ha capito che la “medicina”, che la madre chiedeva di cercarle a Medjugorje, quella che l’avrebbe fatta guarire, era semplicemente la Madonna. Ma quella medicina non era per lei, ma per lui, era lui che voleva salvare. Il seguito e il finale, speriamo che tutti, lo possano vedere su uno schermo cinematografico e televisivo.

Sicuramente un progetto interessante, come pensate di riuscire a trovare i finanziamenti necessari alla sua realizzazione?

 Abbiamo pensato anche di muoverci attraverso una campagna di fundrising, ovvero una raccolta di donazioni, fatta tramite internet, facendo leva sul fatto che Medjugorje attira migliaia di persone. “In fondo alla salita” è un film senza fini di lucro, il cui soggetto è di proprietà della Associazione “Una Mano dal Cielo”. Ora il nostro obbiettivo è quello di riuscire a reperire i fondi necessari, lo stiamo facendo anche mediante sottoscrizioni. Anzi invitiamo tutti a visitare il nostro sito www.infondoallasalita.com  e la nostra pagina Facebook perché anche un piccolo contributo è fondamentale per poter iniziare questa meravigliosa avventura. Inoltre abbiamo fatto appello a qualsiasi privato, società, fondazione o associazione, che nel rispetto delle finalità del nostro progetto, possa proporsi come produttore. Per realizzare questo progetto occorrono i soldi, è giusto avere il coraggio e l’umiltà di chiederli a tutti coloro che credono in Medjugorje, che sentono il legame forte con la Gospa.

Fonte: ZENIT

Preghiera di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Preghiera di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

dettata a Jelena dalla Regina della Pace a Medjugorje
Cuore-Immacolato-di-Maria-055

Cuore Immacolato di Maria,
ardente di bontà,
mostra il tuo amore verso di noi.
La fiamma del tuo cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.
Noi ti amiamo tanto.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore,
così da avere un continuo desiderio di te.
O Maria, umile e mite di cuore,
ricordati di noi quando siamo nel peccato.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo
del tuo Cuore Immacolato
la salute spirituale.
Fa’ che sempre possiamo guardare
alla bontà del tuo cuore materno
e che ci convertiamo per mezzo
della fiamma del tuo Cuore. Amen.

Il segno visibile che sarà dato a Medjugorje.

Prima del segno visibile che sarà dato all’umanità, ci saranno due avvertimenti al mondo.

Gli avvertimenti saranno avvenimenti che succederanno sulla terra. Mirjana ne sarà testimone. Tre giorni prima di uno degli avvertimenti essa informerà un sacerdote di sua scelta.

La testimonianza di Mirjana sarà una conferma delle apparizioni e un incitamento alla conversione del mondo.
Dopo gli avvertimenti, verrà il segno visibile sul luogo delle apparizioni a Medjugorje, per tutta l’umanità. Il segno sarà dato come testimonianza delle apparizioni e invito alla fede.
– Il nono e il decimo segreto sono gravi. Sono un castigo per i peccati del mondo. La punizione è inevitabile, perché non bisogna aspettarsi la conversione del mondo intero. Il castigo può essere mitigato dalle preghiere e dalla penitenza, ma non può essere evitato. Un male che minacciava il mondo, secondo il settimo segreto, è stato cancellato grazie alla preghiera e ai digiuni, dice Mirjana. Per questo, la Vergine continua a invitare alla preghiera e al digiuno: – Avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno potete allontanare la guerra e sospendere le leggi naturali.
– Dopo il primo avvertimento, gli altri seguiranno entro breve tempo. Gli uomini avranno così del tempo per convertirsi.
– Questo tempo è il periodo di grazia e di conversione. Per questo, la Vergine invita alla conversione urgente e alla riconciliazione.
– L’invito alla preghiera e alla penitenza è destinato ad allontanare i mali e la guerra e soprattutto a salvare le anime.
– Secondo Mirjana, ci troviamo vicini agli avvenimenti predetti dalla Vergine. In nome di questa esperienza, Mirjana dice all’umanità:
– Convertitevi quanto prima, aprite i vostri cuori a Dio.
Oltre a questo messaggio essenziale, Mirjana dice di aver avuto, nel 1982, un’apparizione che getta, secondo noi, raggi di luce sulla storia della Chiesa. Essa racconta un’apparizione nella quale satana le si era presentato con le apparenze della Vergine; satana chiese a Mirjana di rinunciare alla Madonna e di seguirlo, perché l’avrebbe resa felice, nell’amore e nella vita; mentre, con la Vergine, avrebbe dovuto soffrire, diceva lui. Mirjana lo respinse. E subito apparve la Vergine e satana scomparve. La Vergine le disse, sostanzialmente, quanto segue:
– Scusami per questo, ma devi sapere che satana esiste; un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo. Dio gli ha permesso di metterla alla prova per un secolo. Questo secolo è sotto il potere del demonio, ma quando saranno compiuti i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere ed è diventato aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie tra preti, crea ossessioni, assassinii. Dovete proteggervi con la preghiera e con il digiuno; soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate con voi dei simboli benedetti. Metteteli nelle vostre case, riprendete l’uso dell’acqua benedetta.”

Altri messaggi ricevuti da Mirjana
“GIOVEDI’ 15 AGOSTO 1985, festa dell’Assunzione
Messaggio alla parrocchia: – Figli cari, oggi vi benedico; ve lo ripeto. vi voglio bene. Vi invito a vivere i miei messaggi. Oggi vi benedico con una benedizione solenne che mi ha concesso l’Onnipotente.
A Mirjana: – Angelo mio, prega per i non credenti. La gente si strapperà i capelli, il fratello supplicherà il fratello, maledirà la sua vita passata, vissuta senza Dio. Si pentiranno, ma sarà troppo tardi. Ora è il tempo della conversione, dopo che sono passati quattro anni da quando vi esorto. Pregate per loro.
– Invitate tutti a recitare il rosario.
VENERDI’ 25 OTTOBRE 1985
Mirjana: – Apparendo, la santa Vergine mi ha salutato, dicendo:
– Sia lodato Gesù.
Poi ha parlato dei non credenti:
– Sono miei figli. Soffro per loro. Non sanno cosa li aspetta. Dovete pregare di più per loro.
Abbiamo pregato con lei per i deboli, per gli infelici, per gli abbandonati. Dopo la preghiera, ci ha benedetto. Poi mi ha fatto vedere, come in un film, la realizzazione del primo segreto. La terra era desolata. «lo sconvolgimento di una regione del mondo», ha precisato. Io ho pianto.
– Perché così presto? ho chiesto.
– Nel mondo ci sono troppi peccati. Che fare se non mi aiuti? Ricordatevi che io vi amo.
– Come può Dio avere il cuore così duro?
– Dio non ha il cuore duro. Guardati attorno e vedi cosa fanno gli uomini, e allora non dirai più che Dio ha il cuore duro.
– Quanti sono quelli che vengono in chiesa come nella casa di Dio, con rispetto, con una fede solida e l’amor di Dio? Molto pochi. Questo è un tempo di grazia e di conversione. Bisogna sfruttarlo bene.
Padre Petar  Ljubicic è stato scelto da Mirjana per rivelare al mondo i primi tre ammonimenti, tre giorni prima dell’avvenimento.”
Fonte:http://www.euve24544.startvps.com/vari/lettera_tomislav.html

Jakov: viaggio nell’aldilà con il corpo.

JAKOV: Viaggio nell’aldilà con il corpo 
PADRE LIVIO:
Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?
JAKOV: Avevo undici anni.
PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.
PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.
PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.
PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.
JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.
PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…
PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no. [62]
PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.
PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…
PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno …
PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”[63] Questa “no’, di Jakov alla Madonna rende tutta la narrazione altamente credibile. Jakov era un bambino di undici anni, ma nonostante ciò si rende conto che l’esperienza che sta per affrontare è troppo grande per lui. Già aveva dovuto aprirsi a realtà incredibili e straordinarie, che avevano radicalmente cambiato la sua vita. Ora è normale che la natura umana tremi di fronte a un orizzonte sconosciuto e in un certo senso temibile come l’aldilà. È la grazia della presenza di Maria che aiuta i due ragazzi ad affrontare questo mondo ignoto, oltre i limiti della nostra esperienza.
PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“Ti porto a vedere il Paradiso…”
JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…
PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.
PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…
PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.
PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.
PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.
PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.
[64] Vicka, più grande e più osservatrice di Jakov, racconta di aver guardato in basso e di aver visto la terra molto piccola. Ambedue concordano nel dire che sono arrivati in Paradiso in un attimo. Per comprendere correttamente questa straordinaria testimonianza, occorre tener conto della pedagogia divina, che mostra l’aldilà così come la nostra natura umana di pellegrini sulla terra lo può comprendere e recepire. D’altra parte non bisogna dimenticare che in Paradiso, in Purgatorio e all’inferno ci sono le anime senza i corpi, i quali risusciteranno alla fine del mondo. Di questa testimonianza a mio parere occorre cogliere l’esattezza teologica, in quanto la descrizione della sostanza dell’aldilà corrisponde in tutto alla fede della Chiesa. Bisogna anche sottolineare l’estremo realismo, quasi a voler sottolineare la concretezza di queste verità riguardanti il nostro destino ultimo.
PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…
PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…
PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.
PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa… (65)
] Jakov fin dall’inizio aveva mostrato la sua riluttanza a fare questa esperienza e ha bisogno di tempo per ritrovare la calma. Ciò avverrà fra poco, quando gusterà la gioia del Paradiso che lui ha descritto in un modo insuperabile, con pochi profondissimi accenni.
PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa .terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.
PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.
PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…
PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio… [66]
[66] Mi sono permesso di insistere su questo particolare della porta che si apre davanti alla Madonna, perché forse qui è simboleggiata la bellissima invocazione con la quale chiamiamo Maria “Porta del cielo”.
PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.
PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.
PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano. (67)
[67] La Madonna aveva preso per mano Jakov e Vicka, in precedenza, quando dalla casa li aveva portati in Paradiso.
PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!
PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…
PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.
PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.
PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.
PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.
PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso
PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.
PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.
PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.
PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.
PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.
PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.
PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.
PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.
PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.
PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.
PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.
PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.
PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore. [68]
[68] Jakov è perfettamente consapevole che la Madonna ha fatto vedere il Paradiso, e successivamente il Purgatorio e l’inferno, nel modo in cui a noi, che siamo ancora nella fragilità della carne, è possibile capire e vedere. Le immagini non sono necessariamente da prendere alla lettera, ma piuttosto da interpretare nel loro valore simbolico. Lo spazio immenso sta a indicare che siamo oltre i limiti della finitezza e siamo entrati nel mondo dell’infinito. La luce richiama la divina presenza che ci avvolge. lì grande numero dei salvati ricorda la moltitudine immensa di cui parla l’Apocalisse. lì canto esprime la preghiera e la lode di Dio, che si contrappone alle bestemmie dell’inferno. La pace e la gioia sui volti rendono molto bene il concetto di beatitudine eterna che è data come ricompensa ai giusti. Jakov non sotto valuta affatto ciò che la Madonna ha fatto vedere, però la vera misura di ciò che è il Paradiso l’ha avuta non dai suoi occhi, ma dal suo cuore. È col cuore che ha pregustato qualcosa di quella gioia divina del Paradiso, di cui però anche qui sulla terra ci viene data la caparra, se ci apriamo alla grazia di Dio.
PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.
JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.
PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.
PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile. [69]
[69] Qui Jakov cerca di descrivere lo stato esistenziale in cui una persona è liberata da ogni paura, preoccupazione e angoscia. L’Apocalisse descrive la medesima realtà con le celebri espressioni: “Non vi sarà più la morte, nè lutto, nè lacrima, nè lamento, perché le cose di prima sono passate” (22,4). Nei suoi messaggi la Madonna ha accennato più volte al Paradiso, senza descriverlo, ma dicendo che “Nel cielo c’è la gioia”; che noi possiamo già sperimentare in anticipo, nel pellegrinaggio della vita, quando camminiamo sulla via della salvezza.
PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.
PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso. [70]
[70] A jakov non sfugge il motivo per cui la Madonna lo ha portato col corpo in Paradiso insieme a Vicka. Si tratta di ricordare a noi uomini che cosa Dio ha preparato per coloro che si aprono a lui. Si dischiude così ai nostri occhi lo sbocco dell’eterna gioia, verso cui la nostra vita è diretta, quando persevera sulla via di Dio. Oggi gli uomini hanno perso queste prospettive e la Madonna è ricorsa a una esperienza così forte e unica nel suo genere per richiamarci all’essenziale. L’obiettivo di salvare tutte le anime e portarle in Paradiso è anche la ragione addotta dalla Madonna per spiegare la sua lunga permanenza in mezzo a noi.
PADRE LIVIO: Senti JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.
PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…
PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.
PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.
PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.
PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.
PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.
PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.
PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse. [71]
[71] Dobbiamo essere grati a Jakov che, per grazia della Madonna, con questa descrizione, semplice ma unica nel suo genere, ha fatto pregustare a tutti coloro che lo ascoltavano un po’ di quella gioia che Dio ci ha preparato in Paradiso. Nessuno può raccontare queste cose se non le ha sperimentate. Nulla come questo tipo di testimonianze rende credibili le apparizioni. Infatti, queste cose si possono riferire solo se la bocca parla col cuore pieno e traboccante. A mia conoscenza è la prima volta che Jakov ha dato pubblicamente una testimonianza di questo genere sull’aldilà.
PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.
PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…
PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.
La sofferenza del Purgatorio
JAKOV: Poi ci siamo trovati in uno spazio pieno di nebbia. Non posso dire altro per descriverlo se non dicendo che era una specie di nebbia. Lì dentro abbiamo visto solo dei movimenti, ma la gente, le persone, non le abbiamo viste. La Madonna ci ha detto che dobbiamo pregare tanto per le anime del Purgatorio, perché hanno veramente bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: Senti un po’: ma uscendo dal Paradiso è scomparsa anche quella gioia?
JAKOV: Sì, ma non è scomparsa del tutto. Quando però entri nel Purgatorio non senti più ciò che hai sentito prima. PADRE LIVIO: No? Che cosa si sente?
JAKOV: Si sente… Quando vedi questi movimenti dentro la nebbia, subito pensi che sono le anime della gente e anche tu senti fastidio. Senti fastidio, ma anche pena per loro.
PADRE LIVIO: Senti anche la pena per loro?
JAKOV: Ti dispiace per loro perché sono finiti lì e perché un attimo prima eri in quella gioia immensa e in quella pace e vedevi la gente che era proprio contenta. Poi vedi queste anime che soffrono e subito provi pena per loro.
PADRE LIVIO: Certo, e quindi dobbiamo pregare per loro.
JAKOV: La Madonna ha raccomandato tanto di pregare per le anime del Purgatorio, perché hanno bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: In questo modo il Purgatorio viene abbreviato?
JAKOV: Sì. Oggi tante volte affermiamo, e anch’io spesso l’ho sentito, che un nostro caro, che è morto, è andato sicuramente in Paradiso. Solo Dio sa dove sono i nostri morti. [72]
[72] Osservazione piena di saggezza, ed impressiona il fatto che sia un ragazzo a farla. Anche noi sacerdoti, quando celebriamo i funerali, siamo molti facili ad assegnare il Paradiso a chiunque. Sarebbe molto più giusto e più utile invece invitare i fedeli alla preghiera incessante per le anime dei nostri cari morti e per tutte le anime più abbandonate del Purgatorio.
PADRE LIVIO: Secondo te allora in che modo possiamo aiutarli?
JAKOV: Possiamo pregare per i nostri morti. Offrire sante Messe per loro.
PADRE LIVIO: Molto giusto…
JAKOV: È per questo che la Madonna si rivolge a noi. (73)
[73] La descrizione che Jakov fa del Purgatorio rispecchia fedelmente gli insegnamenti della fede. Si tratta infatti di un luogo di sofferenza, ma non senza speranza. La stessa nebbia, che si contrappone alla luce del Paradiso, sta a indicare che non siamo in una oscurità senza sbocchi. È nel medesimo tempo un luogo di purificazione, la quale può essere abbreviata dalle nostre preghiere. L’invito della Madonna a pregare per le anime del Purgatorio pare essere uno dei motivi che l’hanno spinta a portarvi due ragazzi. Si tratta di una forma squisita di carità, che corrisponde alla grande tradizione della Chiesa, ma che deve essere riscoperta in tutto il suo valore dai fedeli. La Madonna anche nei messaggi rivolti tramite la veggente Marija ha invitato a pregare per le anime del Purgatorio, sottolineando che esse a loro volta ci aiutano a comprendere che le cose della terra non sono cosi importanti per noi e che il Cielo è la sola meta a cui dobbiamo tendere.
Il fuoco dell’inferno
PADRE LIVIO: Certo. E poi…
JAKOV: Poi dopo non farmi più domande. Dell’inferno non ne ho mai parlato. Non mi è mai piaciuto farlo e non ho nemmeno guardato tanto.
PADRE LIVIO: Sì? Perché?
JAKOV: Per me è stato…
PADRE LIVIO: Forse perché eri piccolino?
JAKOV: Ero piccolino ed è molto impressionante. Non appena mi sono avvicinato, subito non ho voluto più guardare.
PADRE LIVIO: E hai guardato da un’altra parte?
JAKOV: Sì. Al solo ripensare all’inferno, mi vengono i…
PADRE LIVIO: Ti vengono i brividi?
JAKOV: Mi vengono i brividi e mi viene da star proprio male.
PADRE LIVIO: Ti viene da star male? Ma che cosa hai visto, che cosa hai visto, così con un colpo d’occhio al primo momento?
JAKOV: Abbiamo visto un fuoco.
PADRE LIVIO: (rivolto al pubblico della catechesi giovanile): Ragazzi scusate, vale la pena sottolineare che in due millenni di storia del cristianesimo nessuno è mai andato nell’aldilà a vedere l’inferno e poi è tornato nell’aldiqua. E per di più lo sta dicendo a Radio Maria che si sente non solo in tutta Italia, ma anche in America. Stiamo vivendo indubbiamente un momento importante ed emozionante. Scusa Jakov… Eri piccolino e fortemente impressionato?
JAKOV: Sicuramente. Perché penso che ogni bambino piccolo, quando vede una cosa brutta, ne rimane seriamente impressionato, assai più delle persone grandi.
PADRE LIVIO: Sì, certo.
JAKOV: Noi abbiamo visto… Nell’istante in cui ho guardato ho visto un fuoco e dentro il fuoco…
PADRE LIVIO: Era grande il fuoco?
JAKOV: Sì. E ho visto gente, ma non era gente. Era un tipo di gente che si trasformava, e poi subito mi sono…
PADRE LIVIO: Che si trasformava in che cosa?
JAKOV: In un tipo di animali…
PADRE LIVIO: In figure orribili?
JAKOV: Sì. Allora mi sono girato e non ho più guardato queste cose.
PADRE LIVIO: Non hai più guardato?
JAKOV: No. Ecco quella scena è rimasta sempre impressa nella mia testa. Infatti ai pellegrini non racconto mai dell’inferno.
Dio non vuole nessuno all’inferno
PADRE LIVIO: Si, ho capito. Ma la Madonna in quell’occasione ha detto qualcosa?
JAKOV: No, a me no.
PADRE LIVIO: A Vicka ha detto che all’inferno ci vanno quelli che ci vogliono andare.
JAKOV: Ecco, sicuramente.
PADRE LIVIO: Sei d’accordo anche tu?
JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all’inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.
PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all’inferno?
JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell’aldilà, come per dire: “Attenzione perché…?”
JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in Paradiso.
PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l’inferno affinché poi, come d’altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.
JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene… [74]
[74] La testimonianza di Jakov sull’inferno, benché meno completa di quella di Vicka, ha tuttavia un grande valore. Innanzi tutto coincide nell’essenziale. L’inferno è stato presentato evangelicamente ai ragazzi come un grande fuoco. La trasformazione degli uomini in figure di animali orribili e spaventosi sta a indicare la perversione spirituale della creatura che rifiuta irrevocabilmente Dio. La grande paura che l’insolito e terrificante spettacolo ha suscitato nel bambino ci là capire più di ogni altra cosa quale tremenda realtà sia mai l’inferno. E bastato uno sguardo per far capire a Jakov la cosa più importante che la Madonna voleva comprendesse, e cioè che la perdizione eterna è una realtà, ma tuttavia noi con un po’ di buona volontà possiamo evitarla, perché Dio ci vuole salvi con sé in Paradiso.
PADRE LIVIO: Comunque anche la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena…
JAKOV: Sì, una grande pena per la gente….
E’ difficile salvarsi?
PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?
JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?
PADRE LIVIO: È proprio così!
JAKOV: Ci voleva così poco. Solo…
PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?
JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell’aprire il nostro cuore a Dio.
PADRE LIVIO: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.
JAKOV: Sicuramente, chiederla.
PADRE LIVIO: Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?
JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei. [75]
(75) Questa impostazione del discorso è assolutamente valida dal punto di vista teologico. È, infatti, la grazia di Dio che salva. Noi non possiamo salvarci con le nostre sole forze. Tuttavia dobbiamo collaborare con la buona volontà alla grazia che ci viene data.
PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.
JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.
PADRE LIVIO: È chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.
JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.
PADRE LIVIO: D’accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all’inferno non hanno voluto aprirsi?
JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l’amore di Dio.
PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.
JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.
PADRE LIVIO: Alla radice però c’è sempre una chiusura.
JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: “Alle apparizioni non crediamo”. Ma come mai non ci si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono. [76]
[76] Questa osservazione è assolutamente valida. Infatti, è vero che non si è tenuti a credere alle rivelazioni private, ma tuttavia, specialmente quando la Chiesa le approva o permette che i fedeli le seguano, esse sono una grazia che ci viene donata e della quale dovremo rispondere a Dio, come di ogni altra grazia. Più in generale, va detto che ad ognuno Dio dà i mezzi necessari per salvarsi e nessuno si perde per difetto della Divina Misericordia. La perdizione eterna di un’anima avviene per scelta propria, libera e consapevole, e si consuma nella resistenza fino all’ultimo istante alla grazia della conversione.
PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.
JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio. [77]
(77) Jakov giustamente osserva che, quando il cuore è chiuso, i segni esterni non servono a molto. Il Vangelo ci ricorda che, quando Gesù risuscitò Lazzaro morto da quattro giorni compiendo il più grande dei miracoli i suoi nemici decisero di uccidere sia lui che lo stesso Lazzaro. Solo la grazia di Dio che tocca il cuore può smuovere una situazione esistenziale di chiusura a Dio. Ma essa va ottenuta anche con la nostra preghiera, col nostro esempio e con i nostri sacrifici.
PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l’esempio e penso anche con i nostri sacrifici.
JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: “Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest’altro”, ma poi non mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.
PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.
JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio opera tramite noi.
PADRE LIVIO: Così deve essere.
JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.

Tratto da www.medjugorje.altervista

‘Questa è l’ultima volta che sarò sulla terra in questo modo’.

“Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi!” (17 aprile 1982, messaggio della Madonna a Medjugorje)
“Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni.” (2 maggio 1982, messaggio della Madonna a Medjugorje)

Mirjana conferma che quelle di Medjugorje saranno le ultime apparizioni della Madonna

L’estate scorsa la veggente di Medjugorje, Mirjana Dragicevic Soldo, ha confermato a Spirit Daily che la Vergine Maria avrebbe detto che le apparizioni di Medjugorje chiuderanno “un certo capitolo”. Non è chiaro comunque quale sia esattamente questo “capitolo”.
Per anni si è parlato molto del fatto che la Madonna avrebbe detto che dopo la fine delle apparizioni a Medjugorje (apparizioni che, dopo Fatima, hanno catalizzato l’attenzione della gente più di qualsiasi altra apparizione) lei non sarebbe più apparsa sulla terra. Tale affermazione è stata fatta da almeno un altro veggente. Ma Mirjana ha messo la questione in questi termini: “La Madonna ha detto: ‘Questa è l’ultima volta che sarò sulla terra in questo modo’. Io non credo che questo vuole significare che lei non tornerà più su questa terra. Lei non spiega il messaggio. Io devo pregare come tutti voi per comprenderlo”.
I punti chiave sono naturalmente l’espressione “in questo modo” e il fatto che tutti noi dobbiamo pregare per comprendere il messaggio. A Medjugorje Maria a partire dal 1981 è venuta quotidianamente – un periodo di tempo straordinariamente lungo – ed è apparsa a più di un veggente (in certi momenti, nei primi giorni, tutti e sei vivevano simultaneamente l’esperienza dell’apparizione). Le apparizioni sono “corporee”; ciò vuol dire che la Vergine si presenta come un’entità a tre dimensioni che i veggenti possono vedere con i propri occhi, come qualsiasi altra entità fisica. L’affermazione che lei non ritornerà più “in questo modo” potrebbe significare semplicemente che non tornerà mai più in una maniera così straordinariamente intensa e prolungata? Oppure significa che è l’ultima volta che verrà sulla terra sotto forma di un’apparizione corporea a più di un veggente? O vuol dire che sarà l’ultima volta che un’intera regione verrà così profondamente trasformata? O che sarà l’ultima volta che ci porta degli ammonimenti? Significa che dopo Medjugorje la Vergine apparirà in una maniera più sottile, magari con flebili sussurri e visioni, o forse che apparirà sporadicamente come in altri periodi storici? O invece significa qualcosa di più?
In un’intervista di molti anni fa Mirjana aveva menzionato non solo Maria ma anche Gesù. “Sarà l’ultima volta – aveva detto a un sacerdote della parrocchia, Padre Tomislav Vlasic – che Gesù o Maria appariranno sulla terra”. Quando venne interrogata più approfonditamente la veggente disse che sarebbe stata “l’ultima volta che essi appariranno come hanno fatto fino ad oggi, potendo parlare con loro”.
Quando gli venne domandato se questo significava che quella di Medjugorje sarebbe stata l’ultima volta che la Vergine appariva in questo particolare periodo della Chiesa – come un altro veggente aveva suggerito – o che non sarebbe venuta mai più sulla terra, Mirjana rispose – così come aveva detto anche a noi – che non lo sapeva. “Ha detto che non apparirà sulla terra”, disse Mirjana. “Non so se lei [la Madonna; N.d.R.] intendeva dire in questa epoca”.
A Medjugorje si è detto che Maria non apparirà più perché dopo i segreti non sarà necessario. […] Questo fa riflettere. Cosa succederà di così importante da far sì che queste apparizioni non siano più necessarie?
Un’altra veggente, Vicka Ivankovic […] ha detto che la Vergine continuerà ad apparirle fino alla manifestazione di un segno permanente sulla collina della prima apparizione. Ma non sappiamo se lei apparirà anche durante il periodo degli eventi descritti nei segreti.
“La Madonna è rimasta qui per molto tempo”, disse Mirjana una volta. “Capirete quando i segreti si saranno compiuti”.
Fonte:  http://profezie3m.altervista.org/archivio/Mirjana_LastAppar.htmb

Mirjana e i dieci segreti

«Ci tengo  a dire che solo Dio tiene i segreti.» Per far comprendere meglio cosa intende con questa frase, Mirjana ci ha detto che gli ultimi medici che li hanno esaminati, presso un istituto per il soprannaturale ad Innsbruck in Austria, l’hanno sottoposta anche all’ipnosi e alla macchina della verità, ma non sono riusciti a farle dire niente di particolare. Ha anche confermato che il settimo segreto è stato mitigato dalle loro preghiere ed a una signora che si è ritrovata un segno sul braccio a forma di “M”, Mirjana le ha detto: «Se voi vedete o sentite qualcosa, questo è per voi! Con la vostra preghiera dovete capire il perchè, cosa Dio vuole da voi.» Ha poi aggiunto, in seguito ad ulteriori richieste di delucidazione sui segreti, che l’80 per cento di quello che si sente dire in giro, è falso. Ci ha poi consigliato di non acquistare libri su questo argomento, perchè vengono scritti da persone che stanno una settimana a Medjugorje senza neanche rivolgersi ai veggenti. Piuttosto acquistiamo libri di preghiera.  Poi le ho chiesto delle lacrime e sorrisi che repentinamente ha durante le apparizioni: «Non mi sono mai rivista nei video: mi ricorderebbero i momenti di dolore… Sai, le apparizioni del 2 del mese sono per quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio… Come Mamma, ha un grande dolore per i suoi figli» Ma piange anche Lei? «Le lacrime negli occhi le ho viste tante volte… Lei vuole i suoi figli nella strada giusta e come mamma soffre quando vede i nostri cuori duri… Parlare della sofferenza della Madonna ho dei problemi. Anche adesso mi vengono subito lacrime» e con lei, ci siamo commossi tutti nel sentirla descrivere quei momenti «Ho visto tante donne soffrire… ma il dolore della nostra Madre si vede sul suo viso. Ogni muscolo trema dal dolore… questo per me è molto difficile da vedere (da sopportare)… e quando mi giro dopo l’apparizione, vedere che ancora non hanno capito (le persone presenti). Pensano ad altre cose ma non a quello che è importante: senza gamba o una mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può. Quando capiremo questo, sarà molto diverso.»  Ha voluto sottolineare anche, che ci sono certe persone che fraintendono i messaggi, li interpretano a proprio piacimento. Ad esempio è stato detto che questa è l’ultima volta della Madonna sulla Terra: «Non è vero! La Madonna ha detto che questa è l’ultima volta che sono sulla Terra in questo modo! Con così tanti veggenti, così a lungo…» E perchè le apparizioni durano così tanti anni? «La Madonna ci sta preparando e alla fine si capirà.. Se qualcuno vuole trovare qualcosa che non va bene a Medjugorje, lo trova subito! Ma se il tuo cuore cerca solo questo, allora sarebbe meglio restare a casa. Se tu hai il cuore aperto con la preghiera e vuoi conoscere Gesù di più, tu lo conoscerai e capirai.» «Come quella signora con tanti problemi in famiglia, che il suo gruppo l’ha dimenticata, e lei è rimasta qua tre ore in attesa e si lamentava del gruppo. Le ho detto: “scusa signora se mi permetto, ma con tutti i problemi che hai, stai qui a perdere tempo: vai sulla croce blu, mettiti in ginocchio e prega la Madonna , non aspettare che Dio ti butta qualcosa”… Certi non capiscono. Pensano di dover dire a me! Ma chi sono io? Io sono come tutti gli altri. Anch’io ho le mie croci, i miei problemi. La Madonna non mi ha detto mai “non ti preoccupare”. Anch’io devo pregare per tutto come voi. L’importante è rivolgersi a Dio. Noi qui sulla Terra siamo tutti uguali. Nessuno viene ascoltato più di un altro… Apri il tuo cuore, lascia che la Madonna entri. Non perder tempo per le cose che non sono importanti. Apri il cuore solo per la preghiera» La cosa più importante che ha detto la Madonna ? «Amore, amare… Dio ci farà una sola domanda: “quanto hai amato?”. Se tu hai amore per Gesù, per i fratelli e sorelle, tu non puoi uccidere, rubare, fare male, tradire, perchè tu vuoi bene a quella persona. Per questo per me, il più importante dei messaggi è amare, amare come Gesù ama noi… Bisogna pregare Dio tutti i giorni, per poter amare come Lui ci ama tutti… E non amare solo quelli che sono bravi con noi, ma anche quelli che non lo sono: è molto più importante.

Fonte : Guarda con me

Il miracolo della base militare “El Goloso” in Spagna.

Nella base militare “El Goloso”, vicino a Madrid (Spagna), tutti sono ancora commossi da quanto è accaduto il 30 luglio scorso: un incendio all’interno di questa sede della brigata di fanteria ha risparmiato lo spazio in cui si trovava una statua della Vergine Maria e i fiori che la ornavano.

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Tutta la vegetazione che circonda l’immagine è andata in fiamme, ma quando è stato spento il fuoco, favorito da un’intensa ondata di caldo, i militari hanno trovato la statua di Nostra Signora di Lourdes intatta, ha confermato ad Aleteia il portavoce della base militare. L’episodio parla da sé, e si è già diffuso ampiamente sulle reti sociali.Molti soldati non sapevano che ci fosse una statua della Madonna di Lourdes nel giardino della loro base, anche se alcuni hanno una devozione speciale per lei e si sono affidati alla sua protezione. Non è un caso isolato. Sono numerose le immagini, le cappelle o i luoghi sacri rimasti miracolosamente intatti dopo che nella zona in cui si trovavano si sono verificati disastri naturali o attacchi. Durante la Guerra Civile spagnola, due bombe lanciate contro la basilica del Pilar non esplosero. Oggi sono esposte nella parete più vicina all’immagine della patrona di Saragozza. In Germania, durante la II Guerra Mondiale, nessuna esplosione ha raggiunto la valle di Schoenstatt nonostante le devastazioni nelle zone vicine, dopo che il fondatore del Movimento di Schoenstatt, padre José Kentenich, aveva fatto una promessa alla Vergine Maria perché nessuna bomba cadesse sul luogo. Più di recente, nel 2012, il Wall Street Journal ha riportato in copertina una grande fotografia dell’immagine intatta della Madonna della chiesa del quartiere newyorkese di Queens, devastato dall’uragano Sandy. Ci sono realtà che la conoscenza umana non riesce a decifrare, ma che la fede può spiegare, e la scienza umana e la fede, cooperando senza confondersi, contribuiscono a un’interpretazione esatta. Possono verificarsi fatti inaspettati che infiammano un mondo già di per sé carico di mali e di minacce, ma Nostra Signora attraverserà intrepida e illesa acanto ai simboli di devozione dei suoi fedeli questo futuro possibile, tra disastri che non possiamo neanche immaginare, e i suoi fedeli saranno protetti e riconosciuti come i prediletti del cielo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
sources: ALETEIA

“A Medjugorje nessuna baracconata”

 “A Medjugorje nessuna baracconata”  parla  Monsignor Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina:

 

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Monsignor Domenico Sigalini, cosa pensa delle parole del Papa sui veggenti? Si riferiva a Medjugorje?
«Non credo – risponde il vescovo di Palestrina – che si possa rispondere e interpretare così facilmente ciò che intendesse dire Papa Francesco. Affidiamoci alla semplicità delle parole del Santo Padre…».
Come nasce la Sua devozione verso questo luogo meta di tanti pellegrinaggi?
«Da Palestrina partivano e partono tanti pellegrini per Medjugorje e nella mia diocesi si sono pure costituite alcune belle associazioni di preghiera, di vita caritativa e di contemplazione, guidate o da persone convertite a Medjugorje o molto rinnovate cristianamente a partire da pellegrinaggi e visite».
Quante volte è stato lì?
«Ci sono andato ogni anno di episcopato, cioè dieci volte».
Che atmosfera ha respirato in quel luogo?
«Ho partecipato a tanta preghiera, a tante confessioni e salite faticose e oranti ai due luoghi più importanti delle prime apparizioni. Non ho mai visto fenomeni da baraccone, ma sempre silenzio e tanta preghiera».
Ha assistito a conversioni?
«Non ho assistito mai, perché le conversioni avvengono nella calma dello Spirito, si attuano nella vita quotidiana e nelle opere di carità che non sono mai di un momento».
Sa o conosce persone che son guarite dopo un viaggio a Medjugorje?
«Di guarigioni spirituali tante, fisiche o da malattie ne ho solo sentito parlare».
Lei ha mai accolto i veggenti di Medjugorje nella sua diocesi?
«Ci sono stati finché la Santa Sede non ci ha fatto capire che è meglio evitare perché forse le apparizioni venivano percepite dai fedeli come soprannaturali e questo non è possibile né dirlo, né negarlo».
Che pensa dei veggenti?
«Ne conosco solo alcuni: per me sono persone serie, motivate, cui la vita non regala né salute, né fortuna, né vita di famiglia facile. Sono preoccupati di rendere testimonianza a ciò che hanno provato, dentro una umanità normale. Una vita sempre in salita dalle prime persecuzioni fino alle incomprensioni di oggi».
Il Papa entro fine mese ha parlato di un pronunciamento su Medjugorje. Ci saranno sorprese?
«Secondo me ci saranno indicazioni pastorali per aiutare i pellegrini a centrare tutto su Gesù e ad avere fiducia e speranza, a convertirsi sempre. I fatti di Medjugorje sono molto diversi da altre apparizioni, e credo che la Chiesa finché saranno vive le persone coinvolte non prenderà posizione sulle cosiddette apparizioni».
Si tratta di eventi soprannaturali?
«Io ho sempre detto e aiutato i fedeli a non affermare che sono soprannaturali, perché finora non si hanno motivi validi per affermarlo, ma nemmeno a prenderle sotto gamba. La fede non è qualcosa da mettere in tasca e basta, ma sempre da accogliere dalla tenerezza di Dio e dalla creatività dello Spirito Santo e conformarvi la nostra vita».

Fonte:il giornale

“A Medjugorje sono guarita anima e corpo” su La Croce – Quotidiano del 5 maggio 2015

“A Medjugorje sono guarita anima e corpo”

 La Croce – Quotidiano del 5 maggio 2015

 

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Ogni uomo di fronte alla malattia si pone il perché del dolore e della sofferenza.

Cercando molto spesso, la soluzione nei rimedi umani e scientifici, ma talvolta, anche chi si dichiara ateo, si rivolge a Dio, ripetendo quanto si dice nel Vangelo: “Signore, se vuoi puoi sanarmi!”.

A Medjugorje la Regina della Pace ci invita alla preghiera costante ed all’offerta della sofferenza a Dio per la salvezza dell’umanità. Maria, essendo Madre, non può che comprendere e venire incontro a un figlio che si rivolge a Lei, non può negargli mai il suo abbraccio e il suo aiuto.

“Cari figli! In questi giorni mentre festeggiate la Croce desidero che anche per voi la vostra croce diventi gioia.

In modo particolare, cari figli, pregate per poter accettare la malattia e le sofferenze con amore come le ha accettate Gesù. Soltanto così potrò con gioia darvi grazie e guarigioni che Gesù mi permette. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” Disse Maria nel messaggio dell’11 settembre 1986.

Sono molti i malati che vengono a chiedere l’aiuto della Madonna a Medjugorje per ottenere da Dio la guarigione: alcuni l’hanno ottenuta, altri invece hanno ottenuto il dono di sopportare con gioia le loro sofferenze e di offrirle a Dio.

Il numero delle guarigioni straordinarie attribuite alla intercessione di Maria a Medjugorje varia molto, a seconda di chi le giudica. Sono tantissime stando alle testimonianze spontanee dei guariti o dei loro familiari, sono viceversa meno numerose per coloro che, giustamente, pretendono una rigorosissima documentazione medica per avallarle.

Sono addirittura nulle – ossia si tratterebbe di meri fenomeni di autosuggestione – per coloro che negano a priori la veridicità delle apparizioni.

Nel 1983, alcuni medici italiani, fondarono l’Associazione Scientifica Regina Pacis (A.R.P.A.) e presso l’ufficio per le constatazioni delle guarigioni straordinarie aperto dalla stessa associazione a Medjugorje, sono state registrate diverse centinaia di casi. Una equipe plurispecialistica coordinata da alcuni medici, tra i quali il dott. Antonacci, il dott. Frigerio e il dott. Mattalia, hanno studiato alcune decine di casi e in accordo con il severo protocollo del Bureau Medical di Lourdes, hanno dichiarato che molti di essi avevano i caratteri della immediatezza, della totalità e della irreversibilità oltre ad essere patologie incurabili per la scienza medica ufficiale.

I veri miracoli, però, che avvengono a Medjugorje sono le conversioni del cuore, il numero delle testimonianze dei pellegrini che si sono convertiti è diventato ormai enorme. Queste testimonianze non trovano spazio sulla stampa, sia perché le conversioni sono un evento estremamente personale, sia perché una conversione non fa notizia, a meno ché, il convertito non sia un personaggio pubblico o famoso.

Tra i diversi casi, ve ne uno particolare, avvenuto non molto tempo fa, il 13 Settembre dell’anno appena passato, quello di Gigliola Candian. A Medjugorje, Gigliola si è alzata di colpo dalla sedia a rotelle dopo 10 anni di calvario, era afflitta da una grave forma di sclerosi multipla atipica che le aveva paralizzato le gambe. Oggi cammina, anche se a fatica e aiutandosi con le stampelle, ma prima di quel 13 Settembre era inchiodata ad una sedia a rotelle.

Gigliola è una bella donna di 49 anni, è nata e vive in provincia di Venezia a Fossò, un piccolo centro, guarda caso gemellato con Citluk, la città Bosniaca di cui Medjugorje è frazione. E’ sicuramente una casualità per molti, un segno per coloro che hanno fede.

 

Questa è l’intervista che ho realizzato con Gigliola Candian.

 

– Gigliola puoi raccontare, brevemente, come era la tua vita, prima della malattia?

Ora mi aiuto con le stampelle, ma ho un passato di atleta. Ho infatti, praticato nuoto a livello agonistico, ero una giovane promessa nella specialità del dorso. Amavo talmente questo sport, che sono voluta diventare un’ insegnate di nuoto. L’ho fatto per diversi anni, istruendo i giovani.

– Sei stata anche sposata, vero?

Si, lo sono stata per diciotto anni, ma anche a causa della malattia, mi sono separa da mio marito. E’ stata una decisione sofferta, ma forse necessaria, è stata una decisione che mi ha segnato.

-Hai figli?

Si, sono un’ orgogliosa madre di due ragazzi. Un maschio di 25 anni e una ragazza di 22.

-Prima della malattia lavoravi fuori casa oppure facevi la casalinga?

Ho sempre lavorato, per aiutare la famiglia, l’ho fatto fin   dall’età di 19 anni, dopo il conseguimento del diploma di accompagnatrice turistica. Prima in una ditta di calzature e abiti in pelle, come addetta all’ ufficio commerciale. Lavoravo in quell’ ufficio, perché conosco le lingue straniere. Talvolta mi hanno fatto fare anche l’indossatrice, ma solo nelle emergenze! Quando mancavano le modelle professionali. (Lo dice, con una sorta di pudore, quasi a nascondere quella bellezza e quel fascino che ancora non le manca). Poi ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia. In ufficio affianco a mia madre. A 22 mi sono sposata continuando, però, a lavorare per il mio papà. Contemporaneamente lavoravo anche per mio marito, tenevo la contabilità per la sua azienda di autotrasporti.   A 34 anni sono stata anche titolare di un negozio, che era cartoleria, edicola ed anche tabaccheria.

– Una grande vitalità ! Veramente un gran da fare. Però poi è sopraggiunta la malattia e la tua vita è cominciata ad essere diversa.

Si, a 38 mi sono ammalata di sclerosi multipla. Mi hanno diagnosticato la malattia l’8 ottobre 2004, ricordo perfettamente quel giorno. Non potrei dimenticarlo! Perché la diagnosi della malattia è stato come una fulmine a ciel sereno. Cominciava il mio Calvario. I primi sintomi, sono iniziati però già nell’agosto del 2004. Avevo dolore ad una gamba, cominciavo a zoppicare. Ma non davo molta importanza alla cosa, ero troppo impegnata nel lavoro, mi necessitava lavorare, cosi ho continuato ad andare nel mio negozio. Zoppicavo sempre più, ma facevo finta di nulla. Il lavoro prima di tutto.

– Non hai fatto delle analisi, per capire il perché di quel tuo non riuscire a camminare bene?

A settembre dello stesso anno, di ritorno a casa dal lavoro, in auto, mi sono accorta che non riuscivo più a premere il pedale dell’acceleratore. Riuscivo a premerlo solamente a scatti, avevo poca sensibilità al piede destro.

– Solo allora hai cominciato a preoccuparti in maniera seria?

Ero preoccupata, di quella situazione, cosi mi sono decisa di andare a farmi visitare da un medico. Fu lo stesso medico a mandarmi, d’urgenza in ospedale, dove sono rimasta per 15 giorni. Mi hanno fatto delle analisi e hanno approfondito con visite specialistiche. Al quindicesimo giorno è arrivata la diagnosi, una notizia bomba, uno shock, avevo la sclerosi multipla !

– E dal quel momento la tua vita è cambiata.

Completamente! Non potevo più lavorare, perché era difficile stare in piedi e in equilibrio. Ho dovuto mettere in vendita il negozio con grande dispiacere, perche amavo quel lavoro. Mi piaceva stare a contatto con le persone. Molti che frequentavano il negozio, più che clienti, potevo considerarli amici.

-Dopo cosa è successo, hai fatto ulteriori accertamenti clinici?

Ho impiegato più di un mese per riprendermi dallo shock. Ma non mi sono data per vinta e ho iniziato a girare molti ospedali. Volevo continuare ad avere la speranza di trovare una cura per la mia malattia. Girare per gli ospedali, mi ha fatto conoscere il variegato mondo dei malati di sclerosi multipla. Ho visto giovani, colpiti oltre che alle gambe, come me, anche alle mani. Immobili sulle loro carrozzine. In fondo io ero fortunata, la malattia mi aveva colpito solamente alle gambe, ma era una magra consolazione.

– Quindi si sei sottoposta a molte visite specialistiche?

Come ti ho detto sono stata in tantissimi ospedali. In quello di Ferrara, mi sono fatta visitare , nascondendo il fatto che la malattia mi era già stata diagnosticata.

Dicevo ai medici solo che mi faceva un gran male la schiena, perché volevo essere sicura della diagnosi di sclerosi multipla,cosa che poi mi hanno confermato.

Dalla sclerosi multipla non si guarisce, in alcuni casi si può bloccare la malattia. Ci sono dei farmaci che riescono a farlo, ma io ero intollerante ed allergica a quasi tutti i farmaci, per cui, per me, non era possibile nemmeno fermare la malattia.

Nei primi tempi dalla mia malattia, usavo una stampella perché non riuscivo a camminare bene. Poi dopo 5 anni ho iniziato ad usare la carrozzina solo per spostarmi quando dovevo percorrere lunghi tratti. Poi nel dicembre 2013, a seguito di una caduta in cui mi ero fratturata la terza vertebra sacrale, la carrozzina è diventata la mia compagna di vita, il mio vestito da indossare tutti i giorni.

– Però non ti davi per vinta! Dalla sclerosi multipla non si guarisce, cosi dice la scienza medica. Tu cosa cercavi?

Ogni malato di sclerosi multipla vive la propria malattia a modo suo. C’è chi reagisce, in un modo o nell’altro. Chi invece la subisce e si rassegna al suo stato di malato. Io cercavo di reagire. Capire, trovare una soluzione, farmi visitare da nuovi medici. Insomma non mi davo per vinta! Dalla sclerosi multipla non si guarisce, si può arrestare in alcuni casi. Ma il finale è solo uno passare il resto della vita su una sedia a rotelle.

– Poi sei andata a Medjugorje. Di tua spontanea volontà o spinta da qualcuno?

Medjugorje per me è stata la salvezza della mia anima;

mi proposero questo pellegrinaggio nel 2011 dei miei zii. Prima di allora, non sapevo neanche cosa ci fosse questo luogo, dove si trovasse. Non conoscevo nulla di Medjugorje, forse solo qualcosa per sentito dire.

Questi miei zii me lo proposero come un viaggio della speranza, ma loro in realtà pensavano già alla mia guarigione ma questo mi fu detto dopo.

Io, invece non pensavo minimamente alla mia guarigione. Non cercavo la mia guarigione in quel luogo. Quando poi sono tornata a casa, ho capito che quel viaggio per me ha rappresentato la mia conversione perché ho iniziato a pregare molto. Pregavo dovunque mi trovavo, bastava che chiudessi gli occhi e iniziavo a pregare. Ho riscoperto la fede ed oggi posso testimoniare che la fede non mi abbandona.

– E’ stata , quindi, prima solo un miracolo di conversione, quello fisico quando è avvenuto?

Ero a Medjugorje il 13 settembre 2014. In realtà, non sarei neanche dovuta andare, perché quel giorno dei miei amici si sposavano e mi avevano invitato al loro matrimonio. Pensa che avevo anche acquistato il vestito!

Però da luglio già sentivo nel mio cuore la forte chiamata ad andare a Medjugorje proprio in quella data, non so perché, ma era cosi. Una forte chiamata, anche se c’era di mezzo il matrimonio dei miei amici. All’inizio feci finta di nulla, non volevo ascoltare questa voce. Poi ad agosto chiamai i miei amici per dire loro che purtroppo non potevo essere al loro matrimonio, perché andavo in pellegrinaggio a Medjugorje.

I miei amici non la presero bene, si offesero per questa mia decisione. Altre persone amiche, mi consigliavano che se proprio volevo potevo andare a Medjugorje, potevo spostare la data, in modo da essere presente al matrimonio. Il matrimonio, certo, non poteva essere spostato! Ma ormai ero decisa, mi sarei fatta perdonare dai giovani sposi al mio rientro, avrei cercato il modo. Alla fine il 13 settembre loro si sono sposati ed io lo stesso giorno a Medjugorje ho ricevuto la guarigione.

– Racconta questo particolare momento della tua guarigione.

Tutto è iniziato, il giorno prima, la sera del 12 settembre. Ero in cappella, chiaramente, sulla mia carrozzina e c’erano molte altre persone, il sacerdote fece una messa di guarigione fisica.

Mi invitò a chiudere gli occhi e m’impose le mani, in quel momento sentii un gran caldo alle gambe e vidi una forte luce bianca. Una luce molto forte, e il volto di Gesù che mi sorrideva.

Il giorno successivo, lo stesso sacerdote ci riunì nuovamente in cappella e impose le mani a tutte le persone presenti.

Prima d’impormi le mani, mi diede un foglio dove oltre al mio nome, c’era una domanda specifica alla quale ognuno di noi doveva rispondere “Cosa vuoi che Gesù faccia per te?”.

Quella domanda mi mise in crisi, io ero abituata a pregare per gli altri, non chiedevo mai qualcosa per me. Così chiesi consiglio ad una suora seduta vicino a me, e lei mi disse di scrivere quello che sentivo nel mio cuore.

Invocai lo Spirito Santo, e mi arrivò l’illuminazione. Chiesi a Gesù di portare agli altri la pace e la serenità attraverso la mia vita.

Dopo l’imposizione delle mani, il sacerdote mi chiese se volevo stare ancora seduta nella carrozzina oppure se volevo alzarmi con l’aiuto e il sostegno di qualcuno. Avevo timore ma accettai di essere sostenuta e di alzarmi in piedi.

Il sacerdote fece un’altra imposizione delle mani e caddi nel riposo dello Spirito Santo. Conosci il riposo dello Spirito Santo, vero?

– Si so cosa è, ma spiegalo tu di cosa si tratta.

Il riposo dello Spirito Santo è una particolare condizione di semi – incoscienza. Si cade in terra senza farsi male e non si ha la forza di reagire perché in quel momento lo Spirito Santo agisce su di te. Si ha la percezione di tutto quello che accade all’infuori di te. Anche con gli occhi chiusi si riesce a vedere tutto quello che accade intorno a te in quel momento. Sono stata in terra per tre quarti d’ora. Sentivo che alle mie spalle vi erano Maria e Gesù che stavano pregando.

Cominciai a piangere a dirotto ma non avevo la forza di reagire. Quando sono rinvenuta due ragazzi mi hanno aiutato ad alzarmi. Con il loro sostegno sono andata di fronte all’altare dove era esposto il Santissimo, a ringraziare Gesù.

I ragazzi che mi avevano aiutata, mi stavano mettendo sulla carrozzina, quando il sacerdote mi disse che se mi fidavo di Gesù non dovevo sedermi in carrozzina ma dovevo iniziare a camminare.

Accettai di rimanere in piedi senza l’aiuto dei due ragazzi e rimasi sostenuta dalle mie gambe, in piedi da sola!

Quello era già un miracolo, perché da quando mi sono ammalata, non riuscivo più a farlo, non riuscivo a stare in piedi da sola. Non avevo più sensibilità alla gambe.

Poi cominciai a fare i primi due passi, ma ero instabile, sembravo un automa. Poi feci ancora altri due passi più decisi e riuscii anche a piegare le ginocchia.

In quel momento sentii Gesù che mi teneva per mano e cominciai a camminare.

Tutte le persone presenti cominciarono a piangere, alcuni pregavano e battevano le mani.

Questa e’ la storia di quel giorno meraviglioso. La carrozzina la uso soltanto quando faccio dei lunghi viaggi. La uso molto poco perché adesso riesco a tenermi in piedi con le mie gambe.

– Come è cambiata la tua vita, dopo quello che è accaduto? Parlami prima dal punto di vista fisico.

Prima cosa, come ho già detto, non uso quasi più la carrozzina. Lo faccio solo in occasioni di viaggi, per percorrere grandi distanze.

Il miglioramento è progressivo. Ho iniziato a usare il deambulatore, nei primi tempi facevo si e no 20 metri, adesso riesco a percorrere anche qualche chilometro senza stancarmi. Sto facendo fisioterapia per rinforzare la muscolatura e poter così essere totalmente autosufficiente. Ora dipendo ancora dagli altri e anche se non uso la carrozzina devo sempre avere un aiuto.

– Parlami invece ora dal punto di vista spirituale.

E’ Cambiato molto, prego molto di più, soprattutto di notte. Ogni giorno leggo il Vangelo, prego e leggo molto la Bibbia. Ora ho una grande responsabilità e testimonio ciò che ho ricevuto. Prego sempre per gli altri, come ho sempre fatto. Prego per i bambini mai nati, prego per le famiglie, per gli ammalati, per i non credenti e per i sacerdoti. Alla Madonna chiedo che ci tenga sotto il suo manto e che ci faccia arrivare a Gesù.

– Dopo la tua guarigione sei tornata nuovamente a Medjugorje?

Sono tornata subito dopo la mia guarigione a Medjugorje, il 24 settembre e sono rimasta fino al 12 ottobre. Poi sono ritornata diverse volte.

– Vuoi lasciare un messaggio a chi è nella sofferenza e nella malattia?

A tutti gli ammalati vorrei dire di non perdere mai la speranza. Di pregare molto perché solo la preghiera ci salva. E’ difficile accettare la sofferenza e la malattia, ma senza la propria croce non possiamo fare nulla. La Croce serve per capire il confine tra il bene ed il male.

La malattia è un dono, è strano vero? Non lo capiamo. E’ un dono per chi ci sta vicino. Affidare le nostre sofferenze a Gesù per dare poi la speranza agli altri, perché è tramite il vostro esempio che si può aiutare le altre persone.

Dobbiamo pregare Maria per arrivare a Suo figlio Gesù.

Bisogna credere e chiedere a Gesù. Se chiediamo con fede, il Signore ci da. I tempi di Dio non sono i nostri tempi, bisogna avere fede. Pregare Maria che Lei vi ascolterà e farà arrivare le nostre preghiere a suo figlio Gesù, perché le preghiere di una madre non sono mai negate.

-Grazie Gigliola della tua testimonianza.

 

Il giorno 2 di Maggio la Madonna a Medjugorje, ha dato il suo consueto messaggio alla veggente Mirjana, questo è il testo:

“Cari figli,

aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio. Desidero che Lo conosciate di più perché è impossibile conoscerlo e non amarLo, perché Lui è l’amore. Figli miei, io vi conosco: conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute. Gioisco con voi nelle vostre gioie. Piango con voi nei vostri dolori. Non vi abbandonerò mai. Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio. Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia. Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli. Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare. Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome di mio Figlio, possano operare miracoli,perché la santità opera miracoli. Vi ringrazio.”

Mirjana ha detto che la Madonna oggi è apparsa determinata e decisa.

Alcune riflessioni su questo messaggio:

Come in quello del 25 Aprile, Maria nella sua umanità, ci dice di capire i nostri dolori e le nostre sofferenze, “Perché le ho vissute”. Ci consola con amore materno, si fa partecipe dei dolori dell’uomo, li comprende, piange con noi per i nostri nostri dolori. Ma nel contempo gioiesce per le nostre gioie, come a consolarci, come per affermare che in questa nostra vita terrena, non c’e solo sofferenza, ma anche momenti di felicità. Una gioia che si costruisce rendendosi “Aperti e sensibili verso il bene e la misericordia ………… Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli”. Maria ci invita, ancora una volta, ad essere suoi apostoli, suoi messaggeri della “Verità divina, “…Affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nellamore trionfare”. Un messaggio di speranza, di amore, con una certezza che è anche una grande consolazione “Non vi abbandonerò mai”.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Roberto Lauri

“Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste” su La Croce – Quotidiano” del 28 Aprile 2015

“Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste” 

  La  Croce – Quotidiano” del 28 Aprile 2015

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Le apparizioni della Madonna del 24 e 25 Giugno 1981, sulla collina del Podbrdo a Medjugorje, sono state le prime in assoluto. Possono essere considerate come un primo contatto della Vergine con i sei ragazzi: Mirjana Dragicevic, Ivanka Ivankovic, Jakov Colo, Marija Pavlovic, Vicka Ivankovic e Ivan Dragicevic, che avranno negli anni successivi apparizioni quotidiane. Oggi, alcuni di loro, non le hanno più ogni giorno ma a date prefissate.

Lo strano fenomeno, che si era verificato sulla collina, in quei primi due giorni, era sulla bocca di tutti gli abitanti del piccolo centro Jugoslavo, se ne parlava anche nei paesi limitrofi. Molte persone narravano le vicende con dovizia di particolari, suscitando una certa invidia a chi di quell’ apparizione conosceva poco o nulla. Alcuni vantavano anche la più o meno stretta parentela con qualcuno dei sei ragazzi. Uno strano senso di curiosità, frammista a scetticismo e timore, serpeggiava in tutto il circondario della cittadina di Citluk, di cui Medjugorje è una frazione. Le forze di polizia erano allarmate di quello che stava accadendo, la Jugoslavia era ancora un paese comunista, quindi con sollecitudine, avvertirono della strana vicenda i funzionari del Partito. Con questa agitazione di umori e sentimenti inizia quello che sarà il terzo giorno delle apparizioni.

In quel 26 giugno 1981 sempre alle sei e un quarto del pomeriggio, una luce insolita, bianca, bellissima, comparve sulla collina. All’evento era presente una vera e propria folla, il passaparola, aveva fatto accorrere ai piedi del piccolo colle un gran numero di persone. Si erano, infatti, dati appuntamento per quello strano fenomeno, due/tremila persone, provenienti, anche da molti villaggi vicini. I sei veggenti, erano invece ai piedi della collina, nel luogo preciso dove avevano avuto la prima apparizione.

Non erano soli, ad accompagnarli c’era un loro vicino di casa, un meccanico di nome Marinko, forse più che per accompagnarli, era andato per proteggerli dalla folla. La Madonna apparve nuovamente, e fece ai ragazzi cenno di avvicinarsi a lei.

Come era successo nei primi giorni, salirono la collina a grandi passi, con una velocità sorprendente, noncuranti di quel terreno accidentato e sassoso. Quella figura li attirava a se con una forza incredibile. Vicka, la più grande del gruppo, aveva portato una boccetta d’acqua benedetta, come aveva fatto a Lourdes Santa Bernadette. Aveva paura che quella che si presentava a loro non era la Vergine, ma il demonio, quindi con voce ferma disse “Se sei la Madonna, resta con noi, altrimenti vattene!”. La Gospa, che era apparsa loro sorridente, continuava ancora a sorridere, sotto una pioggia di acqua benedetta. Vicka, con energia e in maniera generosa svuotò fino all’ultima goccia la bottiglietta d’acqua in direzione di quella figura.

Incalzò Ivanka e con decisione disse alla Madonna “Perché sei venuta e cosa vuoi da noi?” Con una voce dolce, angelica, musicale Maria le ribadì “Perché qui ci sono buoni credenti e anche perché vi convertiate e mettiate pace in questo popolo”.

La cittadina di Medjugorje, infatti, aveva bisogno di pace, tra i suoi abitanti vi erano vecchi attriti e divisioni tra le famiglie. Prima dell’ultima guerra, dissidi e inimicizie tra i concittadini, avevano portato all’uccisione di tre persone e al ferimento di altre.

Pace non solo per quel piccolo villaggio, ma una pace universale, perché aggiunse Maria “Vengo a convertire e a riconciliare tutto il mondo”.

Solo i veggenti vedevano la Gospa, mentre i presenti che videro solo una grande luce,urlavano ai ragazzi “Chiedetele di dare un segno della sua presenza”. La risposta della Madonna non si fece attendere e replicò: “Beati coloro che non hanno visto e credono!” Ad un certo punto, intervenne Mirjana chiedendo a quella figura:“Come ti chiami?” ottenne come risposta: “Io sono la Beata Vergine Maria” continuando a ripetere con voce di supplica: “Pace, pace, pace! Riconciliatevi”. Con queste parole si concluse l’apparizione di quel terzo giorno.

Il giorno successivo, la polizia, insospettita da quello che stava accadendo e con la preoccupazione di una cospirazione contro il partito, prelevò dalle loro case i sei ragazzi.

I poliziotti condussero i giovani nel capoluogo, dalla dottoressa Ante Vujevic per sottoporli ad un esame psichiatrico. La dottoressa li visitò, parlò con ciascuno dei sei ragazzi ed emise la sua diagnosi che diceva “Tutti sono sani di mente”. Dichiarerà successivamente ”Coloro che avevano bisogno di una visita psichiatrica, erano le persone che avevano condotto a me i ragazzi” Dopo la visita ed un interrogatorio da parte della polizia, i veggenti ritornarono a Medjugorje in tempo per l’apparizione. Erano, nuovamente tutti presenti, eccetto Ivan, che non riuscì ad andare.

Ecco che la Vergine apparve nuovamente loro e Vicka su suggerimento di un francescano della parrocchia, chiese alla Gospa: “Cosa ti aspetti dai sacerdoti?”. La Vergine rispose “Che siano fermi nella fede, che vi aiutino”.

La stessa Vicka incalzò e chiese:“Perché non appari a tutti in chiesa?”. La risposta di Maria fu la medesima del giorno prima, quando le chiedevano di un segno: “Beati quelli che credono senza aver visto!”. Con queste parole la Vergine scomparve mentre i veggenti continuavano a recitare le preghiere. Ma ecco che quando intonarono il canto: “Tutta bella sei”, la Madonna riapparve nuovamente. Vicka, alla sua vista le chiese, con decisione e con voce forte: “O Vergine, cosa vuoi da questo popolo?”. Per una terza volta, la Gospa rispose: “Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono”.

Il meccanico Marinko che continuava ad accompagnare i veggenti, sul luogo delle apparizioni, dopo essersi fatto indicare dai ragazzi, il punto esatto delle visioni, vi pose una pietra con disegnata una croce bianca. Un segno, per indicare a tutti i fedeli il luogo esatto dove appariva la Vergine.

Il giorno seguente, Domenica 28 giugno,Padre Jozo Zovko, parroco di San Giacomo, rientrò a Medjugorje dopo alcuni giorni; infatti era andato a Zagabria, per fare alcune prediche. Rimase turbato da quello che stava accadendo, quasi non riconosceva più quella sua assonnata, silenziosa, quieta parrocchia di periferia. Era tutto un via vai di persone, che gli parlavano con agitazione, che gli raccontavano di quei fatti strani, di quei sei suoi piccoli parrocchiani che vedevano nientemeno che la Beata Vergine! Addirittura parlavano con lei!

Turbato da quelle vicende che gli erano state raccontate si fece condurre in parrocchia i sei ragazzi per interrogarli.

Li conosceva molto bene quei giovani, erano assidui in parrocchia, bravi ragazzi di famiglie perbene. Rimase indeciso se credere loro, anche se non riusciva a capire perché avrebbero dovuto imbastire una storia così assurda, rischiando severe punizioni.

Ma la prudenza non è mai troppa in queste occasioni, sapeva bene cosa dice la Chiesa, conosceva la severità in cui tratta le apparizioni, ricordava perfettamente le vicissitudini nelle quali erano incorsi i parroci di Fatima e di Lourdes. Era necessaria prudenza, molta prudenza, non bisognava subito, dar credito ai ragazzi.

Quella stessa sera, verso le sei, una moltitudine di persone, forse dieci-quindicimila, provenienti da molte città vicine,si accalcarono sulla collina in attesa dell’apparizione.

I veggenti, videro e parlarono con la Gospa, le posero domande suggerite dai presenti e le risposte che ottennero da Maria,le comunicarono a tutti. In quell’occasione, qualcuno portò sul luogo delle apparizioni un piccolo registratore, il tutto fu inciso su un nastro magnetico. Proprio da queste registrazioni, risulta che la Madonna abbia detto: “Che il popolo creda e sia perseverante nella fede”, inoltre che “I preti siano fermi nella fede e vi aiutino” , ed ancora una volta, la quarta consecutiva, affermò “Beati coloro che credono senza aver visto”. Con un’ultima frase, diretta ai sei giovani, “Andate nella pace di Dio” si congedò da loro e scomparve.

Le autorità del Partito e gli organi di polizia, erano in agitazione, preoccupati di quanto stava accadendo a Medjugorje, troppa gente si riversava in quel luogo, per una presunta apparizione mariana. La paura di agitazioni popolari, e i grandi assembramenti di persone in uno stesso luogo,fece decidere alla polizia di interrogare nuovamente i veggenti.

Cosi il giorno seguente, lunedì 29, alcuni poliziotti prelevarono i ragazzi per effettuare un nuovo esame psichiatrico presso l’ospedale di Mostar. I sei veggenti, attesero la visita, in un lungo corridoio davanti alla porta aperta dell’obitorio e ne rimasero impressionati. Avevano molta paura. Li visitò Il Dr. Dzuda, anche in questa occasione, la diagnosi confermò il loro sano equilibrio psichico e mentale.

Ritornarono a Medjugorje in tempo l’apparizione, Maria diede loro un nuovo messaggio: “C’è un solo Dio e una sola Fede. Credete fermamente e con fiducia”.

Tra i presenti vi era anche una coppia con un bambino gravemente malato di setticemia e chiesero ai veggenti di pregare la Madonna di intercedere per il loro figlio.

La Madonna li incoraggiò a pregare per la sua guarigione, nei giorni seguenti il suo stato di salute migliorò. Questa sarà la prima di una lunga serie di guarigioni straordinarie.

Il giorno successivo, la folla che attendeva i veggenti ai piedi e lungo la collina, per l’ora dell’apparizione era fortemente aumentata, ma questa volta rimase delusa, i ragazzi non erano andati.

Infatti, nel primo pomeriggio, due donne Ljubica e Mirjana, su incarico della polizia, fecero fare ai giovani una gita in macchina, allo scopo di tenerli lontani dal luogo delle apparizioni.

La polizia era molto preoccupata di ciò che stava accadendo, nella capitale si diceva, addirittura, che a Medjugorje era in atto un complotto clerico-nazionalista con infiltrazioni fasciste.

I ragazzi accettarono l’invito alla gita con entusiasmo, eccetto Ivan che non era voluto andare, del resto era una buona occasione per salire su un’auto, per fare una piacevole escursione, un evento raro per quei ragazzi poveri.

La gita includeva anche le cascate di Kravica, i ragazzi erano felici anzi entusiasti, anche perché le due donne avevano offerto loro dei dolci.

Sulla strada del ritorno, Il piccolo Jakov, improvvisamente chiese di fermare la macchina, vedeva una gran luce, era la Gospa che avanzava verso di loro e che si fermò al loro cospetto, su di una piccola nuvola.

Mirjana si fece coraggio e disse alla Vergine: “Ti dispiacerebbe se ti aspettiamo in chiesa? Perché la polizia ci proibisce l’accesso alla collina e minaccia le nostre famiglie “. La Gospa annuì e disse: “Sì, alla stessa ora”.

Anche le due donne, Ljubica e Mirjana erano presenti al fenomeno e rimasero molto turbate dalla visione di quei fenomeni luminosi, questa fu l’ultima loro collaborazione con gli uomini della sicurezza pubblica.

La polizia continuava a non demordere, aveva troppa paura di quegli assembramenti, di quella gente che gridava al miracolo, di quel ritorno di Fede del popolo.

Così il giorno successivo, Mercoledì 1 luglio, poco prima dell’apparizione agenti di polizia tornarono nuovamente a Biakovici. Tre veggenti, Ivanka, Mirjana e Vicka vennero fatte salire su un furgone, ma mentre si allontanavano dal paese, riuscirono a vedere da lontano la forte luce che anticipava la venuta della Gospa sulla collina.

La polizia seguiva e controllava ogni movimento dei giovani veggenti, non permetteva più loro di accedere alla collina.

Così Giovedì 2 luglio, fra’ Jozo, il parroco di San Giacomo, verso le diciassette e trenta fece portare i veggenti in canonica, per permettere loro di avere l’apparizione, lontano da sguardi indiscreti.

Dopo l’incontro con la Madonna, i ragazzi andarono in chiesa dove c’era una gran folla di fedeli; Padre Jozo fece parlare Jakov, era cosi piccolo che la sua testa sporgeva a malapena dal bordo dell’altare. Con voce ferma disse ai presenti: “Oggi ho chiesto alla Madonna di lasciarci un segno. Essa ha solo mosso la testa,facendo segno di si e poi è scomparsa. Prima di andarsene ci ha detto: Arrivederci, angeli miei”. Tutti i presenti furono molto commossi da quelle parole.

Padre Jozo, era preoccupato, era confuso, non sapeva come comportarsi per quelle vicende che stava vivendo, erano troppo grandi per una persona semplice come lui.

Da uomo di fede, chiese aiuto al Signore, quando assorto in una fervente preghiera, sentì come una voce che gli disse:“ Proteggi i bambini”.

Stupito da quelle parole, andò a cercare subito i ragazzi,sulla porta della chiesa li vide in lacrime, erano molto impauriti e correvano verso di lui per cercare un rifugio sicuro dalla polizia, che nel frattempo li stava cercando.

Li nascose in canonica, in una piccola stanza e chiuse a chiave la porta. La Madonna apparve loro in quella stanza chiusa, come sempre bella e piena di gioia. Li confortò dicendo loro di non temere, perché gli avrebbe dato la forza per sopportare tutte quelle difficoltà che stanno vivendo.

I sei piccoli veggenti, si sentivano molto stanchi e turbati per quello che stava accadendo loro , erano un gran peso tutti quegli interrogatori, quelle visite mediche, quelle minacce, quindi decisero di rimanere ognuno nelle proprie case.

In quel sabato del 4 luglio la Madonna li sorprese apparendo a ciascuno di loro nel luogo dove si trovano.

Le apparizioni non erano, quindi finite, nei giorni successivi tutti insieme, si diedero appuntamento in luoghi diversi: in casa di uno o dell’altro, in aperta campagna oppure in chiesa.

Padre Jozo, cominciò a non aver più dubbi su quelle apparizioni, anzi iniziò a crederci fermamente. Nelle sue prediche iniziò a metterci più entusiasmo, la sua chiesa non era mai stata così piena, questo lo confortava e gli dava coraggio.

Prediche ascoltate, però, anche dalla polizia, che non gli perdonava di aver detto:“Quarant’anni di deserto!” A cosa si riferiva Padre Jozo? Ai quarant’anni da quando Tito ha preso il potere? Come poteva paragonare la rivoluzione socialista al deserto! Per queste parole dette, Padre Jozo fu arrestato e gli furono confiscate tutte le elemosine della parrocchia.

Il parroco, si giustificò al processo dicendo che si riferiva al popolo ebraico, quando diceva “Quarant’anni di deserto”, Questo non bastò a far si che Padre Jozo fosse condannato a ben tre anni e mezzo di carcere. Verrà liberato, anticipatamente, dopo un anno e mezzo, grazie alle oltre 40.000 lettere scritte al presidente della repubblica jugoslava dai lettori del settimanale Il Sabato.

Questo è il resoconto dei primi dieci giorni delle apparizioni, desunte dalle interviste e dai racconti, che nel corso degli anni i veggenti hanno fatto.

 

Oggi Marija, ha avuto la consueta apparizione mensile, la Madonna le ha consegnato il seguente messaggio:

“Cari figli! Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza. La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene. Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

Solo alcuni spunti di riflessione:

La Madonna in questo messaggio vuole quasi anticipare o prepararci alla grande festa della Pentecoste, ricordandoci di pregare lo Spirito Santo. Anche nel messaggio del 2 Aprile, prima della Pasqua, parlando della Resurrezione di Gesù, voleva aprire il nostro cuore al grande mistero della fede, quasi a voler scandire i tempi liturgici. Con la sua natura umana, comprende, capisce le nostre preoccupazioni di questo tempo. Le nostre ansie, le nostre angosce di questo mondo votato sempre più al relativismo, senza speranza di un futuro, pieno di odio, di sofferenze. Ci supplica a pregare lo Spirito Santo, che ci dia la forza, il coraggio di combattere il maligno, che in questi tempi sembra essere dotato di energia particolare. Ma non ci lascia soli in questa lotta, perché dice “Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù”. Una grande consolazione, per non sentirci abbandonati in questa lotta difficile ma necessaria per la salvezza nostra e del mondo.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Roberto Lauri

 

Il Messaggio di Maria a Medjugorje «Accogliete tutti» su La Croce – Quotidiano 3 Aprile 2015

Il Messaggio di Maria a Medjugorje «Accogliete tutti»

La Croce – Quotidiano 3 Aprile 2015

 

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Mirjana insieme a Ivanka, sono state le prime veggenti alle quali la Vergine è apparsa, in quel pomeriggio del 24 giugno 1981 a Biakovici , una delle quattro frazioni che formano il villaggio di Medjugorje. Le due giovani ragazze, Ivanka (15 anni) e Mirjana sedicenne, erano andate in quella piccola frazione dalla città, dove le loro rispettive famiglie possedevano una casa, per passare le vacanze scolastiche.

Non esiste un vero resoconto ufficiale dell’inizio delle apparizioni avvenute a Medjugorje. Dai racconti e dalle interviste fatte ai veggenti, emergono però, alcuni fatti e da questi si può tracciare una breve storia di quei primi due giorni, nei quali, ha avuto inizio la manifestazione della Vergine Maria.

Mirjana e Ivanka stavano passeggiano ai piedi di una collina, chiamata Podbrdo, in una giornata cupa, con un cielo carico di nubi, quando Ivanka, indicando un luogo, disse: “È la Gospa!” Parola che in croato definisce la Madonna. Mirjana incredula, senza neanche porgere uno sguardo, con voce decisa le rispose : “Non può essere la Gospa!” . Ivanka aveva visto sulla collina, una figura luminosa, distante da loro 200 metri era una immagine di donna , che posava i piedi su una piccola nube.

Iniziano cosi quelle apparizioni, della Madre di nostro Signore Gesù, in un piccolissimo villaggio di provincia di quella, che allora, era la nazione Jugoslava, apparizioni che avvengono ancora oggi dopo oltre trenta anni.

Ivanka da due mesi era rimasta orfana di madre e in quel tempo, aveva un fidanzamento con un giovane del posto, che già sognava di sposare, decisa a fare presto, sia la moglie che la madre. Gli studi non le interessavano e voleva sposarsi quanto prima, Mirjana, invece, amava studiare ed era decisa a proseguire gli studi all’università di Sarajevo, nella facoltà di Agraria.

Dopo quella visione, entrambe furono prese da un grande spavento e correndo rientrarono al villaggio. Era molta la paura per quello che stava accadendo, forse troppa, ma c’era anche, una forte attrazione per quel luogo dove stavano succedendo cose misteriose e stupefacenti. Subito dopo però, hanno avuto una strana e forte attrazione per quel posto, misto ad una grandissima paura, quella visione le aveva, più che turbate, sconvolte. Così , poco dopo, verso le 18,30, incontrarono Milka, una giovane pastorella di 14 anni, che disse alle due amiche “Venite ad aiutarmi a radunare il mio gregge” Cosi tutte arrampicarono di nuovo sul quella pietraia che conduce alla vetta della collina e vicino ad un piccolo arbusto, tutte e tre, ebbero la visione di una figura di donna.

In quel preciso momento arrivò la amica comune, Vicka, una giovane di 16 anni, inseparabile compagna di Ivanka e di Mirjana, durante le vacanze estive. Il giorno precedente, le tre ragazze si erano date appuntamento per fare una passeggiata, ma Vicka che era andata a Mostar per un esame di riparazione, non aveva rispettato l’ora che avevano stabilito. Infatti stanca per la prova di matematica e per il lungo viaggio in autobus, si era addormentata in casa e non era andata all’appuntamento concordato con le sue amiche. Ivanka e Mirjana fecero cenno a Vicka “Guarda lassù…. La Gospa!”.

Vicka incuriosita, ma allo stesso tempo irritata, infastidita per quella che credeva essere uno scherzo di cattivo gusto, poiché non si poteva prendere in giro la Madonna. Con un gesto rapido si tolse i sandali e scappò via, indispettita.

Lungo la strada incontrò due suoi amici, Ivan Dragicevic (16 anni) e Ivan Ivankovic, (ventenne), insieme raggiunsero le ragazze che stavano ancora avendo quella strana visione. Ivan, arrivato per primo, fu subito colto da una grande paura e scappò via di corsa, rovesciando il sacco di mele che aveva con se. Anche l’altro Ivan rimase profondamente turbato e come il suo amico, fuggì via velocemente.

Rimase solo Vicka, che sbalordita, guardava e contemplava quella figura umana luminescente. Intravedeva una bellissima donna, giovane, che sembra avere un bambino in braccio. Quella figura fece come un cenno alle ragazze di avvicinarsi, ma nessuna delle quattro riesci a farlo, il timore, lo stupore, le resero immobili, pietrificate come statue. Questa è la prima di una serie di apparizioni, che nei giorni successivi si verificheranno. Il gruppo definitivo dei veggenti, però, non si era ancora formato. Le ragazze una volta tornate in paese , raccontarono ai loro amici di quella strana e paurosa avventura, con dovizia di particolari descrivendo quella figura intravista, la sua luminescenza, il bambino che teneva in braccio, lo raccontano con agitazione perché la visione di quella donna le aveva sconvolte. Una strana, curiosa ma paurosa storia da raccontare agli amici, che però ravviva quelle noiose, sempre uguali, calde giornate di vacanze scolastiche.

I primi veggenti con una sorta di speranza, mista a tanto timore dicevano tra di loro “Se era veramente la Gospa, può anche tornare di nuovo”. Marija, sorella di Milka la giovane pastorella, prendeva in giro le amiche, si burlava di loro, però era presa da quella tipica curiosità dei ragazzi e diceva alla sua amica Vicka “Se domani ci vai, chiamami, voglio venire anch’io”. Una frase detta con sfida, curiosità ma anche con paura, però non voleva mancare a quella che sembrava essere un’occasione veramente unica. Un’avventura, paurosa certamente, della quale però si sarebbe vantata con gli amici, una grande occasione che Marija non voleva lasciarsi sfuggire.

Il giorno successivo, le tre inseparabili amiche, Ivanka, Mirjana e Vicka, ritornano sulla collina, nel medesimo posto, la Gospa nuovamente apparve. La videro, era una figura luminosa, sospesa nell’aria, che posa i piedi su una nuvola, aveva il capo coronato da stelle. Questa volta, però, quello che provano è diverso, le invade uno strano senso di pace, di amore , sentono una profonda serenità, non temono più quella persona che appare loro, anzi, si sentono attratte da lei.

Vicka che voleva mantenere la promessa fatta, il giorno precedente, alla sua amica Marija corse a chiamarla. Anche Milka, la sorellina, che il giorno prima era stata presente all’apparizione, sarebbe voluta andare, ma la madre non glielo permise, deve occuparsi del gregge. Marija, invece, doveva preparare la cena, ma aveva ancora tutto il tempo che le necessitava e per lei il permesso di andare fu accordato.

Il piccolo Jakov Colo, che aveva solo 10 anni, presente in quel momento a casa di Mirjana, incuriosito da ciò che dicevano le sue amiche più grandi, si aggregò al gruppo, che nuovamente si inerpicò sulla collina. Correvano velocemente, verso il luogo dove Vicka aveva lasciato le sue amiche e lungo la strada incontrarono anche Ivan, che era salito per un altro sentiero. Il gruppo definitivo dei veggenti si è così formato e tutti insieme videro la Madonna. La figura che si presentava loro aveva un aspetto semplice, sembrava irradiasse un grande amore, lo si poteva percepisce nel profondo del proprio cuore. Aveva un vestito luminoso, color argento, i capelli corvini e ondulati che si intravedevano sotto il velo bianco che indossava. Sul capo aveva una corona di 12 stelle, due meravigliosi occhi azzurri che guardavano, con affetto di madre, quei ragazzi impietriti. Ivanka, in quel momento, con un grande sforzo ebbe il coraggio di dire a quella donna: “ La mia mamma è morta, dove si trova ora?”. Le rispose la Madonna con una voce dolce, tenera, quasi musicale “È felice, è con me”.

Tutto è iniziato così, con questi ricordi fatti di racconti e di interviste, che negli anni successivi a quegli avvenimenti sono stati fatti dai diversi veggenti. Inizia, così, in maniera semplice, dolce, delicata, che sembra quasi una favola, ma che favola non è. Maria ha scelto i suoi semplici e giovani testimoni, che saranno il suo tramite tra il cielo e la terra, ambasciatori dei suoi messaggi che dona al mondo.

Mirjana Dragicevic Soldo è nata il 18 marzo 1965 a Sarajevo da Jonico, radiologo ospedaliero e da Milena, operaia ed ha un fratello minore, Miroslav.

Ha avuto le apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 fino al 25 dicembre 1982, quando la Madonna le ha comunicato il decimo e ultimo dei segreti che riguardano il futuro dell’umanità. Durante la sua ultima apparizione quotidiana, la Madonna le ha promesso che le sarebbe apparsa il 18 marzo di ogni anno, così è accaduto dal 1983. Ma a queste apparizioni, dal 2 agosto 1987, se ne sono aggiunte altre, ogni due del mese. Dal 2 gennaio 1997, tale esperienza non è più esclusivamente privata ma l’apparizione è pubblica.

Il 18 marzo è il giorno in cui è nata Mirjana, ma come lei stessa afferma, è una data che non ha nulla a che vedere con il suo compleanno, dice infatti: “Questa bellissima giornata della venuta della Madonna sulla terra, non è perché è il mio compleanno, per la Madonna è come se fosse il compleanno di ognuno di voi. Quando cominceranno a rivelarsi le cose per le quali è venuta, capirete perché ha scelto il 18 marzo”

Il perché della scelta del 18 Marzo, non ha ad oggi una vera spiegazione, anche se alcuni, si sono spinti ad affermare, che questa data è quella del giorno del’Annunciazione, che quindi potrebbe essere avvenuta il 18 Marzo e non il giorno 25, data che da secoli la Chiesa festeggia. Che Maria, a Medjugorje, sposti le date degli eventi a lei riferiti, del resto è cosa nota, già in altra occasione i veggenti hanno affermato, che la Vergine stessa abbia fissato la data della sua nascita il giorno 5 Agosto, data diversa da quella che la Chiesta festeggia per la natività della Madonna, l’8 di Settembre.

Mirjana si è sposata il 16 settembre 1989 con Marco Soldo, nipote di padre Slavko. Ha avuto due figlie: Marija, nata nel 1990, e Veronika, più piccola nata nel 1994. Abita a Medjugorje e fa la mamma a tempo pieno, il marito è un intermediatore commerciale tra aziende croate e società estere. L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è per i non credenti, come li definisce la Madonna “Per coloro che non conoscono l’amore di Dio”.

Il messaggio del 2 Aprile che la Madonna ha dato alla veggente Mirjana è il seguente::

“ Cari figli, ho scelto voi, miei apostoli, perché ognuno di voi porta dentro di sé qualcosa di bello. Voi potete aiutarmi affinché l’amore per il quale mio Figlio è morto e poi risorto nuovamente vinca. Perciò vi invito, apostoli miei, affinché in ogni creatura di Dio, in tutti i miei figli, possiate trovare quello che c’è di buono e proviate a comprenderli. Figli miei, tutti voi siete fratelli e sorelle per mezzo dello stesso Spirito Santo. Voi colmi di amore verso il mio Figlio, potete dire a tutti coloro che non hanno conosciuto questo amore, quello che sapete. Voi siete figli miei, voi avete conosciuto l’amore di mio Figlio, avete compreso la sua Resurrezione. Voi con gioia volgete i vostri occhi verso di Lui. Mio desiderio materno è che tutti i miei figli siano uniti nell’amore verso Gesù. Perciò vi invito, apostoli miei, che con gioia viviate l’Eucaristia, perché attraverso l’Eucaristia mio Figlio vi si dona sempre, nuovamente, e con il suo esempio vi mostra l’amore e il sacrificio verso il prossimo. Vi ringrazio” (Traduzione temporanea)

Mirjana ha detto che la Madonna era molto determinata nella sua intenzione di aiutarci.

Solo alcuni spunti di riflessione:

La Madonna, in questo messaggio ci invita ad essere apostoli dell’Amore di suo Figlio “ Cari figli, ho scelto voi, miei apostoli,” Il termine apostolo è una traslitterazione dal greco “apóstolos” letteralmente significa inviato. Anche nel messaggio del 2 di Marzo, alla stessa veggente Mirjana, aveva affermato “ Voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei” Di nuovo, con forza, Maria ci spinge ad essere annunciatori dell’Amore di Gesù. Perché quell’Amore per “Il quale mio Figlio è morto e poi risorto nuovamente vinca”. Essere apostoli, ambasciatori, testimoni, perché “Voi siete figli miei, avete conosciuto l’amore di mio Figlio, avete compreso la sua Resurrezione” Un annuncio della Pasqua che è imminente, quella Pasqua che è la speranza vera ed ultima di ogni cristiano.

 

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Roberto Lauri