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Due sacerdoti raccontano la loro vocazione nata a Medjugorje

Don Gonzalo Moreno e don Carlos Ballbé, due futuri sacerdoti spagnoli, sono stati ospiti di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje. Secondo quanto loro stessi testimoniano, la loro vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje.
Don Gonzalo ha sentito parlare per la prima volta di questo luogo nel 2005, in occasione della morte di San Giovanni Paolo II: “In quel periodo lavoravo per un giornale di Madrid, e ci era giunta notizia che uno dei veggenti di Medjugorje aveva visto Giovanni Paolo II durante una apparizione, dopo la sua morte. Quella informazione interessò molto il direttore del giornale che, visto l’interesse crescente dei lettori, inviò a Medjugorje dei giornalisti, tra cui anche me. Io avevo un parere negativo su questi eventi: non ci credevo ed ero contrario, anche se a Madrid avevamo intervistato alcune persone che ci avevano riferito storie straordinarie su questo luogo.
Ma per me tutto è cambiato quando sono venuto di persona ed ho visto come la fede, la devozione alla Madonna ed i Sacramenti vengono vissuti qui. Grazie a Medjugorje ed alla sua spiritualità, posso continuare a crescere nel mio rapporto con Dio, nella mia relazione filiale verso la Chiesa e nei confronti della Madonna, la mia Madre del Cielo. Conoscere chi è Dio in realtà è un frutto di Medjugorje. Qui la gente ha una reale esperienza di Dio, e non ne parla solo in modo teorico. Sono venuto venti volte, a partire dal 2006. Quando sono tornato a casa dopo la prima volta, nessuno credeva al mio racconto su tutto quello che avevo sperimentato qui, e nessuno mi ha prestato fede neppure quando ho intrapreso il cammino del sacerdozio. Avevano ragione a dubitare, perché la mia vita in precedenza non era buona: sono stato anche nel mondo della droga. Per cui capisco perché la gente non mi credeva, ora però mi credono perché sono veramente un miracolo della Madonna. Incoraggio tutti a venire a Medjugorje”.
Don Carlos è venuto per la prima volta a Medjugorje nell’agosto del 2005: “Voglio dire anzitutto che la mia vita è completamente cambiata, perché qui ho ricevuto la mia chiamata e ho fatto esperienza della vicinanza di Dio. Medjugorje ha cambiato anche tutta la mia famiglia. Ho creduto alle apparizioni fin dal primo momento in cui ne ho sentito parlare.
La mia vocazione è un primo frutto di Medjugorje, perché non avevo mai neppure pensato di poter diventare sacerdote. Qui, con la Madonna, ho imparato a pregare col cuore. Ho studiato giornalismo, volevo diventare un inviato di guerra, e giocavo a hockey su prato fin dall’età di cinque anni. Due anni fa, quando sono venuto qui, nella mia vita è avvenuto un grande cambiamento. Tornare a Medjugorje, per me significa tornare all’inizio, prendere un po’ d’aria e respirare”.

Fonte www.medjugorje.hr
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La festa di san Giacomo a Medjugorje

Celebrazione della Solennità di san Giacomo, Patrono della parrocchia di Medjugorje

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Mercoledì 25 luglio 2018 ricorrerà la Solennità di san Giacomo il maggiore, Patrono della parrocchia di Medjugorje. Quel giorno, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00. La Celebrazione Eucaristica principale si terrà, invece, alle ore 11:00 nel boschetto attiguo alla chiesa. La Processione con il simulacro del santo partirà dalla chiesa alle ore 10:45. Quest’anno la sua statua sarà portata dai parrocchiani della frazione di Miletina. Poiché quel giorno sarà anche il 25 del mese, a partire dalle ore 22:00 si svolgerà la consueta Adorazione Eucaristica notturna. Come sempre, dopo una prima ora di Adorazione comunitaria, dalle 23:00 in poi il Santissimo sarà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino del 26 luglio. I parrocchiani di Medjugorje si stanno preparando a questa ricorrenza con una novena. Il programma di preghiera inizia ogni sera, come di consueto, alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario presso l’Altare esterno, per poi proseguire con la Santa Messa delle ore 19:00. In questi giorni della novena, il Rosario serale viene guidato dai parrocchiani di Medjugorje.

La parrocchia di Medjugorje fu fondata nel 1892 e venne posta da subito sotto la protezione di san Giacomo Apostolo. In quello stesso anno venne costruita anche la casa parrocchiale. Solo cinque anni più tardi, ossia nel 1897, grazie all’impegno profuso dal parroco e dagli abitanti, fu poi costruita la prima chiesa parrocchiale. Seppur spaziosa e bella per quei tempi, con l’andar degli anni la sua struttura portante venne indebolita dal terreno sdrucciolevole su cui era costruita, e divenne perciò inevitabile progettare l’edificazione di una nuova chiesa. I lavori di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale cominciarono nel 1934 e si conclusero nel 1969. Fino all’estate del 1981, questa parrocchia ha vissuto una vita normale, ma, a partire da quella data, questo luogo e la sua chiesa sono divenuti il punto di incontro di milioni di pellegrini e devoti della Regina della pace del mondo intero.

Il Patrono della parrocchia di Medjugorje, san Giacomo Apostolo, e suo fratello Giovanni erano figli di Zebedeo, un pescatore che svolgeva questo suo lavoro sul lago di Genezaret. San Giacomo si unì dapprima ai discepoli di Giovanni Battista, per poi divenire in seguito discepolo di Gesù. Insieme a Pietro e Giovanni, egli fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo e della Trasfigurazione di Gesù. San Giacomo fu, in seguito, tra coloro che rimasero accanto a Gesù durante la sua agonia nell’orto del Getsemani. Egli è stato il primo degli Apostoli che, per ordine del re Erode Agrippa I, diede la sua vita per il Vangelo nel 43 o 44 d. C. È il Patrono dei pellegrini, e le sue reliquie si trovano presso il Santuario di Santiago de Compostela, in Spagna. La sua statua presente nella chiesa di Medjugorje, similmente a quelle che si trovano in altri luoghi, raffigura il Patrono dei pellegrini con in mano un bastone, una “zucca” per l’acqua e una conchiglia.

Apparizione straordinaria ad Ivan 6 agosto 2018

Apparizione ad Ivan, lunedì 6 agosto 2018, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Anche stasera, come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinarlo un po’ anche a voi, e dirvi le cose più importanti di questo incontro. Anche oggi la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice. All’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi la Madonna ha steso le mani ed ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi. Ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi desidero invitarvi in modo particolare al perdono. Perdonate, cari figli, ed aprite così allo Spirito Santo la via al vostro cuore. Prego, cari figli, per tutti voi ed intercedo presso mio Figlio. Pregate insieme a me per i miei piani. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Ho raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie, ed in particolare ho raccomandato tutti voi malati presenti. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti voi per un periodo di tempo, e in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

L’eredità di padre Slavko.

Dopo 36 anni di apparizioni della madonna a Medjugorje, ciò che padre Slavko Barbaric ha detto è ancora vero: “Medjugorje può essere spiegata solo attraverso la presenza della Madonna “. padre slavko,morto improvvisamente il 24 novembre 2000, è stato il grande cavaliere della Madonna. Ha preparato la via della madonna a Medjugorje con zelo instancabile e ha condotto il popolo attraverso di lei,a cristo, suo figlio.
Padre Marinko Sakota, l’attuale parroco di Medjugorje, proviene dalla scuola di padre Slavko. ha rilasciato questa intervista .

PADRE MARINKO, COSA SA DIRE DI PADRE SLAVKO? LO CONOSCEVA MOLTO BENE, LA SUA FAMIGLIA ERA ANCHE LEGATA A LUI. COME ARRIVÒ A MEDJUGORJE?

PADRE SLAVKO ha sentito parlare di MEDJUGORIE per la prima volta nel 1981,Non sono sicuro che sia venuto a MEDJUGORIE nel 1981- forse si. In ogni caso ,so che era a MEDJUGORIE dall’ aprile 1982 quando ha cominciato a studiare gli eventi del luogo. Si è occupato delle apparizioni per 5 mesi.

STUDIAVA ALLORA TEOLOGIA E PSICOLOGIA A FRIBURGO ,IN GERMANIA ?

Sì,era ancora all’ Università. Voleva concludere la sua tesi in teologia pastorale. Da Aprile a Settembre è stato sempre accanto ai veggenti, esplorando e analizzando quanto accadeva. Tutto ciò gli ha permesso di concludere che le apparizioni sono reali. HA analizzato i veggenti secondo i suoi metodi psicologici e ha capito che dicevank la verità. Quando si è reso conto di questo, PADRE SLAVKO si è impegnato totalmente a favore di MEDJUGORIE,dei messaggi della MADONNA ,con una dedizione totale . Per lui non c’erano ” se e ma”.

QUESTO COMPORTAMENTO HA AVUTO CONSEGUENZE PER LUI?

SÌ. Prima ha dovuto terminare la sua tesi. Quando è tornato,è stato trasferito a MOSTAR. Gli era stato proibito di tenere seminari in quel luogo. Poi è venuto a MEDJUGORIE come cappellano,dove ha lavorato con pieno impegno. Amava molto la MADONNA e voleva realizzare tutti i suoi desideri .

È STATO IN GRADO DI FARLO FACILMENTE?
QUESTA VOLTA NON SI SONO FRAPPOSTI OSTACOLI?

In realtà è stato spostato diverse volte;in vari luoghi . Ma ogni giorno veniva a MEDJUGORIE.
Egli aveva capito che il messaggio della REGINA DELLA PACE era che ella aveva bisogno di un servo,che potesse supportare questi messaggi con fedeltà incondizionata. Credo che lui fosse proprio la persona adatta per questo ruolo . Egli è diventato – come si dice- l’ anima di quest’opera ,completamente assorbito da questo lavoro. Tutto quello che ha fatto è stato fatto con tutto il suo impegno .

SI PUÒ DIRE CHE PADRE SLAVKO È DIVENTATO UN SIMBOLO DI MEDJUGORIE,UN TESTIMONE SPECIALE DELLA MADONNA?

Ciò che è veramente MEDJUGORIE,il suo significato ed il suo impatto sul mondo, potrebbe essere visto nella persona di PADRE SLAVKO. Egli è stato testimone di MEDJUGORIE,servo e apostolo della MADONNA,e lo ha vissuto dal profondo del cuore .

CARO PADRE MARINKO,CHE COSA SI È REALIZZATO CON L’ INTENSO IMPEGNO DI PADRE SLAVKO VERSO LA MADONNA?

HA avviato l’adorazione del SANTISSIMO SACRAMENTO sull’Altare. La MADONNA ha detto in un messaggio: “PREGATE: ADORATE MIO FIGLIO CON IL VOSTRO CUORE “! Lui si è imposto di tenere l’ADORAZIONE regolarmente. HA iniziato la VIA CRUCIS; ha avviato seminari per digiuno,seminari per sacerdoti,seminari per coppie. Ha iniziato tutto questo da capo. Il festival della gioventù è stato un nuovo inizio,e il suo successo continua ancora oggi. HA fondato l’associazione “AMICI DEI TALENTI” per studenti poveri ma talentuosi. HA iniziato anche la celebrazione del Capodanno “CON DIO NEL NUOVO ANNO”,la marcia per la pace,il lavoro con i tossicodipendenti,il VILLAGGIO DELLA MADRE. Il suo amore per la natura ha portato alla Creazione del giardino di SAN FRANCESCO dopo che la MADONNA,in un messaggio ,ci ha chiamati ad amare e lodare DIO, il CREATORE ,nella natura.

EGLI HA ANCHE AVVIATO LA VENERAZIONE DELLA CROCE A SEGUITO DI UN MESSAGGIO DELLA MADRE CELESTE CHE DICEVA : ” ADORATE MIO FIGLIO SULLA CROCE!”.

Esatto! Ha fatto tutto secondo i desideri della MADONNA. Per non parlare dei suoi viaggi in tutto il mondo dove ha diffuso i messaggi della MADONNA ,dei libri che ha scritto su di lei nelle ore notturne,delle trasmissioni radiofoniche in cui ha dato testimonianze su di lei…

COME HA VISSUTO IL SUO MINISTERO SACERDOTALE A MEDJUGORIE?

È stata una vita piena di attività e di preghiera profonda ; so che si alzava alle 5 del mattino ed andava a dormire alle 1 di notte,HA lavorato,lavorato e pregato. Molto spesso saliva di notte sulla montagna a pregare.

QUAL’ È STATO IL BACKGROUND O LA FORZA TRAINANTE DELLA SUA GRANDE OPERA E DEL SUO LAVORO SACERDOTALE?

Anche noi ci siamo spesso chiesti: Come fa ad organizzare cose così grandi? Questo è ciò che mi interessa da sempre.
Cosa c’è,ad esempio, alla base del suo lavoro per il FESTIVAL DELLA GIOVENTÙ a cui partecipano migliaia di persone da tutto il mondo ? Come riusciva a fare tutto ciò?Come si fa ad entusiasmare tutti con il proprio modo di lavorare? Come si può creare un clima così buono ,un’ atmosfera così buona per una vita felice?

E PADRE MARINKO, LEI LO HA SEGUITO QUINDI?

Sì,è per questo che “sono andato dietro di lui” e ho obbedito e guardato : Cosa ha mosso PADRE SLAVKO? Che cosa lo ha motivato ?La risposta è: L’ AMORE!

COME FA AD UTILIZZARE SOLO UNA PAROLA PER RIASSUMERE LA SUA ATTIVITÀ?

Amava DIO e la MADONNA. PADRE SLAVKO amava la gente, la natura, tutto, ed è per questo che lo abbiamo seguito. HA fatto tutto col cuore : ha ascoltato la CONFESSIONE,HA CELEBRATO LA SANTA MESSA. Tutto quello che ha fatto ,lo ha fatto con il cuore . Vale a dire, ha fatto tutto con e per amore:
Parlava con AMORE ,Si è impegnato per gli altri con AMORE. HA fatto tutto con AMORE- con pieno impegno ,con tutto il suo essere lì,sempre presente.

NON VI SIETE MAI CHIESTI COME ABBIA FATTO PADRE SLAVKO a sviluppare questo AMORE? Forse dovremmo spiegare da dove viene questo AMORE .

Certo ,ce lo siamo chiesto! Com’è possibile che questo AMORE lo abbia motivato tanto, da dove viene ?Diciamo prima che l’ AMORE è un dono di DIO. È lì,presente in tutti noi. MA È anche il frutto della cooperazione .PADRE SLAVKO ha lavorato molto duramente e ha usato questo dono D’AMORE. Si è sempre dato da fare. HA fatto più di molti altri. Ad esempio, ha studiato più di ogni altro studente o aspirante Sacerdote . Pregava costantemente,sempre più di altri. HA sempre digiunato,ancora prima delle apparizioni di MEDJUGORIE.

POTREMMO DIRE CHE QUESTO AMORE HA SEMPLICEMENTE SCATENATO IL SUO ARDORE PER DIO?

Sì,HA lavorato al di là delle sue forze. Lo si vedeva dormire alla scrivania ,ad esempio a FRIBURGO, dove ha studiato. UN collega mi ha detto che, oltre alla tesi, si è formato anche come psicoterapeuta. Voleva occuparsi della vita. HA costantemente messo le orecchie “sul petto di GESÙ “- come GIOVANNI- e obbedito ; ha costantemente svuotato il cuore digiunando per far entrare un nuovo contenuto .SLAVKO ha sempre lavorato su sé stesso.

PENSO CHE ABBIA LAVORATO ALL’INSEGNA DI QUESTO MOTTO: MIGLIORARSI SEMPRE,E QUESTO PER AMORE DI DIO.

SÌ,Egli pensava: Non ho finito ,Non sono un essere finito ; ho bisogno di crescita,di maturità. Egli ha chiesto AMORE. L’ ho letto in un suo libro. HA scritto un libro sull’ AMORE durante la guerra ,e poi ha detto : “Quanto è difficile scrivere sull’ AMORE” quando l’odio e tutto ciò
che è negativo ti circondano “, e poi ha proseguito: “Ho pregato per l’Amore e poi sono stato in grado di scrivere il libro! Se in noi abbiamo l’ AMORE, abbiamo anche la pace e la gioia.

ORA SORGE LA DOMANDA : CHE COS’È IL VERO AMORE?

Proviamo a dare una risposta: L’ AMORE come dedizione verso qualcuno è un buon argomento . L’ AMORE materno lo dimostra in modo speciale. Ad esempio: “Come Madre amo mio figlio”. Ecco l’ enfasi sul “TU”: TU per me sei importante. Mi impegno per te . TU sei al centro. Mi sacrifico perché TU per me sei importante!

QUINDI È IL “TU” UN CRITERIO DI VERO AMORE?

Sì,questo è il criterio dell’AMORE,del vero AMORE. Naturalmente abbiamo bisogno Anche di soddisfare le nostre esigenze, ma l’enfasi deve essere posta sul “TU” . Se manca, non è un vero AMORE. Puoi verificare se provi il giusto AMORE se il “TU” è importante per te.

QUESTA RISPOSTA RENDE FACILE COMPRENDERE IL GRANDE IMPEGNO DI PADRE SLAVKO.

Per PADRE SLAVKO,questo “TU” è stato prima DIO e la MADONNA;poi MEDJUGORIE,i pellegrini,i tossicodipendenti,tutti coloro per i quali si è impegnato. HA imparato questo AMORE da DIO, perché per lui l’ accento era su “DIO” ,sul “TU” . L’ AMORE di DIO per noi si manifesta nel Sacrificio di GESÙ sulla Croce. GESÙ SI sacrifica .

VUOLE CREARE UN CONFRONTO CON PADRE SLAVKO?

SÌ,è così che si può comprendere l’impegno di PADRE SLAVKO,perché aveva questa disponibilità a dare. Ecco perché era così impegnato,ecco perché ha usato il tempo così intensamente ,ha vissuto ogni secondo. Ecco perché gli piaceva pregare e digiunare. Era così appassionato di tutto quello che faceva perché aveva una visione chiara di cosa bisognava fare e dove doveva andare. Era tutto chiaro per lui. L’ AMORE aiuta a vedere meglio: me stesso- gli altri-il mondo .

PADRE SLAVKO HA ANCHE SOTTOLINEATO UNA VOLTA CHE L’AMORE È LA CONDIZIONE PER LA CRESCITA SPIRITUALE.

Per Amore,devo creare lo spazio perché si possa vedere. Perché? Poiché la mia anima assorbe molte cose dal mondo,molte esperienze ed eventi,persone,buone e cattive,e quindi poco spazio rimane per l’ Amore. Ma è la condizione per la pace. Perché altrimenti reagisco male, non vedo il bene nell’altro,ma il negativo.

CI SONO ALTRI REQUISITI CHE SONO NECESSARI PER CREARE SPAZIO PER L’AMORE?

Ciò che è molto importante è la libertà interiore,concetto chiave per PADRE SLAVKO. Lo ha detto più volte e lui stesso era libero- una persona libera,amorevole! Questa libertà interiore è anche una dote- come ha sempre sottolineato- ma che ha bisogno anche di un lavoro costante e quotidiano. Siamo sopraffatti da molte cose e poi non siamo più liberi.Il nostro sguardo non è libero,il nostro cuore non è libero. La libertà interiore è dunque una delle condizioni per la pace, per la buona comunicazione,per la fede, per l’Amore. Per questo bisogna lavorarci ogni giorno .

CHE COSA SIGNIFICA,AD ESEMPIO,LAVORARE SU SE STESSO? COME POSSO RAGGIUNGERE LA LIBERTA INTERIORE ?

Digiunando e imparando a rinunciare. La libertà interiore è la capacità di dire “no” al male e ” si” al bene, a DIO. Se mi trovo in una situazione in cui qualcuno potrebbe ferirmi o umiliarmi,come reagisco? Se ho la libertà interiore,reagirò positivamente,allora non restituirò questa umiliazione. Si dice: prima di dare una risposta in situazioni del genere ,bisogna contare fino a TRE. In realtà,si dovrebbe contare fino a 100 per fare le cose per bene . PADRE SLAVKO lavorava ogni giorno su questa libertà interiore .

PADRE SLAVKO ERA ED È IL SUO MODELLO ,VERO,PADRE MARINKO?

SÌ,ero in crisi e PADRE SLAVKO mi ha aiutato. In questa difficile situazione,quando ho chiesto consiglio a PADRE SLAVKO in un seminario sul digiuno ,HA DETTO: “Ricomincia da capo ogni giorno. Inizia ogni giorno di nuovo. Ogni giorno devi lavorare su te stesso, ogni giorno devi chiedere l’ aiuto di DIO “.

COSA INTENDEVA PADRE SLAVKO PER PREGHIERA?

ESSERE con DIO, indipendentemente dai miei sentimenti,se ne ho voglia oppure no. L’ anima è affamata. È normale pregare ed andare in CHIESA. Ed è così che dovremmo comportarci : deve essere ovvio. È un buon ritmo, la connessione tra l’ anima ed il corpo. Io sono SPIRITO E CORPO,quindi ho bisogno di entrambi.

Grazie mille PADRE MARINKO ! In questa conversazione lei ha spiegato molto chiaramente l’ eredità di PADRE SLAVKO. Non è altro che l’ eredità di MARIA che ha ereditato da suo FIGLIO come MADRE della Chiesa . Pensiamo a quello che ha detto nel suo messaggio del 9 NOVEMBRE 1984 sulle ragioni della sua venuta :

” CARI FIGLI ! SIATE CONSAPEVOLI CHE IO SONO VOSTRA MADRE E CHE SONO VENUTA SULLA TERRA PER INSEGNARVI AD OBBEDIRE PER AMORE, A PREGARE PER AMORE. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA!.

L’ Intervista è stata condotta da ELFRIEDE LANG- PERTL.

 

Messaggio dato a Mirjana il 2 agosto 2018

“Cari figli, con materno amore vi invito ad aprire i cuori alla pace, ad aprire i cuori a mio Figlio, affinché nei vostri cuori canti l’amore verso mio Figlio. Solo da quell’amore, infatti, nell’anima giunge la pace. Figli miei, so che avete la bontà, so che avete l’amore, un amore misericordioso. Molti miei figli, però, hanno ancora il cuore chiuso. Pensano di poter agire senza rivolgere i loro pensieri verso il Padre Celeste che illumina, verso mio Figlio, che è sempre nuovamente con voi nell’Eucaristia e desidera ascoltarvi. Figli miei, perché non gli parlate? La vita di ognuno di voi è importante e preziosa, perché è un dono del Padre Celeste per l’eternità. Perciò non dimenticate mai di ringraziarlo. Parlategli! So, figli miei, che vi è sconosciuto ciò che verrà dopo ma, quando verrà il vostro dopo, riceverete tutte le risposte. Il mio amore materno desidera che siate pronti. Figli miei, con la vostra vita mettete nel cuore delle persone che incontrate dei buoni sentimenti: sentimenti di pace, di bontà, d’amore e di perdono. Attraverso la preghiera, ascoltate quello che vi dice mio Figlio ed agite in quel modo. Vi invito nuovamente alla preghiera per i vostri pastori, per coloro che mio Figlio ha chiamato. Ricordate che hanno bisogno di preghiera e d’amore. Vi ringrazio”.

Omelia di Mons. Luigi Pezzuto, Festival dei Giovani 2018

Mespertina presieduta da Mons. Luigi Pezzuto, Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina, nel primo giorno del 29° Festival dei Giovani.

“Carissimi giovani, e voi tutti fratelli e sorelle qui presenti,
Abbiamo ascoltato con fede e devozione i due testi biblici che ci propone la liturgia odierna. Essa fa memoria di un Santo Vescovo, che in Cristo è stato luce e sale di sapienza per la Chiesa, la società e la cultura del suo tempo. Il suo nome è Alfonso Maria de Liguori. In lui, troviamo un esempio luminoso del fascino che il Regno di Dio può esercitare su una persona impegnata nella scoperta di questa realtà e, una volta trovatala, si fa apostolo della medesima, affinché essa possa diffondersi anche nei fratelli. Ambedue i testi biblici, uno tratto dall’Antico Testamento e l’altro dal Nuovo, sono veramente provvidenziali per questa celebrazione eucaristica, in modo particolare dedicata a voi giovani, come introduzione tesa ad aprire il vostro, tradizionale ormai, Festival annuale, al quale ho la gioia di partecipare per la prima volta.

Gesù vuol farci capire, oggi, che il Regno di Dio è una realtà che esiste per se stessa, indipendentemente dalla nostra volontà: non siamo noi ad istituire il Regno di Dio.

Tuttavia, il Regno di Dio è qualcosa di cui noi, Esseri umani, non possiamo fare a meno. Cioè, questo qualcosa possiede ed esercita su di noi una forza attrattiva tale, che il nostro essere umano sarebbe non solo incompleto, ma addirittura deficitario, qualora rimanesse privo di questo qualcosa. L’essere umano è per se stesso aperto al Regno di Dio, e il Regno di Dio è fatto per l’essere umano. La nostra natura umana, cioè, è strutturata e organizzata in modo tale da essere orientata, pur nella sua libertà di scelta, verso il valore Regno di Dio, perché è in quel valore e con quel valore che raggiunge la sua pienezza.

Se voi, cari giovani, scendete con la vostra riflessione nella profondità di voi stessi – ma questo è un processo che dovremmo fare anche noi adulti – e, allora, se noi scendessimo con la nostra mente nella profondità di noi stessi, scopriremmo che, nel fondo, c’è una fame e una sete, che non si possono dissetare e saziare dalle cose, dalle attività che svolgiamo, dagli hobby che coltiviamo, dalle relazioni umane, dal denaro, dalla cultura, dal divertimento, ecc.. Sono queste tutte realtà che ci piacciono, da cui siamo attratti, e che ci procurano una certa soddisfazione. Ma, onestamente, dobbiamo riconoscere che, alla fine, rimane sempre in noi un fondo di vuoto, che non sappiamo come riempire.

Questa, cari amici, è l’esperienza che facciamo continuamente durante la nostra esistenza qui sulla terra: l’esperienza del senso di vuoto interiore, che specialmente nel periodo della giovinezza può causare seri drammi e può condurre a conseguenze nefaste: ogni giorno le cronache ce ne danno notizia.

E, allora, c’è da domandarsi: qual è il valore che può riempire quel fondo di vuoto, che sperimento in me stesso? È la domanda che si poneva il profeta Geremia: “Perché il mio dolore è senza fine e la mia piaga incurabile non vuol guarire?” (Ger. 15,18).

La risposta che, in quel frangente, gli dà il Signore è che deve convertirsi: “Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza” (Ger. 15,19). Lo stesso Signore, poi, nella pienezza dei tempi, completa e chiarisce la risposta precedentemente data a Geremia con le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa, esposte da Gesù.

Le due parabole sono molto chiare: il Regno di Dio tu lo trovi inaspettatamente, perché è un dono. Il contadino della parabola, infatti, non era andato nel campo per trovare il tesoro. Egli era andato solo per lavorare la terra. Ma, lavorando la terra, egli ha trovato il tesoro. L’uomo che lavora la terra può essere il simbolo di tutti coloro i quali lavorano il terreno del proprio spirito e, in generale, il terreno della propria persona, per capire come possono riempire il fondo di vuoto interiore, di cui parlavamo prima. Ecco, questo lavorare il terreno della propria persona è il cammino per giungere alla conversione, cioè, a quella trasformazione graduale, ma radicale, di se stessi.

Voi, cari giovani, vi trovate nella posizione più vantaggiosa per effettuare, in voi stessi, questo processo di rinnovamento, perché c’è in voi, in quanto persone proiettate verso il futuro, una sana inquietudine dello spirito, che mette in moto tutte le vostre energie, a tutti i livelli, tese alla ricerca di risposte al vostro interrogativo di fondo sul vuoto interiore, che, però, è l’interrogativo di tutti noi.

Se voi lavorate il terreno della vostra persona, il Signore non mancherà di venirvi incontro, facendovi imbattere inaspettatamente sul valore definitivo e assoluto del Regno di Dio, che è il solo capace di riempire il vuoto interiore. Allora, nello stupore che Dio sa suscitare sempre con i suoi doni, pieni di gioia scoprirete che tutto quello che eravate ed avevate prima, tutto quello che facevate prima senza il Suo Regno e al di fuori del Suo Regno, non aveva alcun senso e che vale la pena, invece, lasciare tutto, disfarsi di tutto pur di possedere il Regno di Dio.

Una volta capito tutto questo, è necessario passare all’azione; bisogna, cioè, procedere ad un’opzione fondamentale e definitiva in favore del Regno trovato e sperimentato come dono, nella tua vita, nella certezza che, se cerchi prima e fondamentalmente il Regno di Dio, tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. È Gesù stesso che ti dà questa certezza. Ma optare, scegliere, decidersi per il Regno di Dio non significa optare per una cosa o una struttura. Optare per il Regno di Dio significa optare per una Persona: Gesù, che solo può donare la vera letizia, perché è Lui stesso la sorgente della gioia.

Concludiamo questa riflessione con una breve preghiera: Signore Gesù, tu stesso sei il Regno e la nostra gioia, concedi a noi e a tutti coloro che ti hanno incontrato, di seguirti con nuovo slancio e con cuore libero, poiché tu sei il tesoro nascosto dell’umana esistenza, tu sei la perla preziosa, tu sei il tutto per cui vale la pena di lasciare ogni cosa. Amen.”

29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2018

Vivere della Parola di Dio

“Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture”

(Lc 24, 45)

PROGRAMMA :

 

Mercoledì, 1. 8. 2018

18.00 Rosario

19.00 APERTURA DEL FESTIVAL

S. Messa

21.00 – 22.00 Adorazione al Santissimo

 

Giovedì, 2. 8. 2018

06.00 – 06.40 Rosario sul Podbrdo

intorno alla statua della Gospa

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Meditazione con le candele

poi preghiera davanti alla Croce

 

Venerdì, 3. 8. 2018

 

09.00 Preghiera

 

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Processione

con la statua della Madonna

poi Adorazione al Santissimo

 

Sabato, 4. 8. 2018

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

21.15 Spettacolo della Comunità Cenacolo

 

Domenica, 5. 8. 2018

Nel corso della mattinata – Sante Messe secondo i gruppi linguistici

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Adorazione al Santissimo

21.30 – 22.00 MANDATO

Congedo con canti

 

Lunedi, 6. 8. 2018

Salita sul Križevac (privata)

05.00 S. Messa sul Križevac

AVVISI

– Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.

– I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.

– Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.

– Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese.

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser dal 22 lugli a Medjugorje

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser, Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, ha dato inizio al suo ministero con una solenne Celebrazione Eucaristica

Quella di Domenica 22 luglio 2018 è stata per la parrocchia di Medjugorje, come pure per tutti i pellegrini sparsi nel mondo che hanno a cuore questo luogo, una giornata speciale e benedetta.

Fin dal 31 maggio scorso, giorno nel quale era stata annunciata la Nomina da parte del Santo Padre Francesco dell’Arcivescovo Henryk Hoser — ex Inviato Speciale della Santa Sede — a Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, si attendeva con trepidazione il giorno di inizio del suo ministero in questo luogo. Quando, giovedì scorso, è stato reso noto che egli avrebbe inaugurato il suo ministero con una Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di san Giacomo, la gioia di parrocchiani e pellegrini è stata infinita. Domenica 22 luglio l’ampio spazio che circonda l’Altare sterno della chiesa di san Giacomo era già pieno prima ancora che iniziasse il programma di preghiera serale, e la preghiera del Rosario ci ha aiutato a prepararci alla Santa Messa. Accompagnati dalle note del canto d’ingresso — eseguito dal Coro parrocchiale “Regina della pace” — il Visitatore Apostolico Mons. Hoser, il Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina Mons. Luigi Pezzuto, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko, il parroco di Medjugorje fra Marinko Šakota ed i numerosi sacerdoti concelebranti si sono recati all’Altare in processione. La Celebrazione Eucaristica ha avuto inizio con la lettura, da parte del Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, della Bolla Pontificia di Nomina di Mons. Hoser, che è stata poi letta anche in lingua croata dal parroco di Medjugorje, fra Marinko Šakota.

In seguito, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko ha pronunciato alcune parole di saluto e di benvenuto. Egli ha evidenziato come quella Celebrazione Eucaristica a Medjugorje avesse un «carattere storico particolare, poiché per la prima volta è qui con noi il Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, che rappresenta direttamente il Santo Padre e la Sede Apostolica in Bosnia Erzegovina».

«Grazie, Eccellenza, per questa sua venuta, in occasione della quale le porgo il più cordiale benvenuto! Voglia trasmettere al Sommo Pontefice la nostra gratitudine per la Sua sollecitudine pastorale per la Chiesa, che si è manifestata anche con questa Nomina», ha detto fra Miljenko Šteko, che ha poi rivolto espressioni di saluto anche a Mons. Hoser, dicendo:

«Caro Arcivescovo Hoser, in questo momento di grazia, la saluto a nome di tutti coloro che sono qui riuniti nel modo più cordiale! A nome della Provincia francescana di Erzegovina le auguro una permanenza benedetta in mezzo a noi, nell’espletamento della missione affidatale dal Santo Padre, Papa Francesco. Accogliamo la sua venuta con profondo rispetto e amore, poiché essa avviene per desiderio dello stesso Romano Pontefice, che presiede la Chiesa universale. La potenza dello Spirito Santo ci rinnovi, perché da stasera, sotto la sua guida, possiamo progredire lungo il cammino del nostro pellegrinaggio».

La Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Henryk Hoser, si è svolta in lingua latina. Nella sua Omelia, il Visitatore Apostolico ha affermato che il Santo Padre, Pastore universale della Chiesa, prende come sue le parole del profeta e invia dei pastori là dove esiste e vive la gente, dove i fedeli si radunano cercando la luce di salvezza.

«A Medjugorje vengono i pellegrini da lontano, da circa ottanta paesi del mondo. La distanza — “lontano” — significa un allontanamento spaziale, misurato dai chilometri percorsi. Per percorrerli bisogna avere una motivazione ferma e decisa, ed anche disporre dei mezzi importanti per compiere i tanti viaggi.

Ma la parola “lontani” significa ancora un’altra cosa: significa una situazione esistenziale di tanti che si sono allontanati da Dio, da Cristo, dalla loro Chiesa e dalla luce che dà senso alla vita, per orientarla e darle uno scopo vitale degno, che vale la pena di essere vissuto

Adesso possiamo capire meglio perché il Santo Padre ha inviato a Medjugorje il Visitatore Apostolico: la cura pastorale esige di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio», ha detto Mons. Hoser. Egli ha poi posto quella che lui stesso ha definito la “questione fondamentale: perché tanta gente si reca ogni anno a Medjugorje?”.

«La risposta che si impone è questa: vengono per incontrare qualcuno: per incontrare Dio, incontrare Cristo, incontrare la Sua Madre. E poi scoprire la strada che conduce alla felicità di vivere nella casa del Padre e della Madre; finalmente per scoprire la strada mariana come quella più certa e sicura. È la strada del culto mariano che si svolge da anni qui, cioè “quel culto sacro, nel quale vengono a confluire il culmine della sapienza e il vertice della religione, e che pertanto è compito primario del Popolo di Dio”», ha detto Mons. Hoser, che ha poi anche aggiunto che si tratta davvero di un culto cristocentrico.

«Tale è la devozione popolare a Medjugorje: al centro la Santa Messa, l’Adorazione del Santissimo Sacramento, una massiva frequenza del sacramento della Penitenza, accompagnate dalle altre forme di pietà: il Rosario e la Via Crucis, che fanno sì che le pietre, prima ruvide, dei sentieri diventino lisce».

Al termine della Celebrazione, che ha segnato l’inizio di un tempo nuovo per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini, il parroco fra Marinko Šakota ha rivolto a sua volta ai presenti alcune parole di benvenuto. Ha ringraziato Papa Francesco ed il Nunzio Apostolico per la Nomina del Visitatore Apostolico, nonché Mons. Hoser per aver accettato questo incarico ed essere venuto a Medjugorje.  Il parroco gli ha poi consegnato in dono, a nome della parrocchia di Medjugorje, una Bibbia e dei fiori. La Messa di inaugurazione del ministero di Mons. Hoser ha visto la presenza di migliaia di pellegrini ed è stata concelebrata da centodiciotto sacerdoti, tra cui il Vescovo della Diocesi italiana di Alessandria, Mons. Guido Gallese. (foto)

Messaggio del 25 luglio 2018 dato a Marija

Messaggio del 25 luglio 2018 dati a Marija

“Cari figli!
Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Come accogliere i messaggi della Madonna.

Come accogliere i messaggi della Madonna, come faceva Padre Slavko.

1. RICEVETELO il giorno nel quale è stato donato

2. LEGGETELO una prima volta in spirito di preghiera

3. ACCOGLIETELO nel fondo del vostro cuore

4. CONSIDERATELO come un messaggio che la Vergine vi dà personalmente e siateLe riconoscenti !!

5. COPIATE il messaggio e mettetelo nel vostro messale, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, sul parabrezza e dovunque, in modo da ricordarvelo sempre e che diventi il vostro compagno per tutto il mese. Con il permesso del vostro Parroco affiggetelo in parrocchia

6. CONDIVIDETE il messaggio con tutti quelli che incontrate: è un tesoro del Cielo! Fate in modo cheTutto il mondo ne parli, fatelo pubblicare

7. PREGATE il messaggio ogni giorno del mese; fate in modo che il messaggio dia il tono alla vostra vita spirituale. Vi farà crescere, vi aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza.

8. CERCATE nel Vangelo i passaggi nei quali Gesù dice cose analoghe a quelle suggerite dalla Madonna.

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

37 anni fa……

🌹Il primo giorno: 24 giugno 1981

È il tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, quando sei ragazzini tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica (oggi chiamato la Collina delle Apparizioni) e in una zona sassosa detta Podbrdo vedono apparire in aria la figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa con un bambino tra le braccia. I sei giovani sono Ivanka Ivanković (15 anni), Mirjana Dragićević (16 anni), Vicka Ivanković (16 anni), Ivan Dragićević (16 anni), 4 dei 6 attuali veggenti, più Ivan Ivanković (20 anni) e Milka Pavlović (12 anni). Capiscono subito che si tratta della Madonna, anche se l’apparizione non parla e fa loro solamente il cenno di avvicinarsi, ma sono molto impauriti e scappano via. A casa raccontano l’accaduto ma gli adulti, spaventati dalle possibili conseguenze (non dimentichiamo che la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficalmente atea) intimano loro di stare zitti.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il secondo giorno

La notizia si diffonde velocemente nel villaggio e il giorno seguente, il 25 giugno ’81, un gruppo di curiosi si raccoglie nello stesso posto e alla stessa ora nella speranza di una nuova apparizione, che non tarda ad arrivare. Tra di loro ci sono i ragazzi della sera prima tranne Ivan Ivanković e Milka, che non vedranno più la Madonna nonostante partecipino alle successive Apparizioni. Sono invece Marija Pavlović(16 anni), sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Čolo di 10 anni a vedere con gli altri 4 la “Gospa”, la Madonna, che stavolta appare su una nuvola e senza bambino, sempre bellissima e luminosa. Il gruppo dei sei veggenti prescelti dalla Beata Vergine è così stabilmente formato, ed è per questo che l’anniversario delle Apparizioni viene celebrato il 25 giugno di ogni anno, come espressamente deciso dalla Vergine stessa.

Questa volta, al cenno della Gospa tutti i 6 giovani veggenti corrono veloci tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato non si fanno neanche un graffio e diranno poi al resto dei partecipanti che si erano sentiti “trasportare” da una forza misteriosa. La Madonna appare sorridente, vestita con abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le ricopre i capelli neri; ha amorevoli occhi azzurri ed è incoronata da 12 stelle. La sua voce è dolce “come musica”. Scambia alcune parole coi ragazzi, prega con loro e promette di tornare.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il terzo giorno

Venerdì 26 giugno 1981 si radunano più di 1000 persone, attirate da un bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani, getta sull’apparizione una bottiglietta di acqua benedetta per verificare se la figura sia un’entità celeste o demoniaca. “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vai via!” esclama con forza. La Madonna sorride e alla domanda diretta di Mirjana, “Come ti chiami?”, per la prima volta dice “io sono la Beata Vergine Maria”. Ripete più volte la parola “Pace” e, finita l’apparizione, mentre i veggenti lasciano al collina appare di nuovo solamente a Marija, stavolta piangendo e con la Croce alle sue spalle. Le sue parole sono tristemente premonitrici: “Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma tutto il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…”. Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, una guerra feroce e disumana proprio nel cuore dell’Europa che ridisegna completamente la Jugoslavia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quarto giorno

Sabato 27 giugno 81 i giovani vengono convocati nell’ufficio della polizia e subiscono un primo lungo interrogatorio che comprende anche degli esami medico-psichiatrici, al termine di quali vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, corrono alla collina per non mancare la quarta Apparizione. La Madonna risponde a varie domande sul ruolo dei sacerdoti (“Devono essere fermi nella Fede e aiutarvi, devono proteggere la Fede del popolo”) e sulla necessità di credere anche senza aver visto le apparizioni.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quinto giorno

Domenica 28 giugno 1981 una gran folla di persone provenienti da tutte le zone limitrofe inizia a radunarsi fin dalle prime ore, tanto che a mezzogiorno ci sono più di 15.000 persone in attesa dell’Apparizione: un imponente raduno spontaneo che non ha precedenti in una paese a guida comunista. La Beata Vergina appare felice, prega con i veggenti e risponde alle loro domande.

Domenica è anche il giorno in cui il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, rientrato da un viaggio e sbalordito da ciò che gli viene raccontato, interroga i veggenti per valutare la loro buona fede. Inizialmente è scettico e teme che sia una montatura del regime comunista per screditare la Chiesa, ma le parole dei giovani, così spontanee e senza contraddizioni, lentamente vincono le sue riserve anche se sul momento decide di usare prudenza e non appoggiare ciecamente i sei ragazzi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il sesto giorno

Lunedì 29 giugno 1981 è la festa dei Santi Pietro e Paolo, molto sentita dalla popolazione croata. I sei giovani veggenti vengono prelevati nuovamente dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove ben 12 medici li aspettano per sottoporli ad un altro esame psichiatrico. Le autorità sperano che venga stabilita la loro infermità mentale ma la dottoressa che guida questa equipe medica, tra l’altro di fede musulmana, dichiara che non sono i ragazzi ad essere pazzi ma piuttosto chi li ha condotti lì. Nella sua relazione alla polizia segreta scrive di essere rimasta particolarmente colpita dal piccolo Jacov e dal suo coraggio: più veniva accusato di raccontare falsità e più lui si dimostrava fermo e incrollabile nelle sue affermazioni, senza tradire alcuna paura ma anzi manifestando una fiducia incrollabile nella Madonna, per la quale è disposto a dare la vita. “Se c’è una manipolazione in quei ragazzi, io non ho potuto smascherarla”.

Quella sera, durante l’Apparizione, tra la folla si trova anche un bambino di 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia, ormai incapace di parlare e camminare. I genitori, disperati, chiedono l’intercessione della Madonna per guarire il piccolo e Lei acconsente ma chiede che l’intera comunità e in particolare i due genitori preghino, digiunino e vivano una Fede autentica. Le condizioni di Danijel migliorano progressivamente e per la fine dell’estate il bambino è in grado di camminare e parlare. Questa è la prima di una lunga serie di guarigioni miracolose che ad oggi sono diverse centinaia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il settimo giorno

Martedì 30 giugno i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina. Nel pomeriggio due ragazze mandate dal governo di Sarajevo (preoccupato dall’affluenza di gente che i fatti di Medjugorje stanno richiamando e convinti che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati) propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, con l’intento segreto di trattenerli lontano del luogo delle Apparizioni. Provati da tutte le vicissitudini e ignari del complotto, i giovani veggenti accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa. Alla “solita ora” sono ancora in giro, ben lontani dal Podbrdo, ma sentono come un’urgenza interiore, fanno fermare l’auto e scendono. Una luce si vede all’orizzonte e la Madonna appare lì, su una nuvola, va loro incontro e prega con loro. Rientrati in paese si recano in canonica dove padre Jozo li interroga nuovamente. Sono presenti anche le due ragazze “cospiratrici”, sconvolte dall’aver visto quei fenomeni luminosi in cielo. Non lavoreranno più con le forze dell’ordine.

Da quel giorno la polizia vieta l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ma questo divieto terreno non ferma i fenomeni divini e la Vergine continua a comparire in luoghi diversi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: l’ottavo giorno

Il 1° luglio 1981 è un giorno convulso: i genitori dei veggenti sono convocati negli uffici della polizia e subiscono minacce per i loro figli definiti “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”. Nel pomeriggio due incaricati del comuni si presentano con un furgone a casa di Vicka e fanno salire lei, Ivanka e Marija col pretesto di accompagnarle in canonica, ma mentono e arrivati alla chiesa proseguono il tragitto. Le ragazze protestano e battono i pugni contro i finestrini ma all’improvviso si estraneano e hanno una fugace apparizione in cui la Madonna le incoraggia a non avere paura. I due funzionari comunali si rendono conto che è successo qualcosa di strano e riportano le tre ragazze in canonica.
Quel giorno Jacov, Mirjana e Ivan hanno l’apparizione in casa.

Ancora oggi le apparizioni continuano.

Fonte: Radio Maria

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Una delle prime guarigioni fisiche avvenute a Medjugorje riguarda un certo Damir Coric che, già all’età di 17 anni, aveva cominciato ad avere problemi di deambulazione, a causa di un indebolimento dei muscoli delle gambe.

Così, a soli 20 anni, Damir, dopo molte visite mediche, si sentì dire di essere affetto da idrocefalia interna, causa di una pressione sul cervello, che provocava il mal funzionamento dei nervi di tutto il corpo.
Nonostante gli interventi chirurgici, i medici non gli diedero molte speranze di guarigione e lui si ridusse a non poter né camminare, né parlare.

Damir era, ormai, senza speranze per il futuro, ma Medjugorje lo attendeva.
Nel Luglio del 1981, infatti, i suoi familiari lo portarono in quel luogo Santo, dove -si diceva- sei veggenti vedevano, oggi giorno, la Vergine Maria, che dava loro dei messaggi, per tutta l’umanità. Damir e la famiglia arrivarono, dunque, sulla collina Podbrdo. Pregarono incessantemente, per chiedere un segno alla Madonna, in merito alla condizione precaria del ragazzo e, tornati a casa, non smisero né di pregare, né di sperare.

Tre settimane e tanti digiuni dopo, erano di nuovo a Medjugorje, dove anche la veggente Vicka pregò per e con Damir.
Lui, che all’epoca aveva solo 21 anni, cominciò improvvisamente a sentire una forza che gli invadeva il corpo e gli dava nuovo vigore.
Da quel momento, non fece altro che migliorare. A Natale dello stesso anno, parlava normalmente; a Pasqua dell’anno successivo, era di nuovo una persona sana, che poteva, finalmente, pensare al suo futuro.

Quella di Damir è solo una delle vicende, testimoniate e avvenute a Medjugorje. In 37 anni di apparizioni, le guarigioni fisiche, ma anche quelle spirituali e le conversioni, sono state tantissime.
Questi sono i frutti che quel luogo presenta al mondo; questi sono i doni elargiti, per intercessione della Vergine Maria, ai fedeli devoti.

Antonella Sanicanti

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Messaggio del 2 luglio 2018.

Messaggio del 2 luglio 2018.

“Cari figli, sono Madre per tutti voi e perciò non temete, perché io sento le vostre preghiere. So che mi cercate e perciò io prego mio Figlio per voi: mio Figlio che è unito al Padre Celeste ed allo Spirito Consolatore; mio Figlio che conduce le anime nel Regno da cui è venuto, il Regno della pace e della luce. Figli miei, a voi è data la libertà di scegliere; io però, come Madre, vi prego di scegliere di usare la libertà per il bene. Voi, che avete anime pure e semplici, capite e sentite dentro di voi qual è la verità, anche se a volte non capite le parole. Figli miei, non perdete la verità e la vera vita per seguire quella falsa. Con la vera vita il Regno dei Cieli entrerà nei vostri cuori, ed esso è il Regno della pace, dell’amore e dell’armonia. Allora, figli miei, non ci sarà neanche l’egoismo, che vi allontana da mio Figlio. Ci sarà amore e comprensione per il vostro prossimo. Perché ricordate, ve lo ripeto di nuovo: pregare significa anche amare gli altri — il prossimo — e darsi a loro. Amate e date in mio Figlio, allora egli opererà in voi, per voi. Figli miei, pensate a mio Figlio senza sosta, amatelo immensamente ed avrete la vera vita, che sarà per l’eternità. Vi ringrazio, apostoli del mio amore”.