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Don Mario Lukes: a Medjugorje ho riconosciuto la mia vocazione

Don Mario Lukes: “È a Medjugorje che ho riconosciuto la mia vocazione, ed è grazie alla Madonna e a questo luogo che ho potuto accoglierla”

Don Mario Lukes è attualmente cappellano nella Diocesi di Fulda in Germania, e precisamente nella città di Hanau. È nato a Žepča ma vive in Germania dal 1995. Don Mario viene a Medjugorje ogni anno fin dal 2000 e, nel corso di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, ha detto quanto segue:

“È la prima volta che vengo al Festival dei Giovani da sacerdote. Ho portato qui un gruppo di tredici ragazzi impegnati a seguire i giovani e i ministranti della mia Diocesi. Sono rimasti entusiasti delle catechesi di P. Jacques Philippe della Comunità delle Beatitudini e delle testimonianze della Comunità Cenacolo. Sono stati particolarmente toccati da quella di suor Jennifer. Tutto questo sta portando a un cambiamento delle loro vite, a una conversione provocata dalla grazia di Dio, che qui è all’opera”. Don Marco ci ha poi testimoniato che la sua vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje:

“Sono legato a Medjugorje. Tempo fa ci venivo anche con la Comunità “Totus Tuus”, che è molto conosciuta qui. La mia prima volta, però, risale al 1994, quando sono venuto qui accompagnato dai miei genitori. Anche la mia vocazione è legata a questo luogo. Conseguita la Maturità, sono venuto qui per alcuni anni con la Comunità “Totus tuus”. Ed è in quel periodo che ho scoperto la mia vocazione, che mi son chiesto cosa Dio volesse da me. Grazie alla riflessione, alla preghiera ed ai vari pellegrinaggi, ho poi scoperto le tracce di Dio nella mia vita e ho riconosciuto che egli mi stava chiamando a diventare sacerdote. La decisione definitiva l’ho presa in uno di quegli anni, pregando il Rosario sul Podbrdo durante un pellegrinaggio. Due anni fa sono stato ordinato sacerdote nella Diocesi di Fulda, ed ho celebrato una Prima Messa anche a Žepče, il mio paese natale.

Diffondiamo la pace e l’amore a cui ci invita la Madonna. Il modo migliore per farlo è attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Per questo Medjugorje è il confessionale del mondo, perché è da qui che questo messaggio di pace e di amore viene diffuso. Ed i segni di tale diffusione sono riconoscibili in tutto il mondo. In Germania incontro spesso persone che sono venute a Medjugorje, si sono convertite qui e stanno portando avanti questo messaggio nel mondo. Medjugorje opera. È un grande dono di Dio per questo mondo ed un segno che l’amore trionferà”

Testimonianza di Silvia

Mi chiamo Silvia, ho 21 anni e sono di Padova. Il 4 ottobre 2004 all’età di 16 anni mi sono ritrovata, nel giro di pochi giorni, a non poter camminare più e ad esserecostretta a rimanere in carrozzina. Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare. Sono figlia unica, avevo una vita normale, nessuno si aspettava di dover passare momenti così duri e dolorosi. I miei genitori hanno sempre pregato e chiesto l’aiuto della Madonna affinché non ci lasciasse soli in questa dolorosa prova.Nei mesi successivi però sono peggiorata, ho perso peso e sono iniziate delle crisi simil-epilettiche. Verso gennaio mia madre ha contattato un sacerdote che seguiva un gruppo di preghiera molto devoto alla Madonna, e ogni venerdì andavamo tutti e tre al Rosario, Messa e Adorazione. Una sera poco prima di Pasqua, finita la funzione, si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje, ne aveva solo una, ma in quel momento riteneva che io ne avessi più bisogno di lei. L’ho presa e appena sono tornata a casa l’ho messa al collo. Passate le vacanze ho telefonato al preside della mia scuola e mi sono fatta dare i programmi della classe che frequentavo, la terza liceo scientifico e nei mesi di aprile e maggio ho studiato. Nel mese di maggio, intanto, i miei genitori, hanno iniziato a portarmi ogni giorno al Rosario e alla S.Messa. All’inizio lo sentivo come un obbligo, ma poi ho iniziato a desiderare anch’io di andarci perché quando ero li e pregavo trovavo un po’ di conforto alla tensione provocata dal fatto di non poter fare le cose come gli altri miei coetanei.

Nella prima metà di giugno ho sostenuto degli esami a scuola, li ho passati e lunedì 20 giugno quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e dopo tre giorni ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre! Sono arrivata la mattina di venerdì 24 giugno 2005; durante la giornata abbiamo seguito tutte le funzioni e abbiamo avuto l’incontro con il veggente Ivan, lo stesso che più tardi avrebbe avuto l’apparizione sul monte Podbrodo. Alla sera quando mi è stato chiesto se volevo andare anch’io sul monte, ho rifiutato spiegando che la carrozzina su un monte non può salire e non volevo disturbare gli altri pellegrini. Mi hanno detto che non c’erano problemi e che avrebbero fatto a turno, cosìabbiamo lasciato la carrozzina ai piedi del monte e mi hanno preso in braccio per portarmi fino in cima. Era pieno di gente, ma siamo riusciti a passare.

Arrivati vicino alla statua della Madonna, mi hanno fatto sedere e ho iniziato a pregare. Ricordo che non pregavo per me, non ho mai chiesto la grazia di poter camminare perché mi sembrava una cosa impossibile. Pregavo per gli altri, per le persone che in quel momento si trovavano nel dolore. Ricordo che quelle due ore di preghiera sono volate via; preghiera che ho fatto veramente con il cuore. Poco prima dell’apparizione, il mio capogruppo seduto di fianco a me mi ha detto di chiedere tutto ciò che volevo alla Madonna, Lei sarebbe scesa dal Cielo sulla terra, sarebbe stata li, davanti a noi e avrebbe ascoltato tutti in modo uguale. Ho chiesto allora di avere la forza per poter accettare la carrozzina, avevo 17 anni e un futuro in carrozzina mi ha sempre spaventato tantissimo. Prima delle 22.00 ci sono stati dieci minuti di silenzio, e io mentre pregavo ero attratta da una chiazza di luce che vedevo alla mia sinistra. Era una luce bella, riposante, tenue; a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione. Intorno a me c’erano tante altre persone, ma in quei momenti era tutto buio, c’era solo quella luce, che quasi mi intimoriva e più di una volta ho tolto lo sguardo, ma poi con la coda dell’occhio mi era inevitabile vedere. Finita l’apparizione al veggente Ivan, la luce svanì. Dopo la traduzione in italiano del messaggio della Madonna, due persone del mio gruppo mi hanno preso per portarmi giù e sono caduta all’indietro, come svenuta. Sono caduta sbattendo la testa, il collo e la schiena su quelle pietre e non mi sono fatta il minimo graffio. Ricordo che era come se fossi stata su un materasso morbido, accogliente, non su quelle pietre dure e spigolose.Sentivo una voce dolcissima che mi tranquillizzava, mi calmava come coccolandomi. Subito hanno iniziato a gettarmi dell’acqua e mi hanno riferito che si sono fermati delle persone e alcuni medici che hanno provato a sentirmi il polso e il respiro, ma niente, non c’erano cenni di vita. Dopo cinque – dieci minuti ho aperto gli occhi, ho visto mio padre piangere, però per la prima volta dopo 9 mesi ho sentito le mie gambe e così scoppiando in un pianto ho detto tremando: “Sono guarita , cammino!” Mi sono alzata come se fosse la cosa più naturale; subito mi hanno aiutato per scendere dal monte perché ero agitatissima e temevano che mi facessi male, ma arrivata ai piedi del Podbrodo quando mi hanno avvicinato la carrozzina, l’ho rifiutata e da quel momento ho iniziato a camminare. Alle 5.00 del mattino seguente stavo scalando il Krizevac da sola con le mie gambe.

I primi giorni che camminavo avevo i muscoli delle gambe indeboliti e atrofizzati dalla paralisi, ma non avevo paura di cadere perché mi sentivo sorretta da fili invisibili alle spalle. Non ero andata a Medugorje in carrozzina pensando di poter tornare con le mie gambe. Era la prima volta che ci andavo, è stato bellissimo non solo per la Grazia che ho ricevuto, ma per l’atmosfera di pace, calma, serenità e grandissima gioia che lì si respira. All’inizio non facevo mai testimonianze perché ero molto più timida di adesso e poi avevo numerose crisi simil-epilettiche durante la giornata, tanto che a settembre 2005 non avevo potuto riprendere a frequentare la quarta liceo. A fine febbraio 2006 era venuto padre Ljubo a tenere un incontro di preghiera a Piossasco (TO) e mi avevano chiesto di andare a fare testimonianza. Ho un po’ tentennato, ma alla fine sono andata; ho reso testimonianza e ho pregato il S.Rosario. Prima che andassi via padre Ljubo mi ha benedetto e ha pregato qualche istante sopra di me; da lì a pochi giorni sono completamente scomparse tutte le crisi. La mia vita ora è cambiata e non soltanto perché sono fisicamente guarita. Per me la Grazia più grande è stata quella di scoprire la Fede e sapere quanto amore Gesù e la Madonna hanno per ciascuno di noi. Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro che va costantemente alimentato con la preghiera e l’Eucarestia. Qualche vento poi potrà soffiarci ma se è ben alimentato, questo fuoco non si spegne e ringrazio infinitamente Dio per questo immenso dono! Ora nella mia famiglia ogni problema lo affrontiamo con la forza del Rosario che preghiamo ogni giorno tutti e tre insieme. In casa siamo più sereni, felici perché sappiamo che ogni cosa è secondo la volontà di Dio, del quale abbiamo piena fiducia e siamo estremamente contenti che Lui e la Madonna ci guidino. Con questa testimonianza io voglio rendere grazie e lode alla Madonna e Gesù anche per la conversione spirituale avvenuta nella mia famiglia e per il senso di pace e gioia che Loro ci donano. Vi auguro di cuore che ognuno di voi senta l’amore della Madonna e di Gesù perché per me è la cosa più bella e importante della vita.

4° Seminario nazionale AIASM

“IL TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO E’ IN CRISTO: Profezia di FATIMA”

 

4° Seminario nazionale accompagnatori di pellegrinaggi mariani e organizzatori di gruppi di preghiera e di carità

24– 26 novembre 2017

FRATERNA DOMUS – Roma

PROGRAMMA:

VENERDI’ 24 novembre

ore 11:00 – Presidente Aiasm: presentazione del seminario;

ore  11,15 Saluto di Padre Dragan Ruzic.

ore 12:00 ANGELUS e CANTI

ore 12:30 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 Coroncina della Divina Misericordia

ore 15:00 relatore: Mons. Giuseppe Magrin Tema:” Il perché della scelta e dei luoghi delle apparizioni mariane”.

ore 16:00 – 16:30 pausa caffè

ore 16:00 risposte e domande

ore 17:00-18:00 Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 18:00 Rosario e canti.

ore 18:30 Santa Messa. Presiede Cardinale Re Giovan Battista

ore 20:00 Cena

ore 21.30 – (Presentazione Don Alberto Paccini, Rettore Basilica Santa                             Anastasia Roma )

Segue Adorazione notturna

 

SABATO 25 novembre

 

ore 7:00 – 7:30 Adorazione Eucaristica

ore 7:30 – 8:00 Lodi e

ore 8:00 – 8:45 Colazione

ore 9:00Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI

(Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “ La devozione a Maria: Perché ? “

ore 10:30 – 11:30 pausa caffè

ore 11:30 – 12:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 12:00 ANGELUS, Per l’ Omelia della Santa Messa.

Presiede Cardinale Angelo Comastri: Conversioni “Mariane “

concelebra Mons Giuseppe Magrin

ore 13,20 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 foto di gruppo

ore 15:00- Coroncina della Divina Misericordia

ore 15.30 Padre Sergio Gaspari con contributo del Prof. Giuseppe Lipari, Teologo. (Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “Le apparizioni Mariane, sono nel progetto di Dio per le emergenze della società e della chiesa.”

ore 16:30 – 17:00 pausa caffè

ore 17:00 – 18:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 18:00 –  Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 19:00 Riflessioni sul seminario. Conclusioni di p. Dragan Ruzic.

ore 19:30 Rosario e Canti.

ore 20:00 Cena

ore 21:00 – 21:30  Ringraziamento Eucaristico in ascolto dell’Ospite.

Segue Adorazione notturna

ore 21.30 LA NOSTRA IDENTITA’

Sessione riservata agli iscritti all’associazione AIASM. (L’ingresso in sala è consentito solo ai soci in regola con l’iscrizione e in possesso del tesserino 2017).

Ordine del giorno:

  1. Stato associazione;
  2. Proposte di modifiche dello statuto dell’associazione;
  3. Giornate di preghiera;
  4. Cooptazioni del direttivo;
  5. Varie ed eventuali.

Sarà presente Madre Rosaria Della Carità.

Saranno presenti per i canti e le musiche i musicisti del Divino Amore di Medjugorje.

DOMENICA 26 novembre 2017

ore 07:00 – colazione

ore 8:00 partenza per S. Pietro

ore 9:20 ritrovo davanti al cancello palazzo S. Uffizio (a fianco Basilica San Pietro)

ore 9:45 Lodi in latino con i capitolari nella Basilica di S. Pietro (facoltativo)

ore 10,30 – Santa Messa in Basilica San Pietro

ore 12,00 – Angelus, Benedizione e saluto di Papa Francesco.

Fine seminario

 

Per informazioni e iscrizioni mandare un’email a:

presidente@aiasm.it

segreteria@aiasm.it

www.aiasm.it

 

Messaggio del 2 settembre 2017

Messaggio del 2 settembre 2017

“Cari figli, chi potrebbe parlarvi meglio di me dell’amore e del dolore di mio Figlio? Ho vissuto con lui, ho patito con lui. Vivendo la vita terrena, ho provato il dolore, perché ero una madre. Mio Figlio amava i progetti e le opere del Padre Celeste, il vero Dio; e, come mi diceva, era venuto per redimervi. Io nascondevo il mio dolore per mezzo dell’amore. Invece voi, figli miei, voi avete diverse domande: non comprendete il dolore, non comprendete che, per mezzo dell’amore di Dio, dovete accettare il dolore e sopportarlo. Ogni essere umano, in maggior o minor misura, ne farà esperienza. Ma, con la pace nell’anima e in stato di grazia, una speranza esiste: è mio Figlio, Dio generato da Dio. Le sue parole sono il seme della vita eterna: seminate nelle anime buone, esse portano diversi frutti. Mio Figlio ha portato il dolore perché ha preso su di sé i vostri peccati. Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, voi che soffrite: sappiate che i vostri dolori diverranno luce e gloria. Figli miei, mentre patite un dolore, mentre soffrite, il Cielo entra in voi, e voi date a tutti attorno a voi un po’ di Cielo e molta speranza.
Vi ringrazio.”

Testimonianza di Mariano Fernando Polimeno

Ho vissuto un’esperienza indimenticabile toccando con lo spirito l’amore immenso di Maria e di nostro Signore. Da credente, poco praticante, da peccatore comune, ho fortemente voluto toccare il suolo sacro di Medjugore. Volevo farlo da tempo, esattamente dalla fine del 2012, un anno da dimenticare che ha cambiato la mia vita perchè sono stato operato alle corde vocali presso il san Raffaele….un intervento delicato ma grazie a Dio riuscito nonostante la mia voce sia cambiata….e così la mia vita nel suo essere.

Continuo ancora ad insegnare grazie alla mia forza di volontà e alla passione per l’insegnamento. Ma in quei momenti l’immagine di Gesù misericordioso e della Madonna mi sono state di conforto e sostegno.
Dopo l’intervento è scattato quel gran desiderio di Medjugorie…..sentivo di doverlo fare. Tre anni ho atteso….poi l’occasione buona e ci sono stato con degli  amici che ci vanno ormai da anni. Non ho chiesto nulla a Maria, solo il mio grazie.

Sentivo che era giunta l’ora di compiere questo viaggio. Non mi pentirò mai di averlo portato a termine. Benedetto sia il Signore e la sua grande Madre per quello che mi hanno fatto vivere e sentire in questi giorni di permanenza. Un benessere sin da subito, un senso di protezione mai provato prima, una pace interiore devastante. Non è semplice neanche per uno che con il lessico ci marcia tutti i giorni trovare le parole giuste per meglio far capire a voi, amici, quanto provato in termini di pace e amore. Nessuno mi parlava o era lì a condizionarmi su chissà quali storie….tutto accadeva da sé, spontaneamente nel silenzio della contemplazione. Sensazioni bellissime provate già al primo contatto con la statua della Madonna posta nella chiesa di san Giacomo, una Madonna incantevole, trascinante. Ti ponevi accanto a Lei e ne sentivi l’abbraccio….Lei ci chiama e Lei ci accoglie abbracciandoci e spogliandoci di ogni timore e paura. Poi le grandi camminate, per niente semplici da portare a termine ma fattibili con la forza della fede e con il sostegno della grande Madre….La camminata a piedi nudi che mi ha portato in cima alla collina delle apparizioni dove imperava la Vergine bianca che con grande amore accoglieva i suoi figli. E che dire dell’emozione provata aggrappandomi ai piedi del Cristo in croce, proprio lì a due passi dalla Madre. Lì non ho compreso più nulla, un abbraccio in totale silenzio, ad occhi chiusi………..

Ero aggrappato ai piedi del mio Gesù, Quello che spesso si dimentica di onorare nel rincorrere mete vane e inutili. Lì no, lì qualcosa mi chiamava a Lui, lì tolta ogni remora e paura me lo sono abbracciato stretto stretto sentendone tutta la protezione possibile. Sarei rimasto li aggrappato se non fosse che occorreva dare spazio anche agli altri figli. Credetemi amici miei una sensazione da provare. Poi la salita al monte della Croce, interminabile….e tanta meditazione, davvero tanta, inevitabile e spontanea. 

La farfalla poggiata sul mio piede, ha creato un bel pò di emozione. Eravamo giunti sulla collina ed eravamo impegnati nella recita del Rosario….quando questa farfalla ha cominciato a volteggiarmi attorno sino a posarsi sul piede, sostando per quasi tutto il Rosario….Ho visto dell’emozione attorno a me…..senonchè dopo ho chiesto la motivazione….e mi è stato detto che la farfalla in quel luogo sacro è la persona più cara scomparsa che trovandoti in uno stato di grazia viene a trovarti. Premetto che la sera prima sul sagrato della Chiesa di san Giacomo avevo superato un peso che da tempo mi portavo addosso, ossia la confessione. Questo sacramento che da oltre 40 avevo abbandonato…

 E voglio chiudere questa mia riflessione con la grande gioia di vivere tutto con migliaia di giovani provenienti da ogni dove, giovani che pregavano, cantavano e ballavano. I giovani che sanno divertirsi anche senza ricorrere a false chimere, che non necessitano di alcool o droghe, i giovani che sanno tendere la mano e sanno sorridere. E’ stato stupendo vivere tutto questo ed è inutile negare che si ritorna cambiati, di certo gioiosi e positivi ma anche con la consapevolezza che il difficile comincia ora perché ci si sente pronti alla battaglia per aiutare tutti coloro che da Dio si sono allontanati.

Un cuore triste non può vedere Dio, né sentire l’ala protettiva della Madonna….Bisogna reagire, combattere, pregare affinchè il male non prenda il sopravvento e bisogna farlo con la Preghiera, quotidianamente, occorre riportare il sorriso nei cuori di tutti perché solo in questo modo il mondo può tornare a sorridere. A distanza di giorni, tornato nella mia Gallipoli, in Puglia, continuo ad avvertire quella sensazione meravigliosa di abbraccio materno disceso dall’alto e il mio cuore ancora gioioso, una gioia incomparabile che mi fa quasi camminare sollevato da terra. Ci si sente sereni, vogliosi di dare amore, trasmettere positività e chiunque mi incontri vede nei miei occhi una luce nuova e rimane attratto dal mio dire. Sono andato a Medjugorie non per chiedere miracoli o chissà che ma solo per ringraziare e ricevere forza, rinvigorire la mia fede e ne sono uscito piacevolmente sconvolto con tanta voglia di ritornare. Cosa aggiungere se non la preghiera che Iddio e la Mamma di tutti ci aiuti in questo cammino terreno.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta.

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta, dopo aver pedalato per millesettanta chilometri

Don Renato Corona, un sacerdote italiano di sessant’anni, ed il cinquantenne Achille Ruffoni in soli dieci giorni (e precisamente dal 30 luglio al 9 agosto scorsi) hanno pedalato per millesettanta chilometri alla volta di Medjugorje. Don Renato è parroco della parrocchia di Valmalenco, in provincia di Sondrio. Durante una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, egli ha testimoniato che ad attenderli al loro arrivo, presso la statua della Madonna ubicata dinanzi alla chiesa di Medjugorje, c’era il parroco fra Marinko Šakota, che ha donato loro un Rosario. Questo, per don Renato, è il primo pellegrinaggio a Medjugorje: “Sono venuto con un amico col quale ero già andato a piedi a Santiago de Compostela. Un paio d’anni fa siamo anche stati a Caporetto, in Slovenia. Quest’anno abbiamo deciso di venire a Medjugorje. Molte persone mi avevano detto di venirci. Non avendo trovato nessuno che ci potesse seguire con un automobile lungo il tragitto, abbiamo portato il nostro bagaglio sulle biciclette. Faremo in bicicletta anche il ritorno, ma dopo essere arrivati a Zagabria e poi a Trieste in pullman. Da lì riprenderemo le nostre biciclette, per fare altri seicento chilometri”.

Messaggio, 25. agosto 2017 dato a Marija.

“Cari figli,
Oggi vi invito ad essere uomini di preghiera. Pregate fino a quando la preghiera diventi per voi gioia e incontro con l’Altissimo. Lui trasformerà il vostro cuore e voi diventerete uomini d’amore e di pace. Figlioli, non dimenticate che satana è forte e vuole distogliervi dalla preghiera. Voi, non dimenticate che la preghiera è la chiave segreta dell’incontro con Dio. Per questo sono con voi, per guidarvi. Non desistete dalla preghiera.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Ho visto due volte la Madonna e poi sono guarita

Che il progetto “Sardegna Terra di Pace” fosse una cosa straordinaria, era divenuto chiaro a tutti i soggetti coinvolti: il Parroco, il Sindaco ed il gruppo “Amici di Medjugorje in Sardegna”. Il 28 di Agosto 2012, il Consiglio Comunale di San Nicolò d’Arcidano approva all’unanimità l’intitolazione a “Piazza Regina della Pace” dell’area dei giardini di via Lazio. Subito viene fatto l’appalto per la sistemazione della piazza e rapidamente si concludono i lavori.

Frutto della generosità dei fedeli, la statua della Madonna, identica a quella che si trova a Medjugorje, è già pronta. In meno di due mesi tutto è completato per procedere all’inaugurazione. I tempi rapidi, considerando il coinvolgimento dell’Amministrazione Pubblica, hanno del prodigioso. Era chiaro il segno: la Regina della Pace aveva fretta di prendere il suo posto nella piazza.

Il giorno dell’inaugurazione c’era un vento non forte, abbastanza gradevole data la buona temperatura. Abbiamo ricordato un messaggio della Regina della Pace: Il vento è il mio segno. Io verrò nel vento. Quando il vento soffia sappiate che io sono con voi… Sono con voi nel vento. Non abbiate paura. [15 Febbraio 1984]

Prima della benedizione, mentre i fedeli recitavano il rosario, il vento è riuscito a sollevare il velo e a scoprire una parte del viso della statua tra l’emozione e la commozione generale; sembrava che la Madonna avesse urgenza di manifestarsi nel suo splendore, di essere realmente quello che la statua rappresenta: una presenza, la presenza della Regina della Pace accanto a noi, con noi, a dispensare le sue grazie sulla Sardegna e a quanti a Lei si rivolgono. Che questo sia vero, lo dimostra la straordinaria storia raccontata da Anna.

“Sono stata a Medjugorje a Settembre per la festa dell’Esaltazione della Croce. Il primo giorno attraversando il corridoio dell’albergo, giunta in prossimità di alcuni gradini, pur essendo sola, ho sentito una mano che mi ha spinto con forza. Sono caduta rovinosamente facendomi molto male a una gamba per cui non ho potuto fare le salite alla Collina e al Krizevac come desideravo e come ho sempre fatto. È stato un pellegrinaggio molto sofferto per l’impossibiltà di camminare e per il dolore. La gamba era gonfia, piena di lividi e le prime cure non avevano sortito alcun effetto. Rientrata in Sardegna ad Oristano le cose sono andate gradualmente peggiorando nonostante le cure nella clinica. I medici praticavano nella gamba le aspirazioni degli stravasi ematici con grosse siringhe senza che si verificasse alcun miglioramento. Mi guardavo la gamba sempre gonfia piena di liquidi con lividi diffusi e i segni delle incisioni per le aspirazioni, con un dolore che diventava insopportabile e mi domandavo se mai sarei guarita, se mai avrei ripreso l’attività di prima. Ero molto demoralizzata e i medici stabilirono che lunedì 22 ottobre, dopo la terapia avrebbero deciso sull’intervento. Domenica 21 ottobre era prevista a San Nicolò d’Arcidano l’inaugurazione della “Piazza Regina della Pace” e la benedizione della statua della Madonna. Non potevo e non volevo mancare. Sconsigliata da tutti, sono andata alla cerimonia accompagnata da alcune amiche.”

La testimonianza prosegue col racconto di quanto accaduto nella Piazza Regina della Pace.

“Mi hanno accompagnato sorreggendomi fino al centro della Piazza. I posti erano tutti occupati, ma c’è stato chi mi ha lasciato la sedia, in piedi non avrei proprio retto. Così mi sono trovata alla sinistra della Madonna dal lato in cui tende la mano. Potevo vedere bene la statua e il palco con l’altare.”

Inizia la cerimonia con la proclamazione del nome della Piazza, segue la processione con le confraternite, le ragazze nei costumi tradizionali, i chierichetti, il vescovo con i sacerdoti, il prefetto con i sindaci. C’è lo svelamento della statua della Regina della Pace che appare ai numerosi fedeli in tutto il suo splendore. Segue il rito di benedizione: il vescovo asperge la statua con l’acqua benedetta, segue il momento emozionante dell’incensazione della Madonna.

“Sentivo un forte dolore alla gamba, non sapevo se ce l’avrei fatta a resistere per tutta la cerimonia. Forse aveva ragione chi mi aveva sconsigliato dal venire. Mentre per il dolore mi angustiavo in questi pensieri, ho visto la Madonna vicinissima a me. Non riuscivo a capacitarmi, emozionata e confusa stringevo gli occhi. All’amica che mi stava vicina ho detto che oltre al male della gamba mi stava venendo una malattia agli occhi oppure la Madonna mi stava guarendo dalla miopia. Lei, la Regina della Pace era lì, vicinissima, non era una statua perché era viva, bellissima e mi guardava sorridendo. Nel corso della cerimonia poi, la Madonna si è avvicinata una seconda volta con lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Ero in gran confusione con il cuore in tumulto, piena di gioia e di spavento insieme. Cosa voleva dire tutto questo? Mi è accaduta poi un’altra cosa singolare. Ero molto preoccupata al momento della comunione dei fedeli: il dolore alla gamba si faceva sempre più forte, insopportabile. Non ero in condizioni di stare in piedi e tantomeno di avvicinarmi al sacerdote che era distante tra la folla dei fedeli. Nell’alzare lo sguardo, con sorpresa vedo dei sottili pali che partivano da dove ero seduta e a breve distanza l’uno dall’altro si succedevano in mezzo alla folla fino al punto in cui il sacerdote distribuiva la comunione. Ho sentito un’energia che mi ha fatto alzare e sostenendomi ai pali che io vedevo, afferrandoli alternativamente con una mano e poi con l’altra, sono arrivata dal sacerdote che mi dato l’eucarestia, era il sacerdote con cui ero stata l’ultima volta in pellegrinaggio. Allo stesso modo, afferrandomi ai pali sono tornata al mio posto. Mi sono poi resa conto che quei pali li vedevo solo io, mentre gli altri vedevano una signora che con le mani faceva dei gesti di afferrare l’aria procedendo in una maniera stramba. Chi sa che cosa avranno pensato nel vedermi muovere in quel modo.”

In effetti, alcuni hanno fatto presente il comportamento soprendentemente insolito di Anna, conosciuta come persona di grande compostezza, riservata, equilibrata, avulsa dall’attirare l’attenzione con gesti o particolari atteggiamenti. (A proposito dei sottili pali, un sacerdote, ascoltata la testimonianza, dirà di non meravigliarsi e di essere a conoscenza di altri casi, uno nel Lazio, in cui sono comparsi questi sostegni per chi aveva difficoltà a camminare. Sono i “bastoni della Madonna”).

La solenne cerimonia è giunta poi alla conclusione tra l’emozione e la gioia generale, mentre si accendeva la bellissima illuminazione notturna e i fedeli si affollano intorno alla statua della Madonna per contemplarla da vicino, sostando in preghiera. I cantori facevano risuonare le melodie medjugorjane e molti si avviavano verso la palestra, dove veniva offerta una consumazione per tutti. Anche per Anna era arrivato il momento di alzarsi.
“Le amiche hanno cercato di aiutarmi, ma io mi sono alzata da sola e abbiamo iniziato a camminare. Mi hanno fatto notare che camminavo senza zoppicare e ho risposto loro che in effetti sentivo la gamba più leggera. Volevano che ci fermassimo a prendere qualcosa, data l’ora, ma io desideravo solo rientrare a casa. Durante il viaggio di rientro sentivo nella gamba un calore fortissimo, bruciante. Giunta a casa, la prima cosa che ho fatto è stata quella di togliermi la scarpa e la calza per guardarmi bene la gamba. Non credevo ai miei occhi: la gamba era asciutta, sottile, scomparso ogni gonfiore, senza i lividi e senza i segni delle incisioni per le aspirazioni, la vedevo sana come se mai avessi avuto alcun problema, completamente guarita. L’emozione è stata grandissima , non ho dormito , ho pregato, pianto e ringraziato la Madonna tutta la notte. L’indomani lunedì 22 ottobre era il giorno fissato per la terapia in clinica e per la decisione dell’intervento. Mi sono presentata tutta gioiosa e sorridente. La dottoressa che era già pronta con una grossa siringa per le aspirazioni e al vedermi ha esclamato: “C’è poco da stare allegri, non lo sai che ti devo fare molto male?” e nel visitarmi, notando la scomparsa delle incisioni fatte, con grande meraviglia: “Che cosa è successo? La gamba non ha più niente, non c’è più bisogno di cure, è completamente guarita!”. Ho raccontato alla dottoressa che il giorno prima, pur stando molto male, ero stata a San Nicolò d’Arcidano per l’inaugurazione della Piazza e la benedizione della Statua della Regina della Pace e che lì avevo vissuto una straordinaria esperienza della speciale presenza della Madonna in quel luogo, tornando a casa con la gamba guarita”. Mentre parlavo è entrato il medico con cui si doveva decidere dell’intervento alla gamba e all’udire queste cose, con ironia mi ha detto: “Si vede che l’ha baciata la Madonna!”. Senza esitare, guardandolo con fermezza gli ho risposto: “Dottore, io sono certa che è stata la Madonna a guarirmi! Mi son fatta male cadendo a Medjugorje e la stessa Madonna di Medjugorje mi ha guarito nella sua Piazza a San Nicolò d’Arcidano.”

I medici non hanno potuto fare altro che constatare l’improvvisa guarigione. Anna, in seguito ha evitato di prendere l’ascensore ed è salita a piedi fino al quinto piano a casa di un’amica. È proprio guarita.

Giovedì 8 novembre, Anna si reca di nuovo a S.N. d’Arcidano nella Piazza Regina della Pace per ringraziare la Madonna e donare come segno di riconoscenza una bellissima rosa d’argento che è custodita nella Parrocchia. Il 12 novembre ha fatto la testimonianza della sua guarigione nell’incontro di preghiera degli “Amici di Medjugorje in Sardegna” nella cappella del seminario arcivescovile di Cagliari e sabato 1 dicembre nell’incontro di preghiera nella chiesa parrocchiale di San Nicolò d’Arcidano. Ha testimoniato poi davanti all’arcivescovo di Oristano e a diversi sacerdoti. E’ tornata poi diverse volte a pregare la Madonna nella Piazza Regina della Pace. La documentazione medica è stata completata e verrà consegnata al vescovo di Oristano e al Parroco di San Nicolò d’Arcidano.

Lode alla Regina della Pace che con le sue meraviglie fa sentire la sua materna presenza in mezzo a noi.

Fonte: sardegnaterradipace.com

18° SEMINARIO INT. PER LE COPPIE SPOSATE A MEDJUGORJE

18° SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LE COPPIE SPOSATE

Il 18° Seminario internazionale per le coppie sposate si svolgerà a Međugorje dal 8 al 11 novembre 2017.

 ” La vostra carità si arricchisca sempre più”  (Fil 1, 9)

Alla scuola della Madonna

Programma:

 Mercoledi, 8 novembre 2017

  1. 00 Registrazione dei partecipanti
  2. 00 Introduzione al seminario
  3. 00 Programma di preghiera serale in chiesa

 Giovedì, 9 novembre 2017  

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

14.00          Preghiera sul Križevac

17.00          Programma di preghiera serale in chiesa

Venerdì, 10 novembre 2017

  1. 00 Preghiera sulla Collina delle apparizioni
  2. 30 Lezione, discussione

12.00          Adorazione nel silenzio del Santissimo Sacramento dell’Altare

15.00          Lezione, discussione

Preparazione alla confessione

17.00 Programma di preghiera serale in chiesa

Sabato, 11 novembre 2017

  1. 00 Preghiera mattutina
  2. 30 Lezione, discussione

11.00 Esperienze dei partecipanti

12.00          S. Messa conclusiva

I relatori del seminario sono fra Marinko Škota e p. Mijo Nikić

            Padre Marinko Šakota – nato a Čitluk nel 1968, frequenta le scuole dell’obbligo e la prima classe delle superiori a Čitluk. Scelta la vocazione francescana, si reca al Seminario francescano di Visoko dove porta a termine il secondo anno. Gli ultimi due anni del liceo li finisce presso il Liceo dei gesuiti di Dubrovnik (Ragusa), dove consegue la maturità classica. Veste l’abito francescano il 15 luglio 1987 a Humac, dove trascorre l’anno di Noviziato. Intraprende gli studi di filosofia e teologia a Sarajevo presso l’Istituto Teologico Francescano di Sarajevo (1989 – 1990). Poi è a Fulda, in Germania (1995), dove consegue la laurea.

Prende i voti perpetui a Široki Brijeg nel 1993. È ordinato diacono a Zagabria nel 1996 e sacerdote a Frohnleiten sempre nel 1996. Presta il suo primo servizio nel convento francescano di Innsbruck, dove trascorre un anno come coadiutore. Poi è a Frohnleiten come assistente spirituale e ad Augsburg (Augusta) come cappellano. Trascorre tre anni a Mostar come cappellano e sette anni a Gradnići come parroco. Dal settembre del 2010 presta servizio a Međugorje come cappellano. È parroco della parrocchia di Međugorje dal 2013.

  1. Mijo Nikić – sacerdote della Compagnia di Gesù, è nato nel 1953 a Gornji Zovik (BiH). Proviene da una numerosa famiglia con ben dodici figli. Conclusi gli studi di filosofia e teologia a Zagabria presso i gesuiti, ha conseguito la laurea magistrale in psicologia del profondo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di teologia di Zagabria, discutendo la seguente dissertazione: “L’immagine di Dio nei nuovi movimenti religiosi”. Dal 1992 insegna psicologia, psicologia della religione e storia delle religioni alla Facoltà di filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria. Presso l’Istituto teologico della Compagnia di Gesù (studi di teologia) insegna i sacramenti della penitenza (confessione) e dell’estrema unzione, mariologia e escatologia.

Ha pubblicato diversi articoli in varie riviste. Partecipa a simposi nazionali e internazionali. È redattore di diverse miscellanee e raccolte: Nuovi movimenti religiosi (1997); Reincarnazione e/o resurrezione (1998); Fede e salute (2007); Malattia e salute nelle religioni (2011). Ha dato alle stampe i seguenti libri: L’immagine di Dio nelle sette religiose e nei nuovi movimenti religiosi (2003); Psicologia della famiglia (2004); Con gli occhi dello psicologo – teologo (2015); Psicoterapia biblica (2015); Come superare la paura con la fede (2005); Immagini di Dio vere e false (2011). Tiene esercizi spirituali per sacerdoti, suore e famiglie; seminari a sfondo psicologico – spirituale per giuristi, manager e altri professionisti sul ruolo della spiritualità nella gestione dello stress. È presidente della Fondazione del vescovo Josip Lang che si occupa d’assistenza ai vecchi e ai bisognosi.

In quanto esperto in psicologia, ha fatto parte della Commissione internazionale pontificia di inchiesta e studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje.    

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa. Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr >, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic). Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Međugorju.

 Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma.

 

Messaggio del Card. C. Schönboral festival dei giovani 2017

Messaggio del Cardinal Christoph Schönborn ai giovani presenti a Medjugorje

Anche quest’anno il Cardinale di Vienna, S.E.R. Mons. Christoph Schönborn, nostro caro amico, ha rivolto un pensiero a tutti i partecipanti all’Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani:

«Cari giovani amici,

vi siete nuovamente recati a Medjugorje in così gran numero. Nessuno vi ha ordinato di andare là con questa calura estiva. L’avete fatto perché era un desiderio del vostro cuore, altrimenti non vi sareste impegnati a realizzarlo. Cosa vi spinge ad andare a Medjugorje? Non una moda, non un trend, non un entusiasmo momentaneo.

A spingervi a farlo è la particolare vicinanza della Madonna, che vi attrae. Anch’io l’ho sperimentata a Lourdes e in altri luoghi in cui Maria mostra la sua vicinanza e concede di sperimentare la sua presenza. Dalla vicinanza di Maria, infatti, scaturisce una forza particolarmente vigorosa e una tale consolazione! Quante persone hanno ritrovato la fede e si sono convertite vicino alla Madonna! Quante persone sono tornate a confessarsi e a ricevere il perdono di Dio anche dopo molti anni! Mi ha molto toccato il fatto che il nostro Santo Padre abbia nominato il suo Inviato Speciale per l’accompagnamento pastorale di Medjugorje – l’Arcivescovo di Varsavia – Praga Henrik Hoser – l’11 febbraio di quest’anno, nella Festa della nostra cara Madonna di Lourdes. Questo è un bel segno, come pure lo è il fatto che, tra i frutti di Medjugorje, egli abbia messo particolarmente in rilievo le molte conversioni

Perciò vi prego di fare quello che Papa Francesco ci chiede sempre in modo accorato: preghiamo per lui! Lui è il Successore di San Pietro, colui al quale Gesù ha affidato l’intera Chiesa. E vi chiedo ancora un’altra cosa, che Papa Francesco ci ricorda sempre: di avere amore verso i poveri e i piccoli. Chi ha cuore per i poveri di qualunque genere, non può fallire nella vita. Da Medjugorje scaturisce un grande amore nei confronti delle persone in difficoltà. In questi giorni sono con voi col cuore e vi auguro di ricevere molte grazie, di fare una buona Confessione e di provare la gioia di autentiche Celebrazioni comunitarie. Non permettete a niente e a nessuno di sottrarvi questa gioia. Essa è, infatti, per il mondo contemporaneo una convincente testimonianza.

Vostro Christoph Cardinal Schoenborn»

 

Dall’Italia a Medjugorje in bicicletta

Denis Antoniol e Massimo Morandin, due pellegrini italiani, sono venuti in bicicletta a Medjugorje partendo da Fontanelle, in provincia di Treviso. Denis ci ha testimoniato quanto questa esperienza sia stata bella e come, nonostante la stanchezza e i molti chilometri percorsi, valesse la pena arrivare alla meta: “Ogni venuta a Medjugorje ti rafforza. Durante il nostro pellegrinaggio, abbiamo incontrato persone molto gentili. Quando ci fermavamo per le tappe intermedie, parlavamo con la gente e, quando dicevamo quale fosse la nostra destinazione , le persone restavano stupite del nostro progetto”.

Massimo, invece, ha evidenziato che l’idea di questo pellegrinaggio in bicicletta era nata già nel 2014, in occasione dell’anniversario delle apparizioni, quando lui era venuto qui per la prima volta. Ha poi aggiunto: “Già quindici chilometri prima di Medjugorje, nonostante la stanchezza, abbiamo provato una grande gioia e ci sentivamo come se fossimo appena partiti. Arrivando, abbiamo provato sentimenti incredibili. Alcuni nostri amici italiani stavano aspettando il nostro arrivo! Quando torneremo a casa, la gioia provata in questi giorni sarà certamente di esempio anche per tutti coloro che incontreremo” (Radiopostaja „Mir” Međugorje/medjugorje.hr).

Apparizione a Ivan 5 agosto 2017

Ecco quanto Ivan ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta sabato 5 agosto 2017, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Vorrei descrivervi brevemente l’incontro di stasera con la Madonna. Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice. All’inizio, ha salutato tutti noi col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi, con grande gioia, ha pregato qui su tutti noi con le mani distese. Poi la Madonna ha detto:“Cari figli, anche oggi mi rallegro insieme a voi. Anche oggi desidero invitarvi a decidervi per Gesù. Vedo così tanti giovani che stanno ritornando a Lui, che si stanno decidendo per Lui e stanno cambiando. Pregate per i giovani, cari figli, pregate per le famiglie! La Madre prega per tutti voi. Specialmente in questo tempo di grazia, pregate di più! Pregate che mio Figlio nasca nei vostri cuori e vi rinnovi, e permettete allo Spirito Santo di guidarvi. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.In seguito, la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto anche tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Ho raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie. Ho raccomandato anche tutti i giovani che stanno partecipando a questo Festival e le loro famiglie. Poi la Madonna ha continuato a pregare, e in questa preghiera se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

Testimonianza di una mamma

Riceviamo una testimonianza e pubblichiamo:

Ciò che voglio testimoniarvi oggi,è un abbraccio vivo che come famiglia abbiamo ricevuto,è un raggio di luce che ti trapassa il cuore,è un amore divino che va ben oltre ogni nostra più piccola aspettativa;è un incontro speciale,in un luogo altrettanto speciale: Medjugorje. In questo celeste angolo di cielo,già da parecchi anni,andiamo a ricaricare le nostre vite, là andiamo a nutrirci della presenza viva della Vergine, là andiamo ad accoccolarci al Suo Cuore, perché in quei momenti, la gioia ti squarcia il cuore e neppure la morte fa più paura. Ogni pellegrinaggio,ti lascia qualcosa di nuovo, di unico, ti regala un flash di vita che fa parte di un opera che Dio sta pensando per te. Ecco,questo proprio questo è ciò che abbiamo ricevuto in special modo nel nostro ultimo pellegrinaggio in questa terra speciale. Erano i primi giorni di novembre. Avevamo abbracciato Medjugorje solo due mesi prima, però ahimè, quando il Cielo chiama, non si può dir di no, perché nella grazia di Dio,c’è la vita,e la vita la cosa più bella e meravigliosa che esista. Si a volte i disegni di Dio ti prendono in contropiede, sconvolgono i nostri progetti umani ma, sono la nostra realtà ,basta che ci fidiamo di Dio. Vi assicuro che, guardare a Dio a cuore sobrio non è stato subito semplice, però poi…. Ero già sposa e madre di tre creature, doni grandi dell’Altissimo… ci sentivamo già appagati, ma il buon Dio non la pensava come noi… In tanti modi, come singoli e come sposi, lui ci dava segni che da noi, lui desiderava ancora un “sì” per la vita… Lui,re dell’ universo, che con infinito amore cercava proprio noi,rispettando le nostra libertà e il nostro cuore. Un giorno,in preghiera gli dissi… Signore come assecondarti ,tu sai come è difficile completare ogni mese,tu conosci tutto ,un altra creatura da crescere,non è pensabile, come facciamo. Dammi un segno, fammi capire.”Ed è qui che Medjugorje si fa per noi grazia..una sera,ci contatta un’amica,e ci inviata a ripartire per Medjugorje..è bastato uno sguardo tra me e mio marito,e lui mi ha detto..”Se la Madonna ci vuole andiamo,la provvidenza ci aiuterà”…e cosi è stato…provate a pensare ad una famiglia di 5 persone che parte..non è così economico,ma,vi garantisco,la provvidenza di Dio ha pensato anche a questo, perché’ i disegni di Dio,non sono composti a metà…..e cosi partiamo. Medjugorje ci attendeva con un cielo meravigliosamente azzurro,il sole splendente,e tanta tanta pace. Sentivamo nel cuore,che non eravamo partiti per caso. Finché arriva la notte prima dell’apparizione di Mirijana. Quella notte la stanchezza era tanta,ma non riuscivo a dormire perché sentivo dentro a cuore qualcosa che non avevo mai provato in vita mia; mi sentivo ardere dentro,era un qualcosa di grandioso, quella gioia era qualcosa che va oltre la nostra gioia….Sul far del mattino,mi raccolgo in preghiera e quella gioia continua ad accompagnarmi. Dopo qualche ora,ci avviamo verso la collina delle apparizioni,e,diversamente da tutte le altre volte,ho desiderio di salire un po’ per essere più vicina alla Croce blu. Troviamo un posticino in un cortile privato, lì si stava bene,ma ahimè qualcosa dentro mi diceva che dovevo vedere il sole,e il quel cortile,ero all’ombra di un garage. Uniti in preghiera,viviamo l apparizione e al termine,prima che la folla si muova, scendiamo la collina per trovare un raggio di sole da vedere nel cielo. Mentre scendiamo,troviamo una signora,un po’ anziana,che ci fa un sacco di complimenti,per la nostra famiglia,e li fa più volte. Il che mi ha lasciato stupita, perché, fra tanta gente con bambini, quella marea di complimenti cadeva gioiosamente su di noi. Comunque sia,scendiamo di qualche metro e,qualcosa ha voluto che fotografassi il sole. Feci quella foto con una mano, perché con l altra reggevo la piccola che dormiva….al primo scatto,mi accorsi che si vedeva un calice,con l’Ostia sopra. bellissima,luminosa,e colma di luce. Immensa fu per me la commozione,qualcosa che le parole nn possono descrivere a pieno. In quel preciso istante,sentii qualcosa in me che mi disse:” Fai la mia volontà al resto ci penso io”.Guardai mio marito,e gli riferii questa cosa…mi fece un sorriso e mi disse…ok,sia fatta la tua volontà,e,nello stesso momento,anche io donai il mio “si” al Signore…Ecco la chiamata a Medjugorje, ecco l amore di Dio che si faceva parola e vita…..

Esattamente 23 giorni dopo,ancor prima dell’ arrivo del nuovo ciclo,il test ci annunciò che la volontà di Dio aveva preso dimora del mio grembo,stava arrivando GIOSUÈ MARIA. Consacrai sin da subito il mio grembo a Maria e a Gesù e a loro,ogni giorni affidavo quel dono. Sono certa,che prima di conoscere me,il mio piccolino ha conosciuto il volto di Gesù e quello della sua Mamma , Maria. Fu una gravidanza tortuosa,ogni giorno si aggiungeva una prova,ma la preghiera di tante tante persone,e il mio fragile ma continuo affidamento,ci hanno portato alla vita,al trionfo della vita,perché siamo salvi entrambi per amore di Dio.

Messaggio del 2 agosto 2017, dato a Mirijana.

“Cari figli,
per volontà del Padre Celeste, come Madre di Colui che vi ama, sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo. Non temete, non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli. Apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore. Perciò pregate: pregate operando, pregate donando. Pregate con amore, pregate con le opere e con i pensieri, nel nome di mio Figlio. Quanto più amore darete, tanto più ne riceverete. L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, lui ha fatto per voi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo e perdonando sempre di nuovo il prossimo. Perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate?
Vi ringrazio!”