Messaggio a Marija 25 Ottobre 2018.

Messaggio a Marija 25 Ottobre 2018.

Cari figli!
Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future.

Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Quando Padre Jozo, fu tortutato dalla polizia.

Quando Padre Jozo,  fu tortutato dalla polizia.

 

Padre Jozo, proprio in questi giorni di fine agosto di 37 anni fa, veniva torturato, affinché obbligasse i veggenti a ritrattare tutto quanto avevano riferito delle apparizioni della Madonna. Riportiamo il racconto di un testimone: Mladen Bulic, dal libro: “Cari figli, grazie…”, di Don Pietro Zorza:

«A metà agosto 1981 ero ricoverato all’ospedale per dei problemi alla gola. Il 25 agosto, per passare un po’ il tempo, guardavo dalla finestra dell’ospedale. Ad un certo punto vedo parcheggiare, davanti all’ingresso, una macchina della Milicia, dalla quale scesero due poliziotti e fra loro un uomo malridotto che barcollava e perdeva sangue da ogni parte. Feci fatica a riconoscere quel poveretto, ma dopo un po’ capii che era il mio parroco di Medjugorje: Fra Jozo. Fui tradito nel riconoscerlo per il fatto che era con abiti civile, mentre ero abituato a vederlo con il suo saio francescano. Così mi affrettai per andargli incontro e lo incrociai lungo le scale. Padre Jozo perdeva sangue dalle orecchie, dalla bocca e dal naso e zoppicava non reggendosi in piedi da solo. Lui mi riconobbe e mi fece un sorriso forzato e vidi che era rimasto senza denti.

Mi avvicinai per abbracciarlo, ma un poliziotto mi fermò. “Se non ti scansi, pestiamo anche te!”, mi disse. Non so cosa sia scattato dentro di me, ma mi venne un coraggio da leone misto a rabbia. “Tu non puoi farmi niente perché non sono un tuo prigioniero, ma un ammalato ricoverato” gli dissi. Lo portarono dal medico e quando uscì, P Jozo mi chiese come andavano le cose a Medjugorje. Gli risposi che non doveva preoccuparsi perché a Medjugorje andava tutto bene. Intervenne il poliziotto: “Non preoccuparti, perché questa notte gli taglieremo la gola”. P. Jozo mi fece cenno con gli occhi di stare tranquillo e così se ne andò. In seguito venni a sapere che dieci giorni dopo quell’incontro, quel povero poliziotto morì d’infarto».

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La storia della Croce Blu. Tutto iniziò nell’estate del 1981.

La Croce blu si trova ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera, è così chiamato in quanto è presente una croce di legno verniciata con colore azzurro.

Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina. Anche qui, come negli altri luoghi di preghiera, si prega il rosario in silenzio. È un luogo adatto alla riflessione e alla preghiera personale. La veggente Marija racconta: “Per quanto riguarda la croce blu, tutto è cominciato nell’estate del 1981, quando la milizia ha proibito alla gente di salire sulla collina. Inseguiti dalla milizia, noi veggenti stavamo correndo di là quando, all’improvviso e inaspettatamente, è apparsa la Madonna. Allora abbiamo cominciato a pregare e a cantare. In quel momento sono sopraggiunti i miliziani, sono passati vicino a noi ma erano come accecati, non riuscivano a vederci mentre noi a un metro da loro cantavamo, e così continuarono ad avanzare. Eravamo diventati invisibili ai loro occhi. Da quel giorno in poi la Madonna ci è apparsa molto spesso lassù e la milizia non ci ha mai trovati: era un po’ come il nostro rifugio”.

La storia delle apparizioni di Medjugorje

 

In quel punto è nato anche il gruppo di preghiera di Ivan nel 1982. In quel periodo, infatti, ogni sera un gruppo di giovani si univa ad uno o più veggenti per pregare insieme. Il 4 luglio 1982 avevano deciso di salire sulla collina, ma quando avevano appena iniziato la salita la Madonna apparve all’improvviso ad Ivan e disse di non proseguire poiché in cima c’era la polizia ad attenderli. Quell’apparizione avvenne, appunto, dove oggi è la Croce blu. La Vergine pregò con loro, li benedì e fissò il giorno e l’ora dei loro futuri incontri, sempre in quel luogo. All’inizio il martedì e il venerdì, poi le apparizioni ci furono nei giorni di lunedì e venerdì.

Quando Ivan è a Medjugorje, il lunedì e il venerdì, continua ad andare alla Croce Blu dove ha le apparizioni, generalmente alle ore 21 (alle 22 o alle 23 d’estate) dove si reca col suo gruppo di preghiera.

Queste apparizioni serali del lunedì e del venerdì non sono da definirsi straordinarie, in quanto sono regolari fin dal 4 luglio 1982. La straordinarietà, o meglio, la particolarità di queste apparizioni è che spesso la Gospa desidera anche la presenza dei pellegrini. Solitamente la Madonna in queste apparizioni dà, attraverso Ivan, messaggi che riguardano la famiglia.

La storia della Croce Blu è particolare, infatti, Ivan, insieme a Nedjo Brecic, membro del suo gruppo di preghiera, decisero di contrassegnare il luogo con una croce. Il padre di Ivan, Stanko, proprio quel giorno stava pitturando qualcosa con della vernice blu. Ivan e Nedjo ne approfittarono e dipinsero la croce di quello stesso colore.

I membri del gruppo di preghiera decisero poi di erigere in quel luogo una seconda Croce blu in ricordo di Nedjo, deceduto il 4 luglio 1999 subito dopo l’apparizione, proprio nell’anniversario del giorno della nascita del gruppo stesso. In questo luogo, da qualche tempo a questa parte, avvengono anche gli incontri della veggente Mirjana con la Vergine il 2 del mese, alla presenza di migliaia di pellegrini.

Presso la croce blu si sono verificate molte guarigioni fisiche miracolose, mentre non si contano quelle spirituali di cui potrebbero testimoniare migliaia di pellegrini.

Di Roberto Lauri già apparso su Papaboys.org

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Padre Slavko Barbaric il parroco più amato di Medjugorje

Slavko Barbaric è andato alla casa del Padre  il 24 novembre 2000. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, aveva iniziato ad avvertire dolori. Si era seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore.

Nel luogo dove è morto, è stata posta una lapide dopo la 15° stazione della Via Crucis.   Slavko Barbaric era nato l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik.

Era entrato nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca inizib a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, P. Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni.

I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena.

Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati).Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù!

La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa. Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore.

Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “…Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità…” (Gv 17, 16-19). E’ sepolto sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje,

Di Roberto Lauri  già apparso su Papaboys.org

 

Messaggio del 2 ottobre 2018 a Mirjana

Messaggio del 2 ottobre 2018 a Mirjana.

 

Cari figli
vi invito ad essere coraggiosi. Non rinunciate, perché il bene più piccolo ed il più piccolo segno d’amore, vincono sul male sempre più visibile. Figli miei, ascoltatemi, affinché il bene possa vincere, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio, che è la fortuna più grande. Le mani di mio Figlio vi abbracciano, Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per voi e sempre e nuovamente si dona nell’Eucarestia, Lui che ha le parole della vita eterna. Conoscere il Suo amore, seguire le Sue orme, significa avere la ricchezza spirituale. Questa è la ricchezza che da buoni sentimenti e vede l’amore e la bellezza ovunque. Apostoli del mio amore, figli miei, siate come raggi del sole che portano il calore dell’amore di mio Figlio e riscaldano tutto intorno a sé. Figli miei, il mondo ha bisogno degli apostoli dell’amore, il mondo ha bisogno di molte preghiere ma di quelle fatte con il cuore e con l’anima e non solo di quelle pronunciate con le labbra. Figli miei, aspirate alla santità, ma in umiltà, quella che permette a mio Figlio di fare, attraverso voi, ciò che Lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole, i pensieri e le opere, aprono o chiudono la porta del Regno Celeste. Mio Figlio, vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza. Io vi consolo e vi incoraggio perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore però ho avuto la fede e la speranza. Adesso ho il premio della vita nel regno di mio Figlio, perciò ascoltatemi abbiate coraggio, non rinunciate. Vi ringrazio