29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

29o FESTIVAL DEI GIOVANI MLADIFEST

Medjugorje, 1. 8. – 6. 8. 2018

Vivere della Parola di Dio

“Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture”

(Lc 24, 45)

PROGRAMMA :

 

Mercoledì, 1. 8. 2018

18.00 Rosario

19.00 APERTURA DEL FESTIVAL

S. Messa

21.00 – 22.00 Adorazione al Santissimo

 

Giovedì, 2. 8. 2018

06.00 – 06.40 Rosario sul Podbrdo

intorno alla statua della Gospa

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Meditazione con le candele

poi preghiera davanti alla Croce

 

Venerdì, 3. 8. 2018

 

09.00 Preghiera

 

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Processione

con la statua della Madonna

poi Adorazione al Santissimo

 

Sabato, 4. 8. 2018

09.00 Preghiera

Catechesi

Testimonianze

12.00 Angelus

Pausa

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

21.15 Spettacolo della Comunità Cenacolo

 

Domenica, 5. 8. 2018

Nel corso della mattinata – Sante Messe secondo i gruppi linguistici

16.00 Testimonianze

18.00 Rosario

19.00 S. Messa

20.30 – 21.30 Adorazione al Santissimo

21.30 – 22.00 MANDATO

Congedo con canti

 

Lunedi, 6. 8. 2018

Salita sul Križevac (privata)

05.00 S. Messa sul Križevac

AVVISI

– Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.

– I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.

– Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.

– Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese.

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser dal 22 lugli a Medjugorje

L’Arcivescovo Mons. Henryk Hoser, Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, ha dato inizio al suo ministero con una solenne Celebrazione Eucaristica

Quella di Domenica 22 luglio 2018 è stata per la parrocchia di Medjugorje, come pure per tutti i pellegrini sparsi nel mondo che hanno a cuore questo luogo, una giornata speciale e benedetta.

Fin dal 31 maggio scorso, giorno nel quale era stata annunciata la Nomina da parte del Santo Padre Francesco dell’Arcivescovo Henryk Hoser — ex Inviato Speciale della Santa Sede — a Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, si attendeva con trepidazione il giorno di inizio del suo ministero in questo luogo. Quando, giovedì scorso, è stato reso noto che egli avrebbe inaugurato il suo ministero con una Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di san Giacomo, la gioia di parrocchiani e pellegrini è stata infinita. Domenica 22 luglio l’ampio spazio che circonda l’Altare sterno della chiesa di san Giacomo era già pieno prima ancora che iniziasse il programma di preghiera serale, e la preghiera del Rosario ci ha aiutato a prepararci alla Santa Messa. Accompagnati dalle note del canto d’ingresso — eseguito dal Coro parrocchiale “Regina della pace” — il Visitatore Apostolico Mons. Hoser, il Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina Mons. Luigi Pezzuto, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko, il parroco di Medjugorje fra Marinko Šakota ed i numerosi sacerdoti concelebranti si sono recati all’Altare in processione. La Celebrazione Eucaristica ha avuto inizio con la lettura, da parte del Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, della Bolla Pontificia di Nomina di Mons. Hoser, che è stata poi letta anche in lingua croata dal parroco di Medjugorje, fra Marinko Šakota.

In seguito, il Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina fra Miljenko Šteko ha pronunciato alcune parole di saluto e di benvenuto. Egli ha evidenziato come quella Celebrazione Eucaristica a Medjugorje avesse un «carattere storico particolare, poiché per la prima volta è qui con noi il Nunzio Apostolico Mons. Luigi Pezzuto, che rappresenta direttamente il Santo Padre e la Sede Apostolica in Bosnia Erzegovina».

«Grazie, Eccellenza, per questa sua venuta, in occasione della quale le porgo il più cordiale benvenuto! Voglia trasmettere al Sommo Pontefice la nostra gratitudine per la Sua sollecitudine pastorale per la Chiesa, che si è manifestata anche con questa Nomina», ha detto fra Miljenko Šteko, che ha poi rivolto espressioni di saluto anche a Mons. Hoser, dicendo:

«Caro Arcivescovo Hoser, in questo momento di grazia, la saluto a nome di tutti coloro che sono qui riuniti nel modo più cordiale! A nome della Provincia francescana di Erzegovina le auguro una permanenza benedetta in mezzo a noi, nell’espletamento della missione affidatale dal Santo Padre, Papa Francesco. Accogliamo la sua venuta con profondo rispetto e amore, poiché essa avviene per desiderio dello stesso Romano Pontefice, che presiede la Chiesa universale. La potenza dello Spirito Santo ci rinnovi, perché da stasera, sotto la sua guida, possiamo progredire lungo il cammino del nostro pellegrinaggio».

La Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Henryk Hoser, si è svolta in lingua latina. Nella sua Omelia, il Visitatore Apostolico ha affermato che il Santo Padre, Pastore universale della Chiesa, prende come sue le parole del profeta e invia dei pastori là dove esiste e vive la gente, dove i fedeli si radunano cercando la luce di salvezza.

«A Medjugorje vengono i pellegrini da lontano, da circa ottanta paesi del mondo. La distanza — “lontano” — significa un allontanamento spaziale, misurato dai chilometri percorsi. Per percorrerli bisogna avere una motivazione ferma e decisa, ed anche disporre dei mezzi importanti per compiere i tanti viaggi.

Ma la parola “lontani” significa ancora un’altra cosa: significa una situazione esistenziale di tanti che si sono allontanati da Dio, da Cristo, dalla loro Chiesa e dalla luce che dà senso alla vita, per orientarla e darle uno scopo vitale degno, che vale la pena di essere vissuto

Adesso possiamo capire meglio perché il Santo Padre ha inviato a Medjugorje il Visitatore Apostolico: la cura pastorale esige di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio», ha detto Mons. Hoser. Egli ha poi posto quella che lui stesso ha definito la “questione fondamentale: perché tanta gente si reca ogni anno a Medjugorje?”.

«La risposta che si impone è questa: vengono per incontrare qualcuno: per incontrare Dio, incontrare Cristo, incontrare la Sua Madre. E poi scoprire la strada che conduce alla felicità di vivere nella casa del Padre e della Madre; finalmente per scoprire la strada mariana come quella più certa e sicura. È la strada del culto mariano che si svolge da anni qui, cioè “quel culto sacro, nel quale vengono a confluire il culmine della sapienza e il vertice della religione, e che pertanto è compito primario del Popolo di Dio”», ha detto Mons. Hoser, che ha poi anche aggiunto che si tratta davvero di un culto cristocentrico.

«Tale è la devozione popolare a Medjugorje: al centro la Santa Messa, l’Adorazione del Santissimo Sacramento, una massiva frequenza del sacramento della Penitenza, accompagnate dalle altre forme di pietà: il Rosario e la Via Crucis, che fanno sì che le pietre, prima ruvide, dei sentieri diventino lisce».

Al termine della Celebrazione, che ha segnato l’inizio di un tempo nuovo per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini, il parroco fra Marinko Šakota ha rivolto a sua volta ai presenti alcune parole di benvenuto. Ha ringraziato Papa Francesco ed il Nunzio Apostolico per la Nomina del Visitatore Apostolico, nonché Mons. Hoser per aver accettato questo incarico ed essere venuto a Medjugorje.  Il parroco gli ha poi consegnato in dono, a nome della parrocchia di Medjugorje, una Bibbia e dei fiori. La Messa di inaugurazione del ministero di Mons. Hoser ha visto la presenza di migliaia di pellegrini ed è stata concelebrata da centodiciotto sacerdoti, tra cui il Vescovo della Diocesi italiana di Alessandria, Mons. Guido Gallese. (foto)

Messaggio del 25 luglio 2018 dato a Marija

Messaggio del 25 luglio 2018 dati a Marija

“Cari figli!
Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Come accogliere i messaggi della Madonna.

Come accogliere i messaggi della Madonna, come faceva Padre Slavko.

1. RICEVETELO il giorno nel quale è stato donato

2. LEGGETELO una prima volta in spirito di preghiera

3. ACCOGLIETELO nel fondo del vostro cuore

4. CONSIDERATELO come un messaggio che la Vergine vi dà personalmente e siateLe riconoscenti !!

5. COPIATE il messaggio e mettetelo nel vostro messale, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, sul parabrezza e dovunque, in modo da ricordarvelo sempre e che diventi il vostro compagno per tutto il mese. Con il permesso del vostro Parroco affiggetelo in parrocchia

6. CONDIVIDETE il messaggio con tutti quelli che incontrate: è un tesoro del Cielo! Fate in modo cheTutto il mondo ne parli, fatelo pubblicare

7. PREGATE il messaggio ogni giorno del mese; fate in modo che il messaggio dia il tono alla vostra vita spirituale. Vi farà crescere, vi aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza.

8. CERCATE nel Vangelo i passaggi nei quali Gesù dice cose analoghe a quelle suggerite dalla Madonna.

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

BREVE RACCONTO DEI PRIMI GIORNI DELLE APPARIZIONI A MEDJUGORJE

37 anni fa……

🌹Il primo giorno: 24 giugno 1981

È il tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, quando sei ragazzini tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica (oggi chiamato la Collina delle Apparizioni) e in una zona sassosa detta Podbrdo vedono apparire in aria la figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa con un bambino tra le braccia. I sei giovani sono Ivanka Ivanković (15 anni), Mirjana Dragićević (16 anni), Vicka Ivanković (16 anni), Ivan Dragićević (16 anni), 4 dei 6 attuali veggenti, più Ivan Ivanković (20 anni) e Milka Pavlović (12 anni). Capiscono subito che si tratta della Madonna, anche se l’apparizione non parla e fa loro solamente il cenno di avvicinarsi, ma sono molto impauriti e scappano via. A casa raccontano l’accaduto ma gli adulti, spaventati dalle possibili conseguenze (non dimentichiamo che la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficalmente atea) intimano loro di stare zitti.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il secondo giorno

La notizia si diffonde velocemente nel villaggio e il giorno seguente, il 25 giugno ’81, un gruppo di curiosi si raccoglie nello stesso posto e alla stessa ora nella speranza di una nuova apparizione, che non tarda ad arrivare. Tra di loro ci sono i ragazzi della sera prima tranne Ivan Ivanković e Milka, che non vedranno più la Madonna nonostante partecipino alle successive Apparizioni. Sono invece Marija Pavlović(16 anni), sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Čolo di 10 anni a vedere con gli altri 4 la “Gospa”, la Madonna, che stavolta appare su una nuvola e senza bambino, sempre bellissima e luminosa. Il gruppo dei sei veggenti prescelti dalla Beata Vergine è così stabilmente formato, ed è per questo che l’anniversario delle Apparizioni viene celebrato il 25 giugno di ogni anno, come espressamente deciso dalla Vergine stessa.

Questa volta, al cenno della Gospa tutti i 6 giovani veggenti corrono veloci tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato non si fanno neanche un graffio e diranno poi al resto dei partecipanti che si erano sentiti “trasportare” da una forza misteriosa. La Madonna appare sorridente, vestita con abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le ricopre i capelli neri; ha amorevoli occhi azzurri ed è incoronata da 12 stelle. La sua voce è dolce “come musica”. Scambia alcune parole coi ragazzi, prega con loro e promette di tornare.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il terzo giorno

Venerdì 26 giugno 1981 si radunano più di 1000 persone, attirate da un bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani, getta sull’apparizione una bottiglietta di acqua benedetta per verificare se la figura sia un’entità celeste o demoniaca. “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vai via!” esclama con forza. La Madonna sorride e alla domanda diretta di Mirjana, “Come ti chiami?”, per la prima volta dice “io sono la Beata Vergine Maria”. Ripete più volte la parola “Pace” e, finita l’apparizione, mentre i veggenti lasciano al collina appare di nuovo solamente a Marija, stavolta piangendo e con la Croce alle sue spalle. Le sue parole sono tristemente premonitrici: “Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma tutto il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…”. Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, una guerra feroce e disumana proprio nel cuore dell’Europa che ridisegna completamente la Jugoslavia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quarto giorno

Sabato 27 giugno 81 i giovani vengono convocati nell’ufficio della polizia e subiscono un primo lungo interrogatorio che comprende anche degli esami medico-psichiatrici, al termine di quali vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, corrono alla collina per non mancare la quarta Apparizione. La Madonna risponde a varie domande sul ruolo dei sacerdoti (“Devono essere fermi nella Fede e aiutarvi, devono proteggere la Fede del popolo”) e sulla necessità di credere anche senza aver visto le apparizioni.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il quinto giorno

Domenica 28 giugno 1981 una gran folla di persone provenienti da tutte le zone limitrofe inizia a radunarsi fin dalle prime ore, tanto che a mezzogiorno ci sono più di 15.000 persone in attesa dell’Apparizione: un imponente raduno spontaneo che non ha precedenti in una paese a guida comunista. La Beata Vergina appare felice, prega con i veggenti e risponde alle loro domande.

Domenica è anche il giorno in cui il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, rientrato da un viaggio e sbalordito da ciò che gli viene raccontato, interroga i veggenti per valutare la loro buona fede. Inizialmente è scettico e teme che sia una montatura del regime comunista per screditare la Chiesa, ma le parole dei giovani, così spontanee e senza contraddizioni, lentamente vincono le sue riserve anche se sul momento decide di usare prudenza e non appoggiare ciecamente i sei ragazzi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il sesto giorno

Lunedì 29 giugno 1981 è la festa dei Santi Pietro e Paolo, molto sentita dalla popolazione croata. I sei giovani veggenti vengono prelevati nuovamente dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove ben 12 medici li aspettano per sottoporli ad un altro esame psichiatrico. Le autorità sperano che venga stabilita la loro infermità mentale ma la dottoressa che guida questa equipe medica, tra l’altro di fede musulmana, dichiara che non sono i ragazzi ad essere pazzi ma piuttosto chi li ha condotti lì. Nella sua relazione alla polizia segreta scrive di essere rimasta particolarmente colpita dal piccolo Jacov e dal suo coraggio: più veniva accusato di raccontare falsità e più lui si dimostrava fermo e incrollabile nelle sue affermazioni, senza tradire alcuna paura ma anzi manifestando una fiducia incrollabile nella Madonna, per la quale è disposto a dare la vita. “Se c’è una manipolazione in quei ragazzi, io non ho potuto smascherarla”.

Quella sera, durante l’Apparizione, tra la folla si trova anche un bambino di 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia, ormai incapace di parlare e camminare. I genitori, disperati, chiedono l’intercessione della Madonna per guarire il piccolo e Lei acconsente ma chiede che l’intera comunità e in particolare i due genitori preghino, digiunino e vivano una Fede autentica. Le condizioni di Danijel migliorano progressivamente e per la fine dell’estate il bambino è in grado di camminare e parlare. Questa è la prima di una lunga serie di guarigioni miracolose che ad oggi sono diverse centinaia.

🌹Apparizioni di Medjugorje: il settimo giorno

Martedì 30 giugno i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina. Nel pomeriggio due ragazze mandate dal governo di Sarajevo (preoccupato dall’affluenza di gente che i fatti di Medjugorje stanno richiamando e convinti che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati) propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, con l’intento segreto di trattenerli lontano del luogo delle Apparizioni. Provati da tutte le vicissitudini e ignari del complotto, i giovani veggenti accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa. Alla “solita ora” sono ancora in giro, ben lontani dal Podbrdo, ma sentono come un’urgenza interiore, fanno fermare l’auto e scendono. Una luce si vede all’orizzonte e la Madonna appare lì, su una nuvola, va loro incontro e prega con loro. Rientrati in paese si recano in canonica dove padre Jozo li interroga nuovamente. Sono presenti anche le due ragazze “cospiratrici”, sconvolte dall’aver visto quei fenomeni luminosi in cielo. Non lavoreranno più con le forze dell’ordine.

Da quel giorno la polizia vieta l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ma questo divieto terreno non ferma i fenomeni divini e la Vergine continua a comparire in luoghi diversi.

🌹Apparizioni di Medjugorje: l’ottavo giorno

Il 1° luglio 1981 è un giorno convulso: i genitori dei veggenti sono convocati negli uffici della polizia e subiscono minacce per i loro figli definiti “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”. Nel pomeriggio due incaricati del comuni si presentano con un furgone a casa di Vicka e fanno salire lei, Ivanka e Marija col pretesto di accompagnarle in canonica, ma mentono e arrivati alla chiesa proseguono il tragitto. Le ragazze protestano e battono i pugni contro i finestrini ma all’improvviso si estraneano e hanno una fugace apparizione in cui la Madonna le incoraggia a non avere paura. I due funzionari comunali si rendono conto che è successo qualcosa di strano e riportano le tre ragazze in canonica.
Quel giorno Jacov, Mirjana e Ivan hanno l’apparizione in casa.

Ancora oggi le apparizioni continuano.

Fonte: Radio Maria

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Damir Coric: una delle prime guarigioni avvenute a Medjugorje

Una delle prime guarigioni fisiche avvenute a Medjugorje riguarda un certo Damir Coric che, già all’età di 17 anni, aveva cominciato ad avere problemi di deambulazione, a causa di un indebolimento dei muscoli delle gambe.

Così, a soli 20 anni, Damir, dopo molte visite mediche, si sentì dire di essere affetto da idrocefalia interna, causa di una pressione sul cervello, che provocava il mal funzionamento dei nervi di tutto il corpo.
Nonostante gli interventi chirurgici, i medici non gli diedero molte speranze di guarigione e lui si ridusse a non poter né camminare, né parlare.

Damir era, ormai, senza speranze per il futuro, ma Medjugorje lo attendeva.
Nel Luglio del 1981, infatti, i suoi familiari lo portarono in quel luogo Santo, dove -si diceva- sei veggenti vedevano, oggi giorno, la Vergine Maria, che dava loro dei messaggi, per tutta l’umanità. Damir e la famiglia arrivarono, dunque, sulla collina Podbrdo. Pregarono incessantemente, per chiedere un segno alla Madonna, in merito alla condizione precaria del ragazzo e, tornati a casa, non smisero né di pregare, né di sperare.

Tre settimane e tanti digiuni dopo, erano di nuovo a Medjugorje, dove anche la veggente Vicka pregò per e con Damir.
Lui, che all’epoca aveva solo 21 anni, cominciò improvvisamente a sentire una forza che gli invadeva il corpo e gli dava nuovo vigore.
Da quel momento, non fece altro che migliorare. A Natale dello stesso anno, parlava normalmente; a Pasqua dell’anno successivo, era di nuovo una persona sana, che poteva, finalmente, pensare al suo futuro.

Quella di Damir è solo una delle vicende, testimoniate e avvenute a Medjugorje. In 37 anni di apparizioni, le guarigioni fisiche, ma anche quelle spirituali e le conversioni, sono state tantissime.
Questi sono i frutti che quel luogo presenta al mondo; questi sono i doni elargiti, per intercessione della Vergine Maria, ai fedeli devoti.

Antonella Sanicanti

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Messaggio del 2 luglio 2018.

Messaggio del 2 luglio 2018.

“Cari figli, sono Madre per tutti voi e perciò non temete, perché io sento le vostre preghiere. So che mi cercate e perciò io prego mio Figlio per voi: mio Figlio che è unito al Padre Celeste ed allo Spirito Consolatore; mio Figlio che conduce le anime nel Regno da cui è venuto, il Regno della pace e della luce. Figli miei, a voi è data la libertà di scegliere; io però, come Madre, vi prego di scegliere di usare la libertà per il bene. Voi, che avete anime pure e semplici, capite e sentite dentro di voi qual è la verità, anche se a volte non capite le parole. Figli miei, non perdete la verità e la vera vita per seguire quella falsa. Con la vera vita il Regno dei Cieli entrerà nei vostri cuori, ed esso è il Regno della pace, dell’amore e dell’armonia. Allora, figli miei, non ci sarà neanche l’egoismo, che vi allontana da mio Figlio. Ci sarà amore e comprensione per il vostro prossimo. Perché ricordate, ve lo ripeto di nuovo: pregare significa anche amare gli altri — il prossimo — e darsi a loro. Amate e date in mio Figlio, allora egli opererà in voi, per voi. Figli miei, pensate a mio Figlio senza sosta, amatelo immensamente ed avrete la vera vita, che sarà per l’eternità. Vi ringrazio, apostoli del mio amore”.