Modifica dell’orario del programma di preghiera

Modifica dell’orario del programma di preghiera

Da quest’anno l’orario del programma liturgico di preghiera di Medjugorje cambierà a partire dal 1° settembre.

Da quel giorno, infatti, la preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà alle ore 17:00, mentre la Santa Messa verrà celebrata alle ore 18:00 e sarà seguita dal consueto programma di preghiera.

L’Adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare si terrà il martedì ed il sabato dalle ore 21:00 alle ore 22:00, mentre il giovedì l’Adorazione sarà subito dopo la Santa Messa serale. La preghiera del Rosario sul Podbrdo si terrà la Domenica a partire dalle ore 14:00, mentre la Via Crucis sul Križevac sarà il venerdì, sempre a partire dalle ore 14:00.

Messaggio a Marija 25 agosto 2015.

Messaggio a Marija 25 agosto 2015.

Cari figli! Anche oggi vi invito: siate preghiera. La preghiera sia per voi le ali per l’incontro con Dio. Il mondo si trova in un momento di prova, perché ha dimenticato e abbandonato Dio. Per questo, figlioli, siate quelli che cercano e amano Dio al di sopra di tutto. Io sono con voi e vi guido a mio Figlio, ma voi dovete dire il vostro “SI” nella libertà dei figli di Dio. Intercedo per voi e vi amo, figlioli, con amore infinito. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I messaggi della Madonna si stanno diffondendo anche nei paesi dell’ex Unione Sovietica

I messaggi della Madonna si stanno diffondendo anche nei paesi dell’ex Unione Sovietica

Nel corso dell’Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani, ha testimoniato anche Terézia Gažiová, una ragazza slovacca, che ha raccontato le vicende legate alla nascita ed all’attività del Centro di preghiera “Una luce di Maria”, e ha parlato di come i messaggi della Madonna si stiano diffondendo anche nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Terézia è stata per la prima volta a Medjugorje nel 1996, quando aveva ventisette anni. In quell’occasione, ha chiesto alla Madonna di aiutarla mostrandole quale fosse il suo posto e la sua vocazione ed ha sentito questa risposta: “Il tuo posto è la tua vocazione è Medjugorje”. Tornata da quel pellegrinaggio, si domandava cosa avrebbe potuto fare a Medjugorje e sentiva paura, dubbi e confusione. Terézia ha testimoniato: “Tuttavia ho detto subito con tutto il cuore: ‘Sì, Signore, vado! Non capisco perché e cosa dovrò fare là, ma vado!’. In quel momento ho percepito pace vera e libertà. E così sono venuta a vivere a Medjugorje. Chiedevo alla Madonna cosa pensava io dovessi fare concretamente e, in preghiera, ho sentito una voce tenera che mi diceva: ‘Porta i miei messaggi ai poveri dei paesi orientali, là dove non va nessuno. Vai e, attraverso i miei messaggi, mostra loro la luce di Gesù”. Dopo un seminario di digiuno e preghiera guidato da fra Slavko, ho provato gioia e pace vera. Quella della preghiera e del digiuno è la via attraverso cui la Madonna ci conduce velocemente a Gesù, e io volevo che essa fosse conosciuta nel mondo intero”. La Madonna aveva detto di pregare per la conversione della Russia di allora, e Terézia ha riconosciuto in questo la propria vocazione. Ha quindi cominciato a visitare i paesi dell’ex Unione Sovietica, dando testimonianza in parrocchie, scuole, carceri e ospedali e condividendo la propria esperienza di come la Madonna ci conduca a Gesù attraverso i suoi messaggi. Invitava tutte le persone che incontrava a venire a Medjugorje. Cercava di preferenza le persone più povere, avendo compreso che quello era un invito della Madonna. I pellegrini ucraini e bielorussi hanno cominciato a venire a Medjugorje dal 1998. Durante la sua testimonianza, Terézia ha parlato anche dei miracoli compiuti dalla preghiera comunitaria: “L’Ucraina, la Lituania, la Lettonia, la Moldavia, la Bielorussia, il Kazakhstan e altri paesi dell’ex Unione Sovietica, in cui il comunismo era stato imposto con la forza, hanno cominciato ad unirsi tramite il Rosario e grazie ai messaggi della Madonna. Il Centro di preghiera “Una luce di Maria”, per i paesi dell’ex Unione Sovietica oltre che per la Repubblica Ceca e per la Slovacchia, è stato fondato nel 2000. Esso riunisce gruppi di preghiera costituiti sulla base dei messaggi della Madonna. Aiutiamo ad organizzare pellegrinaggi a Medjugorje da quei paesi, stimoliamo la fondazione di gruppi di preghiera, organizziamo seminari di digiuno, preghiera e silenzio e traduciamo libri. Attraverso una rivista chiamata “Una lettera d’amore”, ci rivolgiamo a tutte quelle persone che non possono venire qui. Una volta l’anno organizziamo un incontro nazionale e curiamo anche il sito internet del Centro di Medjugorje per quei paesi. Il Centro è nato come risposta d’amore all’invito della Madonna a diffondere la luce di Gesù attraverso i suoi messaggi, oltre che come risposta concreta al bisogno dei giovani di approfondire la loro fede. Alcuni membri del centro a Medjugorje hanno sentito una vocazione religiosa o sacerdotale, ed altri hanno trovato un marito o una moglie. Abbiamo delle regole molto semplici: pregare il Rosario, cercare di vivere ogni giorno il Vangelo, digiunare il mercoledì e il venerdì, partecipare ogni giorno alla Santa Messa e all’Adorazione e confessarsi mensilmente. Circa ottocento ginecologi ucraini, in maggioranza atei, hanno smesso di praticare aborti dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. A Oijorne, in Kazakhstan, c’è una parrocchia della Regina della pace, in cui è stata costruita una chiesa sul modello di quella di Medjugorje, con tanto di Altare esterno e di croce come quella del Križevac, dedicata alle vittime del comunismo. In quella parrocchia, fin dal 1999, si tiene un Festival dei Giovani simile a quello di Medjugorje. Il parroco che ha costruito quella “piccola Medjugorje”, oggi è un Arcivescovo del Kazakhstan”. Al termine della sua testimonianza, Terézia ha invitato i giovani ad unirsi alle iniziative del Centro: “La Madonna ha detto che, con preghiera e digiuno, possiamo perfino fermare le guerre. Noi abbiamo iniziato la preghiera di un Rosario continuo e un digiuno per la realizzazione dei piani di pace della Madonna. Potete unirvi anche voi a noi, pregando e digiunando.

Testimonianza della libanese Sana Nassar al Festival dei Giovani

Testimonianza della libanese Sana Nassar al Festival dei Giovani

 

La libanese Sana Nassar è stata per la prima volta a Medjugorje nel 1986, quando era ancora una teenager. Dieci anni dopo ha fondato l’Associazione “Friends of Mary Queen of Peace” (“Amici di Maria Regina della pace”). I libanesi in patria e nel mondo conoscono Medjugorje grazie a questa Associazione. Sana ha testimoniato ai giovani la sua prima venuta a Medjugorje: “Non credevo in Dio, e venire a Medjugorje non era nei miei progetti. Mi trovavo in viaggio con due amici e loro mi hanno detto che la Madonna stava apparendo in un piccolo villaggio di nome Medjugorje, e che stava dando ai veggenti un messaggio di pace per il mondo intero. Sul momento questo mi è sembrato risibile ed un po’ ingenuo, ma d’altra parte mi interessava ed era di strada. Cercavo Dio e mi domandavo perché esistessi e quale fosse il senso della mia vita”. Sana ha poi aggiunto che, in origine, il programma prevedeva che avrebbero trascorso una sola notte a Medjugorje, per poi proseguire. “Il villaggio sembrava totalmente vuoto, erano tutti in chiesa. Perciò non mi restava che andare in chiesa con i miei amici. C’era molta gente là, erano tutti inginocchiati in silenzio e ad occhi chiusi. Mi sono inginocchiata anch’io, ed in quel momento ho sentito la presenza di Dio e la mano della Madonna sulla mia testa. In un attimo ho ricevuto il dono più grande della mia vita, ho ricevuto le risposte a tutte le mie domande. Sì Dio esiste, Dio ci ama! Quel senso di fede, di speranza e di sicurezza ha improvvisamente preso il sopravvento su qualunque riflessione ed analisi. La cosa migliore che mi è capitata, è accaduta quando ho cominciato a credere nell’esistenza del Cielo. Ho cominciato a credere, e credo tuttora, che siamo creati per la felicità. Avevo sempre pensato che, per andare in Cielo, dovessimo soffrire ma, a Medjugorje, ho imparato che siamo creati per la felicità, come ha detto la Madonna in uno dei suoi messaggi. Ho chiesto allora ai miei amici di lasciarmi a Medjugorje. Così ho passato qui otto giorni di solitudine, che sono stati i più felici della mia vita. Non conoscevo nessuno. Camminavo tutto il giorno, nell’attesa del programma serale. Durante quelle giornate ho anche letto un libro su Medjugorje, ed ho così imparato i cinque desideri espressi dalla Madonna: Rosario, Santa Messa, Bibbia, digiuno e Confessione”. Una volta tornata a casa, Sana ha dato inizio ad un gruppo di preghiera all’interno della sua famiglia, anche se prima di allora essa non aveva mai pregato insieme: “Ho cominciato a vivere ogni giorno i desideri della Madonna. A casa pregavo la Madonna di aiutarmi a trovare la mia missione. A un certo punto ho capito che la mia vera missione era quella di offrire il mio contributo per risolvere quelle povertà spirituali che anch’io avevo personalmente sperimentato. È qui che ha cominciato a fiorire la missione dell’Associazione “Amici di Maria Regina della pace”. Il primo gruppo, che ho portato a Medjugorje nel 1996, era composto da trenta persone, che in realtà erano il mio gruppo di preghiera, formato dalla mia famiglia e dai miei amici più cari. Prima di allora nessuno in Libano aveva mai sentito parlare di Medjugorje”. Sana ha detto di aver portato dal Libano a Medjugorje in questi anni complessivamente più di settantanovemila persone, oltre a più di quattrocento sacerdoti e diciannove Vescovi: “Non ero preparata a una cosa del genere, è semplicemente successo. I frutti di Medjugorje in Libano sono immensi. Ci sono centinaia di guarigioni fisiche e spirituali, conversioni e vocazioni religiose e sacerdotali”. Sana ha poi aggiunto: “Oggi vedo con chiarezza che tutto questo era nel progetto della Madonna. La nostra Associazione è un’organizzazione no profit, formata da volontari. La nostra missione non è solo quella di guidare pellegrinaggi a Medjugorje, ma anche quella di tradurre e diffondere il messaggio della Madonna in ventiquattro paesi arabi e di offrirlo a tutte le persone di lingua araba nel mondo intero. Inoltre traduciamo in arabo opere di carattere spirituale e teniamo conferenze in tutto il Libano, in cui oggi esistono centinaia di gruppi di preghiera. Ci occupiamo anche di opere umanitarie nel nostro paese e realizziamo programmi televisivi e documentari su Medjugorje”.

Messaggio straordinario a Ivan 13 Agosto 2015

Messaggio straordinario a Ivan del 13 agosto 2015
“Cari figli! Anche oggi vi invito tutti alla santità. Cari figli, miei amatissimi: pregate, pregate e siate perseveranti nella preghiera. In particolare vi invito a pregare per le famiglie, per la santità nelle famiglie. Pregate per la famiglia perché soltanto con la preghiera nelle famiglie nasceranno le nuove vocazioni, i nuovi sacerdoti. La madre prega insieme a tutti voi e intercede per ognuno di voi. Grazie cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata! Andate in pace, cari figli miei.

Testimonianza di fede dei coniugi Gianluca Anselmi e Anna Benedetti, al Festival dei Giovani a Medjugorje

Testimonianza di fede dei coniugi Gianluca Anselmi e Anna Benedetti, al Festival dei Giovani a Medjugorje.

 

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All’interno della sessione pomeridiana di lunedì 3 agosto, vogliamo segnalare la testimonianza dei coniugi veronesi Gianluca Anselmi e Anna Benedetti. Essi sono entrambi musicisti professionisti. Anna ha detto che, dopo dieci anni di matrimonio, hanno scoperto di aspettare una bambina ed avevano deciso che si sarebbe chiamata Lucy. Ma qualcosa non è andato come doveva. I medici hanno comunicato loro che a Lucy mancava una parte di cervelletto, e che quindi avrebbe potuto avere la sindrome di Dandy-Walkerov: «La dottoressa ci ha detto che esisteva una legge che permetteva di abortire. Ma io mi chiedevo: “Cosa mi permette? Cosa devo decidere: interrompere una vita, quella di Lucy?”. Continuavo a ripetermi: “È una bambina!”. Abbiamo dovuto fare altri controlli e sentire altre diagnosi. Continuavamo a pensare a Lucy, che sarebbe rimasta coricata e incapace di muoversi, senza poter parlare né camminare. Pensavamo alla nostra vita distrutta, e tuttavia il mio corpo rifiutava l’aborto. Una notte è avvenuto qualcosa di incredibile. Non riuscivo a dormire, cercavo di trovare una soluzione e ad un certo punto ho cominciato a pregare. Sentivo solo silenzio, vuoto ed abbandono, ma improvvisamente ecco un segno: davanti ai miei occhi è apparsa una frase sulla luce, che diceva: “Luce, penetra e ricolma il mondo!”. Ho subito percepito un forte calore che mi avvolgeva, come un forte abbraccio. In quel momento ho visto una speranza e l’ho percepita sulla mia pelle. Ho sentito Lucy che gridava dentro di me: “Sì, insieme ce la faremo!”. Ho quindi creduto a quello che avevo visto e sperimentato. Ho svegliato Gianluca e gli ho raccontato tutto, gli ho detto che la nostra vita sarebbe cambiata. Abbiamo percepito un mondo nuovo, che Lucy ci stava rivelando, e lei ci ha davvero guidato passo per passo. Gianluca ha percepito la mia serenità e mi ha detto: “Sì, sono al tuo fianco! Tu, meravigliosa creatura che stai brillando, sarai come una luce che dissiperai ed allontanerai le nuvole”. La nostra missione, la nostra vocazione, è portare una speranza in questo mondo con la nostra vita e con la nostra musica. Poco tempo dopo, abbiamo deciso di condividere la nostra storia anche aprendo un sito internet, in modo che ciascuno vi potesse trovare luce e speranza. Non abbiamo mai chiesto la guarigione di Lucy, credevamo infatti che, se era volontà di Dio, lei sarebbe nata per compiere una missione: donare luce. Alcuni giorni dopo abbiamo ricevuto la diagnosi finale: Lucy aveva anche la sindrome di Down, ma non esisteva documentazione medica che parlasse dell’unione di quelle due sindromi. Noi comunque non avevamo più paura!”. Lucy è nata nel 2009 ed ha dovuto sottoporsi ad una serie di operazioni. “Oggi Lucy è una bambina gioiosa, è il nostro miracolo, anche se per qualcuno non avrebbe dovuto nascere. Cammina, parla, salta e balla. Ormai da cinque anni diamo testimonianza attraverso un video concerto intitolato: “Il mondo di Lucy”. Andiamo ovunque, perché vogliamo portare speranza in ogni luogo”».

Testimonianza di Giorgio e Marta Scarpioni al Festival dei Giovani

Testimonianza di Giorgio e Marta Scarpioni al Festival dei Giovani

Nel corso della sessione pomeridiana di lunedì 3 agosto, al Festival dei Giovani hanno testimoniato i coniugi Giorgio e Marta Scarpioni. Dopo la conversione a Medjugorje, essi hanno dedicato parte della loro vita ai bambini più poveri dell’Uganda. Essi sono responsabili di alcuni progetti umanitari, rivolti in particolare a bambini con gravi handicap mentali. Operano all’interno della pastorale giovanile e accolgono giovani da ogni parte del mondo. Giorgio ha sottolineato che, attraverso di loro, il Signore ha compiuto una grande opera. Essi hanno, infatti, aperto una casa missionaria con il sostegno della comunità dei frati minori dell’Uganda. Giorgio ha anche condiviso con i giovani il racconto di un periodo della sua vita in cui ha vissuto una crisi di fede. “Una brutta esperienza, vissuta molti anni fa, aveva fatto sì che mi allontanassi da Dio. Avevo perso la fede, ma poi ho trovato un volantino che parlava di un pellegrinaggio a Medjugorje. C’era ancora un posto, ed è così che sono venuto a Medjugorje per la prima volta. Mi sono bastate una Confessione, una Messa ed una Adorazione e poi ho detto a Dio: “Ti ho perso una volta, ma ora ti prometto che non ti voglio perdere mai più!”. Giorgio ha poi aggiunto che la sera di un 2 agosto ha portato Marta sulla Collina delle apparizioni  e le ha chiesto di sposarlo. “E così abbiamo deciso di camminare insieme e di donare i primi anni del nostro matrimonio alle missioni. Vorrei rivolgervi un invito personale: nella mia vita è successo che una sola porta aperta ha aperto molte altre porte di amore e di misericordia. La nostra missione oggi è a carattere familiare. Vorrei aprire le porte della nostra missione ai giovani e alla coppie di sposi che vogliono venire a fare esperienza del nostro modo di vivere con i poveri e dell’Africa”. Marta ha testimoniato che, dopo il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje, ha sentito che qualcuno l’aveva voluta qui affinché cominciasse un cammino con la Madonna: “Medjugorje ci ha aiutato a maturare il nostro cuore e tutto quello che avevamo vissuto. Se noi non fossimo insieme, questa missione non ci sarebbe. Quando è arrivato il momento in cui abbiamo dovuto dire di sì al progetto che ci era stato offerto da un amico francescano dell’Africa, ricordo che ho vissuto un periodo di grande paura. Per me era difficile rattristare la mia famiglia, lasciare i miei amici e il mio lavoro, che amavo molto poiché già allora lavoravo con bambini con particolari difficoltà. Ma, per grazia di Dio, abbiamo detto di sì”.

Messaggio del 2 agosto 2015 a Mirjana

Messaggio del 2 agosto 2015 della Regina della Pace dato a Mirjana

Cari figli, io come madre che ama i suoi figli, vedo quanto è difficile il tempo che state vivendo. Vedo le vostre sofferenze, ma voi dovete sapere che non siete soli. Mio Figlio è con voi. È onnipresente: è invisibile però lo potete vedere solo se lo vivete.
La luce che illumina la vostra anima e vi dona la pace è Lui. Lui è la chiesa che dovete amare e pregare sempre e lottare per essa ma non solo con le parole ma con le opere d’amore. Figli miei, fate in modo che tutti conoscano mio Figlio, fate in modo che sia amato, perché la verità è in mio Figlio nato da Dio, Figlio di Dio. Non perdete tempo riflettendoci troppo, vi allontanerete dalla verità con un cuore semplice accettate la Sua parola e vivetela. Se vivete la Sua parola, pregherete. Se vivete la Sua parola, amerete, con un amore misericordioso. Amerete gli uni e gli altri. Quanto più amerete, tanto più sarete lontani dalla morte. Per coloro che vivranno la parola di mio Figlio e coloro che ameranno, la morte sarà la vita. Vi ringrazio. Pregate per poter vedere mio Figlio nei vostri pastori, pregate per poterLo abbracciare in essi.