Orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje.

L’orario estivo del programma di preghiera di Medjugorje entrerà in vigore a partire dal 1° Giugno. A cominciare da tale data la preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà alle ore 18:00, la Santa Messa sarà alle ore 19:00 e verrà seguita dal consueto programma di preghiera, a seconda del giorno della settimana. L’Adorazione Eucaristica del martedì e del sabato comincerà alle ore 22:00, mentre quella del giovedì si terrà subito dopo la Santa Messa serale. Il pio esercizio della Via Crucis sul Križevac si svolgerà il venerdì a partire dalle ore 16:00, mentre la preghiera del Rosario sul Podbrdo si terrà la Domenica, sempre a partire dalle ore 16:00.

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“Pace a voi!”: motto della visita del Papa a Sarajevo e in Bosnia Erzegovina

index«Abbiamo scelto come motto l’espressione “Pace a voi”. La ragione di tale decisione sta anche nel fatto che lo stimolo per questo motto è venuto, in qualche modo, dallo stesso Papa Francesco, quando ha annunciato che il motivo della sua visita è incoraggiarci nel processo di edificazione della pace». Così ha affermato il Cardinale Arcivescovo Vinko Puljić il 24 marzo scorso, presentando a Sarajevo il motto, il logo ed il poster della prossima visita di Papa Francesco, in programma per il 6 giugno 2015.

Egli ha poi evidenziato che il motto “Pace a voi” ha un particolare significato perché il Papa desidera inviare, a nome di Gesù Cristo, un messaggio di pace.

Autori del logo e del poster sono Miroslav Šetka, professore di arte figurativa presso il Centro scolastico cattolico “San Paolo” di Zenica, ed il designer Dragan Ivanković. Essi hanno detto di aver cercato di disporre nel logo diversi elementi, rappresentati come forme aperte, ad evidenziare i contorni di una croce e di una colomba con un ramoscello d’ulivo. Oltre a ciò, in esso hanno voluto rappresentare anche i confini della Bosnia Erzegovina, con i colori della sua bandiera e con quelli che ricordano la presenza croata in Bosnia Erzegovina.

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Messaggio a Marija del 25 maggio 2015

“Cari figli! Anche oggi sono con voi e con gioia vi invito tutti: pregate e credete nella forza della preghiera.
Aprite i vostri cuori, figlioli, affinché Dio vi colmi con il suo amore e voi sarete gioia per gli altri. La vostra testimonianza sarà forte e tutto ciò che fate sarà intrecciato della tenerezza di Dio. Io sono con voi e prego per voi e per la vostra conversione fino a quando non metterete Dio al primo posto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio straordinario ad Ivan 22 maggio 2015

Messaggio straordinario del 22 maggio 2015 al veggente Ivan

“Cari Figli, oggi vi vedo anche felici,desidero che siate felici perché io vi porto la gioia. Portate questa gioia agli altri, io vi porto anche la pace, siate apostolo miei della pace, in questo mondo inquieto. Vivete voi stessi questa pace per poter testimoniare ed essere un riflesso della Pace agli altri.
Cari figli desidero che ognuno di voi sia un mio segno, il segno della mia presenza; perciò vi invito siate perseveranti, siate pazienti, pregate, pregate intensamente. La Madre prega insieme a voi e intercede presso suo figlio per ciascuno di voi. Grazie cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata.”

Festival dei Giovani di Medjugorje 2015

Medjugorje, 31 luglio – 6 agosto 2015

 

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 “Pace a voi!” (Gv 20,21)

Anche quest’anno il Festival dei Giovani di Medjugorje si svolgerà dal 31 luglio al 6 agosto. Il programma comprenderà catechesi, testimonianze, Celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera, Adorazioni Eucaristiche e, come ogni anno, ci saranno anche alcune sorprese. Per tutta la durata del Festival verrà assicurata la traduzione simultanea in lingua croata, inglese, italiana, tedesca, francese, spagnola, portoghese, polacca, slovacca, slovena, ungherese, rumena, russa, ceca, coreana, araba, cinese mandarino e cinese cantonese.

Terzo Seminario Internazionale per medici e personale paramedico

 

Il Terzo Seminario Internazionale per medici e personale paramedico svoltosi a Medjugorje, che ha riunito duecento partecipanti provenienti da sedici paesi, si è concluso con una Santa Messa, celebrata sabato 16 maggio. Il Seminario, guidato da fra Ljubo Kurtović, parroco di Veljaci, si era aperto mercoledì 13 maggio. Il tema di questo Seminario è stato “Pace a Voi!”. Oltre a prendere parte alle relazioni e a condividere le proprie esperienze, gli aderenti al Seminario hanno anche partecipato al consueto programma liturgico di preghiera della parrocchia di Medjugorje. Nella mattinata di giovedì essi hanno pregato la Via Crucis sul Križevac, mentre la mattina del venerdì hanno pregato il Rosario sul Podbrdo. Il Dott. Josip Kovač, un medico di Zagabria, ha partecipato a tutti e tre i Seminari per medici tenuti finora a Medjugorje. “Ritengo che dobbiamo crescere nello spirito, ma per farlo dobbiamo nutrirci da qualche parte. Ci nutriamo a questa sorgente d’amore, che è Medjugorje”. Dubravka Mandić, una farmacista di Zagabria, ha partecipato a questo Seminario a Medjugorje per la seconda volta. Ci ha testimoniato che ogni volta riparte da Medjugorje arricchita da una nuova esperienza spirituale: “Nella vita ho capito che la mia crescita spirituale dipende da eventi di questo genere. Ogni volta che cado un po’ spiritualmente, per andare avanti ho bisogno dell’aiuto di Dio e di essere circondata da persone buone”.

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“A Medjugorje sono guarita anima e corpo” su La Croce – Quotidiano del 5 maggio 2015

“A Medjugorje sono guarita anima e corpo”

 La Croce – Quotidiano del 5 maggio 2015

 

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Ogni uomo di fronte alla malattia si pone il perché del dolore e della sofferenza.

Cercando molto spesso, la soluzione nei rimedi umani e scientifici, ma talvolta, anche chi si dichiara ateo, si rivolge a Dio, ripetendo quanto si dice nel Vangelo: “Signore, se vuoi puoi sanarmi!”.

A Medjugorje la Regina della Pace ci invita alla preghiera costante ed all’offerta della sofferenza a Dio per la salvezza dell’umanità. Maria, essendo Madre, non può che comprendere e venire incontro a un figlio che si rivolge a Lei, non può negargli mai il suo abbraccio e il suo aiuto.

“Cari figli! In questi giorni mentre festeggiate la Croce desidero che anche per voi la vostra croce diventi gioia.

In modo particolare, cari figli, pregate per poter accettare la malattia e le sofferenze con amore come le ha accettate Gesù. Soltanto così potrò con gioia darvi grazie e guarigioni che Gesù mi permette. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” Disse Maria nel messaggio dell’11 settembre 1986.

Sono molti i malati che vengono a chiedere l’aiuto della Madonna a Medjugorje per ottenere da Dio la guarigione: alcuni l’hanno ottenuta, altri invece hanno ottenuto il dono di sopportare con gioia le loro sofferenze e di offrirle a Dio.

Il numero delle guarigioni straordinarie attribuite alla intercessione di Maria a Medjugorje varia molto, a seconda di chi le giudica. Sono tantissime stando alle testimonianze spontanee dei guariti o dei loro familiari, sono viceversa meno numerose per coloro che, giustamente, pretendono una rigorosissima documentazione medica per avallarle.

Sono addirittura nulle – ossia si tratterebbe di meri fenomeni di autosuggestione – per coloro che negano a priori la veridicità delle apparizioni.

Nel 1983, alcuni medici italiani, fondarono l’Associazione Scientifica Regina Pacis (A.R.P.A.) e presso l’ufficio per le constatazioni delle guarigioni straordinarie aperto dalla stessa associazione a Medjugorje, sono state registrate diverse centinaia di casi. Una equipe plurispecialistica coordinata da alcuni medici, tra i quali il dott. Antonacci, il dott. Frigerio e il dott. Mattalia, hanno studiato alcune decine di casi e in accordo con il severo protocollo del Bureau Medical di Lourdes, hanno dichiarato che molti di essi avevano i caratteri della immediatezza, della totalità e della irreversibilità oltre ad essere patologie incurabili per la scienza medica ufficiale.

I veri miracoli, però, che avvengono a Medjugorje sono le conversioni del cuore, il numero delle testimonianze dei pellegrini che si sono convertiti è diventato ormai enorme. Queste testimonianze non trovano spazio sulla stampa, sia perché le conversioni sono un evento estremamente personale, sia perché una conversione non fa notizia, a meno ché, il convertito non sia un personaggio pubblico o famoso.

Tra i diversi casi, ve ne uno particolare, avvenuto non molto tempo fa, il 13 Settembre dell’anno appena passato, quello di Gigliola Candian. A Medjugorje, Gigliola si è alzata di colpo dalla sedia a rotelle dopo 10 anni di calvario, era afflitta da una grave forma di sclerosi multipla atipica che le aveva paralizzato le gambe. Oggi cammina, anche se a fatica e aiutandosi con le stampelle, ma prima di quel 13 Settembre era inchiodata ad una sedia a rotelle.

Gigliola è una bella donna di 49 anni, è nata e vive in provincia di Venezia a Fossò, un piccolo centro, guarda caso gemellato con Citluk, la città Bosniaca di cui Medjugorje è frazione. E’ sicuramente una casualità per molti, un segno per coloro che hanno fede.

 

Questa è l’intervista che ho realizzato con Gigliola Candian.

 

– Gigliola puoi raccontare, brevemente, come era la tua vita, prima della malattia?

Ora mi aiuto con le stampelle, ma ho un passato di atleta. Ho infatti, praticato nuoto a livello agonistico, ero una giovane promessa nella specialità del dorso. Amavo talmente questo sport, che sono voluta diventare un’ insegnate di nuoto. L’ho fatto per diversi anni, istruendo i giovani.

– Sei stata anche sposata, vero?

Si, lo sono stata per diciotto anni, ma anche a causa della malattia, mi sono separa da mio marito. E’ stata una decisione sofferta, ma forse necessaria, è stata una decisione che mi ha segnato.

-Hai figli?

Si, sono un’ orgogliosa madre di due ragazzi. Un maschio di 25 anni e una ragazza di 22.

-Prima della malattia lavoravi fuori casa oppure facevi la casalinga?

Ho sempre lavorato, per aiutare la famiglia, l’ho fatto fin   dall’età di 19 anni, dopo il conseguimento del diploma di accompagnatrice turistica. Prima in una ditta di calzature e abiti in pelle, come addetta all’ ufficio commerciale. Lavoravo in quell’ ufficio, perché conosco le lingue straniere. Talvolta mi hanno fatto fare anche l’indossatrice, ma solo nelle emergenze! Quando mancavano le modelle professionali. (Lo dice, con una sorta di pudore, quasi a nascondere quella bellezza e quel fascino che ancora non le manca). Poi ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia. In ufficio affianco a mia madre. A 22 mi sono sposata continuando, però, a lavorare per il mio papà. Contemporaneamente lavoravo anche per mio marito, tenevo la contabilità per la sua azienda di autotrasporti.   A 34 anni sono stata anche titolare di un negozio, che era cartoleria, edicola ed anche tabaccheria.

– Una grande vitalità ! Veramente un gran da fare. Però poi è sopraggiunta la malattia e la tua vita è cominciata ad essere diversa.

Si, a 38 mi sono ammalata di sclerosi multipla. Mi hanno diagnosticato la malattia l’8 ottobre 2004, ricordo perfettamente quel giorno. Non potrei dimenticarlo! Perché la diagnosi della malattia è stato come una fulmine a ciel sereno. Cominciava il mio Calvario. I primi sintomi, sono iniziati però già nell’agosto del 2004. Avevo dolore ad una gamba, cominciavo a zoppicare. Ma non davo molta importanza alla cosa, ero troppo impegnata nel lavoro, mi necessitava lavorare, cosi ho continuato ad andare nel mio negozio. Zoppicavo sempre più, ma facevo finta di nulla. Il lavoro prima di tutto.

– Non hai fatto delle analisi, per capire il perché di quel tuo non riuscire a camminare bene?

A settembre dello stesso anno, di ritorno a casa dal lavoro, in auto, mi sono accorta che non riuscivo più a premere il pedale dell’acceleratore. Riuscivo a premerlo solamente a scatti, avevo poca sensibilità al piede destro.

– Solo allora hai cominciato a preoccuparti in maniera seria?

Ero preoccupata, di quella situazione, cosi mi sono decisa di andare a farmi visitare da un medico. Fu lo stesso medico a mandarmi, d’urgenza in ospedale, dove sono rimasta per 15 giorni. Mi hanno fatto delle analisi e hanno approfondito con visite specialistiche. Al quindicesimo giorno è arrivata la diagnosi, una notizia bomba, uno shock, avevo la sclerosi multipla !

– E dal quel momento la tua vita è cambiata.

Completamente! Non potevo più lavorare, perché era difficile stare in piedi e in equilibrio. Ho dovuto mettere in vendita il negozio con grande dispiacere, perche amavo quel lavoro. Mi piaceva stare a contatto con le persone. Molti che frequentavano il negozio, più che clienti, potevo considerarli amici.

-Dopo cosa è successo, hai fatto ulteriori accertamenti clinici?

Ho impiegato più di un mese per riprendermi dallo shock. Ma non mi sono data per vinta e ho iniziato a girare molti ospedali. Volevo continuare ad avere la speranza di trovare una cura per la mia malattia. Girare per gli ospedali, mi ha fatto conoscere il variegato mondo dei malati di sclerosi multipla. Ho visto giovani, colpiti oltre che alle gambe, come me, anche alle mani. Immobili sulle loro carrozzine. In fondo io ero fortunata, la malattia mi aveva colpito solamente alle gambe, ma era una magra consolazione.

– Quindi si sei sottoposta a molte visite specialistiche?

Come ti ho detto sono stata in tantissimi ospedali. In quello di Ferrara, mi sono fatta visitare , nascondendo il fatto che la malattia mi era già stata diagnosticata.

Dicevo ai medici solo che mi faceva un gran male la schiena, perché volevo essere sicura della diagnosi di sclerosi multipla,cosa che poi mi hanno confermato.

Dalla sclerosi multipla non si guarisce, in alcuni casi si può bloccare la malattia. Ci sono dei farmaci che riescono a farlo, ma io ero intollerante ed allergica a quasi tutti i farmaci, per cui, per me, non era possibile nemmeno fermare la malattia.

Nei primi tempi dalla mia malattia, usavo una stampella perché non riuscivo a camminare bene. Poi dopo 5 anni ho iniziato ad usare la carrozzina solo per spostarmi quando dovevo percorrere lunghi tratti. Poi nel dicembre 2013, a seguito di una caduta in cui mi ero fratturata la terza vertebra sacrale, la carrozzina è diventata la mia compagna di vita, il mio vestito da indossare tutti i giorni.

– Però non ti davi per vinta! Dalla sclerosi multipla non si guarisce, cosi dice la scienza medica. Tu cosa cercavi?

Ogni malato di sclerosi multipla vive la propria malattia a modo suo. C’è chi reagisce, in un modo o nell’altro. Chi invece la subisce e si rassegna al suo stato di malato. Io cercavo di reagire. Capire, trovare una soluzione, farmi visitare da nuovi medici. Insomma non mi davo per vinta! Dalla sclerosi multipla non si guarisce, si può arrestare in alcuni casi. Ma il finale è solo uno passare il resto della vita su una sedia a rotelle.

– Poi sei andata a Medjugorje. Di tua spontanea volontà o spinta da qualcuno?

Medjugorje per me è stata la salvezza della mia anima;

mi proposero questo pellegrinaggio nel 2011 dei miei zii. Prima di allora, non sapevo neanche cosa ci fosse questo luogo, dove si trovasse. Non conoscevo nulla di Medjugorje, forse solo qualcosa per sentito dire.

Questi miei zii me lo proposero come un viaggio della speranza, ma loro in realtà pensavano già alla mia guarigione ma questo mi fu detto dopo.

Io, invece non pensavo minimamente alla mia guarigione. Non cercavo la mia guarigione in quel luogo. Quando poi sono tornata a casa, ho capito che quel viaggio per me ha rappresentato la mia conversione perché ho iniziato a pregare molto. Pregavo dovunque mi trovavo, bastava che chiudessi gli occhi e iniziavo a pregare. Ho riscoperto la fede ed oggi posso testimoniare che la fede non mi abbandona.

– E’ stata , quindi, prima solo un miracolo di conversione, quello fisico quando è avvenuto?

Ero a Medjugorje il 13 settembre 2014. In realtà, non sarei neanche dovuta andare, perché quel giorno dei miei amici si sposavano e mi avevano invitato al loro matrimonio. Pensa che avevo anche acquistato il vestito!

Però da luglio già sentivo nel mio cuore la forte chiamata ad andare a Medjugorje proprio in quella data, non so perché, ma era cosi. Una forte chiamata, anche se c’era di mezzo il matrimonio dei miei amici. All’inizio feci finta di nulla, non volevo ascoltare questa voce. Poi ad agosto chiamai i miei amici per dire loro che purtroppo non potevo essere al loro matrimonio, perché andavo in pellegrinaggio a Medjugorje.

I miei amici non la presero bene, si offesero per questa mia decisione. Altre persone amiche, mi consigliavano che se proprio volevo potevo andare a Medjugorje, potevo spostare la data, in modo da essere presente al matrimonio. Il matrimonio, certo, non poteva essere spostato! Ma ormai ero decisa, mi sarei fatta perdonare dai giovani sposi al mio rientro, avrei cercato il modo. Alla fine il 13 settembre loro si sono sposati ed io lo stesso giorno a Medjugorje ho ricevuto la guarigione.

– Racconta questo particolare momento della tua guarigione.

Tutto è iniziato, il giorno prima, la sera del 12 settembre. Ero in cappella, chiaramente, sulla mia carrozzina e c’erano molte altre persone, il sacerdote fece una messa di guarigione fisica.

Mi invitò a chiudere gli occhi e m’impose le mani, in quel momento sentii un gran caldo alle gambe e vidi una forte luce bianca. Una luce molto forte, e il volto di Gesù che mi sorrideva.

Il giorno successivo, lo stesso sacerdote ci riunì nuovamente in cappella e impose le mani a tutte le persone presenti.

Prima d’impormi le mani, mi diede un foglio dove oltre al mio nome, c’era una domanda specifica alla quale ognuno di noi doveva rispondere “Cosa vuoi che Gesù faccia per te?”.

Quella domanda mi mise in crisi, io ero abituata a pregare per gli altri, non chiedevo mai qualcosa per me. Così chiesi consiglio ad una suora seduta vicino a me, e lei mi disse di scrivere quello che sentivo nel mio cuore.

Invocai lo Spirito Santo, e mi arrivò l’illuminazione. Chiesi a Gesù di portare agli altri la pace e la serenità attraverso la mia vita.

Dopo l’imposizione delle mani, il sacerdote mi chiese se volevo stare ancora seduta nella carrozzina oppure se volevo alzarmi con l’aiuto e il sostegno di qualcuno. Avevo timore ma accettai di essere sostenuta e di alzarmi in piedi.

Il sacerdote fece un’altra imposizione delle mani e caddi nel riposo dello Spirito Santo. Conosci il riposo dello Spirito Santo, vero?

– Si so cosa è, ma spiegalo tu di cosa si tratta.

Il riposo dello Spirito Santo è una particolare condizione di semi – incoscienza. Si cade in terra senza farsi male e non si ha la forza di reagire perché in quel momento lo Spirito Santo agisce su di te. Si ha la percezione di tutto quello che accade all’infuori di te. Anche con gli occhi chiusi si riesce a vedere tutto quello che accade intorno a te in quel momento. Sono stata in terra per tre quarti d’ora. Sentivo che alle mie spalle vi erano Maria e Gesù che stavano pregando.

Cominciai a piangere a dirotto ma non avevo la forza di reagire. Quando sono rinvenuta due ragazzi mi hanno aiutato ad alzarmi. Con il loro sostegno sono andata di fronte all’altare dove era esposto il Santissimo, a ringraziare Gesù.

I ragazzi che mi avevano aiutata, mi stavano mettendo sulla carrozzina, quando il sacerdote mi disse che se mi fidavo di Gesù non dovevo sedermi in carrozzina ma dovevo iniziare a camminare.

Accettai di rimanere in piedi senza l’aiuto dei due ragazzi e rimasi sostenuta dalle mie gambe, in piedi da sola!

Quello era già un miracolo, perché da quando mi sono ammalata, non riuscivo più a farlo, non riuscivo a stare in piedi da sola. Non avevo più sensibilità alla gambe.

Poi cominciai a fare i primi due passi, ma ero instabile, sembravo un automa. Poi feci ancora altri due passi più decisi e riuscii anche a piegare le ginocchia.

In quel momento sentii Gesù che mi teneva per mano e cominciai a camminare.

Tutte le persone presenti cominciarono a piangere, alcuni pregavano e battevano le mani.

Questa e’ la storia di quel giorno meraviglioso. La carrozzina la uso soltanto quando faccio dei lunghi viaggi. La uso molto poco perché adesso riesco a tenermi in piedi con le mie gambe.

– Come è cambiata la tua vita, dopo quello che è accaduto? Parlami prima dal punto di vista fisico.

Prima cosa, come ho già detto, non uso quasi più la carrozzina. Lo faccio solo in occasioni di viaggi, per percorrere grandi distanze.

Il miglioramento è progressivo. Ho iniziato a usare il deambulatore, nei primi tempi facevo si e no 20 metri, adesso riesco a percorrere anche qualche chilometro senza stancarmi. Sto facendo fisioterapia per rinforzare la muscolatura e poter così essere totalmente autosufficiente. Ora dipendo ancora dagli altri e anche se non uso la carrozzina devo sempre avere un aiuto.

– Parlami invece ora dal punto di vista spirituale.

E’ Cambiato molto, prego molto di più, soprattutto di notte. Ogni giorno leggo il Vangelo, prego e leggo molto la Bibbia. Ora ho una grande responsabilità e testimonio ciò che ho ricevuto. Prego sempre per gli altri, come ho sempre fatto. Prego per i bambini mai nati, prego per le famiglie, per gli ammalati, per i non credenti e per i sacerdoti. Alla Madonna chiedo che ci tenga sotto il suo manto e che ci faccia arrivare a Gesù.

– Dopo la tua guarigione sei tornata nuovamente a Medjugorje?

Sono tornata subito dopo la mia guarigione a Medjugorje, il 24 settembre e sono rimasta fino al 12 ottobre. Poi sono ritornata diverse volte.

– Vuoi lasciare un messaggio a chi è nella sofferenza e nella malattia?

A tutti gli ammalati vorrei dire di non perdere mai la speranza. Di pregare molto perché solo la preghiera ci salva. E’ difficile accettare la sofferenza e la malattia, ma senza la propria croce non possiamo fare nulla. La Croce serve per capire il confine tra il bene ed il male.

La malattia è un dono, è strano vero? Non lo capiamo. E’ un dono per chi ci sta vicino. Affidare le nostre sofferenze a Gesù per dare poi la speranza agli altri, perché è tramite il vostro esempio che si può aiutare le altre persone.

Dobbiamo pregare Maria per arrivare a Suo figlio Gesù.

Bisogna credere e chiedere a Gesù. Se chiediamo con fede, il Signore ci da. I tempi di Dio non sono i nostri tempi, bisogna avere fede. Pregare Maria che Lei vi ascolterà e farà arrivare le nostre preghiere a suo figlio Gesù, perché le preghiere di una madre non sono mai negate.

-Grazie Gigliola della tua testimonianza.

 

Il giorno 2 di Maggio la Madonna a Medjugorje, ha dato il suo consueto messaggio alla veggente Mirjana, questo è il testo:

“Cari figli,

aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio. Desidero che Lo conosciate di più perché è impossibile conoscerlo e non amarLo, perché Lui è l’amore. Figli miei, io vi conosco: conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute. Gioisco con voi nelle vostre gioie. Piango con voi nei vostri dolori. Non vi abbandonerò mai. Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio. Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia. Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli. Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare. Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome di mio Figlio, possano operare miracoli,perché la santità opera miracoli. Vi ringrazio.”

Mirjana ha detto che la Madonna oggi è apparsa determinata e decisa.

Alcune riflessioni su questo messaggio:

Come in quello del 25 Aprile, Maria nella sua umanità, ci dice di capire i nostri dolori e le nostre sofferenze, “Perché le ho vissute”. Ci consola con amore materno, si fa partecipe dei dolori dell’uomo, li comprende, piange con noi per i nostri nostri dolori. Ma nel contempo gioiesce per le nostre gioie, come a consolarci, come per affermare che in questa nostra vita terrena, non c’e solo sofferenza, ma anche momenti di felicità. Una gioia che si costruisce rendendosi “Aperti e sensibili verso il bene e la misericordia ………… Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli”. Maria ci invita, ancora una volta, ad essere suoi apostoli, suoi messaggeri della “Verità divina, “…Affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nellamore trionfare”. Un messaggio di speranza, di amore, con una certezza che è anche una grande consolazione “Non vi abbandonerò mai”.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Roberto Lauri

Apparizione straordinaria ad Ivan,11 maggio 2015

Ecco il resoconto ufficiale delle parole di Ivan sull’apparizione del 11 maggio 2015, alla croce blu.

«Stasera desidero descrivervi le cose più importanti dell’incontro con la Madonna. Anche stasera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e all’inizio, come sempre, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi per un periodo di tempo la Madonna ha steso le mani, ha pregato su tutti noi, e ha pregato in modo particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi desidero nuovamente invitarvi a pregare in questo tempo per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare con la mia venuta qui. Pregate, cari figli, e siate perseveranti nella preghiera! La Madre prega con voi e intercede per tutti voi presso suo Figlio. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché fosse benedetto. Ho anche raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in modo particolare i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo su tutti noi e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2015.

Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2015.

Cari figli,
aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio. Desidero che Lo conosciate di più perché è
impossibile conoscerlo e non amarLo, perché Lui è l’amore. Figli miei, io vi conosco: conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute. Gioisco con voi nelle vostre gioie. Piango con voi nei vostri dolori. Non vi abbandonerò mai.
Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio. Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia. Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli. Apostoli miei, ho bisogno di voi,affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare. Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome di mio Figlio, possano operare miracoli, perché la santità opera miracoli. Vi ringrazio.

 

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“Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste” su La Croce – Quotidiano” del 28 Aprile 2015

“Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste” 

  La  Croce – Quotidiano” del 28 Aprile 2015

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Le apparizioni della Madonna del 24 e 25 Giugno 1981, sulla collina del Podbrdo a Medjugorje, sono state le prime in assoluto. Possono essere considerate come un primo contatto della Vergine con i sei ragazzi: Mirjana Dragicevic, Ivanka Ivankovic, Jakov Colo, Marija Pavlovic, Vicka Ivankovic e Ivan Dragicevic, che avranno negli anni successivi apparizioni quotidiane. Oggi, alcuni di loro, non le hanno più ogni giorno ma a date prefissate.

Lo strano fenomeno, che si era verificato sulla collina, in quei primi due giorni, era sulla bocca di tutti gli abitanti del piccolo centro Jugoslavo, se ne parlava anche nei paesi limitrofi. Molte persone narravano le vicende con dovizia di particolari, suscitando una certa invidia a chi di quell’ apparizione conosceva poco o nulla. Alcuni vantavano anche la più o meno stretta parentela con qualcuno dei sei ragazzi. Uno strano senso di curiosità, frammista a scetticismo e timore, serpeggiava in tutto il circondario della cittadina di Citluk, di cui Medjugorje è una frazione. Le forze di polizia erano allarmate di quello che stava accadendo, la Jugoslavia era ancora un paese comunista, quindi con sollecitudine, avvertirono della strana vicenda i funzionari del Partito. Con questa agitazione di umori e sentimenti inizia quello che sarà il terzo giorno delle apparizioni.

In quel 26 giugno 1981 sempre alle sei e un quarto del pomeriggio, una luce insolita, bianca, bellissima, comparve sulla collina. All’evento era presente una vera e propria folla, il passaparola, aveva fatto accorrere ai piedi del piccolo colle un gran numero di persone. Si erano, infatti, dati appuntamento per quello strano fenomeno, due/tremila persone, provenienti, anche da molti villaggi vicini. I sei veggenti, erano invece ai piedi della collina, nel luogo preciso dove avevano avuto la prima apparizione.

Non erano soli, ad accompagnarli c’era un loro vicino di casa, un meccanico di nome Marinko, forse più che per accompagnarli, era andato per proteggerli dalla folla. La Madonna apparve nuovamente, e fece ai ragazzi cenno di avvicinarsi a lei.

Come era successo nei primi giorni, salirono la collina a grandi passi, con una velocità sorprendente, noncuranti di quel terreno accidentato e sassoso. Quella figura li attirava a se con una forza incredibile. Vicka, la più grande del gruppo, aveva portato una boccetta d’acqua benedetta, come aveva fatto a Lourdes Santa Bernadette. Aveva paura che quella che si presentava a loro non era la Vergine, ma il demonio, quindi con voce ferma disse “Se sei la Madonna, resta con noi, altrimenti vattene!”. La Gospa, che era apparsa loro sorridente, continuava ancora a sorridere, sotto una pioggia di acqua benedetta. Vicka, con energia e in maniera generosa svuotò fino all’ultima goccia la bottiglietta d’acqua in direzione di quella figura.

Incalzò Ivanka e con decisione disse alla Madonna “Perché sei venuta e cosa vuoi da noi?” Con una voce dolce, angelica, musicale Maria le ribadì “Perché qui ci sono buoni credenti e anche perché vi convertiate e mettiate pace in questo popolo”.

La cittadina di Medjugorje, infatti, aveva bisogno di pace, tra i suoi abitanti vi erano vecchi attriti e divisioni tra le famiglie. Prima dell’ultima guerra, dissidi e inimicizie tra i concittadini, avevano portato all’uccisione di tre persone e al ferimento di altre.

Pace non solo per quel piccolo villaggio, ma una pace universale, perché aggiunse Maria “Vengo a convertire e a riconciliare tutto il mondo”.

Solo i veggenti vedevano la Gospa, mentre i presenti che videro solo una grande luce,urlavano ai ragazzi “Chiedetele di dare un segno della sua presenza”. La risposta della Madonna non si fece attendere e replicò: “Beati coloro che non hanno visto e credono!” Ad un certo punto, intervenne Mirjana chiedendo a quella figura:“Come ti chiami?” ottenne come risposta: “Io sono la Beata Vergine Maria” continuando a ripetere con voce di supplica: “Pace, pace, pace! Riconciliatevi”. Con queste parole si concluse l’apparizione di quel terzo giorno.

Il giorno successivo, la polizia, insospettita da quello che stava accadendo e con la preoccupazione di una cospirazione contro il partito, prelevò dalle loro case i sei ragazzi.

I poliziotti condussero i giovani nel capoluogo, dalla dottoressa Ante Vujevic per sottoporli ad un esame psichiatrico. La dottoressa li visitò, parlò con ciascuno dei sei ragazzi ed emise la sua diagnosi che diceva “Tutti sono sani di mente”. Dichiarerà successivamente ”Coloro che avevano bisogno di una visita psichiatrica, erano le persone che avevano condotto a me i ragazzi” Dopo la visita ed un interrogatorio da parte della polizia, i veggenti ritornarono a Medjugorje in tempo per l’apparizione. Erano, nuovamente tutti presenti, eccetto Ivan, che non riuscì ad andare.

Ecco che la Vergine apparve nuovamente loro e Vicka su suggerimento di un francescano della parrocchia, chiese alla Gospa: “Cosa ti aspetti dai sacerdoti?”. La Vergine rispose “Che siano fermi nella fede, che vi aiutino”.

La stessa Vicka incalzò e chiese:“Perché non appari a tutti in chiesa?”. La risposta di Maria fu la medesima del giorno prima, quando le chiedevano di un segno: “Beati quelli che credono senza aver visto!”. Con queste parole la Vergine scomparve mentre i veggenti continuavano a recitare le preghiere. Ma ecco che quando intonarono il canto: “Tutta bella sei”, la Madonna riapparve nuovamente. Vicka, alla sua vista le chiese, con decisione e con voce forte: “O Vergine, cosa vuoi da questo popolo?”. Per una terza volta, la Gospa rispose: “Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono”.

Il meccanico Marinko che continuava ad accompagnare i veggenti, sul luogo delle apparizioni, dopo essersi fatto indicare dai ragazzi, il punto esatto delle visioni, vi pose una pietra con disegnata una croce bianca. Un segno, per indicare a tutti i fedeli il luogo esatto dove appariva la Vergine.

Il giorno seguente, Domenica 28 giugno,Padre Jozo Zovko, parroco di San Giacomo, rientrò a Medjugorje dopo alcuni giorni; infatti era andato a Zagabria, per fare alcune prediche. Rimase turbato da quello che stava accadendo, quasi non riconosceva più quella sua assonnata, silenziosa, quieta parrocchia di periferia. Era tutto un via vai di persone, che gli parlavano con agitazione, che gli raccontavano di quei fatti strani, di quei sei suoi piccoli parrocchiani che vedevano nientemeno che la Beata Vergine! Addirittura parlavano con lei!

Turbato da quelle vicende che gli erano state raccontate si fece condurre in parrocchia i sei ragazzi per interrogarli.

Li conosceva molto bene quei giovani, erano assidui in parrocchia, bravi ragazzi di famiglie perbene. Rimase indeciso se credere loro, anche se non riusciva a capire perché avrebbero dovuto imbastire una storia così assurda, rischiando severe punizioni.

Ma la prudenza non è mai troppa in queste occasioni, sapeva bene cosa dice la Chiesa, conosceva la severità in cui tratta le apparizioni, ricordava perfettamente le vicissitudini nelle quali erano incorsi i parroci di Fatima e di Lourdes. Era necessaria prudenza, molta prudenza, non bisognava subito, dar credito ai ragazzi.

Quella stessa sera, verso le sei, una moltitudine di persone, forse dieci-quindicimila, provenienti da molte città vicine,si accalcarono sulla collina in attesa dell’apparizione.

I veggenti, videro e parlarono con la Gospa, le posero domande suggerite dai presenti e le risposte che ottennero da Maria,le comunicarono a tutti. In quell’occasione, qualcuno portò sul luogo delle apparizioni un piccolo registratore, il tutto fu inciso su un nastro magnetico. Proprio da queste registrazioni, risulta che la Madonna abbia detto: “Che il popolo creda e sia perseverante nella fede”, inoltre che “I preti siano fermi nella fede e vi aiutino” , ed ancora una volta, la quarta consecutiva, affermò “Beati coloro che credono senza aver visto”. Con un’ultima frase, diretta ai sei giovani, “Andate nella pace di Dio” si congedò da loro e scomparve.

Le autorità del Partito e gli organi di polizia, erano in agitazione, preoccupati di quanto stava accadendo a Medjugorje, troppa gente si riversava in quel luogo, per una presunta apparizione mariana. La paura di agitazioni popolari, e i grandi assembramenti di persone in uno stesso luogo,fece decidere alla polizia di interrogare nuovamente i veggenti.

Cosi il giorno seguente, lunedì 29, alcuni poliziotti prelevarono i ragazzi per effettuare un nuovo esame psichiatrico presso l’ospedale di Mostar. I sei veggenti, attesero la visita, in un lungo corridoio davanti alla porta aperta dell’obitorio e ne rimasero impressionati. Avevano molta paura. Li visitò Il Dr. Dzuda, anche in questa occasione, la diagnosi confermò il loro sano equilibrio psichico e mentale.

Ritornarono a Medjugorje in tempo l’apparizione, Maria diede loro un nuovo messaggio: “C’è un solo Dio e una sola Fede. Credete fermamente e con fiducia”.

Tra i presenti vi era anche una coppia con un bambino gravemente malato di setticemia e chiesero ai veggenti di pregare la Madonna di intercedere per il loro figlio.

La Madonna li incoraggiò a pregare per la sua guarigione, nei giorni seguenti il suo stato di salute migliorò. Questa sarà la prima di una lunga serie di guarigioni straordinarie.

Il giorno successivo, la folla che attendeva i veggenti ai piedi e lungo la collina, per l’ora dell’apparizione era fortemente aumentata, ma questa volta rimase delusa, i ragazzi non erano andati.

Infatti, nel primo pomeriggio, due donne Ljubica e Mirjana, su incarico della polizia, fecero fare ai giovani una gita in macchina, allo scopo di tenerli lontani dal luogo delle apparizioni.

La polizia era molto preoccupata di ciò che stava accadendo, nella capitale si diceva, addirittura, che a Medjugorje era in atto un complotto clerico-nazionalista con infiltrazioni fasciste.

I ragazzi accettarono l’invito alla gita con entusiasmo, eccetto Ivan che non era voluto andare, del resto era una buona occasione per salire su un’auto, per fare una piacevole escursione, un evento raro per quei ragazzi poveri.

La gita includeva anche le cascate di Kravica, i ragazzi erano felici anzi entusiasti, anche perché le due donne avevano offerto loro dei dolci.

Sulla strada del ritorno, Il piccolo Jakov, improvvisamente chiese di fermare la macchina, vedeva una gran luce, era la Gospa che avanzava verso di loro e che si fermò al loro cospetto, su di una piccola nuvola.

Mirjana si fece coraggio e disse alla Vergine: “Ti dispiacerebbe se ti aspettiamo in chiesa? Perché la polizia ci proibisce l’accesso alla collina e minaccia le nostre famiglie “. La Gospa annuì e disse: “Sì, alla stessa ora”.

Anche le due donne, Ljubica e Mirjana erano presenti al fenomeno e rimasero molto turbate dalla visione di quei fenomeni luminosi, questa fu l’ultima loro collaborazione con gli uomini della sicurezza pubblica.

La polizia continuava a non demordere, aveva troppa paura di quegli assembramenti, di quella gente che gridava al miracolo, di quel ritorno di Fede del popolo.

Così il giorno successivo, Mercoledì 1 luglio, poco prima dell’apparizione agenti di polizia tornarono nuovamente a Biakovici. Tre veggenti, Ivanka, Mirjana e Vicka vennero fatte salire su un furgone, ma mentre si allontanavano dal paese, riuscirono a vedere da lontano la forte luce che anticipava la venuta della Gospa sulla collina.

La polizia seguiva e controllava ogni movimento dei giovani veggenti, non permetteva più loro di accedere alla collina.

Così Giovedì 2 luglio, fra’ Jozo, il parroco di San Giacomo, verso le diciassette e trenta fece portare i veggenti in canonica, per permettere loro di avere l’apparizione, lontano da sguardi indiscreti.

Dopo l’incontro con la Madonna, i ragazzi andarono in chiesa dove c’era una gran folla di fedeli; Padre Jozo fece parlare Jakov, era cosi piccolo che la sua testa sporgeva a malapena dal bordo dell’altare. Con voce ferma disse ai presenti: “Oggi ho chiesto alla Madonna di lasciarci un segno. Essa ha solo mosso la testa,facendo segno di si e poi è scomparsa. Prima di andarsene ci ha detto: Arrivederci, angeli miei”. Tutti i presenti furono molto commossi da quelle parole.

Padre Jozo, era preoccupato, era confuso, non sapeva come comportarsi per quelle vicende che stava vivendo, erano troppo grandi per una persona semplice come lui.

Da uomo di fede, chiese aiuto al Signore, quando assorto in una fervente preghiera, sentì come una voce che gli disse:“ Proteggi i bambini”.

Stupito da quelle parole, andò a cercare subito i ragazzi,sulla porta della chiesa li vide in lacrime, erano molto impauriti e correvano verso di lui per cercare un rifugio sicuro dalla polizia, che nel frattempo li stava cercando.

Li nascose in canonica, in una piccola stanza e chiuse a chiave la porta. La Madonna apparve loro in quella stanza chiusa, come sempre bella e piena di gioia. Li confortò dicendo loro di non temere, perché gli avrebbe dato la forza per sopportare tutte quelle difficoltà che stanno vivendo.

I sei piccoli veggenti, si sentivano molto stanchi e turbati per quello che stava accadendo loro , erano un gran peso tutti quegli interrogatori, quelle visite mediche, quelle minacce, quindi decisero di rimanere ognuno nelle proprie case.

In quel sabato del 4 luglio la Madonna li sorprese apparendo a ciascuno di loro nel luogo dove si trovano.

Le apparizioni non erano, quindi finite, nei giorni successivi tutti insieme, si diedero appuntamento in luoghi diversi: in casa di uno o dell’altro, in aperta campagna oppure in chiesa.

Padre Jozo, cominciò a non aver più dubbi su quelle apparizioni, anzi iniziò a crederci fermamente. Nelle sue prediche iniziò a metterci più entusiasmo, la sua chiesa non era mai stata così piena, questo lo confortava e gli dava coraggio.

Prediche ascoltate, però, anche dalla polizia, che non gli perdonava di aver detto:“Quarant’anni di deserto!” A cosa si riferiva Padre Jozo? Ai quarant’anni da quando Tito ha preso il potere? Come poteva paragonare la rivoluzione socialista al deserto! Per queste parole dette, Padre Jozo fu arrestato e gli furono confiscate tutte le elemosine della parrocchia.

Il parroco, si giustificò al processo dicendo che si riferiva al popolo ebraico, quando diceva “Quarant’anni di deserto”, Questo non bastò a far si che Padre Jozo fosse condannato a ben tre anni e mezzo di carcere. Verrà liberato, anticipatamente, dopo un anno e mezzo, grazie alle oltre 40.000 lettere scritte al presidente della repubblica jugoslava dai lettori del settimanale Il Sabato.

Questo è il resoconto dei primi dieci giorni delle apparizioni, desunte dalle interviste e dai racconti, che nel corso degli anni i veggenti hanno fatto.

 

Oggi Marija, ha avuto la consueta apparizione mensile, la Madonna le ha consegnato il seguente messaggio:

“Cari figli! Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza. La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene. Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

Solo alcuni spunti di riflessione:

La Madonna in questo messaggio vuole quasi anticipare o prepararci alla grande festa della Pentecoste, ricordandoci di pregare lo Spirito Santo. Anche nel messaggio del 2 Aprile, prima della Pasqua, parlando della Resurrezione di Gesù, voleva aprire il nostro cuore al grande mistero della fede, quasi a voler scandire i tempi liturgici. Con la sua natura umana, comprende, capisce le nostre preoccupazioni di questo tempo. Le nostre ansie, le nostre angosce di questo mondo votato sempre più al relativismo, senza speranza di un futuro, pieno di odio, di sofferenze. Ci supplica a pregare lo Spirito Santo, che ci dia la forza, il coraggio di combattere il maligno, che in questi tempi sembra essere dotato di energia particolare. Ma non ci lascia soli in questa lotta, perché dice “Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù”. Una grande consolazione, per non sentirci abbandonati in questa lotta difficile ma necessaria per la salvezza nostra e del mondo.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Roberto Lauri