“Medjugorje mi ha cambiato la vita”

Gerard Batard: “Medjugorje mi ha cambiato la vita”

Anche il cinquantacinquenne francese Gerard Batard che, tra i diversi pellegrinaggi organizzati dalla sua agenzia prevede anche quelli a Medjugorje, ha partecipato all’appena concluso Ventitreesimo Incontro Internazionale degli organizzatori di pellegrinaggi e delle guide di centri della pace, gruppi caritativi e di preghiera legati a Medjugorje. Egli ci ha testimoniato che Medjugorje ha cambiato la sua vita: “La mia prima visita qui risale al 1998, ed è stato un viaggio privato. Prima non organizzavo pellegrinaggi, ma piuttosto gite. La prima volta che sono venuto a Medjugorje ho vissuto qualcosa di veramente straordinario, che ha cambiato la mia vita. Qui ho capito il perché della Chiesa, del Vangelo e dei Sacramenti. Tornato in Francia, il mio unico pensiero era come vivere quei messaggi anche lì. Posso dire tranquillamente che prima ero un non credente, andavo a Messa per abitudine. Dopo Medjugorje, invece, vado a Messa non per dovere, ma perché amo Dio. Dopo il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje, ho cominciato a pregare il Rosario ogni giorno e a digiunare a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì: ero stato invitato a farlo. Un anno e mezzo dopo ho sentito di dover trasmettere la mia esperienza ad altri, tramite l’agenzia che gestivo. Medjugorje mi ha cambiato la vita e adesso sono felice di poter trasmettere questo anche ad altri”.  Gerard ha poi aggiunto di aver cominciato ad organizzare pellegrinaggi a Medjugorje nel 2000 e che, a partire da allora, li organizza regolarmente. Egli partecipa a questo Seminario dal 2001: “Per me è importante poter ascoltare ciò che dice la parrocchia, quello che dicono i francescani. Essere in sintonia con i francescani che svolgono il loro servizio in questa parrocchia è molto importante per me”.

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Messaggio a Marjia del 25 Marzo 201

 “Cari figli! Oggi vi porto il mio amore. Dio mi ha permesso di amarvi e per amore invitarvi alla conversione. Figlioli, voi siete poveri nell’amore e non avete ancora compreso che mio figlio Gesù per amore ha dato la Sua vita per salvarvi e per donarvi la vita eterna. Perciò pregate figlioli, pregate, per poter comprendere nella preghiera l’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Mirjana: “Cio che desidera la Madonna”

Mirjana: “Cio che desidera la Madonna”


Così ha detto Mirjana, con tanta semplicità nella sua testimonianza ai giovani del Festival: Il mio giorno preferito è il 2 del mese dal 1987. Il 2 di ogni mese prego con la Madonna per i non-credenti ma Lei non dice mai “i non credenti”; dice sempre “quelli che non conoscono l’amore di Dio”. E Lei chiede il nostro aiuto, e questo non lo dice solo a noi sei veggenti, ma a tutti quelli che sentono la Madonna come la loro madre.
La Madonna dice che noi non possiamo salvare i non credenti se non con la nostra preghiera e il nostro esempio. E Lei ci chiede di mettere la preghiera per loro al primo posto, perché Lei dice che le cose più cattive, le guerre, i divorzi, gli aborti arrivano dalle persone che non credono: “Quando voi pregate per loro, pregate per voi stessi, per le vostre famiglie e per il bene del mondo intero”.
Lei non vuole che noi predichiamo a destra e a sinistra, ma che parliamo attraverso la nostra vita. Vuole che i non credenti possano vedere, attraverso di noi, Dio e l’amore di Dio. Ci chiede di prendere questo sul serio. “Se una sola volta voi vedeste le lacrime sul viso della Madonna a causa dei non credenti, sono sicura che mettereste tutto il vostro impegno e amore verso di loro”. Ella dice che questo è un tempo di decisione, che noi, che ci consideriamo figli di Dio, abbiamo una grande responsabilità.
Ognuno di noi sei veggenti ha una missione particolare. La mia è quella di pregare per i non credenti, per quelli che non conoscono ancora l’amore di Dio; Vicka e Jakov pregano per i malati; Ivan per i giovani e i sacerdoti; Marija per le anime del purgatorio; Ivanka prega per le famiglie. Il messaggio più importante della Madonna è la Santa Messa: “la Messa non soltanto la domenica -ci ha detto-. Se c’è da scegliere tra varie forme di preghiera, dovete sempre scegliere la Santa Messa, perché è la più completa e nella Messa mio Figlio stesso è con voi”.
La Madonna ci chiede di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua. Ci dice di dire il Rosario in famiglia e che niente in questo mondo può unire la famiglia più della preghiera fatta insieme. Ci chiede di confessarci almeno una volta al mese. Ci dice che non c’è nessuna persona al mondo che non abbia bisogno di una confessione mensile. Ci chiede di leggere la Bibbia in famiglia: non parla della quantità da leggere, ma soltanto che si deve ascoltare la Parola di Dio in famiglia.
Vorrei chiedervi di pregare per i non credenti perché la preghiera per i non credenti asciuga le lacrime sul viso della Madonna. Lei è nostra madre e come ogni madre di questo mondo, ama i suoi figli. Lei è triste per uno solo dei suoi figli che si smarrisce. Lei dice che dobbiamo anzitutto amare i non credenti, prima ancora di pregare per loro, e considerarli come nostri fratelli e sorelle, che non hanno avuto la stessa nostra fortuna di conoscere Dio e il suo amore. Quando avremo sentito questo amore per loro, allora potremo cominciare a pregare per loro, ma non dovremo giudicarli mai: è solo Dio che giudica: così dice la Gospa. (3 agosto 1997)
Fonte:  http://medjugorje.altervista.org

Messaggio straordinario dato a Mirijana 18 marzo 2016

Medjugorje 18 marzo 2016

Messaggio straordinario dato a Mirijana alle croci blu in occasione del suo compleanno

“Cari figli, con cuore materno e pieno d’amore verso ognuno di voi, desidero impegnarvi in un abbandono completo a Dio Padre.
Io desidero che voi impariate, guardandovi e ascoltandovi dentro, come seguire la volontà di Dio. Desidero che voi impariate come avere fiducia nella sua grazia e nel suo amore, come anche io avevo sempre fiducia completa in Dio.
Per questo, cari figli, purificate i vostri cuori, liberatevi da tutto quello che è terreno e permettete di essere pieni di quello che è da Dio. Permettete che tutto quello che viene da Dio possa, con la preghiera e con il sacrificio, formare la vostra vita, così che nei vostri cuori possa essere il Regno di Dio; così potete iniziare a vivere cominciando da Dio Padre.
Provate a camminare sempre con mio Figlio. E per tutto questo, cari figli, dovete essere puri nello spirito, pieni di amore e di misericordia. Dovete avere cuori puri e semplici e dovete essere sempre disposti a servire. Cari figli, ascoltatemi, io dico tutto questo per la vostra salvezza. Vi ringrazio.”

DOPO 14 ANNI DI MALATTIA GUARÌ DURANTE LA MESSA

Pascale Gryson-Selmeci, madre belga, sposato, due figli, soffriva di leucoencefalopatia caratterizzata, una malattia rara e incurabile i cui sintomi simili a quelli della sclerosi multipla.
Testimoni hanno detto che Pascale ha sofferto 14 anni. Ultimi 12 mesi, lei non riusciva nemmeno a parlare.Dopo il 3 agosto 2012. Serata a Medjugorje ha ricevuto la Santa Comunione, Pascale sentiva una certa forza. Per la sorpresa di suo marito e dei suoi familiari, ha cominciato a parlare, e si alzò dalla sua sedia a rotelle.

Testimone di guarigione
Quella sera era in piedi fino a dopo la mezzanotte. Patrick d’Ursel, uno degli organizzatori del pellegrinaggio, guarigioni testimoni, Radio Pace Medjugorje porta la sua testimonianza. – Per lungo tempo io prego per la guarigione. Sono malato per più di 14 anni. Sono sempre stato un credente, ho avuto una fede profonda, ho tutta la vita era al servizio di Dio.. Quando sono apparsi i primi sintomi della malattia, il primo anno imploro ardentemente e prego. Gli altri membri della mia famiglia stanno pregando per la stessa intenzione, ma dal momento che non è venuto la risposta che mi aspettavo – anche se qualsiasi altra risposta! – Ho pensato che Dio ha per me ha altri piani. Mi è stata data la grazia di affrontare questa malattia, la grazia di forza e di gioia. La gioia non è stato costantemente sentita, ma era nel più profondo dell’anima, quindi sono nei momenti più difficili si sentivano gioia di Dio. Credo fermamente che la mano di Dio era sempre su di me. Non ho mai dubitato del suo amore per me, anche se l’uomo con una tale malattia può dubitare dell’amore di Dio per gli uomini. Pochi mesi fa, mio ​​marito David e ho sentito un forte invito ad andare a Medjugorje. Non sapevamo cosa ci aspetta lì, ma lui non poteva resistere. Che mi ha sorpreso, perché entrambi – e io e mio marito – appena sentiti veramente quella chiamata. I nostri figli sono rimasti del tutto indifferenti, poiché è a causa della mia malattia arrabbiato con Dio.Continuavano a chiedermi perché Dio guarisce alcune persone e alcuni non lo fanno. La figlia stava dicendo: “Mamma, stai pregando. Perché non preghi per la tua guarigione? “
Ho questa malattia, nel frattempo, è stato accettato come un dono di Dio. Per me è ancora necessaria per molti anni. Mi piacerebbe dirti quello che ho portato questa malattia. Senza la grazia che è venuto attraverso questa malattia, credo che oggi non sarebbe la persona che sono. Ero molto sicura di sé. Ho avuto molti talenti. Ero artista fiero e brillante. Ho studiato l’arte e le parole sono sempre stato uno straordinario successo nel campo dell’istruzione. In una parola: questa è la mia malattia di cuore aperto e vista eliminato, trasmettere vecernji.ba.
Si tratta di una malattia che colpisce l’intero essere. Ho perso tutto, fisicamente, spiritualmente e mentalmente ero in fondo, ma nel mio cuore ho potuto sperimentare e capire ciò che l’esperienza gli altri. La malattia mi ha aperto il cuore e gli occhi, il che significa che prima ero cieco, e poi visto la luce, ha realizzato ciò che l’esperienza altrui. Io li amo, voglio aiutarli, voglio essere con loro. Attraverso malattia ho scoperto la ricchezza e la bellezza dei rapporti umani. La nostra vita coniugale si approfondisce di là di tutte le aspettative. Non potevo immaginare che potesse essere così profondo. In una parola, ho trovato l’amore. Poco prima di andare in questo pellegrinaggio abbiamo deciso di portare con me ei nostri due figli. Mia figlia mia, allora “ordinò” a pregare per la guarigione, non perché volevo, ma perché vuole. Lei pungolato e io e il nostro figlio di pregare per loro questa grazia. Hanno fatto, anche se deve prima di superare i loro problemi con la fede e la sua rivolta. Per me e mio marito, questo viaggio era sfida indicibile. ha prendere due carri, uno dei quali ha una particolare inclinazione perché trovo difficile rimanere in posizione seduta eretta. Bus, che abbiamo viaggiato non era è stato adattato alle esigenze dei pazienti, ma hanno sempre trovato importato una mano pronta e mi esportate. ‘ll mai dimenticare la solidarietà che per me è il più grande segno dell’esistenza di Dio.. ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato fino a quando sono stato in grado di parlare con gli organizzatori che mi hanno fatto così calorosamente ricevuti , tutti quelli che mi hanno incoraggiato anche i gesti più piccoli, e chiedere alla Madonna di benedire voi con la mia benedizione materna e dare loro indietro cento per il bene che hanno fatto a me. mio più grande desiderio era di andare a all’apparizione con Mirjana. Sono andato con la moglie e una compagna. Ancora una volta, la mia gente indossava la sua strada attraverso la moltitudine di persone che veniamo a Blue Cross.
Via della Croce
Una suora era io e mio marito continuava a dire un messaggio che la Madonna ha inviato i malati … Il giorno dopo, il 3 agosto, mio ​​marito è andato alla Croce. C’era grande calore. Anche se il mio sogno più grande era che io vada con lui, non c’era nessuno che mi potesse dare un affare, e io ero in un tale stato che era meglio per me rimanere a letto … Nella mia memoria di quel giorno verrà registrato come uno dei più difficili di tutta la mia malattia. Non volevo che mio marito a rinunciare alla salita della Croce. Mentre ero su un respiratore, ogni respiro era indicibilmente difficili. Non ho potuto mangiare o bere, neanche prendere le medicine. Sono stato costretto a letto … non ho nemmeno avuto il potere di pregare, io ero lì, sola con il Signore. Mio marito è tornato felice, profondamente commosso dalla traversa attraverso. Era pieno di compassione per me, perché mi sono reso conto che ero la sua Via Crucis è andato a letto … In serata, anche se molto debole, Pascale Gryson con il marito è andato a messa. Ecco cosa dice in proposito: sono andato senza respiratore, perché ero insopportabile per tenere la fotocamera pesante sulle ginocchia. Eravamo troppo tardi. Siamo venuti solo per il Vangelo. Appena siamo arrivati, ho cominciato a pregare lo Spirito Santo. Ero pieno di una gioia che non posso descrivere. Lo pregai di occupare tutto il mio essere. Ho ripetuto il suo desiderio di appartenere a Lui, corpo, spirito e anima … la santa Comunione ho aspettato con impazienza. Mio marito ed io abbiamo aspettato in fila dietro la chiesa. Un sacerdote passò il Corpo di Cristo. Passò persone in piedi in linea ed è venuto direttamente a me e mio marito.Entrambi abbiamo ricevuto Comunione e rimosso per fare spazio agli altri, e per ringraziare il ricordo. Ho sentito un forte profumo … Poi ho sentito che il mio corpo sta attraversando un qualche potere. Nessun calore di potenza.Attraverso i muscoli delle mie gambe sono così lunghi che tutto ciò che ha servito come una vita passata corrente. Allora ho detto a Dio: “Padre, Figlio e Spirito Santo, se succede quello che penso sta accadendo, miracolo inimmaginabile, allora vi chiedo di darmi un carattere e un favore:. Posso parlare con mio marito”
Mi girai verso di lui e ho cercato di dirgli: “Lo senti?” E ‘merito dgovorio come fosse la cosa più naturale del mondo: “No, il mio naso è un po’ soffocante”, e la mia voce non è stata ascoltata per più di anno! Per dirla consapevolmente, gli ho detto: “Ehi, sto parlando, mi senti!” E ‘stato un segno che Dio è all’opera. Con la fede ho tirato le gambe della sedia e mi alzai. Chiunque era intorno a noi realizzato ciò che sta accadendo in questo momento … Nei giorni che seguirono, la mia condizione di ora in ora miglioratore. Niente più bisogno di dormire continuamente. Invece di dolore derivante da malattie ho dolore muscolare a causa degli sforzi che il corpo non sembra per più di sette anni … Ora voglio aiutare le persone che sono alla ricerca di mio aiuto, qualunque cosa fosse …
Fonte:  www.medjugorje-info.com

S.Leopoldo Mandic.

A Medjugorje ,sul piazzale dei primi confessionali è posizionata la statua in bronzo di S.Leopoldo Mandic frate cappuccino protettore dei confessori, realizzata in grandezza naturale nel 1998 dallo scultore italiano Carmelo Puzzolo.
S.Leopoldo Mandic nacque il 12/5/1866 a Castelnuovo nella Dalmazia meridionale. A 16 anni iniziò gli studi religiosi a Venezia presso i Cappuccini, mentre svolse il suo ministero sacerdotale a Padova nel Convento dei Cappuccini.
Era un piccolo frate, alto solo un metro e quaranta, curvo, malaticcio, con artrite alle mani e difficoltà nel parlare. Persona umile e mite.
Instancabile nel confessionale, una celletta di due metri per tre, vi rimaneva dalle 10 alle 15 ore al giorno e si dedicava in modo particolare alla confessione dei sacerdoti.

statuapadremandicAlla fine del 1940 la salute peggiorava e nell’aprile del 1942 venne ricoverato in ospedale per un tumore all’esofago. Quando rientrò in convento riprese a confessare fino al mattino del 30 luglio quando morì dopo aver tentato di indossare i paramenti per la celebrazione della S.Messa.
Il 14/5/1944 due anni dopo la sua morte vi fu un’incursione aerea degli alleati anglo-americani che rasero al suolo la Chiesa e il Convento, ma miracolosamente venne risparmiato il suo confessionale. Lui stesso aveva predetto “La Chiesa e il Convento saranno duramente colpiti dalle bombe, ma questa celletta no. Qui il Padrone Iddio ha usato tanta misericordia alle anime…….deve restare a monumento della Sua bontà“.

La sua tomba venne riaperta dopo 24 anni e con grande sorpresa il suo corpo venne trovato intatto.
Venne poi beatificato da Paolo VI nel 1976, mentre Papa Giovanni Paolo II lo canonizzò nel 1993.
La festa di S.Leopoldo Mandic viene celebrata il 12 maggio di ogni anno.

 Sui lati della Chiesa di S.Giacomo sono posizionati molti confessionali: da una parte ve ne sono 25 costruiti nel 1990 e restaurati nel 2001, dall’altra 36 inaugurati nel 2012.
Esternamente ad ogni confessionale vi sono delle targhette indicanti la lingua con la quale il confessore accoglierà i penitenti.
Medjugorje è denominata “Il più grande confessionale del mondo“. I confessionali sono affollati da pellegrini che attendono pazientemente il loro turno, a volte confusi, increduli, sfiduciati. Il sacramento della riconciliazione è proprio la celebrazione della grande misericordia di Dio che dona il perdono delle colpe attraverso il Sacerdote, rinascendo nella grazia del Padre.


A Medjugorje c’è un forte richiamo alla rinascita spirituale. Molte persone infatti si confessano dopo molti anni di lontananza dai Sacramenti.
La Madonna ci ha inviato diversi messaggi sulla confessione, vorrei citarne alcuni:

15/01/1984

Molti vengono qui a Medjugorje per chiedere a Dio la guarigione fisica, ma alcuni di loro vivono nel peccato. Costoro non comprendono che devono cercare innanzitutto la salute dell’anima, che è la più importante, e purificarsi. Essi dovrebbero, per prima cosa, confessarsi e rinunciare al peccato. Poi potranno implorare la guarigione

02/08/1981

Coloro che hanno sporcato il mio vestito sono quelli che non sono in grazia di Dio. Confessatevi frequentemente. Non lasciate che nella vostra anima rimanga a lungo anche soltanto un piccolo peccato. Confessatevi e riparate i vostri peccati

06/08/1982

Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico! La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite.

 

San Leopoldo Mandic è il famoso Cappuccino confessore a Padova, morto nel 1942. Le sue apparizioni dopo morte, numerose e ben documentate, costituiscono (come quelle degli altri santi) altrettanti indizi della sopravvivenza. Le guarigioni istantanee di malattie organiche seguite in parecchi casi alle apparizioni indicano che non si tratta di allucinazioni.
Ecco il racconto di una persona guarita.
Il fatto che, in certe apparizioni, il Santo sia stato creduto persona corporea vivente in questo mondo, che sia stato toccato, che abbia portato oggetti fisici, fa pensare ad un corpo parasornatico. Ecco il caso di Teresa Pezzo:
«Ero da molto tempo affetta da gravi disturbi al fegato. Si tentarono varie cure, ma tutto inutilmente, tanto che il 22 ottobre 1946, nonostante il persistere della febbre, venni sottoposta a gravissimo intervento chirurgico di oltre tre ore. Dopo parecchi giorni passati tra la vita e la morte, mi ripresi alquanto e andai a Bovolone presso lo zio Arciprete, monsignor Bartolomeo Pezzo. Per un po’ di giorni tutto andò bene, ma il 4 dicembre dovetti rimettermi a letto perché mi ritornarono fortissimi i dolori; la febbre risalì oltre i 40, ricominciò il vomito quasi continuo, tanto che non potevo ritenere nemmeno una goccia d’acqua. Si aggiunse un gonfiore duro e voluminoso al di sopra del taglio dell’operazione; i dolori continui e acutissimi si estendevano alla gamba e al braccio destro. Divenni così debole che non potevo quasi più parlare. Il medico curante dichiarò che si era ritornati allo stato di prima dell’operazione e forse peggio.
Dietro esortazione di un padre cappuccino, di passaggio da Bovolone, il giorno 8, domenica, cominciai la novena di Padre Leopoldo e posi una sua reliquia sulla parte ammalata. Martedì notte, mi addormentai alle 11.30. Suonava mezzanotte quando all’improvviso mi apparve Padre Leopoldo. Era identico alla sua immagine, ma senza stola e molto più bello. La stanza, quantunque la luce fosse spenta, era illuminata a giorno. Il Padre si avanzò sino quasi al mio letto. Tra noi due avvenne il dialogo seguente:
“Mamma! Mamma!” gridai io tra gioia e lo spavento.
“Non aver paura!” disse Padre Leopoldo. “Tu ti accosti tutte le mattine alla santa comunione a letto, non è vero?’
“Sì, Padre’
“Domani” continuò Padre Leopoldo mettendomi una mano sulla spalla “alle 8 vai in chiesa, ascolta la santa messa e fai la comunione, perché sei guarita. E ogni giorno dovrai recitare una corona di Gloria Patri. Questo per tutta la vita’
“Sì, Padre, anche due!”.
“Brava! Tu hai sofferto molto nella tua vita, specie in questo ultimo periodo, ma questo, cara, lo troverai nella eternità! Tu devi sempre fare del bene al mondo e, se ti giungerà qualche brutto momento, dolori e malattie, sopporta tutto con rassegnazione e soffri tutto per amore di Dio”.
“Padre, che grazia!’
“Quando termini la novena?”.
“Lunedì “.
“Allora tornerò lunedì a mezzanotte perché ho molte cose da dirti. Intanto ti dò la benedizione”.
«Mi benedisse e scomparve dicendo: “Sia lodato Gesù Cristo!” ».
«Scomparso Padre Leopoldo, mi scossi. Credevo di aver sognato, ma mi trovai perfettamente guarita. Non più dolori al fegato, scomparso il gonfiore, i dolori alla gamba e al braccio, cessata la febbre.
La zia, che dormiva in camera con me, aveva sentito tutte le parole mie, ma non quelle di Padre Leopoldo, e non aveva visto nulla.
La mattina mi alzai, scesi frettolosa le scale, mentre il giorno prima non potevo nemmeno reggermi in piedi, andai in chiesa alla Messa delle 8, feci la santa comunione, rimasi a lungo in preghiera e poi, ritornata in canonica, mangiai con un appetito formidabile senza sentire alcun disturbo.
Ero perfettamente guarita.
Il fatto suscitò nel paese una grande impressione, perché a tutti era nota la mia dolorosa condizione, e si accese una vivissima attesa della nuova apparizione promessa. Gran numero di persone m’incaricarono di presentare a Padre Leopoldo domande su diverse cose.
Alla mezzanotte tra il 16 e il 17 dicembre, Padre Leopoldo mi comparve di nuovo, circonfuso di luce, in modo da illuminare la stanza a giorno. Mi parlò di molte cose riguardanti la mia vita spirituale e mi raccomandò in modo particolare di pregare. Poi rispose alle domande che gli presentavo. Io scrivevo le risposte man mano che Padre Leopoldo parlava, e le scrivevo alla luce della visione perché la lampada era spenta. La zia che dormiva nella stessa camera e un sacerdote fuori dalla porta udivano le mie parole, ma non vedevano nulla e non sentivano le parole del Padre. Appena questi scomparve, io accesi la lampada esclamando: “Che bellezza! Che bellezza!”. Tenevo in mano il foglio che avevo scritto sotto dettatura di Padre Leopoldo, con la penna fornitami dallo stesso Padre.
Mia zia mi disse poi che durante la visione c’era per lei nella stanza buio perfetto, mi aveva sentito far scorrere velocemente la penna sulla carta, ma che quando Padre Leopoldo scomparve e si accese la lampada, essa vide in mano mia il foglio scritto, ma non la penna con cui l’avevo scritto.
Rileggendo le risposte di quel foglio, rilevai una cosa molto importante: Padre Leopoldo si lamenta quasi con tutti che pregano poco e male, e insiste con tutti che preghino di più se vogliono che Dio li benedica».
Valdi porro (Verona), 28 dicembre 1946: Teresa Pezzo.

 

Un apostolo della Misericordia:San Leopoldo Mandic’ – Eco di Maria nr. 145
Questo cappuccino croato incarnò nella sua vita la parabola del Padre misericordioso che attende il “figlio prodigo”. Per questo il richiamo del Papa alla confessione nell’Anno Santo trova in lui un modello eccezionale del ministero in cui il Padre vuol far scoprire ai figli peccatori il suo Cuore.
La celletta della Misericordia – Nato a Castelnuovo di Cattaro, sulla costa dalmata, nel 1866, era tanto piccolo (m 1.35), debole, claudicante per l’artrite deformante ai piedi, aveva un difetto di pronuncia che gli impediva di predicare e così fu sempre adibito alle confessioni. Nella sua celletta-confessionale del convento cappuccino di Padova, dove oggi i fedeli accorrono al suo corpo incorrotto, confessò per trent’anni dalle 10 alle 15 ore al giorno. Ma la città di Padova non si accorse subito del piccolo grande santo che ospitava.
Di se stesso P. Leopoldo diceva: “Sono veramente un uomo da nulla, anzi ridicolo”. E così veniva ritenuto dai frati e dalla gente. Perfino i bambini lo deridevano per strada e gli mettevano i sassi nel cappuccio… Dicevano che “era un confessore ignorante, di manica troppo larga, che assolveva tutti senza discernimento”. Poi progressivamente la città cominciò ad avviarsi a quel confessionale, alcuni mandati anche da P. Pio che usava dire: “Avete un Santo, perché venite da me?!”
Poco prima di morire nel 1942, P. Leopoldo fece questa profezia: “La città sarà bombardata molte volte, questo convento sarà duramente colpito, ma questa celletta no. Qui il padrone Dio ha usato molta misericordia alle anime: deve restare il monumento della sua bontà”. Infatti i bombardamenti del 1944 distrussero il convento, ma la celletta rimase in piedi… Ma cosa avveniva in quella celletta? Se colui che vi entrava mostrava un po’ di esitazione o qualche impaccio, P. Leopoldo si alzava in fretta e gli andava incontro allargando le braccia: “Si accomodi, signore, si accomodi… Non abbia paura sa, non abbia riguardo… Vede, anch’io, benché frate e sacerdote, sono tanto misero. Se il Padrone Dio non mi tenesse per le briglie, farei peggio degli altri…”.
Tuttavia P. Leopoldo non riduceva la confessione a qualche minuto. Si tratteneva a volte molto a lungo. E non era dolce quando si cercava di scusare il male o minimizzarlo. Lo diventava invece infinitamente se lo si riconosceva con umiltà. Ci basti questo episodio.

Un giorno un uomo entrato in quella celletta si ostinava a difendere i suoi numerosi peccati con sottili ragionamenti. P. Leopoldo le aveva provate tutte ma poi, di fronte alla raffinata derisione dell’uomo, si era alzato in piedi e aveva esclamato: “Se ne vada! Se ne vada! Lei si mette dalla parte dei maledetti da Dio!”. L’uomo quasi svenne dalla paura e si prostrò a terra piangendo; allora P. Leopoldo lo sollevò e, abbracciatolo, gli disse: “Vedi, ora sei di nuovo mio fratello”.
Talvolta confessava anche con la febbre e saltava i pasti vedendo la fila dei penitenti. Non di rado, finite le confessioni, faceva lunghe preghiere, di notte. A molti penitenti aveva promesso: “Farò io penitenza per te, pregherò io per te”. Una volta disse: “Se il Crocifisso mi avesse a rimproverare della ‘manica larga’ gli risponderei: questo cattivo esempio, Paròn Benedeto (Padrone Benedetto), me l’avete dato voi! Ancora non sono giunto alla follia di morire per le anime!”…
Apostolo dell’unità – Dietro questa vocazione c’è però un segreto. “Quando avevo 22 anni, dice lui stesso, ho sentito la voce di Dio che mi chiamava a pregare e a meditare per il ritorno degli ortodossi all’unità cattolica”. Ne fece un voto. Era la sua “santa pazzia”, dicevano i suoi confratelli; ne parlava a tutti e sperava di realizzare questa chiamata, concretamente, tornando in Croazia. E sembrava cosa fatta quando la città di Fiume venne annessa all’Italia e lui destinato a quel convento. Ma il Vescovo di Padova tanto fece che ottenne dal Provinciale di mantenerlo nella sua città dove tutti lo reclamavano. Sembrava una sconfitta. Ma non fu così.
Un confratello che si meravigliava per questo cambiamento, gliene chiese ragione e così rispose P. Leopoldo: “Tempo fa ebbi l’occasione di incontrare una santa persona che dopo la comunione mi disse: «Padre, Gesù mi ha ordinato di dirle che ogni anima che lei assiste qui nella confessione è il suo Oriente»”. E da allora fece proprio così. Trattava ogni penitente come se la conversione all’unità del suo popolo dipendesse da quella del peccatore che aveva davanti.
Così anche nella Santa Messa – che offriva sempre, se poteva, per questa intenzione – sentiva una sofferenza fisica per la rottura dell’unità e, immedesimandosi a Cristo, piangeva a volte fino a bagnare la tovaglia dell’altare… Dio gli concesse di fare miracoli già in vita; ma lui sosteneva che non c’entrava niente: “Che colpa ne ho io -diceva- se vengono con tanta fede e se, per la loro fede, il Padrone Dio li esaudisce?”
Leggeva nelle anime. Un signore, che da anni non si confessava, era stato trascinato lì dagli amici e pensava tra sé: “Mi metto in coda e poi, quando se ne sono andati tutti, me ne vado anch’io prima che mi tocchi entrare in quello stanzino”. Ma di colpo uscì fuori P. Leopoldo e, andando dritto a lui gli disse: “Venga avanti lei, signore… L’aspettavo sa, l’aspettavo…”. E poi, una volta dentro: “Lei non voleva venire… ma non si preoccupi… le dico io quello che ha fatto… E’ questo quello che ha fatto, vero? E ora è pentito, vero? Allora Dio le perdona tutto. La ringrazio di essere venuto a portarmi tanta gioia, ma l’aspetto ancora, sa… Venga e saremo buoni amici…”. Ecco, ci auguriamo che con un buon confessore possiamo incontrare nell’intimo il nostro Padre del cielo…
P. Leopoldo tornò al Padre il 20 luglio 1942 pronunciando le ultime parole della Salve Regina, che aveva sempre chiamato con tenerezza “la Paròna Benedeta”… Il Santo, riprodotto in una statua bronzea a Medjugorje, sembra lì a proteggere e a ispirare i confessori nel loro ministero di misericordia.

Conclusione del Ventitreesimo Incontro Internazionale aGuide di Medjugorje.

Conclusione del Ventitreesimo Incontro Internazionale degli organizzatori di pellegrinaggi e delle guide di centri della pace, gruppi caritativi e di preghiera legati a Medjugorje.

Il Ventitreesimo Incontro Internazionale degli organizzatori di pellegrinaggi e delle guide di centri della pace, gruppi caritativi e di preghiera legati a Medjugorje, che ha avuto per tema la frase evangelica “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6,36), si è concluso venerdì 4 marzo, con una Santa Messa presieduta dal parroco di Medjugorje fra Marinko Šakota. Nella sua omelia fra Marinko, che è stato anche coordinatore del Seminario di quest’anno, ha ricordato ciò a cui tutti siamo chiamati: “Dio vuole che noi accogliamo l’amore e che esso si diffonda attraverso di noi. L’opera di Dio vuole proseguire attraverso di me. Noi però spesso ci fermiamo a ciò che è esterno, alla superficie. Non cresciamo. La Madonna però ci invita proprio a crescere. Lei non ci ha abbandonato, è accanto a noi affinché comprendiamo di dover crescere”. L’incontro, a cui — oltre ai membri dell’Associazione delle guide per i pellegrini della parrocchia di Medjugorje — hanno partecipato circa duecentonovanta persone provenienti da venticinque paesi, dal 29 febbraio al 4 marzo ha impegnato i partecipanti in un programma caratterizzato da conferenze, dibattiti coi relatori, momenti di preghiera sul Podbrdo e sul Križevac e dalla partecipazione al programma liturgico di preghiera serale presso la chiesa di San Giacomo.

Jakov: viaggio nell’aldilà con il corpo.

JAKOV: Viaggio nell’aldilà con il corpo 
PADRE LIVIO:
Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?
JAKOV: Avevo undici anni.
PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.
PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.
PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.
PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.
JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.
PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…
PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no. [62]
PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.
PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…
PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno …
PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”[63] Questa “no’, di Jakov alla Madonna rende tutta la narrazione altamente credibile. Jakov era un bambino di undici anni, ma nonostante ciò si rende conto che l’esperienza che sta per affrontare è troppo grande per lui. Già aveva dovuto aprirsi a realtà incredibili e straordinarie, che avevano radicalmente cambiato la sua vita. Ora è normale che la natura umana tremi di fronte a un orizzonte sconosciuto e in un certo senso temibile come l’aldilà. È la grazia della presenza di Maria che aiuta i due ragazzi ad affrontare questo mondo ignoto, oltre i limiti della nostra esperienza.
PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“Ti porto a vedere il Paradiso…”
JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…
PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.
PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…
PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.
PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.
PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.
PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.
[64] Vicka, più grande e più osservatrice di Jakov, racconta di aver guardato in basso e di aver visto la terra molto piccola. Ambedue concordano nel dire che sono arrivati in Paradiso in un attimo. Per comprendere correttamente questa straordinaria testimonianza, occorre tener conto della pedagogia divina, che mostra l’aldilà così come la nostra natura umana di pellegrini sulla terra lo può comprendere e recepire. D’altra parte non bisogna dimenticare che in Paradiso, in Purgatorio e all’inferno ci sono le anime senza i corpi, i quali risusciteranno alla fine del mondo. Di questa testimonianza a mio parere occorre cogliere l’esattezza teologica, in quanto la descrizione della sostanza dell’aldilà corrisponde in tutto alla fede della Chiesa. Bisogna anche sottolineare l’estremo realismo, quasi a voler sottolineare la concretezza di queste verità riguardanti il nostro destino ultimo.
PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…
PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…
PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.
PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa… (65)
] Jakov fin dall’inizio aveva mostrato la sua riluttanza a fare questa esperienza e ha bisogno di tempo per ritrovare la calma. Ciò avverrà fra poco, quando gusterà la gioia del Paradiso che lui ha descritto in un modo insuperabile, con pochi profondissimi accenni.
PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa .terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.
PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.
PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…
PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio… [66]
[66] Mi sono permesso di insistere su questo particolare della porta che si apre davanti alla Madonna, perché forse qui è simboleggiata la bellissima invocazione con la quale chiamiamo Maria “Porta del cielo”.
PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.
PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.
PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano. (67)
[67] La Madonna aveva preso per mano Jakov e Vicka, in precedenza, quando dalla casa li aveva portati in Paradiso.
PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!
PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…
PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.
PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.
PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.
PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.
PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso
PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.
PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.
PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.
PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.
PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.
PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.
PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.
PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.
PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.
PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.
PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.
PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.
PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore. [68]
[68] Jakov è perfettamente consapevole che la Madonna ha fatto vedere il Paradiso, e successivamente il Purgatorio e l’inferno, nel modo in cui a noi, che siamo ancora nella fragilità della carne, è possibile capire e vedere. Le immagini non sono necessariamente da prendere alla lettera, ma piuttosto da interpretare nel loro valore simbolico. Lo spazio immenso sta a indicare che siamo oltre i limiti della finitezza e siamo entrati nel mondo dell’infinito. La luce richiama la divina presenza che ci avvolge. lì grande numero dei salvati ricorda la moltitudine immensa di cui parla l’Apocalisse. lì canto esprime la preghiera e la lode di Dio, che si contrappone alle bestemmie dell’inferno. La pace e la gioia sui volti rendono molto bene il concetto di beatitudine eterna che è data come ricompensa ai giusti. Jakov non sotto valuta affatto ciò che la Madonna ha fatto vedere, però la vera misura di ciò che è il Paradiso l’ha avuta non dai suoi occhi, ma dal suo cuore. È col cuore che ha pregustato qualcosa di quella gioia divina del Paradiso, di cui però anche qui sulla terra ci viene data la caparra, se ci apriamo alla grazia di Dio.
PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.
JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.
PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.
PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile. [69]
[69] Qui Jakov cerca di descrivere lo stato esistenziale in cui una persona è liberata da ogni paura, preoccupazione e angoscia. L’Apocalisse descrive la medesima realtà con le celebri espressioni: “Non vi sarà più la morte, nè lutto, nè lacrima, nè lamento, perché le cose di prima sono passate” (22,4). Nei suoi messaggi la Madonna ha accennato più volte al Paradiso, senza descriverlo, ma dicendo che “Nel cielo c’è la gioia”; che noi possiamo già sperimentare in anticipo, nel pellegrinaggio della vita, quando camminiamo sulla via della salvezza.
PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.
PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso. [70]
[70] A jakov non sfugge il motivo per cui la Madonna lo ha portato col corpo in Paradiso insieme a Vicka. Si tratta di ricordare a noi uomini che cosa Dio ha preparato per coloro che si aprono a lui. Si dischiude così ai nostri occhi lo sbocco dell’eterna gioia, verso cui la nostra vita è diretta, quando persevera sulla via di Dio. Oggi gli uomini hanno perso queste prospettive e la Madonna è ricorsa a una esperienza così forte e unica nel suo genere per richiamarci all’essenziale. L’obiettivo di salvare tutte le anime e portarle in Paradiso è anche la ragione addotta dalla Madonna per spiegare la sua lunga permanenza in mezzo a noi.
PADRE LIVIO: Senti JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.
PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…
PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.
PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.
PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.
PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.
PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.
PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.
PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse. [71]
[71] Dobbiamo essere grati a Jakov che, per grazia della Madonna, con questa descrizione, semplice ma unica nel suo genere, ha fatto pregustare a tutti coloro che lo ascoltavano un po’ di quella gioia che Dio ci ha preparato in Paradiso. Nessuno può raccontare queste cose se non le ha sperimentate. Nulla come questo tipo di testimonianze rende credibili le apparizioni. Infatti, queste cose si possono riferire solo se la bocca parla col cuore pieno e traboccante. A mia conoscenza è la prima volta che Jakov ha dato pubblicamente una testimonianza di questo genere sull’aldilà.
PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.
PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…
PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.
La sofferenza del Purgatorio
JAKOV: Poi ci siamo trovati in uno spazio pieno di nebbia. Non posso dire altro per descriverlo se non dicendo che era una specie di nebbia. Lì dentro abbiamo visto solo dei movimenti, ma la gente, le persone, non le abbiamo viste. La Madonna ci ha detto che dobbiamo pregare tanto per le anime del Purgatorio, perché hanno veramente bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: Senti un po’: ma uscendo dal Paradiso è scomparsa anche quella gioia?
JAKOV: Sì, ma non è scomparsa del tutto. Quando però entri nel Purgatorio non senti più ciò che hai sentito prima. PADRE LIVIO: No? Che cosa si sente?
JAKOV: Si sente… Quando vedi questi movimenti dentro la nebbia, subito pensi che sono le anime della gente e anche tu senti fastidio. Senti fastidio, ma anche pena per loro.
PADRE LIVIO: Senti anche la pena per loro?
JAKOV: Ti dispiace per loro perché sono finiti lì e perché un attimo prima eri in quella gioia immensa e in quella pace e vedevi la gente che era proprio contenta. Poi vedi queste anime che soffrono e subito provi pena per loro.
PADRE LIVIO: Certo, e quindi dobbiamo pregare per loro.
JAKOV: La Madonna ha raccomandato tanto di pregare per le anime del Purgatorio, perché hanno bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: In questo modo il Purgatorio viene abbreviato?
JAKOV: Sì. Oggi tante volte affermiamo, e anch’io spesso l’ho sentito, che un nostro caro, che è morto, è andato sicuramente in Paradiso. Solo Dio sa dove sono i nostri morti. [72]
[72] Osservazione piena di saggezza, ed impressiona il fatto che sia un ragazzo a farla. Anche noi sacerdoti, quando celebriamo i funerali, siamo molti facili ad assegnare il Paradiso a chiunque. Sarebbe molto più giusto e più utile invece invitare i fedeli alla preghiera incessante per le anime dei nostri cari morti e per tutte le anime più abbandonate del Purgatorio.
PADRE LIVIO: Secondo te allora in che modo possiamo aiutarli?
JAKOV: Possiamo pregare per i nostri morti. Offrire sante Messe per loro.
PADRE LIVIO: Molto giusto…
JAKOV: È per questo che la Madonna si rivolge a noi. (73)
[73] La descrizione che Jakov fa del Purgatorio rispecchia fedelmente gli insegnamenti della fede. Si tratta infatti di un luogo di sofferenza, ma non senza speranza. La stessa nebbia, che si contrappone alla luce del Paradiso, sta a indicare che non siamo in una oscurità senza sbocchi. È nel medesimo tempo un luogo di purificazione, la quale può essere abbreviata dalle nostre preghiere. L’invito della Madonna a pregare per le anime del Purgatorio pare essere uno dei motivi che l’hanno spinta a portarvi due ragazzi. Si tratta di una forma squisita di carità, che corrisponde alla grande tradizione della Chiesa, ma che deve essere riscoperta in tutto il suo valore dai fedeli. La Madonna anche nei messaggi rivolti tramite la veggente Marija ha invitato a pregare per le anime del Purgatorio, sottolineando che esse a loro volta ci aiutano a comprendere che le cose della terra non sono cosi importanti per noi e che il Cielo è la sola meta a cui dobbiamo tendere.
Il fuoco dell’inferno
PADRE LIVIO: Certo. E poi…
JAKOV: Poi dopo non farmi più domande. Dell’inferno non ne ho mai parlato. Non mi è mai piaciuto farlo e non ho nemmeno guardato tanto.
PADRE LIVIO: Sì? Perché?
JAKOV: Per me è stato…
PADRE LIVIO: Forse perché eri piccolino?
JAKOV: Ero piccolino ed è molto impressionante. Non appena mi sono avvicinato, subito non ho voluto più guardare.
PADRE LIVIO: E hai guardato da un’altra parte?
JAKOV: Sì. Al solo ripensare all’inferno, mi vengono i…
PADRE LIVIO: Ti vengono i brividi?
JAKOV: Mi vengono i brividi e mi viene da star proprio male.
PADRE LIVIO: Ti viene da star male? Ma che cosa hai visto, che cosa hai visto, così con un colpo d’occhio al primo momento?
JAKOV: Abbiamo visto un fuoco.
PADRE LIVIO: (rivolto al pubblico della catechesi giovanile): Ragazzi scusate, vale la pena sottolineare che in due millenni di storia del cristianesimo nessuno è mai andato nell’aldilà a vedere l’inferno e poi è tornato nell’aldiqua. E per di più lo sta dicendo a Radio Maria che si sente non solo in tutta Italia, ma anche in America. Stiamo vivendo indubbiamente un momento importante ed emozionante. Scusa Jakov… Eri piccolino e fortemente impressionato?
JAKOV: Sicuramente. Perché penso che ogni bambino piccolo, quando vede una cosa brutta, ne rimane seriamente impressionato, assai più delle persone grandi.
PADRE LIVIO: Sì, certo.
JAKOV: Noi abbiamo visto… Nell’istante in cui ho guardato ho visto un fuoco e dentro il fuoco…
PADRE LIVIO: Era grande il fuoco?
JAKOV: Sì. E ho visto gente, ma non era gente. Era un tipo di gente che si trasformava, e poi subito mi sono…
PADRE LIVIO: Che si trasformava in che cosa?
JAKOV: In un tipo di animali…
PADRE LIVIO: In figure orribili?
JAKOV: Sì. Allora mi sono girato e non ho più guardato queste cose.
PADRE LIVIO: Non hai più guardato?
JAKOV: No. Ecco quella scena è rimasta sempre impressa nella mia testa. Infatti ai pellegrini non racconto mai dell’inferno.
Dio non vuole nessuno all’inferno
PADRE LIVIO: Si, ho capito. Ma la Madonna in quell’occasione ha detto qualcosa?
JAKOV: No, a me no.
PADRE LIVIO: A Vicka ha detto che all’inferno ci vanno quelli che ci vogliono andare.
JAKOV: Ecco, sicuramente.
PADRE LIVIO: Sei d’accordo anche tu?
JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all’inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.
PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all’inferno?
JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell’aldilà, come per dire: “Attenzione perché…?”
JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in Paradiso.
PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l’inferno affinché poi, come d’altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.
JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene… [74]
[74] La testimonianza di Jakov sull’inferno, benché meno completa di quella di Vicka, ha tuttavia un grande valore. Innanzi tutto coincide nell’essenziale. L’inferno è stato presentato evangelicamente ai ragazzi come un grande fuoco. La trasformazione degli uomini in figure di animali orribili e spaventosi sta a indicare la perversione spirituale della creatura che rifiuta irrevocabilmente Dio. La grande paura che l’insolito e terrificante spettacolo ha suscitato nel bambino ci là capire più di ogni altra cosa quale tremenda realtà sia mai l’inferno. E bastato uno sguardo per far capire a Jakov la cosa più importante che la Madonna voleva comprendesse, e cioè che la perdizione eterna è una realtà, ma tuttavia noi con un po’ di buona volontà possiamo evitarla, perché Dio ci vuole salvi con sé in Paradiso.
PADRE LIVIO: Comunque anche la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena…
JAKOV: Sì, una grande pena per la gente….
E’ difficile salvarsi?
PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?
JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?
PADRE LIVIO: È proprio così!
JAKOV: Ci voleva così poco. Solo…
PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?
JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell’aprire il nostro cuore a Dio.
PADRE LIVIO: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.
JAKOV: Sicuramente, chiederla.
PADRE LIVIO: Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?
JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei. [75]
(75) Questa impostazione del discorso è assolutamente valida dal punto di vista teologico. È, infatti, la grazia di Dio che salva. Noi non possiamo salvarci con le nostre sole forze. Tuttavia dobbiamo collaborare con la buona volontà alla grazia che ci viene data.
PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.
JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.
PADRE LIVIO: È chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.
JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.
PADRE LIVIO: D’accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all’inferno non hanno voluto aprirsi?
JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l’amore di Dio.
PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.
JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.
PADRE LIVIO: Alla radice però c’è sempre una chiusura.
JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: “Alle apparizioni non crediamo”. Ma come mai non ci si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono. [76]
[76] Questa osservazione è assolutamente valida. Infatti, è vero che non si è tenuti a credere alle rivelazioni private, ma tuttavia, specialmente quando la Chiesa le approva o permette che i fedeli le seguano, esse sono una grazia che ci viene donata e della quale dovremo rispondere a Dio, come di ogni altra grazia. Più in generale, va detto che ad ognuno Dio dà i mezzi necessari per salvarsi e nessuno si perde per difetto della Divina Misericordia. La perdizione eterna di un’anima avviene per scelta propria, libera e consapevole, e si consuma nella resistenza fino all’ultimo istante alla grazia della conversione.
PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.
JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio. [77]
(77) Jakov giustamente osserva che, quando il cuore è chiuso, i segni esterni non servono a molto. Il Vangelo ci ricorda che, quando Gesù risuscitò Lazzaro morto da quattro giorni compiendo il più grande dei miracoli i suoi nemici decisero di uccidere sia lui che lo stesso Lazzaro. Solo la grazia di Dio che tocca il cuore può smuovere una situazione esistenziale di chiusura a Dio. Ma essa va ottenuta anche con la nostra preghiera, col nostro esempio e con i nostri sacrifici.
PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l’esempio e penso anche con i nostri sacrifici.
JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: “Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest’altro”, ma poi non mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.
PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.
JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio opera tramite noi.
PADRE LIVIO: Così deve essere.
JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.

Tratto da www.medjugorje.altervista

‘Questa è l’ultima volta che sarò sulla terra in questo modo’.

“Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi!” (17 aprile 1982, messaggio della Madonna a Medjugorje)
“Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni.” (2 maggio 1982, messaggio della Madonna a Medjugorje)

Mirjana conferma che quelle di Medjugorje saranno le ultime apparizioni della Madonna

L’estate scorsa la veggente di Medjugorje, Mirjana Dragicevic Soldo, ha confermato a Spirit Daily che la Vergine Maria avrebbe detto che le apparizioni di Medjugorje chiuderanno “un certo capitolo”. Non è chiaro comunque quale sia esattamente questo “capitolo”.
Per anni si è parlato molto del fatto che la Madonna avrebbe detto che dopo la fine delle apparizioni a Medjugorje (apparizioni che, dopo Fatima, hanno catalizzato l’attenzione della gente più di qualsiasi altra apparizione) lei non sarebbe più apparsa sulla terra. Tale affermazione è stata fatta da almeno un altro veggente. Ma Mirjana ha messo la questione in questi termini: “La Madonna ha detto: ‘Questa è l’ultima volta che sarò sulla terra in questo modo’. Io non credo che questo vuole significare che lei non tornerà più su questa terra. Lei non spiega il messaggio. Io devo pregare come tutti voi per comprenderlo”.
I punti chiave sono naturalmente l’espressione “in questo modo” e il fatto che tutti noi dobbiamo pregare per comprendere il messaggio. A Medjugorje Maria a partire dal 1981 è venuta quotidianamente – un periodo di tempo straordinariamente lungo – ed è apparsa a più di un veggente (in certi momenti, nei primi giorni, tutti e sei vivevano simultaneamente l’esperienza dell’apparizione). Le apparizioni sono “corporee”; ciò vuol dire che la Vergine si presenta come un’entità a tre dimensioni che i veggenti possono vedere con i propri occhi, come qualsiasi altra entità fisica. L’affermazione che lei non ritornerà più “in questo modo” potrebbe significare semplicemente che non tornerà mai più in una maniera così straordinariamente intensa e prolungata? Oppure significa che è l’ultima volta che verrà sulla terra sotto forma di un’apparizione corporea a più di un veggente? O vuol dire che sarà l’ultima volta che un’intera regione verrà così profondamente trasformata? O che sarà l’ultima volta che ci porta degli ammonimenti? Significa che dopo Medjugorje la Vergine apparirà in una maniera più sottile, magari con flebili sussurri e visioni, o forse che apparirà sporadicamente come in altri periodi storici? O invece significa qualcosa di più?
In un’intervista di molti anni fa Mirjana aveva menzionato non solo Maria ma anche Gesù. “Sarà l’ultima volta – aveva detto a un sacerdote della parrocchia, Padre Tomislav Vlasic – che Gesù o Maria appariranno sulla terra”. Quando venne interrogata più approfonditamente la veggente disse che sarebbe stata “l’ultima volta che essi appariranno come hanno fatto fino ad oggi, potendo parlare con loro”.
Quando gli venne domandato se questo significava che quella di Medjugorje sarebbe stata l’ultima volta che la Vergine appariva in questo particolare periodo della Chiesa – come un altro veggente aveva suggerito – o che non sarebbe venuta mai più sulla terra, Mirjana rispose – così come aveva detto anche a noi – che non lo sapeva. “Ha detto che non apparirà sulla terra”, disse Mirjana. “Non so se lei [la Madonna; N.d.R.] intendeva dire in questa epoca”.
A Medjugorje si è detto che Maria non apparirà più perché dopo i segreti non sarà necessario. […] Questo fa riflettere. Cosa succederà di così importante da far sì che queste apparizioni non siano più necessarie?
Un’altra veggente, Vicka Ivankovic […] ha detto che la Vergine continuerà ad apparirle fino alla manifestazione di un segno permanente sulla collina della prima apparizione. Ma non sappiamo se lei apparirà anche durante il periodo degli eventi descritti nei segreti.
“La Madonna è rimasta qui per molto tempo”, disse Mirjana una volta. “Capirete quando i segreti si saranno compiuti”.
Fonte:  http://profezie3m.altervista.org/archivio/Mirjana_LastAppar.htmb

Mirjana e i dieci segreti

«Ci tengo  a dire che solo Dio tiene i segreti.» Per far comprendere meglio cosa intende con questa frase, Mirjana ci ha detto che gli ultimi medici che li hanno esaminati, presso un istituto per il soprannaturale ad Innsbruck in Austria, l’hanno sottoposta anche all’ipnosi e alla macchina della verità, ma non sono riusciti a farle dire niente di particolare. Ha anche confermato che il settimo segreto è stato mitigato dalle loro preghiere ed a una signora che si è ritrovata un segno sul braccio a forma di “M”, Mirjana le ha detto: «Se voi vedete o sentite qualcosa, questo è per voi! Con la vostra preghiera dovete capire il perchè, cosa Dio vuole da voi.» Ha poi aggiunto, in seguito ad ulteriori richieste di delucidazione sui segreti, che l’80 per cento di quello che si sente dire in giro, è falso. Ci ha poi consigliato di non acquistare libri su questo argomento, perchè vengono scritti da persone che stanno una settimana a Medjugorje senza neanche rivolgersi ai veggenti. Piuttosto acquistiamo libri di preghiera.  Poi le ho chiesto delle lacrime e sorrisi che repentinamente ha durante le apparizioni: «Non mi sono mai rivista nei video: mi ricorderebbero i momenti di dolore… Sai, le apparizioni del 2 del mese sono per quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio… Come Mamma, ha un grande dolore per i suoi figli» Ma piange anche Lei? «Le lacrime negli occhi le ho viste tante volte… Lei vuole i suoi figli nella strada giusta e come mamma soffre quando vede i nostri cuori duri… Parlare della sofferenza della Madonna ho dei problemi. Anche adesso mi vengono subito lacrime» e con lei, ci siamo commossi tutti nel sentirla descrivere quei momenti «Ho visto tante donne soffrire… ma il dolore della nostra Madre si vede sul suo viso. Ogni muscolo trema dal dolore… questo per me è molto difficile da vedere (da sopportare)… e quando mi giro dopo l’apparizione, vedere che ancora non hanno capito (le persone presenti). Pensano ad altre cose ma non a quello che è importante: senza gamba o una mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può. Quando capiremo questo, sarà molto diverso.»  Ha voluto sottolineare anche, che ci sono certe persone che fraintendono i messaggi, li interpretano a proprio piacimento. Ad esempio è stato detto che questa è l’ultima volta della Madonna sulla Terra: «Non è vero! La Madonna ha detto che questa è l’ultima volta che sono sulla Terra in questo modo! Con così tanti veggenti, così a lungo…» E perchè le apparizioni durano così tanti anni? «La Madonna ci sta preparando e alla fine si capirà.. Se qualcuno vuole trovare qualcosa che non va bene a Medjugorje, lo trova subito! Ma se il tuo cuore cerca solo questo, allora sarebbe meglio restare a casa. Se tu hai il cuore aperto con la preghiera e vuoi conoscere Gesù di più, tu lo conoscerai e capirai.» «Come quella signora con tanti problemi in famiglia, che il suo gruppo l’ha dimenticata, e lei è rimasta qua tre ore in attesa e si lamentava del gruppo. Le ho detto: “scusa signora se mi permetto, ma con tutti i problemi che hai, stai qui a perdere tempo: vai sulla croce blu, mettiti in ginocchio e prega la Madonna , non aspettare che Dio ti butta qualcosa”… Certi non capiscono. Pensano di dover dire a me! Ma chi sono io? Io sono come tutti gli altri. Anch’io ho le mie croci, i miei problemi. La Madonna non mi ha detto mai “non ti preoccupare”. Anch’io devo pregare per tutto come voi. L’importante è rivolgersi a Dio. Noi qui sulla Terra siamo tutti uguali. Nessuno viene ascoltato più di un altro… Apri il tuo cuore, lascia che la Madonna entri. Non perder tempo per le cose che non sono importanti. Apri il cuore solo per la preghiera» La cosa più importante che ha detto la Madonna ? «Amore, amare… Dio ci farà una sola domanda: “quanto hai amato?”. Se tu hai amore per Gesù, per i fratelli e sorelle, tu non puoi uccidere, rubare, fare male, tradire, perchè tu vuoi bene a quella persona. Per questo per me, il più importante dei messaggi è amare, amare come Gesù ama noi… Bisogna pregare Dio tutti i giorni, per poter amare come Lui ci ama tutti… E non amare solo quelli che sono bravi con noi, ma anche quelli che non lo sono: è molto più importante.

Fonte : Guarda con me

Messaggio a Mirjana del 2 marzo 2016

 Messaggio a Mirjana del 2 marzo 2016
 
“Cari figli, la mia venuta a voi è per voi un dono del Padre Celeste. Per mezzo del suo amore vengo per aiutarvi a trovare la via verso la verità, a trovare la via verso mio Figlio. Vengo a confermarvi la verità. Desidero ricordarvi le parole di mio Figlio. Egli ha pronunciato parole di salvezza per il mondo intero, parole d’amore per tutti, l’amore che ha mostrato col suo sacrificio. Anche oggi però molti miei figli non lo conoscono, non vogliono conoscerlo, sono indifferenti. A causa della loro indifferenza, il mio Cuore soffre amaramente. Mio Figlio è sempre stato nel Padre. Nascendo sulla terra, ha portato la Divinità, mentre da me ha assunto l’umanità. Con lui la Parola è giunta in mezzo a noi. Con lui è giunta la Luce del mondo, che penetra nei cuori, li illumina, li ricolma d’amore e di consolazione. Figli miei, possono vedere mio Figlio tutti quelli che lo amano, poiché il suo volto è visibile attraverso le anime che sono ricolme d’amore verso di lui. Perciò, figli miei, apostoli miei: ascoltatemi! Lasciate la vanità e l’egoismo. Non vivete soltanto per ciò che è terreno, materiale. Amate mio Figlio e fate sì che gli altri vedano il suo volto attraverso il vostro amore verso di lui. Io vi aiuterò a conoscerlo il più possibile. Io vi parlerò di lui. Vi ringrazio”

Santa Messa per i francescani e i parrocchiani di Medjugorje

Celebrazione della Santa Messa per i francescani e i parrocchiani della parrocchia di Medjugorje scomparsi nel corso degli ultimi conflitti bellici

Mercoledì 10 febbraio, memoria del Beato Cardinale Alojzije Stepinac, presso la chiesa parrocchiale di Medjugorje, è stata celebrata una Santa Messa per i frati di questa parrocchia uccisi al termine del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra, come pure per i parrocchiani che hanno trovato la morte durante le due Guerre Mondiali e in quella avvenuta recentemente in patria. I luoghi di sepoltura di molti di loro sono ancora oggi ignoti, ma il loro ricordo vive nella preghiera dei credenti. La Celebrazione Eucaristica, iniziata alle ore 18:00, è stata presieduta da fra Mario Ostojić e concelebrata da otto sacerdoti. All’inizio della Celebrazione, fra Mario ha evidenziato quanto segue: “Oggi ricordiamo il Beato Cardinale Alojzije Stepinac, un Cardinale croato che, vittima del regime comunista, è stato condannato a sedici anni di reclusione. Neanche la nostra Erzegovina è rimasta priva di vittime, in nessuna guerra ma, in particolare, nella Seconda Guerra Mondiale. Oggi ricordiamo in modo speciale tutte le vittime di guerra della parrocchia di Medjugorje. Non c’è quasi nessuna famiglia della nostra parrocchia che non abbia dovuto seppellire almeno uno dei suoi membri a causa di una di quelle guerre. Alcuni non sono mai riusciti a sapere il destino dei resti mortali dei loro defunti, in modo da poter dar loro degna sepoltura. Molti di essi non hanno sepolcro e alcuni non li conosciamo neppure. Stasera ricordiamo in modo speciale anche i frati, originari di questa parrocchia o ad essa in qualche modo legati, che i partigiani comunisti hanno ucciso durante il secondo conflitto mondiale”. Nella sua omelia, fra Mario ha parlato della Quaresima e del sacrificio dei francescani di Erzegovina: “Sessantasei frati della nostra Provincia hanno dato la loro vita perché credevano nell’esistenza di Colui che vede, di Colui che è giusto e che avrebbe premiato il loro sacrificio. Alla fine esso non è rimasto infruttuoso: irrigata dal loro sangue, la Provincia è fiorita a nuova vita, è fiorita nella giustizia e la sua esistenza ha preso nuovo slancio. Vedere le rovine della propria casa e della propria vita è la cosa peggiore. Quando, con il suo grigiore, la cenere ricopre tutto ciò che abbiamo amato e stimato; quando tutto perde il suo splendore, perché noi concentriamo il nostro sguardo su ciò che non lo merita. La Quaresima ci riporta ai veri valori e le Ceneri, che porremo sulle nostre teste, non rappresentano la nostra fine o la conclusione della nostra vita, no! Perché la nostra vita non termina né scompare nel nulla. Le Ceneri, poste all’inizio della Quaresima, vogliono portarci a riflettere, desiderano purificare il nostro sguardo rendendolo più limpido, affinché noi possiamo un giorno vedere la luce, la Pasqua, Gesù”.