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Nunzio: “Vivevo nei sette vizi capitali, poi a Medjugorje la mia conversione”

Nunzio: “Vivevo nei sette vizi capitali, poi a Medjugorje la mia conversione”

Mi chiamo Nunzio, sono un ingegnere informatico di 44 anni, padre di una dolcissima ragazza di 22 anni e marito di una donna meravigliosa che con la sua pazienza e perseveranza ha contribuito a salvare la mia anima e la mia famiglia.


Ho vissuto 41 anni della mia vita nella completa perdizione, per farla breve sguazzavo letteralmente nei 7 vizi capitali, credetemi, un vortice da cui pensavo di non poterne mai più uscire. Ho sofferto di una dipendenza di cui non vado fiero, un disturbo ossessivo – compulsivo legato alla sessualità e provo un profondo dolore pensando al male che mi facevo e al male che facevo a Dio.

Nunzio: "Vivevo nei sette vizi capitali, poi Medjugorje e la mia conversione"
Un giorno di Febbraio del 2011 casualmente mi ritrovai a vedere un servizio televisivo su Medjugorje nella trasmissione “Misteri”. In cuore mio, ho sempre lasciato un angolino, seppure molto piccolo alla speranza (sebbene non potessi dare un nome a quella speranza) e nonostante non avessi più controllo delle mie azioni e dei miei pensieri, ho sempre sentito che lassù in Cielo esiste un Dio ma mi mancava la fede.


Ricordo che quel giorno rimasi letteralmente incollato alla TV, non riuscivo a distogliere l’attenzione dalla testimonianza della gente e dei veggenti e poi dai luoghi, era tutto così diverso ai miei occhi, era come se vedessi dietro e dentro quelle immagini, mi sentivo bene, sentivo una rilassatezza interiore che da molto tempo non provavo.


Il giorno seguente continuai a pensare a Medjugorje, e quello successivo ancora, e così ancora i giorni seguenti per almeno due settimane ma non ne capivo il senso, ciò che sentivo era un forte bisogno di approfondire l’argomento. Così un giorno della prima settimana di Marzo 2011, ho cercato su internet notizie su Medjugorje, ciò che non potrò dimenticare è che quel giorno mi documentai per ore, ero avido di conoscenza, più trovavo e più volevo cercare nuovo materiale.


Finchè arrivai in un sito web che colpì la mia attenzione: Associazione Medjugorje Como. Un messaggio in evidenza pubblicizzava il Festival di Primavera. Non sapevo nemmeno cosa fosse. Poi capii che si trattava di un incontro di preghiera e raccoglimento spirituale e che c’era anche una veggente di nome Marjia e la testimonianza di Paolo Brosio.


Mi domandavo cosa mai potesse profetizzare Marija e pensavo che Brosio fosse presente in veste di giornalista per un servizio televisivo. Ebbene, io che fin ad allora non sono entrato in una Chiesa se non per un Matrimonio o una prima Comunione, ho sentito la necessità, sebbene combattuta, di partecipare a quell’evento.

Ci pensavo tutti i giorni, ricordo che ero agitato, avevo un’ansia interiore che mi impediva di dormire. La mente non voleva andarci ma il cuore mi spingeva sempre più verso quella direzione. Poi arrivò il giorno, era la domenica del 13 Marzo. Fino all’ultimo istante ho esitato, quasi cercavo una scusa, un impedimento e infine mi dissi: “Se mi ci accompagna mia moglie vado…” . Sapevo che mia moglie non avrebbe mai detto di sì. Mia moglie è una donna rumena e a causa del ferreo comunismo non è stata educata alla preghiera. Le Chiese venivano addirittura abbattute dall’allora dittatore Ceausescu.


Ciò nonostante, mia moglie è sempre stata una donna generosa, socievole, aperta verso il prossimo. E proprio questa sua predisposizione mi spiazzò perché contro ogni mia previsione mi disse che mi avrebbe accompagnato.

 

A Medjugorje, negozi chiusi alle 18.00, le nuove disposizioni di legge.

A Medjugorje, negozi chiusi alle 18, per permettere ai commessi di andare a Messa?

 

Da giugno 2018 i negozi a Medjugorje, nei giorni festivi,  potranno rimanere aperti, al massimo, fino alle ore 18.00, pena una sanzione molto salata.

Girava voce tra i pellegrini, che questa disposizione dell’amministrazione comunale, fosse dettata per favorire la partecipazione alla Santa Messa, dei commessi che lavorano nei negozi della cittadina. Se questa notizia fosse stata vera, poteva essere una bella presa di posizione da parte del Sindaco; una decisione di fede a difesa lavoratori cristiani! Ma la verità è un’altra.

La chiusura alle ore 18.00, è più semplicemente una disposizione di legge, valida nell’intero territorio della Bosnia ed Erzegovina; con essa si è voluto regolamentare l’orario di apertura delle attività commerciali, sia nei giorni festivi che in quelli feriali.

Tutto qui! É una decisione del Governo centrale. Quanto ai giorni feriali, i negozi non potranno restare aperti dopo le 23.00. Il diritto, per i commessi cristiani, ad andare a Messa non c’entrava assolutamente nulla.

La questione degli orari di apertura dei negozi a Medjugorje, mi ha riportato alla mente la storia del negozietto “Charlie”. Ne aveva parlato, spendendo delle belle parole su questo piccolo esercizio commerciale di oggetti religiosi, un caro amico, che guida, da molti anni, gruppi di pellegrini a Medjugorje.

 

 

Cosi scriveva tre anni fa:

“Un piccolo negozio, con una piccola scritta: “Charlie”. Poco appariscente, con poco spazio. Nei giorni feriali, alla sera, è già chiuso. È chiuso completamente di domenica  e tutti i giorni festivi.

Ma perché? Ma dove vanno? Come fanno a mantenersi, visto che ci lavorano 4 padri di famiglia. Ci sono 4 famiglie che dipendono dai loro guadagni.

Charlie, è il nome del negozio, ma Sebastiano, di 78 anni, è il titolare, che l’ha aperto tanti anni fa. I suoi 3 figli lavorano lì, ed anche loro hanno la loro famiglia, con numerosi figli. Nicola e Ivan ne hanno 6 ciascuno, il terzo fratello è Giuseppe.

Vien da dire che guadagnano talmente  tanto, per permettersi il lusso di chiudere così  presto; eppure non è così, perché i loro prezzi sono più bassi degli altri, e al termine di ogni acquisto, regalano sempre una corona,  una medaglietta, un santino.

Dove vanno? Vanno a Messa! Sì, se non ci credete, provate a seguirli  e vedrete dove vanno.  Oppure fate come me, che 3 settimane fa ho chiesto a Ivan, il più vecchio dei tre, perché chiudeva cosi presto  e dove andava. I suoi occhi si sono illuminati, e ha iniziato a parlarmi della bellezza della Messa, del  grande valore. “Cosa serve fare soldi? Un giorno non porterai nulla con te.”  Cosi mi diceva Ivan, con tanto entusiasmo.

 

 

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Jakov il veggente di Medjugorje: “Quando vidi la Madonna piangere”

Jakov il veggente di Medjugorje: “Quando vidi la Madonna piangere”

Durante un’intervista per  Radio Maria, Padre Livio chiese a Jakov Colo, uno dei veggenti di Medjugorje, se avesse mai visto la Madonna piangere, così rispose Jokov:

 

PADRE LIVIO: Tu hai vista piangere la Madonna?

JAKOV: Sì, l’ho vista. Al riguardo vorrei rivelare un fatto che forse pochi sanno. Come sappiamo, ora la Madonna viene ogni secondo giorno del mese da Mirjana a pregare insieme per i non credenti. Una volta molti anni prima di questo, non mi ricordo esattamente quando, ho visto la Madonna che piangeva, mentre diceva: “Piango”. Io le ho chiesto: “Madonna, perché piangi?”. Lei mi ha risposto: “Piango perché c’è ancora tanta gente che non ha conosciuto l’amore di Dio”. Dopo non so quanti anni, la Madonna ha dato il medesimo messaggio a Mirjana e viene a pregare con lei per i non credenti.

PADRE LIVIO: Che impressione ti ha fatto la Madonna che piange?

JAKOV: Anch’io ero triste, molto triste, perché, conoscendo la Madonna e conoscendo la sua gioia abituale, anche tu rimani triste e ti chiedi che cosa sia successo, che cosa abbiamo fatto. Ma nello stesso momento sai che cosa abbiamo fatto e sai perché la Madonna piange: piange per me, per i miei peccati, per questo mondo.

PADRE LIVIO: Anche per i tuoi?

JAKOV: Assolutamente, anch’io li ho.

PADRE LIVIO: Ma dal volto della Madonna scendono lacrime vere?

JAKOV: Sì, sono lacrime vere.

PADRE LIVIO: Quando uno vede la Madonna piangere, che cosa vorrebbe fare?

JAKOV: Vorrebbe aiutarla e vorrebbe che quelle lacrime sparissero per sempre dal viso della Madonna e tornasse quel suo sorriso bellissimo.

 

PADRE LIVIO: E che cosa possiamo fare?

JAKOV: Possiamo accettare tutti i messaggi che lei ci rivolge. L’unico aiuto è questo: aprirsi veramente verso di lei, aprirsi verso Gesù, accettare quanto la Madonna ci dice e poi aiutare gli altri, ma non come facciamo noi tante volte, spesso solo parlando, parlando, parlando, ma piuttosto testimoniando con la nostra vita.

PADRE LIVIO: Cioè noi dobbiamo asciugare le sue lacrime essendo dei figli fedeli e aiutandola…

JAKOV: Aiutandola a realizzare ciò per cui la Madonna è venuta.

Messaggio del 2 Febbraio 2019 a Mirjana.

Messaggio, 2 Febbraio 2019 a Mirjana.

“Cari figli,
L’amore e la bontà del Padre Celeste vi danno rivelazioni che fanno sì che la fede in voi cresca e si comprenda, e vi porti pace, sicurezza e speranza.

Così anch’io, figli miei, per mezzo dell’amore misericordioso del Padre Celeste sempre e nuovamente vi mostro la strada verso mio Figlio, verso la salvezza eterna. Però, purtroppo, molti miei figli non vogliono ascoltarmi, e molti miei figli dubitano.

Però io, io sempre in ogni tempo, ho magnificato il Signore per tutto ciò che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio figlio si dona a voi, spezza il pane con voi, vi dona le parole della vita eterna, affinché le portiate a tutti. Voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura quando mio Figlio è con voi?

Offritegli le vostre anime affinché Egli possa dimorare in esse, e possa fare di voi strumenti della fede e strumenti dell’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo, e al di sopra di tutto vivete l’amore verso il Padre Celeste.
Figli miei, non siete insieme per caso, il Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime e io parlo al vostro cuore.

Come madre vi dico incamminatevi con me, amatevi gli uni gli altri, testimoniate. Non abbiate paura, con il vostro esempio, di difendere la verità, la Parola di Dio che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e nella verità è sempre aiutato dal Cielo e non è mai solo.

Apostoli dl mio amore, che vi riconoscano sempre, in mezzo a tutti gli altri, per il vostro nascondimento, il vostro amore e la vostra serenità. Io sono con voi.

Vi ringrazio.”

La Madonna manda un segno in cielo, a Medjugorje per fare gli auguri a Vicka e Mario?

Sta girando tra i Gruppi di Facebook una foto, che è stata scattata il 26 Gennaio 2019 a Medjugorje

di Roberto Lauri

Medjugorje foto di Mario Marito di Vicka

L’ha postata una signora di Medjugorje, una certa Sanja.

E’ stata  scattata il 26 Gennaio, da  Mario, marito di veggente Vicka, nel   giorno di loro 17°  anniversario del matrimonio.

Abbiamo chiesto a diverse persone , di garantirci la serietà della persona che l’ha postata.

Abbiamo anche chiesto se Mario, il marito di Vicka, ha realmente una vecchia Mercedes. (nella foto si vede il simbolo sul cofano)

Tutto coincide, in molti ci hanno garantito della serietà della persona che le ha postate e che Mario ha una vecchia Mercedes.

Sarebbe bello chiedere a Mario cosa ne pensa di quel cuore che ha fotografato.

Cosa avrà voluto dirgli la Madonna con quel cuore in cielo, proprio mentre passava davanti alla chiesa  e nel giorno dell’aniversario del matrimonio con Vicka ?

E poi quel raggio che lo attraversa, perché probabilmente quello è venuto fuori sul cellulare affinché lo conservasse come ricordo per sempre.

DI solito certi effetti non si vedono a occhio nudo.

Vedremo se riusciamo ad avere chiarimenti direttamente da Mario.

Non c’è dubbio che la Gospa ha una gran fantasia!

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“Quando ritorni a casa” uno scritto di padre Slavko Barbaric

“Quando ritorni a casa” uno scritto di padre Slavko Barbaric

Quando ritorni a casa” uno scritto di  padre Slavko Barbaric, già parroco di San Giacomo a Medjugorje, rivolto a tutti i fedeli, alla fine del loro pellegrinaggio dalla Gospa.

 

 

Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni.

Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. È questo il motivo dei tuo viaggio a Medjugorje.

E in verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che Lo cercano. Si fa sentire, si fa amare. Egli ci dà la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.

Sono convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile, tutti pregano, tutti cercano Dio Ma che sarà una volta tornato a casa? Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi, la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è decisamente importante.

Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i discepoli

Bisogna convincersi che è possibile vivere l’amore e sperimentare la gloria di Dio; ma bisogna tornare a casa, ognuno nella sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a tante persone che non hanno le stesse convinzioni.

Si, bisogna tornare a casa!

Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Hai trovato il tempo per salire anche sul Podbrdo, e sei stato felice.

Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac e la tua croce. A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata. Essa ti aspetta.

Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo d’incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria.

Perciò anche se a casa ti attende il tuo Krizevac, fatto il più delle volte di sofferenze e di afflizioni, di cui non sei personalmente colpevole e responsabile, erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle Apparizioni, il tuo Tabor! Allora anche il Krizevac acquisterà una nuova colorazione, sarà avvolto da nuova pace e da nuova speranza.

Costruisci la Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa.

 

Sopra ci metterai una Croce più piccola, un lume, la Bibbia e il rosario! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.

Ricordatelo bene! La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo.

Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel Messaggio di Natale deI 1986:

“Cari figli!

Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con voi, cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso voi Il mio cuore segue attentamente i vostri passi.

Grazie per avere risposto alla mia chiamata !”.

Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te.

Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi è benedetto in eterno!

E costruisci l’altare su cui comincerai a offrire Ogni giorno le tue croci e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e la gioia, l’amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo Krizevac e il tuo Podbrdo. Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS. seguirà attentamente i tuoi passi.

Va in pace. Porta a tutti la pace e la benedizione.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Messaggio, 25 gennaio 2019 a Marija

Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione. Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più. La vostra vita diventerà ordinata e responsabile. Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata

Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Quando i pellegrini dimenticano che il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

Il monte Krizevac a Medjugorje è un luogo sacro.

La Chiesa cattolica, e la Chiesa ortodossa, così come molte Chiese protestanti, celebrano la festività liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant’Elena, avvenuto appunto il 14 settembre dell’anno 320.

Secondo la tradizione, Sant’Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.

Una festa molto sentita, da tutta la cristianità e in tutto il mondo, ma a Medjugorje questa è una festa del tutto perticolare.

A Medjugorje,per speciale concessione rilasciata nel 1935, dal Vescovo di quel tempo, la ricorrenza viene celebrata la prima domenica dopo la festa della Natività di Maria; quindi ogni anno la festa ha una data mobile.

 

 

In occasione della festa sul Krizevac, il monte della Grande Croce di Medjugorje, si celebra una Santa Messa. Questa celebrazione Eucaristica é sempre molto seguita  e un fiume di feleli si accalca intorno alla Grande Croce. Spalla a spalla, accalcati, i fedeli stanno in piedi e in posizioni, scomode a causa dei sassi e del poco spazio a disposizione, è impossibile, infatti trovare un posto per sedersi. Sono tanti coloro che non riescono nemmeno a raggiungere la sommità del monte e restano sul sentiero, nascosti, lontani dall’altare.

C’è chi, per rispetto del luogo, o per chiedere una grazia, oppure come voto, percorre  a piedi nudi non solo le strade, ma anche il sentiero roccioso del Krizevac. È una tradizione, ed è anche una pratica devozionale ben consolidata.

In un suo messaggio la Madonna disse ai veggenti: “Anche la Croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregate sotto la Croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie”.(30 agosto 1984)

La Parrocchia di Medjugorje è sempre stata molto chiara sull’atteggiamento rispettoso che si deve avere in quel luogo santo.  Alcune volte, però quelle raccomandazioni sono disattese,  e nello spiazzo circostante la Croce è  tutto un parlottare, un ridere, un chiamarsi ad alta voce. Addirittura c’è chi fa uno spuntino, scambiando quel luogo per uno spiazzo da picnic . C’è anche chi scrive col pennarello il proprio nome, sul bianco basamento della Croce, dimenticando che solo da poco è stato verniciato nuovamente e con notevoli sforzi da parte di volontari.

 

Non è facile portare per quella strada accidentata, le attrezzature per imbiancare. La grande Croce del Krizevac non è una mèta turistica, ma un luogo sacro, degno di grande rispetto, la sommità del monte è  solo un luogo di preghiera e di meditazione. Il Krizevac è un luogo di grazia! Non si può dimenticare il messaggio della Gospa: Davanti alla croce rimanete a lungo in preghiera per ricevere l’amore di Dio nei vostri cuori”.

(27 dicembre 1986)

Quella croce bianca sul Krizevak è molto particolare. In essa è conservato un frammento della Croce di Cristo ritrovata a Gerusalemme. LaCroce va contemplat, Esige un reverente rispetto, come l’oggetto  più caro al cuore di un cristiano.

Dice la Madonna: “Gesù ha portato la croce, ha sofferto sulla croce, e con essa ha salvato il mondo”

(3 Novembre 1981)

La croce ci ricorda Gesù, che ci ha salvati. Ci ricorda anche Maria, perché, nei primi tempi delle apparizioni, quella croce più volte scomparve, o roteò, presa come in un vortice, per poi assumere la figura di Maria. E, in altra occasione, da quella croce partì una scritta lucente e di colorazione dorata, che si diresse verso la chiesa, e la scritta riportava 3 volte la parola “MIR”, cioè “PACE”. Su quel monte, ai piedi di quella croce c’è Lei, Maria.

Fu Lei stessa a dirlo: “Io sono spesso sul monte, sotto la croce, per pregare”

(3 Novembre 1981)

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

La veggente Marija: “ La Madonna mi disse: il vostro cuore è come un fiore”

Padre Slavko Barbaric, storico parroco di Medjugorje nei primi dempi delle apparizioni, nel suo libro:” Dammi il tuo cuore ferito” racconta di un episodio inedito, accaduto durante un’apparizione alla veggente Marija.

Marija Pavlovic, veggente, racconta:
“Durante la preghiera mi è apparsa per tre volte l’immagine di un fiore. La prima volta era meraviglioso, fresco, coloratissimo. Ed io ne ero felice!
Poi ho visto lo stesso fiore chiuso, appassito, aveva perduto completamente la sua bellezza. Ero triste!

 

Ma, ecco una goccia d’acqua cadde sul fiore appassito ed esso subito riacquistò tutta la sua freschezza ed il suo fulgore!
Ho cercato di capire che cosa potesse significare per me questa visione, ma non ci sono riuscita…
Perciò decisi di chiederlo alla Madonna durante una delle Sue apparizioni.
Le dissi: “Madonna mia, che cosa vuol dire quello che ho visto durante la preghiera? Che significato aveva quel fiore?”

La Madonna sorrise e rispose: “Il vostro cuore è come quel fiore. Ogni cuore è meraviglioso nella bellezza creata da Dio. Ma quando sopraggiunge il peccato, il fiore appassisce ed il fulgore svanisce. Quella goccia caduta sul fiore per ravvivarlo, è il simbolo della Confessione. Voi, quando siete nel peccato, non potete aiutarvi da soli: vi serve aiuto”.

 

Messaggio del 2 gennaio 2019.

“Cari figli,
purtroppo fra di voi, figli miei, c’è così tanta lotta, odio, interessi personali, egoismo. Figli miei, dimenticate così facilmente mio Figlio, le Sue parole, il Suo amore! La fede si sta spegnendo in molte anime e molti cuori sono catturati dalle cose materiali, di questo mondo.

Il mio Cuore materno sa, però, che ce ne sono ancora molti che credono, che amano, che cercano di avvicinarsi il più possibile a mio Figlio; che cercano mio Figlio instancabilmente e così cercano anche me. Sono gli umili ed i miti, che portano in silenzio i loro dolori e le loro sofferenze, con le loro speranze, ma soprattutto con la loro fede. Sono gli apostoli del mio amore.

Figli miei, apostoli del mio amore, vi insegno che mio Figlio non chiede tanto preghiere incessanti, quanto opere e fervore, chiede che crediate, che preghiate, che con la vostra preghiera personale cresciate nella fede, che cresciate nell’amore. Amatevi gli uni gli altri: questo è ciò che Lui chiede, è la via verso la vita eterna. Figli miei, non dimenticate che mio Figlio ha portato la luce in questo mondo, e l’ha donata a coloro che hanno desiderato vederla ed accoglierla. Siate voi quelle persone, perché quella è la luce della verità, della pace e dell’amore.

Io vi guido maternamente affinché adoriate mio Figlio, affinché amiate mio Figlio insieme a me; affinché i vostri pensieri, le vostre parole e le vostre opere siano sempre rivolti verso mio Figlio; affinché siano diretti verso il Suo Nome. Allora il mio Cuore sarà colmo.

Vi ringrazio!”.

Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo?

Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo? Risponde la veggente Vicka.

 

 

PADRE LIVIO – Perché la Madonna è qui a Medjugorje da così tanto tempo?

VICKA – La Madonna conosce il motivo meglio di noi, perché sa i tempi nei quali viviamo e vuole fare tutto il possibile per salvarci. Una volta abbiamo chiesto alla Madonna quanto tempo sarebbe rimasta con noi e ci ha risposto dicendo: vi siete già stancati di me? Allora ho deciso di non chiederglielo più. Questi sono tempi di grande grazia e il fatto che la Madonna sia qui presente in mezzo a noi è la grazia più grande.

PADRE LIVIO – Secondo quanto riportato nei messaggi dei primi anni la Madonna avrebbe detto di essere venuta per l’ultima volta a richiamare l’umanità alla conversione. Cosa significa?

VICKA – Lei ha detto chiaramente che questa è l’ultima sua venuta sulla Terra.

PADRE LIVIO – Per te questo fatto che significato ha?

VICKA – Sai, su queste cose non ho mai riflettuto. La Madonna ha dato quel messaggio e io penso a vivere e a trasmettere quello che lei vuole e il suo vivo messaggio, voglio vivere la sua verità e dare questa verità agli altri affinché tutti possano essere poi contenti come io lo sono. Io sono consapevole di essere stata chiamata come un suo strumento, e questo io faccio. Io le dico: io voglio seguire te e fare tutto quello che tu vuoi. Voglio essere a sua completa disposizione e lei sa cosa io posso fare.

PADRE LIVIO – Quindi a te interessa testimoniare i messaggi, trasmetterli e viverli però non ti interroghi sulla loro interpretazione. Però la Madonna ha detto che viviamo in un tempo di grazie particolari, e siamo chiamati alla conversione.

VICKA – Certo, ogni giorno deve essere un giorno di conversione. Nessuno di noi può dire “io sono convertito” ma può dire “io voglio”. Anche io non posso dire di essere convertita, so di fare un cammino e so che ogni giorno bisogna cercare di fare un passo in avanti e pregare che Dio ci dia la grazia per la nostra conversione. Tutta la vita deve essere un cammino di conversione.

PADRE LIVIO – I messaggi che la Madonna dà alla parrocchia terminano sempre con la frase: “grazie di aver risposto alla mia chiamata”. In effetti, anche se qualche volta la Madonna ci ha richiamati perché non eravamo fedeli ai messaggi, se guardiamo indietro a questi 25 anni possiamo notare che la preghiera della conversione è andata in tutto il mondo e che Medjugorje da piccolo paese sperduto e diventata una luce per l’intera umanità. Mi sembra che ci sia stata una bella risposta. Sbaglio?

VICKA – Guarda, anche io penso che la Madonna, come una madre, voglia invitarci a seguire i messaggi ogni volta sempre di più. La Madonna vede che sono in tanti, tra quelli che arrivano a Medjugorje, che portano il suo messaggio nei luoghi in cui vivono. Lei non si aspetta una cosa grande, ma tante piccole cose fatte con amore e con umiltà.

PADRE LIVIO – Dunque anche le nostre preghiere e piccoli sacrifici li benedice.

VICKA – Noi cominciamo con le piccole cose. Anche nella preghiera. È inutile pregare per ore se poi si prega con la bocca e basta: in questio modo una persona si sente dentro più vuota di prima. L’importante è iniziare a pregare poco, ma quello che si prega lo si deve pregare col cuore e con amore. Quello è il nostro rapporto tra noi e Dio. Agli altri cosa può interessare riguardo a quanto
tempo noi oggi abbiamo pregato? Se ci vantiamo del tempo che usiamo della preghiera significa che lo facciamo per nostra vanagloria, e questo non serve a nulla. Le cose si devono fare con cuore, con amore e con gioia.

PADRE LIVIO – Però il digiuno a pane ed acqua che la Madonna ha chiesto di fare il mercoledì e il venerdì è un grande impegno e sacrificio.

VICKA – Il digiuno deve essere a pane ed acqua, ma per le persone malate basta che si facciano piccoli sacrifici come non prendere dolci, caffè o qualche altra cosa in modo che tutti rinunciamo a qualcosa che ci piace. Una persona che invece sta bene e non vuol digiunare e trova mille scuse per non farlo significa che non ha una forte volontà. Con la nostra forte volontà si può fare tutto perché tutto dipende dalla nostra scelta. Il digiuno serve ad allanare la nostra volontà. Quando poi la Madonna raccomanda per il digiuno di mangiare solo pane e acqua non significa né non mangiare niente né mangiare altre cose. La Madonna ha parlato chiaro, se tu vuoi fare mangiare altre cose come pasta ecc. questo dipende da te.

PADRE LIVIO – Però con voi veggenti la Madonna vi ha condotto gradualmente alla pratica del digiuno: prima solo il venerdì e solo più tardi ha aggiunto anche il giorno di mercoledì. Questo significa che si può fare anche un cammino. Ma qual è il valore di questo digiuno?

VICKA – Ci sono tanti che iniziano a digiunare ma poi dicono di non riuscire, di far fatica, di diventano più nervosi ecc. Questo però non è un vero digiuno perché il digiuno non significa soltanto non mangiare ma serve per aiutare la purificazione interiore. Noi non possiamo prima digiunare e poi fare le altre cose male: noi dobbiamo fare il digiuno con cuore e con amore. Lo stessa cosa va fatta nella preghiera: quando si chiede qualche grazia col cuore e con amore, Gesù e Maria sono sempre pronti ad aiutare, ma se si chiede senza amore allora la grazia non arriva mai.

PADRE LIVIO – Quindi il digiuno comporta un cammino personale di purificazione. La Madonna ha anche detto che con il digiuno si possono fermare anche le guerre per quanto violente esse siano. Però molte volte noi vogliamo chiedere delle grazie di guarigione o di conversione per i nostri cari. Penso che per ottenerle non dobbiamo solo chiedere ma anche anche dare qualcosa.

VICKA – Noi ogni giorno siamo pronti a chiedere, ma poco a dare. Invece dovremmo essere più felici quando si è pronti a dare qualcosa. Quando siamo pronti a dare qualcosa di sé stessi, allora anche le grazie arrivano prima. Non bisogna rivolgersi nella preghiera dicendo: io oggi voglio questo, io ti chiedo quest’altro, ecc. Sembra quasi una compravendita: io ti chiedo questo per avere un’altra cosa in cambio. Questo modo di fare ci porta poi ad allontanarci da Gesù e Maria appena abbiamo ottenuto quello che avevamo bisogno per poi ritornare quando abbiamo bisogno di qualcos’altro. La Madonna da mamma capisce che questo è un modo sbagliato di comportarsi. Uno deve essere pronto a dare qualche piccolo sacrificio e quando si dà qualcosa allora si può chiedere e le grazie arrivano. Non dobbiamo poi chiedere dicendo: io oggi ho bisogno di questo. Non bisogna anteporre ciò che io voglio ma quello il Signore vuole. Bisogna mettersi nell’ottica di essere a disposizione di Dio e dire: o Signore, tu conosci i desideri del mio cuore, io ti offro le mie sofferenze e fai come tu vuoi. L’importante è fare la volontà del Signore.

PADRE LIVIO – Quindi non bisogna fare sacrifici, preghiere e digiuni solo per chiedere, ma anche per dare, per le intenzioni della Madonna.

VICKA – Una grazia non si può comprare, ma solo vivere giorno per giorno.

 

Fonte: Intervista di Padre Livio a Vicka di Medjugorje
Diretta da Medjugorje, 30 Dicembre 2006

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Messaggio, 25 dicembre 2018 a Marija

Messaggio, 25 dicembre 2018 a Marija

Cari figli! Vi porto mio Figlio Gesù che è il Re della pace. Lui vi dona la pace, che questa pace non sia solo per voi, figlioli, ma portatela agli altri nella gioia e nell’umiltà. Io sono con voi e prego per voi in questo tempo di grazia che Dio desidera darvi. La mia presenza è il segno dell’amore, mentre sono qui con voi per proteggervi e guidarvi verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio straordinario dato a Jakov oggi 25 Dicembre 2018.

Messaggio straordinario dato a Jakov oggi 25 Dicembre 2018.

” Cari figli, In questo giorno pieno di grazia in modo particolare vi invito all’amore.
Figlioli, Dio Vi ama con un amore immenso e perciò figlioli pieni di fiducia non guardate indietro ma senza paura donateGli i vostri cuori, in modo che Dio li riempia con il suo Amore.
Non abbiate paura di credere al suo Amore e alla Sua misericordia, perché il Suo Amore è più forte di ogni vostra debolezza e paura. Perciò figli miei pieni d’amore nei vostri cuori abbiate fiducia in Gesù e diteGli il vostro sì, perché Lui è l’unica via che vi porta all’Eterno Padre.”

Quando Cristian era guarito a Medjugorje

Quando Cristian era guarito a Medjugorje

 

I miracoli che avvengono a Medjugorje, o meglio, alle presunte guarigioni inspiegabili visto che la “certificazione” del miracolo può venire solo dalla Chiesa cattolica che ha una complessa e minuziosa procedura (medica e teologica) per giungere a questa definizione.

Usiamo allora il termine “miracolo” in modo molto largo, per intenderci: uno dei primi casi è stato quello, raccontato da padre Livio Fanzaga direttore di Radio Maria, che riguarda Diana Basile, malata di sclerosi a placche.

Ecco come racconta la sua guarigione nel libro di Fanzaga: “Mi trovavo ai piedi degli scalini, presso l’altare della chiesa di Medjugorje, il giorno 23 maggio 1984. Una signora mi ha aiutato a salire i gradini, prendendomi per il braccio. Quando mi sono trovata là non volevo più entrare nella sagrestia con i veggenti. Ricordo che un signore in lingua francese mi diceva di non muovermi da quel punto. In quel momento la porta è stata aperta e sono entrata nella sagrestia. Mi sono inginocchiata dietro la porta, posi sono entrati i veggenti in attesa dell’apparizione. Quando questi ragazzi si sono inginocchiati contemporaneamente, come spinti da una forza, ho sentito un rumore forte. Poi non ricordo più nulla (né preghiera, né osservazione).

Ricordo soltanto una gioia indescrivibile e di aver rivisto (come in un film) alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticato. Alla fine dell’apparizione ho seguito i veggenti che si recavano verso l’altare principale della chiesa di Medjugorje”.

 

medjugorje madonna

 

E quindi: “Improvvisamente camminavo dritta come tutti e mi sono inginocchiata normalmente, ma non me ne accorgevo… Mentre questo accade, dentro nasce qualcosa che dà la gioia… è difficile da spiegare con le parole. Se trovassi qualcuno con la mia stessa malattia di prima, piangerei perché è difficile comunicare che dentro bisogna essere veri, che non siamo fatti solo di carne, noi siamo di Dio, noi facciamo parte di Dio. (…) La sclerosi a placche mi ha colpito a 30 anni, nel fiore dell’età, con due bambini piccoli. Ero svuotata dentro. Io direi a un altro con la stessa malattia: vai a Medjugorje. Io non avevo speranze ma dicevo: se Dio vuole così, mi accetto così. Dio perà deve pensare ai miei figli. Mi faceva soffrire il pensiero che altri dovevano fare le cose che avrei dovuto fare io”.

Probabilmente il caso più clamoroso venuto di recente alla ribalta è quello di un giovane calabrese, Cristian Filice di Piane Crati in provincia di Cosenza. È il 26 settembre 2013 quando Filice sale sul monte Podbordo guarendo dalla Sla dopo aver incontrato la veggente Vicka. La donna gli aveva imposto le mani rivelandogli: “Stai bene, non ti preoccupare, so tutto”. Poi, poco dopo, è successo qualcosa di strano: lui ha avuto una visione, che ha raccontato al quotidiano digitale quicosenza.it.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Loretta Young, la diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

Loretta Young, la  diva di Hollywood, prima di morire: “Medjugorje ha dato un senso a tutto”

La miracolosa esperienza dell’attrice Loretta Young a Medjugorje.

Un elenco formidabile di diplomatici, cardinali, vescovi, uomini d’affari, regalità, cantanti, scrittori, politici, attori, atleti  e una varietà di altre celebrità che hanno visitato Medjugorje, a questa possiamo aggiungere la leggendaria attrice  di Hollywood, Loretta Young, cattolica devota che è morta nel 2000.

Loretta Young  era famosa nell’età d’oro del cinema di Hollywood, insieme a personaggi come Clark Gable, Spencer Tracy, Cary Grant, David Niven, Douglas Fairbanks Jr., William Holden e James Cagney.

Ha vinto l’Oscar come miglior attrice nel 1947 per la sua interpretazione in “A Woman’s Destiny” Ha vinto, anche  tre Emmy per il suo famoso programma televisivo “The Loretta Young Show”, che è stato trasmesso per ben 8 stagioni.

Prima della sua morte, Loretta ha raccontato la storia del suo pellegrinaggio a Medjugorje in un libro di Joan Wester Anderson, storie non conosciute dell’ attrice, ma rese note nel  libro  “Forever Young”. Loretta raccontava di alcune eventi soprannaturali che le erano accaduti a  Medjugorje. Queste esperienze furono così potenti che più tardi Loretta cominciò a pregare 15 decadi del Rosario ogni giorno, così come a digiunare il mercoledì e il venerdì.

“Medjugorje ha dato un senso a tutto quello per il quale ho sempre sperato e pregato”, ha raccontato la star Hollywoodiana. “Ho visitato diversi santuari, ma non c’è un posto che mi abbia colpito di più come questo.”

L’attrice a Mejugorije  nel 1988, mentre stava comprando una statua della Madonna,  sentì improvvisamente una donna che urlava mentre guardava il sole.  Anche Loretta guardò il  sole, quando il disco di fuoco iniziò a crescere. Ciò che l’attrice vedeva era una sfera d’oro pulsante che cresceva  e che cambiava da rosso, verde e bianco. “Poi un’immagine è apparsa nel centro”, racconta l’attrice.

Il giorno seguente Loretta  inciampò in un gradino all’interno della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje e si lussò pesantemente la caviglia. Era con diversi compagni, compreso suo figlio. Tutti capirono che era una brutta distorsione. Quando il dolore  diventò insopportabile per l’attrice, una suora indiana, venuta fuori dal nulla, disse loro che era un medico e cercò di curarla. Quindi la suora-medico li lasciò per un momento, racconta Loretta “ è tornata, portando quello che sembrava un pò di fango e alcune bende. Mi Hanno cosparso il piede di con il fango, e lo hanno avvolto in alcune bende, dicendomi di non togliermele”. Poi la suora scomparve, non l’hanno mai più rivista. Ma, miracolosamente le spari il dolore, Loretta  riuscì a completare il suo pellegrinaggio.

Quando tornò a casa si fece visitare  dal suo medico, il quale le rivelò che non era solo una  una distorsione, Loretta aveva sei ossa rotte nel piede. Quando le bende furono rimosse, improvvisamente si gonfiarono e il suo piede si gonfio improvvisamente. In qualche modo quelle bende fangose avevano tenuto il piede libero dal dolore per tutto il suo pellegrinaggio!

Fonte: Nel Cuore di Gesù

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org