Don Mario Lukes: a Medjugorje ho riconosciuto la mia vocazione

Don Mario Lukes: “È a Medjugorje che ho riconosciuto la mia vocazione, ed è grazie alla Madonna e a questo luogo che ho potuto accoglierla”

Don Mario Lukes è attualmente cappellano nella Diocesi di Fulda in Germania, e precisamente nella città di Hanau. È nato a Žepča ma vive in Germania dal 1995. Don Mario viene a Medjugorje ogni anno fin dal 2000 e, nel corso di una trasmissione di Radio “Mir” Medjugorje, ha detto quanto segue:

“È la prima volta che vengo al Festival dei Giovani da sacerdote. Ho portato qui un gruppo di tredici ragazzi impegnati a seguire i giovani e i ministranti della mia Diocesi. Sono rimasti entusiasti delle catechesi di P. Jacques Philippe della Comunità delle Beatitudini e delle testimonianze della Comunità Cenacolo. Sono stati particolarmente toccati da quella di suor Jennifer. Tutto questo sta portando a un cambiamento delle loro vite, a una conversione provocata dalla grazia di Dio, che qui è all’opera”. Don Marco ci ha poi testimoniato che la sua vocazione sacerdotale è un frutto di Medjugorje:

“Sono legato a Medjugorje. Tempo fa ci venivo anche con la Comunità “Totus Tuus”, che è molto conosciuta qui. La mia prima volta, però, risale al 1994, quando sono venuto qui accompagnato dai miei genitori. Anche la mia vocazione è legata a questo luogo. Conseguita la Maturità, sono venuto qui per alcuni anni con la Comunità “Totus tuus”. Ed è in quel periodo che ho scoperto la mia vocazione, che mi son chiesto cosa Dio volesse da me. Grazie alla riflessione, alla preghiera ed ai vari pellegrinaggi, ho poi scoperto le tracce di Dio nella mia vita e ho riconosciuto che egli mi stava chiamando a diventare sacerdote. La decisione definitiva l’ho presa in uno di quegli anni, pregando il Rosario sul Podbrdo durante un pellegrinaggio. Due anni fa sono stato ordinato sacerdote nella Diocesi di Fulda, ed ho celebrato una Prima Messa anche a Žepče, il mio paese natale.

Diffondiamo la pace e l’amore a cui ci invita la Madonna. Il modo migliore per farlo è attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Per questo Medjugorje è il confessionale del mondo, perché è da qui che questo messaggio di pace e di amore viene diffuso. Ed i segni di tale diffusione sono riconoscibili in tutto il mondo. In Germania incontro spesso persone che sono venute a Medjugorje, si sono convertite qui e stanno portando avanti questo messaggio nel mondo. Medjugorje opera. È un grande dono di Dio per questo mondo ed un segno che l’amore trionferà”

Testimonianza di Silvia

Mi chiamo Silvia, ho 21 anni e sono di Padova. Il 4 ottobre 2004 all’età di 16 anni mi sono ritrovata, nel giro di pochi giorni, a non poter camminare più e ad esserecostretta a rimanere in carrozzina. Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare. Sono figlia unica, avevo una vita normale, nessuno si aspettava di dover passare momenti così duri e dolorosi. I miei genitori hanno sempre pregato e chiesto l’aiuto della Madonna affinché non ci lasciasse soli in questa dolorosa prova.Nei mesi successivi però sono peggiorata, ho perso peso e sono iniziate delle crisi simil-epilettiche. Verso gennaio mia madre ha contattato un sacerdote che seguiva un gruppo di preghiera molto devoto alla Madonna, e ogni venerdì andavamo tutti e tre al Rosario, Messa e Adorazione. Una sera poco prima di Pasqua, finita la funzione, si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje, ne aveva solo una, ma in quel momento riteneva che io ne avessi più bisogno di lei. L’ho presa e appena sono tornata a casa l’ho messa al collo. Passate le vacanze ho telefonato al preside della mia scuola e mi sono fatta dare i programmi della classe che frequentavo, la terza liceo scientifico e nei mesi di aprile e maggio ho studiato. Nel mese di maggio, intanto, i miei genitori, hanno iniziato a portarmi ogni giorno al Rosario e alla S.Messa. All’inizio lo sentivo come un obbligo, ma poi ho iniziato a desiderare anch’io di andarci perché quando ero li e pregavo trovavo un po’ di conforto alla tensione provocata dal fatto di non poter fare le cose come gli altri miei coetanei.

Nella prima metà di giugno ho sostenuto degli esami a scuola, li ho passati e lunedì 20 giugno quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e dopo tre giorni ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre! Sono arrivata la mattina di venerdì 24 giugno 2005; durante la giornata abbiamo seguito tutte le funzioni e abbiamo avuto l’incontro con il veggente Ivan, lo stesso che più tardi avrebbe avuto l’apparizione sul monte Podbrodo. Alla sera quando mi è stato chiesto se volevo andare anch’io sul monte, ho rifiutato spiegando che la carrozzina su un monte non può salire e non volevo disturbare gli altri pellegrini. Mi hanno detto che non c’erano problemi e che avrebbero fatto a turno, cosìabbiamo lasciato la carrozzina ai piedi del monte e mi hanno preso in braccio per portarmi fino in cima. Era pieno di gente, ma siamo riusciti a passare.

Arrivati vicino alla statua della Madonna, mi hanno fatto sedere e ho iniziato a pregare. Ricordo che non pregavo per me, non ho mai chiesto la grazia di poter camminare perché mi sembrava una cosa impossibile. Pregavo per gli altri, per le persone che in quel momento si trovavano nel dolore. Ricordo che quelle due ore di preghiera sono volate via; preghiera che ho fatto veramente con il cuore. Poco prima dell’apparizione, il mio capogruppo seduto di fianco a me mi ha detto di chiedere tutto ciò che volevo alla Madonna, Lei sarebbe scesa dal Cielo sulla terra, sarebbe stata li, davanti a noi e avrebbe ascoltato tutti in modo uguale. Ho chiesto allora di avere la forza per poter accettare la carrozzina, avevo 17 anni e un futuro in carrozzina mi ha sempre spaventato tantissimo. Prima delle 22.00 ci sono stati dieci minuti di silenzio, e io mentre pregavo ero attratta da una chiazza di luce che vedevo alla mia sinistra. Era una luce bella, riposante, tenue; a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione. Intorno a me c’erano tante altre persone, ma in quei momenti era tutto buio, c’era solo quella luce, che quasi mi intimoriva e più di una volta ho tolto lo sguardo, ma poi con la coda dell’occhio mi era inevitabile vedere. Finita l’apparizione al veggente Ivan, la luce svanì. Dopo la traduzione in italiano del messaggio della Madonna, due persone del mio gruppo mi hanno preso per portarmi giù e sono caduta all’indietro, come svenuta. Sono caduta sbattendo la testa, il collo e la schiena su quelle pietre e non mi sono fatta il minimo graffio. Ricordo che era come se fossi stata su un materasso morbido, accogliente, non su quelle pietre dure e spigolose.Sentivo una voce dolcissima che mi tranquillizzava, mi calmava come coccolandomi. Subito hanno iniziato a gettarmi dell’acqua e mi hanno riferito che si sono fermati delle persone e alcuni medici che hanno provato a sentirmi il polso e il respiro, ma niente, non c’erano cenni di vita. Dopo cinque – dieci minuti ho aperto gli occhi, ho visto mio padre piangere, però per la prima volta dopo 9 mesi ho sentito le mie gambe e così scoppiando in un pianto ho detto tremando: “Sono guarita , cammino!” Mi sono alzata come se fosse la cosa più naturale; subito mi hanno aiutato per scendere dal monte perché ero agitatissima e temevano che mi facessi male, ma arrivata ai piedi del Podbrodo quando mi hanno avvicinato la carrozzina, l’ho rifiutata e da quel momento ho iniziato a camminare. Alle 5.00 del mattino seguente stavo scalando il Krizevac da sola con le mie gambe.

I primi giorni che camminavo avevo i muscoli delle gambe indeboliti e atrofizzati dalla paralisi, ma non avevo paura di cadere perché mi sentivo sorretta da fili invisibili alle spalle. Non ero andata a Medugorje in carrozzina pensando di poter tornare con le mie gambe. Era la prima volta che ci andavo, è stato bellissimo non solo per la Grazia che ho ricevuto, ma per l’atmosfera di pace, calma, serenità e grandissima gioia che lì si respira. All’inizio non facevo mai testimonianze perché ero molto più timida di adesso e poi avevo numerose crisi simil-epilettiche durante la giornata, tanto che a settembre 2005 non avevo potuto riprendere a frequentare la quarta liceo. A fine febbraio 2006 era venuto padre Ljubo a tenere un incontro di preghiera a Piossasco (TO) e mi avevano chiesto di andare a fare testimonianza. Ho un po’ tentennato, ma alla fine sono andata; ho reso testimonianza e ho pregato il S.Rosario. Prima che andassi via padre Ljubo mi ha benedetto e ha pregato qualche istante sopra di me; da lì a pochi giorni sono completamente scomparse tutte le crisi. La mia vita ora è cambiata e non soltanto perché sono fisicamente guarita. Per me la Grazia più grande è stata quella di scoprire la Fede e sapere quanto amore Gesù e la Madonna hanno per ciascuno di noi. Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro che va costantemente alimentato con la preghiera e l’Eucarestia. Qualche vento poi potrà soffiarci ma se è ben alimentato, questo fuoco non si spegne e ringrazio infinitamente Dio per questo immenso dono! Ora nella mia famiglia ogni problema lo affrontiamo con la forza del Rosario che preghiamo ogni giorno tutti e tre insieme. In casa siamo più sereni, felici perché sappiamo che ogni cosa è secondo la volontà di Dio, del quale abbiamo piena fiducia e siamo estremamente contenti che Lui e la Madonna ci guidino. Con questa testimonianza io voglio rendere grazie e lode alla Madonna e Gesù anche per la conversione spirituale avvenuta nella mia famiglia e per il senso di pace e gioia che Loro ci donano. Vi auguro di cuore che ognuno di voi senta l’amore della Madonna e di Gesù perché per me è la cosa più bella e importante della vita.

4° Seminario nazionale AIASM

“IL TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO E’ IN CRISTO: Profezia di FATIMA”

 

4° Seminario nazionale accompagnatori di pellegrinaggi mariani e organizzatori di gruppi di preghiera e di carità

24– 26 novembre 2017

FRATERNA DOMUS – Roma

PROGRAMMA:

VENERDI’ 24 novembre

ore 11:00 – Presidente Aiasm: presentazione del seminario;

ore  11,15 Saluto di Padre Dragan Ruzic.

ore 12:00 ANGELUS e CANTI

ore 12:30 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 Coroncina della Divina Misericordia

ore 15:00 relatore: Mons. Giuseppe Magrin Tema:” Il perché della scelta e dei luoghi delle apparizioni mariane”.

ore 16:00 – 16:30 pausa caffè

ore 16:00 risposte e domande

ore 17:00-18:00 Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 18:00 Rosario e canti.

ore 18:30 Santa Messa. Presiede Cardinale Re Giovan Battista

ore 20:00 Cena

ore 21.30 – (Presentazione Don Alberto Paccini, Rettore Basilica Santa                             Anastasia Roma )

Segue Adorazione notturna

 

SABATO 25 novembre

 

ore 7:00 – 7:30 Adorazione Eucaristica

ore 7:30 – 8:00 Lodi e

ore 8:00 – 8:45 Colazione

ore 9:00Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI

(Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “ La devozione a Maria: Perché ? “

ore 10:30 – 11:30 pausa caffè

ore 11:30 – 12:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 12:00 ANGELUS, Per l’ Omelia della Santa Messa.

Presiede Cardinale Angelo Comastri: Conversioni “Mariane “

concelebra Mons Giuseppe Magrin

ore 13,20 PRANZO e tempo libero

ore 14:45 foto di gruppo

ore 15:00- Coroncina della Divina Misericordia

ore 15.30 Padre Sergio Gaspari con contributo del Prof. Giuseppe Lipari, Teologo. (Modera Mons. Giuseppe Magrin )

Tema : “Le apparizioni Mariane, sono nel progetto di Dio per le emergenze della società e della chiesa.”

ore 16:30 – 17:00 pausa caffè

ore 17:00 – 18:00 DOMANDE E RISPOSTE

ore 18:00 –  Esperienze a confronto. Domande e risposte degli accompagnatori di pellegrini ai santuari mariani

ore 19:00 Riflessioni sul seminario. Conclusioni di p. Dragan Ruzic.

ore 19:30 Rosario e Canti.

ore 20:00 Cena

ore 21:00 – 21:30  Ringraziamento Eucaristico in ascolto dell’Ospite.

Segue Adorazione notturna

ore 21.30 LA NOSTRA IDENTITA’

Sessione riservata agli iscritti all’associazione AIASM. (L’ingresso in sala è consentito solo ai soci in regola con l’iscrizione e in possesso del tesserino 2017).

Ordine del giorno:

  1. Stato associazione;
  2. Proposte di modifiche dello statuto dell’associazione;
  3. Giornate di preghiera;
  4. Cooptazioni del direttivo;
  5. Varie ed eventuali.

Sarà presente Madre Rosaria Della Carità.

Saranno presenti per i canti e le musiche i musicisti del Divino Amore di Medjugorje.

DOMENICA 26 novembre 2017

ore 07:00 – colazione

ore 8:00 partenza per S. Pietro

ore 9:20 ritrovo davanti al cancello palazzo S. Uffizio (a fianco Basilica San Pietro)

ore 9:45 Lodi in latino con i capitolari nella Basilica di S. Pietro (facoltativo)

ore 10,30 – Santa Messa in Basilica San Pietro

ore 12,00 – Angelus, Benedizione e saluto di Papa Francesco.

Fine seminario

 

Per informazioni e iscrizioni mandare un’email a:

presidente@aiasm.it

segreteria@aiasm.it

www.aiasm.it

 

Messaggio del 2 settembre 2017

Messaggio del 2 settembre 2017

“Cari figli, chi potrebbe parlarvi meglio di me dell’amore e del dolore di mio Figlio? Ho vissuto con lui, ho patito con lui. Vivendo la vita terrena, ho provato il dolore, perché ero una madre. Mio Figlio amava i progetti e le opere del Padre Celeste, il vero Dio; e, come mi diceva, era venuto per redimervi. Io nascondevo il mio dolore per mezzo dell’amore. Invece voi, figli miei, voi avete diverse domande: non comprendete il dolore, non comprendete che, per mezzo dell’amore di Dio, dovete accettare il dolore e sopportarlo. Ogni essere umano, in maggior o minor misura, ne farà esperienza. Ma, con la pace nell’anima e in stato di grazia, una speranza esiste: è mio Figlio, Dio generato da Dio. Le sue parole sono il seme della vita eterna: seminate nelle anime buone, esse portano diversi frutti. Mio Figlio ha portato il dolore perché ha preso su di sé i vostri peccati. Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, voi che soffrite: sappiate che i vostri dolori diverranno luce e gloria. Figli miei, mentre patite un dolore, mentre soffrite, il Cielo entra in voi, e voi date a tutti attorno a voi un po’ di Cielo e molta speranza.
Vi ringrazio.”

Testimonianza di Mariano Fernando Polimeno

Ho vissuto un’esperienza indimenticabile toccando con lo spirito l’amore immenso di Maria e di nostro Signore. Da credente, poco praticante, da peccatore comune, ho fortemente voluto toccare il suolo sacro di Medjugore. Volevo farlo da tempo, esattamente dalla fine del 2012, un anno da dimenticare che ha cambiato la mia vita perchè sono stato operato alle corde vocali presso il san Raffaele….un intervento delicato ma grazie a Dio riuscito nonostante la mia voce sia cambiata….e così la mia vita nel suo essere.

Continuo ancora ad insegnare grazie alla mia forza di volontà e alla passione per l’insegnamento. Ma in quei momenti l’immagine di Gesù misericordioso e della Madonna mi sono state di conforto e sostegno.
Dopo l’intervento è scattato quel gran desiderio di Medjugorie…..sentivo di doverlo fare. Tre anni ho atteso….poi l’occasione buona e ci sono stato con degli  amici che ci vanno ormai da anni. Non ho chiesto nulla a Maria, solo il mio grazie.

Sentivo che era giunta l’ora di compiere questo viaggio. Non mi pentirò mai di averlo portato a termine. Benedetto sia il Signore e la sua grande Madre per quello che mi hanno fatto vivere e sentire in questi giorni di permanenza. Un benessere sin da subito, un senso di protezione mai provato prima, una pace interiore devastante. Non è semplice neanche per uno che con il lessico ci marcia tutti i giorni trovare le parole giuste per meglio far capire a voi, amici, quanto provato in termini di pace e amore. Nessuno mi parlava o era lì a condizionarmi su chissà quali storie….tutto accadeva da sé, spontaneamente nel silenzio della contemplazione. Sensazioni bellissime provate già al primo contatto con la statua della Madonna posta nella chiesa di san Giacomo, una Madonna incantevole, trascinante. Ti ponevi accanto a Lei e ne sentivi l’abbraccio….Lei ci chiama e Lei ci accoglie abbracciandoci e spogliandoci di ogni timore e paura. Poi le grandi camminate, per niente semplici da portare a termine ma fattibili con la forza della fede e con il sostegno della grande Madre….La camminata a piedi nudi che mi ha portato in cima alla collina delle apparizioni dove imperava la Vergine bianca che con grande amore accoglieva i suoi figli. E che dire dell’emozione provata aggrappandomi ai piedi del Cristo in croce, proprio lì a due passi dalla Madre. Lì non ho compreso più nulla, un abbraccio in totale silenzio, ad occhi chiusi………..

Ero aggrappato ai piedi del mio Gesù, Quello che spesso si dimentica di onorare nel rincorrere mete vane e inutili. Lì no, lì qualcosa mi chiamava a Lui, lì tolta ogni remora e paura me lo sono abbracciato stretto stretto sentendone tutta la protezione possibile. Sarei rimasto li aggrappato se non fosse che occorreva dare spazio anche agli altri figli. Credetemi amici miei una sensazione da provare. Poi la salita al monte della Croce, interminabile….e tanta meditazione, davvero tanta, inevitabile e spontanea. 

La farfalla poggiata sul mio piede, ha creato un bel pò di emozione. Eravamo giunti sulla collina ed eravamo impegnati nella recita del Rosario….quando questa farfalla ha cominciato a volteggiarmi attorno sino a posarsi sul piede, sostando per quasi tutto il Rosario….Ho visto dell’emozione attorno a me…..senonchè dopo ho chiesto la motivazione….e mi è stato detto che la farfalla in quel luogo sacro è la persona più cara scomparsa che trovandoti in uno stato di grazia viene a trovarti. Premetto che la sera prima sul sagrato della Chiesa di san Giacomo avevo superato un peso che da tempo mi portavo addosso, ossia la confessione. Questo sacramento che da oltre 40 avevo abbandonato…

 E voglio chiudere questa mia riflessione con la grande gioia di vivere tutto con migliaia di giovani provenienti da ogni dove, giovani che pregavano, cantavano e ballavano. I giovani che sanno divertirsi anche senza ricorrere a false chimere, che non necessitano di alcool o droghe, i giovani che sanno tendere la mano e sanno sorridere. E’ stato stupendo vivere tutto questo ed è inutile negare che si ritorna cambiati, di certo gioiosi e positivi ma anche con la consapevolezza che il difficile comincia ora perché ci si sente pronti alla battaglia per aiutare tutti coloro che da Dio si sono allontanati.

Un cuore triste non può vedere Dio, né sentire l’ala protettiva della Madonna….Bisogna reagire, combattere, pregare affinchè il male non prenda il sopravvento e bisogna farlo con la Preghiera, quotidianamente, occorre riportare il sorriso nei cuori di tutti perché solo in questo modo il mondo può tornare a sorridere. A distanza di giorni, tornato nella mia Gallipoli, in Puglia, continuo ad avvertire quella sensazione meravigliosa di abbraccio materno disceso dall’alto e il mio cuore ancora gioioso, una gioia incomparabile che mi fa quasi camminare sollevato da terra. Ci si sente sereni, vogliosi di dare amore, trasmettere positività e chiunque mi incontri vede nei miei occhi una luce nuova e rimane attratto dal mio dire. Sono andato a Medjugorie non per chiedere miracoli o chissà che ma solo per ringraziare e ricevere forza, rinvigorire la mia fede e ne sono uscito piacevolmente sconvolto con tanta voglia di ritornare. Cosa aggiungere se non la preghiera che Iddio e la Mamma di tutti ci aiuti in questo cammino terreno.