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La mia vocazione è nata a Medjugorje

Grande sorpresa ha destato nel mondo economico austriaco la rinuncia a un’eredità miliardaria da parte di un giovane figlio di nobile famiglia. Georg Mayr Melnhof, di Salisburgo, 27 anni, nono di dieci figli, laureato a Vienna, dopo aver assunto la guida dell’azienda paterna all’inizio del 1995, ha deciso in settembre di entrare in seminario. “Le cose sono andate così -riferiamo succintamente un’intervista del giovane-.

Mi ero recato a Medjugorje più volte dal 1982, ma solo nel 1987 ho avuto la mia vera conversione. Guarito dopo mesi di malattia, in cui ho avuto modo di riflettere sul messaggio, nonostante la mia paura a stare con la gente, sono stato chiamato a guidare a Medjugorje un gruppo di giovani nella Pasqua di quell’anno. Un tuffo nel vuoto, ma lì è iniziata la mia nuova vita. In un mattino del 6 settembre dello stesso anno, di nuovo pellegrino a Medjugorje, sono stato colpito da un passo della Bibbia: Nessuno potrà mai essere mio discepolo se non rinuncerà a tutti i suoi beni (Lc 14,33). E nella Messa ascoltata subito dopo in lingua tedesca, una voce intensissima mi diceva di seguire quella chiamata. Tornato a casa, comunicai a mia madre il desiderio di diventare sacerdote ed ella mi disse:”Preghiamo un anno per questa questa tua decisione”; e così la mia vocazione venne trascurata e vissi per sei anni ancora la mia vecchia vita: studiai economia e non mi pento di averlo fatto. Ma quest’anno a luglio ho capito con chiarezza che a Medjugorje nell’89 ero stato veramente chiamato. La mia vocazione era nata da Maria.

Come ha reagito la famiglia?

Mia madre non si meravigliò, perché da tempo era convinta della mia chiamata. E quando lo scorso anno decisi di prendere in mano l’azienda di famiglia, rimase stupita. Questo me lo ha detto soltanto in un secondo momento. Accettò questa decisione nel silenzio e accompagnandola con le sue preghiere. Poi ebbe la conferma di quello che aveva sempre capito. Mio padre invece ebbe difficoltà ad accettare la mia decisione, soprattutto perché ero l’unico dei figli maschi a cui poter affidare l’azienda. Ma sento ora che egli percepisce sempre di più la benedizione di questa mia scelta ed egli non desidera altro che i figli seguano la loro strada per essere soddisfatti e felici.

Come si trova ora in seminario?

Sono molto entusiasta dell’atmosfera che si respira nel seminario di Salisburgo. Qui parte dei giovani conosce molto bene Medjugorje Per noi il Rosario è qualcosa di naturale ed anche l’adorazione eucaristica. Cerchiamo di vivere i messaggi di Maria. Non devo difendere Medjugorje nel seminario! Quest’anno ad esempio andiamo per fine anno a Medjugorje e per me non è stato difficile metter fuori un avviso e invitare anche gli altri seminaristi a partecipare al pellegrinaggio. Non ho incontrato nessuno che abbia detto: per amor del cielo! Ora abbiamo anche qualcuno che è entusiasta di Medjugorje Constato che le persone riconoscono i frutti positivi che ne derivano e che entrano anche in seminario. E’ una grande benedizione. Purtroppo non è così in tutti i seminari austriaci.

Quali sono i suoi piani in futuro?

Terminare gli studi al più presto possibile, ma anche soddisfare la volontà di Dio e fare molto di più. Tante persone legate a Medjugorje mi chiedono di dare degli impulsi sotto forma di relazioni e serate di preghiera…Vi sono pochi sacerdoti che sostengono pienamente i messaggi di Medjugorje C’è ancora paura e molti aspettano che Medjugorje venga approvata dalla Chiesa. Per me una cosa è chiara: Medjugorje cambia profondamente le persone…

Lei ritiene che i sacerdoti mariani siano importanti oggi?

Maria afferma: i sacerdoti sono i miei amati figli. Capisco ora perché Maria esorta tutti a pregare per i sacerdoti, perché essi vengono oggigiorno attaccati violentemente. Molti sacerdoti hanno difficoltà notevoli con Maria, ma poi penso: cos’è un sacerdote senza Maria? senza quel profondo legame con Lei? Anche la scelta di una vita in cui vige il celibato, sarà per me più facile grazie al mio profondo legame con Maria. E riguardo al futuro della Chiesa? Nutro grandi speranze. I tempi più difficili nella storia della Chiesa sono stati sempre i momenti di maggior gloria e benedizione. Questo lo vediamo quando apriamo gli occhi al bene. Riconosciamo che il Signore nei momenti difficili interviene come mai in altri tempi, sia attraverso Medjugorje, sia attraverso movimenti di rinnovamento.

Pensiamo solo a ciò che accade in Francia con le giovani comunità: si tratta veramente di una grande gioia ed è per questo che nutro grandi speranze per il futuro della Chiesa, perché essa poggia sulla roccia e la parola di Dio dura in eterno. Il Signore dice: non preoccupatevi, anche riguardo alla Chiesa. Vi sono tante cose da fare, tante cose belle; ed è veramente un peccato pensare solo alle cose brutte.

Il Cardinal Pietro Parolin, riguardo a Medjugorje

Lunedì 30 ottobre 2017, dopo il Rito di benedizione del grande salone della Università Cattolica di Zagabria, il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha tenuto una Conferenza Stampa nel corso della quale ha risposto anche ad una domanda legata a Medjugorje. Secondo quanto riportato dall’Agenzia di Stampa IKA, il Cardinale ha detto al riguardo:

“Ieri, mentre venivo in Croazia con un volo Roma – Spalato, ho incontrato un folto gruppo di pellegrini diretti a Medjugorje dall’Argentina. Poco tempo fa ho parlato con persone che testimoniavano il fatto che c’è un grande interesse per Medjugorje. A quanto so, quest’estate là si è svolto anche un grande raduno di giovani. Voi sapete che era stata istituita una Commissione il cui scopo era quello di studiare il fenomeno. La Commissione ha poi consegnato le sue conclusioni nelle mani del Santo Padre. Naturalmente, accanto alla questione relativa alla valutazione circa il carattere soprannaturale degli eventi di Medjugorje, c’è anche tutta quella che concerne la cura pastorale sul posto, ed è questo ciò che al momento ci interessa di più, perché sono molte le persone che si recano in pellegrinaggio in quel luogo. Il desiderio della Santa Sede è dunque quello di aiutare a regolare quel fenomeno, in modo che i fedeli che là si recano possano meditare meglio la Parola di Dio, celebrare i Sacramenti e vivere un’autentica esperienza di fede. Proprio a tal fine non molto tempo fa è stato a Medjugorje Mons. Hoser, che ha avuto il compito di raccogliere informazioni e riferire alla Santa Sede sullo stato delle cose, ma, lo ribadisco, al fine di rispondere alle sfide concernenti la cura pastorale. Tutto ciò per poter poi valutare quale passo successivo compiere in tal senso”.

Messaggio dato a Mirjana il 2 Novembre 2017.

Messaggio dato a Mirjana il 2 Novembre 2017.

Cari figli,
guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione che però nessuno gli offre. Vedo anche coloro che fanno del male: perché non hanno un buon esempio, perché non hanno conosciuto mio Figlio, il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, la forza che regge questo mondo.
I peccati sono molti, però c’è anche l’amore! Mio figlio vi manda a Me, la madre, affinché vi insegni ad amare ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli. Lui desidera aiutarvi. Apostoli del mio amore, basta un vivo desiderio della fede e dell’amore perché mio Figlio vi accetti: però dovete essere degni, avere buona volontà e cuori aperti. Mio Figlio entra nei cuori aperti. Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio, Dio nato da Dio, cosicché comprendiate la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno. Lui ha preso su di sé i vostri peccati, ha ottenuto la redenzione per voi ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri. Mio Figlio è amore. Lui ama tutti gli uomini senza distinzione, uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli. Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio, il Suo regno sarebbe già sulla terra, perciò apostoli del mio amore pregate, pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini, per poter essere esempio d’amore e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto. Non dimenticate mai che mio Figlio, uno e trino, vi ama. Pregate ed amate i vostri pastori. Vi ringrazio”

Messaggio dato a Marjia 25 ottobre 2017.

“Cari figli!
In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I santi vi siano modello ed esortazione alla santità, Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Messaggio del 2 ottobre 2017 a Mirjana

Messaggio del 2 ottobre 2017 a Mirjana

Cari figli,
vi parlo come Madre, con parole semplici ma piene d’amore e preoccupazione, che mi sono state affidate da mio Figlio. È Lui che, dall’eterno presente, vi parla con parole di vita e semina l’amore nei cuori aperti. Per questa ragione vi prego, apostoli del mio amore, abbiate cuori aperti, sempre pronti alla misericordia ed al perdono. Per mio Figlio, perdonate sempre il prossimo perché così avrete la pace. Figli miei, preoccupatevi per la vostra anima perché è l’unica cosa che vi appartiene realmente. Vi dimenticate dell’importanza della famiglia. La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore ma luogo di comprensione e tenerezza. Le famiglie che provano a vivere secondo mio Figlio, vivono in amore reciproco. Quando mio Figlio era ancora piccolo, mi diceva che tutti gli uomini sono suoi fratelli: perciò ricordate, apostoli del mio amore, che tutti gli uomini che incontrate sono famiglia, fratelli per mio Figlio. Figli miei, non perdete tempo preoccupandovi per il futuro ma che il vostro unico pensiero sia come vivere bene ogni momento secondo mio Figlio. Così avrete la pace. Figli miei, non dimenticate mai di pregare per i vostri pastori. Pregate perché possano accettare tutti gli uomini come propri figli e secondo mio Figlio, siano padri spirituali. Vi ringrazio.

Messaggio dato a Marjia il 25 settembre 2017.

Messaggio dato a Marjia il 25 settembre 2017.

“Cari figli!
Oggi vi invito ad essere generosi nella rinuncia, nel digiuno e nella preghiera per tutti coloro che sono nella prova, e sono vostri fratelli e sorelle. In modo particolare vi chiedo di pregare per i sacerdoti e tutti i consacrati affinché con più ardore amino Gesù, affinché lo Spirito Santo riempia i loro cuori con la gioia, affinché testimonino il Cielo e i misteri celesti. Molte anime sono nel peccato perché non ci sono coloro che si sacrificano e pregano per la loro conversione. Io sono con voi e prego per voi perché i vostri cuori siano riempiti di gioia.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Don Mario Lukes: a Medjugorje ho riconosciuto la mia vocazione

Don Mario Lukes: “È a Medjugorje che ho riconosciuto la mia vocazione, ed è grazie alla Madonna e a questo luogo che ho potuto accoglierla”

Don Mario Lukes è attualmente cappellano nella Diocesi di Fulda in Germania, e precisamente nella città di Hanau. È nato a Žepča ma vive in Germania dal 1995. Don Mario viene a Medjugorje ogni anno fin dal 2000 e, nel corso di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, ha detto quanto segue:

“È la prima volta che vengo al Festival dei Giovani da sacerdote. Ho portato qui un gruppo di tredici ragazzi impegnati a seguire i giovani e i ministranti della mia Diocesi. Sono rimasti entusiasti delle catechesi di P. Jacques Philippe della Comunità delle Beatitudini e delle testimonianze della Comunità Cenacolo. Sono stati particolarmente toccati da quella di suor Jennifer. Tutto questo sta portando a un cambiamento delle loro vite, a una conversione provocata dalla grazia di Dio, che qui è all’opera”. Don Marco ci ha poi testimoniato che la sua vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje:

“Sono legato a Medjugorje. Tempo fa ci venivo anche con la Comunità “Totus Tuus”, che è molto conosciuta qui. La mia prima volta, però, risale al 1994, quando sono venuto qui accompagnato dai miei genitori. Anche la mia vocazione è legata a questo luogo. Conseguita la Maturità, sono venuto qui per alcuni anni con la Comunità “Totus tuus”. Ed è in quel periodo che ho scoperto la mia vocazione, che mi son chiesto cosa Dio volesse da me. Grazie alla riflessione, alla preghiera ed ai vari pellegrinaggi, ho poi scoperto le tracce di Dio nella mia vita e ho riconosciuto che egli mi stava chiamando a diventare sacerdote. La decisione definitiva l’ho presa in uno di quegli anni, pregando il Rosario sul Podbrdo durante un pellegrinaggio. Due anni fa sono stato ordinato sacerdote nella Diocesi di Fulda, ed ho celebrato una Prima Messa anche a Žepče, il mio paese natale.

Diffondiamo la pace e l’amore a cui ci invita la Madonna. Il modo migliore per farlo è attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Per questo Medjugorje è il confessionale del mondo, perché è da qui che questo messaggio di pace e di amore viene diffuso. Ed i segni di tale diffusione sono riconoscibili in tutto il mondo. In Germania incontro spesso persone che sono venute a Medjugorje, si sono convertite qui e stanno portando avanti questo messaggio nel mondo. Medjugorje opera. È un grande dono di Dio per questo mondo ed un segno che l’amore trionferà”

Testimonianza di Silvia

Mi chiamo Silvia, ho 21 anni e sono di Padova. Il 4 ottobre 2004 all’età di 16 anni mi sono ritrovata, nel giro di pochi giorni, a non poter camminare più e ad esserecostretta a rimanere in carrozzina. Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare. Sono figlia unica, avevo una vita normale, nessuno si aspettava di dover passare momenti così duri e dolorosi. I miei genitori hanno sempre pregato e chiesto l’aiuto della Madonna affinché non ci lasciasse soli in questa dolorosa prova.Nei mesi successivi però sono peggiorata, ho perso peso e sono iniziate delle crisi simil-epilettiche. Verso gennaio mia madre ha contattato un sacerdote che seguiva un gruppo di preghiera molto devoto alla Madonna, e ogni venerdì andavamo tutti e tre al Rosario, Messa e Adorazione. Una sera poco prima di Pasqua, finita la funzione, si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje, ne aveva solo una, ma in quel momento riteneva che io ne avessi più bisogno di lei. L’ho presa e appena sono tornata a casa l’ho messa al collo. Passate le vacanze ho telefonato al preside della mia scuola e mi sono fatta dare i programmi della classe che frequentavo, la terza liceo scientifico e nei mesi di aprile e maggio ho studiato. Nel mese di maggio, intanto, i miei genitori, hanno iniziato a portarmi ogni giorno al Rosario e alla S.Messa. All’inizio lo sentivo come un obbligo, ma poi ho iniziato a desiderare anch’io di andarci perché quando ero li e pregavo trovavo un po’ di conforto alla tensione provocata dal fatto di non poter fare le cose come gli altri miei coetanei.

Nella prima metà di giugno ho sostenuto degli esami a scuola, li ho passati e lunedì 20 giugno quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e dopo tre giorni ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre! Sono arrivata la mattina di venerdì 24 giugno 2005; durante la giornata abbiamo seguito tutte le funzioni e abbiamo avuto l’incontro con il veggente Ivan, lo stesso che più tardi avrebbe avuto l’apparizione sul monte Podbrodo. Alla sera quando mi è stato chiesto se volevo andare anch’io sul monte, ho rifiutato spiegando che la carrozzina su un monte non può salire e non volevo disturbare gli altri pellegrini. Mi hanno detto che non c’erano problemi e che avrebbero fatto a turno, cosìabbiamo lasciato la carrozzina ai piedi del monte e mi hanno preso in braccio per portarmi fino in cima. Era pieno di gente, ma siamo riusciti a passare.

Arrivati vicino alla statua della Madonna, mi hanno fatto sedere e ho iniziato a pregare. Ricordo che non pregavo per me, non ho mai chiesto la grazia di poter camminare perché mi sembrava una cosa impossibile. Pregavo per gli altri, per le persone che in quel momento si trovavano nel dolore. Ricordo che quelle due ore di preghiera sono volate via; preghiera che ho fatto veramente con il cuore. Poco prima dell’apparizione, il mio capogruppo seduto di fianco a me mi ha detto di chiedere tutto ciò che volevo alla Madonna, Lei sarebbe scesa dal Cielo sulla terra, sarebbe stata li, davanti a noi e avrebbe ascoltato tutti in modo uguale. Ho chiesto allora di avere la forza per poter accettare la carrozzina, avevo 17 anni e un futuro in carrozzina mi ha sempre spaventato tantissimo. Prima delle 22.00 ci sono stati dieci minuti di silenzio, e io mentre pregavo ero attratta da una chiazza di luce che vedevo alla mia sinistra. Era una luce bella, riposante, tenue; a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione. Intorno a me c’erano tante altre persone, ma in quei momenti era tutto buio, c’era solo quella luce, che quasi mi intimoriva e più di una volta ho tolto lo sguardo, ma poi con la coda dell’occhio mi era inevitabile vedere. Finita l’apparizione al veggente Ivan, la luce svanì. Dopo la traduzione in italiano del messaggio della Madonna, due persone del mio gruppo mi hanno preso per portarmi giù e sono caduta all’indietro, come svenuta. Sono caduta sbattendo la testa, il collo e la schiena su quelle pietre e non mi sono fatta il minimo graffio. Ricordo che era come se fossi stata su un materasso morbido, accogliente, non su quelle pietre dure e spigolose.Sentivo una voce dolcissima che mi tranquillizzava, mi calmava come coccolandomi. Subito hanno iniziato a gettarmi dell’acqua e mi hanno riferito che si sono fermati delle persone e alcuni medici che hanno provato a sentirmi il polso e il respiro, ma niente, non c’erano cenni di vita. Dopo cinque – dieci minuti ho aperto gli occhi, ho visto mio padre piangere, però per la prima volta dopo 9 mesi ho sentito le mie gambe e così scoppiando in un pianto ho detto tremando: “Sono guarita , cammino!” Mi sono alzata come se fosse la cosa più naturale; subito mi hanno aiutato per scendere dal monte perché ero agitatissima e temevano che mi facessi male, ma arrivata ai piedi del Podbrodo quando mi hanno avvicinato la carrozzina, l’ho rifiutata e da quel momento ho iniziato a camminare. Alle 5.00 del mattino seguente stavo scalando il Krizevac da sola con le mie gambe.

I primi giorni che camminavo avevo i muscoli delle gambe indeboliti e atrofizzati dalla paralisi, ma non avevo paura di cadere perché mi sentivo sorretta da fili invisibili alle spalle. Non ero andata a Medugorje in carrozzina pensando di poter tornare con le mie gambe. Era la prima volta che ci andavo, è stato bellissimo non solo per la Grazia che ho ricevuto, ma per l’atmosfera di pace, calma, serenità e grandissima gioia che lì si respira. All’inizio non facevo mai testimonianze perché ero molto più timida di adesso e poi avevo numerose crisi simil-epilettiche durante la giornata, tanto che a settembre 2005 non avevo potuto riprendere a frequentare la quarta liceo. A fine febbraio 2006 era venuto padre Ljubo a tenere un incontro di preghiera a Piossasco (TO) e mi avevano chiesto di andare a fare testimonianza. Ho un po’ tentennato, ma alla fine sono andata; ho reso testimonianza e ho pregato il S.Rosario. Prima che andassi via padre Ljubo mi ha benedetto e ha pregato qualche istante sopra di me; da lì a pochi giorni sono completamente scomparse tutte le crisi. La mia vita ora è cambiata e non soltanto perché sono fisicamente guarita. Per me la Grazia più grande è stata quella di scoprire la Fede e sapere quanto amore Gesù e la Madonna hanno per ciascuno di noi. Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro che va costantemente alimentato con la preghiera e l’Eucarestia. Qualche vento poi potrà soffiarci ma se è ben alimentato, questo fuoco non si spegne e ringrazio infinitamente Dio per questo immenso dono! Ora nella mia famiglia ogni problema lo affrontiamo con la forza del Rosario che preghiamo ogni giorno tutti e tre insieme. In casa siamo più sereni, felici perché sappiamo che ogni cosa è secondo la volontà di Dio, del quale abbiamo piena fiducia e siamo estremamente contenti che Lui e la Madonna ci guidino. Con questa testimonianza io voglio rendere grazie e lode alla Madonna e Gesù anche per la conversione spirituale avvenuta nella mia famiglia e per il senso di pace e gioia che Loro ci donano. Vi auguro di cuore che ognuno di voi senta l’amore della Madonna e di Gesù perché per me è la cosa più bella e importante della vita.

4° Seminario nazionale AIASM

“IL TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO E’ IN CRISTO: Profezia di FATIMA”

 

4° Seminario nazionale accompagnatori di pellegrinaggi mariani e organizzatori di gruppi di preghiera e di carità

24– 26 novembre 2017

FRATERNA DOMUS – Roma

PROGRAMMA:

VENERDI’ 24 novembre

ore 11:00 – Presidente Aiasm: presentazione del seminario;

ore  11,15 Saluto di Padre Dragan Ruzic.

ore 12:00 ANGELUS e CANTI

ore 12:30 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 Coroncina della Divina Misericordia

ore 15:00 relatore: Mons. Giuseppe Magrin Tema:” Il perché della scelta e dei luoghi delle apparizioni mariane”.

ore 16:00 – 16:30 pausa caffè

ore 16:00 risposte e domande

ore 17:00-18:00 Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 18:00 Rosario e canti.

ore 18:30 Santa Messa. Presiede Cardinale Re Giovan Battista

ore 20:00 Cena

ore 21.30 – (Presentazione Don Alberto Paccini, Rettore Basilica Santa                             Anastasia Roma )

Segue Adorazione notturna

 

SABATO 25 novembre

 

ore 7:00 – 7:30 Adorazione Eucaristica

ore 7:30 – 8:00 Lodi e

ore 8:00 – 8:45 Colazione

ore 9:00Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI

(Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “ La devozione a Maria: Perché ? “

ore 10:30 – 11:30 pausa caffè

ore 11:30 – 12:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 12:00 ANGELUS, Per l’ Omelia della Santa Messa.

Presiede Cardinale Angelo Comastri: Conversioni “Mariane “

concelebra Mons Giuseppe Magrin

ore 13,20 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 foto di gruppo

ore 15:00- Coroncina della Divina Misericordia

ore 15.30 Padre Sergio Gaspari con contributo del Prof. Giuseppe Lipari, Teologo. (Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “Le apparizioni Mariane, sono nel progetto di Dio per le emergenze della società e della chiesa.”

ore 16:30 – 17:00 pausa caffè

ore 17:00 – 18:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 18:00 –  Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 19:00 Riflessioni sul seminario. Conclusioni di p. Dragan Ruzic.

ore 19:30 Rosario e Canti.

ore 20:00 Cena

ore 21:00 – 21:30  Ringraziamento Eucaristico in ascolto dell’Ospite.

Segue Adorazione notturna

ore 21.30 LA NOSTRA IDENTITA’

Sessione riservata agli iscritti all’associazione AIASM. (L’ingresso in sala è consentito solo ai soci in regola con l’iscrizione e in possesso del tesserino 2017).

Ordine del giorno:

  1. Stato associazione;
  2. Proposte di modifiche dello statuto dell’associazione;
  3. Giornate di preghiera;
  4. Cooptazioni del direttivo;
  5. Varie ed eventuali.

Sarà presente Madre Rosaria Della Carità.

Saranno presenti per i canti e le musiche i musicisti del Divino Amore di Medjugorje.

DOMENICA 26 novembre 2017

ore 07:00 – colazione

ore 8:00 partenza per S. Pietro

ore 9:20 ritrovo davanti al cancello palazzo S. Uffizio (a fianco Basilica San Pietro)

ore 9:45 Lodi in latino con i capitolari nella Basilica di S. Pietro (facoltativo)

ore 10,30 – Santa Messa in Basilica San Pietro

ore 12,00 – Angelus, Benedizione e saluto di Papa Francesco.

Fine seminario

 

Per informazioni e iscrizioni mandare un’email a:

presidente@aiasm.it

segreteria@aiasm.it

www.aiasm.it

 

Messaggio del 2 settembre 2017

Messaggio del 2 settembre 2017

“Cari figli, chi potrebbe parlarvi meglio di me dell’amore e del dolore di mio Figlio? Ho vissuto con lui, ho patito con lui. Vivendo la vita terrena, ho provato il dolore, perché ero una madre. Mio Figlio amava i progetti e le opere del Padre Celeste, il vero Dio; e, come mi diceva, era venuto per redimervi. Io nascondevo il mio dolore per mezzo dell’amore. Invece voi, figli miei, voi avete diverse domande: non comprendete il dolore, non comprendete che, per mezzo dell’amore di Dio, dovete accettare il dolore e sopportarlo. Ogni essere umano, in maggior o minor misura, ne farà esperienza. Ma, con la pace nell’anima e in stato di grazia, una speranza esiste: è mio Figlio, Dio generato da Dio. Le sue parole sono il seme della vita eterna: seminate nelle anime buone, esse portano diversi frutti. Mio Figlio ha portato il dolore perché ha preso su di sé i vostri peccati. Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, voi che soffrite: sappiate che i vostri dolori diverranno luce e gloria. Figli miei, mentre patite un dolore, mentre soffrite, il Cielo entra in voi, e voi date a tutti attorno a voi un po’ di Cielo e molta speranza.
Vi ringrazio.”

Testimonianza di Mariano Fernando Polimeno

Ho vissuto un’esperienza indimenticabile toccando con lo spirito l’amore immenso di Maria e di nostro Signore. Da credente, poco praticante, da peccatore comune, ho fortemente voluto toccare il suolo sacro di Medjugore. Volevo farlo da tempo, esattamente dalla fine del 2012, un anno da dimenticare che ha cambiato la mia vita perchè sono stato operato alle corde vocali presso il san Raffaele….un intervento delicato ma grazie a Dio riuscito nonostante la mia voce sia cambiata….e così la mia vita nel suo essere.

Continuo ancora ad insegnare grazie alla mia forza di volontà e alla passione per l’insegnamento. Ma in quei momenti l’immagine di Gesù misericordioso e della Madonna mi sono state di conforto e sostegno.
Dopo l’intervento è scattato quel gran desiderio di Medjugorie…..sentivo di doverlo fare. Tre anni ho atteso….poi l’occasione buona e ci sono stato con degli  amici che ci vanno ormai da anni. Non ho chiesto nulla a Maria, solo il mio grazie.

Sentivo che era giunta l’ora di compiere questo viaggio. Non mi pentirò mai di averlo portato a termine. Benedetto sia il Signore e la sua grande Madre per quello che mi hanno fatto vivere e sentire in questi giorni di permanenza. Un benessere sin da subito, un senso di protezione mai provato prima, una pace interiore devastante. Non è semplice neanche per uno che con il lessico ci marcia tutti i giorni trovare le parole giuste per meglio far capire a voi, amici, quanto provato in termini di pace e amore. Nessuno mi parlava o era lì a condizionarmi su chissà quali storie….tutto accadeva da sé, spontaneamente nel silenzio della contemplazione. Sensazioni bellissime provate già al primo contatto con la statua della Madonna posta nella chiesa di san Giacomo, una Madonna incantevole, trascinante. Ti ponevi accanto a Lei e ne sentivi l’abbraccio….Lei ci chiama e Lei ci accoglie abbracciandoci e spogliandoci di ogni timore e paura. Poi le grandi camminate, per niente semplici da portare a termine ma fattibili con la forza della fede e con il sostegno della grande Madre….La camminata a piedi nudi che mi ha portato in cima alla collina delle apparizioni dove imperava la Vergine bianca che con grande amore accoglieva i suoi figli. E che dire dell’emozione provata aggrappandomi ai piedi del Cristo in croce, proprio lì a due passi dalla Madre. Lì non ho compreso più nulla, un abbraccio in totale silenzio, ad occhi chiusi………..

Ero aggrappato ai piedi del mio Gesù, Quello che spesso si dimentica di onorare nel rincorrere mete vane e inutili. Lì no, lì qualcosa mi chiamava a Lui, lì tolta ogni remora e paura me lo sono abbracciato stretto stretto sentendone tutta la protezione possibile. Sarei rimasto li aggrappato se non fosse che occorreva dare spazio anche agli altri figli. Credetemi amici miei una sensazione da provare. Poi la salita al monte della Croce, interminabile….e tanta meditazione, davvero tanta, inevitabile e spontanea. 

La farfalla poggiata sul mio piede, ha creato un bel pò di emozione. Eravamo giunti sulla collina ed eravamo impegnati nella recita del Rosario….quando questa farfalla ha cominciato a volteggiarmi attorno sino a posarsi sul piede, sostando per quasi tutto il Rosario….Ho visto dell’emozione attorno a me…..senonchè dopo ho chiesto la motivazione….e mi è stato detto che la farfalla in quel luogo sacro è la persona più cara scomparsa che trovandoti in uno stato di grazia viene a trovarti. Premetto che la sera prima sul sagrato della Chiesa di san Giacomo avevo superato un peso che da tempo mi portavo addosso, ossia la confessione. Questo sacramento che da oltre 40 avevo abbandonato…

 E voglio chiudere questa mia riflessione con la grande gioia di vivere tutto con migliaia di giovani provenienti da ogni dove, giovani che pregavano, cantavano e ballavano. I giovani che sanno divertirsi anche senza ricorrere a false chimere, che non necessitano di alcool o droghe, i giovani che sanno tendere la mano e sanno sorridere. E’ stato stupendo vivere tutto questo ed è inutile negare che si ritorna cambiati, di certo gioiosi e positivi ma anche con la consapevolezza che il difficile comincia ora perché ci si sente pronti alla battaglia per aiutare tutti coloro che da Dio si sono allontanati.

Un cuore triste non può vedere Dio, né sentire l’ala protettiva della Madonna….Bisogna reagire, combattere, pregare affinchè il male non prenda il sopravvento e bisogna farlo con la Preghiera, quotidianamente, occorre riportare il sorriso nei cuori di tutti perché solo in questo modo il mondo può tornare a sorridere. A distanza di giorni, tornato nella mia Gallipoli, in Puglia, continuo ad avvertire quella sensazione meravigliosa di abbraccio materno disceso dall’alto e il mio cuore ancora gioioso, una gioia incomparabile che mi fa quasi camminare sollevato da terra. Ci si sente sereni, vogliosi di dare amore, trasmettere positività e chiunque mi incontri vede nei miei occhi una luce nuova e rimane attratto dal mio dire. Sono andato a Medjugorie non per chiedere miracoli o chissà che ma solo per ringraziare e ricevere forza, rinvigorire la mia fede e ne sono uscito piacevolmente sconvolto con tanta voglia di ritornare. Cosa aggiungere se non la preghiera che Iddio e la Mamma di tutti ci aiuti in questo cammino terreno.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta, dopo aver pedalato per millesettanta chilometri

Don Renato Corona, un sacerdote italiano di sessant’anni, ed il cinquantenne Achille Ruffoni in soli dieci giorni (e precisamente dal 30 luglio al 9 agosto scorsi) hanno pedalato per millesettanta chilometri alla volta di Medjugorje. Don Renato è parroco della parrocchia di Valmalenco, in provincia di Sondrio. Durante una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, egli ha testimoniato che ad attenderli al loro arrivo, presso la statua della Madonna ubicata dinanzi alla chiesa di Medjugorje, c’era il parroco fra Marinko Šakota, che ha donato loro un Rosario. Questo, per don Renato, è il primo pellegrinaggio a Medjugorje: “Sono venuto con un amico col quale ero già andato a piedi a Santiago de Compostela. Un paio d’anni fa siamo anche stati a Caporetto, in Slovenia. Quest’anno abbiamo deciso di venire a Medjugorje. Molte persone mi avevano detto di venirci. Non avendo trovato nessuno che ci potesse seguire con un automobile lungo il tragitto, abbiamo portato il nostro bagaglio sulle biciclette. Faremo in bicicletta anche il ritorno, ma dopo essere arrivati a Zagabria e poi a Trieste in pullman. Da lì riprenderemo le nostre biciclette, per fare altri seicento chilometri”.

Messaggio, 25. agosto 2017 dato a Marija.

“Cari figli,
Oggi vi invito ad essere uomini di preghiera. Pregate fino a quando la preghiera diventi per voi gioia e incontro con l’Altissimo. Lui trasformerà il vostro cuore e voi diventerete uomini d’amore e di pace. Figlioli, non dimenticate che satana è forte e vuole distogliervi dalla preghiera. Voi, non dimenticate che la preghiera è la chiave segreta dell’incontro con Dio. Per questo sono con voi, per guidarvi. Non desistete dalla preghiera.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Ho visto due volte la Madonna e poi sono guarita

Che il progetto “Sardegna Terra di Pace” fosse una cosa straordinaria, era divenuto chiaro a tutti i soggetti coinvolti: il Parroco, il Sindaco ed il gruppo “Amici di Medjugorje in Sardegna”. Il 28 di Agosto 2012, il Consiglio Comunale di San Nicolò d’Arcidano approva all’unanimità l’intitolazione a “Piazza Regina della Pace” dell’area dei giardini di via Lazio. Subito viene fatto l’appalto per la sistemazione della piazza e rapidamente si concludono i lavori.

Frutto della generosità dei fedeli, la statua della Madonna, identica a quella che si trova a Medjugorje, è già pronta. In meno di due mesi tutto è completato per procedere all’inaugurazione. I tempi rapidi, considerando il coinvolgimento dell’Amministrazione Pubblica, hanno del prodigioso. Era chiaro il segno: la Regina della Pace aveva fretta di prendere il suo posto nella piazza.

Il giorno dell’inaugurazione c’era un vento non forte, abbastanza gradevole data la buona temperatura. Abbiamo ricordato un messaggio della Regina della Pace: Il vento è il mio segno. Io verrò nel vento. Quando il vento soffia sappiate che io sono con voi… Sono con voi nel vento. Non abbiate paura. [15 Febbraio 1984]

Prima della benedizione, mentre i fedeli recitavano il rosario, il vento è riuscito a sollevare il velo e a scoprire una parte del viso della statua tra l’emozione e la commozione generale; sembrava che la Madonna avesse urgenza di manifestarsi nel suo splendore, di essere realmente quello che la statua rappresenta: una presenza, la presenza della Regina della Pace accanto a noi, con noi, a dispensare le sue grazie sulla Sardegna e a quanti a Lei si rivolgono. Che questo sia vero, lo dimostra la straordinaria storia raccontata da Anna.

“Sono stata a Medjugorje a Settembre per la festa dell’Esaltazione della Croce. Il primo giorno attraversando il corridoio dell’albergo, giunta in prossimità di alcuni gradini, pur essendo sola, ho sentito una mano che mi ha spinto con forza. Sono caduta rovinosamente facendomi molto male a una gamba per cui non ho potuto fare le salite alla Collina e al Krizevac come desideravo e come ho sempre fatto. È stato un pellegrinaggio molto sofferto per l’impossibiltà di camminare e per il dolore. La gamba era gonfia, piena di lividi e le prime cure non avevano sortito alcun effetto. Rientrata in Sardegna ad Oristano le cose sono andate gradualmente peggiorando nonostante le cure nella clinica. I medici praticavano nella gamba le aspirazioni degli stravasi ematici con grosse siringhe senza che si verificasse alcun miglioramento. Mi guardavo la gamba sempre gonfia piena di liquidi con lividi diffusi e i segni delle incisioni per le aspirazioni, con un dolore che diventava insopportabile e mi domandavo se mai sarei guarita, se mai avrei ripreso l’attività di prima. Ero molto demoralizzata e i medici stabilirono che lunedì 22 ottobre, dopo la terapia avrebbero deciso sull’intervento. Domenica 21 ottobre era prevista a San Nicolò d’Arcidano l’inaugurazione della “Piazza Regina della Pace” e la benedizione della statua della Madonna. Non potevo e non volevo mancare. Sconsigliata da tutti, sono andata alla cerimonia accompagnata da alcune amiche.”

La testimonianza prosegue col racconto di quanto accaduto nella Piazza Regina della Pace.

“Mi hanno accompagnato sorreggendomi fino al centro della Piazza. I posti erano tutti occupati, ma c’è stato chi mi ha lasciato la sedia, in piedi non avrei proprio retto. Così mi sono trovata alla sinistra della Madonna dal lato in cui tende la mano. Potevo vedere bene la statua e il palco con l’altare.”

Inizia la cerimonia con la proclamazione del nome della Piazza, segue la processione con le confraternite, le ragazze nei costumi tradizionali, i chierichetti, il vescovo con i sacerdoti, il prefetto con i sindaci. C’è lo svelamento della statua della Regina della Pace che appare ai numerosi fedeli in tutto il suo splendore. Segue il rito di benedizione: il vescovo asperge la statua con l’acqua benedetta, segue il momento emozionante dell’incensazione della Madonna.

“Sentivo un forte dolore alla gamba, non sapevo se ce l’avrei fatta a resistere per tutta la cerimonia. Forse aveva ragione chi mi aveva sconsigliato dal venire. Mentre per il dolore mi angustiavo in questi pensieri, ho visto la Madonna vicinissima a me. Non riuscivo a capacitarmi, emozionata e confusa stringevo gli occhi. All’amica che mi stava vicina ho detto che oltre al male della gamba mi stava venendo una malattia agli occhi oppure la Madonna mi stava guarendo dalla miopia. Lei, la Regina della Pace era lì, vicinissima, non era una statua perché era viva, bellissima e mi guardava sorridendo. Nel corso della cerimonia poi, la Madonna si è avvicinata una seconda volta con lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Ero in gran confusione con il cuore in tumulto, piena di gioia e di spavento insieme. Cosa voleva dire tutto questo? Mi è accaduta poi un’altra cosa singolare. Ero molto preoccupata al momento della comunione dei fedeli: il dolore alla gamba si faceva sempre più forte, insopportabile. Non ero in condizioni di stare in piedi e tantomeno di avvicinarmi al sacerdote che era distante tra la folla dei fedeli. Nell’alzare lo sguardo, con sorpresa vedo dei sottili pali che partivano da dove ero seduta e a breve distanza l’uno dall’altro si succedevano in mezzo alla folla fino al punto in cui il sacerdote distribuiva la comunione. Ho sentito un’energia che mi ha fatto alzare e sostenendomi ai pali che io vedevo, afferrandoli alternativamente con una mano e poi con l’altra, sono arrivata dal sacerdote che mi dato l’eucarestia, era il sacerdote con cui ero stata l’ultima volta in pellegrinaggio. Allo stesso modo, afferrandomi ai pali sono tornata al mio posto. Mi sono poi resa conto che quei pali li vedevo solo io, mentre gli altri vedevano una signora che con le mani faceva dei gesti di afferrare l’aria procedendo in una maniera stramba. Chi sa che cosa avranno pensato nel vedermi muovere in quel modo.”

In effetti, alcuni hanno fatto presente il comportamento soprendentemente insolito di Anna, conosciuta come persona di grande compostezza, riservata, equilibrata, avulsa dall’attirare l’attenzione con gesti o particolari atteggiamenti. (A proposito dei sottili pali, un sacerdote, ascoltata la testimonianza, dirà di non meravigliarsi e di essere a conoscenza di altri casi, uno nel Lazio, in cui sono comparsi questi sostegni per chi aveva difficoltà a camminare. Sono i “bastoni della Madonna”).

La solenne cerimonia è giunta poi alla conclusione tra l’emozione e la gioia generale, mentre si accendeva la bellissima illuminazione notturna e i fedeli si affollano intorno alla statua della Madonna per contemplarla da vicino, sostando in preghiera. I cantori facevano risuonare le melodie medjugorjane e molti si avviavano verso la palestra, dove veniva offerta una consumazione per tutti. Anche per Anna era arrivato il momento di alzarsi.
“Le amiche hanno cercato di aiutarmi, ma io mi sono alzata da sola e abbiamo iniziato a camminare. Mi hanno fatto notare che camminavo senza zoppicare e ho risposto loro che in effetti sentivo la gamba più leggera. Volevano che ci fermassimo a prendere qualcosa, data l’ora, ma io desideravo solo rientrare a casa. Durante il viaggio di rientro sentivo nella gamba un calore fortissimo, bruciante. Giunta a casa, la prima cosa che ho fatto è stata quella di togliermi la scarpa e la calza per guardarmi bene la gamba. Non credevo ai miei occhi: la gamba era asciutta, sottile, scomparso ogni gonfiore, senza i lividi e senza i segni delle incisioni per le aspirazioni, la vedevo sana come se mai avessi avuto alcun problema, completamente guarita. L’emozione è stata grandissima , non ho dormito , ho pregato, pianto e ringraziato la Madonna tutta la notte. L’indomani lunedì 22 ottobre era il giorno fissato per la terapia in clinica e per la decisione dell’intervento. Mi sono presentata tutta gioiosa e sorridente. La dottoressa che era già pronta con una grossa siringa per le aspirazioni e al vedermi ha esclamato: “C’è poco da stare allegri, non lo sai che ti devo fare molto male?” e nel visitarmi, notando la scomparsa delle incisioni fatte, con grande meraviglia: “Che cosa è successo? La gamba non ha più niente, non c’è più bisogno di cure, è completamente guarita!”. Ho raccontato alla dottoressa che il giorno prima, pur stando molto male, ero stata a San Nicolò d’Arcidano per l’inaugurazione della Piazza e la benedizione della Statua della Regina della Pace e che lì avevo vissuto una straordinaria esperienza della speciale presenza della Madonna in quel luogo, tornando a casa con la gamba guarita”. Mentre parlavo è entrato il medico con cui si doveva decidere dell’intervento alla gamba e all’udire queste cose, con ironia mi ha detto: “Si vede che l’ha baciata la Madonna!”. Senza esitare, guardandolo con fermezza gli ho risposto: “Dottore, io sono certa che è stata la Madonna a guarirmi! Mi son fatta male cadendo a Medjugorje e la stessa Madonna di Medjugorje mi ha guarito nella sua Piazza a San Nicolò d’Arcidano.”

I medici non hanno potuto fare altro che constatare l’improvvisa guarigione. Anna, in seguito ha evitato di prendere l’ascensore ed è salita a piedi fino al quinto piano a casa di un’amica. È proprio guarita.

Giovedì 8 novembre, Anna si reca di nuovo a S.N. d’Arcidano nella Piazza Regina della Pace per ringraziare la Madonna e donare come segno di riconoscenza una bellissima rosa d’argento che è custodita nella Parrocchia. Il 12 novembre ha fatto la testimonianza della sua guarigione nell’incontro di preghiera degli “Amici di Medjugorje in Sardegna” nella cappella del seminario arcivescovile di Cagliari e sabato 1 dicembre nell’incontro di preghiera nella chiesa parrocchiale di San Nicolò d’Arcidano. Ha testimoniato poi davanti all’arcivescovo di Oristano e a diversi sacerdoti. E’ tornata poi diverse volte a pregare la Madonna nella Piazza Regina della Pace. La documentazione medica è stata completata e verrà consegnata al vescovo di Oristano e al Parroco di San Nicolò d’Arcidano.

Lode alla Regina della Pace che con le sue meraviglie fa sentire la sua materna presenza in mezzo a noi.

Fonte: sardegnaterradipace.com