La storia della grande croce del Krizevac a Medjugorje

Il Križevac, insieme al Podbrdo ed alla chiesa parrocchiale dedicata a san Giacomo, è uno dei tre punti fondamentali di devozione per ogni cattolico che si rechi in pellegrinaggio a Međugorje. Sulla cima del colle è stata costruita una Croce monumentale, alta 8.5 metri e larga 3.5, in onore dell’Anno Santo della Redenzione 1933-’34, ad opera dei parrocchiani di Međugorje.

La costruzione della croce è iniziata nel 1933 ed è stata completata nel 1934, e da quell’anno il monte Šipovac è stato chiamato appunto monte Križevac, monte della Croce. Pare che uno dei motivi che spinse la popolazione ad erigere la croce furono delle piogge abbondanti che minacciavano i raccolti, per le quali il parroco di allora, Bernardin Smoljan, spinse i parrocchiani, nonostante la loro povertà, a costruire la croce a memoria dei 1900 anni dalla morte di Cristo.Non c’erano sentieri ben predisposti che conducevano fino alla cima di quel monte ricoperto di arbusti e di alberelli di melograno selvatico. Pochi erano gli uomini che vi lavorarono, perché la maggior parte erano emigrati all’estero per lavoro. Eppure, la popolazione, di ogni età, si dette da fare per innalzarla. Lo fecero per fede e speranza. Speravano nel Signore, che proteggesse le loro povere terre dalla miseria, dalla siccità e dalla grandine. Erano tutti cristiani, avevano fede nel Signore, e volevano che fin da lontano le persone potessero rivolgere lo sguardo alla croce, segno di salvezza.
Alcune reliquie della vera Croce di Gesù, ricevute da Roma per l’occasione, sono state inserite nell’asta della croce stessa.
Il 16 marzo 1934 fu celebrata la prima santa Messa ai piedi della croce. Nel settembre del 1935, il vescovo Alojzije Mišić ordinò che a Međugorje la Festa della Esaltazione della Santa Croce venisse celebrata ogni anno la prima domenica dopo la Festa della Natività di Maria, e che la messa fosse celebrata sul Križevac. Infatti, il 14 Settembre, la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Croce, cioè il ritrovamento avvenuto, secondo la tradizione, nell’anno 320. In quel preciso giorno il vescovo di Gerusalemme esaltò, alzò, la croce sopra il popolo che si era riunito in preghiera, affinché tutti venerassero quel legno dove Gesù era stato inchiodato, dove aveva versato il suo sangue e vi era morto.

A Medjugorje, quindi, nella domenica seguente la Natività di Maria, si celebra la festa dell’Esaltazione. E se un tempo quella era la festa della gente del luogo, da quando sono cominciate le apparizioni è diventata una festa anche per i pellegrini. Si sale lassù, e ci si raduna per stare con Cristo e tra di noi, popolo cristiano.

Due sacerdoti raccontano la loro vocazione nata a Medjugorje

Don Gonzalo Moreno e don Carlos Ballbé, due futuri sacerdoti spagnoli, sono stati ospiti di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje. Secondo quanto loro stessi testimoniano, la loro vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje.
Don Gonzalo ha sentito parlare per la prima volta di questo luogo nel 2005, in occasione della morte di San Giovanni Paolo II: “In quel periodo lavoravo per un giornale di Madrid, e ci era giunta notizia che uno dei veggenti di Medjugorje aveva visto Giovanni Paolo II durante una apparizione, dopo la sua morte. Quella informazione interessò molto il direttore del giornale che, visto l’interesse crescente dei lettori, inviò a Medjugorje dei giornalisti, tra cui anche me. Io avevo un parere negativo su questi eventi: non ci credevo ed ero contrario, anche se a Madrid avevamo intervistato alcune persone che ci avevano riferito storie straordinarie su questo luogo.
Ma per me tutto è cambiato quando sono venuto di persona ed ho visto come la fede, la devozione alla Madonna ed i Sacramenti vengono vissuti qui. Grazie a Medjugorje ed alla sua spiritualità, posso continuare a crescere nel mio rapporto con Dio, nella mia relazione filiale verso la Chiesa e nei confronti della Madonna, la mia Madre del Cielo. Conoscere chi è Dio in realtà è un frutto di Medjugorje. Qui la gente ha una reale esperienza di Dio, e non ne parla solo in modo teorico. Sono venuto venti volte, a partire dal 2006. Quando sono tornato a casa dopo la prima volta, nessuno credeva al mio racconto su tutto quello che avevo sperimentato qui, e nessuno mi ha prestato fede neppure quando ho intrapreso il cammino del sacerdozio. Avevano ragione a dubitare, perché la mia vita in precedenza non era buona: sono stato anche nel mondo della droga. Per cui capisco perché la gente non mi credeva, ora però mi credono perché sono veramente un miracolo della Madonna. Incoraggio tutti a venire a Medjugorje”.
Don Carlos è venuto per la prima volta a Medjugorje nell’agosto del 2005: “Voglio dire anzitutto che la mia vita è completamente cambiata, perché qui ho ricevuto la mia chiamata e ho fatto esperienza della vicinanza di Dio. Medjugorje ha cambiato anche tutta la mia famiglia. Ho creduto alle apparizioni fin dal primo momento in cui ne ho sentito parlare.
La mia vocazione è un primo frutto di Medjugorje, perché non avevo mai neppure pensato di poter diventare sacerdote. Qui, con la Madonna, ho imparato a pregare col cuore. Ho studiato giornalismo, volevo diventare un inviato di guerra, e giocavo a hockey su prato fin dall’età di cinque anni. Due anni fa, quando sono venuto qui, nella mia vita è avvenuto un grande cambiamento. Tornare a Medjugorje, per me significa tornare all’inizio, prendere un po’ d’aria e respirare”.

Fonte www.medjugorje.hr
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La festa di san Giacomo a Medjugorje

Celebrazione della Solennità di san Giacomo, Patrono della parrocchia di Medjugorje

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Mercoledì 25 luglio 2018 ricorrerà la Solennità di san Giacomo il maggiore, Patrono della parrocchia di Medjugorje. Quel giorno, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate, presso la chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00. La Celebrazione Eucaristica principale si terrà, invece, alle ore 11:00 nel boschetto attiguo alla chiesa. La Processione con il simulacro del santo partirà dalla chiesa alle ore 10:45. Quest’anno la sua statua sarà portata dai parrocchiani della frazione di Miletina. Poiché quel giorno sarà anche il 25 del mese, a partire dalle ore 22:00 si svolgerà la consueta Adorazione Eucaristica notturna. Come sempre, dopo una prima ora di Adorazione comunitaria, dalle 23:00 in poi il Santissimo sarà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino del 26 luglio. I parrocchiani di Medjugorje si stanno preparando a questa ricorrenza con una novena. Il programma di preghiera inizia ogni sera, come di consueto, alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario presso l’Altare esterno, per poi proseguire con la Santa Messa delle ore 19:00. In questi giorni della novena, il Rosario serale viene guidato dai parrocchiani di Medjugorje.

La parrocchia di Medjugorje fu fondata nel 1892 e venne posta da subito sotto la protezione di san Giacomo Apostolo. In quello stesso anno venne costruita anche la casa parrocchiale. Solo cinque anni più tardi, ossia nel 1897, grazie all’impegno profuso dal parroco e dagli abitanti, fu poi costruita la prima chiesa parrocchiale. Seppur spaziosa e bella per quei tempi, con l’andar degli anni la sua struttura portante venne indebolita dal terreno sdrucciolevole su cui era costruita, e divenne perciò inevitabile progettare l’edificazione di una nuova chiesa. I lavori di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale cominciarono nel 1934 e si conclusero nel 1969. Fino all’estate del 1981, questa parrocchia ha vissuto una vita normale, ma, a partire da quella data, questo luogo e la sua chiesa sono divenuti il punto di incontro di milioni di pellegrini e devoti della Regina della pace del mondo intero.

Il Patrono della parrocchia di Medjugorje, san Giacomo Apostolo, e suo fratello Giovanni erano figli di Zebedeo, un pescatore che svolgeva questo suo lavoro sul lago di Genezaret. San Giacomo si unì dapprima ai discepoli di Giovanni Battista, per poi divenire in seguito discepolo di Gesù. Insieme a Pietro e Giovanni, egli fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo e della Trasfigurazione di Gesù. San Giacomo fu, in seguito, tra coloro che rimasero accanto a Gesù durante la sua agonia nell’orto del Getsemani. Egli è stato il primo degli Apostoli che, per ordine del re Erode Agrippa I, diede la sua vita per il Vangelo nel 43 o 44 d. C. È il Patrono dei pellegrini, e le sue reliquie si trovano presso il Santuario di Santiago de Compostela, in Spagna. La sua statua presente nella chiesa di Medjugorje, similmente a quelle che si trovano in altri luoghi, raffigura il Patrono dei pellegrini con in mano un bastone, una “zucca” per l’acqua e una conchiglia.

Apparizione straordinaria ad Ivan 6 agosto 2018

Apparizione ad Ivan, lunedì 6 agosto 2018, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Anche stasera, come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinarlo un po’ anche a voi, e dirvi le cose più importanti di questo incontro. Anche oggi la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice. All’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi la Madonna ha steso le mani ed ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi. Ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi desidero invitarvi in modo particolare al perdono. Perdonate, cari figli, ed aprite così allo Spirito Santo la via al vostro cuore. Prego, cari figli, per tutti voi ed intercedo presso mio Figlio. Pregate insieme a me per i miei piani. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Ho raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie, ed in particolare ho raccomandato tutti voi malati presenti. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti voi per un periodo di tempo, e in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

L’eredità di padre Slavko.

Dopo 36 anni di apparizioni della madonna a Medjugorje, ciò che padre Slavko Barbaric ha detto è ancora vero: “Medjugorje può essere spiegata solo attraverso la presenza della Madonna “. padre slavko,morto improvvisamente il 24 novembre 2000, è stato il grande cavaliere della Madonna. Ha preparato la via della madonna a Medjugorje con zelo instancabile e ha condotto il popolo attraverso di lei,a cristo, suo figlio.
Padre Marinko Sakota, l’attuale parroco di Medjugorje, proviene dalla scuola di padre Slavko. ha rilasciato questa intervista .

PADRE MARINKO, COSA SA DIRE DI PADRE SLAVKO? LO CONOSCEVA MOLTO BENE, LA SUA FAMIGLIA ERA ANCHE LEGATA A LUI. COME ARRIVÒ A MEDJUGORJE?

PADRE SLAVKO ha sentito parlare di MEDJUGORIE per la prima volta nel 1981,Non sono sicuro che sia venuto a MEDJUGORIE nel 1981- forse si. In ogni caso ,so che era a MEDJUGORIE dall’ aprile 1982 quando ha cominciato a studiare gli eventi del luogo. Si è occupato delle apparizioni per 5 mesi.

STUDIAVA ALLORA TEOLOGIA E PSICOLOGIA A FRIBURGO ,IN GERMANIA ?

Sì,era ancora all’ Università. Voleva concludere la sua tesi in teologia pastorale. Da Aprile a Settembre è stato sempre accanto ai veggenti, esplorando e analizzando quanto accadeva. Tutto ciò gli ha permesso di concludere che le apparizioni sono reali. HA analizzato i veggenti secondo i suoi metodi psicologici e ha capito che dicevank la verità. Quando si è reso conto di questo, PADRE SLAVKO si è impegnato totalmente a favore di MEDJUGORIE,dei messaggi della MADONNA ,con una dedizione totale . Per lui non c’erano ” se e ma”.

QUESTO COMPORTAMENTO HA AVUTO CONSEGUENZE PER LUI?

SÌ. Prima ha dovuto terminare la sua tesi. Quando è tornato,è stato trasferito a MOSTAR. Gli era stato proibito di tenere seminari in quel luogo. Poi è venuto a MEDJUGORIE come cappellano,dove ha lavorato con pieno impegno. Amava molto la MADONNA e voleva realizzare tutti i suoi desideri .

È STATO IN GRADO DI FARLO FACILMENTE?
QUESTA VOLTA NON SI SONO FRAPPOSTI OSTACOLI?

In realtà è stato spostato diverse volte;in vari luoghi . Ma ogni giorno veniva a MEDJUGORIE.
Egli aveva capito che il messaggio della REGINA DELLA PACE era che ella aveva bisogno di un servo,che potesse supportare questi messaggi con fedeltà incondizionata. Credo che lui fosse proprio la persona adatta per questo ruolo . Egli è diventato – come si dice- l’ anima di quest’opera ,completamente assorbito da questo lavoro. Tutto quello che ha fatto è stato fatto con tutto il suo impegno .

SI PUÒ DIRE CHE PADRE SLAVKO È DIVENTATO UN SIMBOLO DI MEDJUGORIE,UN TESTIMONE SPECIALE DELLA MADONNA?

Ciò che è veramente MEDJUGORIE,il suo significato ed il suo impatto sul mondo, potrebbe essere visto nella persona di PADRE SLAVKO. Egli è stato testimone di MEDJUGORIE,servo e apostolo della MADONNA,e lo ha vissuto dal profondo del cuore .

CARO PADRE MARINKO,CHE COSA SI È REALIZZATO CON L’ INTENSO IMPEGNO DI PADRE SLAVKO VERSO LA MADONNA?

HA avviato l’adorazione del SANTISSIMO SACRAMENTO sull’Altare. La MADONNA ha detto in un messaggio: “PREGATE: ADORATE MIO FIGLIO CON IL VOSTRO CUORE “! Lui si è imposto di tenere l’ADORAZIONE regolarmente. HA iniziato la VIA CRUCIS; ha avviato seminari per digiuno,seminari per sacerdoti,seminari per coppie. Ha iniziato tutto questo da capo. Il festival della gioventù è stato un nuovo inizio,e il suo successo continua ancora oggi. HA fondato l’associazione “AMICI DEI TALENTI” per studenti poveri ma talentuosi. HA iniziato anche la celebrazione del Capodanno “CON DIO NEL NUOVO ANNO”,la marcia per la pace,il lavoro con i tossicodipendenti,il VILLAGGIO DELLA MADRE. Il suo amore per la natura ha portato alla Creazione del giardino di SAN FRANCESCO dopo che la MADONNA,in un messaggio ,ci ha chiamati ad amare e lodare DIO, il CREATORE ,nella natura.

EGLI HA ANCHE AVVIATO LA VENERAZIONE DELLA CROCE A SEGUITO DI UN MESSAGGIO DELLA MADRE CELESTE CHE DICEVA : ” ADORATE MIO FIGLIO SULLA CROCE!”.

Esatto! Ha fatto tutto secondo i desideri della MADONNA. Per non parlare dei suoi viaggi in tutto il mondo dove ha diffuso i messaggi della MADONNA ,dei libri che ha scritto su di lei nelle ore notturne,delle trasmissioni radiofoniche in cui ha dato testimonianze su di lei…

COME HA VISSUTO IL SUO MINISTERO SACERDOTALE A MEDJUGORIE?

È stata una vita piena di attività e di preghiera profonda ; so che si alzava alle 5 del mattino ed andava a dormire alle 1 di notte,HA lavorato,lavorato e pregato. Molto spesso saliva di notte sulla montagna a pregare.

QUAL’ È STATO IL BACKGROUND O LA FORZA TRAINANTE DELLA SUA GRANDE OPERA E DEL SUO LAVORO SACERDOTALE?

Anche noi ci siamo spesso chiesti: Come fa ad organizzare cose così grandi? Questo è ciò che mi interessa da sempre.
Cosa c’è,ad esempio, alla base del suo lavoro per il FESTIVAL DELLA GIOVENTÙ a cui partecipano migliaia di persone da tutto il mondo ? Come riusciva a fare tutto ciò?Come si fa ad entusiasmare tutti con il proprio modo di lavorare? Come si può creare un clima così buono ,un’ atmosfera così buona per una vita felice?

E PADRE MARINKO, LEI LO HA SEGUITO QUINDI?

Sì,è per questo che “sono andato dietro di lui” e ho obbedito e guardato : Cosa ha mosso PADRE SLAVKO? Che cosa lo ha motivato ?La risposta è: L’ AMORE!

COME FA AD UTILIZZARE SOLO UNA PAROLA PER RIASSUMERE LA SUA ATTIVITÀ?

Amava DIO e la MADONNA. PADRE SLAVKO amava la gente, la natura, tutto, ed è per questo che lo abbiamo seguito. HA fatto tutto col cuore : ha ascoltato la CONFESSIONE,HA CELEBRATO LA SANTA MESSA. Tutto quello che ha fatto ,lo ha fatto con il cuore . Vale a dire, ha fatto tutto con e per amore:
Parlava con AMORE ,Si è impegnato per gli altri con AMORE. HA fatto tutto con AMORE- con pieno impegno ,con tutto il suo essere lì,sempre presente.

NON VI SIETE MAI CHIESTI COME ABBIA FATTO PADRE SLAVKO a sviluppare questo AMORE? Forse dovremmo spiegare da dove viene questo AMORE .

Certo ,ce lo siamo chiesto! Com’è possibile che questo AMORE lo abbia motivato tanto, da dove viene ?Diciamo prima che l’ AMORE è un dono di DIO. È lì,presente in tutti noi. MA È anche il frutto della cooperazione .PADRE SLAVKO ha lavorato molto duramente e ha usato questo dono D’AMORE. Si è sempre dato da fare. HA fatto più di molti altri. Ad esempio, ha studiato più di ogni altro studente o aspirante Sacerdote . Pregava costantemente,sempre più di altri. HA sempre digiunato,ancora prima delle apparizioni di MEDJUGORIE.

POTREMMO DIRE CHE QUESTO AMORE HA SEMPLICEMENTE SCATENATO IL SUO ARDORE PER DIO?

Sì,HA lavorato al di là delle sue forze. Lo si vedeva dormire alla scrivania ,ad esempio a FRIBURGO, dove ha studiato. UN collega mi ha detto che, oltre alla tesi, si è formato anche come psicoterapeuta. Voleva occuparsi della vita. HA costantemente messo le orecchie “sul petto di GESÙ “- come GIOVANNI- e obbedito ; ha costantemente svuotato il cuore digiunando per far entrare un nuovo contenuto .SLAVKO ha sempre lavorato su sé stesso.

PENSO CHE ABBIA LAVORATO ALL’INSEGNA DI QUESTO MOTTO: MIGLIORARSI SEMPRE,E QUESTO PER AMORE DI DIO.

SÌ,Egli pensava: Non ho finito ,Non sono un essere finito ; ho bisogno di crescita,di maturità. Egli ha chiesto AMORE. L’ ho letto in un suo libro. HA scritto un libro sull’ AMORE durante la guerra ,e poi ha detto : “Quanto è difficile scrivere sull’ AMORE” quando l’odio e tutto ciò
che è negativo ti circondano “, e poi ha proseguito: “Ho pregato per l’Amore e poi sono stato in grado di scrivere il libro! Se in noi abbiamo l’ AMORE, abbiamo anche la pace e la gioia.

ORA SORGE LA DOMANDA : CHE COS’È IL VERO AMORE?

Proviamo a dare una risposta: L’ AMORE come dedizione verso qualcuno è un buon argomento . L’ AMORE materno lo dimostra in modo speciale. Ad esempio: “Come Madre amo mio figlio”. Ecco l’ enfasi sul “TU”: TU per me sei importante. Mi impegno per te . TU sei al centro. Mi sacrifico perché TU per me sei importante!

QUINDI È IL “TU” UN CRITERIO DI VERO AMORE?

Sì,questo è il criterio dell’AMORE,del vero AMORE. Naturalmente abbiamo bisogno Anche di soddisfare le nostre esigenze, ma l’enfasi deve essere posta sul “TU” . Se manca, non è un vero AMORE. Puoi verificare se provi il giusto AMORE se il “TU” è importante per te.

QUESTA RISPOSTA RENDE FACILE COMPRENDERE IL GRANDE IMPEGNO DI PADRE SLAVKO.

Per PADRE SLAVKO,questo “TU” è stato prima DIO e la MADONNA;poi MEDJUGORIE,i pellegrini,i tossicodipendenti,tutti coloro per i quali si è impegnato. HA imparato questo AMORE da DIO, perché per lui l’ accento era su “DIO” ,sul “TU” . L’ AMORE di DIO per noi si manifesta nel Sacrificio di GESÙ sulla Croce. GESÙ SI sacrifica .

VUOLE CREARE UN CONFRONTO CON PADRE SLAVKO?

SÌ,è così che si può comprendere l’impegno di PADRE SLAVKO,perché aveva questa disponibilità a dare. Ecco perché era così impegnato,ecco perché ha usato il tempo così intensamente ,ha vissuto ogni secondo. Ecco perché gli piaceva pregare e digiunare. Era così appassionato di tutto quello che faceva perché aveva una visione chiara di cosa bisognava fare e dove doveva andare. Era tutto chiaro per lui. L’ AMORE aiuta a vedere meglio: me stesso- gli altri-il mondo .

PADRE SLAVKO HA ANCHE SOTTOLINEATO UNA VOLTA CHE L’AMORE È LA CONDIZIONE PER LA CRESCITA SPIRITUALE.

Per Amore,devo creare lo spazio perché si possa vedere. Perché? Poiché la mia anima assorbe molte cose dal mondo,molte esperienze ed eventi,persone,buone e cattive,e quindi poco spazio rimane per l’ Amore. Ma è la condizione per la pace. Perché altrimenti reagisco male, non vedo il bene nell’altro,ma il negativo.

CI SONO ALTRI REQUISITI CHE SONO NECESSARI PER CREARE SPAZIO PER L’AMORE?

Ciò che è molto importante è la libertà interiore,concetto chiave per PADRE SLAVKO. Lo ha detto più volte e lui stesso era libero- una persona libera,amorevole! Questa libertà interiore è anche una dote- come ha sempre sottolineato- ma che ha bisogno anche di un lavoro costante e quotidiano. Siamo sopraffatti da molte cose e poi non siamo più liberi.Il nostro sguardo non è libero,il nostro cuore non è libero. La libertà interiore è dunque una delle condizioni per la pace, per la buona comunicazione,per la fede, per l’Amore. Per questo bisogna lavorarci ogni giorno .

CHE COSA SIGNIFICA,AD ESEMPIO,LAVORARE SU SE STESSO? COME POSSO RAGGIUNGERE LA LIBERTA INTERIORE ?

Digiunando e imparando a rinunciare. La libertà interiore è la capacità di dire “no” al male e ” si” al bene, a DIO. Se mi trovo in una situazione in cui qualcuno potrebbe ferirmi o umiliarmi,come reagisco? Se ho la libertà interiore,reagirò positivamente,allora non restituirò questa umiliazione. Si dice: prima di dare una risposta in situazioni del genere ,bisogna contare fino a TRE. In realtà,si dovrebbe contare fino a 100 per fare le cose per bene . PADRE SLAVKO lavorava ogni giorno su questa libertà interiore .

PADRE SLAVKO ERA ED È IL SUO MODELLO ,VERO,PADRE MARINKO?

SÌ,ero in crisi e PADRE SLAVKO mi ha aiutato. In questa difficile situazione,quando ho chiesto consiglio a PADRE SLAVKO in un seminario sul digiuno ,HA DETTO: “Ricomincia da capo ogni giorno. Inizia ogni giorno di nuovo. Ogni giorno devi lavorare su te stesso, ogni giorno devi chiedere l’ aiuto di DIO “.

COSA INTENDEVA PADRE SLAVKO PER PREGHIERA?

ESSERE con DIO, indipendentemente dai miei sentimenti,se ne ho voglia oppure no. L’ anima è affamata. È normale pregare ed andare in CHIESA. Ed è così che dovremmo comportarci : deve essere ovvio. È un buon ritmo, la connessione tra l’ anima ed il corpo. Io sono SPIRITO E CORPO,quindi ho bisogno di entrambi.

Grazie mille PADRE MARINKO ! In questa conversazione lei ha spiegato molto chiaramente l’ eredità di PADRE SLAVKO. Non è altro che l’ eredità di MARIA che ha ereditato da suo FIGLIO come MADRE della Chiesa . Pensiamo a quello che ha detto nel suo messaggio del 9 NOVEMBRE 1984 sulle ragioni della sua venuta :

” CARI FIGLI ! SIATE CONSAPEVOLI CHE IO SONO VOSTRA MADRE E CHE SONO VENUTA SULLA TERRA PER INSEGNARVI AD OBBEDIRE PER AMORE, A PREGARE PER AMORE. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA!.

L’ Intervista è stata condotta da ELFRIEDE LANG- PERTL.

 

Messaggio dato a Mirjana il 2 agosto 2018

“Cari figli, con materno amore vi invito ad aprire i cuori alla pace, ad aprire i cuori a mio Figlio, affinché nei vostri cuori canti l’amore verso mio Figlio. Solo da quell’amore, infatti, nell’anima giunge la pace. Figli miei, so che avete la bontà, so che avete l’amore, un amore misericordioso. Molti miei figli, però, hanno ancora il cuore chiuso. Pensano di poter agire senza rivolgere i loro pensieri verso il Padre Celeste che illumina, verso mio Figlio, che è sempre nuovamente con voi nell’Eucaristia e desidera ascoltarvi. Figli miei, perché non gli parlate? La vita di ognuno di voi è importante e preziosa, perché è un dono del Padre Celeste per l’eternità. Perciò non dimenticate mai di ringraziarlo. Parlategli! So, figli miei, che vi è sconosciuto ciò che verrà dopo ma, quando verrà il vostro dopo, riceverete tutte le risposte. Il mio amore materno desidera che siate pronti. Figli miei, con la vostra vita mettete nel cuore delle persone che incontrate dei buoni sentimenti: sentimenti di pace, di bontà, d’amore e di perdono. Attraverso la preghiera, ascoltate quello che vi dice mio Figlio ed agite in quel modo. Vi invito nuovamente alla preghiera per i vostri pastori, per coloro che mio Figlio ha chiamato. Ricordate che hanno bisogno di preghiera e d’amore. Vi ringrazio”.

Omelia di Mons. Luigi Pezzuto, Festival dei Giovani 2018

Mespertina presieduta da Mons. Luigi Pezzuto, Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina, nel primo giorno del 29° Festival dei Giovani.

“Carissimi giovani, e voi tutti fratelli e sorelle qui presenti,
Abbiamo ascoltato con fede e devozione i due testi biblici che ci propone la liturgia odierna. Essa fa memoria di un Santo Vescovo, che in Cristo è stato luce e sale di sapienza per la Chiesa, la società e la cultura del suo tempo. Il suo nome è Alfonso Maria de Liguori. In lui, troviamo un esempio luminoso del fascino che il Regno di Dio può esercitare su una persona impegnata nella scoperta di questa realtà e, una volta trovatala, si fa apostolo della medesima, affinché essa possa diffondersi anche nei fratelli. Ambedue i testi biblici, uno tratto dall’Antico Testamento e l’altro dal Nuovo, sono veramente provvidenziali per questa celebrazione eucaristica, in modo particolare dedicata a voi giovani, come introduzione tesa ad aprire il vostro, tradizionale ormai, Festival annuale, al quale ho la gioia di partecipare per la prima volta.

Gesù vuol farci capire, oggi, che il Regno di Dio è una realtà che esiste per se stessa, indipendentemente dalla nostra volontà: non siamo noi ad istituire il Regno di Dio.

Tuttavia, il Regno di Dio è qualcosa di cui noi, Esseri umani, non possiamo fare a meno. Cioè, questo qualcosa possiede ed esercita su di noi una forza attrattiva tale, che il nostro essere umano sarebbe non solo incompleto, ma addirittura deficitario, qualora rimanesse privo di questo qualcosa. L’essere umano è per se stesso aperto al Regno di Dio, e il Regno di Dio è fatto per l’essere umano. La nostra natura umana, cioè, è strutturata e organizzata in modo tale da essere orientata, pur nella sua libertà di scelta, verso il valore Regno di Dio, perché è in quel valore e con quel valore che raggiunge la sua pienezza.

Se voi, cari giovani, scendete con la vostra riflessione nella profondità di voi stessi – ma questo è un processo che dovremmo fare anche noi adulti – e, allora, se noi scendessimo con la nostra mente nella profondità di noi stessi, scopriremmo che, nel fondo, c’è una fame e una sete, che non si possono dissetare e saziare dalle cose, dalle attività che svolgiamo, dagli hobby che coltiviamo, dalle relazioni umane, dal denaro, dalla cultura, dal divertimento, ecc.. Sono queste tutte realtà che ci piacciono, da cui siamo attratti, e che ci procurano una certa soddisfazione. Ma, onestamente, dobbiamo riconoscere che, alla fine, rimane sempre in noi un fondo di vuoto, che non sappiamo come riempire.

Questa, cari amici, è l’esperienza che facciamo continuamente durante la nostra esistenza qui sulla terra: l’esperienza del senso di vuoto interiore, che specialmente nel periodo della giovinezza può causare seri drammi e può condurre a conseguenze nefaste: ogni giorno le cronache ce ne danno notizia.

E, allora, c’è da domandarsi: qual è il valore che può riempire quel fondo di vuoto, che sperimento in me stesso? È la domanda che si poneva il profeta Geremia: “Perché il mio dolore è senza fine e la mia piaga incurabile non vuol guarire?” (Ger. 15,18).

La risposta che, in quel frangente, gli dà il Signore è che deve convertirsi: “Se ritornerai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza” (Ger. 15,19). Lo stesso Signore, poi, nella pienezza dei tempi, completa e chiarisce la risposta precedentemente data a Geremia con le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa, esposte da Gesù.

Le due parabole sono molto chiare: il Regno di Dio tu lo trovi inaspettatamente, perché è un dono. Il contadino della parabola, infatti, non era andato nel campo per trovare il tesoro. Egli era andato solo per lavorare la terra. Ma, lavorando la terra, egli ha trovato il tesoro. L’uomo che lavora la terra può essere il simbolo di tutti coloro i quali lavorano il terreno del proprio spirito e, in generale, il terreno della propria persona, per capire come possono riempire il fondo di vuoto interiore, di cui parlavamo prima. Ecco, questo lavorare il terreno della propria persona è il cammino per giungere alla conversione, cioè, a quella trasformazione graduale, ma radicale, di se stessi.

Voi, cari giovani, vi trovate nella posizione più vantaggiosa per effettuare, in voi stessi, questo processo di rinnovamento, perché c’è in voi, in quanto persone proiettate verso il futuro, una sana inquietudine dello spirito, che mette in moto tutte le vostre energie, a tutti i livelli, tese alla ricerca di risposte al vostro interrogativo di fondo sul vuoto interiore, che, però, è l’interrogativo di tutti noi.

Se voi lavorate il terreno della vostra persona, il Signore non mancherà di venirvi incontro, facendovi imbattere inaspettatamente sul valore definitivo e assoluto del Regno di Dio, che è il solo capace di riempire il vuoto interiore. Allora, nello stupore che Dio sa suscitare sempre con i suoi doni, pieni di gioia scoprirete che tutto quello che eravate ed avevate prima, tutto quello che facevate prima senza il Suo Regno e al di fuori del Suo Regno, non aveva alcun senso e che vale la pena, invece, lasciare tutto, disfarsi di tutto pur di possedere il Regno di Dio.

Una volta capito tutto questo, è necessario passare all’azione; bisogna, cioè, procedere ad un’opzione fondamentale e definitiva in favore del Regno trovato e sperimentato come dono, nella tua vita, nella certezza che, se cerchi prima e fondamentalmente il Regno di Dio, tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. È Gesù stesso che ti dà questa certezza. Ma optare, scegliere, decidersi per il Regno di Dio non significa optare per una cosa o una struttura. Optare per il Regno di Dio significa optare per una Persona: Gesù, che solo può donare la vera letizia, perché è Lui stesso la sorgente della gioia.

Concludiamo questa riflessione con una breve preghiera: Signore Gesù, tu stesso sei il Regno e la nostra gioia, concedi a noi e a tutti coloro che ti hanno incontrato, di seguirti con nuovo slancio e con cuore libero, poiché tu sei il tesoro nascosto dell’umana esistenza, tu sei la perla preziosa, tu sei il tutto per cui vale la pena di lasciare ogni cosa. Amen.”